Cosa vi aspettate da uno studio?

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      gobbetto wrote:



      2) c'è un rapporto strutturato tra "farm" e musicisti/arrangiatori. Ok, allora sì che mi dà l'dea di qualcosa di strutturato. Solo che, a mio avviso, è pessimo, per tutti i motivi che ti ho detto e che non sto a ripetere. Quando tu hai a stipendio cinque persone, il tuo interesse economico a piazzarle è duemila volte superiore a un tuo eventuale interesse artistico. Inoltre sei vincolato a delle persone, che per quanto competenti ti copriranno forse un 10% della musica che si può registrare in uno studio (chi suona jazz non è detto che faccia tango, e chi fa pop commerciale non è detto che sia a proprio agio con le cento clavi del latino, e parlo di super PRO, non di scafazzati). Mentre se vai a chiamata hai davanti l'intero panorama musicale regionale (sarà per questo che fanno tutti così?)


      scusami ma qui sbagli. non hai a stipendio proprio nessuno, ognuno condivide la propria professionalità con la propria partita Iva.
      Tra l'altro non credo di aver mai conosciuto una realtà con tecnici assunti come dipendenti..ma magari! :D

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      gobbetto wrote:


      2) c'è un rapporto strutturato tra "farm" e musicisti/arrangiatori. Ok, allora sì che mi dà l'dea di qualcosa di strutturato. Solo che, a mio avviso, è pessimo, per tutti i motivi che ti ho detto e che non sto a ripetere. Quando tu hai a stipendio cinque persone, il tuo interesse economico a piazzarle è duemila volte superiore a un tuo eventuale interesse artistico. Inoltre sei vincolato a delle persone, che per quanto competenti ti copriranno forse un 10% della musica che si può registrare in uno studio (chi suona jazz non è detto che faccia tango, e chi fa pop commerciale non è detto che sia a proprio agio con le cento clavi del latino, e parlo di super PRO, non di scafazzati). Mentre se vai a chiamata hai davanti l'intero panorama musicale regionale (sarà per questo che fanno tutti così?)

      Non ci sono lobby: A volte ci sono delle lobby, sì.



      Tangente per me vuol dire saltare a conclusioni per forza. Se vuoi vendere gli articoli sportivi e le cravatte nello stesso negozio o sei Harrods o hai un problema. Chi ha detto che devi rispondere alle esigenze di chiunque? Quanti jazzisti arrivano che hanno bisogno di un supporto musicale (nel senso che pensano di averne bisogno :D )? Quante cose di musica latino americana suonata si fanno in media in un mese in Italia? Sono ovvietà. Un marchio vende un prodotto ad un target: cravatte. Se vuoi comprare una cravatta hai il problema di stabilire una rete di contatti nel marasma delle migliaia di legittimi e truffaldini offerenti di cravatte. Chiedi all'amico che conosce un tale. Quello conosce a quell'altro, quello è cugino di quell'altro ancora e questa è la lobby. Io voglio una cravatta non entrare nell'opus dei. Allora trovo un marchio di cravatte che ha un negozio e una bella vetrina con i cartellini dei prezzi. C'è la cassiera bona, mi offrono un caffè e sono contento di pagare 140 euro per una cravatta fatta a mano. Se la cravatta è difettosa la vado a cambiare e me ne prendo un'altra. Sono protagonista del mio momento di acquisto della cravatta, il produttore sono io. Allora entro in uno studio che per 8 ore a 100 km l'ora mi mette a disposizione un consulente tecnico per l'arrangiamento ed una squadra di operatori rodati e comunicati per la realizzazione di quello che mi serve. Se il manager della struttura è uno capace può anche permettersi di ingaggiare un personale stabile facendolo fruttare e senza dubbio potendo selezionare persone dotate del necessario talento e delle necessarie capacità non parlando dei soliti 4 pidocchi che sono necessariamente in ballo per un lavoro saltuario. Aggiungo che proprio nella saltuarietà delle prestazioni per me spesso risiede una debolezza. Cambio musicisti, cambio strumentazione, cambio tutto e viene spesso una mezza botta. Se tieni una batteria e un batterista montati in sala 30 giorni il suono alla fine deve uscire per forza, una volta avrai spostato i microfono, poi avrai cambiato i fusti, poi i piatti poi le pelli e al finale verrà bene...
      se vendete il database mi incazzo.

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      Io sono un fan della mediocrità invece. Anche perché di grande musica in giro non ne vedo più da qualche decennio.
      Per me uno studio deve servire la mediocrità uniformandosi alle sue possibilità economiche e assecondando la sua creatività.
      Senza imporsi in nulla. Limitandosi a registrare bene e mixare bene. Delegando a uno studio di mastering la finalizzazione. Non serve altro. Per la visibilità c'é internet. Le strategie di mercato io non le considero necessariamente legate alla produzione artistica

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      Afex wrote:

      gobbetto wrote:



      2) c'è un rapporto strutturato tra "farm" e musicisti/arrangiatori. Ok, allora sì che mi dà l'dea di qualcosa di strutturato. Solo che, a mio avviso, è pessimo, per tutti i motivi che ti ho detto e che non sto a ripetere. Quando tu hai a stipendio cinque persone, il tuo interesse economico a piazzarle è duemila volte superiore a un tuo eventuale interesse artistico. Inoltre sei vincolato a delle persone, che per quanto competenti ti copriranno forse un 10% della musica che si può registrare in uno studio (chi suona jazz non è detto che faccia tango, e chi fa pop commerciale non è detto che sia a proprio agio con le cento clavi del latino, e parlo di super PRO, non di scafazzati). Mentre se vai a chiamata hai davanti l'intero panorama musicale regionale (sarà per questo che fanno tutti così?)


      scusami ma qui sbagli. non hai a stipendio proprio nessuno, ognuno condivide la propria professionalità con la propria partita Iva.
      Tra l'altro non credo di aver mai conosciuto una realtà con tecnici assunti come dipendenti..ma magari! :D


      no ma che c'entra che sbaglio io :D
      io sto facendo delle ipotesi proprio perchè DBarbarulo non ha bene chiarito l'idea di questa farm.
      Ovviamente se vuoi il mio parere l'idea di stipendiare dei musicisti o degli arrangiatori sarebbe assolutamente suicida. Viceversa, se sono a partita IVA allora le 'music farm' sono l'unica cosa che esiste al momento, perchè TUTTI fanno già così: se vado in uno studio e chiedo a loro di indirizzarmi, loro mi indirizzano verso dei musicisti, dei gruppi o un arrangiatore. Se poi lo studio volesse per questo fatturarmi qualcosa, facendo da intermediario tra me committente e il musicista, può anche andare bene, ma deve essere una scelta del committente, che suppongo sceglierà molto spesso di relazionarsi direttamente con il musicista/arrangiatore, senza ulteriori ricarichi di uno studio che fa da agenzia di intermediazione. O, detto in altre parole, solitamente gli studi non si fanno pagare per questa intermediazione (che comunque mi risulta piuttosto rara, per i motivi che ho già detto), e si giocano la chiamata al professionista di turno come un favore che fanno al turnista/arrangiatore. Favore che magari torna in altro modo, o in simpatia.
      Altrimenti facciamo che, più seriamente, queste cose le decide la produzione.

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      DBarbarulo wrote:

      ho sentito con le mie orecchie ad esempio batteristi famosi in studi famosi fare pena...


      ecco infatti, il punto è che anche questo deve deciderlo un produttore, che sia un produttore di professione o il cantante che si auto-produce. Se io voglio il batterista perchè è un nome, e non per come suona, e so già che ci vorranno quattro ore di editing a traccia, ok, scelta mia (del produttore). Viceversa, se voglio registrare in uno studio che crea un rapporto molto strutturato con il turnista "di nome" potrei sentire come limitante la scelta di questo turnista. Perchè so (e lo so, se sono un musicista) che ci sono ragazzini di vent'anni che al turnista con trent'anni di esperienza gli fanno un mazzo tanto. E ci sono davvero, il livello qualitativo dei turnisti di oggi in Italia è mediamente più alto di venti o trenta anni fa, e conosco personalmente diverse "vittime" di questo cambiamento qualitativo.

      Poi parlavi del cambiamento di musicisti o di strumentazione nel corso del progetto: certo è deleterio, chi lo negherebbe? Ma perchè mai uno dovrebbe cambiare in una farm piuttosto che in una non farm? E' identico... l'interesse è sempre la stabilità, a volte non si ottiene per questo e quest'altro motivo (cit.), ma anche come "farm", come otteresti questa stabilità? parliamo di contratti con i musicisti, vincoli contrattuali, contratti con l'arrangiatore, strumentazione a noleggio. Dai parliamo di produzione seria... e non parliamo di 800 euro al giorno tutto incluso.
      Il nodo secondo me è quello: che rapporto pensi di istitituire tra "farm" e "staff".

