Nuova Ricerca sulle Bass Traps a Membrana - Il mistero si infittisce

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      Nuova Ricerca sulle Bass Traps a Membrana - Il mistero si infittisce

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      ho già postato questi link in un'altra discussione ma credo ne meritino una tutta loro.
      asa.scitation.org/doi/pdf/10.1121/2.0000816

      Mentre questo il report ufficiale dei NWAA Labs
      yn1dg4aib2645w6qa380izg9-wpeng…-Density-3-inch-Taped.pdf

      A me, che ho poche idee e molto confuse, sembra che questo test dimostri che i calcoli matematici, e di conseguenza i vari calcolatori, non siano affidabili. Sembra che la massa della membrana abbia poco a che fare con la frequenza di accordatura.
      A occhio sembrerebbe che, mentre il "guscio" in legno sia sigillato, la membrana è montata su una cornice semovente e probailmente la struttura non è a tenuta stagna
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “Paul Rain” ().

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      La cosa più interessante, se ho capito bene, è che posizionando la membrana verso il muro si ottiene maggiore efficienza sia in frequenza che in assorbimento anche se bisognerebbe capire quanto sia rigido il retro delle trappole.
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

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      potrebbe essere che mettendo la membrana dal lato verso il muro per qualche motivo cambi qualcosa.
      @gobert4 le hai fatte con fogli di gomma caricata?
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons

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      quindi intendi pannelli in mdf o multistrato?
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons

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      Il documento è molto interessante. Però a me personalmente non sembra affatto che se ne possa dedurre che la densità non conta, come anche confermava Gobert. Se guardate il grafico 8 del documento, tra due delle tre membrane non c'è praticamente differenza nella frequenza di centro, mentre la terza si sposta di ben 20Hz. Ed è cambiata solo la densità della membrana.

      Quello che dicono i ricercatori è che quello spostamento non è avvenuto come da previsioni.
      E allo stesso modo è probabile che si aspettassero anche per le altre due uno spostamento che invece non c'è stato.

      Io la interpreto come sostanzialmente ho interpretato il 90% delle cose che ho letto finora sulle membrane limp: il test è fondamentale e occorre trovare il modo di tunare la membrana e il box anche dopo averli costruiti. Basarsi sulle previsioni non basta.

      Questa cosa mi è stata confermata anche dal fatto che nel famoso thread di gearslutz sul Tim's Limp, Bogic Petrovic propone ben due modi di accordare una trap dopo la costruzione: aggiungere pannelli OSB sul fondo di una trap costruita volutamente "abbondante" (per diminuirne la profondità), e inoltre (secondo metodo) appesantire la membrana in MLV incollando delle piastre metalliche al centro della membrana. Usa persino dei piccoli magneti che applica provvisoriamente : fa ulteriori test, e poi se il caso sostituisce i magneti con un'altra piastra metallica dello stesso peso e densità dei magneti aggiunti per il test, incollandola sulla parte opposta della membrana.
      Se propone ben due metodi di accordatura suppongo che lui stesso ne abbia ampiamente bisogno. Il suo metodo (ed è il metodo di altri, che lo hanno confermato) è quello di costruire un prototipo di trap usando questi accorgimenti. Quando comincia a funzionare come vuole lui, centrata alla frequenza che dice lui, costruisce le altre secondo lo schema ottenuto.

      A me personalmente leggere queste cose mi ha definitivamente convinto della fattibilità della cosa. Mi ci metterò appena finisco con le broadband.

      Una chicca che penso vi piacerà moooolto. Ho trovato un post su gearslutz dove Brandt dice come sono fatte le sue trap a membrana :D
      Sarà vero che gearslutz confonde, ma quante cose utili che ci sono in mezzo, però:

      gearslutz.com/board/studio-bui…surements-provided-3.html

      "My limp membrane type traps.. Sheet Steel glued to a rubber substrate suspended limp over a 4 3/4" cavity - sealed. Do not touch the membrane with absorption material. you can add 2" of rock wool or 703 in FRONT of the membrane as well, so that they can be place where you need them in the room without worry about reflection points. NOTE: my membrane design requires that the limp mass be free like a passive woofer cone... 3/4" air-space is reserved on BOTH sides of the membrane. This unit will function over a broad range centered around 50 Hz & down to nearly 20 Hz. (further details I cannot give out on a public forum) "

      metallo incollato alla gomma, ancora una volta. E la densità risultante deve essere bella alta, se riesce ad ottenere una trap accordata a 50Hz in soli 12 cm di profondità!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

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      gobbetto ha scritto:


      interpretato il 90% delle cose che ho letto finora sulle membrane limp: il test è fondamentale e occorre trovare il modo di tunare la membrana e il box anche dopo averli costruiti. Basarsi sulle previsioni non basta.

      Questa cosa mi è stata confermata anche dal fatto che nel famoso thread di gearslutz sul Tim's Limp, Bogic Petrovic propone ben due modi di accordare una trap dopo la costruzione: aggiungere pannelli OSB sul fondo di una trap costruita volutamente "abbondante" (per diminuirne la profondità), e inoltre (secondo metodo) appesantire la membrana in MLV incollando delle piastre metalliche al centro della membrana. Usa persino dei piccoli magneti che applica provvisoriamente : fa ulteriori test, e poi se il caso sostituisce i magneti con un'altra piastra metallica dello stesso peso e densità dei magneti aggiunti per il test, incollandola sulla parte opposta della membrana.
      Se propone ben due metodi di accordatura suppongo che lui stesso ne abbia ampiamente bisogno. Il suo metodo (ed è il metodo di altri, che lo hanno confermato) è quello di costruire un prototipo di trap usando questi accorgimenti. Quando comincia a funzionare come vuole lui, centrata alla frequenza che dice lui, costruisce le altre secondo lo schema ottenuto.

      A me personalmente leggere queste cose mi ha definitivamente convinto della fattibilità della cosa. Mi ci metterò appena finisco con le broadband.

      !


      Certamente.

      Quindi, per ogni studio che progetti, crei le trappole, le testi, le modifichi, le ri-testi,e le ri-modifichi fino a produrle... in serie...

      Questo magari per ogni posizione in cui in regia devi mettere la trappola...

      Probabilmente il tuo Cliente a questo punto ha un sacco di tempo da perdere, e sempre probabilmente costruisci un solo studio all'anno... :D

      Ma se devi sperimentare e non calcolare, dove è il progetto? Sei nel pieno empirismo.
      Amatoriale, aggiungerei.


      Opinioni personali, non necessariamente condivisibili...

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

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      teetoleevio ha scritto:



      Certamente.

      Quindi, per ogni studio che progetti, crei le trappole, le testi, le modifichi, le ri-testi,e le ri-modifichi fino a produrle... in serie...

      Questo magari per ogni posizione in cui in regia devi mettere la trappola...

      Probabilmente il tuo Cliente a questo punto ha un sacco di tempo da perdere, e sempre probabilmente costruisci un solo studio all'anno... :D

      Ma se devi sperimentare e non calcolare, dove è il progetto? Sei nel pieno empirismo.
      Amatoriale, aggiungerei.


      Opinioni personali, non necessariamente condivisibili...

      8) Teetoleevio


      Ok, magari il metodo proposto da Bogic è molto empirico e praticone...
      ma nel nostro caso, cioè mettendoti dal punto di vista di chi non deve progettare studi per professione, ma solo realizzare il proprio, e non ha un progetto di trap a cui affidarsi ma deve trovare da sè tutte queste variabili, non pensi che questo approccio sia corretto?

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      Ah, e comunque è ovvio che se uno arriva, per via di tentativi ed errori, a costruire una trap centrata a 40Hz e sufficientemente "broadband" da coprirti anche le frequenze circostanti, ha comunque risolto una volta e per sempre il problema. Cioè: la volta successiva (supponiamo con il prossimo cliente, se lo fai di mestiere) saprai come fare una trap centrata a 40 e piuttosto broadband. Bogic non lo dice, ma suppongo che nel suo caso trovare la formula giusta significhi questo... (ipotizzo...)

      Nel mio caso particolare, una volta fatte tutte queste sperimentazioni, le applicherò presumibilmente a una sola stanza (la mia).

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      Ok.

      due cose:

      1) nell'altro thread è stato segnalato un certo calcolatore per gli assorbitori porosi.
      Cercalo, perchè è eccellente anche per le membrane.

      2) Ora non so se c'è ancora. ma JH Brandt sul suo sito ha un xls incredibile.

      Se incroci i dati dei due calcolatori puoi e DEVI calcolare con precisione la frequenza centrale della membrana e il range di intervento.

      Quello che occorre capire è quale materiale usare. Brandt tra parentesi nella descrizione della sua ti dice esattamente quali accorgimenti adottare, salvo che la sua è a metà tra una membrana e un VPR.

      Ah, e comunque è ovvio che se uno arriva, per via di tentativi ed errori, a costruire una trap centrata a 40Hz e sufficientemente "broadband" da coprirti anche le frequenze circostanti, ha comunque risolto una volta e per sempre il problema.

      Forse che sì, forse che no... nel senso che generalmente se la trappola è fatta bene, agisce al massimo 1 ottava sotto e 1/2 ottava sopra.

      Quindi se sei a 40 di frequenza centrale, sopra arriva a 60, 65 Hz.
      Non ti piglia la modale fondamentale classicamente tra 70 e 110 Hz, classico DIP (valle) in tutte le regie piccole (cfr. frequenza di Schroeder),

      e neppure il bump (aumento più largo) corrispondente all'armonica pari (fino a 200-250) HZ.

      Occhio anche che se anteponi lana frontale come dice Brandt,
      cambia leggermente la Q del risuonatore, ma più che altro il manufatto NON lavora da 150 a 250, quindi se ne metti due o quattro, ok, va benissimo, se sei costretto a giocare nei punti di prima riflessione.

      Se ne aggiungi molte, però, sballi completamtente l'assorbimento nel calcolo delle aree complessive.

      Tutta roba provata sulla mia pelle negli ultimi anni, peraltro :-)

      Spero di essere utile.


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

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      teetoleevio ha scritto:

      Ok.

      due cose:

      1) nell'altro thread è stato segnalato un certo calcolatore per gli assorbitori porosi.
      Cercalo, perchè è eccellente anche per le membrane.


      Se ti riferisci al porous absorber calculator, lo sto già usando da quando lo ha segnalato Paul Rain, ed ho anche fatto qualche simulazione con il multi-layer, però se non ho capito male il multilayer riguarda comunque una membrana poggiata su un assorbitore poroso, quindi non un sistema a pressione.
      Comunque... mi rileggo il thread per capire se magari ti riferisci ad altro calcolatore che mi è sfuggito.


      2) Ora non so se c'è ancora. ma JH Brandt sul suo sito ha un xls incredibile.
      Se incroci i dati dei due calcolatori puoi e DEVI calcolare con precisione la frequenza centrale della membrana e il range di intervento.


      perfetto :D me lo cerco subito
      vedi quale è il problema? distinguere, nella marea delle informazioni, le cose utili dalle cose meno utili... sarà facile per te, ma OGGI, dopo tutta la tua esperienza. Pensa chi ci si ritrova dall'oggi al domani, da hobbista spratico e asciutto di teoria, sperduto tra le infinite informazioni contrastanti.


      Quello che occorre capire è quale materiale usare. Brandt tra parentesi nella descrizione della sua ti dice esattamente quali accorgimenti adottare, salvo che la sua è a metà tra una membrana e un VPR.


      Sì ok... infatti mi stupisce che abbia dato queste info già abbastanza precise in un pubblico forum. Generoso, comunque :)


      Ah, e comunque è ovvio che se uno arriva, per via di tentativi ed errori, a costruire una trap centrata a 40Hz e sufficientemente "broadband" da coprirti anche le frequenze circostanti, ha comunque risolto una volta e per sempre il problema.

      Forse che sì, forse che no... nel senso che generalmente se la trappola è fatta bene, agisce al massimo 1 ottava sotto e 1/2 ottava sopra.


      Ma certo, chiarissimo. Infatti io avrei semplicemente ripetuto il ragionamento ogni 10Hz, mi sembrava implicito.
      Cioè mi faccio un modello di trappola a 40Hz, uno a 50, uno a 60 e uno a 70.
      Dopo di che, definite le variabili fondamentali per ciascuno dei 4 modelli di trap (profondità del box, densità e tipo di membrana, e magari anche variabili minori), so che cambiare la quantità e densità della lana da mettere dentro al box (e magari anche davanti come dice brandt?) mi apre o chiude la Q, e sposta forse leggermente anche la frequenza di centro (non tutti sono daccordo su questo punto, ma lo capirò sperimentando).
      A questo punto, fatto il mio modello, e fatti i dovuti esperimenti anche con la lana, saprò che il mio box-tipo sui 40 Hz me lo posso spostare (come Q e come frequenza) semplicemente aumentando-diminuendo la lana dentro.
      Idem, ovviamente, per il mio "box tipo" centrato a 50, o a 60, o a 70, o quello che mi serve...
      Questa la mia idea... poi vedrò nella pratica quanto e come funziona...


      Quindi se sei a 40 di frequenza centrale, sopra arriva a 60, 65 Hz.
      Non ti piglia la modale fondamentale classicamente tra 70 e 110 Hz, classico DIP (valle) in tutte le regie piccole (cfr. frequenza di Schroeder),

      e neppure il bump (aumento più largo) corrispondente all'armonica pari (fino a 200-250) HZ.


      sì certo. Vale quello che dicevo sopra.
      Però mi hai dato altre indicazioni importanti! Ho ancora difficoltà a individuare le modali, ma ora sono a maggior ragione orientato verso quel dip a 76 che non se ne va spostando i monitor...


      Occhio anche che se anteponi lana frontale come dice Brandt,
      cambia leggermente la Q del risuonatore, ma più che altro il manufatto NON lavora da 150 a 250, quindi se ne metti due o quattro, ok, va benissimo, se sei costretto a giocare nei punti di prima riflessione.

      Se ne aggiungi molte, però, sballi completamtente l'assorbimento nel calcolo delle aree complessive.

      Tutta roba provata sulla mia pelle negli ultimi anni, peraltro :-)
      Spero di essere utile.


      Benissimo! :thumbsup:

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “gobbetto” ().

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      Solo per aggiungere che in qualsiasi regia piccola, quando hai trap diverse con tre frequenze centrali diverse , copri più che abbondamente qualsiasi esigenza anche professionale, anche fino al mastering, se le "centri" bene.
      Esempio frequenze di un noto produttore commerciale: 40 70 100....

      Un'altro aspetto fondamentale è però capire due altri elementi:

      a) lLaccumulo di modi intorno alla stessa frequenza. Contribuisce a una certa lettura alla posizione di mix, ma se ad esempio uno dei modi è obliquo, non riesci a correggerlo con un risuonatore puntuale.

      b) L'energia dei modi, che in base anche alla misurazione contribuisce non poco alla decisione più importante:
      quante trappole fai alla determinata frequenza, e ovviamente dove le metti, perchè nello stesso punto misurato avrai ALMENO due frequenze problematiche....

      Io in stanze piccole consiglio di mettere almeno il 50% di risuonatori tunati sulla prima frequenza
      effettivamente misurata sotto la frequenza calcolata di Schroeder.
      Classicamente stanza medio-piccola, Schoeder standard ITU, da 125 Hz in giù.

      Tieni presente che io personalmente prediligo lo standard ITU, con quel tipo di RT, poiché più naturale e più verso il mastering.

      Se necessiti di stanza ibrida, ossia dove anche registri, scegli un altro standard con maggiore riverberazione.

      Esempio se la tua modale alta è 100, fai almeno il 50% deli risuonatori tunati a 100 Hz.
      In questo modo in un colpo solo correggi la seconda sopra, e scendi discretamente fino a 50-55 Hz.

      Poi ti mancano ovviamente le subsoniche, per cui c'è almeno una decina di discorsi da fare, anche completamente diversi, ma sei già messo estremamente bene,
      e se lo fai bene la tua regia può dare dei gran punti a grandi e costosissimi studi ITA . :thumbsup:

      Spero di avere dato dei consigli tosti e utili.
      In bocca al lupo. :thumbsup:

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

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      Indicazioni incredibili... e devo dire anche in parte controintuitive. Sul come, quanto e dove non ho ancora le idee chiare, ma quello che dici già mi fa intuire che ero in parte fuori strada.
      Sì comunque capisco, c'è veramente da fare un trattato a spiegare per bene tutto...
      Ho visto che nei calcolatori di Brandt a cui hai rinviato ci sono indicazioni utili sul trattamento delle modali, stavo leggendo proprio adesso... comincio da quelli e poi mi documento oltre. Ormai a questo punto è una questione di principio :D

      Comunque a quanto pare per fortuna non c'è bisogno della precisione che immaginavo... meglio così. Sono più 'broadband' di quanto credessi.

      Molto preziosa l'indicazione del 50% di trap tunate sulla prima frequenza effettivamente misurata sotto la frequenza calcolata di Schroeder. Quello che non ho capito, e se posso farti questa domanda senza costringerti a un trattato di fisica ( :D ) , è perchè dici che trattando il primo armonico, supponiamo a 100Hz, posso scendere sino alla fondamentale a 50Hz, trattando pure quest'ultima con la stessa trap centrata a 100.
      Come è possibile? dici che è la trap ad essere così tanto broadband da essere centrata a 100 ma ancora efficace a 50, oppure che trattando un armonico si agisce sulla fondamentale? (la seconda mi suonerebbe molto strana).

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      TUTTA L'ACUSTICA DEGLI STUDI DI REGISTRAZIONE
      SERI E' CONTROINTUITIVA.

      E' IL CONTRARIO DI "SECONDO ME SI FA COSI'"...
      :D

      UGUALMENTE LA FONOIMPEDENZA.
      PENSI, "A BUON SENSO", MAGARI "EDILE" DI FARE IN UN MODO.
      E SPESSO STAI ANDANDO NELLA DIREZIONE OPPOSTA !
      E PEGGIORI E BUTTI VIA MIGLIAIA DI EURO SENZA AVERE IL RISULTATO !

      C'est la vie, ed è per quello che è anche una materia stimolante :)

      Sulla domanda sulla trap: certo che se centri a 100 scende a 55.
      Ovvio che a 100 funzioni di brutto e a 55 funzioni molto meno,
      ma la correzione deve essere progressiva.

      E devi usare le ultime trap di cui abbiamo parlato e dimenticare i millefori e Helmholtz.

      Prima metti a posto la trave, poi via via la pagliuzza.

      Se tu hai la fortuna di potere misurare mentre agisci progressivamente, hai l'enorme vantaggio di poterti fermare quando hai risolto le magagne più grosse, e dedicarti a risolvere sempre più di fino, senza rischiare di alterare il bilanciamento a cui sei riuscito ad arrivare... :)

      La difficoltà delle regie piccole è che le aree a disposizione sono sostanzialmente ....tutto quello che è studio salvo il pavimento, ma se sei un po' sfeegato, non riesci comunque ad avere spazio per risuonatori e assorbitori E contemporaneamente per restituire medio-alte e alte direzionali con listellature o altre triccheballacche.

      Prima cerchi di centrare l'obiettivo professionale standard, poi quando sei dentro al range, puoi ulteriormente migliorare.

      Ma a questo punto, in particolare quando in partenza hai regie asimmetriche, e/o con masse rigide del perimetro diverse (esempio perimetrali in mattoni o cemento armato vs. cartongessi interni),

      probabilmente la cosa migliore, SOLO ALLA FINE E DOPO AVERE GARANTITO IL RISULTATO IN ACUSTICA PURA, MISURATA E SENZA ALCUNA EQ O CORREZIONE ELETTRONICA,
      prima di andare al manicomio per ulteriori manufatti e ulteriori misurazioni,
      è andare su un DSP dedicato, che consiglio professionale, non plugin, e non integrato nel sistema di speaker.

      in questo modo alla fine hai una regia fenomenale e naturalissima e profonda all'ascolto con tutte le micromagagne e le normali differenze di fabbricazione tra speaker e speaker trattate al meglio possibile.

      Sempre buon lavoro. ROCK ON ! :thumbsup:


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

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      "Sì ok... infatti mi stupisce che abbia dato queste info già abbastanza precise in un pubblico forum. Generoso. "


      Mah, vedi, se ad esempio tu guardi JH Brandt, ti mette a disposizione sul suo sito un sacco di cose molto feeghe, assolutamente utili e molto toste, se le sai usare.

      Io gli anni scorsi ho messo sul mio sito un sacco di informazioni sul mix anglosassone, eccetera.

      E' semplicemente una questione di mentalità.
      Tendenzialmente più internazionale e meno italiana, per cui ti tieni "il segretino".
      Che nel resto del mondo è già diffuso da almento vent'anni... :D

      Il concetto base per questo tipo di mentalità, è che, secondo me, è solo positivo potere diffondere informazioni e cultura.

      Perchè poi, nella realtà, quello che fa la vera differenza è l'effettiva esperienza, la passione, e sopratutto l'avere messo insieme, nell'arco di tanto tempo, una miriade di informazioni che via via ti portano a semplificare e sintetizzare, nel senso di razionalizzare, poche idee, ma chiare, in base a quello che hai studiato e sperimentato come un matto.

      Questo è un percorso per il quale, secondo me, non esistono scorciatoie, ma è anche un percorso che, unito al tipo di mentalità di cui sopra, paga almeno nel medio termine, non subito, nell'immediato, dove purtroppo sei sempre circondato da cialtroni arraffoni. Professionalmente parlando.

      Più ne sai, più capisci che ne devi sapere ancora.

      Se vuoi approfondire e ottenere risultati.

      Ti faccio un esempio. Cerca un'intervista di Tom Elmhirst su MWTM. Credo sia del 2014.

      Lui in mezz'ora ti spiega esattamente come fare un mix world-class.

      Il punto numero uno è capire, tra le righe, quello che ti sta dicendo, perchè in realtà ti sta dando delle nozioni pratiche, operative, reali e senza filtri e blablabla.

      Il punto numero due è avere poi il tempo, la dedizione e un po' di sacrificio per unire tutti i puntini della figura misteriosa nel trasporre quello che hai sentito ai tuoi mix, anche con sessioni di partenza ovviamente disastrose rispetto alle sue...

      Questo è un po' il dilemma del nostro tempo.

      Wikipedia, qualche forum, e un pezzo di qualche video, passivo, vs. approfondimento e professionalità.

      Cinque minuti, e "ah, allora secondo me si fa così" vs. qualche anno a manetta giorno e notte.

      Non è che diventi Mark Ronson in dieci minuti.

      Scusate la digressione filosofica.
      Spero di non essere frainteso. :)
      Ma tant'è, chissene, fuori fa freddo...


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !