Creare Giro D'accordi

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      Ecco a cosa non avevo pensato!! rossorelativo ha ragione! Il repertorio!! Come ho scritto prima è importantissimo ascoltare, ma ovviamente è importantissimo anche suonare cercando di sfruttare il più possibile ciò che si ascolta per le proprie composizioni! E attenzione, nessuno sta parlando di copiare, ma di reintepretare e sviluppare le caratteristiche dei pezzi del vostro repertorio nella vostra musica. La stessa cosa accade anche a livello melodico. Pensate all'improvvisazione jazz, sono migliaia i jazzmen che hanno elaborato il proprio stile di improvvisazione ascoltando e imparando le improvvisazioni degli altri. Ed anche in questo caso la consapevolezza tecnico teorica di cosa accade armonicamente e di conseguenza melodicamente è utilissima, ma non imprescindibile. E faccio una considerazione! La musica è un linguaggio e come tutti i linguaggi ha delle regole, degli stili e delle varianti, però, in tutte le nazioni, esistono delle persone analfabete che non hanno nessuna o quasi nessuna conoscenza tecnica della lingua. Eppure, queste persone parlano e capiscono. Penso che sia fondamentale questo punto per capire profondamente il senso dell'importanza dell'ascolto e quindi del repertorio. Il musicista analfabeta fa la stessa cosa. Ascolta, suona, capisce e suona reintepretando. Quindi a livello pratico per approcciarsi ad una composizione semplice non bisogna far altro che capire un discorso, bisogna comprendere ciò che viene detto, vedere gli accordi che vengono usati per esprimere quel discorso e dopo aver compreso tanti discorsi allora saremo finalmente in grado di farne uno anche noi.
      "Mi sedetti sullo sgabello e cominciai a suonare, subito perso nella perfezione dell'attimo; ero altrove." T.E. Carhart.

      MrRed ha scritto:

      rossorelativo ha scritto:

      io sposo quello che dice lord xeddy,l ho detto altre volte in altri post analoghi,i giri di accordi
      devono venire da dentro,quello che avete dentro,non studiarli.
      si nasce imparati?no
      la strada che molti hanno seguito è quella di imparare/suonare duecento canzoni degli artisti che vi piacciono,rubargli i segreti delle sequenze armoniche,suonare,elaborare.

      E non è comunque studiare armonia anche questo?

      si, è studiare anche questo,in modo meno scientifico ma è studiare anche questo.
      però non sopporto chi dice"mah..se ti sposti sul quarto grado della scala..blabla..
      preferisco un approccio rustico del tipo"azz..sto accordo non c entra na mazza ma senti come ci sta bene..oppure...ho messo giù male le dita(dell accordo si intende)e senti come suona..
      poi come lord...in realtà quando si compone altro si fa che rielaborare in chiave nostra quello che abbiamo sentito e suonato da altri.
      l approccio scientifico è roba da arrangiatori-esecutori,la composizione è un bisogno interiore.

      MrRed ha scritto:


      E non è comunque studiare armonia anche questo?


      Ma è proprio questo il punto! Come ho già detto si tratta di un approccio alternativo e meno accademico per iniziare a comprendere empiricamente varie regole armoniche e poterle sfruttare.

      aaaaaaaa ha scritto:

      Forse non hanno ancora capito che quelli che loro considerano giri "inventati" da loro, giri "alternativi" creati dal nulla, ricchi di creatività, in un contesto armonico giocano un loro rulo preciso, e studiandola ci si sarebbe arrivati in 5 minuti a quel giro.


