decidere l'armonia a prescindere

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      decidere l'armonia a prescindere

      helloooo

      dopo aver scritto per anni senza sapere cio che stavo facendo (nemmeno ora eh :D) sempre sulla stessa scala, sto mettendoci un po + di impegno a capire cosa veramente si puo fare solo con le note, tirando in mezzo meno duplicati e plugin possibile

      mi chiedevo

      ma voi che conoscete l'armonia e la teoria musicale riuscite ad esempio a dire: questo brano deve suonare allegro e rilassato quindi do di settima maggiore
      qui invece voglio cupo e orientaleggiante quindi phrigian
      ecc?

      oppure sapete queste cose ma vi affidate all'orecchio comunque


      sarebbe un gran vantaggio per me sapere queste cose a prescindere da quello che devo fare, anche se ammetto di non avere molto tempo (e testa) a studiare teoria
      un po come fanno i compositori di colonne sonore credo, si possono raccontare un sacco di cose sapendo dove mettere le mani^^
      Logic 8, cuffie, microkorg, una tenda nella foresta e due giovani donne
      OUT NOW - FREE DOWNLOAD@EKTOPLAZM ektoplazm.com/free-music/ioon-the-ioonfinite-loop :thumbsup:

      Whitenoise ha scritto:

      oppure sapete queste cose ma vi affidate all'orecchio comunque


      Non ci si affida all'orecchio o alla teoria, ma al gusto. Poi che uno abbia più o meno strumenti teorici per decodificare quello che fa è un altro discorso.

      Whitenoise ha scritto:

      si possono raccontare un sacco di cose sapendo dove mettere le mani


      E' difficile scrivere un romanzo con 200 parole, ma sono state scritte bellissime opere con un vocabolario limitato. Quasi sempre in quei casi, però, l'autore ne conosceva molte di più e per scelta si è limitato alla semplicità.

      Whitenoise ha scritto:

      dopo aver scritto per anni senza sapere cio che stavo facendo (nemmeno ora eh :D) sempre sulla stessa scala


      Non ti è mai venuta voglia di sperimentare un po'?...

      Lat.
      Io studio armonia da poco più di 10 mesi.
      E secondo me arrivi ad un certo punto, dopo tutte le sperimentazioni possibili, in cui senti il bisogno di "capire" e "ascoltare ragionando" con un orecchio diverso..
      Dall'inizio degli studi ad oggi, devo dire di SI, faccio caso.. sono triste, mi spingo su una scala minore.. ecc.. ecc..
      Conoscere la teoria aiuta anche con i passaggi di modulazione, quindi ad arricchire con vie più ampie il pezzo che si sta creando
      ...puoi pagare la Scuola..ma non puoi comprarti la Classe...

      soundcloud.com/basalto-music

      djspeed ha scritto:

      Io studio armonia da poco più di 10 mesi.
      E secondo me arrivi ad un certo punto, dopo tutte le sperimentazioni possibili, in cui senti il bisogno di "capire" e "ascoltare ragionando" con un orecchio diverso..
      Dall'inizio degli studi ad oggi, devo dire di SI, faccio caso.. sono triste, mi spingo su una scala minore.. ecc.. ecc..
      Conoscere la teoria aiuta anche con i passaggi di modulazione, quindi ad arricchire con vie più ampie il pezzo che si sta creando

      Cosa intendi per armonia? In tutti questi 10 mesi cosa hai studiato? Tutte le insegnanti di pianoforte conosco l'armonia? Perchè sto per prendere lezioni di pianoforte anche per sapere l'armonia..

      Lattugo ha scritto:

      Whitenoise ha scritto:

      oppure sapete queste cose ma vi affidate all'orecchio comunque


      Non ci si affida all'orecchio o alla teoria, ma al gusto. Poi che uno abbia più o meno strumenti teorici per decodificare quello che fa è un altro discorso.


      @djspeed: davvero? :D cioè hai trovato un miglioramento anche nei tuoi pezzi, come lo esprimeresti in una scala da 0 a 10?

      Whitenoise ha scritto:

      si possono raccontare un sacco di cose sapendo dove mettere le mani


      E' difficile scrivere un romanzo con 200 parole, ma sono state scritte bellissime opere con un vocabolario limitato. Quasi sempre in quei casi, però, l'autore ne conosceva molte di più e per scelta si è limitato alla semplicità.

      Whitenoise ha scritto:

      dopo aver scritto per anni senza sapere cio che stavo facendo (nemmeno ora eh :D) sempre sulla stessa scala


      Non ti è mai venuta voglia di sperimentare un po'?...

      Lat.
      Si, ho sempre sperimentato, ma alla fine son ritornato alla scala minore come un figliol prodigo, non so se erano le altre scale/modalità a suonare di merda, o io che non prendevo gli accorgimenti necessari,
      ma non ne ho trovata una in grado di sostituire la minore armonica (sempre che si chiami cosi)

      Preciso che mi occupo di chill out - downtempo- psy che è sempre stata fatta con quelle scale li
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      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Whitenoise” ().

      L'orecchio e il gusto sono sempre il giudice finale, quando scrivi musica per esprimere stati d'animo o per raccontare qualcosa.
      A parte questo, tieni presente che il binomio maggiore-allegro e minore-triste sono indicazioni di massima, ma non devono diventare un recinto oltre al quale non vai: il risultato finale della tua musica non sarà determinato solo dalla scala che usi ma anche da come accoppi le varie parti della melodia stessa con gli accordi che costituiscono l'armonia. Accordi diversi sullo stesso passaggio melodico, o viceversa, produrranno effetti totalmente differenti.
      Chiaramente ci sono alcuni cliché universalmente riconosciuti, tipo quello della minore armonica che richiama sonorità orientali/arabeggianti, ma per il resto c'è molta più libertà di quanto tu non creda: per farti un esempio al volo, mi è capitato di usare in passaggi "tristi" il modo misolidio (è sostanzialmente una scala maggiore con la settima minore), ottenendo esattamente l'atmosfera che desideravo.
      Personalmente ti consiglierei sì di studiare le scale, armonia & co., ma concependole come un mezzo per ottenere quello che stai cercando, non come delle strade da seguire pedissequamente.
      Questo, almeno, per me che ho solo l'orecchio relativo...parlando con colleghi dotati di quello assoluto mi sono perso in discussioni circa la tonalità adatta per questa o quella immagine da rendere...dal loro punto di vista mi è parso di capire che valga tutto il contrario, ovvero che ci siano tonalità precise per descrivere una sensazione piuttosto che un'altra (il che giustificherebbe che la maggior parte dei canti trionfali di chiesa siano scritti in Do maggiore e i requiem in Re minore).
      Ma questa è un'altra storia...
      Life's gone in a glance, time blinks its eye and all becomes memories...
      Secondo me ci sono due piani da dividere: quello dell'inventiva, in cui anche sapendo fare 2-3 accordi e non conoscendo un'acca di teoria si riesce a tirar fuori qualcosa di geniale (esempio classico, la linea vocale del ritornello....secondo me li ci vuole il dono); quello dell'arrangiamento, della costruzione sull'idea originale (chessò tipo decidere i cori, le armonizzazioni sulla linea vocale) e allora li entra in gioco la conoscenza di alcune regole teoriche, anche solo per evitare già in partenza soluzioni improbabili e fare più in fretta.
      MacBookPro, Korg Trinity, Clavia Nord Lead 2 & Nord Stage EX, Fatar VMK-176, Tascam US-1641, Vintage VS6, Line6 Tone Port, Reaktor 5, KRK VXT4.....e zompettate su soundcloud.com/claudio-spanu/

      Whitenoise ha scritto:

      helloooo

      dopo aver scritto per anni senza sapere cio che stavo facendo (nemmeno ora eh :D) sempre sulla stessa scala, sto mettendoci un po + di impegno a capire cosa veramente si puo fare solo con le note, tirando in mezzo meno duplicati e plugin possibile

      mi chiedevo

      ma voi che conoscete l'armonia e la teoria musicale riuscite ad esempio a dire: questo brano deve suonare allegro e rilassato quindi do di settima maggiore
      qui invece voglio cupo e orientaleggiante quindi phrigian
      ecc?

      oppure sapete queste cose ma vi affidate all'orecchio comunque


      sarebbe un gran vantaggio per me sapere queste cose a prescindere da quello che devo fare, anche se ammetto di non avere molto tempo (e testa) a studiare teoria
      un po come fanno i compositori di colonne sonore credo, si possono raccontare un sacco di cose sapendo dove mettere le mani^^


      Personalmente parto con l'istinto e poi lavoro, in maniera ragionata, su quelle parti che mi sembrano interesanto....ovvio che li il gusto è che decide sia l'inizio che la fine
      Quindi secondo me, conoscere la teoria serve a farti ragionare per poter aggiungere altre cose che possono essere solo delle rifiniture (che comunque a mio avviso fanno tantissimo) oppure un ponte o altro, li dove lìstinto o la creatività si bloccano. Succede spesso infatti che dopo aver fatto un riff molto bello non si riesca a trovare un seguito, con il ragionamento che arriva dalla conoscenza teorica, si riesce per lo meno a prendere spunto per continuare, uno stimolo in più insomma.
      Pensa che comunque Shonberg ha "distrutto" la teoria classica utilizzando uno metodo tutto suo, lo stile dodecafonico (prova ad ascoltare "Variazioni per orchestra opera 31") e questo significa appunto che (come al solito) gli schemi servono a ben poco....l'unico mio appunto in questo caso è che per arrivare a dire che "la teoria non serve" bisognerebbe conoscerla a fondo....un po come diceva picasso con il suo "voglio disimparare a dipingere" cominciando così a sperimentare.

      Minore, maggiore, ecc, danno già di loro delle sensazioni (tristi o meno) ma noi occidentali siamo abbastanza indietro come pensiero. A tal riguardo ti consiglierei di farti una lettura sulla concezione musicale cinese dove da sempre si porta avanti il concetto che "la musica crea sensazioni e movimenti" .... ma già senza andare troppo lontano, la musica balcanica per esempio viene concepita in frasi e non in battute come facciamo noi....
      Questi modi diversi di concepire la musica ci dicono che il gusto (una delle componenti fondamentali) viene dalle nostre diverse culture e che queste culture possono essere studiate e quindi implementate in quelle che sono le nostre conoscenze ed i nostri riferimenti. Si fa la stessa cosa studiando un pezzo di un artista che a noi piace particolarmente....che tecnica usa lui per fare questo? qual'è il giro armonico e melodico che predilige?...

      Quindi, la creatività, l'orecchio, il gusto ecc devono necessariamente unirsi alle conoscenze teoriche
      C'è chi predilige l'orecchio, chi tecniche visive ecc, però si può sempre semplificare il lavoro con la teoria

      se per esempio tu avessi bisogno di una conclusione e volessi concludere una frase musicale dando un senso di riposo, e mettiamo che in quel momento non hai un'idea istintiva che ti porti a ciò, come ti comporteresti?
      ecco, qui la teoria potrebbe correrti in aiuto e dirti che chiudendo su un tempo forte (detto "TESI") avresti proprio il senso di riposo che tu cerchi
      e ci sarebbe una miriade di esempi che si potrebbero fare
      @ilpazio :D
      sono talmente tanti che davvero non saprei neanche da dove cominciare a fare gli esempi
      più che altro ragionandoci sulle cose si arriva anche alle soluzioni

      (ecco che mi è venuto in mente un esempio :D )
      sapendo che il settimo grado della scala si chiama sensibile e che offre una risoluzione sull'ottava.....
      che gli accordi sono formati da intervalli di terze.....quando l'accordo è maggiore avremo il primo intervallo di terza maggiore ed il secondo di terza minore ed il terzo di terza maggiore...e così via
      mentre quando l'accordo p minore avviene tutto l'opposto
      vabhè, qui siamo proprio sulle basi comunque :D
      Volendo restare sugli esempi di base si potrebbe parlare delle cadenze, ovvero dalla successione di accordi che conclude una frase musicale (perdonate la definizione un po' sbrigativa): esistono sequenze precise atte ad esprimere un senso di conclusione, attesa, ecc.
      La successione V - I in una scala maggiore ad esempio chiude naturalmente al nostro orecchio il giro di accordi, proprio in virtù della sensibile citata da imlucca, che è contenuta nella triade costruita sul V grado e che tende a risolvere sulla tonica.
      Spostandoci in tonalità minore, invece, è tipica la progressione I - VI - VII (in termini di maggiore sarebbe VI - IV - V), che suggerisce un certo senso di sospensione e tende a ritornare alla tonica. Gli Iron Maiden hanno costruito una carriera su questi tre accordi...
      Quelle che ho citato sono probabilmente le due cadenze più usate (e abusate) della musica moderna, ma ce ne sono altre meno "note" che aiutano a modulare o che aprono la composizione verso l'inserimento di altre frasi, e così via. Basta cercare in un manuale di armonia e c'è di che sbizzarrirsi...
      Life's gone in a glance, time blinks its eye and all becomes memories...
      ci sarebbe da dire anche che il tutto va unito al ritmo ed agli accenti ritmici nonchè a come comincia un brano
      riguardante l'inizio di un brano infatti isi hanno in genere 3 classificazioni
      TETICO quando si inizia su un tempo forte
      ANACRUSICO quando inizia su un tempo debole
      ACEFALO quando comincia su un tempo forte ma è una pausa
      quindi l'inizio può cambiare l'andamento degli accenti e "sviare" sin dall'inizio l'ascoltatore
      questo però può anche avvenire all'interno della composizione utilizzando le terzine o più semplicemente delle legature che vanno dall'ultima nota della battutta alla prima nota della battuta successiva.
      Quando un brano conclude in battere o in levare si hanno ancora altre sensazioni.......

      imlucca ha scritto:

      Quindi secondo me, conoscere la teoria serve a farti ragionare per poter aggiungere altre cose che possono essere solo delle rifiniture (che comunque a mio avviso fanno tantissimo) oppure un ponte o altro, li dove lìstinto o la creatività si bloccano.

      quotone :D

      soulknife ha scritto:

      Volendo restare sugli esempi di base si potrebbe parlare delle cadenze, ovvero dalla successione di accordi che conclude una frase musicale (perdonate la definizione un po' sbrigativa): esistono sequenze precise atte ad esprimere un senso di conclusione, attesa, ecc.

      ri-quotone :D

      imlucca ha scritto:

      quando l'accordo è maggiore avremo il primo intervallo di terza maggiore ed il secondo di terza minore ed il terzo di terza maggiore...e così via

      parlando di armonizzazione delle scale una cosa che mi piace parecchio e' l'utilizzo dei gradi della scala per modulare in altre tonalita'.
      per esempio, usare le cosiddette dominanti secondarie
      ...ovvero ..
      Sostituire un accordo di una scala di un qualsiasi grado in un accordo di dominante ed usarlo per passare nella scala che ha quell'accordo come dominante.
      ovviamente non il V grado che e' gia' cosi' :D
      esempio veloce:
      sei in LA maggiore, quindi per es con accordi: (I) La Maj7, (II) Si min7,(III) Do# min7,(IV) Re Maj7,(V) Mi7,(VI) Fa# min7, (VII) Sol# semidim
      Fai un giro con accordi in LA e quando vuoi modulare sostituisci per esempio il Fa#min7 (VI grado) con un FA#7
      il Fa#7 e' il V grado della arminizzazione di SI e da li' in poi passi in quella tonalita'..

      spero di essermi spiegato...e capito :D

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “zeus@homestudio” ().

      Secondo me hai due strade: quella più lunga, noiosa e impegnativa consiste nello studiarti i manuali più noti (nell'ordine Piston, Dubois, Cervenca, Farina, Mazzotta e infine Schoenberg); oppure procurarti le partiture che ti interessano e capire come l'autore ha ottenuto quel risultato e come quel risultato possa essere riprodotto, stravolto e alterato in altre situazioni. Quest'ultima, oltre a essere una strada più pratica è indubbiamente più divertente!
      cremateo scusami ma se uno non conosce le basi non potrà mai capire autori come quelli da te citati
      quello che dici è assolutamente giusto ma si presuppone che ci siano delle basi abbastanza forti sotto, altrimenti non ci si capisce niente.

      comunque ritornando agli esempi
      utilizzando il circolo delle quinte (o dominanti) sono possibili moltissime modulazione (come accennava zues, ed io personalmente la trovo una cosa comodissima anche se negli ultimi anni devo dire che le modulazioni le faccio senza tralasciare nessun grado della scala e quindi utilizzandoli così come si fa per la melodia
      ovviamente con gli anni ognuno si cerca un metodo personale, o meglio, vien da sè farlo...vabhè

      comunque l'argomento potrebbe essere davvero molto interessante solo che ci stiamo perdendo negli esempi che secondo me restano li piantati poichè i "collegamenti ragionati" arrivano da altro

      imlucca ha scritto:

      senza tralasciare nessun grado della scala e quindi utilizzandoli così come si fa per la melodia
      ovviamente con gli anni ognuno si cerca un metodo personale,, o meglio, vien da sè farlo...vabhè

      non volevo mettere troppa carne al fuoco :D

      eh si cremateo, e' importante analizzare cosa hanno fatto gli altri ma se non hai perlomeno le basi difficilmente capisci cosa hanno fatto :D
      pero' per evitare uno studio "noioso e sterile" provare ad applicare subito e capire cosa succede nei brani degli altri e' importante.
      se ascolti qualche passaggio che ti incuriosisce di un brano ....per capire cosa succede...devi capire :D :D

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “zeus@homestudio” ().

      Certamente, ma nemmeno parlare di risolvente sulla sensibile o dell'uso della scala alternata è facile se uno è totalmente a digiuno!

      Se non si conoscono le basi, prima di pensare all'armonia si deve, come giustamente dici, apprendere i rudimenti.
      In realtà poi penso dipenda molto anche dalle esigenze del genere: un conto è comporre un canone inverso, un altro scrivere musica elettronica, senza nessun giudizio di valore dell'uno o dell'altro.

      Poi concordo: l'argomento è molto interessante, ma talmente vasto e complesso che risulta essere poco pratico... forse la cosa migliore per il thread starter sarebbe qualche lezione con un insegnante.

      Whitenoise ha scritto:



      ma voi che conoscete l'armonia e la teoria musicale riuscite ad esempio a dire: questo brano deve suonare allegro e rilassato quindi do di settima maggiore
      qui invece voglio cupo e orientaleggiante quindi phrigian
      ecc'

      solo un appunto
      per esprimere una retorica musicale,se vuoi ad esempio suscitare uno stato d'animo hai tre strumenti: le note(l'armonia,il contrappunto...),il timbro(il suono,i registri,gli effetti) e il ritmo.Tali strumenti hanno pari dignità,sono la musica stessa.Non bisogna cadere in inganno nel credere che una costruzione armonica fine a se stessa implichi una direzione sicura verso un certo affetto :)

      cremateo ha scritto:

      Se non si conoscono le basi, prima di pensare all'armonia si deve, come giustamente dici, apprendere i rudimenti.


      aggiungerei che prima ancora di apprendere i rudimenti occorrerebbe un "ascolto massivo" di uno o più generi adatti al tipo di approccio che si intende seguire... ad es. per un approccio tonale penso si possa "prescrivere" serenamente una terapia d'urto a base di musica classica (perlomeno dal barocco al romanticismo)
      Se Dio esiste non può che ascoltare bluegrass...