Apertura studio registrazione - info e burocrazia

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      Apertura studio registrazione - info e burocrazia

      Ciao a tutti, non scrivo da molto tempo nel forum e sono tornato per chiedere un aiuto e informazioni in quanto vorrei quanti più pareri possibili riguardo la fattibilità del mio progetto.
      Vorrei avviare una struttura che ospiterà studi di produzione e registrazione e uno studio fotografico. Gli studi saranno vuoti e pronti all'uso, solo in quello fotografico verranno svolti servizi direttamente dalla struttura gli altri invece saranno indipendenti. La struttura che sto cercando di affittare è un magazzino seminterrato o un basso fabbricato. Tutte le sale verranno affittate mensilmente con accesso 24/24.

      Non ho bisogno di consigli tecnici, piuttosto ho bisogno di informazioni riguardo la burocrazia. Quali sono i passi da seguire? Quale deve essere la destinazione d'uso della struttura? Quali sono i requisiti che deve avere il locale? Insomma, vi sarei grato se mi aiutaste a capire quali sono tutte le cose da sapere.

      Grazie in anticipo a chi risponderà
      Lo so, chiedevo qui perché sicuramente qualcuno ci sarà già passato.
      Non ho ancora trovato la struttura, le sto valutando, per questo chiedevo a quale categoria deve appartenere contando che non sarà aperto al pubblico, ma una parte sarà affittata come una sala prove e una parte sarà aperta su appuntamento
      e quindi sarà aperta al pubblico.
      sicuramente: altezza minima dei locali (consultare piano regolatore e codice civile)
      superficie di finestre come sopra
      servizi dimensionati al numero di frequentatori
      uscite di sicurezza come sopra
      impianto antiincendio
      predisposizione piano di sicurezza da far redigere ad un professionista
      materiali completamente ignifughi
      assicurazione infortuni
      destinazione d'uso: commerciale
      sicuramente ci sono altri permessi e rogne che ora non mi vengono in mente.
      molto probabilmente, una volta finita la struttura, dovrai far fare una misurazione con il fonometro (usl o professionista)

      flashman ha scritto:



      Lattugo mi sarebbe piaciuto farlo all'estero, ci ho provato a Berlino ma nonostante la burocrazia sia più schneller il tedesco era un ostacolo più grande


      In bocca al lupo, flash. Perdona la mia battuta un po' amara di prima, ma... aprire un'attività qui è sempre una corsa ad ostacoli, e sarebbe ora che questo finisse. (fine OT)
      l'alternativa è creare una associazione senza fine di lucro/culturale. qui ci sono regole meno stringenti per gli ambienti (attenzione però che se qualcuno si fa male sono lo stesso c...), e devi appunto o creare l 'associazione e stop o affiliarti ad un ente tipo acli, arci e via discorrendo. dovrai avere comunque uno statuto, un consiglio direttivo, un presidente ecc., e dovrai produrre un pareggio di bilancio. attenzione perché qui subentrano altre problematiche (se non è cambiato nulla da quando lo feci io)
      in pratica, se sei una associazione, possono entrare solo i tesserati (dovrai stampare le tessere e farle pagare, una quota delle tessere va a coprire l'assicurazione obbligatoria)
      essendo tesserato, l'individuo diventa automaticamente socio del circolo/associazione con diritto di voto, quindi, in teoria, se un numero sufficiente di soci si coalizza ti sbattono fuori nominandosi tutte le cariche. inoltre i beni dell'associazione sono dell'associazione, non tuoi, di conseguenza daresti addio anche a quelli.
      ci sono vari escamotages (uno fra tutti acquistare il materiale come persona fisica e darlo in comodato d'uso all'associazione) che hanno ovviamente anche dei contro (non scarichi il materiale dalle spese, non scarichi IVA, e questo anche come associazione), che ti consiglierà il tuo commercialista.
      una terza possibilità è federarsi ad una cooperativa (ti cito ad esempio la RCM di taglio di Po che impazza dalle mie parti consorziocics.it/cooperativa/rcm/ che ti metterebbe al sicuro per quel che riguarda la parte fiscale, ma non certamente per la burocrazia e per i locali.
      comunque è un'impresa da far tremare le vene dei polsi, auguri

      Lattugo ha scritto:

      flashman ha scritto:



      Lattugo mi sarebbe piaciuto farlo all'estero, ci ho provato a Berlino ma nonostante la burocrazia sia più schneller il tedesco era un ostacolo più grande


      In bocca al lupo, flash. Perdona la mia battuta un po' amara di prima, ma... aprire un'attività qui è sempre una corsa ad ostacoli, e sarebbe ora che questo finisse. (fine OT)

      Figurati nessun problema, sono completamente d'accordo.

      barbetta57 ha scritto:

      l'alternativa è creare una associazione senza fine di lucro/culturale. qui ci sono regole meno stringenti per gli ambienti (attenzione però che se qualcuno si fa male sono lo stesso c...), e devi appunto o creare l 'associazione e stop o affiliarti ad un ente tipo acli, arci e via discorrendo. dovrai avere comunque uno statuto, un consiglio direttivo, un presidente ecc., e dovrai produrre un pareggio di bilancio. attenzione perché qui subentrano altre problematiche (se non è cambiato nulla da quando lo feci io)
      in pratica, se sei una associazione, possono entrare solo i tesserati (dovrai stampare le tessere e farle pagare, una quota delle tessere va a coprire l'assicurazione obbligatoria)
      essendo tesserato, l'individuo diventa automaticamente socio del circolo/associazione con diritto di voto, quindi, in teoria, se un numero sufficiente di soci si coalizza ti sbattono fuori nominandosi tutte le cariche. inoltre i beni dell'associazione sono dell'associazione, non tuoi, di conseguenza daresti addio anche a quelli.
      ci sono vari escamotages (uno fra tutti acquistare il materiale come persona fisica e darlo in comodato d'uso all'associazione) che hanno ovviamente anche dei contro (non scarichi il materiale dalle spese, non scarichi IVA, e questo anche come associazione), che ti consiglierà il tuo commercialista.
      una terza possibilità è federarsi ad una cooperativa (ti cito ad esempio la RCM di taglio di Po che impazza dalle mie parti consorziocics.it/cooperativa/rcm/ che ti metterebbe al sicuro per quel che riguarda la parte fiscale, ma non certamente per la burocrazia e per i locali.
      comunque è un'impresa da far tremare le vene dei polsi, auguri

      Grazie mille non avevo pensato al circolo arci eppure ci ho lavorato per parecchio tempo in un locale che era un circolo arci, approfondisco subito l'argomento. So di essere davanti ad un calvario ma è quello che voglio fare, quindi sono pronto a passare le pene burocratiche dell'inferno
      Gente che ti si rivolta contro, beni confiscati, infortuni, rogne..ma che è, un film di Romero? :D

      Ok i consigli , ok mettere in guardia ma questo significa terrorizzare chiunque voglia aprire un' attività in questo Paese.
      Ho avuto anche io un' associazione di promozione sociale e culturale e non mi è sembrato un'incubo come lo descrivete.
      Poi ovvio che concordo sul discorso burocrazia stringente in Italia, ma se si parte solo con gli aspetti negativi della faccenda non si va mai da nessuna parte.


      Alcune precisazioni :

      barbetta57 ha scritto:

      assicurazione infortuni


      non per tutti, solo per quelli "attivi", ovvero che svolgono attività di volontariato nell'associazione. Se io musicista vengo a registrare nella saletta della tua associazione non sono assolutamente obbligato ad avere l'assicurazione

      barbetta57 ha scritto:

      molto probabilmente, una volta finita la struttura, dovrai far fare una misurazione con il fonometro (usl o professionista)


      Questo vale solo per attività commerciali/produttive

      Flash, rivolgiti a qualche consulente che opera in questo campo, il 99% delle volte ti ricevono gratis e ti danno tutte le dritte del caso..intanto così potrai valutare il soggetto giuridico che reputi più adeguato all'impresa.

      In bocca al lupo
      @ visios: nessun terrore, dati di fatto.
      se uno si fa male nei tuoi locali e vuole piantare rogne, sono cavoli amari. ribadisco che all'interno della struttura ci devono essere esclusivamente i tesserati (come forse indichi tu) e che, all'atto del tesseramento, nella quota deve essere inclusa l'assicurazione.
      per quel che riguarda la misurazione del rumore, mi spiace, ma se il vicino viene a rompere le scatole devi essere in grado di ribattere, altrimenti sono rogne anche lì.
      consigli in tale senso te li danno appunto le associazioni
      un' "associazione di promozione culturale" generica è cosa ben diversa da uno studio di registrazione/location per riprese fotografiche mascherato da associazione culturale

      barbetta57 ha scritto:

      se uno si fa male nei tuoi locali e vuole piantare rogne, sono cavoli amari. ribadisco che all'interno della struttura ci devono essere esclusivamente i tesserati (come forse indichi tu) e che, all'atto del tesseramento, nella quota deve essere inclusa l'assicurazione.


      Solo le associazioni di volontariato sono soggette all'obbligo di assicurazione per infortuni, malattie,ecc. (Legge 226/91 venus.unive.it/rsu/normative/R…_NORMATIVI/L-266-1991.htm)

      assicurazionevolontariato.com/…c-associazione-culturale/

      barbetta57 ha scritto:

      per quel che riguarda la misurazione del rumore, mi spiace, ma se il vicino viene a rompere le scatole devi essere in grado di ribattere, altrimenti sono rogne anche lì.
      consigli in tale senso te li danno appunto le associazioni


      Il "nulla osta" acustico si prepara preventivamente per locali commerciali dove viene svolto intrattenimento a carattere musicale (L.Q. 447/95) . Lo faccio di lavoro.

      Impariamo a distinguere l'obbligo di legge dal "sarebbe meglio per evitare futuri problemi". Sono due cose diverse.

      visios ha scritto:

      Gente che ti si rivolta contro, beni confiscati, infortuni, rogne..ma che è, un film di Romero? :D

      Ok i consigli , ok mettere in guardia ma questo significa terrorizzare chiunque voglia aprire un' attività in questo Paese.
      Ho avuto anche io un' associazione di promozione sociale e culturale e non mi è sembrato un'incubo come lo descrivete.


      non per tutti, solo per quelli "attivi", ovvero che svolgono attività di volontariato nell'associazione. Se io musicista vengo a registrare nella saletta della tua associazione non sono assolutamente obbligato ad avere l'assicurazione

      barbetta57 ha scritto:

      molto probabilmente, una volta finita la struttura, dovrai far fare una misurazione con il fonometro (usl o professionista)


      Questo vale solo per attività commerciali/produttive

      Flash, rivolgiti a qualche consulente che opera in questo campo, il 99% delle volte ti ricevono gratis e ti danno tutte le dritte del caso..intanto così potrai valutare il soggetto giuridico che reputi più adeguato all'impresa.



      Non è un film di Romero, è un girone dantesco.
      Stai confermando che il primo passo "che fanno tutti o quasi" è mascherare un'attività commerciale dietro quella di un'associazione con altri scopi, ti rendi conto?
      E' la tipica "italianata" fatta alla speraindio e che ti espone ad incertezze pesanti. Un fallimento, un infortunio... quando accadono un giudice può benissimo stabilire che la vera natura della tua attività è commerciale e allora la classifica come impresa "de facto" e allora me lo racconti.

      Lat.

      Lattugo ha scritto:

      Non è un film di Romero, è un girone dantesco.
      Stai confermando che il primo passo "che fanno tutti o quasi" è mascherare un'attività commerciale dietro quella di un'associazione con altri scopi, ti rendi conto?
      E' la tipica "italianata" fatta alla speraindio e che ti espone ad incertezze pesanti. Un fallimento, un infortunio... quando accadono un giudice può benissimo stabilire che la vera natura della tua attività è commerciale e allora la classifica come impresa "de facto" e allora me lo racconti.


      Lattugo, la tua dialettica mi ricorda pari pari quella dei politici italiani : rigirare i discorsi degli altri a proprio piacimento. Ti rinnovo ulteriormente l'invito a saper leggere e interpretare un testo scritto, con obiettività.
      Quello che ho fatto è stato elencare i casi in cui vigono gli obblighi di legge. A suggerire l'associazione non sono stato io. A parlare in maniera generica degli adempimenti delle associazioni non sono stato io.
      Anzi, ho proposto al TS di rivolgersi ad un consulente per valutare la forma giuridica più adatta per la sua attività.

      barbetta57 ha scritto:

      l'alternativa è creare una associazione senza fine di lucro/culturale


      barbetta57 ha scritto:

      ci sono vari escamotages (uno fra tutti acquistare il materiale come persona fisica e darlo in comodato d'uso all'associazione)


      E poi sono io quello che suggerisce le alternative; roba da pazzi.

      Torna indietro, e di parecchi passi, amico mio.

      visios ha scritto:



      Lattugo, la tua dialettica mi ricorda pari pari quella dei politici italiani : rigirare i discorsi degli altri a proprio piacimento. Ti rinnovo ulteriormente l'invito a saper leggere e interpretare un testo scritto, con obiettività.
      Quello che ho fatto è stato elencare i casi in cui vigono gli obblighi di legge. A suggerire l'associazione non sono stato io. A parlare in maniera generica degli adempimenti delle associazioni non sono stato io.
      Anzi, ho proposto al TS di rivolgersi ad un consulente per valutare la forma giuridica più adatta per la sua attività.


      Lascia stare la dialettica (che qui non capisco cosa c'entri), e rileggi piuttosto quanto hai scritto: è tutto là. Nei tuoi due post più su dici di aver avuto un'associazione, e sottolinei alcuni vantaggi che questa forma garantirebbe in termini di minori obblighi.
      Di cosa stiamo parlando?

      Lat.

      flashman ha scritto:

      Signori non litigate!

      Visios mi diresti gentilmente a che tipo di consulente potrei rivolgermi?


      Io all'epoca mi rivolsi sia ad un commercialista che ad un avvocato che operavano da tempo nel campo delle associazioni culturali. Prova a vedere se ce ne sono dalle tue parti.

      Ti rinnovo il mio in bocca al lupo, e lascio la discussione perchè, davvero, con alcuni non gliela posso fare.

      buona continuazione
      io ti dico solo questo:
      tu affitti il tuo studio di registrazione, che è un circolo culturale, ad una band che viene a registrarsi la demo
      il cantante rimane attaccato al microfono perché c'è stata una dispersione di corrente
      lo stesso ti cita per danni e tu non sei assicurato, non sei in regola con le varie certificazioni e nemmeno tanto fiscalmente
      hai voglia a controbattere

      ipotesi numero due:
      sopra i tuoi locali c'è un vicino rompicog...
      tu stai svolgendo la tua attività in orari anche normali, e questo ti manda i vigili perché disturbato dal volume, o anche solo perché gli da fastidio la presenza di persone numerose ed a ripetizione nell'area circostante od anche nelle parti comuni.
      (quest'ultima cosa è successa a me, qualche anno fa: tenevo un corso all'interno dei locali di una associazione,il tizio al piano di sopra, malgrado tutto ciò che fosse in funzione erano due bx a della m-.audio, 140 w totali, andò nel vano scale, aprì il vano contatori e tolse la luce, rischiando anche danni alle apparecchiature)
      fu prontamente zittito con autorizzazione, misure e quant'altro dalla associazione, che minacciò denuncia penale e dovette ritirarsi con la coda tra le gambe.

      nel caso non si fosse capito, quando ho esposto l'alternativa, era per sottolineare quanti più fossero gli svantaggi che i vantaggi dell'operazione
      E resta sempre il vizio di fondo: NON SEI un'associazione culturale, sei un'attività commerciale dietro copertura.
      Il primo obbligo di legge (visto che qui c'è qualcuno che li cita, eheh...) sarebbe di darsi la forma coerentemente con gli obiettivi.

      Altrimenti sei sempre implicitamente a rischio, in quanto la forma può essere cambiata in via giudiziale senza troppe motivazioni.

      Lat.