Ma uno studio quanto lavora?

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      Ma uno studio quanto lavora?

      Potrebbe sembrare una domanda un po stupida (so che i fattori sono tanti e la risposta cambia da caso a caso) ma, secondo la vostra esperienza e ciò che vedete in giro, mediamente quanti giorni lavora uno studio in Italia?
      E' una curiosità da appassionato, volevo sapere un po come si muove "il mercato" in giro per lo stivale :D
      Tendenzialmente poco con rare e circostanziate eccezioni, al punto che le super strutture si svendono pur di restare aperte. Esistono comunque molti che affermano di essere oberati di lavoro, ma è una maldestra manovra di marketing.
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      Esistono comunque molti che affermano di essere oberati di lavoro, ma è una maldestra manovra di marketing.

      Questa è un impressione che ho avuto anche io in certi casi
      Ma di preciso di quanto parliamo? Sessioni giornaliere di registrazioni tipo 2 o 3 volte al mese? O anche meno?
      Quello che vedo io è questo, studio occupato neanche una settimana al mese

      Ma uno studio quanto lavora?

      Boh. Io non ho una vita da anni, sempre chiuso in studio, e non sono nessuno.
      Non sono convinto che la realtà sia così nera come si dice. Più che altro gli studi/i tecnici o presunti tali oggi sono talmente tanti e tanti di questi vengono dal nulla e non li calcola nessuno che alla fine se vai a fare una media questa va al ribasso.

      Se poi la domanda fosse se questo lavoro ha mediamente un giusto rapporto impegno/guadagni, ora, in Italia... ahia
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

      Website
      io pensavo agli studi "accreditati" che in mia esperienza se sono ancora aperti cercano di arginare le perdite forse con una media di 10 giorni lavorativi al mese (a tassi agevolati). Poi ci sono senza dubbio realtà che funzionano, magari non segnate sulle mappe, ma per me è una minoranza.
      se vendete il database mi incazzo.

      PAPEdROGA wrote:

      Boh. Io non ho una vita da anni, sempre chiuso in studio, e non sono nessuno.
      Non sono convinto che la realtà sia così nera come si dice. Più che altro gli studi/i tecnici o presunti tali oggi sono talmente tanti e tanti di questi vengono dal nulla e non li calcola nessuno che alla fine se vai a fare una media questa va al ribasso.

      Se poi la domanda fosse se questo lavoro ha mediamente un giusto rapporto impegno/guadagni, ora, in Italia... ahia


      Sicuramente ne saprai molto piu di me ma io mi sono fatto quest'impressione, oggi se vuoi lavorare devi cercare di ricoprire piu campi
      Musica, concerti, spot televisivi, radio, etc..
      Ho come l'impressione che, come ormai in qualsiasi lavoro, una persona che voglia lavorare come freelance o avere comunue un attività deve cercare di "aprire gli orizzonti"
      Poi magari mi sbaglio, aspetto una tua conferma a riguardo :D

      Ma uno studio quanto lavora?

      Penso che la risposta possa prevedere due possibilità:
      1) studi che lavorano per conto terzi;
      2) studi dove il titolare lavora per sé e, e eventualmente, viene affiancato da collaboratori.
      Poi esistono studi che si occupano della produzione dalla A alla Z, mentre altri della sola registrazione ed il rough-mix, altri ancora del solo missaggio e mastering. Milleage may vary.

      Così, a senso, credo che home e project studio siano quelli che lavorano di più, perché il titolare è anche compositore, arrangiatore, ecc. e sviluppa prodotti propri o conto terzi, principalmente per una questione di costi. Il gruppo che vuole realizzare un demo non va certo in studi di registrazione che costano migliaia di €/ora, ma si “accontenta” di una soluzione più a buon mercato (che non è detto sia qualitativamente inferiore a quella dello studio più blasonato).

      E, per quanto detto sopra, credo che molti studi di medio grandi e grandi dimensioni, siano stati costretti a ridurre il loro fatturato fino a non rimanere più in piedi.

      C’è da aggiungere che fino ad una ventina/trentina di anni fa, per avere un prodotto professionale o si spendevano fior di quattrini (per comperaresi l’attrezzatura minima) oppure si andava, necessariamente, in studio di registrazione dove, se ne spendevano altrettanti.
      Poi, con l’andar del tempo, il divario tra attrezzatura professionale e semipro si è assottigliato sempre di più. E da qui, la crisi dei grandi studi.


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      Ohne Musik wäre das Leben ein Irrtum

      N.B. Rispondo a mail o telefonate con quesiti tecnici solo SE ho tempo e voglia
      Saglio, ne abbiamo già parlato in passato e, come sempre, io faccio la parte del pessimista quando riporto le mie esperienze. Se il mercato gioca al ribasso automaticamente si innesca una spirale esattamente come l'acqua nel lavandino quando togli il tappo. All'inizio sembra scendere piano ma in un attimo si svuota tutto. Non si può fare concorrenza a chi lavora gratis, e purtroppo siamo arrivati al punto in cui c'è chi lavora gratis essendo già passati per progressive e scellerate politiche di riduzione dei prezzi. D'altronde non era nemmeno sensato credere che ci fosse spazio per le migliaia di situazioni arraffazzonate che hanno aperto (e continuano ad aprire) negli ultimi anni. Vedi il decorso di tutti i mercati: i negozi di telefonini, le patatinerie, le sigarette elettroniche, ora la canapa legale ecc. Un'intuizione di pochi che aprono e fanno il botto, a migliaia copiano e si aprono cloni ogni 100 metri. Il mercato collassa, il 90% chiude e resta chi ha ragione di restare. L'unica speranza per l'audio che ormai è a produzione casalinga e nemmeno più microprofessionale è che si riprenda un trend positivo da parte del pubblico, che la gente, magari grazie a qualche nuovo formato VR, ritorni a comprare e ad interessarsi di prodotti qualitativi. A quel punto i superstiti riprenderanno a fare qualcosa, ma tutto ciò che è orientativamente al livello casereccio per me non ha molte speranze.
      se vendete il database mi incazzo.

      michelet wrote:

      Penso che la risposta possa prevedere due possibilità:
      1) studi che lavorano per conto terzi;
      2) studi dove il titolare lavora per sé e, e eventualmente, viene affiancato da collaboratori.
      Poi esistono studi che si occupano della produzione dalla A alla Z, mentre altri della sola registrazione ed il rough-mix, altri ancora del solo missaggio e mastering. Milleage may vary.


      Per "studi che lavorano" intendiamo studi che fatturano e non studi che hanno qualcosa da fare... ;)
      se vendete il database mi incazzo.
      Lo so che ne parlammo gia, ma siccome sto cercando di fare sul serio, volevo aprire di nuovo il dibattito nella speranza di qualche spunto nuovo.

      Purtroppo non è facile aprire per chi ha davvero intenzione di fare sul serio rispettando il mercato quindi rispettando chi è venuto prima di noi e che ci insegna come fare!
      Ciao,
      oggi ci sono settori dove i CD si vendono a 5 euro (ma non si comprano!), non voglio immaginare i costi di produzione, ma conoscendo da vicino quel mondo, suppongo siano gli stessi che pensano di venire a registrare brani a 15 euro l'uno finiti.

      Il problema è che attualmente quasi nessuno acquista più musica, molti si accontentano di ascoltare i brani dalle pagine Youtube degli artisti, con la cassettina bluetotth... Oppure ascoltano qualunque cosa in streaming con abbonamenti da un pugno di euro mensili.

      Chiaramente a questi prezzi come si può guadagnare? Se con 9 euro di abbonamento ascolto i brani dei big della musica mondiale, quanto sarò disposto a spendere per al band della mia provincia?

      Fatevi due conti...
      Saluti Mirco.
      ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.

      saglio wrote:

      Lo so che ne parlammo gia, ma siccome sto cercando di fare sul serio, volevo aprire di nuovo il dibattito nella speranza di qualche spunto nuovo.

      Purtroppo non è facile aprire per chi ha davvero intenzione di fare sul serio rispettando il mercato quindi rispettando chi è venuto prima di noi e che ci insegna come fare!


      Saglio, dovremmo addentrarci nella definizione "fare sul serio". Ammettiamo che fai 5+1 e ti bruci una paio di milioni di euro in uno studio dalle tue parti. Chi credi che venga a lavorare da te? Conosci persone che ipotizzano o gestiscono budget di produzione e non sanno dove andare? Sono un tale numero da creare un giro sostenibile per un anno lavorativo? Gli studi supersonici ci sono ma stanno a fare le offerte speciali pur di non stare a girarsi i pollici. Quindi "fare sul serio" non è comprare un SSL finto e vendere lo studio a 200 euro al giorno, nemmeno regalare uno studio da 2 milioni a 200 euro al giorno. Quindi, come ti dissi all'epoca, per fare sul serio devi uscire dallo studio ed andare a cercare i contatti con le persone giuste che fanno qualcosa, che gestiscono budget ecc. Lo studio in quanto luogo non serve a niente se non hai i contatti giusti di persone che ti vengono a posare gli assegni e che eventualmente sono anche in grado di far apprezzare il tuo lavoro ad altri. Oggi con 400 euro o giù di li prendi una regia prestigiosa. Avendo i contatti giusti ti conviene noleggiare gli studi.
      se vendete il database mi incazzo.
      I più anziani ricordano la situazione della quale parlo: "facciamo uno studio a Capri!". Chiamiamo i designer per realizzarlo, console, monitor custom, suite per gli ospiti con vista mare. Miliardi di vecchie lire per un prodotto destinato ad artisti di calibro internazionale. Poi fai anche il disco a Mariah Carey, il problema sono gli altri 355 giorni.
      se vendete il database mi incazzo.
      @DBarbarulo hai una visione molto simile a quello che vedo anch'io.
      E aggiungo anche che se ti da di lusso di essere nel giro "della moda del momento" allora lo studio e l'attività ti gira alla grande. Perchè funziona così, credo un pò dappertutto...si va in studio in gregge, tutti in fila :S

      E' vero che oggi devi fare un pò di tutto per sopravvivere, ma per quanto mi riguarda invece credo che la strada giusta sia la professionalizzazione verso UN settore molto preciso, dove ti puoi ritagliare un tuo spazietto.
      In questo modo, con tanta pazienza, para°°°li e tanta voglia di fare a fine anno puoi esser soddisfatto.
      Ma non aspettatevi grandi numeri, gli anni in cui si mangiava caviale con la musica son finiti :thumbdown:

      DBarbarulo wrote:

      saglio wrote:

      Lo so che ne parlammo gia, ma siccome sto cercando di fare sul serio, volevo aprire di nuovo il dibattito nella speranza di qualche spunto nuovo.

      Purtroppo non è facile aprire per chi ha davvero intenzione di fare sul serio rispettando il mercato quindi rispettando chi è venuto prima di noi e che ci insegna come fare!


      Saglio, dovremmo addentrarci nella definizione "fare sul serio". Ammettiamo che fai 5+1 e ti bruci una paio di milioni di euro in uno studio dalle tue parti. Chi credi che venga a lavorare da te? Conosci persone che ipotizzano o gestiscono budget di produzione e non sanno dove andare? Sono un tale numero da creare un giro sostenibile per un anno lavorativo? Gli studi supersonici ci sono ma stanno a fare le offerte speciali pur di non stare a girarsi i pollici. Quindi "fare sul serio" non è comprare un SSL finto e vendere lo studio a 200 euro al giorno, nemmeno regalare uno studio da 2 milioni a 200 euro al giorno. Quindi, come ti dissi all'epoca, per fare sul serio devi uscire dallo studio ed andare a cercare i contatti con le persone giuste che fanno qualcosa, che gestiscono budget ecc. Lo studio in quanto luogo non serve a niente se non hai i contatti giusti di persone che ti vengono a posare gli assegni e che eventualmente sono anche in grado di far apprezzare il tuo lavoro ad altri. Oggi con 400 euro o giù di li prendi una regia prestigiosa. Avendo i contatti giusti ti conviene noleggiare gli studi.



      Ma infatti all'epoca recepii il messaggio in pieno e dopo anni a girare un sacco di studi affiancando fonici (più o meno bravi) e col sogno di farmi lo studio dove registrare le band presi la decisione di trovarmi un socio e mettere su uno studio di produzione, ora facciamo colonne sonore e in 2 anni siamo passati musicare da video di ragazzini videomaker a sonorizzare spettacoli teatrali di professionisti e di cui stanno gia partendo anche le repliche. quindi sono anche uscito dallo studio :DNon abbiamo nemmeno l'ombra di un ssl e stiamo cercando di fare di tutto con i pochi mezzi che abbiamo a nostra disposizione per poter investire quanto prima in uno spazio più consono.E siccome per come mi sembra che giri il fumo, studio di produzione e studio di registrazione "puro" sono comunque sulla stessa barca mi piace riaprire questi discorsi appunto nella speranza di trovare nuovi spunti e ancora più la speranza di un sentore di crescita del settore!O che ne so magari troviamo il modo qui per cercare di smuovere qualcosa :D

      Afex wrote:

      Ma non aspettatevi grandi numeri, gli anni in cui si mangiava caviale con la musica son finiti


      Macchè, io sto mettendo in conto che per come sta andando ora prima di 4/5 anni non riuscirò a vedere degli ingressi dignitosi.

      Ma il progetto e sopratutto il come lo stiamo impostando sta pagando, non bene ma paga!

      Però dalla mia piccola esperienza sono arrivato a pensare che aprire uno studio di rec per terze parti equivale a tirarsi una enorme zappa sui piedi.
      Però dalla mia piccola esperienza sono arrivato a pensare che aprire uno studio di rec per terze parti equivale a tirarsi una enorme zappa sui piedi.


      Avere uno studio di registrazione, produzione o post-produzione audio equivale ad una qualsiasi altra attività in mille altri settori, non è che perchè si tratta di musica allora deve essere tutto più "romantico" o più oscuro.
      Sei come un geometra, un'architetto o un'altro porfessionista,se investi economicamente più di quanto il mercato ti offre, non puoi far altro che fallire.
      No certo certo, mi riferivo più al mercato, sarà culo ma mi sono riuscito ad inserirmi meglio in 2 anni di produzione che in 5/6 anni di registrazione.

      Chiaramente 2 anni è un tempo troppo breve per una valutazione oggettiva, idem i 5/6 anni, però questo è quello che percepisco.

      Ma all'inizio si parlava più di ricavi che di investimenti.