Misurazioni acustiche con REW, un aiutino please

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      Ciao a tutti e grazie dello splendido 3d
      Una domanda semplice semplice:
      Ma se ho un paio di monitor, quando costruisco lo studio lo costruisco intorno e in rapporto a questi monitor?
      E se poi in futuro dovessi o volessi cambiare monitor potrei dover tornare a correggere l'acustica della stanza?
      Tutto é Soggettivo

      loyuit ha scritto:

      Ciao a tutti e grazie dello splendido 3d
      Una domanda semplice semplice:
      Ma se ho un paio di monitor, quando costruisco lo studio lo costruisco intorno e in rapporto a questi monitor?
      E se poi in futuro dovessi o volessi cambiare monitor potrei dover tornare a correggere l'acustica della stanza?


      Questa è una domanda importantissima, sostanziale, a cui occorre dare una risposta. :thumbup:

      Le regie si dividono in due gruppi: quelle maggiori di un certo volume, e quelle inferiori a un certo volume.
      Avere una cubatura diversa presuppone un approccio decisamente diverso nei termini di progetto acustico base, cioè del tipo di design che vai a scegliere.

      Diciamo che l'85% delle regie ricade però, sopratutto in Italia, nel volume cubico minore.
      Non sei in USA in cui tipicamente lo studio è in una warehouse sterminata, a basso costo.
      in Italia lo spazio costa moltissimo ... :D E di conseguenza, con le regie, ci si arrangia... :D

      Volume cubico minore a disposizione vuole dire sostanzialmente scelta pressochè obbligata di speaker libero, ossia una coppia di casse che non sia incassata, bensì montata su stativo ad alta massa, disaccoppiato, o supporto qualunque.

      Cioè nella maggioranza dei casi sei costretto a scegliere lo speaker libero anche perchè non hai 60 cm da buttare per incassare gli speaker...

      Quando hai lo speaker libero, semplicemente avrai lo svantaggio di avere tutta l'energia dello speaker che eccita la stanza, e quindi necessiti di una certa correzione, in particolare in stanze adattate e non costruite ex novo.

      Questa correzione è indipendente dallo speaker.

      Misuri, calcoli, correggi e se puoi ri-misuri e verifichi in buona sostanza le caratteristiche fisico-acustiche della stanza, che sono sostanzialmente indipendenti dal tipo di speaker scelto, ovviamente se decente e professionale.
      Avrai senz'altro caratteristiche diverse tra speaker e speaker, e sostanzialmente "pasta" un po' diversa, ma la risposta in frequenza se lo speaker è professionale, DEVE essere relativamente buona e standard, come da specifica, +/- 3dB lungo tutto il range di frequenze coperto dalla cassa stessa.

      Quindi la mia opinione è che se hai speaker liberi, nearfiled o midfield, attivi o passivi, devi correggere l'acustica della stanza a sé, e garantire un risultato che rientri nel range in acustica pura, senza equalizzazioni dello speaker, e assolutamente a prescindere dallo speaker.

      Per la serie: ti compri ad esempio Adam midfield. Dopo due anni ti rompi e vuoi passare, che ne so, a Focal... che fai, riprogetti e ri-tuni la regia ?

      Ad esempio, metti che tu debba fare una regia surround 5.1.
      Standard ITU europeo o Dolby THX USA.
      Questi standard hanno delle regole precise, ma a prescindere dallo speaker.
      Non si chiamano standard per nulla... anche se vedo audiofili che pigliano sistemi da 80-100K Euro e poi fanno un theatre sostanzialmente "a caso" - "a occhio"...

      Già leggermente diverso è se introduci nell'equazione un subwoofer
      , che in determinati casi, quando le valli (buchi di frequenza sotto i 100Hz) sono pesanti, ed è difficile la correzione con i risuonatori, nel senso che le aree libere non sono sufficienti, puoi appunto provare a fare metà con i risuonatori, e metà tarando bene il sub.

      In questo caso il tipo di sub diventa sostanziale, non tanto per la dimensione del cono, come qualcuno potrebbe pensare, bensì in base alla possibilità magari di flippare la fase a step di 90° o addirittura di 45° anziché 180°.
      Questo in regie corte è utilissimo e ti spesso ti salva in maniera incredibile. Io ho avuto un tre-quattro esperienze estremamente positive in regie piccolissime, che mi hanno negli anni fatto ricredere sull'utilità del sub in situazioni in cui magari hai il banco posizionato sulla parete lunga e obblgatoriamente con la testa sei più soggetto a sentire il "null" se vai indietro con la sedia di soli 10-15 cm...

      Quindi qui tuni un po' la regia insieme all'intervento del sub che scegli.

      O ancora, magari correggi una regia originariamente stereo se vuoi introdurre un subwoofer, ma questo secondo me a prescindere dal tipo di speaker che usi, e che puoi e devi potere cambiare senza avere impressioni di un'acustic completamente diversa... :)

      Altro caso è viceversa la scelta di incassare i monitor.

      E qui si apre un mondo totalmente diverso.

      Nel senso che puoi scegliere, come fanno alcuni, compreso Northward, di imporre un determinato tipo di speaker mainfield, classicamente ipercostoso, normalmente attivo e quindi in particolare poi vai a "tunare" le membrane tendenzialmente intorno alla frequenza di crossover.

      Altri vanno oltre, ehm, "consigliando" main monitor magari corredati da un sistema di auto-EQ.

      In questo modo dapprima incassando, ossia eliminando tutta la proiezione che arriva dai lati e dal retro della cassa (45% circa dell'emissione), contengono ala base gli errori della stanza, e in più spesso tarano il sistema mentre misurano, arrivando a un certo risultato appunto solo in funzione e con quello speaker ...che cerca di mettersi a posto da solo, autoequalizzandosi, e quindi avendo alla fine a mio avviso un risultato meno naturale all'ascolto.

      Pensiamo ad esempio ai sistemi AIR Dynaudio, ad alcune Genelec, eccetera.


      E' una scelta precisa che in buona sostanza:

      a) ti lega a doppio filo col tipo di speaker che scegli.
      E se poi lo speaker intimamente non ti piace, voglio vedere ammettere che hai speso un fracasso per un sistema fisso di cui non sei contento al 100%...
      Prova a mettere su Mercatino Musicale un bel sistema ATC o Genelec nuovo.
      Peggio che vendere il giorno dopo una Porsche Carrera...

      b) - SOPRATTUTTO - ti impone la massima attenzione al mix con i main monitor,
      che per funzionare bene necessitano obbligatoriamente di grande volume,
      perchè ben lontani rispetto alla posizione della capoccia nel mix.
      Molto più lontani rispetto a monitor mid o nearfield in cui la percentuale di onda diretta è molto maggiore, e per cui l'incognita dell'acustica della stanza, pur rimanendo importantissima, è minore.

      Maggiore è il volume, maggiori sono le magagne che vengono fuori nella regia, perchè le modali assiali, in particolare modo, vengono "eccitate" proporzionalmente al volume.
      Ossia, se vuoi avere alla posizione del mix una pressione acustica standard 83-85dB SPL C average, un conto è averli con dei main lontani, un conto è averlo con casse più vicine.

      ma c) più di tutto:
      CHI NEL 2018 missa sulle grandi incassate, dei top 50 del mondo?
      NESSUNO.


      Quindi stai faendo una regia che suonerà bene ad alti volumi,
      ma che non tiene particolarmente conto delle casse piccole, nearfield, su cui di solito si missa al 95% del tempo.

      A me sembra un controsenso molto costoso. :D
      Può essere una scelta senz'altro utile in registrazione e produzione, ma per missare, ehm, non credo.

      In più, è una scelta che va controcorrente rispetto ai trend consolidati nelle sale di mastering, che ormai al 95% hanno abbandonato da anni gli speaker incassati per andare su sistemi liberi a 3 e 4 vie montati su piedistallo libero.

      Se lo speaker è libero, puoi spostarlo. E metterlo in fase. OK, hai molto più effetto SBIR rispetto ai main, ma se nel calcolo hai sbagliato la posizione dello slot di incasso, con speaker che costano variate decine di migliaia di euro, che fai?
      E magari hai fatto slot ad alta massa in cemento armato, e blablabla...

      Magari ti va di c*lo perchè il Cliente ne capisce poco.

      Ma se poi ti fa, legittimamemente, una misurazione? :D


      Il trend dell "sistema stanza-speaker"è stato iniziato appunto da Hidley nel 90, e da tutti i suoi seguaci. Ricordiamoci Westlake, o sempre in USA, un decennio dopo, il fenomeno TAD Ausburger.

      E aveva un senso, senz'altro, perchè in particolare i primi design LEDE di Hidley presupponevano alla base un main monitor incassato. E regie alte minimo 4m e con area tipica 65-70 mq... Altrimenti non funziona ..

      Chissà perchè, nello stesso ventennio i sono sbucate le NS10, ancora in auge a tutt'oggi, e poi via via i monitor attivi.

      Chissà perché. :D


      Però il mondo è bello perchè vario, quindi senz'altro c'è chi ti studia la regia in base agli speaker.
      E una scelta che ha le proprie motivazioni.

      Io non la penso così e cerco di garantire acustiche eccellenti in acustica pura, secondo obiettivi standard.
      Poi, se il Cliente ha voglia, si corregge l'ultimo 1% in elettronica, con sistemi DSP esterni eccezionali anche a bassissimo costo, tipo Dirac, ad esempio.

      Sostanzialmente il DSP corregge le normali asimmetrie della stanza, e le micro differenze tra speaker destro e sinistro.

      Spero di avere dato qualche spunto interessante.

      Opinioni assolutamente personali e non necessariamente condivisibili. :D


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Il messaggio è stato modificata 4 volte, ultima modifica da “teetoleevio” ().

      Concordo in pieno....
      con monitor near e mid (99% dei casi tra home, project studio), direi che non ha senso costruire l'acustica intorno ad essi....cioè, in teoria la compatibilità è rispettata, soprattutto se si conta di mantenere lo stessa posizione e punto d'ascolto.

      E pure nelle grandi regie...
      alla fine il lavoro lo fanno i near; i main fanno principalmente figo :D
      Ma parliamo di realtà diverse.
      Scusate se mi sono un po' fissato con questa storia degli slat, ma volevo condividervi questo thread
      gearslutz.com/board/studio-bui…ment-room-acoustic-2.html
      e qualche minima conclusione a cui sono arrivato.

      Fermo restando che il principio base è quello di scegliere un design, una tipologia di risposta della stanza e di considerare il trattamento come un insieme (principio ribadito da tutti gli espertoni di gearslutz, e qui sottolineato da teetolevio), a me pare di poter dire che qualche criterio generale sullo slatting c'è (eureka). Ho visto che gli slat su assorbitori porosi vengono ampiamente utilizzati da Eklund, Gervais, Brandt, Bogovic e altri. E mi pare che il consenso su un punto è veramente ampio: No MLS, no Newell. 50% di copertura è sempre troppo poco, in ogni caso e in ogni situazione, per tutti i tizi in questione. Per Eklund coprire solo il 50% può servire per proteggere un pannello broadband dagli urti :D (leggete il thread, interessante) , ma a parte questo non ci vede nessuna altra utilità. E' uno slatting secondo loro quasi totalmente trasparente: nessun danno ma quasi nessun risultato. Tutti gli altri sostanzialmente concordano (vai a ritrovare i thread... ma garantisco che l'ho letto, per tutti i sopra citati autori e anche per altri). Eklund, nel thread linkato, ribadisce che una regola unica per la % di copertura non c'è (dipende, eccetera eccetera), ma comunque nei suoi design lui si muove in un range tra l'80 e il 90% di copertura (vedi foto dei suoi studi). Gervais e Brandt almeno il 70%. Niente slatting nei punti di prime riflessioni. Gap non uguali, di larghezza variabile, meglio dei gap a larghezza fissa. Direi che sono già buone regole generali di partenza (io mi accontento).
      Questo ovviamente semplificando parecchio e solo per dare una indicazione agli homestudiofili che come me si ostinano a non capire che bisogna chiamare un esperto, caz!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

      C'è una cosa che non riesco a capire sugli assorbitori a membrana: il materiale poroso va necessariamente staccato dalla membrana o può esservi appoggiato? Il dubbio mi viene perchè secondo Cox va necessariamente staccato ma secondo tutti i calcolatori è ininfluente. Avete mai sperimentato in questo senso?
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      Misurazioni acustiche con REW, un aiutino please

