Misurazioni acustiche con REW, un aiutino please

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      Allora, per la bassa resistenza al flusso ho letto che il problema riguarda principalmente i prodotti per l'edilizia e l'isolamento termico (e quindi le varie lane), perché ci sarebbero delle leggi nazionali che ne stabiliscono i parametri minimi, tra cui la densità; e dalla densità dipende (in parte) la resistività al flusso. Non so se sia vero, ma mi sembra plausibile.
      In ogni caso, spulciando, ho trovato (parlando di materiali reperibili in Italia):
      1) questa lana Knauf con valori dichiarati di resistenza di 5000 Pa.s/m2
      gpmmaterialiedili.it/prodotto/knauf-ultracoustic-p/
      2) e soprattutto, tra le varie tipologie di quel materiale linkato prima da Paul Rain, il Caruso ISOBOND, ce nè una variante (WLG 045) per la quale il principale venditore per l'Europa dichiara 3.000 Pa*s/m² .
      don-audio.com/CARUSO-ISO-BOND-…tikvlies-Schallabsorber_4

      Ok, i compiti li ho fatti, ora vorrei capire se c'è qualche problema teorico per cui non può funzionare, o piuttosto se si tratta solo di verificare sul campo se le previsioni del calcolatore funzionano... E comunque: perchè, per quanto io cerchi, non ci sono test del genere su resistenze al flusso così basse?
      Per esempio, anche il tipo dell'esperimento riportato da Paul Rain usa l'Isobond, ma di una tipologia diversa, con densità assolutamente comune di 45Kg/m3.
      diciamo che se hai 60cm da sacrificare allora farei dei pannelli sospesi come ha fatto Pape.
      O farei delle trappole a membrana da mettere dietro ad una controparete di materiale assorbente, fissate direttamente al muro.
      ieri sera ho tirato fuori un paio di trappole a membrana (a pannello in realtà) che avevo fatto anni fa, ho misurato a che frequenza sono accordate (circa 80Hz, forse un po' di più), all'epoca non mi sembrava servissero ad un granchè, ma la questione che due solo non sono di sicuro sufficienti.
      Morale della favola, dopo che mi avete rimesso la pulce nell'orecchio e che mi sono letto e riletto documenti nuovi e vecchi ho deciso di rifare tutto il muro alle mie spalle. La parete è di Cemento armato e quindi la più indicata per delle trappole a pannello, le fisserò direttamente al muro (quindi senza schiena).
      Ho intenzione di usare il progetto del pannello A10 della BBC, sol oche lo farò da 20cm di profondità per praticità, a parte questo lo farò come da progetto e quindi il materiale assorbente interno toccherà il pannello vibrante.
      Farò tutto il muro 360x270 ad esclusione di una parte centrale dove userò i pannelli in metallo+Isobond che ho già e sopra i quali farò un ulteriore pannello broadband con listelli. I pannelli vibranti resteranno a vista, mi interessa che solo la parte centrale assorba anche le medio/alte, difficilmente sarò raggiunto da riflessioni dai lati del muro.
      Alla fine, oltre alla parte centrale, verranno 4 pannelli vibranti 90x180 e 2 80x150, sto valutando se dividerli in due ciascuno ma credo che conti più la superficie coperta che come il volume interno sia suddiviso.
      Ho svariato materiale assorbente di diversa natura e densità, credo che userò quello e se serve ne vado a comprare altro.
      In linea teorica, per quanto riguarda il materiale interno alla struttura sigillata dietro i pannelli vibranti, più alta è la resistività al flusso e più è ampio il range di frequenze coperte, a discapito dell'assorbimento massimo della frequenza di accordo che in base hai calcoli che sto facendo sarà attorno agli 80Hz ma relativamente efficace dai 50 ai 140.
      Il fatto di usare materiali diversi non influirà in modo considerevole sul funzionamento, a patto secondo me, di avere il meno denso a contatto del pannello.
      Non so bene quando riuscirò a fare il lavoro ma spero al più presto.

      PS.: Porcaputtanaaccidentiavoi
      PPS.: comeseavessitempodaperdere
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons

      Il messaggio è stato modificata 4 volte, ultima modifica da “Paul Rain” ().

      Allora intanto auguri per i nuovi lavori :)

      No, nel mio caso non ho "60 cm da sacrificare" su una intera parete. Infatti io scarto a priori la soluzione del trattamento di intere pareti con trappole a membrana intonata. Tantomeno degli "hanger". Nel mio ambiente è semplicemente impossibile, tra finestre (due) porte-finestre (altre due), scrivania, strumenti musicali e robe varie.
      60 cm potrei sacrificarli solo negli angoli orizzontali in alto (e su non più della metà, in realtà, per via dei cassoni delle serrande): per questo mi interessa questa soluzione con materiale a bassissima densità. Spero sempre che qualcuno abbia qualche chiarimento in più...

      gobbetto ha scritto:

      Allora, per la bassa resistenza al flusso ho letto che il problema riguarda principalmente i prodotti per l'edilizia e l'isolamento termico (e quindi le varie lane), perché ci sarebbero delle leggi nazionali che ne stabiliscono i parametri minimi, tra cui la densità; e dalla densità dipende (in parte) la resistività al flusso. Non so se sia vero, ma mi sembra plausibile.
      In ogni caso, spulciando, ho trovato (parlando di materiali reperibili in Italia):
      1) questa lana Knauf con valori dichiarati di resistenza di 5000 Pa.s/m2
      gpmmaterialiedili.it/prodotto/knauf-ultracoustic-p/
      2) e soprattutto, tra le varie tipologie di quel materiale linkato prima da Paul Rain, il Caruso ISOBOND, ce nè una variante (WLG 045) per la quale il principale venditore per l'Europa dichiara 3.000 Pa*s/m² .
      don-audio.com/CARUSO-ISO-BOND-…tikvlies-Schallabsorber_4

      Ok, i compiti li ho fatti, ora vorrei capire se c'è qualche problema teorico per cui non può funzionare, o piuttosto se si tratta solo di verificare sul campo se le previsioni del calcolatore funzionano... E comunque: perchè, per quanto io cerchi, non ci sono test del genere su resistenze al flusso così basse?
      Per esempio, anche il tipo dell'esperimento riportato da Paul Rain usa l'Isobond, ma di una tipologia diversa, con densità assolutamente comune di 45Kg/m3.
      Occhio che per il knauf è dichiarato maggiore di 5, non 5. Potrebbe essere benissimo 10 o 20.

      Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      novalium ha scritto:

      Occhio che per il knauf è dichiarato maggiore di 5, non 5. Potrebbe essere benissimo 10 o 20.

      Inviato dal mio VTR-L09 utilizzando Tapatalk


      sì purtroppo questa incognita va messa nel conto... comunque questo materiale è stato consigliato su gearslutz da un progettista svedese a un tizio italiano che cercava lana di roccia a bassa densità e resistività al flusso disponibile nel nostro paese. Lui (lo svedese) dice di averla impiegata, proprio in relazione alla sua bassa resistività, in un progetto di uno studio in Italia. Ed è certamente uno che ne capisce, l'ho visto diverse volte nei thread di gearslutz con i guru dell'acustica.

      gobbetto ha scritto:

      Allora intanto auguri per i nuovi lavori :)

      No, nel mio caso non ho "60 cm da sacrificare" su una intera parete. Infatti io scarto a priori la soluzione del trattamento di intere pareti con trappole a membrana intonata. Tantomeno degli "hanger". Nel mio ambiente è semplicemente impossibile, tra finestre (due) porte-finestre (altre due), scrivania, strumenti musicali e robe varie.
      60 cm potrei sacrificarli solo negli angoli orizzontali in alto (e su non più della metà, in realtà, per via dei cassoni delle serrande): per questo mi interessa questa soluzione con materiale a bassissima densità. Spero sempre che qualcuno abbia qualche chiarimento in più...
      Con le membrane riduci tantissimo lo spazio necessario. Con 60cm di solo poroso assorbi tantissimo in alto ma molto meno in basso, pur scendendo abbastanza in basso circa a 150. Con una membrana da 3kg ti bastano 15 cm per scendere a 75hz

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      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      novalium ha scritto:

      gobbetto ha scritto:

      Allora intanto auguri per i nuovi lavori :)

      No, nel mio caso non ho "60 cm da sacrificare" su una intera parete. Infatti io scarto a priori la soluzione del trattamento di intere pareti con trappole a membrana intonata. Tantomeno degli "hanger". Nel mio ambiente è semplicemente impossibile, tra finestre (due) porte-finestre (altre due), scrivania, strumenti musicali e robe varie.
      60 cm potrei sacrificarli solo negli angoli orizzontali in alto (e su non più della metà, in realtà, per via dei cassoni delle serrande): per questo mi interessa questa soluzione con materiale a bassissima densità. Spero sempre che qualcuno abbia qualche chiarimento in più...
      Con le membrane riduci tantissimo lo spazio necessario. Con 60cm di solo poroso assorbi tantissimo in alto ma molto meno in basso, pur scendendo abbastanza in basso circa a 150. Con una membrana da 3kg ti bastano 15 cm per scendere a 75hz

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      Sì daccordo, questo però a meno che non siano vere le previsoni del calcolatore per assorbitori porosi, nel qual caso potrei ottenere ottimi risultati anche appunto con una lana a bassa resistività o con il W045 di Isobond. Con la lana a bassa densità avrei due grossi vantaggi: nessun errore possibile nella costruzione e bassissimo costo totale. Isobond invece costerebbe certamente di più, ma siamo sempre poco sopra il centinaio di euro + spedizione per un parallelepipedo 60*60*120 (a cui aggiungere i costi del tessuto di rivestimento e di un eventuale telaio)
      Certo poi dovrei trovare un modo per "limitare la banda" di questi cosi... Qualcuno li riveste nella parte esterna con carta Kraft (Ethan Winer) o fogli di alluminio... o magari anche gli slat come suggerito da Paul Rain, o entrambe le cose (non saprei).
      Come dicevo, con i sistemi a pressione, si lavora su TUTTE le frequenze che è in grado di assorbire (ci sia una modale o una sbir)...
      Con i sistemi porosi NO.

      Se comprate Rockwool ed Isover, la r la trovate sempre indicata.
      Comprai rotoli Isover con resisistività bassa (mmm, circa 6kpa?)...40cm di spessore, posizionato non a caso....doveva trattare una modale....e non ce l’ha fatta...
      Intorno ad essa si è comportata benissimo, ma non ha fatto ciò per cui era stata progettata.
      Ennesima conferma che i sistemi porosi non sono adeguati per le basse...

      Accettate un consiglio...non perdete tempo con spessori e kPascal......
      Per le basse ci vuole altro...
      Tralasciando main monitor che magari vengono pure montati in flush e perfettamente isolati per evitare qualsivoglia EER, con sistemi a membrana ed un progetto ad hoc, potete girare per la stanza e sentire l’effetto che fanno.

      Poi vabbè...
      se ce lo si può permettere, meglio chiamare Northward :)
      Ma figurati, io non ho motivo di dubitare di quello che dite sia tu che Teetolevio. Mestiere vostro, ci mancherebbe...
      Io cerco di capire solo i limiti nei quali l'assorbimento poroso mi può essere di aiuto per le basse. E l'impressione che ho avuto talvolta è che alcuni esperti di acustica sono meno "assoluti". Sì ok, poi a livello professionale, per realizzare studi e control room, si usano le membrane intonate, le rilevazioni multiple di un esperto e via dicendo, ma a parte questo io un po' continuo a sperare nella efficacia degli assorbitori porosi in home studio, specie visti i risultati teorici con il calcolatore.

      Per esempio... questo tizio ha realizzato una parete di 60 cm con lana Rockwool Sonorock a 6000 Pa*s/m²
      Non è ancora una densità ideale secondo i calcolatori, per 60 cm di "muro" di lana di roccia, ma è comunque bassa. I risultati da lui documentati sono pazzeschi. A meno che, ovviamente, non li abbia falsificati o che io (e nessuno del thread in questione) non li abbia compresi:
      gearslutz.com/board/bass-traps…-measurements-inside.html

      Un altro, ispirato da questo thread, ha fatto una lunga ricerca su materiali con resistività ancora più basse, presumibilmente trovandoli (ma il problema qui in Italia sarebbe comunque la disponibilità):
      gearslutz.com/board/bass-traps…l-back-wall-absorber.html

