Cosa vi aspettate da uno studio?

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      Afex wrote:

      danny83 wrote:



      per curiosità ho chiesto a un musicista professionista, ma che non gira molto per studi di registrazione:

      Si aspetta di avere un buon ascolto in cuffia


      ROFTL!
      deve avere avuto delle esperienze piuttosto traumatiche in studio



      credo abbia avuto diverse esperienze e sicuramente avrà notato lui stesso una sua resa migliore quando ha avuto ascolti migliori

      BjHorn wrote:

      DBarbarulo wrote:

      BJ
      Ora, o sono io il genio che con 128 euri faccio un disco, oppure tutta sta qualità sono davvero in pochi ad apprezzarla, ma di sicuro buona parte del mercato NO!


      :whistling:
      La seconda che hai scritto! :D
      Intanto complimenti per essere entrato nei finalisti.
      Seriamente, non credo che siano pochi quelli che apprezzano l'alta qualità di un prodotto ma, che ci piaccia o no, sono meno di quanti vorremmo e - forse - lo sono sempre stati.
      Asus X53S i7 4core 12Gb RAM SSD500 + HDD256 _ Steinberg UR28M _ Novation SLMKII 61 _ Cubase 10 Pro _ Nord Electro 6D _ Yamaha Pacifica 112J _ Digitech RP 380XP _ mic Behringer C1 _ Presonus Faderport _ synth Cazio VZ8M _ IK Multimedia ILoud MicroMonitor _ Cuffia Grado SR60e

      Moderatamente Ottimista
      Io invece non la trovo bucolica per niente ma una stringente necessità: per sostenere l'investimento di ciò che serve per uno studio vero, il break even dell'attività diventa altissimo e, in un mercato dove i budget sono bassi, devi poter mettere insieme tutti i servizi che servono ad una produzione che magari non avrà neanche un decimo dei budget di 20 anni fa ma un investimento lavorativo lo vuole fare.
      La mia didattica
      Le mie foto...


      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      di studi che offrono arrangiamenti e altri servizi ce ne sono eccome.
      ma leggendo il post di DB :

      "Una band mediocre, in uno studio mediocre per un risultato mediocre sempre finisce almeno a spendere una 500 euro per un paio di giorni tra recording, editing, tuning, triggering, apparing ecc.
      Io spenderei volentieri una 800 al giorno con un esperto in preproduzione/arrangiamento/programming e uno staff di strumentisti garantiti, residenti, in grado di sopperire alle carenze mie o della mia band in grado di buttare giù e raffinare le mie idee in tempo reale ma uscirei la sera con una cosa a regola d'arte"

      sembrava che:
      - anziché andare 2 giorni in studio per registrare ed avere un risultato mediocre
      - in 1 giorno con 800 euro mi fanno un prodotto pro compreso preproduzione, arrangiamento, programming, strumentisti garantiti residenti, rec, editing, mix e master

      quello che trovo idealistico è riunìire il tutto insieme dando l'impressione della bacchetta magica...
      e probabilmente a certi livelli (Adele & company) qualcosa del genere può esistere ed esiste ma non è certo l'oggetto del thread ne tantomeno il target di nessuno qui in Italia

      se poi invece si dice che con 800 € e tutto il tempo necessario si ha un ottimo risultato allora non c'è niente di nuovo sotto il sole
      Una struttura del genere immagino implichi almeno un fonico, un arrangiatore, e i turnisti per gli strumenti che non sai suonare da solo.
      Se li vuoi pagare 100 euro per la giornata di lavoro (che non è neanche la metà della paga di un idraulico) in realtà lo studio lo stai fittando a 300 euro al giorno, cioè 25 euro l'ora.
      Praticamente il costo di una sala prove decente.
      Non mi sembra esoso ma dipende dal valore che vuoi aggiungere alla tua musica.
      La mia didattica
      Le mie foto...


      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      classic wrote:

      di studi che offrono arrangiamenti e altri servizi ce ne sono eccome.
      ma leggendo il post di DB :

      "Una band mediocre, in uno studio mediocre per un risultato mediocre sempre finisce almeno a spendere una 500 euro per un paio di giorni tra recording, editing, tuning, triggering, apparing ecc.
      Io spenderei volentieri una 800 al giorno con un esperto in preproduzione/arrangiamento/programming e uno staff di strumentisti garantiti, residenti, in grado di sopperire alle carenze mie o della mia band in grado di buttare giù e raffinare le mie idee in tempo reale ma uscirei la sera con una cosa a regola d'arte"

      sembrava che:
      - anziché andare 2 giorni in studio per registrare ed avere un risultato mediocre
      - in 1 giorno con 800 euro mi fanno un prodotto pro compreso preproduzione, arrangiamento, programming, strumentisti garantiti residenti, rec, editing, mix e master

      quello che trovo idealistico è riunìire il tutto insieme dando l'impressione della bacchetta magica...
      e probabilmente a certi livelli (Adele & company) qualcosa del genere può esistere ed esiste ma non è certo l'oggetto del thread ne tantomeno il target di nessuno qui in Italia

      se poi invece si dice che con 800 € e tutto il tempo necessario si ha un ottimo risultato allora non c'è niente di nuovo sotto il sole


      Alcuni tra i più anziani di voi possono ricordare che negli studi anticamente c'era l'orchestra che registrava costantemente. Finita una cosa si cambiavano le partiture e con più o meno cura si registrava un'altra canzone di un altro artista. Alla fine, con più o meno cura in un giorno uscivano 8/10 pezzi registrati dall'orchestra. Mo, presupponendo che in uno studio non arrivi Rachmaninov e certamente non Adele, un artista con una preproduzione basic, ove sia nota la tonalità, la velocità, l'andazzo generale, messo a contatto con un programmer e un trio o quartetto di strumentisti pro, già microfonati, già affiatati e collaudati pensate che arrivato a sera non porti via una traccia enormemente migliore di quanto non farebbe in 2 giorni portandosi cugini e musicisti raccattati? :D
      se vendete il database mi incazzo.
      aggiungo: è normale che non stiamo parlando delle produzioni di Pharrel Williams a un costo indicativo di 800 euro a traccia, ma sono ragionevolmente sicuro che se ben congegnato uscirebbero cose notevolmente più performanti di quanto non facciano le band e gli artisti abbandonati a loro stessi spendendo a volte cifre anche maggiori.

      Edit:
      i dischi di 50 o 60 anni fa che sentiamo ancora oggi hanno in comune il fatto che erano realizzati da gente che sapeva suonare, l'influenza dei grossi budget sulle questioni tecnologiche è per me poco rilevante.
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

      DBarbarulo wrote:

      classic wrote:

      di studi che offrono arrangiamenti e altri servizi ce ne sono eccome.
      ma leggendo il post di DB :

      "Una band mediocre, in uno studio mediocre per un risultato mediocre sempre finisce almeno a spendere una 500 euro per un paio di giorni tra recording, editing, tuning, triggering, apparing ecc.
      Io spenderei volentieri una 800 al giorno con un esperto in preproduzione/arrangiamento/programming e uno staff di strumentisti garantiti, residenti, in grado di sopperire alle carenze mie o della mia band in grado di buttare giù e raffinare le mie idee in tempo reale ma uscirei la sera con una cosa a regola d'arte"

      sembrava che:
      - anziché andare 2 giorni in studio per registrare ed avere un risultato mediocre
      - in 1 giorno con 800 euro mi fanno un prodotto pro compreso preproduzione, arrangiamento, programming, strumentisti garantiti residenti, rec, editing, mix e master

      quello che trovo idealistico è riunìire il tutto insieme dando l'impressione della bacchetta magica...
      e probabilmente a certi livelli (Adele & company) qualcosa del genere può esistere ed esiste ma non è certo l'oggetto del thread ne tantomeno il target di nessuno qui in Italia

      se poi invece si dice che con 800 € e tutto il tempo necessario si ha un ottimo risultato allora non c'è niente di nuovo sotto il sole


      Alcuni tra i più anziani di voi possono ricordare che negli studi anticamente c'era l'orchestra che registrava costantemente. Finita una cosa si cambiavano le partiture e con più o meno cura si registrava un'altra canzone di un altro artista. Alla fine, con più o meno cura in un giorno uscivano 8/10 pezzi registrati dall'orchestra. Mo, presupponendo che in uno studio non arrivi Rachmaninov e certamente non Adele, un artista con una preproduzione basic, ove sia nota la tonalità, la velocità, l'andazzo generale, messo a contatto con un programmer e un trio o quartetto di strumentisti pro, già microfonati, già affiatati e collaudati pensate che arrivato a sera non porti via una traccia enormemente migliore di quanto non farebbe in 2 giorni portandosi cugini e musicisti raccattati? :D


      Le orchestre suonano su partiture, e le partiture gli arrangiatori non le fanno a vista. Se parliamo di arrangiamento orchestrale, più o meno serio, dalla composizione tradizionale al cinematic composing, in ogni caso l'arrangiatore/compositore ha bisogno di tempo, e di casa propria, non è una cosa che può fare in studio.
      Mettici poi che gli arrangiatori di solito sono più vincolati a uno stile dei musicisti. Parlo di me, ma so che la situazione è simile per la maggior parte degli arrangiatori: solitamente un arrangiatore è anche musicista, ma mentre come musicista può registrare dallo ska al tango, al pop commerciale, con risultati professionalmente accettabili, come arrangiatore non è egualmente versatile, ed arrangia in un modo stilisticamente caratterizzato e riconoscibile. Vale per i migliori compositori e arrangiatori italiani e internazionali. Quindi pensa un po' che squadrone dovresti tenerti dentro per coprire le esigenze di una decina di generi musicali.
      Qualche utente poco più su aveva detto poi una cosa assolutamente rispondente alla mia esperienza: i musicisti e i cantanti professionisti sanno già a chi rivolgersi, nel loro genere, per gli arrangiamenti e per l'esecuzione musicale; e se per caso non lo sanno, chiedono a un amico musicista e si fanno fare un prezzo di favore dall'interessato. Così funziona, da sempre.
      Se invece non sono professionisti, allora torniamo alla band di hobbisti, o al cantante ricco, che esiste pure una tantum, ma su cui non si può certo fondare un business, a mio parere.
      E rimane ancora senza risposta la mia domanda: ma io sapevo che a livelli più alti musicisti e arrangiatore li sceglie la produzione, o mi sbaglio forse? Sempre a buoni livelli il cantante ha certamente margine nella scelta, anche riguardo alla produzione, ma so che sono rari i casi in cui quello che vuole è trovare i turnisti fissi dello studio, semplicemente si sceglie i suoi uomini, perchè è dell'ambiente, è un professionista, e sa chi sono le persone giuste.

      Nel mio caso particolare, ma non ho nemmeno risposto alla domanda di Pape perchè so che il mio caso non fa statistica, turnisti e arrangiatore residenti sono proprio l'ultima cosa al mondo che voglio dallo studio, e anzi se cerca di impormi suoi e io ho qualche voce in capitolo, abbiamo proprio rotto i telefoni.

      Ma al di là del mio caso particolare, francamente non la vedo nè come una esigenza primaria dei musicisti, nè del tipico committente-cantante, nè come una cosa facile da gestire per lo studio, se con questo intendiamo un impegno economico costante dello studio con questi professionisti. Vedo più consona la situazione attuale di buoni studi di registrazione già esistenti, dove il legame con certi arrangiatori o turnisti è "de facto", nessun contratto, ingaggio a chiamata. E so che così funziona da qualche parte in Italia (mi è stato riferito da turnisti amici, e non ho motivo di dubitare che sia vero).
      ragazzi detto in maniera più chiara, e forse un po' polemica e me ne dispiaccio, ma non posso non dirlo: in un mondo perfetto, se proprio vogliamo vedere il lato 'bucolico' della questione, lo studio può e deve al massimo orientare il cliente verso un arrangiatore. Dall'arrangiantore dipende il più delle volte come il pezzo vive o come muore. Bucolicamente parlando, scelto l'arrangiatore, è quest'ultimo che dovrebbe decidere quali e quanti musicisti impiegare, NON lo studio. Lo studio che faccia lo studio, e lasci le scelte musicali alle persone competenti.
      Per essere ancora più esplicito e meno bucolico: un tecnico audio di arrangiamento mediamente non sa un sotto-cazzo salato. Io ne so di arrangiamento, è il mio mestiere. Poi naturalmente metto da parte Virgilio ed Orazio e magari accetto le direttive di un produttore, o magari sono un musicista e accetto quelle dell'arrangiatore. Ma mai e poi mai desidererei vedere una cosa alla quale partecipo orientata dalle scelte artistiche di uno studio.
      Io credo che queste siano tutte scelte della produzione ma il problema sta a monte: un artista che non ha mai prodotto niente può avere mai le competenze per fare il produttore, ovvero coordinare/sostituire eventualmente tutti i ruoli di una produzione?
      Io credo proprio di no.
      O, meglio, può farlo a livello mediocre e in funzione di una produzione approssimativa.
      E proprio per questo sarebbe bello, e forse foriero di utili, aprire uno studio "associato" dove le varie figure necessarie lavorano per una produzione e in cui, invece di spendere 500 euro per un demo fatto un po meglio di quello che ti puoi fare a casa, ne spendi 800 ed hai qualcosa che può colpire l'interesse di un editore, se non del pubblico.
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      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      MrRed wrote:

      Io credo che queste siano tutte scelte della produzione ma il problema sta a monte: un artista che non ha mai prodotto niente può avere mai le competenze per fare il produttore, ovvero coordinare/sostituire eventualmente tutti i ruoli di una produzione?
      Io credo proprio di no.
      O, meglio, può farlo a livello mediocre e in funzione di una produzione approssimativa.
      E proprio per questo sarebbe bello, e forse foriero di utili, aprire uno studio "associato" dove le varie figure necessarie lavorano per una produzione e in cui, invece di spendere 500 euro per un demo fatto un po meglio di quello che ti puoi fare a casa, ne spendi 800 ed hai qualcosa che può colpire l'interesse di un editore, se non del pubblico.


      sì infatti, sceglie il produttore. E' questo il punto. Uno studio può al massimo propormi, a me produttore, uno staff completo, ma mi pare ovvio che un produttore si riserva l'autonomia di scegliersi la propria squadra, a partire appunto dall'arrangiatore che, a seconda dei generi musicali, può essere una figura chiave, e la sua scelta è spesso più rilevante di quella dei musicisti.

      E così stando le cose, che genere di rapporto lo studio può permettersi di instaurare con la sua squadra di factotum? Li stipendia? ma davvero?
      Al massimo farà la chiamata all'amico arrangiatore di trap, o a quello specializzato in parti orchestrali per tango, o di arrangiamenti di jazz mainstream, o di musica sperimentale, o musica etnica, o world music, o quello che ti pare. Come del resto funziona già adesso, anche per i piccoli studi che conosco nella mia città (e non solo, mi dicono).

      Al di là delle apparenze di idea avvincente, il 'pacchetto completo' per me è una cosa che può andare appunto per il ricco cantante wannabe che ha soldi da buttare, quattro canzoni scritte con una schitarrata, e nessuna idea del da farsi, e nessun contatto tra i professionisti (perchè, naturalmente, lui professionista non lo è).
      Rimangono esclusi anche i gruppetti, che hanno il piacere di suonare tra loro, e nessuna voglia di litigare con bassista e batterista perchè è opportuno che vengano sostituiti nelle registrazioni da turnisti più bravi.

      Edit: certo ci sono anche quelli che cominciano e si auto-producono, per fare il professionista devi cominciare. Ma sempre più spesso chi comincia oggi, anche in generi commerciali, anche i cantanti, vengono dai conservatori, e cominciano da lì a farsi i loro progetti musicali. Oggi ci sono conservatori per il pop e per il jazz. Quando arrivano in studio hanno sempre più spesso già un gruppo, un orientamento stilistico, dei brani originali, degli arrangiamenti. Insomma trovo che il mercato di questa ipotetica 'farm' sarebbe molto ristretto.

      Post was edited 2 times, last by “gobbetto” ().

      MrRed wrote:

      Io credo che queste siano tutte scelte della produzione ma il problema sta a monte: un artista che non ha mai prodotto niente può avere mai le competenze per fare il produttore, ovvero coordinare/sostituire eventualmente tutti i ruoli di una produzione?
      Io credo proprio di no.


      non può avere competenze che non gli appartengono. è impossibile.
      I Ruoli professionali della musica equivalgono a professioni serie che necessitano di studi, esperienze, sbagli e sacrifici (enormi). Ho lavorato al fianco di alcuni produttori artistici
      e il livello di consocenza della musica, delle sue infinite sfaccettature non può essere
      inventato dall'oggi al domani.
      Nella musica classica questi ruoli sono rispettati, non può e non deve essere diverso per altri generi e ambienti.
      Ad ognuno il suo mestiere.


      MrRed wrote:


      E proprio per questo sarebbe bello, e forse foriero di utili, aprire uno studio "associato" dove le varie figure necessarie lavorano per una produzione e in cui, invece di spendere 500 euro per un demo fatto un po meglio di quello che ti puoi fare a casa, ne spendi 800 ed hai qualcosa che può colpire l'interesse di un editore, se non del pubblico.


      Io non condivido del tutto l'idea, solo perchè incompleta; nello studio associato ci metterei anche promo, distribuzione,social e quant'altro, non mi limiterei al prodotto musicale fine a se stesso.
      In altri ambienti lavorativi l'idea dell'associazione di competenze è già nota e utilizzata come grande risorsa; ad esempio nel sostegno scolastico e psichiatrico,o in campo medico, o in quello riabilitativo, ma anche nel più artigianale campo edile.
      Il futuro è sicuramente l'organizzazione multidisciplinare, perchè abbate i costi vivi di mantenimento e offre un servizio pù completo.
      "togliendolo il limiter ho ottenenuto lo stesso volume percepito con un saturatore ed un comp e mi si e' aperto un mondo!
      Il brano suonava molto piu' "potente" e pulito; sembra un'altro mix ora,un ulteriore passo in avanti.
      ...il limiter mi alterava la percezione delle frequenze." Dal Thread "Infinite Sins".

      Afex, promotore delle campagna "togli anche tu il limiter dal master" :thumbup:

      Afex wrote:


      Io non condivido del tutto l'idea, solo perchè incompleta; nello studio associato ci metterei anche promo, distribuzione,social e quant'altro, non mi limiterei al prodotto musicale fine a se stesso.
      In altri ambienti lavorativi l'idea dell'associazione di competenze è già nota e utilizzata come grande risorsa; ad esempio nel sostegno scolastico e psichiatrico,o in campo medico, o in quello riabilitativo, ma anche nel più artigianale campo edile.
      Il futuro è sicuramente l'organizzazione multidisciplinare, perchè abbate i costi vivi di mantenimento e offre un servizio pù completo.


      sì ma nell'esperienza che ho avuto una etichetta, anche piccola, ti propone proprio queste cose. In uno dei progetti nei quali ho lavorato il cantante si era rivolto a una di queste etichette. In quel caso facevo arrangiamenti e parti di tastiere. L'etichetta gli ha proposto un 'pacchetto completo' di questo tipo. Ed il motivo principale per cui il cantante ha rifiutato è stato... il pacchetto completo, dalla registrazione alla promo, tutto a suo carico. Non dico naturalmente che la cosa non potrebbe essere allettante per altri... solo che in assenza di produzione, bah...
      ragazze, non partite per la tangente per cortesia. Io personalmente non sto vendendo niente e non ho intenzione di aprire nè uno studio nè una farm. Ho solo un tantino di esperienza per quello che riguarda i dischi che vengono prodotti ed ho indicato quale a mio avviso è una zona libera in cui una cosa fatta con i giusti crismi per me avrebbe riscontro. Diversamente c'è già tutto ed in quantità spropositate rispetto alla domanda.

      Edit: mi indicate un po' di prodotti locali dove ci sono delle belle batterie suonate?
      se vendete il database mi incazzo.
      ma perché tangente? a me sembra anche in topic sinceramente. E poi le cose fatte con i giusti crismi piacciono anche a me, ci mancherebbe.

      Anzi, faccio un edit, la giro in maniera costruttiva e propositiva, e rispondo persino alla domanda iniziale del topic. Cosa mi aspetto da uno studio? che mi proponga, al massimo, senza imporre, nè darmi la sensazione di "raccomandare caldamente", o di avere alcun interesse che venga scelto l'arrangiatore X o il musicista Y, che non sia un interesse puramente musicale. O un interesse puramente della produzione (VERA: chi esce i soldi), nel qual caso mi inchino come arrangiatore e musicista, e obbedisco (o rifiuto il lavoro).

      Post was edited 1 time, last by “gobbetto” ().

      intendo dire che non c'è bisogno di ribadire proprio tutto l'ovvio e cioè cosa fa il produttore, l'arrangiatore, che ci sono i produttori che chiamano i musicisti ecc. Ripeto: un giovane artista non conosce i produttori, gli studi o i turnisti e sembra sempre che chi sa quale lobby includa queste figure. Un marchio, uno studio che offre in chiaro una soluzione one stop per me ha ragione di esistere. Non pensiamo negli schemi di un marchio mediocre con personale mediocre per risultati mediocri.
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      intendo dire che non c'è bisogno di ribadire proprio tutto l'ovvio e cioè cosa fa il produttore, l'arrangiatore, che ci sono i produttori che chiamano i musicisti ecc. Ripeto: un giovane artista non conosce i produttori, gli studi o i turnisti e sembra sempre che chi sa quale lobby includa queste figure. Un marchio, uno studio che offre in chiaro una soluzione one stop per me ha ragione di esistere. Non pensiamo negli schemi di un marchio mediocre con personale mediocre per risultati mediocri.


      a me pare invece che ci sia necessità di ribadire l'ovvio. So che non vuoi vendere niente ma hai buttato lì una idea, no? e io di quella sto parlando.
      Per valutare l'idea occorre un po' entrare nel merito, giusto? sennò che idea è?
      Ed entrando nel merito ti ho chiesto che tipo di rapporto pensi, tu studio (un 'tu' astratto), di instaurare con i tuoi musicisti o arrangiatori, e la domanda è sostanziale. Anzi è la chiave di tutto, il punto sulla base del quale si giudica la tua idea. Vedo solo due alternative:
      1) non c'è un rapporto fisso, solo a chiamata. Ok ma in questo caso non c'è più l'idea di una farm, cioè di qualcosa di strutturato. In più, non solo non è una idea nuova, ma è esattamente come si comportano da sempre gli studi che conosco (e, per sentito dire anche quelli che non conosco).
      2) c'è un rapporto strutturato tra "farm" e musicisti/arrangiatori. Ok, allora sì che mi dà l'dea di qualcosa di strutturato. Solo che, a mio avviso, è pessimo, per tutti i motivi che ti ho detto e che non sto a ripetere. Quando tu hai a stipendio cinque persone, il tuo interesse economico a piazzarle è duemila volte superiore a un tuo eventuale interesse artistico. Inoltre sei vincolato a delle persone, che per quanto competenti ti copriranno forse un 10% della musica che si può registrare in uno studio (chi suona jazz non è detto che faccia tango, e chi fa pop commerciale non è detto che sia a proprio agio con le cento clavi del latino, e parlo di super PRO, non di scafazzati). Mentre se vai a chiamata hai davanti l'intero panorama musicale regionale (sarà per questo che fanno tutti così?)

      Non ci sono lobby: mah, neanche questo è vero... qui parlo per sentito dire, di amici turnisti che hanno suonato nei maggiori studi di Italia. A volte ci sono delle lobby, sì. Mi hanno anche fatto dei nomi, naturalmente, e non li faccio, ma a volte si tratta di turnisti che probabilmente molti di noi conoscono. Ed è un fatto di bravura artistica? sì, ma non solo. Ci sono anche situazioni di turnisti mammasantissima, che se non stai simpatico a loro in quello studio X non ci suoni. Ma per davvero, eh, non è uno scherzo. Il musicista non gradito lì non ci entra.
      Per carità, questo comunque è in certi limiti un fatto naturale, e tutta la musica è a fazioni, non sto a sindacare questo. Ma non è una ricchezza.