Cosa vi aspettate da uno studio?

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      DBarbarulo wrote:

      aggiungo: è normale che non stiamo parlando delle produzioni di Pharrel Williams a un costo indicativo di 800 euro a traccia, ma sono ragionevolmente sicuro che se ben congegnato uscirebbero cose notevolmente più performanti di quanto non facciano le band e gli artisti abbandonati a loro stessi spendendo a volte cifre anche maggiori.

      Edit:
      i dischi di 50 o 60 anni fa che sentiamo ancora oggi hanno in comune il fatto che erano realizzati da gente che sapeva suonare, l'influenza dei grossi budget sulle questioni tecnologiche è per me poco rilevante.



      Non sono così anziano per ricordarmelo ma giusto per dare prova di come funzionavano le cose qualche anno fa... :D



      P.S. splendido documentario
      Bella l'idea di @classic del capannone di stato, davvero :) ma mi pare solo un sogno allo stato attuale delle cose. Pensate che agli enti operistici più grandi di Italia chiedono ormai di fare un profitto minimo "sul mercato" per poter accedere ai contributi nazionali o europei... Non c'è più trippa, e da mo'
      Da qualche anno il Teatro Massimo di Palermo si è inventato un carrozzone ambulante che gira per le piazze della Sicilia con un organico ristretto e rappresenta le opere in forma ridotta. E poi straordinari a manetta per i musici, apertura alle nuove musiche (cioè a nuovi clienti). Debbono raggiungere in tutti i modi il budget minimo per ottenere i finanziamenti. Che poi non dico che è un male in assoluto.
      Scusate, off topic, ma sempre per dire quale è l'atmosfera generale nel mondo della musica... atmosfera "arrangiati".

      Cosa vi aspettate da uno studio?

      O un giacimento di petrolio oppure una mega-raccolta fondi e materiale di riutilizzo, anziani che hanno tempo libero e 0 esigenze di guadagno e 1000 voglia di condividere...
      È utopistico ma come esistono app gratuite in futuro potrebbe esistere qualcosa del genere
      @pape scusa l'OT ma partecipa anche tu alla discussione ;)

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      classic wrote:

      O... ma come esistono app gratuite ...

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      ma no, si finanziano con i banner pubblicitari, oppure ti fottono dati personali e li rivendono, oppure sono il pilota per altri prodotti più remunerativi, o per versioni a pagamento dello stesso prodotto. E' il caso di dire che nessuno, o quasi, fa niente per niente.
      Xiaomi ha venduto qualche modello di smartphone a prezzo di costo, per guadagnare su altri prodotti del suo gruppo (a sua volta costituito da aziende indipendenti, sotto il suo controllo e la sua supervisione, una sorta di franchising): i cellulari hanno dato visibilità e lustro al nome.
      E' una economia complicata. E non è off topic, è cazzeggio nell'attesa dei pensieri di Pape sull'argomento.
      Alla fine di tutto credo che la soluzione ottima sia lo studio che faccia solo il lavoro tecnico, tutto il resto può essere trovato facilmente, nel 2020, attraverso la comunicazione. Se si tratta di avere un budget orientato all'ottenere un ottimo prodotto da poter vendere, cerco un tecnico che conosca bene il mio genere musicale, e uno studio di mastering. Discorso arrangiamento/turnisti, cerco di informarmi e trovare gente tra conoscenze dirette e indirette che facciano al caso mio se sono un cantautore. Se ho una band e voglio fare un prodotto vendibile devo aspettarmi di avere musicisti già nella band che sappiano suonare ed eventualmente tappare i buchi con dei turnisti se la band ha uno o due punti deboli.

      Se devo fare un prodotto che vende, è giusto investire quello che serve, d'altra parte chiunque ha avviato una attività per fare soldi ha avuto l'avviamento, non vedo perchè l'artista non debba fare lo stesso ragionamento, e gli investimenti che non hanno fruttato ci sono in tutti i settori musica compresa.

      Il servizio tutto incluso può funzionare, ma spesso ci si scontra con clienti che sentendo le cifre scappano perchè non hanno idea dei costi. E se hanno bisogno di turnisti presi da uno studio che non conoscono evidentemente non hanno girato per niente nel mondo musicale, hanno scritto una canzone o due e pensano che con meno di 200 euro hanno arrangiamento, musicisti, studio di registrazione, brano mixato e masterizzato (esperienza diretta purtroppo). Quindi, può funzionare, ma di che numeri parliamo?
      Si fa anche adesso con le opere a parti reali.. Si chiamano markette... :D :D :D :D

      Per rispondere alla domanda iniziale:
      ​Ad esempio... Cosa ti spingerebbe a rivolgerti ad un’attività gestita da terzi invece di fare tutto da solo in casa? Ed una volta “entrato”, cosa ti piacerebbe trovare? Come spereresti che andasse? Cosa non vorresti? Cosa ti farebbe sentire felice della tua scelta e cosa ti farebbe scappare? E chi più ne ha più ne metta.