      Guarda di nuovo è evidente la polemica sterile ed inutile. Non ho mai parlato di giri alternativi come neache di giri inventati e mai ho parlato di creatività. Ti ripeto che è solo un approccio diverso per capire delle regole analizzando dei movimenti armonici empiricamente. Ripeto anche che è evidente e chiaro come l'armonia sia fondamentale per acquisire un metodo sistematico volte all'individuazione di progressioni efficaci. Quindi piuttosto che polemizzare proponi un metodo, anche di base, per arrivare alla costruzione di un giro armonico tramite l'applicazione strutturale e sistematica di principi armonici, poi starà a chi legge scegliere quale sarà la strada migliore per se stesso! Bon...per favore però basta polemiche, facciamo i costruttivi.
      "Mi sedetti sullo sgabello e cominciai a suonare, subito perso nella perfezione dell'attimo; ero altrove." T.E. Carhart.
      Inutile interloquire con aaaaa perché ha chiesto di essere bannato ed è anche stato accontentato.
      Per come la vedo io la musica la possono fare tutti e la qualità del risultato, a parte che potrebbe importare poco a chi la fa, al limite la giudica il suo pubblico, se ne ha e/o se ne vuole.
      Detto questo, senza vena polemica, ho sentito tante volte, a partire dai miei allievi, musicisti convinti di aver "creato" chissà che quando sia la melodia che l'armonia, per quanto in testa loro originali, erano decisamente carta conosciuta.
      Quello su cui non mi potrò mai trovare d'accordo è che conoscere l'armonia possa in qualche modo limitare la creatività.
      Le mie foto...
      SenzaLegge
      Il mio soundcloud

      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      MrRed ha scritto:


      Quello su cui non mi potrò mai trovare d'accordo è che conoscere l'armonia possa in qualche modo limitare la creatività.


      Conoscere l'armonia amplifica la creatività! Senza dubbio! Se da quello che ho scritto è stato percepito il contrario me ne scuso, ma non era assolutamente mia intenzione. Quello che ho voluto sottolineare nei miei post è che si può stimolare l'estro creativo di un musicista in vari modi oltre allo studio, starà poi a lui una volta sbloccatosi capire che con lo studio potrà avere quella consapevolezza che lo porterà ad avere mezzi più immediati ed appropriati per approcciarsi ad una composizione.

      Inoltre penso che ormai sia poco credibile la possibilità reale di creare nuove progressioni che non siano già "carta conosciuta". Ormai di progressioni si è visto di tutto e questo tutto è stato già ampiamente studiato e analizzato in modo sistematico. Quindi il fatto, imho, non è tanto cercare una progressione armonica nuova ed inedita, ma capire come servirsi delle progressioni già conosciute per continuare ad evolversi sfruttando tutte le altre componenti della musica.
      "Mi sedetti sullo sgabello e cominciai a suonare, subito perso nella perfezione dell'attimo; ero altrove." T.E. Carhart.
      Adesso non ricordo il nome forse rickosky o qualcosa del genere (l'aveva consigliata @teetoleevio) ma aveva scritto una raccolta che riassume i giri armonici delle canzoni... è utile se si vuole sperimentare nuove melodie su giri di accordi anche "originali"
      la mia opinione è che si può fare tutto sia studiando armonia sia " ad orecchio".
      ovviamente se fai "solo ad orecchio" è ovvio che devi averne molto e devi aver ascoltato e provato a suonare MOLTA musica prima di tirare giù qualcosa che non siano "i soliti 4 accordi".
      Ogni cosa può essere fatta da autodidatti, ma se si segue una strada già collaudata in genere si fa prima...

      una precisazione:
      studiare armonia non è per forza studiarsi tonnellate di tomi, ma se si imparano le basi uno capisce qualcosa in più...
      esempio banalissimo: sapere che se in una melodia usando sensibile->dominante o tonica->dominante ho una chiusura ci posso arrivare ad orecchio o saperlo già dalla teoria...
      <p>

      classic ha scritto:

      Adesso non ricordo il nome forse rickosky o qualcosa del genere (l'aveva consigliata @teetoleevio) ma aveva scritto una raccolta che riassume i giri armonici delle canzoni... &egrave; utile se si vuole sperimentare nuove melodie su giri di accordi anche &quot;originali&quot;
      </p>


      Era Rikky Rooksby. Ha scritto diversi libri.

      Un approccio semplice ma fatto secondo me molto bene sulla scrittura e sulla struttura di canzoni pop, rock e in qualsiasi genere musicale.

      Un punto di partenza secondo me molto valido soprattutto perchè; relativamente semplice che si basa sulle progressioni armoniche e sugli open chords rispetto alla teoria musicale classica, che qui spesso in molti pensano sia necessaria solo per musicisti professionisti.

      Secondo me chi dice che l'orecchio in sé, o la creatività bastino, è solo presuntuoso. E ignorante, detto in senso buono.

      E' molto, molto più difficile scrivere un brano di due minuti e cinquanta, che funzioni sulla tastiera Bontempi, rispetto a conoscere il Piston, l'improvvisazione modale, le dominanti secondarie e tutta l'orchestrazione del mondo con una grande produzione.

      Ed è per questo motivo che generalmente qui non ci sono purtroppo compromessi o livelli intermedi tra il "giro di Do" e la pallosissima didattica classica che spesso non solo NON insegna a scrivere un brano che funzioni in due minuti e cinquanta, ma che, come qualcuno diceva molto bene, è pari a una mentalità stantia che allontana moltissimi dal fruire della musica, e della scrittura, anche solo per divertimento: un gran peccato.

      Detto questo, teoria o non teoria, il "giro" di accordi che tiri fuori oggi e che pensi sia nuovo, l'hanno già inventato nel 1920. Ed è molto più difficile fare un hit serio di Katy Perry rispetto a un brano di Capossela.

      Opinioni assolutamente personali e non per forza di cose condivisibili.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      teetoleevio ha scritto:

      Secondo me chi dice che l'orecchio in sé, o la creatività bastino, è solo presuntuoso. E ignorante, detto in senso buono.


      Fuor di polemica teeto... non tutta la musica è Katy Perry, il catchy o il pop da classifica.

      Paul McCartney
      John Lennon
      Keith Richards
      Pete Townsend
      Kurt Cobain
      Bob Dylan
      Tony Iommi
      Jimmy Page
      Paul Simon
      [...]
      (nomi "a caso" - si fa per dire ;) )
      sono compositori che hanno caratterizzato parte della musica del secondo Novecento e per molti, anche qui sul forum, sono "la" musica.
      Nessuno di loro aveva conoscenze teoriche di armonia, né il Piston, né il Rooksby.
      Magari grandi collaboratori (leggi un George Martin), ma più per l'arrangiamento e la produzione che non per la composizione in senso assoluto.

      Poi, certamente, già in certo rock degli anni '70 la consapevolezza teorica è diventata parte strutturale dell'aspetto compositivo... senza citare esperienze importanti ma oggi meno conosciute (dalle nuove generazioni), come Tangerine Dream, basta ricordare gli architetti Pink Floyd, Genesis, Yes e via dicendo.

      E, sempre e solo parlando di Rock (perché tutto quello che cito è classificato come rock, non si parla di Miles Davis, o Coltrane, né di Luciano Berio), certamente gruppi come - è un esempio - Radiohead hanno maturato e approfondito nel tempo nozioni teoriche di armonia per dirigersi verso nuove suggestioni.

      Che poi chi voglia scrivere - come il thread starter di un anno fa, ora scomparso dalla discussione - pop "da classifica" per piacere alle "etichette" debba rendersi conto che è un lavoro complesso e che richiede approfondimenti teorici marcati e decisi non ci piove.
      Ed è assolutamente vero quello che dici: saper mettere a fuoco due minuti e cinquanta di brano che scali le classifiche è - oggi per lo meno - un lavoro scientifico, studiato, meditato, che richiede basi solide.

      Peccato però che personalmente, se devo cercare la qualità compositiva "meditata" (chiamiamola così), preferisco di gran lunga muovermi su altri territori: cito i primi che mi vengono in mente, che sono - parlando sempre di mainstream e non di nicchie, ad esempio AIR, Zero 7, Massive Attack, che so... non le hit pop le quali, oltretutto, soffrono spesso di un aspetto testuale assolutamente imbarazzante (e pur non amandolo qualcosa di buono il citato Capossela nei primi dischi sotto questo aspetto fece).

      Al momento il mio catchy sono le variopinte e naif cascate dei suoni dei Tame Impala, che magari non venderanno come Kathy Perry ma che, per mia fortuna, sanno trasmettermi qualcosa di autentico (non dico "originale", che ormai è un termine a mio avviso fuorviante) e di non scientificamente messo a punto. Poi magari Kevin Parker è un maestro del Piston... lungi da me il dire che lo studio e l'applicazione delle regole dell'armonia siano una cosa inutile o limitino la creatività (sarebbe una solenne cazzata), però la musica non sono solo gli hit da classifica.

      Opinioni assolutamente personali e non per forza di cose condivisibili (cit. teeto :) )

      Waray ha scritto:

      Ciao a tutti vorrei sapere tutte le regole per creare un giro d'accordi personalizzato ... mi sono scocciato di sentire sempre i soliti giri (perfavore non linkatemi link che insegnano armonia :S xkè già ne ho letti tanti)


      Salve,

      so che sei assente dal thread da molto tempo ma dico la mia.

      Una parte essenziale della creazione di un giro armonico , suppongo finalizzato alla stesura di una canzone, dovrebbe tener conto essenzialmente della melodia.

      Ma partiamo dal passato.

      Ho sempre iniziato , lavorando prettamente ad orecchio e conoscendo appena le basilari regole dell'armonia classica ma provenendo dall'essere un ascoltone con lunghe , lunghissime sedute dinanzi ad impianto hi-fi sin dai primi anni della mia vita (il 16 ne compio 52) , partendo dalla stesura del giro armonico. Raramente facendo il contrario. Questo perchè inizialmente riuscivo a malapena ad accompagnarmi al piano sebbene avessi un idea del testo che volevo musicare.

      Poi son passato alla fase inversa. Avevo maturato skills sufficienti a provare la melodia ed un eventuale testo da sviluppare per cui mi veniva più naturale , sebbene continuassi ad usare più l'orecchio che la formalizzazione della sequenza d'intervalli sia dell'armonia che della melodia, cercare immediatamente soluzioni che mi soddisfacessero nella progressione sia dell'una che dell'altra linea.

      Oggi dopo circa 30 anni trascorsi a fasi alterne a scrivere canzoni (io le definisco canzoncine da sempre) , posso dire con una discreta certezza che sviluppare una sequenza di accordi senza considerare lo sviluppo di una linea melodica, o quantomeno di un tema , mi risulta abbastanza difficile.

      Quindi il suggerimento che potrei dare è questo ,e , oltretutto, ritengo sia decisamente propedeutico anche allo sviluppo della fase successiva , ovvero dell'arrangiamento : valutare una digressione d'accordi sempre e comunque tenendo conto della linea melodica o, ripeto , del tema. Le soluzioni che mi soddisfano di più le raggiungo registrando contemporaneamente due linee sul sequencer , ovvero una di pianoforte dove cerco di impostare solo gli accordi di base , e l'altra con un cantato che simuli l'andamento del tema che presumo di voler sviluppare.

      Questa stretta dipendenza fa in modo che quella necessaria relazione che si crea mi porti automaticamente , o quasi , ad escludere la scelta di determinati accordi e se mai ciò ritengo sia necessario opero in una seconda fase quando magari , avendo anche scelto e scandito un testo che si sposi perfettamente con il tema , o con una linea meodica completa , posso liberamente dedicarmi a provare accordi o comunque digressioni armoniche diverse anche operando per sostituzione su ogni singolo grado.

      Le mie canzoncine sono molto leggere sotto questo aspetto quindi parlo dal punto di vista del musicista che , per una questione di coerenza e credibilità del progetto , non aspira certamente a complicare le scelte armoniche al fine di produrre un insano , direi inutile esercizio di stile.

      C'è tutto un panorama musicale pregresso al quale attingere soluzioni che possano soddisfare i palati più fini e quelli meno smaliziati. Negli anni '80/'90 certa fusion, lo dico a titolo d'esempio, ha consentito al pop di attingere a piene mani a soluzioni in chiave di lettura jazzistica delle quali produzioni pop di quel periodo recano tracce facilmente individuabili .

      Caso clamoroso e secondo me alla portata anche dei meno preparati in tema di armonia, è un disco dal vivo di Sting , Bring on the Night , registrato a Parigi nell'ormai lontano 1985 , dove l'ingresso nella band di musicisti di chiara estrazione jazzistica portò il nostro a riarrangiare la totalità dei brani , di sua produzione ma anche del repertorio Police , con una evidente matrice , appunto, jazzistica.

      In sintesi : il discorso della conoscenza , l'esercizio nella lettura ed esecuzione delle progressioni armoniche , il pieno possesso di alcune fra le fondamentali regole dell'armonia classica possono rendere più agevole trasformare un già sentito in qualcosa di meno scontato. Però ritengo che nella fase creativa dovrebbe funzionare più un meccanismo istintivo di "libera" generazione di flussi armonici che soddisfino il gusto personale in primis ; l'applicazione di alcune regole poi , avendo cura anche di tentare d'infrangerle se lo si ritiene gradevole, e sempre al proprio orecchio, dovrebbe servire a razionalizzare un approccio creativo ed emotivo al fine di rendere presumibilmente vendibile ciò che abbiamo prodotto .

      Saluti
      ...Musicalmente Parlando...
      @teetoleevio perchè 2:50 ? Credevo tra i 3 e 4 minuti lo standard di un brano...
      Comunque condivido sia quanto detto da Teeto che da Grunge... credo che conoscere l'armonia sia utile ma anche che la "riuscita" di un brano dipende da molti fattori... può essere una bella melodia, un ritmo accattivante (guardate take five di brubeck), un giro di accordi interessante (ma se Celentano ha fatto un brano solo sul MI7)... e anche il fattore C ha la sua parte... in pittura Van Gogh alla fine (un po in ritardo) è diventato famoso ma chissà quanti altri (come dice @papedroga) sono rimasti "in panchina" nonostante qualità e talento simili...

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “classic” ().

      grungelizer ha scritto:


      Al momento il mio catchy sono le variopinte e naif cascate dei suoni dei Tame Impala, che magari non venderanno come Kathy Perry ma che, per mia fortuna, sanno trasmettermi qualcosa di autentico (non dico "originale", che ormai è un termine a mio avviso fuorviante) e di non scientificamente messo a punto. Poi magari Kevin Parker è un maestro del Piston... lungi da me il dire che lo studio e l'applicazione delle regole dell'armonia siano una cosa inutile o limitino la creatività (sarebbe una solenne cazzata), però la musica non sono solo gli hit da classifica.

      Opinioni assolutamente personali e non per forza di cose condivisibili (cit. teeto :) )


      Assolutamente.
      Ma è d'obbligo un'importante precisazione. Sostanziale, altrimenti è facilissimo semplificare e fraintendermi.

      E NON vorrei essere frainteso. :D

      Io NON dico che l'obbiettivo sia Kathy Perry o il "pop" becero americano.

      Dico solo, IN UN CONTESTO DIDATTICO E DI APPRENDIMENTO MUSICALE, E SOPRATTUTTO NEI CONFRONTI DI MOLTA MENTALITA' QUI DIFFUSA, che è più difficile sapere scrivere a tavolino un brano corto ed efficace rispetto ad altri tipi di scritture, più "colte" e di didattica tradizionale.

      Chi ha iniziato il thread chiede "COME FARE UN GIRO DI ACCORDI".

      Probabilmente sta iniziando. Io cerco di fargli conoscere un metodo base per avvicinarsi alle progressioni armoniche, alla melodia, alla ritmica eccetera consigliando un libro semplice ed efficace che per me porta rapidamente a buoni risultati anziché brancolare nel buio della teoria base del maestro di chitarra.

      Tutto qui.

      L'obiettivo NON è Kathy Perry. L'obbiettivo è piuttosto la diffusione di un metodo moderno e snello di scrivere canzoni rock, pop o qualsiasi altro genere cercando di fare superare l'ignoranza del Giro di Do o la smaccata copiatura "pari - pari" di molti nostri autori prima di arrivare all'accademismo dell'armonia e del contrappunto.

      Magari con dei testi un po' più vivaci e meno da tagliarsi le vene. Diciamo un po' più divertimento e un po' meno rompico*lioni.

      Tutto qui.

      Non promuovo Kathy Perry. Promuovo viceversa la possibilità di scrivere branetti decenti e che abbiano un senso cercando di mettere qualcosa in mezzo, tra l'ignoranza assoluta, vedi "accendo il computer e basta l'orecchio" e le dominanti secondarie.

      Per il resto personalmente ascolto e apprezzo musica molto diversa da Kathy Perry, al 98% inglese e non sempre mainstream, anzi...

      Sul songwiting in sé, peraltro non credo particolarmente al mito di Lennon e Mc Cartney "analfabeti" .
      Per esempio hanno fatto 3-4 anni di tour facendo la cover band e studiando giocoforza centinaia di brani famosi. Questo nella biografia ufficiale di Mc Cartney. Sapevano scrivere ECCOME, e tutto erano meno che analfabeti in termini di armonia e composizione.

      Idem Keith Richards che prima di incontrare Jagger ha passato l'infanzia ascoltando e studiando le progressioni armoniche americane.

      E non è che Pete Townshend non conoscesse come scrivere i brani...

      Quello che cercavo di dire andava proprio in questa direzione.

      Lo stesso Noel Gallagher sostiene che ci sono solo 36 accordi, e finita lì... :D

      Spero di essere stato compreso.

      La mia idea è che si possa fare musica di livello decente senza per forza di cose sapere orchestrare una partitura, e allo stesso momento credo sia sostanziale anche per divertimento provare ad imparare perchè una canzone funziona e perché no, a prescindere dal genere.

      Per fare questo ci vuole un po' di teoria APPLICATA, cosa su cui secondo me in Italia non c'è molto, a livello didattico, e magari provare a capire come sviluppare un brano con un po' di progressioni armoniche, tensioni, risoluzioni, anziché accendere il computer con un software craccato e pensare che stai "producendo", tutto qui.

      Io la vedo come Gallagher. Allargando il discorso, non è questione di rock o pop.

      E' questione di scrittura e riscrittura. Gallagher va in studio con un minimo di trenta brani completi. Poi ne produce dieci.

      NON promuovo Kathy Perry.

      Però è utile talvolta dare un'occhiata a Kathy Perry.

      Poi magari ti godi John Barry o gli AIR, o Gallagher, o i Massive Attack, o i Portishead, o i Radiohead, o Mr Scruff.

      O Capossela, se questo è il tuo gusto.


      Opinioni personali.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Battisti insegna: un giro di
      Come do la minore re minore sol
      Viene fatto iniziando a cantare a giro già iniziato sul re minore.
      Incredibile.
      Ascolta "vendo casa" di battisti.

      Cmq un giro interessante è
      do maggiore fa minore (strofa)

      Fa diesis diminuito sol maggiore (ponte)

      Re minore fa maggiore do maggiore sol maggiore (ritornello)
      adriano celentano forever