capire tonalità accordi

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      Hank wrote:

      Si ma così è un delirio,dai.

      :D :D

      jack50 wrote:


      guarda io ci tengo davvero tanto a farmi una cultura musicale seria il problema è che non è semplice, le cose da sapere per costruirsi un percorso "sensato" sono veramente tante e nel mio caso dovrei cominciare dall'abc. C'è qualcuno che saprebbe darmi un consiglio? vi ringrazio!
      considerate che nessuno nasce "imparato" come è solito dire!!! ;)

      Studiare le basi non e' difficile, un po' piu' complesso e' assimilare ed usare bene i concetti ...ma e' anche la parte piu' divertente :)
      Io preferisco un buon libro e se possibile un buon insegnante.
      Per l'armonia ho letto "Teoria di Armonia e nozioni di Arrangiamento Jazz" di Susanna Gramaglia....ma ci sono tanti libri buoni.
      Con delle buone basi poi si puo' proseguire da soli ...anzi si deve :D
      ...anche perche' farsi una cultura musicale seria e' comunque un percorso lungo ;)
      Questa è una scala di SIb minore armonica...non credo sia molto comune nella musica house!
      Comunque Jack50 un po' come ti hanno detto gli altri anch'io ti consiglio di studiare un po' di teoria musicale, non ci vuole molto ad apprendere e basta poco per cambiare radicalmente la vita nel mondo della musica

      zeus@homestudio wrote:


      Per l'armonia ho letto "Teoria di Armonia e nozioni di Arrangiamento Jazz" di Susanna Gramaglia....ma ci sono tanti libri buoni.

      anche io ho studiato su quello,ma senza un insegnante non lo si capisce proprio benissimo, soprattutto chi è a digiuno di teoria.
      Comunque quoto Angix, per definire un accordo ci vogliono almeno 3 note
      "chi è tello ptuno?"="cos'è questo profumo?"
      A parte che non è vero che per essere definito accordo deve essere almeno una triade ma può benissimo essere composto anche solo da 2 note simultanee, e comunque se volessimo definire la qualità di una triade ci vogliono 3 note ma per definire la scala è sufficiente identificare come sono disposti gli intervalli, e quando sappiamo su quali note cadono questi intervalli possiamo definire pure la tonalità
      La mia teoria musicale risale ormai a molti anni fa (purtroppo!) ma l'accordo propriamente detto è dato dalla sovrapposizione di due o più intervalli armonici. Essendo l'intervallo la distanza fra due note, ne consegue che un accordo ha bisogno di almeno tre note.
      E poi: non ho capito come può essere una scala di Sib minore armonica...
      Wools, ti consiglio di rivedere un po' l'ABC dell'armonia.

      come dice giustamente Cremateo, servono almeno 2 intervalli, non 2 note!



      Un DO e un MI naturale possono essere I e III in Do maggiore, III e V in la minore, V e VIII di un Fa maggiore settima aumentata, e così via.

      Sul discorso della scala anche lì è un discorso molto relativo.. Se io in un brano in Re minore ad un certo punto ho un SOL#, non è che mi metto a pensare ad una scala di re minore con il sol diesis, ma piuttosto ad un contesto armonico con una probabile dominante della dominante.. La scala non centra niente.

      @cremateo: se vai a vedere le note usate, si possono incastrare per comporre una Sib minore armonica
      Violinista H-Pirla Scelto

      i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 10 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500

      Post was edited 1 time, last by “Angix” ().

      Angix wrote:

      se vai a vedere le note usate, si possono incastrare per comporre una Sib minore armonica
      Chiaro, ma non solo... per questo chiedevo perché proprio quella scala.
      Infatti:

      Wools wrote:

      stiamo parlando di note che sono ad intervallo di 1st - 3 st - 1st, io in una scala diatonica riscontro questi intervalli solo nella minore armonica
      Ora, se non ricordo male, gli stessi intervalli sono caratteristici anche della scala araba e forse anche di almeno un'altra, forse napoletana, ma la memoria non mi aiuta... a che ricordi io questi intervalli sono pochi per poter definire univocamente una scala, ma ripeto, la mia teoria musicale è un po' datata!
      Esatto questi intervalli sono anche nella scala araba, ma uno se volesse forse ne troverebbe anche altre, ma suppongo che prevalentemente noi siamo di cultura occidentale e quindi faccio riferimento alla nostra scala diatonica che nell'ambito della "musica colta" (definizione didattica) viene utilizzata in maggiore e nei 3 modi minori che poi il minore naturale è uguale al maggiore e la minore armonica è quasi inutilizzata. Se volessimo ci sono tutte le altre scale Blues e quant'altro però nessuna di queste usa gli intervalli 1st - 3 st - 1st
      Poi se questi intervalli sono anche nella scala Persiana non lo so, per dirne una a caso, perché non ho studiato Etnomusicologia e comunque so per certo che non hanno il temperamento equabile
      Ok wools ma rimane il fatto che secondo me non ha nessun senso estrapolare una ipotetica scala di riferimento da una serie di bicordi.

