Sala finita!

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      Sala finita!

      volevo condividere con voi il lungo e faticoso lavoro che abbiamo fatto questa estate, e questo è il risultato! il progetto acustico è di teetoleevio
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      Eccellente! posso chiederti se hai avuto modo di sentire come suona la batteria con il solo assorbimento attorno, cioè prima di aggiungere i listelli in legno? parlo soprattutto degli slat molto vicini...
      proprio in questi giorni sto riempiendo di assorbimento attorno alla batteria, e il mio dubbio principale è proprio se aggiungere slat nel trattamento a ridosso... so che alcuni designer preferiscono il puro assorbimento, senza alcuna riflessione o scattering delle alte frequenze, soprattutto se il trattamento è appunto a piccola distanza dalla batteria.
      .
      sinceramente senza i listelli non abbiamo provato, ma cosi com'è il suono è ben diffuso e non ci sono zone morte, che era poi il nostro obiettivo dato che usiamo la stanza molto come sala prove. durante il montaggio avevamo l'impressione che fosse molto ovattato

      Sala finita!

      gobbetto wrote:

      Eccellente! posso chiederti se hai avuto modo di sentire come suona la batteria con il solo assorbimento attorno, cioè prima di aggiungere i listelli in legno? parlo soprattutto degli slat molto vicini...
      proprio in questi giorni sto riempiendo di assorbimento attorno alla batteria, e il mio dubbio principale è proprio se aggiungere slat nel trattamento a ridosso... so che alcuni designer preferiscono il puro assorbimento, senza alcuna riflessione o scattering delle alte frequenze, soprattutto se il trattamento è appunto a piccola distanza dalla batteria.
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      Se posso, personalmente non ti consiglio un ambiente totalmente assorbente per la batteria. Tende ad accentuare alcune asprezze e problemi di fase.
      Se hai un minimo di metratura e la distanza dalle pareti non è minima, diffusione e riflessione aiutano molto. Se invece l’ambiente è mini, allora forse il totale assorbimento può essere la strada migliore.
      Imho
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

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      grazie a entrambi per le risposte.
      @PAPEdROGA in realtà la batteria è proprio in un angolo della stanza (non piccola, 25 mq circa). Pensavo di assorbire pesantemente su due dei quattro lati (dietro e a dx, i lati dove c'è una grande prossimità al muro). Mentre a sx ho una grande finestra e il piano, e sul lato frontale un misto di diffusione, assorbimento e muro vuoto. Naturalmente di fronte e a sx ci sono comunque diversi metri, eventualmente sufficienti anche ad aggiungere ulteriore diffusione o scattering.

      Sala finita!

      Per quella che è la mia esperienza, maggiore è l’assorbimento peggiore è la ripresa del kit, in particolar modo la resa e ripresa dei piatti.
      Poi le room diventano facilmente inutili e/o controproducenti.
      Per una ripresa di batteria, potendo, non scenderei sotto un 50-50 tra assorbimento e riflessione/diffusione, che per me è già un limite bassino, specie in stanze non grandi.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

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      si certo , dove ho messo slat ho usato una percentuale 70/30 , come suggerisce John Brandt, e dalle foto di danny sembrerebbe che anche teeto si tiene sopra il 50 di slat... (almeno in una live room).
      L'unica mia perplessità riguardava distanze molto ravvicinate, più o meno quelle della batteria in foto rispetto al muro posteriore.
      Comunque vuol dire che listellerò più del previsto...
      per la listellatura è stata usata una serie specifica che si ripete su ogni parete. ma da quel che ho potuto vedere dimensioni dei listelli e distanza tra loro dipende dalla stanza, perché l'ho visto fare in modi diversi, quindi prima di decidere la% di utilizzo dovresti prima capire in che modo utilizzarli. se posso dirti la mia ci sarebbe un modo per fare delle prove e non renderlo definitivo. usare dei listelli verticali su cui applicare i listelli diffondenti con il velcro, e cercare su internet qualche software che ti consente di fare quei calcoli per stabilire misure e distanze. è un lavoro molto lungo e bisogna essere bravi a cogliere le differenze tra le varie modalità, tra l'altro è importante anche il posizionamento.. non è una cosa da prendere alla leggera. io, come poi ho fatto, ho chiesto a chi ha più esperienza conoscenze e capacità, e secondo me la spesa del progetto si ripaga tranquillamente con le ore risparmiate a fare tentativi, e soprattutto di materiali che comunque costano. anche, per dire, l'assorbimento è fatto con lana minerale con caratteristiche specifiche per la tua stanza, e non con la prima che trovi a leroy merlin

      gobbetto wrote:

      dove ho messo slat ho usato una percentuale 70/30


      Non mi riferivo al rapporto degli slat, ma in generale al bilanciamento tra assorbimento e riflessione/diffusione all' interno di una sala dedicata alla ripresa di una batteria.

      Se fai un giro, puoi vedere che molti studi USA ed UK hanno sale di ripresa per batteria quasi interamente riflettenti... un motivo ci sarà.

      Per quella che è la mia esperienza, l' ascolto in close della batteria si porta solitamente dietro una serie di aspetti poco piacevoli per l' orecchio umano, specie per quanto riguarda i piatti. Avere un ambiente molto asciutto tenderà a non mitigarli. Un ambiente diffuso o ben riflettente tenderà più facilmente ad ammorbidirli e "normalizzarli".
      Oltre questo, le interazioni di fase tra i vari microfoni diventano via via più complesse, all' asciugarsi dell' ambiente di ripresa.
      E poi c'è la room, la imho generalmente poco compresa room, che in molti dischi che ci piacciono è IL suono della batteria, a cui sono poi sommati close ed OH. E la room semplicemente non esiste all' interno di un ambiente troppo dead.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

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      danny83 wrote:

      per la listellatura è stata usata una serie specifica che si ripete su ogni parete. ma da quel che ho potuto vedere dimensioni dei listelli e distanza tra loro dipende dalla stanza, perché l'ho visto fare in modi diversi, quindi prima di decidere la% di utilizzo dovresti prima capire in che modo utilizzarli. se posso dirti la mia ci sarebbe un modo per fare delle prove e non renderlo definitivo. usare dei listelli verticali su cui applicare i listelli diffondenti con il velcro, e cercare su internet qualche software che ti consente di fare quei calcoli per stabilire misure e distanze. è un lavoro molto lungo e bisogna essere bravi a cogliere le differenze tra le varie modalità, tra l'altro è importante anche il posizionamento.. non è una cosa da prendere alla leggera. io, come poi ho fatto, ho chiesto a chi ha più esperienza conoscenze e capacità, e secondo me la spesa del progetto si ripaga tranquillamente con le ore risparmiate a fare tentativi, e soprattutto di materiali che comunque costano. anche, per dire, l'assorbimento è fatto con lana minerale con caratteristiche specifiche per la tua stanza, e non con la prima che trovi a leroy merlin


      hai assolutamente ragione sulla necessità della consulenza, è che qui in sicilia non so chi ha reale competenza in acustica, e Teeto credo sia di Milano, quindi un mondo di distanza...

      Devo dire che differenziare lo slatting a seconda della stanza è la prima volta che lo sento dire, avrai certamente ragione ma sui forum non ho mai trovato informazioni in proposito... sì certo la sequenza di Newell, ma poi non l'ho seguita appunto perché mi dà un rapporto tra listelli e assorbimento di 50 e 50, mentre io volevo ottenere una listellatura più intensa. Il suggerimento veniva da John Brandt che ha spesso ribadito su gearslutz di usare questa percentuale (70-30)... ma naturalmente potrebbe essere solo un suo orientamento di massima che non trova riscontro in ogni singola realizzazione acustica...
      In sostanza dove ho listellato ho usato una sorta di Newell con proporzioni degli "spazi" ridotte , e per il resto il classico alternarsi di listelli 3-4-5 (spessore 2cm), in modo da ottenere all'incirca il 70% di copertura.

      Quanto all'assorbimento e alla scelta della lana, certo anche lì farsi fare un progetto da teeto è la scelta più azzeccata, la approvo in pieno e ti faccio i miei complimenti. Non fosse per le distanze (e le spese conseguenti) lo avrei fatto anche io.
      Di recente ( e purtroppo solo dopo avere già fatto una bella quantità di pannelli ad assorbimento ), ho trovato sempre su gearslutz che Brandt ha reso di pubblico dominio la sua "ricetta" personale per i pannelli ad assorbimento. Usa due centimetri di dacron (poliestere) subito sotto il tessuto di rivestimento, poi lana di roccia-vetro a bassa resistenza al flusso dell'aria (almeno 15cm), quindi un ulteriore strato di 2,5 (massimo 5) cm di lana ad alta densità e resistività, quindi un air gap della stessa misura (2,5cm). Il concetto interessante che ha espresso su quel forum è che in questo modo si crea una differenza di impedenze tra i materiali attraversati dal suono, con una transizione graduale dall'aria al muro rigido sul quale è posizionato il pannello.
      Farò così almeno il cloud, sostituendo il pannello che c'è già...

      PAPEdROGA wrote:

      gobbetto wrote:

      dove ho messo slat ho usato una percentuale 70/30


      Non mi riferivo al rapporto degli slat, ma in generale al bilanciamento tra assorbimento e riflessione/diffusione all' interno di una sala dedicata alla ripresa di una batteria.

      Se fai un giro, puoi vedere che molti studi USA ed UK hanno sale di ripresa per batteria quasi interamente riflettenti... un motivo ci sarà.

      Per quella che è la mia esperienza, l' ascolto in close della batteria si porta solitamente dietro una serie di aspetti poco piacevoli per l' orecchio umano, specie per quanto riguarda i piatti. Avere un ambiente molto asciutto tenderà a non mitigarli. Un ambiente diffuso o ben riflettente tenderà più facilmente ad ammorbidirli e "normalizzarli".
      Oltre questo, le interazioni di fase tra i vari microfoni diventano via via più complesse, all' asciugarsi dell' ambiente di ripresa.
      E poi c'è la room, la imho generalmente poco compresa room, che in molti dischi che ci piacciono è IL suono della batteria, a cui sono poi sommati close ed OH. E la room semplicemente non esiste all' interno di un ambiente troppo dead.


      Tutto chiaro Pape, grazie.
      Beh in fondo non sarei stato lontanissimo, perchè appunto solo due lati della distanza sono a ridosso del muro, e sugli altri due c'è già un qualche diffusore (ce ne sono tre da 60x60) e purtroppo anche muro vuoto, assorbimento e altri strumenti. Sono limitatissimo nel trattamento, per via dei numerosi strumenti che ci sono nella mia stanza, e che limitano tantissimo le possibilità di intervento.
      Cercherò di aumentare la quantità di riflessione-scattering-diffusione attorno alla batteria.
      Ho appena visto su youtube una live room fatta da Northward dove anche lui usa listelli a stretto ridosso della batteria...

      Anche se sono clamorosamente OT, ma visto che magari interessa anche il TS e la sua saletta nuova di zecca, posso chiederti quali sono le tue preferenze per la ripresa della room? microfoni usati e distanze?

      Post was edited 1 time, last by “gobbetto” ().

      teeto lavora anche a distanza, ovviamente una verifica sul campo sarebbe meglio anche per capire come l'insonorizzazione fatta agisce poi sulle frequenze. potresti far venire un ingegnere del posto per i rilevamenti e poi mandi a lui i risultati.

      lavorando in autocostruzione puoi farlo in maniera più congeniale per la tua sala. usando invece pannelli standard dei vari produttori forse non raggiungi l'ottimo. opinione non mia ma con cui mi trovo perfettamente d'accordo

      danny83 wrote:

      teeto lavora anche a distanza, ovviamente una verifica sul campo sarebbe meglio anche per capire come l'insonorizzazione fatta agisce poi sulle frequenze. potresti far venire un ingegnere del posto per i rilevamenti e poi mandi a lui i risultati.

      lavorando in autocostruzione puoi farlo in maniera più congeniale per la tua sala. usando invece pannelli standard dei vari produttori forse non raggiungi l'ottimo. opinione non mia ma con cui mi trovo perfettamente d'accordo


      In effetti potrei provare... mi trattiene il fatto che da me è un bel casino, è un ibrido tra sala per mix e sala di ripresa, con cento limiti dati da strumenti e porte-finestre. Ma certo, forse anche da remoto sarebbe meglio che niente...

      Comunque sì, di sicuro poi farei in autocostruzione, so dei tanti limiti dei prodotti commerciali...

      gobbetto wrote:

      Usa due centimetri di dacron (poliestere) subito sotto il tessuto di rivestimento, poi lana di roccia-vetro a bassa resistenza al flusso dell'aria (almeno 15cm), quindi un ulteriore strato di 2,5 (massimo 5) cm di lana ad alta densità e resistività, quindi un air gap della stessa misura (2,5cm)


      Questa me l' ero persa. Molto interessante. Grazie dell' info.

      In questo caso si riferiva alla parte anteriore di pannelli poi più complessi, giusto?

      gobbetto wrote:

      Il concetto interessante che ha espresso su quel forum è che in questo modo si crea una differenza di impedenze tra i materiali attraversati dal suono, con una transizione graduale dall'aria al muro rigido sul quale è posizionato il pannello.


      Che io ricordi, è un principio base in acustica. Variare densità e spessori aumenta la resistenza offerta all' onda, quindi l' assorbimento. Per questo in alcuni manuali suggeriscono di alternare lana vetro e lana roccia, di densità differenti. Quanto poi faccia effettivamente differenza però non so.

      gobbetto wrote:

      posso chiederti quali sono le tue preferenze per la ripresa della room? microfoni usati e distanze?


      Uh. Ci vorrebbe un mega thread a parte :)

      Stringendo direi che ogni tipologia di suono ricercato può avere la sua room specifica.
      Personalmente preferisco, in generale, ambienti grandi. Molto diffondenti/riflettenti in zona media ed alta ma con controllo delle basse. Così eviti risonanze, in generale, ed hai un buon sostegno per i close.
      Personalmente sto realizzando proprio in questo periodo una sala di ripresa, principalmente pensata per le batterie, con una parete circa 10 x 3m in roccia e mattoni (veri, non gli insertini di Leroy Merlin su cartongesso che vedo spesso in giro ed onestamente non so quanto funzionino). Il resto è ancora in fase di studio, ma credo avrà soffitto misto diffondente/assorbente, pavimento legno + tappeti, altre tre pareti ipotizzo bass trap e o slat o pannelli forati... o se vinco il superenalotto skyline.

      Intanto, se vuoi, qui puoi sentire come suona(va) la room ancora non trattata, solo con la roccia a vista ed un po' di pareti nude e crude. Solo room, ripresa a caso in ORTF a credo 5m di distanza circa:

      Room

      Qui la stessa con l' aggiunta di un 57 sullo snare top:

      Close + Room

      Il gran canyon :D
      Ma immagino che, dopo aver assorbito e diffuso, manterrà le caratteristica di larghezza e profondità, accorciandosi e controllandosi.

      Che ne pensi?
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

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      ho visto che fa anche sale ibride, a mia opinione in quel caso difficilmente puoi avere la situazione di ottimo, sarebbe meglio avere stanze dedicate. Però fatti un giro sul suo sito e vedrai che ha lavorato anche in quel senso.
      Il lavoro di autocostruzione è lungo ma non troppo faticoso, forse la scocciatura è stato reperire i materiali, e nel nostro caso anche l'ambiente per costruire, perché per forza di cose tiri fuori polvere segatura scarti di lana minerale che girano per la stanza.
      Noi ci abbiamo messo un mese ed eravamo in 2, una terza persona ci ha aiutati per piccole cose, e abbiamo potuto farlo solo nel mese di agosto che abbiamo pochi clienti
      Alla faccia della room, che suonone! :D beh auguri per la sala nuova, sono sicuro che verrà una meraviglia.
      E come microfoni (tipo e posizione)? cosa preferisci?

      Per i pannelli di brandt, no appunto i pannelli sono quellì lì, poi davanti al tessuto aggiunge casomai solo i listelli, con la sua percentuale di 70-30 e pattern regolare (A quanto pare lui non usa newell nè altre sequenze pseudo random). Anche lo spessore dei listelli di 2 o 3 cm lo suggerisce lui...

      Brandt ha dato in pubblico info molto interessanti anche su come realizza le sue trap a membrana (senza purtroppo spingersi molto sui dettagli, ma è comprensibile). Qualche tempo fa avevo riportato il suo post qui su HSI.

      danny83 wrote:

      ho visto che fa anche sale ibride, a mia opinione in quel caso difficilmente puoi avere la situazione di ottimo, sarebbe meglio avere stanze dedicate. Però fatti un giro sul suo sito e vedrai che ha lavorato anche in quel senso.
      Il lavoro di autocostruzione è lungo ma non troppo faticoso, forse la scocciatura è stato reperire i materiali, e nel nostro caso anche l'ambiente per costruire, perché per forza di cose tiri fuori polvere segatura scarti di lana minerale che girano per la stanza.
      Noi ci abbiamo messo un mese ed eravamo in 2, una terza persona ci ha aiutati per piccole cose, e abbiamo potuto farlo solo nel mese di agosto che abbiamo pochi clienti


      Lo so, lo so, la situazione non è affatto ideale, ma d'altro canto ne sono consapevole, non mi aspetterei la perfezione. Forse risultati ottimali non li avrei nemmeno con la sua presenza fisica per le rilevazioni. Ok, gli chiederò in privato...
      Ciao a tutti.

      Bel thread e complimenti per il risultato della sala di ripresa.
      Dài, illumina bene, magari come da progetto, e facci vedere delle belle foto, seriamente...


      Due cose: sul rapporto diffusione / assorbimento.

      Uno. Pape ha assolutamente ragione sulle stanze troppo "dead".
      Se il disco è suonato, a prescidere dal genere, metà del suono è la batteria, e la batteria deriva moltissimo dalla qualità della sala di ripresa, che in termini moderni, secondo me, non deve assolutamente più essere gigantesca, come negli anni'90, ma può essere assolutamente abbastanza piccola, a patto che sia bilanciata e non "dead".

      Vedere Air Studio, sala 2 o 3 non mi ricordo, ma una drum room "ridicolmente piccola" in cui fanno le batterie dei Coldplay... oppure il vecchio SARM, con una delle sale di ripresa ridicolmente piccole.

      Cioè: non è per nulla vero - opinione personale non per forza di cose condivisibile - che tu abbia necessità di un grande sala per fare delle grandi batterie. Ne basta una media...

      Ovvio che se ce l'hai più grande, è meglio, ma questo vale per tutto... :D

      Il concetto base è quello di unire, calcolando e utilizzando esperienza, dove per esperienza secondo me conta molto avere anche sentito di persona come suonano le sale di ripresa di studi a livello world class, diffusione e assorbimento.

      Spesso in cubature / sale di ripresa così piccole hai solo "x" mq (pochi) di superficie parete + soffitti disponibili per i trattamenti, quindi diventa sostanziale controllare e coadiuvare, nella stessa superficie disponibile, l'eccesso di basse e sub frequenze con la necessaria "vivacità" acustica della stanza, in particolare per la ripresa degli overhead panoramici e - se hai un po' di spazio - pure le room, mono o stereo.

      Numero due @gobbetto: :D Minch*ia , io capisco che tu possa essere tradizionalista :D , ma personalmente mi muovo in trasferta in tutta Italia e all'estero senza problemi, con costi credo accettabili, così come fa Thomas di Northward, così come fanno tanti altri che hanno voglia di lavorare con passione...
      Mica faccio gli studi solo a Milano... anzi potrei dire che oltre il 70% dei miei Clienti per gli studi NON è in Lombardia...

      Minch*ia :) , l'unica cosa positiva degli ultimi vent'anni è che spostarsi, in particolare in aereo, costa poco... sfruttiamola questa possibilità ... muoviamoci, non stiamo sempre lì nel solito posto con la canna da pesa ad aspettare che passi il pesce... :D

      Peraltro la tua perplessità è giusta .. poichè altri invece non muovono il c*lo ...o lo muovono a costi assurdi... anche questo è vero... :D

      Ma per me è spesso assolutamente sostanziale verificare di persona la location prima di qualsiasi studio, in particolare se si parla di regie.

      Anche perchè le eventuali misurazioni non consistono assolutamente nel semplice rilevamento alla posizione del mix, per esempio.

      Cosa misuri e come e dove misuri è tutta la differenza del mondo, in particolare nelle piccole regie moderne, in cui lo spazio è ovviamente risicato. Se fosse facile basterebbe Room Eq e buona lì... :D

      E in generale secondo me non è una questione di "slat" - peraltro elementi MOLTO DIVERSI rispetto a diffusori o listellature - o di percentuali.

      La diffusione + assorbimento sono argomenti secondo me decisamente complessi in cui il semplice calcolo, anche se fatto bene, in particolare in cubature così piccole (come sono le stanze ormai a disposizione di tutti, professionisti inclusi), non basta, ma ci vuole esperienza, esperienza che personalmente, così come nel mix, il sottoscritto pensa di dovere sempre incentivare.
      Non sei mai arrivato. :)

      E detto da chi cerca sempre di essere efficace e razionale, ogni situazione è diversa dall'altra e va studiata a sé: in certi casi hai anche spesso bisogno di un po' di fortuna, perchè spesso non è possibile sapere cosa c'è dietro una parete esistente, o come era stata costruita originariamente un'intercapedine. Magari queste sono incognite anche molto rilevanti nell'idea di un risultato che devi comunque garantire...

      Pochi hanno la chance di avere oltre 40 mq di regia... o 80 mq di sala di ripresa per fare bene le room...

      Più ne fai, più calcoli e verifichi, meglio li fai. Un po' come i mix, credo...

      Per informazioni al limite dell'assurdo ...chiedere a Chris Lord-Alge.
      All'anno scorso OLTRE 22.000 MIX. VENTIDUEMILA MIX ESEGUITI...

      Minc*ia :thumbup:

      Opinioni personali, ovviamente :)

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      ciao teeto! abbiamo fatto cosi l'illuminazione perché abbiamo dovuto fare i conti con gli attacchi elettrici, in ogni caso il risultato è soddisfacente, questa è una foto fatta col cellulare e un po' più scura di quanto è effettivamente la luminosità della stanza

      gobbetto wrote:

      Brandt ha reso di pubblico dominio la sua "ricetta" personale per i pannelli ad assorbimento. Usa due centimetri di dacron (poliestere) subito sotto il tessuto di rivestimento, poi lana di roccia-vetro a bassa resistenza al flusso dell'aria (almeno 15cm), quindi un ulteriore strato di 2,5 (massimo 5) cm di lana ad alta densità e resistività, quindi un air gap della stessa misura (2,5cm). Il concetto interessante che ha espresso su quel forum è che in questo modo si crea una differenza di impedenze tra i materiali attraversati dal suono, con una transizione graduale dall'aria al muro rigido sul quale è posizionato il pannello.
      Farò così almeno il cloud, sostituendo il pannello che c'è già...


      Il suggerimento di John Brandt ha più di una motivazione. Ottimo suggerimento.
      Peraltro ho avuto occasione di ingaggiarlo come consulente anni fa, per due o tre mie realizzazioni iniziali, e, al di là del gusto estetico, diciamo un po' retrò, ti confermo che è un professionista molto in gamba, in particolare è un asso nei sistemi ibridi, appunto diffusione e assorbimento, gestione delle riflessioni retro regia con l'Haas kicker, peraltro poi a distanza di anni rivisitato, eccetera.

      Il punto è che uno spessore finale di 24 cm per ogni assorbitore, vuole dire perdere, sulla lunghezza della parete, quasi mezzo metro, e nelle piccole sale di ripresa spesso disponibili, non è poco, e il Cliente ci pensa due o tre o quattro volte...

      Il dacron ha una resistenza bassissima e andrebbe benissimo, ma non è secondo me così lineare in basso.
      Lo mette perchè molti Clienti hanno la paranoia - per me assolutamente non giustificata - della lana nuda.

      Ottima e molto generosa la dritta sulle resistività differenziate e i relativi gap.

      Bravo, molto generoso. Fatene tesoro.
      Ma non fare il cloud così.
      Usa al limite questa stratigrafia solo per le pannellature verticali.
      Se hai molto spazio a disposizione, ovviamente...
      Dài retta a zio... :D


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !