Sonarworks reference 4

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      Sonarworks reference 4

      Immagino ci saranno opinioni discordanti riguardo l'uso di questa opzione.
      Vorrei avere un ascolto corretto, il più possibile, per il mio home studio. Sto valutando l'acquisto di reference 4. Pro e contro?
      Quale è per voi l'opzione migliore prezzo/risultato per avere un buon ascolto per mixare?

      Grazie
      La combo migliore, contenendo i costi, sono 2 ascolti almeno discreti e un po' di trattamento anche fatto in casa.
      Per ascolti discreti si intende una coppia di casse sopra i 500 euro.
      Per trattamento, diversi pannelli in lana di roccia, che coprano il 50% delle pareti, in particolare dove ci sono i primi riflessi tra ascolti e punto di ascolto.
      (Dico tutto molto brevemente e alla buona, poi certamente ci sarebbe da parlare a fondo per ogni punto).
      Il software di correzione è un palliativo, anche se talvolta aiuta, ma di certo non ci investirei prima di avere sistemato le cose di cui sopra.
      In ogni caso, se sei già a posto per gli ascolti e almeno in parte per l'acustica, l'unica soluzione davvero seria consiste nel completare il trattamento acustico, e quando quello è a posto non serve alcun software di correzione.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Io utilizzo Reference 4 in uno studio trattato acusticamente.
      Devo dire che, a mio avviso, lo trovo un ottimo prodotto a patto che non ci si aspetti che il software restituisca un ascolto "perfetto", perché è ovvio che cosi non è.
      Io non ci mixo "dentro", ma lo accendo e spengo saltuariamente durante il mix.
      Inoltre non lo uso mai al 100% (ha un controllo wet/dry che processa più o meno il segnale) perché mi suona "innaturale" ma resto intorno al 40-50%.
      In sintesi, nel mio caso, è una sorta di "ascolto aggiuntivo" che trasla discretamente bene fuori dallo studio.
      Lo consiglierei, a patto di seguire prima i due ottimi consigli di Pilloso, ossia di avere 2 ascolti decenti e un minimo di trattamento della stanza.
      Anche per fare le misurazioni servono un po' di basi.
      I pannelli non a caso, ma almeno nei punti delle prime riflessioni, se fai una ricerca troverai la tecnica dello specchio, consiste nel farti aiutare da qualcuno che, mentre tu resti nel punto di ascolto, fa scorrere uno specchio lungo le pareti.
      Tutti i punti in cui vedi le casse nello specchio sono quelli assolutamente da coprire.
      Ma è una cosa a cui arrivi anche senza lo specchio, se pensi alle pareti come a quelle di un biliardo, il riflesso rimbalza facendo angoli a metà strada tra il tuo orecchio e la cassa, quindi i primi punti su cui intervenire sono proprio le pareti ai tuoi fianchi, poi si può iniziare a riempire anche altrove, specie dove ci sono troppe superfici vuote ininterrotte.
      Negli angoli, dove stazionano onde più basse, andrebbero realizzati degli elementi triangolari un po' più spessi (li trovi col nome "superchunk"), fin qui è il massimo che si può fare col metodo empirico, oltre non dico perché serve il progettino di qualcuno di esperto, e la misurazione di quello che hai ottenuto con le prime trappole, per sapere come proseguire in modo mirato.
      Però posso dire che già una buona manciata di pannelli in questi punti strategici, fa una enorme differenza rispetto al "prima", certo per considerare un ambiente acusticamente corretto bisogna proseguire il lavoro seguendo criteri più precisi che solo un tecnico competente ti può indicare.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.