      Altro esempio:
      siamo in DO maggiore. Ad un certo punto modulo a Fa e introduco nella melodia il SIb..
      Non è che se guardo quelle 2 battute dico: è una scala di Do maggiore con il settimo abbassato e tiro fuori, chessò, la musica dell'antica papuasia.
      Semplicemente, con buona probabilità si tratta di una modulazione, o di una cambio di tonalità, o di altre 1000 cose..
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      Gli esami che di armonia che ho dato nei primi anni al conservatorio a volte prevedevano anche esercizi di questo tipo, successione di 4 singole note (una melodia) identificare la scala o le scale se non c'erano elementi univoci...in questo caso avrei risposto SIb minore armonica, che poi da qui non abbia senso estrapolare un contesto musicale sono d'accordo, ma la scala è identificabile e come esercizio condivido che ha senso, non mi sembrava che il mio docente si drogasse!
      ok Jack
      tu suoni FA# + LA# l'accordo è di FA# maggiore
      poi suoni FA + LA e l'accordo è di FA maggiore
      quindi semplicemente stai alternando 2 accordi che non necessariamente fanno parte di una scala
      io l'accordo di FA lo vedrei come una appoggiatura (e quindi saremmo in scala di FA#)
      però essendo musica "elettronica" in effetti puoi muoverti più liberamente che con l'armonia classica, magari 2 note fanno un effetto della m..nna o usi un arpeggiatore per cui con 2 note hai fatto una canzone ;)

      però diciamo anche che anzichè suonare
      FA# LA# FA# LA# (partendo dal basso)
      potresti magari avere più soddisfazione a suonare
      FA# DO# FA# LA# (sempre partendo dal basso)

      la differenza è poca ma sottintende un minimo di conoscenza teorica...
      gli strumenti ti sono già stati segnalati e per fortuna oggi ci sono molte possibilità 8)

      Ambrogio :)

      Angix wrote:

      Ok wools ma rimane il fatto che secondo me non ha nessun senso estrapolare una ipotetica scala di riferimento da una serie di bicordi.
      É proprio quello che intendevo: mi sembra che non abbia senso dire che fa, fa#, la, la# facciano parte di quella scala piuttosto che un'altra.
      Poi che il temperamento sia equabile è solo per praticità di esecuzione e accordatura, ma non influisce sulla natura della scala.
      Il temperamento equabile prevede anche la suddivisione dei semitoni all'interno dell'ottava, e comunque ha senso dire che le 4 note fa, fa#, la, la# possono stare solo e soltanto nella scala di SIb minore armonica perché nelle altre 3 prima citate non ci stanno, quindi non avendo elementi per definirla modulazione (manca la preparazione) per me resta la scala che ho detto...forse mi sto sbagliando ma spiegatemi meglio in che modo

      Wools wrote:

      Gli esami che di armonia che ho dato nei primi anni al conservatorio a volte prevedevano anche esercizi di questo tipo, successione di 4 singole note (una melodia) identificare la scala o le scale se non c'erano elementi univoci...in questo caso avrei risposto SIb minore armonica, che poi da qui non abbia senso estrapolare un contesto musicale sono d'accordo, ma la scala è identificabile e come esercizio condivido che ha senso, non mi sembrava che il mio docente si drogasse!
      Lo so, ma rimane, appunto, un esercizio e basato solitamente su una successione "orizzontale" di note e non certo bicordi.
      Armonia classica l'ho fatta anch'io (quella "complementare" del vecchio ordinamento ^^ ), così come qualche anno di composizione.. Ma quando si passa all'elettronica o in generale a generi, passatemi il termine, moderni le cose cambiano.

      tu suoni FA# + LA# l'accordo è di FA# maggiore
      poi suoni FA + LA e l'accordo è di FA maggiore
      Con il basso che dice probabilmente sì, anche se io trovo molto più interessante un basso che arriva al FA partendo da un RE# (provare per credere :D :D :D :D :D ). ^^



      @Wools:
      suona e metti in loop quello che ha postato jack e suonaci un assolo basandoti su una scala di SIb armonica. Dimmi cosa salta fuori.
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      Angix wrote:


      tu suoni FA# + LA# l'accordo è di FA# maggiore
      poi suoni FA + LA e l'accordo è di FA maggiore
      Con il basso che dice probabilmente sì, anche se io trovo molto più interessante un basso che arriva al FA partendo da un RE# (provare per credere :D :D :D :D :D ). ^^


      è il basso che suona, non quello che dice
      IMHO non dobbiamo confonderci tra quello che potrebbe essere e quello che è

      classic wrote:

      Angix wrote:


      è il basso che suona, non quello che dice
      IMHO non dobbiamo confonderci tra quello che potrebbe essere e quello che è
      Sì, ma solo perché ha detto che il basso "doppia" quella traccia, altrimenti era un po' altino per poterlo considerare come dicevi te.

      Rimane il fatto che, ragionando in termini teorici, quelle 2 note possono essere un sacco di cose.

      E se sul FA - LA ci mette un bel synth a ottava che ti tiene un RE? A seconda dell'arrangiamento lo puoi intendere come un Fa6 piuttosto che un Re minore in primo rivolto.
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      Il fatto che siano orizzontali o verticali non cambiano la scala però, le note presenti sono sempre le stesse.
      Io armonia complementare l'ho fatta al nuovo ordinamento e poi mi sono laureato in musica elettronica...comunque studiare la teoria musicale è cultura e fare musica è arte. Uno in musica mette quello che vuole se lo ritiene interessante, il fatto che sia elettronica o strumentale o ibrida secondo me non incide su questo concetto.
      Il fatto è che qui l'intenzione è fare musica house, allora a mio giudizio non mi sposterei da scale maggiori o proprio al limite minore melodica, questo non perché sia sbagliato ma perché le ho sempre sentite così