      Vorrei percepire, in ogni dettaglio di ciò che vedo e vivo in quei momenti, la concreta differenza di professionalità e qualità rispetto a "casa mia".
      E sono molto sincero: a quel punto il risultato finale passa quasi in secondo piano.
      Da musicista ho lavorato come turnista tante volte, comprese esperienze in studi molto importanti (anche in quelle situazioni in cui ti tirano via uno spartito e te ne mettono un altro davanti per un'altra produzione; parlo anche di 6/7 produzioni completamente diverse in una singola giornata). Sarò un sognatore, ma dove c'era professionalità (= gente preparata, hardware buono, contesto di registrazione curato, etc) potevo star certo del risultato finale.

      Da componente di una band che vorrebbe registrare il suo prossimo album, vorrei trovare quella stessa fiducia.

      Dopodiché l'idea di Davide sulla music farm la trovo molto attuale, e nella mia zona (con un raggio abbastanza ampio) ci sono diverse realtà che stanno virando verso quella direzione.

      E vi dico anche una cosa: non so la vostra esperienza da "clienti", ma quando arriva qualcuno che oltre al lavoro dello studio ti offre il pacchetto promozione (gestione social, interviste, comunicati stampa) + produzione fisica dei cd con annessi e connessi (bollino siae e via dicendo) diciamo che un pensierino ce lo fai, non fosse altro per la comodità di avere un unico interlocutore per tutte le fasi della produzione e un prezzo davvero "tutto compreso".
      La trovo una scelta vincente.
      Violinista H-Pirla Scelto

      i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 10 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500

      Angix wrote:

      Si fa anche adesso con le opere a parti reali.. Si chiamano markette... :D :D :D :D


      eh beh... un po' sì... :D
      però ci sono cose peggiori nella musica, questo tutto sommato può essere un modo per fare conoscere il Barbiere alla zia Pina.



      E vi dico anche una cosa: non so la vostra esperienza da "clienti", ma quando arriva qualcuno che oltre al lavoro dello studio ti offre il pacchetto promozione (gestione social, interviste, comunicati stampa) + produzione fisica dei cd con annessi e connessi (bollino siae e via dicendo) diciamo che un pensierino ce lo fai, non fosse altro per la comodità di avere un unico interlocutore per tutte le fasi della produzione e un prezzo davvero "tutto compreso".
      La trovo una scelta vincente.


      Io continuo ad essere scettico, specialmente vista la concorrenza di big online come Tunecore, servizio americano ora sbarcato anche in Europa (e in Italia), che cercano proprio di pacchettizzare in maniera flessibile, e scusatemi se insisto sulla modularità: così fanno loro, e non sono certo degli sprovveduti; il tutto a condizioni economiche che difficilmente un qualunque privato potrebbe permettersi di offrire.
      DBarbarulo ha fatto notare che la modularità è un'arma a doppio taglio, perchè il cliente non sa una mazza, e una mazza vuole sapere. Però sai che c'è? Tunecore pensa sia meglio informare il cliente con il suo servizio pre-vendita, e modularizza, perchè sa che così si vende di più. Chi vuole spendere 25 euro in tutto (tipo solo pubblicazione sui servizi di streaming), chi 20 euro al mese, e chi un pacchetto tutto incluso di 5000 euro. E il servizio pre-vendita, quando è effettuato online e in tempo non reale (leggi: email) è cento volte meno oneroso per il venditore di un rapporto faccia a faccia con un cliente che ti fotte un pomeriggio per le sue domande insulse.

      Comunque sarebbe interessante sapere cosa offrono queste nuove realtà di cui parli, cosa includono nel pacchetto.
      Io ne sono più che convinto: il futuro è online per tutto ciò che è internettizabile. Non tutto lo è, naturalmente.

      Cosa vi aspettate da uno studio?

      Purtroppo nel momento in cui comprare un bene o un servizio via web è vantaggioso si danneggia il mercato.
      I piccoli negozi che già subiscono la concorrenza dei centri commerciali ora si trovano a competere con le offerte del Black Friday e chiudono...
      Bisognerebbe mettere un dazio per limitare gli acquisti on line IMHO, si spende qualcosa in più ma forse così c'è più margine per chi ha una attività.
      Deve essere regolarmentato "dall'alto" se c'e troppa convenienza on-line non si può pretendere che l'acquirente non ne approfitti

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      classic wrote:

      Purtroppo nel momento in cui comprare un bene o un servizio via web è vantaggioso si danneggia il mercato.
      I piccoli negozi che già subiscono la concorrenza dei centri commerciali ora si trovano a competere con le offerte del Black Friday e chiudono...
      Bisognerebbe mettere un dazio per limitare gli acquisti on line IMHO, si spende qualcosa in più ma forse così c'è più margine per chi ha una attività.
      Deve essere regolarmentato "dall'alto" se c'e troppa convenienza on-line non si può pretendere che l'acquirente non ne approfitti

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      E non solo i piccoli negozi... Proprio in questi giorni ha chiuso anche Paravia, la storica libreria di Torino; in una intervista il proprietario ha detto che il motivo è Amazon, senza se e senza ma. Fa sconti e vende a prezzi che loro non potevano permettersi. Il futuro per le attività fisiche per me è il franchising: Paravia poteva scegliere di affiliarsi ad Amazon per sopravvivere, ma ha preferito chiudere per non doverne subire le imposizioni.
      D'altro canto in economia di mercato hai poco da calmierare e tassare. E' vero ne approfittiamo, sebbene spesso si tratti di grosse aziende che macinano i loro dipendenti.

      Chissà che anche per gli studi di registrazione il futuro non sia l'affiliazione a grossi servizi online, come Tunecore. Non mi stupirebbe, anzi lo ritengo probabile.
      Trovo che possa essere interessante l'idea di proporre qualcosa che vada al di là del semplice servizio (es: il solo mix) ma che si tenda ad offire un processo completo (o almeno ad degli stralci significativi, che vanno al di là di una singola fase tecnica del processo). Può essere il pacchetto tracking + mix + master, può essere master + promozione, può essere la music farm con turnisti e arrangiatori di fiducia... penso che ciascuna offerta possa avere la propria nicchia.


      Personalmente, facendo musica utilizzando praticamente solo strumenti elettronici/sintetici (e tanta programmazione!), non sento una grande esigenza per dei turnisti, mentre potrei trovare più utile una figura di un arrangiatore che possa supportarmi sulle eventuali parti orchestrali (al momento non ce ne sono nei miei brani, ma mettiamo che voglia una sezione d'archi: io potrei scrivere una versione di massima, mentre un arrangiatore saprebbe sviluppare sicuramente meglio di me l'idea, perché suppongo abbia delle conoscenze di orchestrazione che io non possiedo) o, nel caso faccia ricorso a parti di strumenti "reali" da far suonare a dei musicisti, potrebbe trascrivere in partitura quella che è la mia "pre-produzione midi" (per quanto io sia probabilmente in grado di farlo da solo, un professionista farà quasi certamente un lavoro migliore del mio, soprattutto nel caso ci sia l'esigenza di suddividere una parte in più voci, e in meno tempo... senza contare che non amo lavorare con le partiture e, se il prezzo è congruo, sono felice di pagare qualcuno per farlo al posto mio).
      Probabilmente non cercherei un arrangiatore in senso stretto, del tipo che io mi presento con la sola linea melodica e un giorno mi fa un tango, il giorno dopo un twist e il terzo giorno un brano house a seconda di quello che gli chiedo; quanto una figura che possa supplire alle mie limitazioni quando si tratta di scrivere/programmare certe parti e magari faccia fare il salto di qualità (se non è chiedere troppo).
      Però non so se una figura del genere potrebbe essere fissa in uno studio che opera con più clienti, mi sembra più una persona da ingaggiare sulla base di uno specifico progetto...


      Sui turnisti, nel caso ne avessi bisogno (di certo non col tipo di musica che faccio ora) credo me la giocherei al 50% tra quelli "residenti" e quelli che potrei coinvolgere tramite la rete di conoscenze (non conosco direttamente molti musicisti, ma ritengo che tra i miei conoscenti ci siano persone nella posizione di mettermi in contatto con dei validi musicisti).


      In linea di massima, penso siano considerazioni che farei sulla base dello specifico progetto su cui sto lavorando... magari in alcuni casi finirei per scegliere lo studio per il team di produzione residente, in altri sulla base del fonico, in altri ancora sulla base degli strumenti (se ci sono pezzi particolari che intendo usare)... finché c'è varietà di offerta sul mercato, non vedo alcun problema ma solo opportunità tra cui scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.


      Opinioni personali, ovviamente
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      gobbetto wrote:



      Comunque sarebbe interessante sapere cosa offrono queste nuove realtà di cui parli, cosa includono nel pacchetto.
      Io ne sono più che convinto: il futuro è online per tutto ciò che è internettizabile. Non tutto lo è, naturalmente.


      come il mastering istantaneo?
      Esempio di come internet possa creare anche dei mostri...

      La rete è già il presente, dieci anni fa si faceva già mastering online in USA, io per esempio facevo sessioni di voiceover su skype con correzioni in tempo reale con il cliente;
      oggi ci si è spostati agli IOT, Internet Of Things, ma se guardi negli States dove è arrivato tutto prima,
      non mi sembra proprio che il mercato legato agli studi si sia così sgonfiato.
      personalmente ritengo invece che proprio grazie all'internetizzazione globale si stiano riaprendo opportunità di artigianeria più locale, che batte i servizi sterili online con quella percezione di umanità e professionalità che solo il rapporto umano può valere.
      E' chiaro che i servizi online non possono essere evitati, ma integrati nell'attività di studio e promozione.
      Afex
      "togliendolo il limiter ho ottenenuto lo stesso volume percepito con un saturatore ed un comp e mi si e' aperto un mondo!
      Il brano suonava molto piu' "potente" e pulito; sembra un'altro mix ora,un ulteriore passo in avanti.
      ...il limiter mi alterava la percezione delle frequenze." Dal Thread "Infinite Sins".

      Afex, promotore delle campagna "togli anche tu il limiter dal master" :thumbup:
      Tornando alla domanda iniziale si potrebbe quindi dire, forzando un riassunto, che oggi lo studio deve offrire anche altri servizi appoggiandosi, a seconda delle esigenze e del budget del cliente, sia su collaboratori presenti in persona (la music farm di DB) sia su una rete selezionata (e testata) di collaboratori a distanza
      Insomma che sappia sfruttare le varie possibilità a disposizione per portare a casa il risultato

      Afex wrote:

      gobbetto wrote:



      Comunque sarebbe interessante sapere cosa offrono queste nuove realtà di cui parli, cosa includono nel pacchetto.
      Io ne sono più che convinto: il futuro è online per tutto ciò che è internettizabile. Non tutto lo è, naturalmente.


      come il mastering istantaneo?
      Esempio di come internet possa creare anche dei mostri...

      La rete è già il presente, dieci anni fa si faceva già mastering online in USA, io per esempio facevo sessioni di voiceover su skype con correzioni in tempo reale con il cliente;
      oggi ci si è spostati agli IOT, Internet Of Things, ma se guardi negli States dove è arrivato tutto prima,
      non mi sembra proprio che il mercato legato agli studi si sia così sgonfiato.
      personalmente ritengo invece che proprio grazie all'internetizzazione globale si stiano riaprendo opportunità di artigianeria più locale, che batte i servizi sterili online con quella percezione di umanità e professionalità che solo il rapporto umano può valere.
      E' chiaro che i servizi online non possono essere evitati, ma integrati nell'attività di studio e promozione.
      Afex


      sì dici cose condivisibili, ma io ho molte perplessità su diversi punti. La storia del rapporto umano per esempio. E' brutto dirlo, ma purtroppo quello che sta accadendo in questi anni è che la gente sta dicendo ad alta voce che vuole prezzi bassi e qualità del servizio, e reso garantito, del rapporto umano se ne frega. Paravia che chiude per colpa di Amazon è lo specchio esatto di questa realtà di fatto.
      E in ogni caso Tunecore se vuoi registrare ti manda da un studio fisico, dove altro sennò? Il punto è che loro hanno spalle abbastanza larghe da fare da portale unico di servizi collegati (ma gestiti da aziende indipendenti affiliate). Dicevo anzi che l'affiliazione e il franchising potrebbero essere un futuro plausibile per gli studi.
      Poi sui mostri di internet condivido, ci mancherebbe. Non ho mai provato LANDR o altri servizi di mastering automatico, ma naturalmente sono anche io molto scettico. Non ho mai detto che quello che è online è automaticamente buono.
      Internet è il presente o il futuro? tutti e due secondo me, ma è il futuro in misura assai superiore di quanto sia il presente. Basta vedere come sono andate le cose negli ultimi 10 anni, e riscontrare che non c'è il minimo segno di cambiamento di tendenza, anzi.

      Vuoi un esempio? sono pronto a scommettere che almeno il 50% del lavoro tradizionale dei turnisti verrà meno quando i potenziali clienti cominceranno semplicemente a SAPERE CHE ESISTE Fiverr. Sì esatto, ad oggi il 90% dei musicisti che conosco non lo sa. Scommetto tutto quello che vuoi che la metà della persone intervenute su questo thread non lo conosceva nemmeno, prima che lo citassi quattro o cinque volte.

      Edit: aspetta ti faccio un altro esempio. Un caro amico mio fa una trasmissione televisiva in RAI, bellissimo programma culturale. Mi chiede come deve fare per la sigla, voleva usare un pezzo di Morricone ma gli hanno presentato cifre da capogiro (va in onda tutti giorni). Gli ho fatto conoscere il dorato mondo delle library royalty free. Problema risolto, non so quanto ha speso, ma non più di 400 euro con diritti di riproduzione infiniti. Ed è la RAI.
      E sapevi che anche Netflix per le sue serie attinge spesso e volentiari alle library? sai a quanto si vendono i brani sulle library? a un tozzo di pane.
      Si tratta appunto di diffusione della conoscenza di una realtà che esiste. In America, come al solito, fanno le cose prima di noi e le cominciano a usare prima di noi, ma prima o dopo arrivano pure qui.

      Inoltre, quando pensi di fare da intermediario globale per tanti servizi (parlo di qualunque tipo di servizio, non necessariamente la musica) dovresti chiederti, secondo me, se c'è qualche colosso online che può permettersi di gestire una attività similare con margini ridottissimi, e magari pure tenendosi i primi 5 anni in perdita. Dbarbarulo ha ammesso che lui stesso, oggi, non aprirebbe uno studio.

      Post was edited 4 times, last by “gobbetto” ().

      devo rientrare perchè mi avete nominato. Questa discussione è molto complicata ed articolata quindi è pericoloso estrapolare affermazioni da uno specifico contesto.

      Elaboro: cosa intendiamo per "Aprire uno studio"?
      Mettere meno di 100 mila euro a terra nella speranza di fare un profitto nel 2020?
      No non aprirei uno studio in queste condizioni perchè offrirei esattamente il livello che si trova a carrettate in ogni parte d'Italia e del mondo.
      Aprirei uno studio con 4 milioni?
      Forse si ma non nella speranza che resusciti Dalla o esca dalla bara qualche altro walking dead 90enne che può permettersi quello studio. Nemmeno metterei il solito fonico topogigio sottopagato per vendere a cifre concorrenziali il giorno di studio (già ci sono anche quei paradossi). Farei una farm come non ce ne sono in Italia, chiamerei persone da fuori e farei probabilmente una bella serie di corsi educational da 20k all'anno pro capite.
      Quello che non ha più senso oggi è il livello medio/basso. In molti post avete in qualche modo sottinteso che temete di non cogliere la differenza tra ciò che fate a casa e ciò che fareste in uno studio. Vuol dire che o siete tutti geni o è assai loffia la qualità professionale che avete incontrato. Adesso, non per fare lo spaccone, ma dovreste venire 10 minuti nella mia regia a sentire con le vostre orecchie cosa c'è fuori dalla realtà "media" che purtroppo avete conosciuto in alcuni casi come esclusiva. Bastano 10 minuti, 2 canzoni. Non so quanti impianti ci sono in Italia che trattano la materia realmente ad alto livello, boh facciamo 20? Quanti "studi" ci sono sul mercato in Italia che vendono dalla pole dance al mastering passando per i corsi di violino? 4000? 8000? Boh?
      Allora, il futuro di internet... potrebbe anche essere che ad un certo punto la gente si scasserà il c@zzo di campare con il cellulare in mano. La gente ai concerti ci va, la gente capisce che un corso fatto bene non è la stessa cosa che guardare i tutroial su youtube. Il ragazzo che fa la trance e non sa che differenza c'è tra tasti bianchi e tasti neri sul piano ad un certo punto si dovrà documentare o rivolgersi a qualcuno che lo sa ecc. ecc.
      Allora, oltre tutta la mitologia, le leggende eccetera, le cose fatte in modo pro sono tutt'ora ad un livello diverso da quelle caserecce. Certo può anche capitare di vincere un grattino ma chiediamoci come fanno alcuni a vincerne uno dietro l'altro... ;)
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      In molti post avete in qualche modo sottinteso che temete di non cogliere la differenza tra ciò che fate a casa e ciò che fareste in uno studio.


      No dai, l'ho letto tutto il post, anche se in maniera veloce, ma non mi è parso di capire questo. Credo che nessuno possa affermare che quello che produce nella propria stanzetta sia equiparabile a quello che si fa in uno studio serio.
      Si è parlato di soldi, e se "ne vale la spesa" visto che il mercato MOLTO SPESSO tante "finezze" manco le coglie. e si è parlato (molto) di quello che le band scrause possono permettersi, visto che l'ambiente dilettantistico/semipro è numericamente consistente. E poi per quanto mi riguarda; posso capire l'editing, missaggio e mastering, ma per le riprese 40 euro l'ora ti sembrano poco? Per me è tantinello...
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      @DBarbarulo sì certo, condivido sul livello medio basso che serve sempre meno, quasi zero. Infatti il punto centrale è quello che hai messo a metà del discorso: Sono sicuro che nessuno qui si crede genio del mix, il punto è che veramente a volte quello che esce da un home studio neanche super skillato è assolutamente paragonabile a quello che esce da uno studiolo medio della tua città.
      Il punto era, e credo anche il senso della domanda iniziale del thread, proprio come far fare a uno studio un passo avanti di qualità. Ora, non ti nascondo che se avessi 4 milioni da investire dubito fortemente che farei una music farm, ma questo l'avevi già capito sicuramente :)

      Ma poi per esempio, discorso che non è uscito e che pongo in forma di domanda (non avendo io la risposta): ma non può uno studio che apre oggi, o che agisce oggi sul mercato, cominciare a risparmiare pesantemente sull'hardware e ai connessi costi di acquisto, manutenzione e dispendio di energia elettrica?
      Uno studio che ha aperto di recente proprio a due passi da casa mia (gestito da un cantante che probabilmente conoscete), ha fatto la scelta di dotarsi di pochi pezzi di hardware, e di non usare console. Usa un sommatore (non ricordo se un Burl o il Silver Bullet) e ottiene da quello il colore analogico. Non è già una prima scelta intelligente per risparmiare un bel po' e poter di conseguenza proporre prezzi migliori? Ovvero, facendo la domanda in un altro modo: secondo voi, uno studio che agisce in questo modo si sta automaticamente declassando al "basso livello" e a bassi esiti qualitativi?

      BjHorn wrote:

      ...E poi per quanto mi riguarda; posso capire l'editing, missaggio e mastering, ma per le riprese 40 euro l'ora ti sembrano poco? Per me è tantinello...


      :D 40 euro l'ora? TANTINELLO? Per uno studio che contiene delle attrezzature e un essere vivente che sta la per te? Se c'è il tipo delle pulizie che nel frattempo sta rassettando la segreteria ne restano 30 al netto del sapone e della corrente dell'aspirapolvere... :D Dimmi che stai scherzando ti prego.
      se vendete il database mi incazzo.

      gobbetto wrote:

      ...

      Ma poi per esempio, discorso che non è uscito e che pongo in forma di domanda (non avendo io la risposta): ma non può uno studio che apre oggi, o che agisce oggi sul mercato, cominciare a risparmiare pesantemente sull'hardware e ai connessi costi di acquisto, manutenzione e dispendio di energia elettrica?
      Uno studio che ha aperto di recente proprio a due passi da casa mia (gestito da un cantante che probabilmente conoscete), ha fatto la scelta di dotarsi di pochi pezzi di hardware, e di non usare console. Usa un sommatore (non ricordo se un Burl o il Silver Bullet) e ottiene da quello il colore analogico. Non è già una prima scelta intelligente per risparmiare un bel po' e poter di conseguenza proporre prezzi migliori? Ovvero, facendo la domanda in un altro modo: secondo voi, uno studio che agisce in questo modo si sta automaticamente declassando al "basso livello" e a bassi esiti qualitativi?


      Fai concorrenza abbassando i prezzi e non c'è alcun limite poichè ci sono i tuoi amici che ti fanno le batterie a 5 euro e quelli che ti fanno i mix gratis... vuoi fare concorrenza a loro con i prezzi limitando le spese? :D L'unica concorrenza che puoi fare è alzando la qualità.
      se vendete il database mi incazzo.