Mac mini o windows assemblato

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      Scusate il papiro, in definitiva, stavo per passare ad Apple anni fa, allora aveva un senso, oggi ringrazio di non averlo fatto, perché allo stato attuale sentirmi obbligato a comprare un Mac Mini per continuare a lavorare con Logic, con dischi e cavi volanti, senza possibilità di mettere mano alla macchina o espanderla, la subirei come una forzatura e motivo di ansia, con prosepettive future sempre più incerte.
      Ragionamento personale e al di fuori del discorso economico, che comunque viste le enormi differenze non credo neanche tanto secondario.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      barbetta57 ha scritto:

      a me va bene tutto, ma l'hackintosh no. tecnicamente è una cosa illegale, di conseguenza, per cortesia, di hackintosh qui non si parla nè si linka


      Chiedo scusa. Non volevo promuovere l'illegalità.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Sì, infatti, come dicevo prima c'è una violazione di licenza. E poi non vorrei che passasse neppure questa idea di "frutto proibito" dell'Hackintosh, che magari sembra interessante perché è una grande figata bypassare le limitazioni e i prezzi di Apple. Per me è un sistema non attraente e non conveniente.

      Ti limiti da solo nella scelta dell'hardware, in maniera particolarmente pesante per le schede video, ma non solo. Basti pensare che i futuri AMD a 7nm (metà 2019 circa) potrebbero fare il botto, superando in modo consistente Intel e con risparmi non indifferenti rispetto alle CPU Intel top di gamma. E il supporto di Hackintosh per AMD è embrionale.

      Non hai ovviamente alcun supporto da parte del produttore del sistema operativo (Apple), e ragazzi, anche se nessuno ci pensa mai per i sistemi desktop, l'assistenza di Apple e di Microsoft su prodotti desktop ESISTE, e in certi casi funziona. Da sistemista l'ho spesso usata (una volta anche da desktop user), e in Microsoft c'è gente competente.

      Gli aggiornamenti sono un casino: non puoi semplicemente abilitare gli update automatici, come faresti per un sistema Mac regolare, o per Windows.

      Le performance sono spesso (diciamo pure: di regola) inferiori su Hackintosh che non su Windows 10 (a parità di macchina: ed esistono ovviamente benchmark in proposito). Particolarmente vero ancora una volta per il gaming, ma dal poco che ne so la stessa cosa, se pure in misura meno rilevante, vale per l'audio.

      Per me questo basta e avanza, anzi, in ambito professionale mi basta e avanza la mancanza di supporto del produttore. Quando installavo Linux in sistemi di produzione importanti, spesso ci chiedevano Red Hat Enterprise esclusivamente per il supporto del produttore. Magari io preferivo Debian da tanti punti di vista, e magari il supporto del produttore risolve un problema su dieci, e magari bypassa la sua responsabilità per malfunzionamenti nove volte su dieci, ma io capivo ed approvavo la scelta del cliente.
      È anche questo senso di "incertezza" sulla direzione presa da Apple che mi sta spingendo, mio malgrado, a tornare a Windows.


      Però vorrei aggiungere una cosa che va un po' oltre al discorso Mac vs Windows: dal punto di vista di un utilizzatore, va presa in considerazione l'opportunità di non legarsi troppo ad un singolo fornitore, in modo di mantenere le mani libere e non dover sottostare agli eventuali "capricci".


      Il caso Logic secondo me è uno degli esempi più lampanti:
      • Il fornitore è lo stesso che vende le uniche macchine su cui funziona -> si è costretti a sottostare a qualsiasi politica commerciale sull'hardware
      • Il software include di tutto e di più in termini di suoni, synth ed effetti in modo che non si senta troppo la necessità di rivolgersi ad espansioni di terze parti -> il passaggio ad un altro fornitore è oneroso per il tempo/impegno richiesti per abituarsi ad un setup di suoni synth ed effetti "diversi" (in altre parole, il tempo investito utilizzando quanto messo a disposizione da Logic è, da un certo punto di vista, tempo speso per legarsi saldamente a Apple)
      • Il prezzo del software è relativamente basso (tanto Apple guadagna con l'hardware) -> un eventuale passaggio ad un altra daw spesso risulta economicamente oneroso (anche se negli ultimi anni le cose sono un po' cambiate, vedi Reaper)... anche perché molte daw hanno lo stesso tipo di paradigma di Logic, quindi un salto verso qualcosa tipo Cubase, Reaper, Studio One e via dicendo non è particolarmente oneroso (non voglio dire che sia indolore, ci sono menu e funzionalità diverse che vanno imparate, ma a grandi linee l'approccio di fondo è lo stesso).

      Scegliere una daw come Logic (e sposare fino in fondo tale scelta, utilizzando a fondo tutto quello che c'è in bundle) vuol dire, da un certo punto di vista, consegnarsi ad un "monopolio di fatto". Magari non è una situazione così spinta come quella presente in altri settori (senza fare nomi, penso al mondo del cad o dell'editing delle foto), ma è già sufficiente per dare qualche noia.


      Per un periodo ho utilizzato anch'io Logic (ma ricorrevo spesso a plugin di terze parti, non l'ho mai sposato fino in fondo), poi sono tornato a Cubase perché lo preferivo. Attualmente il mio setup è, a grandi linee, il seguente:
      • Computer marchiato Apple
      • Daw e audio editor marchiati Steinberg (e girano sia su Mac che su WIndows)
      • Plugin in larga parte di terze parti (eccetto Halion e The Grand, che uso pure poco, sono praticamente tutti di altri fornitori) e tutti multipiattaforma (non c'è nulla che giri solo su Mac)

      Questo significa che, nel momento in cui Apple dovesse proporre dei computer che non vanno più bene per le mie esigenze (per motivi di prestazioni o costo), potrei cambiare fornitore senza dover cambiare software applicativo (cambierei solo il sistema operativo, che non è un aspetto così fondamentale quando c'è un'alternativa che funziona sufficientemente bene).
      Oppure, se Steinberg dovesse rendere Cubase non più compatibile con le mie esigenze (per costo/licenze, stabilità o caratteristiche), potrei cambiare daw senza dover cambiare tutti i miei synth ed effetti.
      Oppure, se una delle ditte che fornisce i plugin andasse a gambe all'aria (o adottasse delle politiche discutibili che renderebbero difficile la prosecuzione del rapporto di clientela), quasi sempre potrei trovare degli strumenti equivalenti di altre ditte, senza dover cambiare daw.


      Niente è veramente insostituibile in questo setup.


      Poi negli anni ho aggiunto anche dell'hardware al setup. Al di là che quell'hardware mi piacesse (quella è sempre la prima motivazione!), significa che non sono nemmeno obbligato a stare dietro ai continui cambi tecnologici che si verificano col software... in un certo senso, mi ha permesso di slegarmi ulteriormente dai fornitori informatici.


      Ovviamente questo ha comportato dei costi nel corso degli anni.

      Avrei potuto scegliere di starmene su Mac con Logic e utilizzare solo synth ed effetti stock e spendere "poco" (Mac costoso, licenza software economica) nell'immediato, finché va tutto bene, salvo poi trovarmi di fronte ad un conto "oneroso" nel momento in cui volessi cambiare (perché si tratta di un cambiamento radicale, praticamente fare tabula rasa)...
      Oppure posso scegliere (come ho fatto) di differenziare i fornitori, magari spendendo un po' di più sul momento, ma col vantaggio che nessun cambiamento sarà davvero radicale.


      Sono scelte, entrambe valide, basta che siano consapevoli.
      Io preferisco mantenermi le mani libere, perché di norma i fornitori sono già in una posizione di forza rispetto a me che sono un semplice cliente, quindi non ho ragione per dare loro ulteriore potere... ma poi ognuno fa le proprie scelte.


      È un discorso di respiro più ampio rispetto all'acquisto di un pc o di un pacchetto software, si tratta di avere una visione di come ci si vuole muovere per un po' di anni a venire (direi almeno 3-5 anni)... anche perché i computer vanno cambiati ogni tot anni (per motivi di evoluzione tecnologica oppure guasti), così come ci si trova a spendere periodicamente in licenze software.
      Essendo consapevoli che queste spese sono ineludibili, dal mio punto di vista è opportuno cercare di pianificare per tempo le proprie mosse (nei limiti del possibile, ovviamente), in modo di non andare a sbattere contro un muro quando queste spese, più o meno puntualmente, si verificheranno.
      Magari qualche volta sbatterò contro il muro e ingoierò il rospo, però negli anni che mi separano dalla successiva "spesa programmata" mi preparo per avere le mani più libere al successivo appuntamento.


      Opinioni del tutto personali, eh...


      Probabilmente sono pure paurosamente off topic.
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      barbetta57 ha scritto:

      teetoleevio ha scritto:


      Chiedo scusa. Non volevo promuovere l'illegalità.

      8) Teetoleevio


      più che altro, c'è una normativa e, se a qualcuno viene in mente di rompere le scatole, chi ci va di mezzo è l'admin.


      Chiedo ancora scusa.

      8) T
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Mac mini o windows assemblato

      Scusate, una domanda, ma che siti web visitate che avete il terrore di collegare un computer ad internet? Se non fai passeggiate nel deep web o non cerchi roba "strana" non c'è assolutamente nessun problema e nessun rischio.

      Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...
      dai... basta un sito pirata di film in streaming e ne prendi a tonnellate.
      Certo, non bisogna farlo :D : usate servizi di streaming legali come Netflix, che ormai costano due lire. Però ho tanti amici cattivoni che lo fanno lo stesso, che vuoi farci.

      E comunque è da tempi immemorabili che un sufficiente grado di sicurezza su Windows è ottenuto avendo due semplici accortezze: Aggiornate automaticamente il PC e usate un buon antivirus. Microsoft ha persino "forzato" qualche aggiornamento del suo sistema operativo, se critico dal punto di vista sicurezza (l'ultimo grosso update, per esempio).
      Debbo dire che solitamente gli update Microsoft sono sicuri e ben verificati, e non fanno casini nè sul sistema nè sulle applicazioni. Inoltre rilascia i grossi update a step, e i primi a ricevere gli update (quindi non l'Italia) sono gli unici che corrono qualche piccolo rischio di incompatibilità applicazioni/driver dovuto all'immaturità dell'update, che entro certi limiti è inevitabile, per quanto approfondito e serio possa essere il testing (e lo è, veramente).

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      Mac mini o windows assemblato

      Ma il concetto è proprio questo: vai a cercare siti pirata col computer del lavoro? E la soluzione qual è? Stacco del tutto il computer da internet! Per me è demenziale.

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      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      novalium ha scritto:

      Ma il concetto è proprio questo: vai a cercare siti pirata col computer del lavoro? E la soluzione qual è? Stacco del tutto il computer da internet! Per me è demenziale.

      Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk


      concordo, secondo me chi oggi adotta questa soluzione per un PC in produzione con Win 10 (niente update e niente internet) è un po' troppo paranoico, e si crea da solo tanti problemi più noiosi di quelli che pensa di aver risolto con questa sorta di enclave informatica.
      Io non prendo un virus dalle prime installazioni di XP... e anche lì comunque è stata una mia stupida leggerezza.
      Aggiornare è altrettanto fondamentale, ma ancora oggi l'utente medio non lo comprende. Quando si trova un bug su un servizio esposto ad internet, l'exploit (programmato da uno veramente bravo) viene il più delle volte pubblicato su internet, con la conseguenza che anche l'ultimo degli aspiranti hackeruncoli newbie può scaricarselo ed utilizzarlo, magari senza nemmeno saper scrivere una riga di codice ed avendo conoscenze basilari di internet e dei suoi protocolli e servizi. L'exploit è un tool che prendi ed esegui, lo può fare chiunque.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      novalium ha scritto:

      Scusate, una domanda, ma che siti web visitate che avete il terrore di collegare un computer ad internet


      Ma infatti, quoto alla grande.

      I problemi più che dal peer-to-peer, che chi frequenta sa benissimo come gestire per non rischiare di eseguire virus o peggio, vengono dalla posta elettronica, ovvero gli allegati sospetti e i link fraudolenti ai quali puntano collegamenti ipertestuali anomali, il phishing ed altre amenità che con un minimo di studio delle criticità si possono evitare. Ho letto della volontà di Microsoft di inserire, in uno dei prossimi update di Windows 10, la possibilità di utilizzare Sandbox. Una delle accortezze che si potrebbero suggerire agli utenti meno attenti è proprio quella di utilizzare i client di posta in ambiente protetto come sandbox. Per chi invece utilizza i client via browser il discorso è più delicato ma credo che i server di posta di molti provider siano decisamente più controllati di un tempo.

      L'unico vero must di una macchina in rete è costituito dal firewall e da una attenta gestione delle policy.

      @Gobbetto: io non suggerisco, alla luce delle precedenti considerazioni, l'utilizzo degli antivirus ad eccezione, nei casi di utenti davvero alle prime armi, di quello integrato nel sistema operativo.
      Gli antivirus ormai sono una sorta di gabbia che imbriglia nel suo controllo un po' tutto il sistema operativo sottraendo risorse al sistema senza una contropartita reale. Soprattutto per tutti coloro i quali della WAN fanno un uso moderato.

      Sugli update: questa dannata politica degli aggiornamenti cumulativi, introdotta con Windows 10, a me sta un po' sui maroni e capisco chi spesso li reinvia in attesa di ricevere feedback dalla comunità via Microsoft o altri siti che informano l'utenza sulla qualità degli stessi. Per chi fa audio via DAW credo sia ancora opportuno verificare in via preventiva che gli updates non comportino modifiche che vadano a interessare proprio le configurazioni della DAW e dell'ambiente VST e relativo licensing. Purtroppo è accaduto e non è stato piacevole.
      ...Musicalmente Parlando...

      luigi864 ha scritto:



      I problemi più che dal peer-to-peer, che chi frequenta sa benissimo come gestire per non rischiare di eseguire virus o peggio, vengono dalla posta elettronica, ovvero gli allegati sospetti e i link fraudolenti ai quali puntano collegamenti ipertestuali anomali, il phishing ed altre amenità che con un minimo di studio delle criticità si possono evitare. Ho letto della volontà di Microsoft di inserire, in uno dei prossimi update di Windows 10, la possibilità di utilizzare Sandbox. Una delle accortezze che si potrebbero suggerire agli utenti meno attenti è proprio quella di utilizzare i client di posta in ambiente protetto come sandbox. Per chi invece utilizza i client via browser il discorso è più delicato ma credo che i server di posta di molti provider siano decisamente più controllati di un tempo.


      sì infatti, confermo. Motivo per cui la scelta di non usare alcun antivirus, di cui parli dopo, la trovo eccessiva e non la condivido nè la raccomando. Le vie dei virus sono infinite, e oltre ai motivi che hai detto ci sono le chiavette USB degli amici e le versioni desktop dei programmi di messaging.
      Le sandbox sono un'ottima cosa, e sì è quasi certo che diventeranno una funzione integrata del S.O.
      Per il momento si possono usare tool gratuiti come sandboxie se proprio si vogliono maneggiare contenuti di dubbia provenienza (ma ovviamente,non fatelo, e non sul PC in produzione).

      Va benissimo viceversa, come anche tu suggerisci, usare l'antivirus integrato in Win 10. E' stato per lungo tempo giustamente denigrato, perché quasi inutile, oggi funziona abbastanza bene e il suo livello di riconoscimento è più alto.


      L'unico vero must di una macchina in rete è costituito dal firewall e da una attenta gestione delle policy.


      Luigi, scusa se insisto, è stato il mio mestiere per anni. Ok il firewall, ma non è determinante. L'aggiornamento lo è. Con il firewall decidi se fare passare o meno un servizio, ma se decidi di sì e il servizio è bucato, il firewall non ti salverà.
      Ok per le policy, ma parliamo di rete, non siamo in contesto.
      Piuttosto per un utente desktop con Win 10 Home, che non ha la gestione diretta delle policy tramite gpedit, consiglio l'ottima WPD, utility che agisce su alcune importanti policy relative alla privacy (disabilitando contestualmente anche inutili servizi in background).


      @Gobbetto: io non suggerisco, alla luce delle precedenti considerazioni, l'utilizzo degli antivirus ad eccezione, nei casi di utenti davvero alle prime armi, di quello integrato nel sistema operativo.
      Gli antivirus ormai sono una sorta di gabbia che imbriglia nel suo controllo un po' tutto il sistema operativo sottraendo risorse al sistema senza una contropartita reale. Soprattutto per tutti coloro i quali della WAN fanno un uso moderato.


      qui come ti dicevo non siamo d'accordo. Usate gli antivirus. Al limite quello integrato in Win 10. Certo, evitate quelli che vi riscrivono da capo il sistema operativo, come il Norton.
      Personalmente uso Windows defender e lo integro (e sì, è necessario farlo, secondo me ) con Malwarebytes premium, che ha un potente motore di riconoscimento euristico che funziona molto bene, e inoltre non si limita ai virus propriamente detti. Sono perfettamente compatibili e Malwarebytes costa poco.

      Sugli update: questa dannata politica degli aggiornamenti cumulativi, introdotta con Windows 10, a me sta un po' sui maroni e capisco chi spesso li reinvia in attesa di ricevere feedback dalla comunità via Microsoft o altri siti che informano l'utenza sulla qualità degli stessi. Per chi fa audio via DAW credo sia ancora opportuno verificare in via preventiva che gli updates non comportino modifiche che vadano a interessare proprio le configurazioni della DAW e dell'ambiente VST e relativo licensing. Purtroppo è accaduto e non è stato piacevole.


      sì è vero, è accaduto anche di recente, ma come dicevo prima il rilascio avviene a step. In Italia abbiamo ricevuto l'update con le opportune correzioni, e io non ho avuto i problemi lamentati dai primi utenti americani che lo hanno ricevuto. Insomma Microsoft usa questo sistema delle cavie, è vero... però è anche vero che non forza l'update per questo primo gruppo. Quando qui in Italia lo abbiamo ricevuto, era già imposto, però era piuttosto sicuro.
      Per andare alla sostanza: da quando ho installato Win 10 ad oggi, non ho avuto nessunissimo problema con gli update del S.O. , salvo qualche applicazione audio che mi ha richiesto l'autenticazione ed il numero di licenza.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      Sul firewall: oltre a gpedit e WPD, ho insegnato a molti dei miei utenti ad utilizzare alcune routine inserite in NirSoft Launcher e in quelle della Sysinternals.

      Parlavo del firewall perchè in alcuni casi i malware che discendono da un utilizzo poco attento dei browser, possono essere bloccati proprio andando ad analizzare le stringhe degli eseguibili che operano chiamate verso l'esterno della LAN.

      Le routine che ho citato, a partire da Process Explorer sono molto utili allo scopo. Ovviamente al netto di rootkit scovare l'operatività dei quali è leggermente più complicato anche per un user più smaliziato.

      Le policy di rete sono gestibili anche al fine di limitare solo ad alcune applicazioni le chimate ad IP esterni. Io faccio sempre l'esempio del numero di telefono e devo dire che in alcuni casi è servito a prevenire disastri.

      Alcuni antivirus sono fin troppo invasivi per macchine ad uso Office per le quali anche l'utilizzo di un SSD comporta rallentamenti a volte inaccettabili. Però è un cane che si morde la coda e le soluzioni sono ancora lontane dall'essere efficaci al 100%.
      ...Musicalmente Parlando...

      luigi864 ha scritto:

      Sul firewall: oltre a gpedit e WPD, ho insegnato a molti dei miei utenti ad utilizzare alcune routine inserite in NirSoft Launcher e in quelle della Sysinternals.

      Parlavo del firewall perchè in alcuni casi i malware che discendono da un utilizzo poco attento dei browser, possono essere bloccati proprio andando ad analizzare le stringhe degli eseguibili che operano chiamate verso l'esterno della LAN.

      Le routine che ho citato, a partire da Process Explorer sono molto utili allo scopo. Ovviamente al netto di rootkit scovare l'operatività dei quali è leggermente più complicato anche per un user più smaliziato.


      certo puoi farlo... ottimi i tool Sysinternals, alto livello, certamente un livello di sicurezza in più, ma il problema della gestione dei processi attivi sta nella loro conoscenza: che sono, a che servono, che fanno? L'analisi dei processi non è scontata per niente, e non è alla portata dell'utente medio . Analizzare le comunicazioni: se è per questo gli sniffer di rete ti danno anche più informazioni di un firewall, ma il punto è che tutto parte sempre da un buco nella sicurezza, che risolvi tramite aggiornamento. E in questo Microsoft è sempre veloce e puntuale. L'utente medio non può preoccuparsi di analizzare le stringhe, deve preoccuparsi solo di aggiornare. E verosimilmente è tutto quello che gli serve nella maggior parte dei casi. Ci sono rootkit stealth bastardissimi, ma possibilmente l'utente medio non ci si imbatterà mai in tre vite.


      Le policy di rete sono gestibili anche al fine di limitare solo ad alcune applicazioni le chimate ad IP esterni. Io faccio sempre l'esempio del numero di telefono e devo dire che in alcuni casi è servito a prevenire disastri.


      mah, sì puoi fare anche questo, con le policy in Windows Pro puoi anche blindare la macchina a livelli di paranoia. Io per la verità non so a quali applicazioni in particolare ti riferisci e quali problemi hai avuto, ma la sostanza è sempre che se l'applicazione è sicura ( = aggiornata) problemi, mediamente, non ce ne sono. Poi ripeto, non so di che parli in particolare.

      luigi864 ha scritto:


      Alcuni antivirus sono fin troppo invasivi per macchine ad uso Office per le quali anche l'utilizzo di un SSD comporta rallentamenti a volte inaccettabili. Però è un cane che si morde la coda e le soluzioni sono ancora lontane dall'essere efficaci al 100%.


      Sì, alcuni sono più invasivi di altri. Norton assolutamente da evitare.
      A volte si tratta anche di trovare un compromesso. Ad esempio con Malwarebytes ho migliorato decisamente le prestazioni su VSTi e librerie semplicemente creandomi una lista di eccezioni su tutte le cartelle che contengono librerie e plugin: queste cartelle non vengono scansionate nè tenute sotto controllo, ma pazienza, tutto si apre velocemente e non c'è impatto sulle performance. A questo punto poi si tratta solo di buon senso: stai attento a quello che metti (o installi) nelle folder escluse dalla scansione e dal monitoraggio.