      Dico, in ogni caso e ammesso che queste esperienze e i dati del calcolatore siano effettivi, questo da solo non risolverebbe il mio problema, visto che non vorrei assolutamente una risposta da camera anecoica da uscirci pazzo...
      Mi piacerebbe molto sapere come gik realizza di preciso la sua "flex range", cioè in pratica una membrana su un assorbitore poroso (usata su richiesta nelle Monster e nelle Soffit ad esempio): sarebbe fondamentale capire quanto funzionano in pratica, perchè limitano l'assorbimento delle alte ed evitano di rendere morta la stanza. A detta di un uomo Gik (su gearslutz), tutto sta nello spessore di questa membrana, nel materiale usato e nell'incollaggio della membrana allo strato più esterno di lana...
      In teoria dovrebbero funzionare, e suppongo meglio della carta Kraft e dell'alluminio... ho trovato in rete questa citazione dal Cox-D'Antonio:

      Often, porous absorbers are covered in cloth or plastic. For example, a thin impervious membrane might be used to wrap a fibrous absorbent when it is used as a duct lining, to prevent fibres being lost at the ventilation system. Another example is a thin layer of light reflecting material, which, when placed in front of mineral wool, makes a sound absorbing mirror. Such impervious membranes will reduce the high-frquency absorption. At low frequencies, the membrane's acoustic mass is small and the sound passes through largely unaltered -- although a small increase in absorption may occur. At high frequencies, the membrane's acoustic mass is high and it will prevent some or all of the sound wave entering the porous material...There are occasions where acoustically semi-transparent covers can favourably improve the absorption. Traditionally, acousticians might seek a textile that is transparent to incident sound so that it does not modify the absorption of the porous material core being covered. The need for transparency excluded many fabrics with acrylics or other backings, as well as densely woven fabrics. However, a better target in many cases is semi-transparency, as this can equalize the absorption coefficient of the core porous material by attenuating high frequencies and boosting mid and low frequencies.


      Detto questo, capisco perfettamente che fra un altro po' faccio prima a studiarmi i documenti BBC e farmi da me le trappole accordate...
      Come la giri la giri, è sempre complicata ...

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      All'ultima domanda mi rispondo da solo, e magari a qualcun altro può interessare. Sulla tecnologia flex range non c'è alcun segreto industriale, è un progetto che ha ricevuto una "US Patent". E' quindi pubblico e si può scaricare il pdf. Dando una occhiata veloce, ho visto che è descritta tutta la procedura di montaggio, gli strati, pesi e tipologia dei materiali usati incluse le membrane:

      patentimages.storage.googleapi…d8a34ad5bc3/US9091060.pdf
      Beh
      indubbiamente se continui così da qualche parte dovresti arrivare.

      però, devi abbinarci anche della pratica.
      altrimenti rischi di fossilizzarti sui numeri, come feci io.

      comunque i link sono interessanti...
      voglio leggerli per bene, grazie
      Ok, provo a dire alcune cose. Spero possano essere utili.

      Attenzione alla scoperta dell'acqua calda del basso valore di resistività nell'assorbitore poroso. :D
      Nel senso che:

      a) è molto difficile trovare materiali SERI con valori di resistività minore di 10-15 KpA.

      b) se esageri, non è che un foglio di carta velina con bassissima resistività e molto gap di aria va così bene.
      nel senso: OK , scende in bassissimo, ma come ci scende? Mica linearmante.
      Con bassi spessori e grande gap hai le montagne russe, ossia i coefficienti frequenziali non sono per nulla lineare e se tieni uno spessore costante ti fo**i da solo :)

      IDEM ATTENZIONE ALLE FIBRE DI POLIESTERE CHE QUALCUNO SI OSTINA AD UTILIZZARE, O A FARE UTILIZZARE, CON LA SCUSA (SUPERCA**OLA) CHE LA LANA E' TOSSICA E LA FIBRA DI POLIESTERE NO:

      La fibra di poliestere ha sì bassa resisitività al flusso, ma sotto i 750-500 Hz ha appunto coefficienti non lineari. nessun inglese né americano la usa.
      La usa qualcuno qui solo in Italia perchè costa poco e viceversa la fa pagare moltissimo al cliente gonzo e profano.

      c) il calcolatore indicato è molto più che preciso rispetto a qualsiasi esigenza. :D
      Nel '90 gli inglesi facevano studi micidiali, ancora all'avanguardia oggi, e non avevano manco il computer.
      Prima si mette a posto la trave, poi, se ci si riesce, la pagliuzza, non viceversa :)

      d) gli "slat" di Brandt non sono slat ermetici.
      ono assorbitori porosi con una semplice listellatura diffondente, che serve a restituire energia delle medio-alte (e volume di ascolto) nella regia.

      In buona sostanza unisce un pattern di Newell (che Newell venta'nni fa utilizzava per lo più in SALE DI RIPRESA) con un assorbitore poroso.

      In passato peraltro ho chiesto specifiche consulenze a John, in particolare per i sistemi antivibrazionali di fonoimpedenza. Lui è un fanatico sostenitore della restituzione delle medio-alte, degli haas kicker, delle IAD da 20 ms nel retro regia...

      Io nei miei progetti uso spesso un mix di queste cose, ma nella mia esperienza non puoi posizionare a caso, devi avere dei criteri, e spesso, in stanze adattate e non create ex novo, prima di tutto misurare tutta la regia per capire quali siano le priorità. Altrimenti non arriverai mai a un gran risultato.

      e) la questione del thin layer è un po' una cavolata, nel sens che ovviamente è meglio NON utilizzare film o carta kraft, ma per il resto... come dice benissimo Brandt, le basse non lo vedono nenche...

      E' uno degli elementi, ma nella mia idea contribuisce allo 0,5 % rispetto al risultato e alle cose da fare effettivamente, quando hai cubature piccole e modali a manetta.

      Opinioni personali, spero di essere utile per qualcuno. :thumbsup:

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      grazie @teetoleevio , ovviamente post molto gradito.
      Ti chiedo alcune cose, ovviamente valuta tu a quali rispondere e come. E' chiaro per me che è il tuo mestiere e che più di tanto non potrai/vorrai dire.

      teetoleevio ha scritto:



      a) è molto difficile trovare materiali SERI con valori di resistività minore di 10-15 KpA.

      ...

      IDEM ATTENZIONE ALLE FIBRE DI POLIESTERE CHE QUALCUNO SI OSTINA AD UTILIZZARE, O A FARE UTILIZZARE, CON LA SCUSA (SUPERCA**OLA) CHE LA LANA E' TOSSICA E LA FIBRA DI POLIESTERE NO:

      La fibra di poliestere ha sì bassa resisitività al flusso, ma sotto i 750-500 Hz ha appunto coefficienti non lineari. nessun inglese né americano la usa.
      La usa qualcuno qui solo in Italia perchè costa poco e viceversa la fa pagare moltissimo al cliente gonzo e profano.


      Ok, questa è già una buona indicazione, almeno evitiamo acquisti palesemente sbagliati.
      Hai avuto a che fare anche con la Caruso Isobond WLG045? Anche questa coefficienti non lineari? vale per ogni fibra di poliestere?

      E la Knauf Ultracoustic P o la Rockwool Sonorock invece?


      d) gli "slat" di Brandt non sono slat ermetici.
      sono assorbitori porosi con una semplice listellatura diffondente, che serve a restituire energia delle medio-alte (e volume di ascolto) nella regia.

      In buona sostanza unisce un pattern di Newell (che Newell venta'nni fa utilizzava per lo più in SALE DI RIPRESA) con un assorbitore poroso.


      Sì ok, assorbitori porosi con listelli di legno. Quello che chiedevo diversi post fa era però la percentuale di copertura del legno rispetto all'assorbimento. Perché se non sbaglio la sequenza di Newell garantisce un rapporto di copertura del 50% (quindi 50% materiale poroso assorbente-50% legno riflettente), ma Brandt nel progetto di assorbitore che ho linkato e in diversi suoi commenti sembra invece preferire una divisione del 70% riflessione - 30% assorbimento (e la sequenza degli spazi sembrerebbe anche regolare, quindi niente Newell). Ho letto sempre su gearslutz che diversi altri professionisti sostengono questa diversa ripartizione (70% di riflessione), e alcuni dicono che la differenza non è sottile...


      In passato peraltro ho chiesto specifiche consulenze a John, in particolare per i sistemi antivibrazionali di fonoimpedenza. Lui è un fanatico sostenitore della restituzione delle medio-alte, degli haas kicker, delle IAD da 20 ms nel retro regia...

      Io nei miei progetti uso spesso un mix di queste cose, ma nella mia esperienza non puoi posizionare a caso, devi avere dei criteri, e spesso, in stanze adattate e non create ex novo, prima di tutto misurare tutta la regia per capire quali siano le priorità. Altrimenti non arriverai mai a un gran risultato.


      questo è un po' scoraggiante... stavo già pensando di listellare la metà dei miei pannelli :D
      E comunque la mia priorità non è la linearità assoluta, non è una control room.. voglio prima di tutto una stanza che suona bene, confortevole, aperta...


      e) la questione del thin layer è un po' una cavolata, nel sens che ovviamente è meglio NON utilizzare film o carta kraft, ma per il resto... come dice benissimo Brandt, le basse non lo vedono nenche...


      bene, quindi in sostanza listelli spessi un paio di centimetri... che se non erro sono grosso modo gli spessori usati da Brandt, giusto?


      E' uno degli elementi, ma nella mia idea contribuisce allo 0,5 % rispetto al risultato e alle cose da fare effettivamente, quando hai cubature piccole e modali a manetta.

      Opinioni personali, spero di essere utile per qualcuno. :thumbsup:

      8) Teetoleevio


      sì, il messaggio è forte e chiaro :)

      gobbetto ha scritto:

      grazie @teetoleevio , ovviamente post molto gradito.
      Ti chiedo alcune cose, ovviamente valuta tu a quali rispondere e come. E' chiaro per me che è il tuo mestiere e che più di tanto non potrai/vorrai dire.


      E la Knauf Ultracoustic P o la Rockwool Sonorock invece?

      Troppe domande. :D Il punto è che non esiste un materiale ideale. :D
      Altrimenti l'avrebbero già scritto su Gearlutz ...e festa finita, no?

      Gearslutz, tra parentesi, nell'acustica, come nel recording in generale,
      è quanto di più fuorviante ci sia.

      Nel senso che molti lì, come nel forum di Gervais, scrivono come guru, per filo e per segno, esponendo teorie e certezze che spesso NON rappresentano la vera prassi professionale anglosassone, perchè non supportate da esperienza sul campo, ma solo dal bla-bla-bla, e portano il profano fai-da te a volere dissertare amabilmente di SBIR, ITD, MAM, eccetera, quando invece secondo me quello che è estremamente difficile e deriva da anni di esperienza passati a mettere insieme tutte le cose e soprattutto le priorità delle azioni.

      Azioni che spesso sono semplici e poco costose e ribaltano completamente, in meglio, una regia.

      Per farmi capire, è facile assistere a discorsi super tecnici in cui si parla della pagliuzza più infinitesima, quando non vengono neppure considerate delle azioni prioritarie, sulla regia, anche e sopratutto a costo quasi zero, che davvero cambiano il risultato.

      Lo stesso concetto per cui l'audiofilo spende mille euro al ml di cavo nel proprio impianto, e poi ha fisiologicamente due valli da 30 dB sotto i 100 nel suo bel soggiorno non trattato. :D

      A che ti serve? :D

      Detto questo, non è solo il materiale che conta, ma come lo metti e dove lo metti :D
      Se sei in una stanza adattata e non l'hai potuta calcolare prima da zero, devi misurare, poi compiere delle scelte e agire per priorità.

      Prima la trave, poi la pagliuzza.


      Qui i materiali, nella mia esperienza:

      * Ultracoustic P testata, buona, ma la Knauf ha un'altra lana molto superiore.

      * Sonorock Rockwool: non testata.
      Uso Rockwool solo in certi casi quando il Cliente non vuole usare lana di vetro perchè pensa che sia tossica. E, a martellate, riusciamo a farla andare bene. A secoda delle funzioni ok 221, 226, 225 Acoustics. :D

      * Caruso equivale abbastanza a Basotect della BASF, un materiale che era molto sofisticato ed utilizzato in studi a grande budget nei primi anni 2000.

      Alla fine molto caro, lavora perfettamente sulla gamma medio-alta, ma alla fine preferisco la lana di vetro.

      Sì ok, assorbitori porosi con listelli di legno. Quello che chiedevo diversi post fa era però la percentuale di copertura del legno rispetto all'assorbimento. Perché se non sbaglio la sequenza di Newell garantisce un rapporto di copertura del 50% (quindi 50% materiale poroso assorbente-50% legno riflettente), ma Brandt nel progetto di assorbitore che ho linkato e in diversi suoi commenti sembra invece preferire una divisione del 70% riflessione - 30% assorbimento (e la sequenza degli spazi sembrerebbe anche regolare, quindi niente Newell). Ho letto sempre su gearslutz che diversi altri professionisti sostengono questa diversa ripartizione (70% di riflessione), e alcuni dicono che la differenza non è sottile...

      Vacca bo*a, la questione non si può esprimere in maniera così semplicistica... :D
      La percentuale di ripartizione espressa in questo modo non ha alcun valore, detto con affetto.

      Prima devi calcolare in base al tipo di design che scegli (esempio RFZ, non environment, LEDE e/o dieci altri tipi), l'obbiettivo della stanza in base a uno standard di riverberazione / ringing delle frequenze basse.

      E per questo, in base al criterio obiettivo standard che hai scelto in quel progetto, hai, per gli assorbitori porosi:, sabine, coefficienti di assorbimento, percentuali di aree coperte.

      Quando hai fatto questo, e hai prima d tutto considerato le posizioni dei VARI E DIVERSI TRATTAMENTI, puoi mitigare l'assorbimento e compensare mediante la re-introduzione di frequenze medie e medio-alte nella regia, la naturalezza dell'ascolto e gestire una maggiore immagine stereo.

      Quando hai messo a punto questo bilanciamento, se decidi di diffondere, puoi decidere come diffondere, dalla semplice listellatura equispaziata di John Brandt, a pattern speciali tipo Newell, che ripeto originariamente venivano usati in sale di ripresa e non regie, ma che puoi utilizzare MOLTO bene nelle regie, ma con certi accorgimenti.

      Oppure ricorrere a diffusori quadratici, 2D, 3D, eccetera, che nella mia personale opinione però nelle regie piccole sono una presa in giro.

      Nel senso che se hai una regia lunga tre metri e mezzo secondo me non ha alcun senso metterci un diffusore, peggio ancora se da solo. :D

      In particolare, come ti dicevo prima, Brandt fino a due anni fa era fanatico del ritardo ITD fino a 20ms, e nel bilanciamento EES e tutti i suoi design (peraltro secondo me molto buoni acusticamente, ma esteticamente, ehm, un po' retrò), erano improntati su questo.
      Nel retro regia, nelle due ali verso la parte posteriore delle stesse e classicamente in due fuochi sul soffitto appeso e altri due fuochi dietro agli speaker, sulla parete frontale.

      Poi nell'ultima occasione in cui ci eravamo parlati per consulenza, mi diceva che era un po' tornato indietro su questo tipo di fanatismo. E' un eccellente tecnico acustico, molto serio.

      Forse perchè anche lui si è ridimensionato sulle cubature delle regie, nel senso che le regie che vengono costruite ormai sono sempre più piccole e quindi questi concetti, che pure funzionano, sono sempre meno applicabili, vista anche l'ultima proliferazione di pannellature commerciali già pronte, che spostano totalmente il livello e il punto della questione :D

      Se vuoi divertirti, OCCHIO che secondo me è abbastanza complicato, e al limite della magia nera:

      jhbrandt.net/wp-content/upload…o-Needs-A-Haas-Kicker.pdf

      Su un numero di Tape Op di un paio d'anni fa in un'intervista a un produttore underground americano era pubblicata la foto di una delle sue tipiche regie fatte in questo modo, e per chi ne capisce, ogni elemento era molto chiaro. Ma devi partire dall'idea di Haas Kicker che è comunque un'illusione, utilissima, ma sempre un'illusione.

      questo è un po' scoraggiante... stavo già pensando di listellare la metà dei miei pannelli :D
      E comunque la mia priorità non è la linearità assoluta, non è una control room.. voglio prima di tutto una stanza che suona bene, confortevole, aperta...


      Non devi scoraggiarti, stai andando bene !
      Molto bene. :thumbsup:


      bene, quindi in sostanza listelli spessi un paio di centimetri... che se non erro sono grosso modo gli spessori usati da Brandt, giusto?

      Se parli di spessore interno-esterno del listello, Ok 20-30-35 mm, molto bene.

      Se parli di altezza del listello, non è detto. John notorialmente listella in verticale chunk o assorbitori posteriori.

      In ogni caso in questo thread si è parlato bene, forse per la prima volta, dei risuonatori.

      Se vuoi trattare seriamente la tua regia nelle basse e sub, questa è l'unica strada moderna, in particolare in regie piccole sotto i 35-40 mq (la stragrande maggioranza dello spazio disponibile per qualsiasi regia, home, pro, o pri-pro-prot). Pochissimi, ad eccezione, di Giampiero Pape hanno la fortuna di avere regie con dimensione longitudinale superiore a 7-8 ml...

      Se non usi le membrane, non ce la puoi fare.
      Le usa a manetta Thomas di NorthWard.
      Le usa a manetta Munro, le usa D'Arcy.
      Le usa Storyk e tutta la compagnia bella.
      Nel mio piccolo, comunque quasi una centottantina di regie, le uso a manetta anche io, e hanno cambiato la mia vita e anche quella dei miei clienti, di cui alcuni giovani e già tecnici multiplatino, che mi danno un sacco di soddisfazioni...

      No microfori, No Helmoltz. :cursing:

      Cerca, cerca, che chi cerca trova. Rileggi anche i miei post, ti ho detto tante tante cose e qui dentro anche altri ti hanno detto cose molto positive e competenti !

      E se posso consigliarvi, non perdete tempo con vpr e plate metallici.

      L'invenzione, ottima per altro, è della RPG, vedi Modex, e neppure nuovissima... :D

      rpgacoustic.com/modex-plate/

      Ma molto difficili da autocostruire e per me impossibili in regie piccole perchè è vero che tuni le basse, e anche bene, ma poi hai un fracasso di comb filter nelle medio-alte e perdi tutta l'immagine stereo.

      Non molto lontano dai pesanti effetti collaterali degli slat...




      Credo di avere detto molte cose, in questo e nei post precedenti.

      In maniera esplicita e anche estesa, se leggi tra le righe. :D

      Spero di essere stato utile per qualcuno.

      Buone regie a tutti !


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      nel mio consigliare gli slat ho forse omesso un dettaglio essenziale, io parto dal presupposto (forse sbagliando) che un hobbista come me abbia una stanza che sarà sia per mixare che per fare riprese, per questo credo che si debba fare un compromesso.
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      Grazie mille @teetolevio per la risposta. Capisco bene l'importanza delle cose che stai dicendo, in parte tra le righe... soprattutto considerando che in questi giorni di ricerca disperata di risposte 'facili' su internet mi rendo conto che ognuno spara quello che vuole, si traveste da esperto di acustica, e dà soluzioni facilone o non testate. Mentre viceversa molti, che potrebbero aiutare seriamente, non si sbilanciano e non svelano troppo.

      teetoleevio ha scritto:



      E la Knauf Ultracoustic P o la Rockwool Sonorock invece?

      Troppe domande. :D Il punto è che non esiste un materiale ideale. :D
      Altrimenti l'avrebbero già scritto su Gearlutz ...e festa finita, no?


      Sì mi rendo conto...
      Ancora un po' sto insistendo su questa strada perchè qua e là si intravedono delle luci :D
      Per esempio, il tipo che ho linkato prima ( gearslutz ) , che realizza un muro con la rockwool sonorock e pubblica risultati eccellenti...

      Oppure ancora, l'autore di questo design, un serbo:
      myroom-acoustics.com/hosted/my…om_Design-white_paper.pdf
      non so che ne pensi... però non mi pare un improvvisato homestudiofilo, è comunque uno che progetta studi professionali nel mondo...

      Lui ha detto esplicitamente su gearslutz che, dopo aver scartato i vari design LEDE, RFZ ecc, per via di tentativi ed errori è arrivato a una soluzione che , se non ho capito male, usa esclusivamente lana anche per le basse frequenze (abbinata a diffusione). E ha detto pubblicamente quale è questa lana: KNAUF ECOSE TI 140 , che non ha dati pubblicati di resistività, ma ha però una densità molto bassa (circa 12Kg/m3).
      In italia non si trova, ma ci sono altri prodotti del catalogo Knauf reperibili in italia e con simili densità, in particolare la Knauf KI FIT 040 (anche qui però nessun dato sulla resistività).



      Vacca bo*a, la questione non si può esprimere in maniera così semplicistica... :D
      La percentuale di ripartizione espressa in questo modo non ha alcun valore, detto con affetto.

      Prima devi calcolare in base al tipo di design che scegli (esempio RFZ, non environment, LEDE e/o dieci altri tipi), l'obbiettivo della stanza in base a uno standard di riverberazione / ringing delle frequenze basse.

      E per questo, in base al criterio obiettivo standard che hai scelto in quel progetto, hai, per gli assorbitori porosi:, sabine, coefficienti di assorbimento, percentuali di aree coperte.

      Quando hai fatto questo, e hai prima d tutto considerato le posizioni dei VARI E DIVERSI TRATTAMENTI, puoi mitigare l'assorbimento e compensare mediante la re-introduzione di frequenze medie e medio-alte nella regia, la naturalezza dell'ascolto e gestire una maggiore immagine stereo.

      Quando hai messo a punto questo bilanciamento, se decidi di diffondere, puoi decidere come diffondere, dalla semplice listellatura equispaziata di John Brandt, a pattern speciali tipo Newell, che ripeto originariamente venivano usati in sale di ripresa e non regie, ma che puoi utilizzare MOLTO bene nelle regie, ma con certi accorgimenti.


      non ti arrabbiare, che qui siamo in alto mare :D
      Ma no capisco benissimo quello che dici.. il tuo è un approccio professionale e a quel livello (progettazione di uno studio o di una live room professionale) è l'unico possibile. Leggendo tutta sta roba su gearlutz ho imparato questo mantra, ripetuto alla nausea da un certo Eklund, che trovi sempre su questi thread di gearslutz: Si parte dal design. Si sceglie quello, e il resto viene di conseguenza.
      E io ci credo!
      Ma cerca di metterti nei panni di chi ha un homestudio, o una sala che usa per suonare e registrare. Nessuna pretesa di risultati super pro, budget neanche lontanamente paragonabili al necessario, impossibilità (economica e pratica) di chiamare esperti per rilevazioni e progetti, e infine (e non per ultimo) natura intrinsecamente inadatta della sala.
      Il mio caso: stanza di forma irregolare, con due finestre e due porte finestre. Strumenti dappertutto salvo che appesi al tetto. Ma che ci vuoi fare? ma di che LEDE devo parlare? il mio "back wall" è una porta-finestra a 4 ante! :D
      Io guardo al mio caso, e secondo me nel mio caso continua ad essere ragionevole cercare di migliorare come posso, con quello che posso, e senza aspettarmi miracoli... un po' con prodotti commerciali, un po' con il DIY, informandomi alla meglio, o alla meno peggio.


      Oppure ricorrere a diffusori quadratici, 2D, 3D, eccetera, che nella mia personale opinione però nelle regie piccole sono una presa in giro.

      Nel senso che se hai una regia lunga tre metri e mezzo secondo me non ha alcun senso metterci un diffusore, peggio ancora se da solo. :D


      sì certo... anche qui infatti cerco di capire quello che posso, e non comprare roba sbagliata. Seguirò alcuni principi di base, come quello di considerare la frequenza di azione più bassa del diffusore che voglio comprare/costruire, e sulla base di quella frequenza stabilirne il posizionamento nella stanza e la distanza dall'ascoltatore. Da quello che ho letto vorrei privilegiare l'1D sul 2D, e appunto solo lì dove le distanze me lo permettono (il mio lato lungo è 6,75 mt, ho un po' di margine). Ma per il resto debbo appunto capire quanto e dove possono aiutarmi soluzioni come Newell ed MLS per rendere più viva la stanza, perchè (appunto per le distanze minime) non mi è magari possibile ,in tanti punti, mettere diffusori a resto quadratico.


      Se vuoi divertirti, OCCHIO che secondo me è abbastanza complicato, e al limite della magia nera:

      jhbrandt.net/wp-content/upload…o-Needs-A-Haas-Kicker.pdf

      Su un numero di Tape Op di un paio d'anni fa in un'intervista a un produttore underground americano era pubblicata la foto di una delle sue tipiche regie fatte in questo modo, e per chi ne capisce, ogni elemento era molto chiaro. Ma devi partire dall'idea di Haas Kicker che è comunque un'illusione, utilissima, ma sempre un'illusione.


      ma sì va, ormai leggo pure questa... :D



      Se parli di spessore interno-esterno del listello, Ok 20-30-35 mm, molto bene.

      Se parli di altezza del listello, non è detto. John notorialmente listella in verticale chunk o assorbitori posteriori.


      sì infatti, intendevo listelli di 2 cm di spessore, applicati in verticale su assorbitori broadband. La loro lunghezza sarebbe quindi di 120 oppure di 60 cm a seconda che l'assorbitore 120*60 sia disposto in verticale o in orizzontale.
      Comunque già altre volte ho letto l'obiezione che faceva prima Paul Rain sugli slat equidistanti. Brandt li usa così... ma non sarebbe meglio spaziarli in maniera pseudo random come nella sequenza di Newell? avevo pensato ad es che un modo semplice ed alternativo di ottenere una ripartizione di circa 70-30 potrebbe essere usare la sequenza di Newell ma dividere per due il numero relativo alla parte di "spazio" (per l'esattezza otterrei 68-32).
      Ma ok, so già la risposta: pagliuzze


      In ogni caso in questo thread si è parlato bene, forse per la prima volta, dei risuonatori.

      Se vuoi trattare seriamente la tua regia nelle basse e sub, questa è l'unica strada moderna, in particolare in regie piccole sotto i 35-40 mq (la stragrande maggioranza dello spazio disponibile per qualsiasi regia, home, pro, o pri-pro-prot). Pochissimi, ad eccezione, di Giampiero Pape hanno la fortuna di avere regie con dimensione longitudinale superiore a 7-8 ml...

      Se non usi le membrane, non ce la puoi fare.

      Cerca, cerca, che chi cerca trova. Rileggi anche i miei post, ti ho detto tante tante cose e qui dentro anche altri ti hanno detto cose molto positive e competenti !



      Ok, anche questo è abbastanza chiaro :)
      sicuramente la strada che sta seguendo Paul Rain spunta da qualche parte, capisco.
      Per essere più chiari, suppongo che vi stiate riferendo a questo documento

      bbc.co.uk/rd/publications/rdreport_1992_10

      che, mi pare di capire, sostituisce precedente design BBC, oggi abbandonato.

      Ma io mi metterei anche su questa strada... quello che mi preoccupa è di ottenere alla fine niente altro che quattro o cinque cassoni con della lana dentro...
      Ok, alcuni dicono che è semplice... io non so, secondo me i margini di errori ci sono.
      Anche semplicemente nella scelta degli spessori, delle densità e del tipo di legno, per regolare la Q...
      Voglio dire: la lana la metti lì e qualche cosa fa, ma una membrana se sbagli la Q di 15 Hz hai fatto un dispositivo dannoso, cioè peggio ancora che inutile....

      Non so... e comunque visto che Paul Rain si è imbarcato in questa cosa, faccio il tifo per lui e aspetto i risultati!



      rpgacoustic.com/modex-plate/

      Ma molto difficili da autocostruire e per me impossibili in regie piccole perchè è vero che tuni le basse, e anche bene, ma poi hai un fracasso di comb filter nelle medio-alte e perdi tutta l'immagine stereo.

      Non molto lontano dai pesanti effetti collaterali degli slat...


      Ok, ottimo... anche sapere cosa NON provare a fare con il DIY è molto utile

      Ok anche per gli slat: insomma, è tutto, sempre, un casino....



      Credo di avere detto molte cose, in questo e nei post precedenti.
      In maniera esplicita e anche estesa, se leggi tra le righe. :D
      Spero di essere stato utile per qualcuno.



      assolutamente sì, utilissimo, grazie.

      Il messaggio è stato modificata 5 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      gobbetto ha scritto:

      .


      Ma no capisco benissimo quello che dici.. il tuo è un approccio professionale e a quel livello (progettazione di uno studio o di una live room professionale) è l'unico possibile. Leggendo tutta sta roba su gearlutz ho imparato questo mantra, ripetuto alla nausea da un certo Eklund, che trovi sempre su questi thread di gearslutz: Si parte dal design. Si sceglie quello, e il resto viene di conseguenza.
      E io ci credo!
      Ma cerca di metterti nei panni di chi ha un homestudio, o una sala che usa per suonare e registrare. Nessuna pretesa di risultati super pro, budget neanche lontanamente paragonabili al necessario, impossibilità (economica e pratica) di chiamare esperti per rilevazioni e progetti, e infine (e non per ultimo) natura intrinsecamente inadatta della sala.
      Il mio caso: stanza di forma irregolare, con due finestre e due porte finestre. Strumenti dappertutto salvo che appesi al tetto. Ma che ci vuoi fare? ma di che LEDE devo parlare? il mio "back wall" è una porta-finestra a 4 ante! :D
      Io guardo al mio caso, e secondo me nel mio caso continua ad essere ragionevole cercare di migliorare come posso, con quello che posso, e senza aspettarmi miracoli... un po' con prodotti commerciali, un po' con il DIY, informandomi alla meglio, o alla meno peggio.


      Non so se si è capito, ma io vado esattamente in questa direzione ! :thumbsup:

      Io caldeggio studio, pianificazione e poi un DIY che se sei bravo e hai qualcuno che ti aiuta anche esteticamente e in chiave illuminotecnica puoi avere uno studio assolutamente di gran livello con dei costi che rispetto avent'anni fa sono semplicemente ridicoli.

      Gobert, Paul Rain e altri dimostrano che è assolutamente possibile fare MOLTO bene, anche in DIY, anche come autodidatti, anche con la semplice sperimentazione personale.

      Ti dirò di più: professionalmente sono sempre più su soluzioni autocostruite, ma fatte prima misurando e poi agendo con criterio. Con l'autocostruzione hai il massimo della potenzialità di tuning della regia insieme alla massima possibilità di personalizzazione. E in più puoi anche fart due o tre misurazioni prima di chiudere in maniera definitiva i teli... accidenti, guarda che è un bel vantaggio.

      Su Eklund: è un super pro. Sull'esempio "Myroom". E' uno studio serio fatto in un tempo immemore, tipo un anno e mezzo per fare uno studio. Pubblicato su GS ben più di un anno fa. Senz'altro iper interessante, ma prima di affermare di avere trovato la soluzione e il tipo di design definitivo, ehm...

      Nel senso che dopo migliaia di regie in 40 anni di attività molti grandi mantengono dei dubbi, e rimangono relativisti, e credo che questo appoccio più umile sia il più apprezzabile e realistico.

      Lo dico spesso, ma se riesci prova a ritrovare una delle pochissime interviste a Hidley.

      Con grande onestà intellettuale ti dice: eh, signori, guardate che per dieci - vent'anni anni ho imposto NEL MONDO (con Eastlake e Westlake) un tipo di acustica che sostanzialmente poteva essere, ehm... di gran lunga migliore...

      Questo è l'atteggiamento giusto.

      Ti dirò comunque ancora di più: solo in questo thread sono stati toccati, e pure in maniera esauriente, molti aspetti che sono semplicemente sconosciuti a molti acustici locali, anche professionisti sopratutto con aziende il cui unico scopo è quello di farti spendere, come vent'anni fa, diverse centinaia di migliaia di euro per uno studio - cifre che nella musica non puoi più riprendere neanche se vinci Sanremo dieci volte di seguito.

      Hai in mano i calcolatori, tutta la libreria di Walker e BBC, ossia un patrimonio incredibile di costose ricerche dal 1963 a oggi, hai Gearslutz, hai Gervais, hai dei libri... Hai dei software gratuiti incredibili.

      Se ti fai prendere dalla passione non puoi fare altro che bene. Magari datti il tempo di digerire, perchè veramente trovi tutto e il contrario di tutto.

      Quindi io sono senz'altro per l'approfondimento e per spingere ad eliminare una caratteristica italiota che continua a differenziare lo studio "normale" dallo studio "professionale -prit - pro -prot" solo in base al costo e/o alla dotazione tecnica.

      I materiali usati professionalmente nelle correzioni acustiche sono, salvo qualcuno, esattamente gli stessi che puoi reperire su internet o ordinandoli ad un centro edile serio.

      Quello che cambia è l'esperienza, i calcoli, l'interpretare delle misurazioni, il compeiere delle scelte forti, nella giusta direzione dall'inizio, perchè la coperta è sempre corta.

      Ma dalla tua hai un valore importantissimo: il tempo a disposizione.

      Se non devi pagare un affitto e/o camparci, e lavori tranquillamente sulla tua stanza, puoi misurare e correggere, ri-misurare e ri-correggere... UN LUSSO CHE MOLTI STUDI PRI PRO PROT NON POSSONO PERMETTERSI.

      (Anche perchè molte ditte non misurano e/o non ti fanno vedere gli effettivi risultati post trattamento).

      Questo è quello che ha fatto ad esempio Giampiero Pape, e alla fine ha avuto OTTIMI e dico OTTIMI risultati, con una regia che dà - in acustica pura e non corretta elettronicamente - un fracco di punti a un sacco di "studioni" ITA.

      Quindi benissimo l'approfondimento. E benissimo qualsiasi tentativo !

      I materiali, se non devi pagare la manodopera, costano davvero poco.

      Idem i tessuti acustici, ormai puoi scegliere molto bene, e puoi trovare in rete costi nettamente inferiori agli importatori ufficiali.

      Ovvio che ci si debba s*attere un po'.

      Se vuoi avere la pappa pronta, c'è anche la pappa pronta :D


      Chiudo con una citazione dell'ottimo Brandt:

      I believe that, like most things in life, it boils down to knowing what you really want and/or need. ‐ And, sadly, only about 5% of the population will do the hard work of thinking... Thinking and categorizing what they want.

      Credo che, come nella maggior parte delle cose della vita, tutto si riduca a sapere quello che vuoi o di cui hai bisogno davvero. Tristemente, solo il 5% della popolazione svolgerà il duro lavoro di pensare... pensare e categorizzare quello che davvero vuole.

      Then only a small percentage of that percentage will make the plans and implement the strategy to get what they want. Such is the state of humanity... but I digress...

      A questo punto, solo un'ulteriore piccola percentuale di quella percentuale si farà un piano e implementerà la strategia per ottenere quello che vuole. Questo è lo stato dell'umanità, ma sto esulando dal discorso...

      Sempre buona costruzione a tutti, e dopo, buon mix ! :thumbsup:

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Il messaggio è stato modificata 3 volte, ultima modifica da “teetoleevio” ().

      ottimo @teetoleevio , capisco e condivido tutto quello che hai scritto.

      Penso ci sia però, come sempre c'è, un rovescio della medaglia. Una azienda come Gik ha, ed avrà sempre, dei punti in più rispetto all'appassionato del DIY. Perché investe professionalmente su una attività, assume esperti, e può permettersi di mandare i suoi prodotti in un laboratorio di testing, e perfino ottenere brevetti sulle sue implementazioni. Ho letto tempo fa un post di Davide di Oudimmo dove lui scriveva di aver girato mezza italia ed aver fatto decine di test per trovare la lana di roccia che attualmente usa nei suoi pannelli. Te la vende anche, come materiale fai da te, ma non ti dice da dove viene e che marca è. Si sa solo che è ad alta densità.
      Quindi la scelta dei materiali una certa importanza ce l'avrà... poi magari si tratta della stessa lana che trovo dietro casa da Leroy Merlin (no), però il punto è che loro lo sanno e io no :) ... e il numero di prove che possiamo fare noi homestudiofili è comunque limitato.
      Perciò come vedi il risultato più frequente è che il thread starter si scoraggia, ringrazia tutti e si congeda :D
      E' verissimo quello che ha detto J. Brandt, ma ci sono degli alibi forti, eh... ognuno i cazzi propri, la propria vita, la normale stanchezza post lavorativa... a meno che non è il tuo mestiere, e allora no, non ci sono scuse.
      Magari poi anche a me e Pilloso prende la mania dell'acustica e ci mettiamo a piazzare membrane ovunque, però un po' credo sia normale essere scoraggiati, specie nell'impatto iniziale: è una materia infinita, anche senza arrivare alla matematica e alla fisica che ci sta dietro.
      Grazie per il tuo contributo, prezioso.
      A che siamo in ballo...

      naturalmente chiarissimo quello che dice Teetolevio su esperienza, tecniche consolidate e decenni di realizzazioni pratiche, però, senza volere implicare niente (ma con una non troppo velata speranza), lascio comunque qui il link del nuovo thread di Bogić Petrović con la sua versione 2 del "My Room Acoustic Design"
      gearslutz.com/board/studio-bui…ustic-design-mark-ii.html

      e inoltre il link dei dati che ha pubblicato a una convention del 2016 relativamente a questa sua nuova implementazione. Vi faccio notare che parliamo di un assorbitore broadband (60 cm di lana a 5K Pa*s/m2) con davanti un pannello per la diffusione 1D, guardate i coefficienti del grafico in figura 6 8o 8|

      aes.org/e-lib/download.cfm/18225.pdf?ID=18225

      Altro link interessante (in assoluto magari un po' meno del precedente) è quello di un utente che, su gearslutz, ha aperto una Gik Monster Trap :D , definendo quei minimi dettagli mancanti nel documento sulla loro "us patented flex range" ( che è un pubblico brevetto ).
      Il suo tono è un po' ironico, ma in effetti... nessuna kriptonite, nessuna colla speciale, solo materiali molto alla mano. Meglio così per chi vuole fare da sè :)

      gearslutz.com/board/studio-bui…range-quot-type-trap.html