Cosa vi aspettate da uno studio?

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      @gobbetto Seguendo il tuo discorso potrei dirti che per il 90% delle produzioni basterebbe come pianoforte una master pesata e Pianoteq 6. E per fare una buona sessione di batteria potrebbe bastare XLN Drums o EZ Drummer;
      noi in studio avevamo una Roland TD e usavamo Ez Drummer e non solo. poche volte si sentiva l'esigenza di usare una batteria vera. Anche questo è contenimento dei costi, ma ci vuole molta competenza in programmazione sennò fai una figuraccia.
      Essere mediocri non significa non avere uno Steinway in sala di ripresa, ma pretendere di sapere quando non si sa e fare cose che non si ha competenza per farle.
      Essere mediocri significa dirmi che una batteria virtuale è meglio di una vera ma non sapere cos'è il protocollo midi..

      una farm a priori garantisce che al suo interno ci siano professionalità tali da metterti al riparo da queste situazioni,
      per questo motivo può funzionare.
      "togliendolo il limiter ho ottenenuto lo stesso volume percepito con un saturatore ed un comp e mi si e' aperto un mondo!
      Il brano suonava molto piu' "potente" e pulito; sembra un'altro mix ora,un ulteriore passo in avanti.
      ...il limiter mi alterava la percezione delle frequenze." Dal Thread "Infinite Sins".

      Afex, promotore delle campagna "togli anche tu il limiter dal master" :thumbup:

      gobbetto wrote:

      danny83 wrote:


      Esatto, concordo. Poi non ho capito bene il post di Barbarulo poco sopra, che quotandoti diceva che la tua quasi quasi è una farm, mentre qualche post prima aveva definito piccole realtà come la tua studi pidocchiosi, o qualcosa del genere. Tra parentesi tu fai esattamente quello che fanno tutti, e dico tutti, i piccoli e medi studi che ci sono nella mia città. Scuola di musica collegata, corsi, doppiaggio e varie attività collaterali di vario tipo. Solo che semplicemente non si strutturano in modo tale da prendere mazzate nel caso una o più di queste attività vada in perdita. I rapporti con i collaboratori sono spesso informali, i collaboratori rimangono degli esterni, non vengono assunti o strutturati in alcun modo. Hanno partita iva, vanno in nero, non importa, il punto è che non vengono strutturati. Non è un bene, è una necessità. Tu e tutti loro state facendo quello che è necessario fare per chi non ha centinaia di migliaia di euro da investire in un progetto più ambizioso.
      E poi, come anche dicevi tu, con tutto l'amore del mondo per la musica, oggi non è certo il modo migliore di investire i 300 mila euro ricevuti in eredità.


      Grazie @gobbetto hai colto perfettamente il segno
      Non so se Pape intendesse arrivare a questa parte, comunque è palese che in qualsiasi impresa, se non si sanno contenere le misure a qualcosa di dettato dal buon senso, si fallisce subito.
      Vale anche per un tassista se si compra uno Scania, o un parrucchiere che crede di asciugare meglio i capelli col motore di un Boeing 737.
      Non credo che nessuno di noi cerchi cose esoteriche negli studi, anche perché di gingilli ne abbiamo parecchi anche nelle nostre case, il problema è saperli usare e tirarci fuori pezzi che spacchino, è qui che mi sa che i più siano carenti, quindi ciò che vale di più resta sempre la conoscenza.
      Se mi chiedessero una cosa, una sola che mi serve a tutti i costi quando mi rivolgo a un professionista (tipo scegli chi buttare dalla torre o ultima persona in vita con cui restare sulla Terra), sceglierei sicuramente la capacità, perché è quella che in giro manca (in tanti settori), ed è quella che fa la differenza, se sai fare cose mirabolanti con dei giocattoli, il risultato c'è e il problema non esiste.
      Se hai tutto ma non sai ottenere certi risultati, non servi a niente, tu e tutto il tuo museo di valvole.
      In questo senso preferisco uno che fa tutto ITB con un setup ridottissimo, e se ottiene i risultati gli faccio anche il doppio dei compliementi, perché probabilmente quello che pago va nel lavoro e non nelle rate di inutili gingilli costosi.
      Ovviamente estremizzo, qualcosa di decente bisogna averlo, purché serva davvero.