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      DBarbarulo wrote:

      Se il manager della struttura è uno capace può anche permettersi di ingaggiare un personale stabile facendolo fruttare e senza dubbio potendo selezionare persone dotate del necessario talento e delle necessarie capacità non parlando dei soliti 4 pidocchi che sono necessariamente in ballo per un lavoro saltuario.
      se vendete il database mi incazzo.

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      we però mo basta, non mi fate scrivere un progetto intero con le quote contrattuali i contributi, i budget i nomi dei musicisti, budget pubblicitari e scheduling della settimana tipo di una struttura come questa... faticate un poco pure voi. :D
      se vendete il database mi incazzo.

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      DBarbarulo wrote:

      gobbetto wrote:


      Altrimenti facciamo che, più seriamente, queste cose le decide la produzione.


      Ma risulta solo a me che la "produzione" e l' "artista" sono la stessa persona nel 97% dei casi?


      Ma certo, numericamente sì, e probabilmente anche di più. Ma se parli di livelli alti il produttore è persona diversa dall'artista. Se invece parli di livelli a budget limitato siamo punto e a capo, secondo me.

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      DBarbarulo wrote:

      we però mo basta, non mi fate scrivere un progetto intero con le quote contrattuali i contributi, i budget i nomi dei musicisti, budget pubblicitari e scheduling della settimana tipo di una struttura come questa... faticate un poco pure voi. :D


      ma come no, ammazza se ho faticato, guarda quanto ho scritto! :D
      Comunque il mio contributo consiste nel dire che io non mi aprirei mai una farm siffatta. Accura ragazzi, accura a fiver e agli studi fai da te, che se non si propongono cose economicamente convincenti si resta tutti a piedi. Lo dico da cliente, l'hai detto tu che i clienti sono i musicisti al 97% no?

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      DBarbarulo wrote:

      ho capito dove sta il problema, è che stiamo considerando normali i budget da 800 euro a disco aaaah! ;)


      ma Dbarbarulo, sei simpatico giuro! ma davvero lo dici a me? ma non credi che io per primo vorrei essere pagato di più? ma che sono noioso se insisto con Fiver? ma che ci posso fare io se il mercato si sta orientando in un modo così assurdo che posso scegliere un turnista online che ha tra i suoi credits delle collaborazioni con Marienthal, e mi registra una track di batteria a partire da 5$ a traccia? Non mi credi, che devo cercare di nuovo il link?
      E Tunecore, hai presente?

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      Gob, la domanda originaria non è se aprire uno studio o no. Se fosse quella direi direttamente NO. Ma è: cosa vorreste trovare? Ho detto cosa vorrei trovare. Trasparenza, Persone Qualificate, Supporto musicale al Musicista/Artista.
      se vendete il database mi incazzo.

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      credo che un artista debba scegliere i suoi strumentisti...e quando i brani sono pronti al gruppo serve solo un tecnico di registrazione e un fonico...e in otto ore anche meno.. 50/60 minuti di musica devono essere masterizzati e pronti al lancio....e in quest'ottica 800 euro (ma probabilmente basterebbero anche 6 ore non tutto il giorno) potrebbero essere una cifra ragionevole
      mac mini 2,5 i5 , logic pro x , presonus audiobox 22vsl , toontrack ez drummer , toontrack ez mix2 , shure sm58a , montarbo 112 sa , montarbo mt 160 a

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      DBarbarulo wrote:

      Gob, la domanda originaria non è se aprire uno studio o no. Se fosse quella direi direttamente NO. Ma è: cosa vorreste trovare? Ho detto cosa vorrei trovare. Trasparenza, Persone Qualificate, Supporto musicale al Musicista/Artista.


      ok, chiaro. Io volevo solo ribadire che a volte strutturarsi di meno, e lasciare maggiore fluidità e informalità ai rapporti (mi serve una tantum un arrangiatore o un gruppo di turnisti per il disco X? so a chi rivolgermi) può servire a essere più competitivi, dando comunque al cliente lo stesso livello di supporto e professionalità, anche nelle scelte di base che dovrebbero essere fatte da una produzione che non esiste.
      Ti posso dire che molto più e molto prima di uno studio con uno staff più o meno stabile di turnisti e arrangiatore/i , io preferisco, e vorrei trovare, uno studio con un casino di contatti nella vita reale, che mi sa indirizzare in maniera disinteressata verso lo studio di mastering X, l'arrangiatore Y, i musicisti specializzati nel mio genere, magari anche verso qualcuno che mi può curare la promozione, o verso un impresario, o un gestore fisico o online della diffusione e distribuzione del prodotto musicale, o un videomaker! Mi colpirebbe e mi servirebbe molto di più questo: che sia molto addentro nell'ambiente e mi sappia indirizzare verso i professionisti necessari al mio progetto. Se poi tutto questo al cliente non serve, perchè ha le idee chiare, o perchè con il batterista ci esce il sabato e non gli importa se è un po' squadrato, poco male: io studio non mi sono in alcun modo strutturato e non ho spese extra. Mi limiterò a premere record.

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      si, ma di queste cose ce ne sono già a decinaia e decinaia come ci sono decinaia e decinaia di negozi che quando cerchi un articolo ti rispondono che si può ordinare... tu in effetti ci rifletti e te lo ordini su Amazon.
      "Buongiorno vorrei fare un bell'ep di questi 5 pezzi"
      "certo, è possibile... sai suonare? hai la band che sa suonare? chi ha detto che sapete suonare? sapete anche suonare in studio? avete gli strumenti? dovete noleggiare cose? vi serve un turnista? quale? un arrangiatore? Volete un mixing engineer in particolare? e il mastering?"
      "Antani, ma quanto costa fare questo ep?"
      "da 500 a 27.000 euro, quanto hai di budget?"

      Mi spiego? Il cliente non sa necessariamente o non ha percezione di cosa gli serve motivo per cui le offerte forfettarie sono più diffuse e convincenti di quelle personalizzate (che spesso possono essere anche più economiche).

      "Buongiorno vorrei fare un bell'ep di questi 5 pezzi"
      "Costa a forfait 4000 euro e pensiamo a tutto noi: consulenza per la scrittura e ottimizzazione delle parti (nomi e credits), musicisti (nomi e credits), recording, mixing e mastering (nomi e credits. nomi e credits e nomi e credits) Tempo di consegna attualmente 8 febbraio.
      se vendete il database mi incazzo.

      Cosa vi aspettate da uno studio?

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      Concordo sostanzialmente con Gobbetto sull'argomento, d'altronde per un artista che ha dedicato passione e tempo a comporre un brano non vedo che urgenza possa avere a completare il tutto in un giorno probabilmente stravolgendo il risultato che aveva in mente.
      Eppure concorderei con DB se l'orizzonte fosse più ampio, non una "music farm" ma una "università music farm"
      Prendiamo una industria dismessa diciamo 5 o 10 capannoni e li dedichiamo ad ospitare chiunque voglia cantare, comporre, suonare registrare.
      Pieno di strumenti e attrezzature, tutto gratis dove funziona con una valuta elettronica, chi partecipa fornendo servizi viene "ricaricato" e chi ne usufruisce gli viene prelevata una quota. Entro e vado nel settore autori, si scrive un testo su una idea poi si passa nel reparto arrangiatori e infine registrazione e i ME, proprio come dice DB, tutto gratis sovvenzionato dallo stato, palchi per concerti, ristoranti e bar con zona relax, una esperienza unica, full immersione nella musica naturalmente estesa anche ad altre arti, danza pittura e cinema. L'università della creatività :)

      Inviato dal mio Moto G (5S) Plus utilizzando Tapatalk

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      classic wrote:

      Concordo sostanzialmente con Gobbetto sull'argomento, d'altronde per un artista che ha dedicato passione e tempo a comporre un brano non vedo che urgenza possa avere a completare il tutto in un giorno probabilmente stravolgendo il risultato che aveva in mente.
      Eppure concorderei con DB se l'orizzonte fosse più ampio, non una "music farm" ma una "università music farm"
      Prendiamo una industria dismessa diciamo 5 o 10 capannoni e li dedichiamo ad ospitare chiunque voglia cantare, comporre, suonare registrare.
      Pieno di strumenti e attrezzature, tutto gratis dove funziona con una valuta elettronica, chi partecipa fornendo servizi viene "ricaricato" e chi ne usufruisce gli viene prelevata una quota. Entro e vado nel settore autori, si scrive un testo su una idea poi si passa nel reparto arrangiatori e infine registrazione e i ME, proprio come dice DB, tutto gratis sovvenzionato dallo stato, palchi per concerti, ristoranti e bar con zona relax, una esperienza unica, full immersione nella musica naturalmente estesa anche ad altre arti, danza pittura e cinema. L'università della creatività :)

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      Dobbiamo trovare dei capannoni dismessi che sotto però devono avere un giacimento di petrolio. Se l'America non ci invade a piacere ce la possiamo fare. Strutture come questa esistono all'estero solo che ogni partecipante paga una 20/25.000 sterline l'anno per percorsi di 2 o 3 anni... :D
      se vendete il database mi incazzo.