Cosa vi aspettate da uno studio?

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      DBarbarulo wrote:

      Quando associate l'erogazione di servizi velleitari alla sfiga e ragionate che il banco consuma troppo quindi meglio il sommatore, vi state scavando la fossa con le vostre mani perchè nessuno si sente meglio o gratificato a farsela con gli sfigati. Quindi in realtà state mandando a casa alcuni clienti con i $$$ e tenendo quelli ancora più sfigati.
      Pensare positivo spesso produce effetti positivi.


      Capisco perfettamente il ragionamento, per questo qualche risposta indietro proponevo che si differenziasse la proposta a seconda del cliente.
      Obiettivamente quanti ce ne sono che potrebbero permettersi la "tua" farm?
      Ormai quasi tutti i big e semibig hanno il loro studiolo in cantina, devi solo sperare che ti arrivi la Nannini di turno, (prima dell'esordio) incapace di scrivere, incapace di cantare, a suonare men che meno, ma stracarica di soldi, e dalle e dalle il produttore dopo qualche anno (incoraggiato da svariati milioni di lire) è riuscito a trovarle una collocazione e a creare un prodotto che funzionasse.
      Poi io parlo giusto per il piacere di farlo, oggi piove e non posso andare a potare i miei ulivi, (mia massima aspirazione attuale) mi trovi d'accordo su tutto, e mi piace il tuo pensar positivo, ma ne ho anche visti molti, anche dotati, EVISCERATI da produzioni importanti che hanno anticipato soldi e tempo, costretti poi a ripagare l'investimento coprendosi di debiti e ponendo fine alle carriere.
      Il tuo è un discorso dedicato a pochi, mentre il mercato che gira lo fanno "i tanti".
      Vedi Fiat per esempio, che fa i numeri, e maserati e lamborghini andate fallite perchè dedicate solo al settore "elite" (e poi comprate e risanate e adesso fanno pure i suv...).
      Si, c'entra poco... ma sono numeri. E purtroppo io e molti altri ai numeri dobbiamo stare attenti! E se devo dirla tutta, non mi sento manco tanto sfigato! :D
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Però, il mercato stesso dell'audio si muove secondo le preferenze dei consumatori (cosi come il mercato dell'automobile, tutti fanno i SUV perché la gente lo chiede, e alla fine so auto come le altre ma poco più alte e con ruote più grosse e più difficili da muove per strada).

      I grandi marchi si stanno muovendo già da diversi anni sulla produzione di prodotti per l'home recording, la stessa SSL famosa per i grandi banchi ora fa mixer da 8 e 4 canali, schede audio da 2 canali, questo perché l'esigenza del consumatore si sta muovendo in quella direzione.
      Poi, per fortuna, non tutti i musicisti hanno tempo e voglia di spendere soldi in apparecchiature e microfoni, ma una grande fetta del mercato ha fatto quella scelta (lo dimostrano le vendite dei prodotti per l'home recording, e i forum pieni di gente che chiede informazioni su come collegare la scheda audio da 2000 euro al computer).

      Le grandi produzioni hanno ancora necessità dei grandi studi, ma ci sono artisti che hanno aperto i loro studi, gli stessi artisti producono i ragazzetti che vanno di moda adesso e che ovviamente producono nei loro studi.

      Chi invece ci prova con un proprio budget cerca di risparmiare dove gli è possibile, forse dedicherà più denaro alla promozione e ai videoclip ma meno alla produzione del disco.

      La domanda iniziale forse porta un po' troppo a cambiare argomento, perché la realtà si scontra con il nostro immaginario perfetto, quindi siamo portati a immaginare lo studio perfetto che costa TOT e di contro guardiamo la realtà dei fatti in cui la quantità di clienti che investono in progetti è ben al di sotto di quanti ne servirebbero per far fatturare bene tutti gli studi presenti in Italia. Poi come tutte le cose, il mercato non si divide equamente, c'è chi lavora più e chi lavora meno.

      Ma inevitabilmente questo ha portato a porsi delle domande sul cosa fare per invertire la rotta, pensando che magari il proprio studio non è all'altezza o non offre questo o quel servizio che porterebbe a superare la concorrenza.
      Dai che ci siamo quasi... :D
      Il cliente c'è, il soldo pure. Non sta in mano ai musicisti rassegnati in fila alla Caritas pur di non cambiare attività. Magari lo hanno anche loro il soldo ma preferiscono collezionare chitarre perchè un giorno si possono anche rivendere quindi non è una perdita... Ma vedo bimbi vestire con 2000 euro di panni addosso. Vedo gente andare in viaggio in Jamaica, vedo i SUV buttati in mezzo alla strada con disinvoltura e non fiat, BMW, Porsche ecc. Vedo i venerdì bottiglie a 150 euro al tavolo, vedo feste di compleanno/evento da 5000 euro in su...
      se vendete il database mi incazzo.

      Cosa vi aspettate da uno studio?

      Condivido Giubbetto quando dice: Penso che i migliori arrangiamenti si possano fare quando all'arrangiatore sono lasciati ampi margini di azione, e c'è un rapporto di fiducia tra lui e il committente. Aggiungere un intermediario complica il suo lavoro.

      E lascerei da parte (più o meno per lo stesso motivo) dalla farm di DB (che è ormai il vero oggetto del thread vista anche la latitanza dell'autore) anche il lato compositivo del brano (testo e musica)

      Inviato dal mio Moto G (5S) Plus utilizzando Tapatalk

      DBarbarulo wrote:

      BJ
      Nel nostro settore, la produzione discografica (che non è "la musica" in genere) commettiamo un errore se pensiamo di sopperire ad una "necessità" con i nostri servizi.

      Dobbiamo invece assecondare una "velleità". Per Velleità si spendono milioni forse miliardi di euro in un anno in Italia da parte di gente "insospettabile", di gente che definirei "comune". Questa gente disposta a spendere porta il proprio denaro in contesti in cui viene gratificata nel proprio sentirsi meno peggio o meglio degli altri.
      E' la natura umana.
      Quando associate l'erogazione di servizi velleitari alla sfiga e ragionate che il banco consuma troppo quindi meglio il sommatore, vi state scavando la fossa con le vostre mani perchè nessuno si sente meglio o gratificato a farsela con gli sfigati. Quindi in realtà state mandando a casa alcuni clienti con i $$$ e tenendo quelli ancora più sfigati.
      Pensare positivo spesso produce effetti positivi.


      L'idea è corretta. Totalmente d'accordo.
      La pura necessità tecnica non c'è più.
      C'è semplicemente un mercato totalmente diverso.
      E senz'altro il target sono le velleità, non le necessità.

      Questo l'ha capito assolutamente ad esempio, tra i primi, la Avid, che ormai da anni ha portato ProTùlz da hardware dedicato a nativo.
      Mille volte meglio vendere 5.000 ProTùlz nativi che 50 sistemi dedicati da 10-20.000 Euro dei tempi.
      Ancora meglio se lo fai pagare "a rate", "un tot al chilo", "a consumo" (vedi politica diffusa dei plugin)

      Idem UAD, eccetera.
      Guarda SSL che ha adesso in vendita una scheda audio a 2-4 canali a 300 Euro... (!!!!)

      La democratizzazione delle macchine ha abbassato il livello complessivo e ha permesso a molti di produrre o missare da sé, e ovviamente, ha spinto alcuni a provare a fare il passo successivo, cioè vendere questo servizio, magari senza formazione, studio, sacrificio o competenza.

      Ma la mossa è perfetta, ed è avvenuta sostanzialmente in qualsiasi altro settore merceologico:
      abbandono il professionale (pochi ed esigenti), abbasso livello e costi, e mi prendo il consumer (tantissimi e con molte meno pretese poiché meno formati tecnicamente).

      Esattamente in parallelo, rivolto allo studio di registrazione, quello che credo tu stia dicendo è che un servizio davvero professionale, con macchine di un certo livello, e magari un "team" / "farm" - SE OFFRE UN SERVIZIO COMPETENTE E DAI RISULTATI GARANTITI - possa invogliare, anziché il professionista, che ormai è costretto a limare a zero i costi anche se ha il disco in classifica, il consumer evoluto, che abbia, appunto, certe "velleità".

      Meglio se questo tipo di Cliente abbia un buon lavoro che possa permettergli di soddisfare economicamente queste velleità / sfizi, siano esse di semplice qualità tecnica di prodotto finale ("minchia come suona..."), sia artistiche ("minchia che artista che sono...").

      Il discorso non fa una grinza, ed è una visione un po' più aperta, nel senso di allargata, rispetto al vecchio studione tradizionale conto terzi, che in sé, in Italia, nelle grandi città, era stamorto e defunto già oltre trent'anni fa, ben prima del crollo delle vendite discografiche, e ben prima della diffusione consumer delle DAW.

      Avete parlato da una parte di musicisti squattrinati, di studietti alla minima, "perché tanto la differenza non si sente" ...senza sogni né creatività...

      E dall'altra parte si auspica un Cliente consumer "velleitario", che voglia dare un senso alle poche orette impiegate nel weekend nel proprio home studio, "trattandosi bene" per un qualcosa che resti, anche se non ha alcuna destinazione di mercato.

      Mah. Non saprei, Io credo che alla fine manchi un grande considerazione di fondo.

      Secondo me dipende tutto dalla cultura e dall'interesse diffuso.

      Il potenziale cliente velleitario, e di conseguenza un'attività professionale che si basi su questo tipo di "surplus", dipende solo da questo.

      Dipende solo dai numeri di questo interesse.

      Che a sua volta si basa o su una certa cultura, oppure, senza bisogno di alcuna cultura, sulla necessità di conferme personali, fino ad arrivare all'esibizionismo da bar o social network.

      Quanti si indebitano a tutti i costi per un'autovettura, mangiando poi pane e cipolle per dieci anni ?
      Qui il discorso della velleità la fa da padrone, e funziona a manetta, perché questo tipo di velleità è semplicemente ...diffusissima.
      "Magari non ho letto un libro in vita mia, ma faccio dei sacrifici e cerco almeno di elevarmi dagli sfigati: "mi faccio" l'Audi".

      Ed è solo per questo motivo recondito che la Merkel non potrà mai permettersi di mandare l'Italia in default, anche se lo vorrebbe da un decennio ...per ciucciarsi il nostro risparmio ...

      Perchè non avrebbe più nessuno che compra da loro Audi, BMW e Mercedes & sottomarche tedesche.

      Italia secondo mercato in Europa dopo l'UK ...chissà perchè la Brexit è stata così difficile... eh ?

      Idem mille altre cose, per altri tipi di passione.
      Magari vivo di calcio, e mi sveno per un abbonamento allo stadio in una bella posizione.
      Anche qui il discorso della velleità funziona, perché questo tipo di velleità è diffusissima.
      E per queste velleità vendo abbonamento, pacchetti trasferta, streaming video, merchandising, magliette, palloni et similia...

      O il ciclista amatore che si piglia la bici del vincitore del Giro d'Italia a minimo 10.000 Euro.
      Questa è normale velleità.

      Ma nel nostro settore prova a partire da zero. Da Adamo ed Eva.
      Quanti musicisti ci sono adesso ? Numericamente, nel complesso ?
      Pochissimi. Chiedi in giro chi suona. Guarda sui social chi è "musicista", o aspirante tale, rispetto a, esempio "fotografo" ? Alla fine chi suona?
      Nella mia personale esperienza molto meno della metà di quando io andavo a scuola, e non ho cento anni.

      E almeno il 50% dei cosiddetti "nuovi musicisti" ormai sono "producer" elettronici o cantanti singoli.

      Quante band ci sono? Quanti locali pubblici ci sono che fanno musica live?

      Quante discoteche ci sono in Romagna adesso?

      Può funzionare una music farm di alto livello per questo mercato ?

      Probabilmente sì, ma il numero dei clienti secondo me è estremamente marginale, e il servizio secondo me:

      1) va dedicato solo a pochissimi musicisti in un determinato genere, magari almeno un po' più colto, esempio jazz o fusion,

      oppure

      2) deve offrire uno spazio con molti strumenti rari o vintage, che l'utente normale non può permettersi.

      Ci sono e ci sono stati in passato, soprattutto in USA, questi esperimenti. E hanno anche assolutamente funzionato.

      A partire da Sears Sound e poi Avatar a Nashville negli studi, ma anche team ed etichette audiofile, rigorosamente full analog e su tape, stampa su vinile a tiratura limitata

      C'è un ritorno in questo senso, ossia al desiderio della qualità assoluta, magari anche esteso a un consumer "velleitario",
      ma credo sia possibile solo in quel tipo di situazioni, ossia in paesi in cui la cultura musicale, e il relativo interesse, faccia numeri.

      Qui in Italia le velleità - e le relative priorità / scelte economiche - ci sono eccome, ma non credo esistano particolarmente nella musica suonata o prodotta. Non è il genere giusto.
      Troppa poca gente. Troppe poche velleità.

      In ogni caso pensare positivo è d'obbligo, perchè ti porta ad innovare.

      Vince sempre chi ha un buona idea, rischia, e arriva prima degli altri.


      Certo è che in assoluto qui vige l'idea diffusa opposta.
      "Tengo famiglia".
      "Non rischio mai".
      "Vado sul sicuro. Alla minima".

      Non è colpa di nessuno, ma neppure della congiuntura.
      E' questione di cultura e mentalità.
      E' un paese molto vecchio e stratificato da secoli, dove la vita è costosa e difficile, ed è difficile sognare.

      Per questo motivo ci sarà sempre per me un decoroso (e per alcuni indecoroso) mercato locale estremamente diffuso, di livello medio, o medio-basso in cui senz'altro con i mezzi attuali la competenza può farla da padrone.

      Proprio il thread starter infatti può ad esempio competere, con merito, con studi ben più grandi.
      Ma ha comunque una struttura, un flusso e metodo di lavoro.

      Probabilmente la verità sta nel mezzo, ma lo spunto è interessante.


      Opinioni personali, ovviamente.


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      DBarbarulo wrote:

      Dai che ci siamo quasi... :D
      Il cliente c'è, il soldo pure. Non sta in mano ai musicisti rassegnati in fila alla Caritas pur di non cambiare attività. Magari lo hanno anche loro il soldo ma preferiscono collezionare chitarre perchè un giorno si possono anche rivendere quindi non è una perdita... Ma vedo bimbi vestire con 2000 euro di panni addosso. Vedo gente andare in viaggio in Jamaica, vedo i SUV buttati in mezzo alla strada con disinvoltura e non fiat, BMW, Porsche ecc. Vedo i venerdì bottiglie a 150 euro al tavolo, vedo feste di compleanno/evento da 5000 euro in su...



      Non ne facciamo/faccio questione di mancanza di denaro, che per gli esempi fatti sono perlopiù sfizi o vizi, ma di volontà nell'investire una certa somma in un progetto, in più il mercato ha aperto autostrade all'autoproduzione.

      Prodotti molto costosi come IPhone, Suv, vestiti firmati, prima di essere messi sul mercato vengono progettati sia dal punto di vista fisico che promozionale perché vadano a sfondare il tetto delle vendite del prodotto dell'anno precedente, c'è un lavoro dietro che viene fatto da gente che riuscirebbe a vendere un Folletto a una tribù dell'Africa centrale


      Quoto in tutto e per tutto TeetoLeevio, da cui ho avuto il piacere di acquistare un progetto in, udite udite, autocostruzione, perché costa meno e perché funziona. Poi si potrebbe disquisire sull'aspetto, rispetto a prodotti di fabbrica fatti da macchinari e non dalle mie mani. Ma il risultato è stato soddisfacente ed è piaciuto sia esteticamente che acusticamente.
      Interessante il discorso delle velleità, e dei pochi veri musicisti rimasti.
      Quindi stiamo dicendo che uno studio oggi lavora prevalentemente per semplici appassionati che vogliono togliersi lo sfizio di incidere qualcosa che resti?
      Perché se la clientela è gente comune che vuole svagarsi qualche pomeriggio, tanto vale aprire una escape room, meno spese, meno sbatta, meno competenze, la gente si diverte e paga.
      Però mi risulta ancora difficile pensare all'attività di studio come un locale per intrattenere i clienti.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Le velleità che molti ambiscono anche se spesso non possono permetterselo (macchinone, bottiglione, maglione firmato) sono status simbol che tutti più o meno possono riconoscere. Poi in privato, come diceva giustamente Teeto (e ne conosco molti...) stanno a pane e cipolle.
      Basterà far diventare uno status simbol anche la registrazione nel megastudio, per avere ottimi riscontri. Ma come?
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      L'apertura di migliaia di attività, come la mia, ha dato i suoi frutti proprio perché come intrattenimento funziona ancora e funziona bene. Il calo evidente c'è stato per quello che non è intrattenimento, cioè dove tutti gli attori sono dei lavoratori e dove ognuno deve avere il bilancio in attivo. Ci sono meno investitori meno interessati a usare così il proprio denaro, e quelli che ci sono non bastano per tutti

      Pilloso wrote:


      Quindi stiamo dicendo che uno studio oggi lavora prevalentemente per semplici appassionati che vogliono togliersi lo sfizio di incidere qualcosa che resti?


      No. Attualmente la maggior parte degli studi lavora su più fronti, con più attività, con più cose, ai livelli, competenze e risultati più disparati. Questo è quello che esiste già.

      Lo scenario di DB invece ti provoca e ti spinge invece a considerare un approccio diverso per lo studio, che si basi sulle velleità di qualcuno che possa e voglia permettersi un surplus di qualità, per cultura o per sfizio.

      Sostanzialmente per sfizio. Così come metti la bottiglia da 150 Euro al tavolo del privé, ti fai il tuo disco prodotto, suonato e registrato per bene.

      O almeno questo è quello che ho capito io. :D

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Ma se il punto è convincere il profano che è figo se va a registrarsi un bellissimo studio, direi che non è così difficile.
      Pensavo però che Pape chiedesse cosa cercano i musicisti, visto che lo chiede in un forum come questo, e non cosa pensano i borgatari, a meno che non aspiri ad aprire un circolo.
      Ma la domanda da farsi piuttosto è: volete lavorare in uno studio anche per il piacere di lavorare a progetti artistici interessanti a contatto con artisti e altre persone competenti, oppure non vi cambia nulla?
      Perché se non vi cambia nulla ha più senso aprire un supermercato o un circolo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:


      Ma la domanda da farsi piuttosto è: volete lavorare in uno studio anche per il piacere di lavorare a progetti artistici interessanti a contatto con artisti e altre persone competenti, oppure non vi cambia nulla?


      Mah. Io cerco sempre di precorrere i tempi, cercando di dare uno sguardo al futuro prima degli altri, e vedo sempre di più un'allontamento rispetto all'aggregazione dei musicisti in una band, o verso una comunità di studio.

      Va bene avere un gruppetto, andare in sala prova, ma nella mia idea i musicisti hanno sempre meno tempo e voglia di aggregarsi per crescere e creare qualcosa, o un progetto.

      La vedo sempre di più individuale, nella solitudine di internet.
      Contatti sempre più virtuali.
      Progetti musicali sempre più piccoli e individuali.
      Faccio tutto io.

      Questo non vuole dire che non ci si più bisogno di uno studio, ma credo che la specializzazione delle competenze la possa fare da padrone.

      Esempio, faccio rock, vado in un posto perché fa solo rock, e così via.

      Alla domanda di Giampiero "PAPE" - "Cosa cerchi in uno studio", io probabilmente cercherei specializzazione in quel genere.

      Sono un chitarrista rock.
      Voglio andare da chi magari suona la chiatarra, ha begli amplificatori, una buona sala di ripresa E SAPPIA PRODURRE.

      Che è atavicamente la mancanza più assoluta che c'è in Italia.

      Sappia cioè selezionare il materiale, scegliere strumenti e parti, registrarlo in in certo modo e con un riferimento in testa, quindi missarlo e magari anche - estensione ormai obbligatoria - masterizzarlo e preparare il video.

      Opinioni personali, ovviamente.


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Ragazze,
      l'argomento è complicato, non ci sono risposte semplici.
      Rischierei di tediarvi ancora a lungo.
      Il pattern che vedo quì e sui forum in genere è che bene o male si tratta di una comunità che sostanzialmente compete, visto che bene o male fanno o vorrebbero fare tutti le stesse cose. Leggo scorrendo nei vari gruppi centinaia e centinaia di post di persone che parlano del loro studio, delle loro macchine dei loro c@zzi, delle loro bravure ma nemmeno uno che scriva dal lato dell'acquirente. Se cadono 100 euro per terra facciamo 50 feriti. Quindi c'è un forte bias percettivo ad estrapolare la realtà basandosi su quello che leggiamo in un contenitore come questo.
      se vendete il database mi incazzo.
      ciao
      tornando al fuoco del 3ed...io vorrei che uno studio produca il miglior risultato finale possibile.
      e parlo esclusivamente di registrazione/incisione.
      perche' il dilettante non ha altri modi e ha la speranza/possibilita' di diventare qualcuno nel campo e se ,per caso , lo dovesse diventare si autoprodurrebbe.
      perche' l'amatore probabilmente ha l'hardware per prodursi da solo e già lo fa ma quasi sicuramente non farà mai successo e già si autoproduce.
      perche' l'affermato si autoproduce gia' ta tempo e non ci pensa minimamente a cambiare strategia di produzione.
      è un peccato leggere che probabilmente il futuro và verso una non aggregazione di artisti e declina verso una soggettività a tutto tondo ma è il rischio/destino delle autoproduzioni.
      cantiamo,suoniamo,autoproduciamo ma perdiamo la ricchezza di armonie,musicalita' e tutto quello che la musica potrebbe ancora inventare.
      ma attualmente se non sei bello/a o se non sei in una band di belle/i o se non inventi l'ultimo brano sudamericano strappaconsensi non hai la minima possibilita' di emergere.
      a meno che non vai a vivere in inghilterra...
      epiphone dot , epiphone sg , squire precision. mac mini 2,5 i5 , 16 gb ram , ssd 1 Tb crucial mx 500 , hd 1 Tb Lacie usb 3 , presonus 192 studio mobile, osx 10.15.4, logic pro x 10.4.8, spl 9945.

      makkala wrote:

      ciao
      tornando al fuoco del 3ed...io vorrei che uno studio produca il miglior risultato finale possibile.
      e parlo esclusivamente di registrazione/incisione.
      perche' il dilettante non ha altri modi e ha la speranza/possibilita' di diventare qualcuno nel campo e se ,per caso , lo dovesse diventare si autoprodurrebbe.
      perche' l'amatore probabilmente ha l'hardware per prodursi da solo e già lo fa ma quasi sicuramente non farà mai successo e già si autoproduce.
      perche' l'affermato si autoproduce gia' ta tempo e non ci pensa minimamente a cambiare strategia di produzione.
      è un peccato leggere che probabilmente il futuro và verso una non aggregazione di artisti e declina verso una soggettività a tutto tondo ma è il rischio/destino delle autoproduzioni.
      cantiamo,suoniamo,autoproduciamo ma perdiamo la ricchezza di armonie,musicalita' e tutto quello che la musica potrebbe ancora inventare.
      ma attualmente se non sei bello/a o se non sei in una band di belle/i o se non inventi l'ultimo brano sudamericano strappaconsensi non hai la minima possibilita' di emergere.
      a meno che non vai a vivere in inghilterra...


      Finalmente un poco di sangue nuovo:
      se io ti dessi (è un esercizio perchè non vendo questi servizi) uno studio dove solo se ti fai una foto su instagram fai 1000 like in un pomeriggio, un producer che insieme a te da una rassettata al tuo brano, una band di elementi in grado di impreziosire il tuo brano suonandolo come dio comanda garantendoti che la sera torni a casa col pezzo battezzato e comunicato, quanto saresti disposto a spendere per il tuo sogno?

      Edit: se non hai letto l'intero thread tutte le persone che ti offro sono tracciabili con tanto di credits nazionali e non.
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      Ancora peggio perchè la resta per giocare costa molto meno che qua.

      Mmmh mica tanto vero, un appassionato inizia spendendo qualche migliaio, chi ci lavora ancora di più, quindi più o meno sono paragonabili.
      Ma devi vedere le scazzottate per prendersi un servizio a un matrimonio.
      Comunque volevo solo dire che sui forum di foto ho trovato molti utenti frustrati, astiosi e poco collaborativi, tra appassionati di home-studio evidentemente c'è un sostegno reciproco più solido e prezioso di quello che crediamo, quindi ok alla battuta sui 100 euro che cascano per terra, ma non parliamo del "nostro mondo" come fosse il Bronx, perché mi sembra un tantino falsato. Poi i lavori sono pochi e gli studi tanti, quindi si sa, ma la libera concorrenza è democrazia.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Pil, la differenza è che 1 la ti compri la eos, ottiche e vuoi fare i matrimoni 2 che di matrimoni se ne fanno a quintalate quindi l'acquirente c'è. Qua il soldo spicciolo non gira proprio quindi non c'è nulla di concreto su cui scazzottarsi. In qualche gruppo pro quando esce il povero cristo che offre un lavoro gli dice bene se arrivano solo 30/40 reply e pm in 20 minuti... Per ridere noi offriamo dei lavori cooperativi in cui uno fa l'HP, io faccio l'eq del side, un altro fa il mid, quello dopo la valvola ecc. :D

      Edit: e comunque non c'è paragone tra quanto costa l'attrezzatura fotografica di un setup pro e quanto costa l'attrezzatura di uno studio di registrazione pro. Forse iniziamo a ragionare con le attrezzature video per il cinema dove 100k porti 2 corpi macchina e qualche ottica.

      Edit 2: se convertissi 1 a 1 la mia regia potrei sostenere 6 matrimoni simultaneamente con 2 fotografi per cerimonia tutto Canon e EOS.
      se vendete il database mi incazzo.

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