      Edit: allo stesso tempo mi rendo conto che la ricerca delle competenze è anche un frutto della mia consapevolezza, forse vent'anni fa sarei rimasto più impressionato dallo sbrilluccicare di strani pomelli o dal vedere macchine già viste sulle riviste a prezzi per me irraggiungibili.
      Questo per dire che non so se il cliente medio, giovane, gruppetto ecc. la veda come me.
      Io sono piuttosto certo dell'importanza obiettiva delle capacità, ma magari molti si lasciano ancora attrarre da altre cose, con questo intendo che per prendere clienti non sempre serve fare la cosa giusta per lavorare bene, ma a volte funziona di più il marketing e lo specchietto per le allodole.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      gobbetto wrote:


      Esatto, concordo. Poi non ho capito bene il post di Barbarulo poco sopra, che quotandoti diceva che la tua quasi quasi è una farm, mentre qualche post prima aveva definito piccole realtà come la tua studi pidocchiosi, o qualcosa del genere.
      ...
      Discorso steinway uscito prima, esempio perfetto. Qual'è il tuo target? perchè se non devi registrare Jarrett, Mehldau e Wasilewski comprare uno Steinway è da cretini. Prendi uno Yamaha CX e il 90% degli ascoltatori non sarà in grado di distinguerli, ed hai speso un quarto. Certo NON il C MA il CX: nel senso, devi conoscere le cose, altrimenti compri a muzzo. Ma infatti secondo me questa è qualità, conoscere le cose. Conosci e ti risparmi spese assurde, che è il primo step per essere competitivi. Danny nel suo piccolo ha pensato al trattamento acustico, questo è già un bel salto in avanti rispetto alla mediocrità degli studioli con il poliuretano a scacchiera sulle pareti.


      Gob forse si è smarrito il filo del discorso, e pure mi esprimo con una certa abbondanza di concetti: se tu o X ti classifichi come "studio" ma in realtà hai un computer e il minimo necessario acquistato con la 104 del nonno, ambienti a caso e per tirare a campare fai la pole dance i giorni dispari, mastering il sabato e orchestre quando capita, avoglia a "togliere clientela ad altri studi" ma stiamo parlando di qualcosa che non è nemmeno tracciabile dai radar se parliamo di business in concreto, clienti ed operatori. Quindi il mio dire a cui fai riferimento è che non è giusto classificare a titolo di esempio in una discussione in cui si parla di "studi professionali" alcuna situazione il cui obbiettivo è sopravvivere per chi la gestisce invece di parlare dell' erogazione di servizi professionali tali da invogliare le persone ad uscire di casa.

      Il gioco che si fa quì è questo, sempre come da thread originale: la domanda non è come non morire con la musica, come pagare l'enel a fine mese, come tirare a campare in genere ma (anche per solo esercizio di immaginazione) proporre cosa vorremmo in uno "Studio" (studio, luogo attrezzato, adibito, trattato, equipaggiato, partita iva) per essere invogliati, cosa vorremmo di "diverso".
      Purtroppo continuate invece a scrivere che essere diversi è da c@zzoni, perchè con nebulah fai le stesse cose che con un 4k, con la fatar fai le stesse cose che con lo Steinway e che con la Roland e EZ drummer vengono bene le batterie. Io accetto e ribadisco che per me la differenza la può fare un'offerta dissonante per qualità e specializzazione del personale in diversi rami sottostimati oggi nella produzione musicale quali scrivere, arrangiare e suonare.
      Ho commentato che la logica di Danny è quella anche mia ma evidentemente applicata in un modo ed un contesto diversi.

      Edit:
      nei quartieri residenziali di Napoli, con una densità abitativa abbastanza elevata ed età media abbastanza alta, c'è un discreto business da fare tenendosi a parcheggio i bambini e facendo loro compiere delle attività, perchè no musicali. La famiglia non ha problemi a spendere 100, 140 (dico per dire) euro al mese per far fare qualche lezione di musica a un bambino. Ma non c'entra una beneamata mazza con l'argomento del thread. Se per evitare il tracollo finanziario facessi mastering e lezioni di musica ai bambini non starei facendo una farm musicale per come la ho immaginata in questo thread.
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

      Pilloso wrote:

      Non so se Pape intendesse arrivare a questa parte, comunque è palese che in qualsiasi impresa, se non si sanno contenere le misure a qualcosa di dettato dal buon senso, si fallisce subito.
      Vale anche per un tassista se si compra uno Scania, o un parrucchiere che crede di asciugare meglio i capelli col motore di un Boeing 737.
      Non credo che nessuno di noi cerchi cose esoteriche negli studi, anche perché di gingilli ne abbiamo parecchi anche nelle nostre case, il problema è saperli usare e tirarci fuori pezzi che spacchino, è qui che mi sa che i più siano carenti, quindi ciò che vale di più resta sempre la conoscenza.
      Se mi chiedessero una cosa, una sola che mi serve a tutti i costi quando mi rivolgo a un professionista (tipo scegli chi buttare dalla torre o ultima persona in vita con cui restare sulla Terra), sceglierei sicuramente la capacità, perché è quella che in giro manca (in tanti settori), ed è quella che fa la differenza, se sai fare cose mirabolanti con dei giocattoli, il risultato c'è e il problema non esiste.


      Se hai tutto ma non sai ottenere certi risultati, non servi a niente, tu e tutto il tuo museo di valvole.
      In questo senso preferisco uno che fa tutto ITB con un setup ridottissimo, e se ottiene i risultati gli faccio anche il doppio dei compliementi, perché probabilmente quello che pago va nel lavoro e non nelle rate di inutili gingilli costosi.
      Ovviamente estremizzo, qualcosa di decente bisogna averlo, purché serva davvero.


      Guarda, dal mio punto di vista, quindi dell'imprenditore che non può investire soldoni e che lavora con clienti di tutti i tipi l'importante è avere strumentazione versatile e in quantità relativamente minima, questo perché la quantità di lavoro e la varietà di progetti non giustifica investimenti importanti su strumentazione selettiva. Giustifico ovviamente la correzione acustica, una buona regia (quindi acustica e ascolti), una buona varietà di microfoni (anche in questo caso la versatilità la fa da padrone), una buona formazione come tecnico di ripresa e di mix, e buona capacità di utilizzo dei plugin e una buona capacità di semplificare il lavoro al massimo per il massimo rendimento possibile. Spesso l'errore comune è di attivare 250 plugin e affaticare la cpu.
      Trovo del tutto inutile (non saltatemi addosso) l'acquisto di outboard come equalizzatori e compressori da usare nei mix, per il semplice fatto che sarebbe utile avere una outboard per ogni strumento ($$$$), invece fare il singolo suono e uno alla volta non mi porta da nessuna parte se non a una gran perdita di tempo e scarsi risultati

      Per restare in tema, forse la difficoltà più grande è l'incontro tra domanda e offerta, dove la domanda spesso non ne capisce una beneamata, e si ritrova dall'offerente sbagliato per la sua situazione. Una classificazione seria degli studi permetterebbe di dare alla domanda una visione più chiara di quello che c'è in giro

      Post was edited 1 time, last by “danny83” ().

