Ma uno studio quanto lavora?

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      Beh ma infatti la tua esperienza è molto positiva, sicuramente sei un passo avanti rispetto a tanti altri che brancolano nel buio o che si credono fenomeni per due demo al mese.
      a questo mi riferivo quando penso che conta di più focalizzarsi su un settore piu particolare che uno studio classico che fa un pò tutto.
      Non sei enache lontano da quello che facevo io quindi hai tutta la mia stima ;)

      Ho parlato di investimenti solo perchè come in ogni attività non si può parlare solo di ricavi.
      E' l'insieme che deve farti valutare in che modo cercare un salto di qualità.

      Afex wrote:


      Avere uno studio di registrazione, produzione o post-produzione audio equivale ad una qualsiasi altra attività in mille altri settori,


      No Afex, in nessun settore ci sono decine e decine di hobbysti che intasano il mercato proponendosi come alternativa ai servizi "professionali veri". E' vero che c'è inflazione anche di lauree, ma quelli che domani mattina per sfizio si mettono a progettare immobili o a trapanare denti dopo aver visto qualche tutorial su youtube sono pochi per fortuna. Ritornando al topic, la domanda chiave è: il "mercato" di cosa ha bisogno? Soprattutto, chi è il "mercato"? Dove gira qualche euro?
      se vendete il database mi incazzo.
      SIcuro? i grafici non sarebbero tanto d'accordo con te.. e gli interior designer improvvisati, i cuochi non cuochi figli di Masterchef, VIdeomaker a caso, per non parlarti del mondo delle ripetizion scolastiche che si sostituiscono a veri professionisti del sostegno allo studio, creatori di siti web. potrei andare avanti fino a domani.
      Sono tutte esperienze dirette di amici e familiari, e anche personali. il lavoro autonomo è TUTTO così, purtroppo...

      Per rispondere alla tua domanda direi che il mercato mi sembra ben indirizzato verso la sonorizzazione di video e ben concentrato sulla post-produzione.
      Nella post-produzione si sente ancora molto la mano di un professionista "vero", grazie anche ai falsi miracoli di Ozone :P
      Corollario per instradare il ragionamento: prima da utenti, consumatori musicali, per cosa avete speso del denaro vostro? Quali servizi avete acquistato in campo musicale? Oppure quali cose avreste voluto acquistare e non avete trovato a disposizione del pubblico? In molti casi purtroppo chi vorrebbe vendere servizi non ne ha mai acquistato uno in vita sua. Il loop a quel punto è voler vendere un servizio che non si sarebbe disposti a comprare.
      se vendete il database mi incazzo.

      Afex wrote:

      SIcuro? i grafici non sarebbero tanto d'accordo con te.. e gli interior designer improvvisati, i cuochi non cuochi figli di Masterchef, VIdeomaker a caso, per non parlarti del mondo delle ripetizion scolastiche che si sostituiscono a veri professionisti del sostegno allo studio, creatori di siti web. potrei andare avanti fino a domani.
      Sono tutte esperienze dirette di amici e familiari, e anche personali. il lavoro autonomo è TUTTO così, purtroppo...


      Stai parlando sempre di cose "new economy peracottari", nel post precedente hai citato gli architetti, geometri, tirando in ballo una problematica diversa non affine a "vedo tutorial/vendo servizi".
      se vendete il database mi incazzo.
      beh no. non c'è solo "new economy" anzi. Anche i piastrellisti oggi fanno fatica perchè su Youtbe ti spiegano come piastrellare un pavimento e quindi "Posso farlo anche da solo".
      GLi interior designer dovrebbero essere architetti, ma non tutti lo sono, sono più che altri venditori di cucine mascherati ;)))

      Cercando di tornare OT, io noto come detto prima un certo spiraglio nella post-produzione.

      Afex wrote:

      Non sei enache lontano da quello che facevo io quindi hai tutta la mia stima



      Grazie ..birra a fiumi per te..

      DBarbarulo wrote:

      Corollario per instradare il ragionamento: prima da utenti, consumatori musicali, per cosa avete speso del denaro vostro? Quali servizi avete acquistato in campo musicale? Oppure quali cose avreste voluto acquistare e non avete trovato a disposizione del pubblico? In molti casi purtroppo chi vorrebbe vendere servizi non ne ha mai acquistato uno in vita sua. Il loop a quel punto è voler vendere un servizio che non si sarebbe disposti a comprare.



      questo è un bello spunto! questo è qualcosa di concreto su cui ragionare. perche ne abbiamo parlato e mi rendo conto solo ora che ne abbiamo parlato molto per sommi capi.


      Per quanto riguarda la sonorizzazione vedo spiragli effettivamente anche io. e la cosa positiva è che la discriminante per riuscire ad occupare certi spiragli è la qualità del servizio. sia a livello prettamente riguardante il lavoro stesso, che le tempistiche e sopratutto l'empatia che si riesce a creare col cliente.

      Mi sembra che piu si va avanti e piu il tempo stia scremando chi è poco convinto, chi lo fa per inerzia, chi non ci credo come quando ha iniziato, chi pensa di essere arrivato e non cerca più di migliorarsi ecc. ecc.
      Più che guardare ai bisogni del mercato per ora ci siamo concentrati tanto sulle lacune del mercato. Dove i clienti si lamentano delle loro esperienze con altri studi? noi li mettiamo la pezza.
      Dove gli studi che abbiamo frequentato in questi anni sbagliano?

      Post was edited 1 time, last by “saglio” ().

      DBarbarulo wrote:

      Per "studi che lavorano" intendiamo studi che fatturano e non studi che hanno qualcosa da fare... ;)


      Già. Altrimenti saremmo tutti pornoattori solo perché nella nostra cronologia c'è YouPorn :D

      Ovviamente concordo con DB: la politica dei ribassi ha portato ad un avvitamento del settore su se stesso ed ora siamo nel pieno del mulinello.

      Va detto che è cambiato completamente il mercato e di conseguenza sono cambiati/stanno cambiando i servizi intorno al mercato e le strutture che li erogano, come gli studi di registrazione.
      Se prima l' artista vendeva bene, le etichette investivano e gli studi potevano/dovevano essere di un certo tipo ed avere certi prezzi, oggi che si vende poco o nulla e le etichette non investono gli studi devono adeguarsi o chiudere.

      Personalmente non credo che il futuro sia home e project. Quest' ultimo decennio ci ha dimostrato che home e project nascono come funghi ma altrettanto facilmente chiudono. Quelli che non chiudono evolvono, o viceversa quelli che evolvono non chiudono.

      Se tu artista/band vuoi produrre un tuo brano, o un tuo EP, o un tuo disco, e sai che se spendi X andrai in uno "studio" che è attrezzato né più né meno come tu potresti attrezzare la tua camera da letto spendendo anche meno di quanto lo "studio" ti chiede per quel lavoro, semplicemente non ci vai. E se ci vai, 9 volte su 10 non ottieni un risultato migliore di ciò che pensi che avresti fatto da solo, e lo senti, e sei insoddisfatto. Quindi se ci vai non ci torni.
      Come può un intero settore, quello home/project, reggersi su queste premesse? Fidelizzazione e pubblicità positiva sono le basi su cui si regge tutto... qui invece hai un trend di fuga continua e pubblicità negativa... il fallimento è assicurato.

      Oggi o autoproduci o ti rivolgi a qualcuno che ti dia effettivamente qualcosa in più. Qualcuno che abbia una struttura ed un' attrezzatura che non puoi permetterti (nemmeno con un mutuo, che oggi nemmeno ti concedono), ma che al tempo stesso sia adeguato al tuo budget che non può più prevedere i rientri del passato.

      Quindi niente cattedrali nel deserto e niente sottoscala ammuffiti.
      Se stai nel mezzo e sei bravo e ci sai fare, ce la puoi fare.
      SE. Se sei bravo e ci sai fare, che è una bella incognita, perché in questo settore è facile autoconvincersi di essere bravi e saperci fare ma essere in realtà nulla di che.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer