Ma uno studio quanto lavora?

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      Ma uno studio quanto lavora?

      Lat, io non capisco perché tu debba deridere o pontificare sul mio lavoro, che per inciso è più o meno per il 20% basato su band locali allo stato attuale.
      Ma anche lo fosse per il 100%, non capisco perché, se ti dico che una buona fetta delle band che seguo hanno capacità e metodi per rientrare dei loro investimenti, la cosa sia per te risibile, invece di farti domandare come facciamo.

      Ammetto che il confronto all’interno del thread è stato piacevole ed anche utile, ma i tuoi apporti, almeno a me personalmente, sfociano un po’ tutti nel fuori luogo. Specie perché, tra tutti coloro che sono intervenuti, sei uno di quelli meno dentro il settore, per non dire che non lo sei affatto, per quanto ne so.

      Quindi... sinceramente mi lasci abbastanza interdetto. Eppure, come già detto, provo affetto per te come per un po’ tutti i vecchi utenti, quindi vabbè ti voglio bene lo stesso :)
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      Lattugo wrote:

      Quello che emerge è dunque che gli studi tendono a lavorare in forte sottocosto.

      Sì, perché immaginatevi qualsiasi altra attività professionale/artigianale/imprenditoriale che preveda investimenti paragonabili a quelli di un recording studio, anche mediamente attrezzato, che vi chiede per la propria prestazione un compenso, chessò, di 25 euro/ora. Un meccanico, un dentista, un idraulico, un consulente...
      Lo trovereste irrealistico e fuori mercato, penso.

      E allora siamo sempre lì, il sistema, anche quello degli studi, è in crisi. Eccezioni a parte, è in crisi perché (lo dite voi) anche quelli bravi devono vendersi sottocosto, come possiamo raccontarci che va tutto bene?

      E l'origine della crisi qual è? Che la musica registrata la gente non la compra, cari amici. O ne compra pochissima.
      E io semplicemente questo volevo dire: un sistema che non genera risorse ma le brucia è costantemente a rischio, non attrae eccellenze e non favorisce la qualità.

      Purtroppo.


      Guarda che il fatto che non si compri più musica e che quindi ci stà meno giro di soldi è una cosa che si è iniziata a capire 15/20 anni fa...molto prima che uscissero piattaforme digitali e quant'altro.

      Ma il paragone che fai per me non stà nemmeno poi tanto in piedi.

      ci sono mille motivi per cui un tecnico del suono e un idraulico o un meccanico non sono paragonabili....sotto nessun punto di vista.
      Ma è inutile stare ad argomentare una cosa del genere...

      Nonostante tu abbia ragione "di logica" ci sono tante cose che non tieni presenti.
      Ed è tutto troppo semplicistico per come lo stai argomentando @Lattugo.

      Credo sia più utile parlare "dati alla mano".
      così almeno facciamo informazione e non in contrario.

      Io conosco almeno 4/5 studi a Roma che si piazzano più o meno come dice @PAPEdROGA e ci campano.
      Ne conosco altrettanti che invece stanno con l'acqua alla gola...
      Differenze?
      Uno ha un mutuo, una ha le mura di proprietà...uno si è indebitato x l'ssl...l'altro si è preso un MCI chissà in quale angolo del nord e se lo è incollato in un furgone e quindi non si è dovuto indebitare.

      Le varianti sono mille. Ma non è vero che non ci si campa.

      Poi oh! te lo dice uno che ha deciso di chiudere nonostante lavorasse!
      Ma lavoravo solo con rapper e ho deciso di dedicarmi ad altro...
      Figurati..
      Interfaccia: Apollo quad Mics neumann u 67, 414, ribbon CGE Pre spl goldmike, octopre Outboard dbx 160a(x2) Urei 545 EQ Drawmer 1968 Mercenary Edition Ascolti Krk K-rok, Ns-10 Studio monitor.
      e tanta voglia di fare musica!

      PAPEdROGA wrote:

      Ok. E sei entrato in uno studio per prod rec e mix dei tuoi lavori pubblicati, o ti sei limitato a fare da solo o quasi e guardarli dall’esterno schifandoli perché costavano o troppo o troppo poco per te? :D


      Credo di aver tirato fuori il massimo possibile dati i vincoli di bilancio imposti dal fatto che i ricavi attesi non sono elevati.
      Mi rimane il rimpianto di non aver potuto investire di più, per un prodotto globalmente migliore.

      Al momento non credo che farò più dischi, stanti le limitazioni di cui sopra, perciò sono un cliente potenziale "perso" dal sistema.

      PAPEdROGA wrote:

      No però occhio.

      (Qui NESSUNO ha detto che la situazione è favorevole...)

      se hai le capacità e le competenze e ci sai fare ce la puoi fare. Ce la PUOI fare. SE hai le capacità

      una voce comune che continua a ripetere ovunque e comunque che non ci sia speranza

      Non è vero che non c’è speranza per chi vuole fare questo lavoro.

      Il periodo è negativo e la situazione una bella chiavica, è innegabile e lo si sa da oltre un decennio non da oggi,

      ma non è impossibile farcela e viverci bene. O decentemente. O molto meglio della media, vista la situazione lavorativa ed economica del nostro paese.


      Allora potremmo dire al thread starter che le capacità necessarie a farcela sono abbastanza rare, le possiede circa lo 0.04% degli aventi diritto. Questo 0.04% (numero maggiore di 0) è in grado, con tutte le difficoltà del caso, di generare un fatturato abbastanza costante da consentire un netto pari o superiore ad un dirigente di banca o medico ospedaliero.
      (edit: ragionamento valido anche se vuoi andare a lavorare sulla Stazione Spaziale Internazionale)
      Per il resto la cui alternativa media è morire di inedia vestiti da commesso di Zara è meglio (più divertente senza dubbio) lavorare come fonico a 50 euro al giorno black e saltuari. Un po' come dire che è meglio piangere abbracciati al trampolino di una piscina che abbracciati al cesso. :D Adesso mi trovo un po' di più con i conti.
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

      Ma uno studio quanto lavora?

      Ok. Parli di rimpianto, mi dispiace.

      Da ciò che dici mi pare chiaro che siano state autoproduzioni ed abbia curato più o meno tutto tu e non in strutture esterne dedicate o con professionisti che potessero darti un surplus fattivo sull’ intero percorso.

      Ma onestamente, di fronte ad una cosa così importante ed intima come la propria musica (o almeno per me lo è), non me la sento di infierire e renderla un “casus belli”.
      Lascio perdere.

      Prendo solo atto del fatto che fino ad ora, in quanto “autonomo” e quindi esterno, non hai parlato da conoscitore del sistema.
      Ok così, è stato comunque bello vedere HSI un po’ meno spento di un albero di Natale a ferragosto :)
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      Ma uno studio quanto lavora?

      DBarbarulo wrote:

      PAPEdROGA wrote:

      No però occhio.

      (Qui NESSUNO ha detto che la situazione è favorevole...)

      se hai le capacità e le competenze e ci sai fare ce la puoi fare. Ce la PUOI fare. SE hai le capacità

      una voce comune che continua a ripetere ovunque e comunque che non ci sia speranza

      Non è vero che non c’è speranza per chi vuole fare questo lavoro.

      Il periodo è negativo e la situazione una bella chiavica, è innegabile e lo si sa da oltre un decennio non da oggi,

      ma non è impossibile farcela e viverci bene. O decentemente. O molto meglio della media, vista la situazione lavorativa ed economica del nostro paese.


      Allora potremmo dire al thread starter che le capacità necessarie a farcela sono abbastanza rare, le possiede circa lo 0.04% degli aventi diritto. Questo 0.04% (numero maggiore di 0) è in grado, con tutte le difficoltà del caso, di generare un fatturato abbastanza costante da consentire un netto pari o superiore ad un dirigente di banca o medico ospedaliero. Per il resto la cui alternativa media è morire di inedia vestiti da commesso di Zara è meglio (più divertente senza dubbio) lavorare come fonico a 50 euro al giorno black e saltuari. Un po' come dire che è meglio piangere abbracciati al trampolino di una piscina che abbracciati al cesso. :D Adesso mi trovo un po' di più con i conti.


      :D

      Sai, non so se lo 0,04% sia verosimile.
      Per me è più probabile un 10-20%, ma dopo l’epurazione di una larga percentuale di situazioni che semplicemente non dovrebbero esistere, per evidente mancanza di competenza di chi ci opera o evidente mancanza di requisiti minimi.

      Pensa a quanti si professano “mastering studio” con una coppia di A7x dentro una stanzetta con quattro pannellini da 5 cm, o “mixing studio” dopo aver missato la demo della propria band e qualche amico loro.
      Ma anche studi di livello dal medio all’ottimo con dentro tecnici che potrebbero fare da testimonial per la amplifon.

      Se epurassimo, non è improbabile che la tua percentuale salirebbe verso la mia. O sbaglio?
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      EDIT: (come direbbe DB)

      Ho avuto (e ho ancora, in realtà ma è quasi fermo) un project studio che per qualche anno ha lavorato pure conto terzi.

      Ho avuto contratti discografici, e avrei ancora richieste per un ulteriore disco...

      Ho anche avuto la possibilità e la fortuna (all'estero) di lavorare con qualcuno di importantuccio...

      Perciò, Pape, non credo che mi si possa considerare uno totalmente al difuori. Semplicemente ho scelto di campare facendo altro.

      Ma uno studio quanto lavora?

      Lattugo wrote:

      Ho avuto supporto di ottimi professionisti, non è lì il problema.


      Perdona Lat, non mi piace questo gioco de girare intorno alle cose. Ho detto che preferisco lasciar perdere, ma così sembra di essere peso per i fondelli.

      Sei o non sei stato in uno studio “professionale” per produrre i tuoi dischi?
      Quindi per farti seguire (principalmente, perché è il grosso dell’ opera di realizzazione, ma chiaramente dietro un disco c’è tanto altro) per rec e mix?
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      Ma uno studio quanto lavora?

      Lattugo wrote:

      EDIT: (come direbbe DB)

      Ho avuto (e ho ancora, in realtà ma è quasi fermo) un project studio che per qualche anno ha lavorato pure conto terzi.

      Ho avuto contratti discografici, e avrei ancora richieste per un ulteriore disco...

      Ho anche avuto la possibilità e la fortuna (all'estero) di lavorare con qualcuno di importantuccio...

      Perciò, Pape, non credo che mi si possa considerare uno totalmente al difuori. Semplicemente ho scelto di campare facendo altro.


      Eccololà :)

      Hai fatto i tuoi stessi dischi, qualche disco/demo di amici, nel tuo home studio, e pensi di poter conoscere e giudicare un settore che hai visto di striscio.

      Sul fatto che i tuoi dischi potessero o meno meritare, non dico nulla. Magari sono capolavori, non posso saperlo e non parto prevenuto. Io :)

      Magari sei una mente musicale ottima e magari personalmente potrei bramare di essere contattato da te :)
      Va però detto, per onore di correttezza, che fare qualche proprio disco e qualcosa per vicini e amici o giù di lì nel proprio home studio non sia considerabile “essere del settore”.

      O sbaglio?

      Ripeto, solo per onore di correttezza. Poi onestamente che tu ti sia fermato a me dispiace. Ma magari un domani trovi modo e condizioni di sfornarne un altro, ben venga :)
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      PAPEdROGA wrote:

      Lattugo wrote:

      Ho avuto supporto di ottimi professionisti, non è lì il problema.


      Perdona Lat, non mi piace questo gioco de girare intorno alle cose. Ho detto che preferisco lasciar perdere, ma così sembra di essere peso per i fondelli.

      Sei o non sei stato in uno studio “professionale” per produrre i tuoi dischi?
      Quindi per farti seguire (principalmente, perché è il grosso dell’ opera di realizzazione, ma chiaramente dietro un disco c’è tanto altro) per rec e mix?


      Le registrazioni le ho sempre fatte nel mio project studio. Che è una struttura che ha lavorato anche conto terzi, per un certo periodo.
      Da remoto avevo il supporto di uno dei soci dell'etichetta che pubblica(va) i miei lavori, che è un ben noto professionista del settore (in UK).

      Forniva pareri e indicazioni su produzione, mix, varie ed eventuali. Alle volte lavorava lui parzialmente alcune cose nel suo studio. Insomma, il tipico rapporto di collaborazione professionale che ti aspetti in questi casi.
      Altri supporti li ho avuti da due produttori americani (ben noti pure loro).

      I mastering li ho sempre fatti fare all'esterno.

      Nessuno ha mai avuto nulla da obiettare sulla qualità dei prodotti che poi sono finiti regolarmente in vendita sul mercato, ottenendo pure numeri (rapportati alla nostra nicchia) più che lusinghieri. E io ne sono comunque orgoglioso, credo che in queste condizioni non si sarebbe potuto ottenere di più.

      Però, come ho detto, sono consapevole del fatto che se avessi avuto più budget si sarebbe potuto raggiungere livelli superiori. Non è stato possibile a causa del livello atteso degli introiti, e alla fine questo vincolo pesa, sui progetti futuri.
      Eh, ma non possiamo epurare anche se le vicende politiche ultime lasciavano trapelare un certo trend in questo paese, anzi, paradosso, ogni anno contribuisco alla formazione di potenziali decine di nuovi detrattori. Il gap secondo me sta la. Io ho conosciuto negli ultimi 10 anni circa 500 aspiranti fonici e produttori e di molti non ho proprio la più vaga idea di che fine abbiano fatto. Io sono uno solo e lavoro solo in 2 specifici contesti di formazione nella mia regione. Presumo che altrove sia lo stesso e che il numero annuo sia consistente, vicino a te c'è Stefano che ha fatto pure 10/15 annate di corsi per fonici... a Milano, a Roma, a Torino, quanti ne escono ogni anno? Ma tutti sti cristiani sono ininfluenti secondo te? Avranno degli amici, dei conoscenti, molti, non tutti, cercheranno di vendere o regalare qualche servizio a qualcuno per cominciare. L'offerta è spropositata, il mercato è atomizzato perchè comunque si deve pure confrontare con il resto dell'offerta mondiale on line e noi anziani che non vogliamo morire. Per me il 10% è inverosimilmente alto.
      se vendete il database mi incazzo.
      EDIT: se "essere del settore" vuol dire fare il professionista, non ho mai detto di esserlo.

      Checché ne pensi tu, non mi ritengo totalmente estraneo, viste le esperienze fatte e il curriculum.

      E comunque tutte le considerazioni fatte sopra NON sono fatte nell'ottica di uno del settore, ma di uno che fa considerazioni sul mercato nell'ottica dell'economista, non del tecnico.

      E quello, guardacaso, è il mio mestiere.

      Ma uno studio quanto lavora?

      DBarbarulo wrote:

      Eh, ma non possiamo epurare anche se le vicende politiche ultime lasciavano trapelare un certo trend in questo paese, anzi, paradosso, ogni anno contribuisco alla formazione di potenziali decine di nuovi detrattori. Il gap secondo me sta la. Io ho conosciuto negli ultimi 10 anni circa 500 aspiranti fonici e produttori e di molti non ho proprio la più vaga idea di che fine abbiano fatto. Io sono uno solo e lavoro solo in 2 specifici contesti di formazione nella mia regione. Presumo che altrove sia lo stesso e che il numero annuo sia consistente, vicino a te c'è Stefano che ha fatto pure 10/15 annate di corsi per fonici... a Milano, a Roma, a Torino, quanti ne escono ogni anno? Ma tutti sti cristiani sono ininfluenti secondo te? Avranno degli amici, dei conoscenti, molti, non tutti, cercheranno di vendere o regalare qualche servizio a qualcuno per cominciare. L'offerta è spropositata, il mercato è atomizzato perchè comunque si deve pure confrontare con il resto dell'offerta mondiale on line e noi anziani che non vogliamo morire. Per me il 10% è inverosimilmente alto.


      Ah si, condivido in toto. Certo.

      Ma grossa della problematica è lì.
      Un’infinità di gente che ci prova, per qualche anno, e poi capisce di non potercela fare e molla. E nel frattempo ha regalato servizi gratis, creato insoddisfazione e disinformazione, costretto ad una politica di ribasso, abbassato il livello di confronto e dialogo, ecc ecc.

      In più, dopo due anni rivendono le loro 4 cose in croce e cambiano settore, lasciando gli stron*i nel loro mare. Noi tecnici/studi, gli unici stron*i che non galleggiano e rischiano di affogare alla prima onda :D

      Per questo, come dico da anni, l’ unica soluzione per me è distaccarsi da quella tipologia e quella politica, non inseguire le logiche del ribasso, farti il sedere perché il tuo timbro sonoro possa essere riconosciuto e quindi tu possa non essere nel calderone dei “ma sono tutti uguali, allora vado dove spendo meno”, ecc.

      Chiaro che se nel totale contiamo anche loro come “studio”, alla domanda “quanto lavora uno studio”, se loro fanno media possiamo rispondere solo “poco ed ancora per poco”.
      Ma penso che per “studio” dovremmo invece considerare chi ha un po’ più di presenza e costanza sul mercato.
      Gli altri forse lo diventeranno un giorno, perché no, ma per ora sono in un’altra categoria. Altra categoria che però, come giustamente dici, entra nel mercato e lo condiziona, verissimo.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

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      non sono d'accordo su questi ultimi spunti.

      chi si rivolge ad amici e aspiranti fonici non è il potenziale cliente di uno studio importante.

      si presume che il cliente di questo tipo abbia un budget importante, sappia cosa significa questo lavoro, e non lascerebbe mai un suo progetto in mano a un ragazzino che ha appena finito il corso.

      semmai è il rischio per lo studio piccolo che per un brano completo può uscire a 2 o 300 euro e il suo potenziale cliente la reputa una cifra alta.

      il potenziale cliente di uno studio importante ragiona cosi: in quale genere è specializzato lo studio? che produzioni importanti ha realizzato? quali artisti ci sono già passati? quanto è elastico e quanto il tecnico segue i miei gusti e indicazioni? è una persona indisponente o disponibile al dialogo? che suono posso ottenere? il budget credo sia una delle ultime domande, chi si muove in questo mondo seriamente conosce le tariffe.
      poi una volta trovato lo studio di riferimento non ci si muove da li.

      - domande che si deve porre il tecnico: sono capace a trattenere un cliente? sono capace ad attirarli? sono abbastanza umile da saper comunicare i miei limiti per non dare false speranze? la tariffa che propongo è giusta per i miei risultati? a volte basta poco per far scappare un cliente, che poi ci mette poco a farlo sapere in giro -

      poi la dura realtà: ma effettivamente un artista qualsiasi quante produzioni farà in un anno? bisogna fare i conti sulla mole di lavoro che mi porta il cliente fisso, e di quanto ho bisogno dei clienti una tantum, che sono forse quelli che contribuiscono al 30% del fatturato, che non è poco

      uno studio commerciale ad esempio si fa pagare la consulenza in base alla mole di lavoro che richiede un cliente e può variare dalle 500 euro per una p.iva regime forfettario, ai 5 10 mila euro per le società srl o spa di un certo livello. ma quanti clienti deve avere uno studio commerciale per restare aperto? un botto, ve lo dico per esperienza diretta.

      credo che il lavoro di uno studio di registrazione importante possa avere delle similitudini, ergo i clienti devono essere tanti e disposti a pagare una certa somma per la consulenza professionale e che produca il risultato che ci si aspetta da un professionista

      Post was edited 2 times, last by “danny83” ().

      PAPEdROGA wrote:


      Chiaro che se nel totale contiamo anche loro come “studio”, alla domanda “quanto lavora uno studio”, se loro fanno media possiamo rispondere solo “poco ed ancora per poco”.
      Ma penso che per “studio” dovremmo invece considerare chi ha un po’ più di presenza e costanza sul mercato.
      Gli altri forse lo diventeranno un giorno, perché no, ma per ora sono in un’altra categoria. Altra categoria che però, come giustamente dici, entra nel mercato e lo condiziona, verissimo.


      Io ci andrei cauto a parlare di categoria se non vogliamo sposare la visione matematica di Lattugo che crea un distinguo netto. Mi è parso di capire che ci sia un certa schiera di testimonianze a sostegno della logica opposta: il ventenne fresco formato con una famiglia di supporto, il mac di ordinanza, la UAD, un 47 clone e un 1073 clone (ma anche autentici perchè è solo questione di $$$), un altro poco di carabattole alla portata di tutti, in uno spazio ricavato in casa più o meno evoluto sono di fatto percepibili come concorrenza. Avete detto in diverse salse e in più persone che la "nuova concezione" delle attività professionali prescinde le regole classiche sugli investimenti, i requisiti tecnici e gli spazi. Allora i numeri statistici sono purtroppo più quelli che dico io. La band amica, la mini produzione alle prime armi finirà con l'approdare in una di queste situazioni anche perchè non stimolata da prospettive di guadagno a fare "meglio" (?) con investimenti maggiori. Anche quì avete sostenuto che non è lineare il rapporto tra resa e investimento. La massa di queste interazioni professionali è quindi "win win" poichè nessuno ha da perdere, tutti invece hanno potenzialmente da guadagnare a costo zero o quasi.

      Recap:
      se i dischi non si vendono che investo a fare in produzione?

      se Pensado lavora in una stanza con Pro Tools e la UAD il mio amico Tonino con stanza PT e UAD è come Pensado.

      se Tonino si è diplomato ieri e si propone di farmi il lavoro gratis o mi chiede 50 euro di rimborso spese perchè non dovrei approfittare?

      se non pago o pago poco cosa può andar male?

      0.04%
      se vendete il database mi incazzo.

      danny83 wrote:

      non sono d'accordo su questi ultimi spunti.

      chi si rivolge ad amici e aspiranti fonici non è il potenziale cliente di uno studio importante.

      si presume che il cliente di questo tipo abbia un budget importante, sappia cosa significa questo lavoro, e non lascerebbe mai un suo progetto in mano a un ragazzino che ha appena finito il corso.


      ma effettivamente un artista qualsiasi quante produzioni farà in un anno?



      :D Quanti clienti con questi requisiti conosci?

      edit: quanti utenti UAD conosci?
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().