In rilievo VADEMECUM SCHEDA AUDIO: un aiuto per il primo acquisto

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      VADEMECUM SCHEDA AUDIO: un aiuto per il primo acquisto

      Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza tra la miriade di funzioni e caratteristiche che hanno le schede audio oggi in commercio, elementi che bisogna prendere in considerazione quando si decide di acquistare la prima scheda audio per il nostro Homestudio o per fare un upgrade di quella che abbia già.



      COS’È LA SCHEDA AUDIO

      Partiamo dal principio.
      La scheda audio ci consente di amplificare il nostro segnale audio e convertirlo in una sequenza di bit così da poterci lavorare su un sequencer.
      Già da qui possiamo dire che ci sono, quindi, 2 componenti fondamentali di ogni scheda audio: i preamplificatori e il convertitore.



      PREAMPLIFICATORE

      È un circuito elettronico che, ricevendo in entrata segnali analogici di ampiezza molto bassa, li riemette in uscita amplificati a sufficienza per poter essere accettati dagli ingressi di altri dispositivi elettronici. Amplifica il nostro segnale, migliore è il preamplificatore e migliore sarà il nostro segnale in uscita.



      CONVERTITORE

      Si tratta del componente deputato a trasformare il nostro segnale audio, e quindi elettrico, in segnale digitale. Anche qui, migliore il convertitore migliore il risultato finale.

      Dobbiamo pensare ad una scheda audio come ad un condensato dell’hardware necessario a registrare su computer la nostra musica. 
Infatti tutti sappiamo che esistono preamplificatori deputati solo a quello, cioè col solo scopo di preamplificare il nostro segnale, e che se da soli costano quanto una scheda audio ci sarà un perché.
      Allo stesso modo esistono convertitori dalla qualità eccelsa e che costano migliaia di euro: servono solo a convertire il segnale da analogico a digitale e viceversa ma lo fanno nella maniera migliore possibile.


      IL NUMERO DI INGRESSI

      Una delle determinanti nella scelta della prima scheda audio è il numero di ingressi che questa deve possedere per soddisfare le nostre esigenze. 
Se siamo dei batteristi e vogliamo registrarci le parti in casa avremo bisogno di almeno 8in, viceversa se ci interessa registrare voci, chitarre e al massimo tastiere allora una scheda con 2 ingressi può già andarci bene.

      La domanda che dobbiamo porci è: quante cose voglio registrare nello stesso momento?

      Quindi per iniziare a scremare nella miriade di schede audio in giro per i negozi consiglio di andare a guardare sul sito di thomann (guarda a fine post), che permette di fare una ricerca selezionando i parametri che ci interessano come prioritari (in questo caso il numero di ingressi della nostra scheda).



      IL NUMERO DI USCITE

      Dall’altro lato ci può interessare una scheda per il numero di output che possiede, per le più svariate ragioni. Gia iniziando a combinare questi due parametri, permettetemi di chiamarli così, si riesce ad avere un’idea chiara di che tipo di scheda si necessita, evitando di dover chiedere (per l’ennesima volta) “qual è la scheda adatta alle mie esigenze?” ;)



      ADAT

      L’adat è un protocollo di trasmissione. Sviluppato dall’Alesis, permette di trasportare su un singolo cavo ottico 8 canali audio (ovviamente convertiti in digitale) a 48khz. Avere questo tipo di interfaccia sulla propria scheda ci assicura la possibilità di espandere il nostro sistema in futuro. Basta aggiungere un convertitore AD-DA ad 8ch per poter avere 8 in e 8 out aggiuntivi alla nostra scheda (ce ne sono parecchi, da Apogee a Behringer).



      S/PDIF

      È un acronimo e sta per Sony/Philips Digital Interface, in sostanza permette il passaggio tra apparecchiature digitali di dati audio senza che occorra convertirli in analogico, permettendo di evitare una perdita di qualità, una distorsione o un’attenuazione.
      Si può trovare questo tipo di connessione su alcune schede, è utile quando si posseggono altre apparecchiature (come synth o campionatori) che hanno un’uscita s/pdif per registrare il flusso audio senza dover far fare al proprio segnale il giro DA-AD.



      USB o FIREWIRE

      Eterno dilemma da non pochi crucci!
      In realtà è una caratteristica che si ricollega al numero di ingressi/uscite di cui abbiamo bisogno ma soprattutto al nostro pc e al suo chipset firewire.


      Le schede con USB 1.1 permettono di avere massimo 6 canali (da dividere tra registrazione e riproduzione) a 48khz e 24bit di profondità, numero di canali che varia a seconda della frequenza di campionamento e della profondità in bit che si va ad utilizzare.
      Infatti aumentando la freq di campionamento a 96khz con una connessione USB 1.1 si possono usare massimo 2in&2out.


      È bene comunque prendere come riferimento i 24bit a 48khz, che sono la coppia di valori più largamente utilizzata da tutti gli studio e che assicurano delle registrazioni di qualità elevata (tutto il resto della vostra catena permettendo, ovviamente).


      In caso di USB 2.0 o Firewire non si hanno problemi di spazio, diciamo così, perché con questi due protocolli si riescono tranquillamente a trasportare 8 e più canali con un singolo cavo. L’unica accortezza la si deve avere con la firewire, è noto infatti che le schede firewire dei pc con chipset NON texas instrument hanno difficoltà a riconoscere le nostre amate schede audio.
      Quindi tenente presente queste informazioni per scegliere la vostra scheda audio.



      FREQUENZA DI CAMPIONAMENTO

      Indica il numero di volte al secondo che il nostro segnale viene analizzato e memorizzato in digitale. Ogni singola misurazione è detta campione. A rigor di logica la prima cosa a cui viene da pensare è registrare alla massima freq di campionamento che la nostra scheda permette (di solito 96khz, ma ci sono schede che arrivano anche a 192khz) ma la prassi è fermarsi a 48khz, che garantiscono comunque un ottimo risultato in termini di dettagli e un buon compromesso per quanto riguarda lo spazio fisico usato su disco.
      I 96khz sono utilizzati di solito per la musica classica, dove le dinamiche sono fondamentali e pertanto devono essere dettagliatissime, per la maggior parte dei generi musicali (e per il conseguente trattamento di compressione&co) i 48khz sono più che sufficienti, fidatevi :)


      PROFONDITÀ IN BIT

      Indica la quantità di informazioni in bit presenti per ogni campione (vedi sopra). Questo significa che quando scriviamo 16bit o 24bit stiamo indicando la risoluzione del nostro campione audio. La profondità in bit va a toccare quello che è l’intervallo dinamico e il rapporto segnale rumore: a 16bit di profondità abbiamo un intervallo di 96db, a 24bit il nostro intervallo diventa di 144db. Registrare a 24bit di profondità ci permette di evitare di registrare “a cannone”, cioè tenendo il livello del segnale in registrazione appena sotto il clip: possiamo infatti registrare tenendoci direttamente più bassi poiché abbiamo ben 144db di dinamica a disposizione.


      Tenendo presente queste informazioni sulle varie caratteristiche che si possono trovare in una scheda audio inizia ad essere più semplice farsi strada tra le tante proposte in commercio.
      Consiglio di utilizzare l’ottimo motore di ricerca di thomann per poter trovare il/i modello/i più adatti alle proprio esigenze. Clicca qui per cercare tra le schede usb e qui per cercare tra quelle firewire.
      A sinistra possono essere selezionati i vari filtri per restringere la ricerca alle schede con le caratteristiche che ci interessano.

      In questo modo avendo le idee chiare su quelle 2/3 schede (o magari su quell’unica scheda) adatte alle nostre esigenze è più facile usare il forum per cercare tra i thread già incentrati su quel particolare modello e solo dopo chiedere info precise a chi ne è già possessore con un nuovo thread.

      Spero di aver fatto cosa gradita :)
      MODERATORE FUORI SERVIZIO

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