      Edit2:
      basta con: " il 90% degli ascoltatori non sarà in grado di distinguerli, ed hai speso un quarto."
      E' già abbastanza calcificata l'idea che l'ascoltatore non capisce (e non è al 100% vero). La logica del ragioniere non crea nulla di diverso ma porta al baratro: lo Steinway è per Jarrett, prendi il CX, ma no, tra CX e C l'ascoltatore non capisce, prendo il C ma mezza coda .. tanto... , ma sai che ti dico prendo un Clavinova... tanto... ma mo prendo un Fatar e un vst... ma famo un M-Audio tanto la libreria è uguale.
      Un cristiano che esce di casa disposto a pagare per suonare il Grancoda di Jarret sono sicuro che c'è, anche più di uno.

      Cerchiamo di essere meno legati al clichè: il gestore di una struttura di produzione non può essere catalogato solo come Strunz/Ereditiero o Smart/Ragioniere così come il cliente non è solo uno stracciato di fame (per fortuna...) e l'ascoltatore non è solo un coglione che non capisce niente di quello che ascolta.
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 2 times, last by “DBarbarulo” ().

      DBarbarulo wrote:

      Edit2:
      basta con: " il 90% degli ascoltatori non sarà in grado di distinguerli, ed hai speso un quarto."
      E' già abbastanza calcificata l'idea che l'ascoltatore non capisce (e non è al 100% vero). La logica del ragioniere non crea nulla di diverso ma porta al baratro: lo Steinway è per Jarrett, prendi il CX, ma no, tra CX e C l'ascoltatore non capisce, prendo il C ma mezza coda .. tanto... , ma sai che ti dico prendo un Clavinova... tanto... ma mo prendo un Fatar e un vst... ma famo un M-Audio tanto la libreria è uguale.
      Un cristiano che esce di casa disposto a pagare per suonare il Grancoda di Jarret sono sicuro che c'è, anche più di uno.

      Cerchiamo di essere meno legati al clichè: il gestore di una struttura di produzione non può essere catalogato solo come Strunz/Ereditiero o Smart/Ragioniere così come il cliente non è solo uno stracciato di fame (per fortuna...) e l'ascoltatore non è solo un coglione che non capisce niente di quello che ascolta.


      ma no, magari avrò messo in luce una cosa piuttosto che un'altra, ma il discorso fila eccome, te lo garantisco. Lasciamo stare cosa riconosce il cliente finale. Qualche anno fa un amico mi invita a sentire due nuovi steinway in un negozio di musica. Ci vado assieme a lui, ci butto sopra due dita, prima su uno, poi sull'altro. Poi vedo un piano nell'angolo e rimango a suonarlo dieci minuti, era la nuova (allora) serie CX. Gli steinway erano di fascia economica (cioè tra i 30 e i 40 mila), e facevano piuttosto cacare. Il CX è economico di suo, costava sui 25, e distruggeva tranquillamente quegli steinway. Me lo sarei comprato subito, se avessi avuto i soldi. Il venditore mi ha confermato che sono i pianoforti che ha venduto più facilmente negli ultimi anni, gliene entra uno e subito va via. Steinway: o spendi 60K oppure puoi trovarti una fregatura (se non sai nemmeno provare un pianoforte: nel qual caso la fregatura te la meriti pure).
      Dicevo solo che se non conosci esattamente il motivo per cui compri uno Steinway (e quale steinway? uno qualunque perchè ha il marchio sopra?) stai facendo un acquisto stupido, a meno che la tua clientela non richieda esplicitamente steinway, nel qual caso non pensare di provare a cavartela con la sua serie economica. I pianisti non hanno la sveglia al collo, e sanno che non esiste solo steinway, provano il piano e se gli piace, ottimo, affare fatto.

      A proposito dell'ascoltatore coglione che non capisce quello che ascolta: no, non arriverei a dire una cosa così estrema. E scusa ma nessuna delle cose che ho detto è estrema: infatti non ho mai detto nemmeno che EZ drummer è come un batterista vero. Se vuoi saperlo, proprio il mese scorso un cantante mi ha chiesto che ne pensassi del suo disco. L'ho ascoltato e gli ho detto che il maggior punto debole erano le batterie finte, fatte benissimo, intendiamoci. Mi ha confermato che erano finte e mi ha detto "non c'erano soldi". Io direi : non conosceva fiverr.

      Io sto cercando di dire un'altra cosa: che a volte un risparmio nei costi di acquisto e/o manuntenzione non si traduce in una perdita di qualità. Oppure è una piccola perdita di qualità che è del tutto adeguata al tuo mercato di riferimento. E se dico piccola intendo piccola: vai a provare un CX e poi mi dici. Ovviamente sono un po' a riuscita, come sempre per i pianoforti, ma quelli che riescono bene sono paurosi, e comunque non scendono mai sotto un livello qualitativo minimo ( i C erano più aleatori ). Ti chiedi come hanno fatto. Suono, dinamica, controllo, risposta del tasto.
      Quello che veramente non capisco è chi, senza saperli valutare, compra strumenti del genere.. Spende 20, 30, 50 mila euro e non sa per che o per cosa. Per un bollino.
      Non molto diverso da chi si fa il suo "museo vintage", come diceva Pilloso, senza saperci tirare fuori niente. E giuro che ho conosciuto un tipo così. Uno "studio".
      ah e comunque guarda che i CFX di Yamaha sono da concerto, nella musica classica, e costano molto di più, e sono effettivamente utilizzati da grandi pianisti classici. La differenza tra Yamaha e Steinway è che la serie economica di Steinway fa schifo, quella attuale di Yamaha è paragonabile alla sua serie top. Ma se i pianoforti non li provi e compri "il nome" questo non puoi saperlo.

      gobbetto wrote:

      Poi vedo un piano nell'angolo e rimango a suonarlo dieci minuti, era la nuova (allora) serie CX. Gli steinway erano di fascia economica (cioè tra i 30 e i 40 mila), e facevano piuttosto cacare. Il CX è economico di suo, costava sui 25, e distruggeva tranquillamente quegli steinway. Me lo sarei comprato subito, se avessi avuto i soldi. Il venditore mi ha confermato che sono i pianoforti che ha venduto più facilmente negli ultimi anni, gliene entra uno e subito va via. Steinway: o spendi 60K oppure puoi trovarti una fregatura (se non sai nemmeno provare un pianoforte: nel qual caso la fregatura te la meriti pure).


      Gob, non ci capiamo, continui a parlare di un coglione che va a comprare un pianoforte e non sa che cosa sta facendo. Clichè. Il disco con la batteria finta perchè non ci sono soldi, cliente stracciato, clichè. Un imprenditore in quanto musicale che deve risparmiare, clichè. Il chitarrista che sostiene che certe Eastman sono meglio delle Gibson ecc.
      se vendete il database mi incazzo.

      Afex wrote:

      @gobbetto Seguendo il tuo discorso potrei dirti che per il 90% delle produzioni basterebbe come pianoforte una master pesata e Pianoteq 6. E per fare una buona sessione di batteria potrebbe bastare XLN Drums o EZ Drummer;
      noi in studio avevamo una Roland TD e usavamo Ez Drummer e non solo. poche volte si sentiva l'esigenza di usare una batteria vera. Anche questo è contenimento dei costi, ma ci vuole molta competenza in programmazione sennò fai una figuraccia.
      Essere mediocri non significa non avere uno Steinway in sala di ripresa, ma pretendere di sapere quando non si sa e fare cose che non si ha competenza per farle.
      Essere mediocri significa dirmi che una batteria virtuale è meglio di una vera ma non sapere cos'è il protocollo midi..

      una farm a priori garantisce che al suo interno ci siano professionalità tali da metterti al riparo da queste situazioni,
      per questo motivo può funzionare.


      ma certo, condivido gran parte di quello che hai scritto, anche su batterie virtuali e pianoforti vst.
      Ho risposto più o meno la stessa cosa anche a Barbarulo, strano che da quello che ho scritto finora abbia lasciato intendere il contrario.

      Di una farm non mi piacerebbe in maniera particolare l'integrazione dell'arrangiatore in uno schema di lavorazione "ad ora", come già dicevo prima. Non mi piacerebbe il suo inserimento nella catena di produzione a giornata e in sede, come se il suo lavoro abbia una qualsiasi cosa in comune con il lavoro che fa un turnista. E inoltre non mi piacerebbe il fatto che finirebbe per avere due referenti di fatto, il cliente-produttore e la "farm". Insomma due persone a cui devi rispondere. Penso che i migliori arrangiamenti si possano fare quando all'arrangiatore sono lasciati ampi margini di azione, e c'è un rapporto di fiducia tra lui e il committente. Aggiungere un intermediario complica il suo lavoro.
      Dici ma no si può gestire... ah davvero? tu pensa che se la farm l'avesse fatta Barbarulo e l'arrangiatore fossi io saremmo già in disaccordo. Gli avrei detto semplicemente che non posso fare il mio lavoro in sede, e a ore.
      Del resto, ribadisco, il modello di Tunecore è quello di dare una concentrazione di servizi in unico portale che però nasconde, dietro le quinte, che i soggetti coinvolti (studio di mix, studio di mastering, società di promozione, ecc.) sono in realtà imprenditori diversi.

      DBarbarulo wrote:

      gobbetto wrote:

      Poi vedo un piano nell'angolo e rimango a suonarlo dieci minuti, era la nuova (allora) serie CX. Gli steinway erano di fascia economica (cioè tra i 30 e i 40 mila), e facevano piuttosto cacare. Il CX è economico di suo, costava sui 25, e distruggeva tranquillamente quegli steinway. Me lo sarei comprato subito, se avessi avuto i soldi. Il venditore mi ha confermato che sono i pianoforti che ha venduto più facilmente negli ultimi anni, gliene entra uno e subito va via. Steinway: o spendi 60K oppure puoi trovarti una fregatura (se non sai nemmeno provare un pianoforte: nel qual caso la fregatura te la meriti pure).


      Gob, non ci capiamo, continui a parlare di un coglione che va a comprare un pianoforte e non sa che cosa sta facendo. Clichè. Il disco con la batteria finta perchè non ci sono soldi, cliente stracciato, clichè. Un imprenditore in quanto musicale che deve risparmiare, clichè. Il chitarrista che sostiene che certe Eastman sono meglio delle Gibson ecc.


      ma come clichè? sono cose che capitano di continuo. Direi che sono la regola.
      non ne usciremo mai.

      IL THREAD presuppone una proposta e non una riflessione.
      Dire che il piano lo deve acquistare uno che capisce di pianoforti non è una proposta, dovrebbe essere una cosa logica. Dire che col sommatore si risparmia è una riflessione non una proposta. Consigliare di adeguarsi alla filosofia del risparmio è una riflessione e non una proposta.
      Ribadire queste cose pone il TS alla stregua di un minus habens che non usa la logica. La domanda vuole una risposta creativa o emotiva e non un consiglio logico basato su presupposti e clichè che Pape, che conosciamo, che non è un ritardato e che lavora da 20 anni conosce già.

      :thumbsup:
      se vendete il database mi incazzo.
      ho riletto velocemente.
      NESSUNO ha dato alcuna risposta creativa.
      Sono tutte riflessioni: "vorrei trovare un buon ascolto cuffia" significa ho sempre lavorato in situazioni talmente cane che già se hai un hear back vengo da te. Estrapolando il consiglio è compra un Hear se non lo hai già da 20 anni.
      "Vorrei trovare uno che ne sappia più di me"
      "Vorrei trovare un bel clima e non l'antipatia fatta persona"
      "Vorrei un fonico che sa usare le macchine"
      "Vorrei un interlocutore onesto che non si fotta i soldi"
      "Vorrei uno studio con l'acustica trattata"

      Vorreste tutti cose che uno studio professionale dovrebbe avere di default. Il problema sorge quando vorreste pagare ben 30 euro ora, perchè pagando di più tutte queste cose si possono già comprare. Secondo me nel "balance" in molti decidete che alla fine non ne vale la pena e vi state a casa e questo spiega perchè non fioccano proposte creative dato che in sostanza da utenti per primi non siete disposti a spendere. Avreste potuto scrivere che vi piacerebbe trovare le donne, una chill out room col biliardo o un lounge con cucina e PS4. 20 chitarre, un muro di Moog e Sequential, 8 rullanti, un quartetto d'archi stabile ecc.
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      Avreste potuto scrivere che vi piacerebbe trovare le donne, una chill out room col biliardo o un lounge con cucina e PS4. 20 chitarre, un muro di Moog e Sequential, 8 rullanti, un quartetto d'archi stabile ecc.


      Tutte cose che dovrebbe pagare l'utente finale... (a trovarlo!) :D
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Ahahahhaha Barbarù! :D
      ...E' che hai una visione piuttosto romantica (ed esosa) della cosa, vorresti che il cliente fosse sereno e gaio nel distribuire quattrini come il riso ad un matrimonio quando escono gli sposi, in una sorta di SPA dell'audio, e sicuramente qualcuno c'è.
      Il resto della popolazione musichistica conta gli euri uno ad uno perchè l'acqua è poca, la papera non galleggia, ed è abbastanza certo che se non si fa almeno un centinaio di date all'anno quell'investimento NON tornerà in saccoccia! :thumbsup:
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      BJ, se non si riesce nemmeno più a sognare e si fa largo il pensiero che siamo fottuti allora siete fottuti veramente. Non dico affatto che sono tutte rose e fiori, come ho spiegato abbondantemente in altre sedi, io credo che si sia schiattata la bolla in cui apparentemente tutto era alla portata di tutti. Non lo è mai stato e mai lo sarà. Per un momento qualcuno ci ha creduto, passato il momento tutto ritorna ad un equilibrio naturale in cui non senza il fagiolo certe cose non le fai. Ci sarà qualche nuova onda veloce da cavalcare quando si arriva per primi? Certo, ma sono fenomeni veloci. L'onda lunga è purtroppo sempre la stessa più o meno.

      Concludo con una considerazione su quella che definisci una visione "romantica" che per me invece è una visione imprenditoriale.
      L'acquirente è mosso dal desiderio di sentirsi speciale in tutti i settori velleitari. Non parliamo del bisogno di un farmaco salvavita. Anche un povero cristo che scende a comprare i calzini al mercatino sceglie almeno il colore oltre la misura.

      Nel nostro settore, la produzione discografica (che non è "la musica" in genere) commettiamo un errore se pensiamo di sopperire ad una "necessità" con i nostri servizi.
      Dobbiamo invece assecondare una "velleità". Per Velleità si spendono milioni forse miliardi di euro in un anno in Italia da parte di gente "insospettabile", di gente che definirei "comune". Questa gente disposta a spendere porta il proprio denaro in contesti in cui viene gratificata nel proprio sentirsi meno peggio o meglio degli altri.
      E' la natura umana.
      Quando associate l'erogazione di servizi velleitari alla sfiga e ragionate che il banco consuma troppo quindi meglio il sommatore, vi state scavando la fossa con le vostre mani perchè nessuno si sente meglio o gratificato a farsela con gli sfigati. Quindi in realtà state mandando a casa alcuni clienti con i $$$ e tenendo quelli ancora più sfigati.
      Pensare positivo spesso produce effetti positivi.
      se vendete il database mi incazzo.