capire tonalità accordi

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      Wools ha scritto:

      Il fatto che siano orizzontali o verticali non cambiano la scala però, le note presenti sono sempre le stesse.


      Quando il brano è sul SOLb - SIb (per ragionare con la tua scala) voglio vedere se ci metti una melodia che fa un Fa o un La naturale.
      A meno che non sia un effetto volutamente dissonante, direi che non ci azzecca per nulla..

      Se facciamo il tuo ragionamento, se ti faccio vedere delle triadi costruite su una successione degli accordi:

      DO mag, LAb mag, SIb mag, FA mag

      che scala di riferimento useresti?

      @classic: ovviamente con il mio intervento non voglio certo controbattere al tuo, che condivido in toto. Era giusto per fare qualche puntualizzazione teorica vista la piega che ha preso la discussione.. ^^
      Violinista H-Pirla Scelto

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      E intanto beccatevi questo ... Non ho resistito.... :D :D :D :D :D
      Violinista H-Pirla Scelto

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      classic ha scritto:



      a volte è da cazz..ine così che escono pezzi interessanti :D

      Se volete metto online le tracce di batteria e dei bicordi e facciamo il "contest armonizzazione"... :D :D :D :D :D

      prova a riregistrare la melodia con il violino e fai un controcanto...
      Al massimo provo a spernacchiare nella tromba.... :rolleyes:
      Violinista H-Pirla Scelto

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      Angix gli accordi che hai citato potrebbero essere:
      V di FA+, IV di MIb+, IV di F+, I di FA+
      quindi scala di FA+ con mudulazione a Mib+ per il secondo accordo e ritorno su FA+
      Comunque ti faccio presente che qualcuno con i bicordi c'è diventato spropositatamente ricco:
      youtube.com/watch?v=uSD4vsh1zDA
      che ti piaccia o no questa canzone la conoscono tutti era fissa i tutti i locali notturni per un anno e mezzo e come la ballavano tutti!!!!
      Saltavano i tavolini quando iniziava questa...eppure è un bicordo fatto in SOL+ da tonica e dominante che passa poi a tonica e sottodominante, dopo tonica e modale nuovamente tonica e sottodominante per poi tornare alla tonica e dominante...tutte rigorosamente note da 1/4...raccontalo ai fans The Black Eyed Peas "è solo un bicordo" perché io sarei d'accordo che è una cagata ma i non musicisti non si pongono tali problemi...e comunque la canzoncina è orecchiabile e adatta per locali notturni, non mi sarei vergognato se l'avessi fatta io!!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Wools” ().

      classic ha scritto:

      tu suoni FA# + LA# l'accordo è di FA# maggiore
      poi suoni FA + LA e l'accordo è di FA maggiore


      non ho capito...
      perchè si dovrebbe supporre che entrambi gli accordi siano privi di dominante?

      suoni FA# e LA#... in genere dovrei supporre che si tratti di un mi bemolle minore privo della tonica... di cui si può fare spesso a meno visto che la suona già qualche altro strumento... magari il basso...
      allo stesso modo
      FA e LA potrebbe essere un caso particolare di mi bemolle 9 b5

      credo che Angix sia daccordo con me anche se lui preferisce chiamarlo re#... :D

      due note non fanno un accordo?
      Non è mica detto che di un accordo si suonino sempre tutte le note sullo stesso strumento... e se qualcosa manca... è più logico che a mancare siano la tonica o la dominante visto che qualche strumento che le suona c'è quasi sempre...

      ho detto qualcosa di sbagliato?
      Se Dio esiste non può che ascoltare bluegrass...
      Nel mio corso di armonia, quello citato da MrRed parto con le triadi
      Poi, visto che non è un corso "standard" subito nella lezione 2 scrivo:

      2a LEZIONE
      Con questa lezione andiamo ad approfondire l'importanza di ogni nota
      all'interno di un accordo: lo faremo eseguendo esercizi a 2 voci.
      Nell'esercizio precedente a 3 voci abbiamo inserito tutte le note dell'accordo.
      Con sole 2 voci a disposizione una nota dell'accordo deve essere scartata.
      Abbiamo visto che l'accordo di DO è composto da 3 note:
      - il DO è la fondamentale dell'accordo e non può essere omessa
      - il MI è la 3a ed è necessaria per definire l'accordo (maggiore o minore)
      - il SOL è la 5a dell'accordo ma non risulta indispensabile e sarà omessa
      In questi primi esercizi a 2 voci utilizzare sempre fondamentale e 3 a dell'accordo
      Più avanti vedremo come, per una migliore melodia, è possibile raddoppiare la
      fondamentale all'unisono o all'ottava oppure evitare di inserire la 3a dell'accordo
      Per ora lo scopo di questi esercizi a 2 voci è quello di abituarsi ad esprimere un
      accordo limitandosi a suonare 2 sole note, per cui deve essere sempre tolta la 5a.

      E' in questa ottica che IMHO se qualcuno mi suona FA#+LA# dico che sta suonando un accordo di FA# maggiore

      Che poi ci possa:
      - stare sotto un basso RE# quindi accordo di RE#-
      - stare sotto un basso SI e quindi accordo di SI7+
      - stare sotto un basso SOL# e quindi accordo di SOL#-9 o SOL#9
      - stare sotto un RE e quindi accordo di RE 5#
      devo andare avanti ? :D

      insomma se uno mi suona FA# e LA# suona FA# e LA# non posso dire se, se, oppure se...

      altrimenti mi dice tutte le note che suona e allora facciamo un altro ragionamento...

      edit: non lo ordina mica il dottore che in una sequenza di accordi ci deve essere la dominante :D

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “classic” ().



      Angix gli accordi che hai citato potrebbero essere:
      V di FA+, IV di MIb+, IV di F+, I di FA+
      quindi scala di FA+ con mudulazione a Mib+ per il secondo accordo e ritorno su FA+

      Mamma mia che ragionamenti macchinosi... Ma se dovessi suonare su quel giro ragioneresti così?

      Pensare (con questi accordi) continuamente ogni tonalità come "grado" di qualcun'altra non lo capisco proprio (ragioni in Fa su un giro con tonalità di riferimento DO e ad un certo punto "moduli" -?- in Mib per quale motivo? Non riesco a capire).. Non faresti prima a considerare le alterazioni di ogni tonalità e regolarti di conseguenza?

      Sia chiaro, capisco in linea di principio il tuo ragionamente ma ho fatto quell'esempio apposta con alcuni accordi che non appartengono ai gradi naturali della scala di Do proprio per capire come avresti ragionato: in questi casi infatti il discorso "scala di riferimento" ritengo che non abbia nessun senso e dà origine solo a confusione e/o limitazioni (sul LAb maggiore metteresti con leggerezza una melodia che canta un Re naturale? Sul Do maggiore su Sib? E così via)


      Per il resto quoto Classic: come ho già scritto ieri le mie erano riflessioni "teoriche" e volutamente provocatorie, ma una volta definito una linea di basso solitamente anche con un bicordo l'interpretazione dell'accordo può essere eseguita.



      Sui bicordi: anche loro hanno la loro dignità! :D E chi dice di no?

      Io per la verità stavo pensando a forme compositive come duetti o, per rimanere in ambito violinistico, capolavori come le Sonate e Partite per violino solo di Bach.. Oppure, sempre di Bach, le sonate per flauto solo.. Armonicamente l'analisi è moooolto interessante eppure sta suonando uno strumento per sua natura non polifonico.. Insomma, sono il primo a dire che per un'analisi armonica (anche estremamente complessa come il citato Bach) non è necessaria la triade messa lì bella e pronta, ma forse sto andando troppo oltre.. ^^
      Violinista H-Pirla Scelto

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      Vista la corposità degli interventi non rispondo quotando, ma faccio un breve riassunto della mia posizione.

      Due note non fanno un accordo. Lo fanno due intervalli, quindi tre note. Poi che esistano i bicordi, che si usino e a volte funzionino meglio di un accordo completo è un altro discorso. Infatti date due note non è possibile identificare univocamente l’accordo, come mostrato dagli esempi già fatti.

      Se le note e i loro intervalli dell’esempio possono far parte della scala minore armonica (t-st-t-t-st-3st-st) possono far parte a maggior ragione di quella araba (st-3st-st-t-st-3st-st), la quale rientra nel temperamento equabile, e di quella napoletana (non-ricordo-come-comincia-ma-finisce-con-st-3st-st).
      Motivo per cui non è possibile a mio avviso identificare univocamente la scala.

      Ciò non significa che quello detto finora in altri interventi sia sbagliato, per come la vedo io, impreciso.

      Il temperamento è una suddivisione teorica e per certi versi poco naturale dell’ottava, che rende gli intervalli uguali, in modo da facilitare la trasposizione su alcuni strumenti (a tastiera in primis, motivo per cui invidio i violinisti!), con i quali altrimenti si otterrebbero risultati diversi a seconda delle tonalità pur suonando lo stesso materiale musicale. L’esempio classico sono i due volumi del Clavicembalo ben temperato di Bach, che in fatto di studi sul temperamento e le accordature era uno che ci sapeva fare!
      Comunque questo esula dal thread…

      Ripeto, la mia teoria musicale è un po’ datata e i ricordi magari annebbiati: se ho fatto qualche errore o creato confusione chiedo scusa in anticipo.
      É un po' come quando vi chiedono di ripetere le tabelline e si arriva forse a quella del 4... almeno a me capita così!

      ps: dubito che i Black Eyed Peas si siano tirati queste "mene" scrivendo il loro pezzo! :D
      Sono assolutamente d'accordo con quello che dite, infatti un tipo di analisi così fatta ha senso puramente solo a scopo didattico, però è anche vero che tutto ha origine da qui. Tutto è partito dall'argomento principale di questo thread, cioè identificare un sistema di riferimento è possibile sia in una melodia che in un bicordo e in un accordo. Poi sta alla propria competenza ed estro saperne fare un buon uso. Però ripeto partendo da concetti didattici tutto inizia ad aver senso, per me è stato così, poi ovviamente con l'esperienza musicale non dobbiamo rimanere così macchinosi anche perché altrimenti non produrremo mai niente di interessante. Però è anche vero se jack vuole fare house sapere queste cose non fa per niente male, con il tempo poi magari uno le affina!
      Per come la vedo le questioni poste sono due: come si fa a capire la tonalità di un brano dagli accordi e in quale tonalità è il caso specifico.

      A mio avviso, in mancanza di altri elementi, la sequenza portata ad esempio è un accordo di F# maj con appoggiatura cromatica su F maj, come diceva classic.

      Invece per rispondere alla prima domanda: ti consiglio di studiare un po' di armonia e almeno:
      - gli intervalli
      - come si costruiscono gli accordi
      - quali sono gli accordi costruiti sui gradi della scala maggiore

      Questo dovrebbe già bastare a capire in che tonalità è un brano.
      Si bravo :thumbup: non so come hai fatto a capirlo ma complimenti !


      Penso dipenda da come "chiami" gli accordi.. :)

      Inviato da tapatalk
      Violinista H-Pirla Scelto

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      Sì sì esattamente è un modo diverso di dire la stessa cosa, per me è normale ragionare di gradi di una scala, mentre invece qui si parla di una successione di accordi però il risultato non cambia