      A mio parere, ma è un parere del tutto personale, va staccato. Perché la membrana vibra in modo abbastanza “delicato” ed il materiale poroso a contatto potrebbe diminuire la vibrazione e quindi l’ efficacia.
      O comunque in un certo senso modificare la massa della membrana e quindi la frequenza di risonanza, che non sarà più quella che abbiamo calcolato.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      ho postato un documento della BBC da qualche parte in questa discussione, la trappola oggetto del documento è una trappola a membrana dove il materiale assorbente tocca la membrana, ed è stato testato con i sacri crismi.
      secondo me è importante che il materiale che tocca la membrana non sia denso, loro usano della lana di vetro soffice.
      Mi sta per arrivare il materiale per costruire tutta la parete dietro.
      Però devo dire che mi sono posto numerose volte anche io la stessa domanda.
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      Come farai a cambiare eventualmente la Q e la frequenza di centro se dopo la costruzione non corrisponde alle previsioni? Io so che si può aumentare o diminuire la quantità di lana all'interno, ma che margine ti dà? E ci sono altri modi oltre questo?
      Un'altra cosa su cui ho sempre avuto dubbi e non ho mai trovato nei libri una risposta né ho mai sperimentato in tal senso, è questa: ma se nella bass trap a membrana la membrana non è parallela al fondo rigido, la profondità come si calcola? Ipotizzo in base alla profondità media ma qualcuno l'ha mai sperimentato?
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “novalium” ().

      PAPEdROGA ha scritto:

      Ho realizzato trappole angolari, quindi con profondità particolare.
      Imho puoi variare i calcoli usando il volume invece che la profondità.


      Però se uso il volume mi sballa tutta la formula :wacko:
      Assumendo che:
      Freq=60/sqrt(massa x profondità)
      mi sfugge come relazionare il volume, che può variare in base alla grandezza della trappola, alla profondità.
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      Misurazioni acustiche con REW, un aiutino please

      Scusa, ho abbandonato libri e formule il secondo dopo aver fissato l’ultimo pannello :D

      Puoi riportare la formula originale, nella sua lingua originale? O magari copiare l’intera parte?
      Non ricordavo che fosse così. Vorrebbe dire che due dimensioni su tre della trappola non hanno rilevanza nell’ “accordatura”?
      Magari si riferisce allo spessore della membrana?
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      dove m è la massa del pannello e d la distanza dalla parete. Il libro è il Cox - D'antonio.

      questa invece è la formula di Newell che in realtà è la stessa.
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...
      @novalium
      scaricati il foglio excel in questa discussione, non il primo ma il secondo che trovi più in giù
      forum.studiotips.com/viewtopic…d5531eeb6c2dd210639c8deb9
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      Il thread e il calcolatore che hai postato sono molto interessanti, ma ancora più interessante per me è questo post dell'autore del foglio excel in questione, che io leggo come una straordinaria promozione delle Scopus di Gik, di trap professionali come quelle di RPG e/o della assoluta necessità di affidarsi a professionisti se si vogliono ottenere risultati da queste trappole a membrana:

      "Luckily, empirically fine-tuning the resonant frequency of a high-Q membrane absorber is not all that difficult.In practice we have some stiffness which is function of the tightness of the screws at the edges/corners of the membrane vs. its area (as Terry suggested).Changing either would cause a shift in resonant frequency."

      Ma davvero? La lentezza delle viti??
      E dopo che avrai "finamente accordato" la tua trap in questo modo, questa "stiffness" quanto durerà? che fai rimisuri ogni tre mesi e se è il caso dai una giratina a tutte le viti? E su una parete di 10-15-20 trap come fai a sapere quali viti si sono allentate?

      Dai, non ci posso credere...
      io non metterò viti il pannello sarà solo incollato
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      ok, ma quindi in pratica ti precludi la possibilità di aggiustare la frequenza dopo averlo costruito, se non cambiando la quantità o la resistività della lana?
      Tra l'altro il documento BBC non ha dati sulla lana che alla fine ha preferito per il suo A10. Dovrebbe avere bassa densità, ma non si sa altro, non ci sono dati.
      la resistività del materiale assorbente dentro non cambia la frequenza di accordatura ma cambia la campana di assorbimento. Dal punto di vista teorico sarebbe meglio un resistività al flusso medio alta per avere meno assorbimento alla frequenza di accordatura ma una campana più ampia in modo che se anche non viene precisa agirà su un range più grande.
      Non ho intenzione di aggiunstare la frequenza dopo averli costriuti, so più o meno il range attorno al quale agiranno, sopra quel range ho diverse altre trappole già efficaci.
      In ogni caso, all'aumentare della massa (senza modificare gli altri parametri) si abbassa la frequenza di assorbimento quindi basterebbe cambiare il pannello con uno più spesso (se delle stesso materiale) o di un altro materiale, anche incollandocelo sopra.
      Ma non credo sarà necessario
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons