Cosa vi aspettate da uno studio?

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      Pillo io parlo di bellezza, l'unica motivazione dell'arte.
      E la poesia o la letteratura o la pittura necessitano di poco per esprimersi, anche al grande pubblico.
      La musica necessita di una base più onerosa e un team di professionisti che ne curano la produzione. E questo per me é un limite, non é un vantaggio.
      Se invece ragioniamo di soldi allora per fare soldi servono soldi, in qualsiasi arte (professionale)
      Bisognerebbe appropriarsi (o riappropriarsi) dell'Arte come mezzo e della Bellezza come fine.
      Per questo il mio studio ideale deve essere minimal ed economico, per essere semplice e accessibile a tutti con spensieratezza e senza ambizione, soltanto un mezzo per esprimere la propria arte, senza perché.
      ciao
      risposta in 3ed
      perchè in fondo manca una music farm che possa essere fonte di improvvisazione,studio,aggregazione,elaborazione e invenzione di nuova musica.
      sotto questo punto di vista una struttura del genere manca...per lo meno a genova.
      il discorso su arte e bellezza ci porta fuori 3ed anche se uno studio hit produrrà sicuramente musicalità migliori confronto a autoproduzioni in home recording.
      epiphone dot , epiphone sg , squire precision
      Perché mancano anche le idee veramente buone e belle, o comunque son poche, e quelle si riconoscono, a volte si possono apprezzare anche quando sono autoprodotte.
      In questo senso è giusto che chi vuole lavorare in un campo prenda i clienti che capitino, perché se aspettiamo che bussino alla porta con un capolavoro di sicuro non ci arricchiamo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      DBarbarulo wrote:

      Scusate, ma visto che siete più o meno tutti in possesso della strumentazione e delle skills per realizzare le vostre opere, perchè non siamo sommersi da Arte e Bellezza?


      Secondo me?
      Perché viviamo in un epoca pragmatica che da molta importanza alla tecnica e poca importanza all'ispirazione

      Cosa vi aspettate da uno studio?

      Secondo me perché viviamo in un’epoca in cui niente si fa più con reale e totale dedizione. Il nostro tempo è assorbito da mille impegni ed interessi e non abbiamo più la possibilità pratica di specializzarci seriamente in qualcosa.
      Beethoven non faceva altro che comporre. Dalla mattina alla mattina successiva, dalla nascita alla morte. Nient’altro. Leonardo ragionava e creava, sempre. Caravaggio osservava e dipingeva, tutto il giorno tutto i giorni. Freud studiava i comportamenti umani. La vita dei “mostri sacri” è sempre stata dedicata con quasi totale esclusività e devozione a qualcosa. Mentre noi abbiamo cubase, Reaper, Photoshop, uno smartphone con 12 milioni di funzioni, parliamo tre lingue, scattiamo foto, viaggiamo, abbiamo netflix, Sky, Ikea la domenica, le partite, il calcetto, il bar con gli amici ed occupiamo ogni attimo della nostra vita spacchettandola in milioni di attività differenti.

      Anche per questo il livello medio musicale è scarso.
      Così come per questo motivo il livello medio delle produzioni è basso.
      E lo stesso motivo che porta chi qui dentro ha detto di non avere nulla di concreto che gli faccia venire la voglia di entrare in uno studio professionale a voler fare tutto da soli è lo stesso che (perdonatemi) vi porta ad essere mediocri sia nel contenuto che nella forma. Sia nella qualità artistica dell’ opera che nella qualità estetica della sua realizzazione che nella sua tecnica.

      Da me ogni tot vengono artisti e o band che in realtà non vogliono realmente tirare fuori un prodotto ma vedermi lavorare. Così invece di dedicare ognuno il suo tempo a fare del suo meglio nel suo ruolo specifico, quindi invece di pensare loro a migliorare l’aspetto compositivo ed interpretativo, mi fanno domande su cosa sia questo o quell’hardware, su che plugin utilizzo e, non esagero, li vedo di tanto in tanto prendere nota di nomi di plug o di modalità operative.
      Mentre io magari cerco di fargli capire con tutto il tatto del mondo che il brano ha delle lacune dovute a scarso impegno o a superficialità o mancanza di guizzo creativo, loro spesso dedicano tempo ed attenzione a vedere che parametri muovo in un comp ed a tentare di spiegarmi come io devo fare un mix (“secondo me se comprimi di più le medie la voce esce di più” ed altre amenità simili). Con il pensiero che “la prossima volta ci proviamo da soli tanto ora sappiamo come si fa”.

      Ecco, per me, cosa manca oggi. Insieme a tante altre cose importantissime come un contesto socio culturale adeguato... manca la dedizione ad un’arte.
      Mentre il mondo abbonda di gente che è convinta di poter essere meglio dello studio perché “se mi ci metto con tempo ed impegno, con la tecnologia di oggi, faccio meglio da solo”. E non capisce che A fai meglio solo dei cani e se hai avuto modo di conoscere solo cani mi dispiace ma è anche colpa tua, B butti via tempo cercando di addentrarti in un mondo che di per se ti succhia via ogni energia e tempo che dovresti dedicare a composizione ed interpretazione e C sottrai ossigeno all’intero sistema ed indotto quindi di fatto sei causa del tuo intero male: mancanza del cosa “dire” e mancanza del come dirlo, avendo anche tolto ogni centesimo all’intera comunità di persone che hanno dedicato la vita a produzione e post produzione.

      Mentre, invece di vedere tutto ciò, si parla di democratizzazione e ci si convince che sia una conquista...
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

      Website
      Parole sacrosante.
      In più occasioni ho espresso il concetto (parlo del mio lavoro) che uno studio di Mastering vero non fa anche recording, mixing, scuola di musica, eccetera perchè tutte le attività di cui sopra sono affini ma allo stesso tempo diverse. Per eccellere (tentare di eccellere) devi fare i master dalla mattina alla sera (o i mix o le riprese) 5 giorni su 7 (e i più disagiati mentali di noi nel tempo rimanente si occupano di cose complementari come manutenzione, setup, elettronica e ottimizzazione). Questo è lo scenario in cui dovrebbe svilupparsi una professionalità.

      Di seguito vi riporto un trafiletto esplicativo di una mia Master Class:

      Facciamo un poco di informazione sul Mastering e sui Corsi di Mastering:
      per acquisire le capacità necessarie a svolgere un servizio di Mastering Professionale conto terzi (a pagamento naturalmente garantendo anche la competitività dei risultati), come in molti altri rami delle skills umane, bisogna trascorrere almeno 5 anni (8 ore al giorno, 5 giorni a settimana) a compiere quella specifica attività in una condizione adatta allo sviluppo del professionista. Si può infatti perdere il tempo, tanto tempo, e non fare alcun passo avanti concentrandosi sulle cose sbagliate o applicandosi in contesti non adatti.
      Per determinate professioni quindi serve non solo il tempo e la costanza per imparare, ma anche l'accesso ad un tool set di un certo spessore/costo per andare da qualche parte.
      La (triste da un lato ma incoraggiante dall'altro) verità è che rispondono ai requisiti per l'erogazione di servizi realmente professionali un ridotto numero di specialisti. La net reality, in cui tutti possono inventare cosa essere in una notte, consente ad impreparati (in buona fede) o lestofanti di mimetizzarsi tra operatori legittimi creando confusione per chi necessiti, nella Realtà (non virtuale) , di un determinato servizio o corso professionale.
      Linee guida: uno studio di Mastering Professionale fa solo Mastering.
      Niente recording, mixing, scuola di musica, pole dance ecc.
      Uno studio di Mastering non può garantire un ascolto corretto in assenza di cubature di un certo tipo (è questione di fisica) quindi una "regia" spacciata come tale non può essere profonda 2 metri.
      Per "sentire" tutte le informazioni necessarie a finalizzare la musica è necessario un impianto audio in grado di riprodurre tutto lo spettro, non compresso, non distorto, e non limitato. I monitor per questo motivo sono grandi, cattivi e costosi (tra i 10.000 e i 20.000 euro per spendere poco). Quindi se in una regia ci sono delle cassine near field c'è qualcosa che non funziona.
      I Corsi brevi, se erogati da strutture che hanno i requisiti di cui sopra e, ci auguriamo, da personale non solo in possesso delle skills tecniche ma anche di capacità divulgative, non possono "abilitare" alla professione di fatto, ma devono fornire gli strumenti per predisporre l'apprendista affinchè i 5 anni di studio seguenti producano buoni frutti.
      Ciò che invece viene spesso "venduto" è una semplice serie di nozioni facilmente reperibili per "impupazzare" le proprie tracce prima di pubblicarle o di dimenticarle.
      se vendete il database mi incazzo.

      PAPEdROGA wrote:

      Secondo me perché viviamo in un’epoca in cui niente si fa più con reale e totale dedizione. Il nostro tempo è assorbito da mille impegni ed interessi e non abbiamo più la possibilità pratica di specializzarci seriamente in qualcosa.

      Tocchiamo un concetto importantissimo.
      Una volta c'erano i mecenati, e chi si distingueva per capacità poteva fare il mestiere dell'artista, o perfino del filosofo.
      Oggi è fantascienza, passi perfino per ridicolo se aspiri a fare di un'arte la tua vita, devi cavartela da solo facendo l'impiegato, il cameriere o l'operaio. Per raffinare la tua arte ovviamente resta poco tempo, e quindi non ci riesci mai, resti un dilettante con qualche buona idea nel cassetto.
      PIù in generale, nella società, magari è complice anche un'era fatta di tante distrazioni, dove è più facile che un ragazzo si trastulli giocando a Playstation che imparando a leggere gli spartiti... quindi le già rare possibilità che oggi un giovane lotti per diventare un artista puro, si riducono drasticamente.
      Aggiungiamoci poi i pessimi esempi di chi ha fatto fama e denaro con qualche comparsata in un reality: chi mai darebbe il proprio sangue per diventare oggi un Beethoven?
      Dove non possono sbocciare e fiorire artisti liberi dai tanti vincoli della quotidianità, non può esistere neanche tutto l'indotto del settore che ci lavora attorno.
      L'arte e la bellezza che dovremmo coltivare, come si diceva più sopra, non sono proprio giustificate in questa società, restano briciole di velleità da assecondare, in questo senso devo dare ragione a chi le ha tirate in ballo.
      Diamo un prezzo a tutto, lo si faceva anche ai tempi di Beethoven, però c'era ancora la considerazione della carriera artistica come qualcosa di serio, che ti dava sbocchi lavorativi, da maestro a kapellmeister, concertista, compositore e tanto altro, oggi se incontri uno che ti dice di lavorare come violoncellista, per qualche secondo pensi se ti stia prendendo in giro.
      Mi rincuorano rari casi tipo Wesa, filosofo-youtuber che dimostra nel suo piccolo che la filosofia non è morta, ha il suo pubblico e qualcuno che lo sostiene su Patreon, certamente si tratta di mosche bianche e un anno della loro fatica rende meno frutti di una comparsata in un reality.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Non vorrei che però si caricasse troppo sul lato dell'utente.
      Da un lato si dice che sono "velletari" (se hanno disponibilità e investono nei loro progetti anziché farsi un'Audi) e dall'altro che non dedicano abbastanza impegno sul lato creativo.
      Certo tutti oltre a fare musica usiamo anche il cellulare e andiamo in pizzeria (dicono faccia parte della vita), a me (pensate un po!) tocca pure lavorare 8 ore al giorno e concentrarmi sulle mie composizioni nel (poco) tempo libero !
      Oppure che chi va in studio non è preparato o le band suonano da cani, e quindi hanno bisogno di una farm per ritoccare migliorare rifare arrangiare riregistrare ecc...
      E' un po come un ristoratore che si lamenta che ci vanno a mangiare i camionisti anziché la regina Elisabetta e Trump.
      Senza contare che sul discorso artistico molto va "a gusto", chi ad esempio ha scartato i Beatles o ha liquidato l'autrice della serie di Harry Potter si era forse preparato lui stesso poco ?
      Chi è che da il patentino di giudice, infine?
      Questo non per dire che non concordo sull'idea della dedizione totale a prescindere dai risultati...
      Ma io il discorso dell'artista puro invece lo capisco, i musicisti dovrebbero essere tutti come i Toto, una volta era tutta gente di quel livello lì, facevano tre note e capivi che era giusto non facessero altro nella loro vita, come quando vai dal calzolaio e vedi che maestria ha nel suo lavoro.
      Il fatto che ci accontentiamo di un musicista "a tempo perso" che suona benino e a click, non è la stessa cosa.
      Non per mancare di rispetto al musicista, ci mancherebbe, ma sono proprio calibri diversi, e risultati agli antipodi.
      Allora se hai un'intera società in cui tutti i musicisti fanno ancora le cose a modo, hai anche aspettative di qualità su tutti i fronti, a partire dai musicisti stessi che avranno anche competenza per scegliere uno studio e valutare la capacità e qualità di chi fa il lavoro.
      Se diventa tutto amatoriale, ovviamente si perde anche la capacità di distinguere, la linea tra studi pro o meno diventa labile, vado a fare un lavoro da uno e sento che suona un po' peggio che da un altro, senza capire neanche perché. La terza volta vado da un altro ancora, ci provo a caso, tanto non capisco bene la differenza, me l'ha consigliato il vicino che strimpella anche lui.
      E così i veri professionisti vanno a sparire, perché non li sappiamo neanche più riconoscere.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

      Pilloso wrote:

      ...
      Oggi è fantascienza, passi perfino per ridicolo se aspiri a fare di un'arte la tua vita, devi cavartela da solo facendo l'impiegato, il cameriere o l'operaio. Per raffinare la tua arte ovviamente resta poco tempo, e quindi non ci riesci mai, resti un dilettante con qualche buona idea nel cassetto....


      Questo è il motivo per cui affermo che l'idea che la carriere artistica sia alla portata di tutti è una balla.
      Sei un genio che riesce all'inizio a fare 3 lavori ed evolvere senza mai dormire? Oppure ti serve un certo "agio" per costruire nel tempo quello che vuoi essere.
      se vendete il database mi incazzo.
      Se la vogliamo vedere da questo punto di vista, mi indicate quale settore delle cose umane funziona diversamente? Si diventa cardiochirurghi con una clinic di 50 ore? Con una lezione privata di un ora a settimana? Giocando all'Allegro Chirurgo qualche ora la sera? O ti devi fare un mazzo a tarallo 10/15 anni notte e giorno tra università (a pagamento) master (a pagamento) ecc.?
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      Se la vogliamo vedere da questo punto di vista, mi indicate quale settore delle cose umane funziona diversamente? Si diventa cardiochirurghi con una clinic di 50 ore? Con una lezione privata di un ora a settimana? Giocando all'Allegro Chirurgo qualche ora la sera? O ti devi fare un mazzo a tarallo 10/15 anni notte e giorno tra università (a pagamento) master (a pagamento) ecc.?


      E qui rientra il discorso "investimento" per il futuro.
      E rientra il discorso "Nannini", perchè se non hai una famiglia dietro che foraggia generosamente non lo puoi fare.
      In ogni caso, io SPERO vivamente che a quei pochi che fanno medicina (e architettura, e giurisprudenza) venga fatto il mazzo, perchè se queste "specializzazioni" sono state "mediocrizzate" come è successo per i conservatori con il nuovo ordinamento, dio ce ne scampi.
      Perchè una volta si studiava (e si sfioravano...) TUTTI gli aspetti della musica (storia, metodi di composizione, autori, periodi storici e sociali ecc ecc) fermo restando che finiti gli studi uno poi si "specializzava" in un certo settore, l'orchestrale, il concertista, l'insegnante ariecc ariecc.
      Adesso escono fuori dei "laureati in zampogna moderna" (con tutto il rispetto per i zampognari) che manco sanno leggere un setticlavio e a malapena conoscono il proprio strumento.
      La globalizzazione sta rendendo mediocre e a basso costo TUTTO.
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!

      BjHorn wrote:



      E qui rientra il discorso "investimento" per il futuro.
      E rientra il discorso "Nannini", perchè se non hai una famiglia dietro che foraggia generosamente non lo puoi fare.


      É vero solo in parte. É evidente che chi non ha famiglia dietro che sostiene l'investimento é svantaggiato, ma ho conosciuto persone che hanno mangiato poco per risparmiare quei pochi soldi che gli servivano per coltivare un sogno che hanno poi realizzato.
      Quante persone oggi sono disposte a fare sacrifici per uscire dalla confort zone?
      Quanti ragazzi a 18 anni sanno che cosa vogliono dalla loro vita?
      Quanti sarebbero disposti ad andare a dormire alle 4 del mattino e risvegliarsi alle 8 per finire un mix invece di uscire con gli amici?
      E quanti artisti o presunti tali sarebbero disposti a buttarsi in una vita diversa dal "normale"?
      Pochi caro mio. Eppure quei pochi saranno i professionisti di domani.
      Tutti gli altri guarderanno il monitor del PC in attesa che esca fuori dal video Butch Vig a fargli un disco.
      (Che non arriverà mai)
      "togliendolo il limiter ho ottenenuto lo stesso volume percepito con un saturatore ed un comp e mi si e' aperto un mondo!
      Il brano suonava molto piu' "potente" e pulito; sembra un'altro mix ora,un ulteriore passo in avanti.
      ...il limiter mi alterava la percezione delle frequenze." Dal Thread "Infinite Sins".

      Afex, promotore delle campagna "togli anche tu il limiter dal master" :thumbup:
      Purtroppo la musica, come altre professioni come la ristorazione, o anche lo sport, richiede un tale sacrificio di tempo, affetti e soldi che non potranno mai essere compensati dall'evoluzione tecnologica che comporta oggi a comporre, arrangiare e mixare con un portatile e un controller.
      Affidarsi ad un professionista della musica vero significa prima di tutto affidarsi agente che ha due palle quadrate, tanta esperienza e tanta voglia di spaccare il mondo. Solo per questo io consiglierei a chiunque di fare un giretto in uno studio seriodurante una sessione di recording o mixing. Ne rimarresti così affascinato da volerci tornare ogni giorno.
      "togliendolo il limiter ho ottenenuto lo stesso volume percepito con un saturatore ed un comp e mi si e' aperto un mondo!
      Il brano suonava molto piu' "potente" e pulito; sembra un'altro mix ora,un ulteriore passo in avanti.
      ...il limiter mi alterava la percezione delle frequenze." Dal Thread "Infinite Sins".

      Afex, promotore delle campagna "togli anche tu il limiter dal master" :thumbup:
      Ho letto con molto interesse tutto quello che è stato scritto, con alcuni concetti sono d'accordo con altri no.
      Io parlo da musicista veramente scarso che non può (e non ha voluto) dedicarsi h24 alla musica e senza alcuna pretesa di "successo" (per il valore che può avere questa parola) se non quella di farsi apprezzare da chi ha la (s)fortuna di ascoltare quello che fa.

      A 15 anni con la prima (boy)band liceale ci registrammo su cassetta, in una cantina umida, in presa diretta, la nostra musica, non che fossimo dei geni - anzi - ma se avessimo avuto le possibilità che hanno oggi i quindicenni magari un pensierino a provare una carriera nella musica lo avremmo anche fatto, ma - molto più probabile - non eravamo tagliati per quello nè avevamo il talento necessario.
      Eppure eravamo felici.
      Oggi con un amico chitarrista ci stiamo (auto)producendo un EP, lo suoniamo noi, programmiamo i suoni noi, lo mixeremo noi e stiamo decidendo se far fare il master all'esterno oppure farcelo in casa. Se la qualità sarà buona magari proviamo anche a metterlo su piattaforme tipo Bandcamp e vedere che succede, probabilmente ci rimetteremo dei soldi, quindi come dovrei essere giudicato da chi pensa che noi potremmo essere potenziali clienti?
      A 47 anni, con moglie e figlio, dovrei sul serio pensare a dove andare a spendere i (pochi) soldi per un lavoro di altissima qualità?

      Allora mi chiedo se farmi tutto in casa (mix e master), aiutare qualche altro amatore come me partecipando al suo lavoro, farmi fare delle tracce da strumentisti presi su Fiverr debba fare di me uno che squalifica le produzioni fatte dai professionisti come molti qui dentro effettivamente sono.
      Non voglio assolutamente paragonare la qualità di un pro con la mia, non intendo minimamente affermare che non ci sono differenze tra ciò che faccio io con il mio outboard sfigatissimo con chi ha studi che costano quanto casa mia compresa di arredi.
      Vi auguro di avere sempre gli studi pieni e le ore impegnatissime e ricavare il massimo possibile dalla vostr attività e vi ringrazio per tutte le volte che ho imparato qualcosina in più.
      Ma non vorrei neanche passare per colui che sminuisce e appiattisce il mondo della musica.
      Mi chiedo solo perchè io per un "lavoro" scrauso che non va da nessuna parte se non fra gli amici, su soundcloud (nota piattaforma che rende ricchi), o su FB debba rivolgermi a professionisti che non mi posso permettere.

      Però, tornando al tema del thread, ecco quello che vorrei IO in uno studio, in una music farm (che forse è l'idea migliore che ho letto in questi post), in una scuola di musica e canto: qualcuno che dicesse chiaro e tondo fino a che livello mi posso spingere, fin dove posso arrivare, quale può essere il mio target REALE.
      Devo sapere che spendere X mila € per essere ascoltato dal vicino di casa non ne vale la spesa.
      Devo sapere che - se ho il talento necessario e sufficiente - mi dovrò fare il culo quadro e mollare ciò che stavo facendo fino a quel giorno.
      Devo sapere se il lavoro di partenza è buono ma c'è da lavorare su aspetti (arrangiamento, soli, ecc.) che magari quello studio non è in grado di offrire.
      Devo sapere che se faccio cagare, farò cagare anche se l'album è mixato da Alan Parson in persona.
      Devo sapere (omeglio sperare) che chi ho di fronte a me è uno onesto, sia nel chiedere i soldi che ne giudicare il mio lavoro.
      Probabilmente siete tutti musicisti e sapete benissimo cosa intendo dire.

      Pensavo (forse male).
      Ieri:
      I Beatles col cazzo che sarebbero stati quello che sono stati se non avessero avuto Sir George Henry Martin dalla loro parte, e vale per tutti quelli che hanno segnato un'epoca.
      Oggi:
      non manca il talento (forse ce n'è più che nel passato);
      non manca la comunicazione (nell'era della comunicazione è una barzelletta affermare ciò);
      non manca l'outboard per muovere i primi passi a basso costo ed imparare;
      non manca la competenza (e non è vero che basta saper cercare, ovvio che se ti accontenti di poco trovi tutto quello che vuoi).

      Mancano i soldi.
      Tutto qui?
      Sì, porca menta, tutto qui. Negli anni '70-'80-'90 giravano vagonate di soldi nell'ambiente musicale e con i soldi potevi startene mesi in studio a fare il cazzo che volevi, comporre venti pezzi e decidere - insieme al tuo produttore - quali tenere e quali no. Gli INXS suonarono e mixarono un disco in quattro studi diversi facendo fare poi il collage, pezzo per pezzo, delle parti migliori di ciscun brano da un quinto studio, oggi chi potrebbe avere i soldi per fare un lavoro del genere?
      Quindi oggi non è vero che non nascono i nuovi Matia Bazar o i nuovi Genesi o il nuovo Jimi Hendrix, molto più probabile che non abbiano i soldi per poter fare il salto di qualità.

      Senza polemica davvero ma solo per capire.
      Scusate la lunghezza del post.
      Asus X53S i7 4core 12Gb RAM SSD500 + HDD256 _ Steinberg UR28M _ Novation SLMKII 61 _ Cubase 10 Pro _ Nord Electro 6D _ Yamaha Pacifica 112J _ Digitech RP 380XP _ mic Behringer C1 _ Presonus Faderport _ synth Cazio VZ8M _ IK Multimedia ILoud MicroMonitor _ Cuffia Grado SR60e

      Moderatamente Ottimista

      DBarbarulo wrote:

      fino a che punto è colpa dell'istituzione e da che punto in poi è colpa dell'individuo che non sta a scoppiare 10 ore al giorno per apprendere tutto lo scibile sulla zampogna?


      E' anche colpa "TUA" (istituzioni) se si va nella "mediocratizzazione", perchè ogni anno sforni allievi col foglio in tasca di "masterologia", che nella migliore delle ipotesi hanno un decimo delle tue conoscenze, ma che si sentiranno in diritto di aprire uno studio, magari aiutati dal cugino che ha fatto lo stage di 20 ore di "TrattamentoDellAmbientologia" tenuto da @teetoleevio, e che per farti concorrenza abbasseranno i prezzi!

      Ed io sono certo che tu sia un ottimo insegnante visto i crediti, ma ne conosco pure altri che sono dei totali incompetenti ma con lo studio bellissimo ad acustica variabile e con i più meglio monitor di questo mondo, che insegnano "cubaselogia" al liceo.

      Mo per quanto bravo tu possa essere... quanto del tuo sapere potrai mai riuscire ad inculcare ai tuoi studenti?
      Non c'è il rischio di formare degli incompetenti coll'attestato che SI RIPRODUCONO, mannaggia sacripante!
      E chest'è!
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Perfettamente d'accordo con la piega che ha preso il discorso, in particolare Pape e DB.

      Il punto base è il tempo e le scorciatoie.

      Se vuoi fare qualcosa bene, in qualsiasi settore, devi investire TANTO TEMPO, DIVERSI QUATTRINI e TENERE GIU' LA TESTA. Punto.

      Le scorciatoie non esistono. E in più, aggiungo, secondo me devi essere audace e avere delle idee.

      Però, ripeto: tutto dipende dalla cultura complessiva e/o, molto semplicemente, da quale sia la tua scala di valori.

      Questo è un discorso che ho fatto altre volte, ma che credo sia sempre attualissimo.

      Dove è, a tutt'oggi, la musica più creativa e innovativa, a meno che non sia classica ?

      In UK.

      Quale è la differenza tra qui e l'Inghiterra?
      (E l'America, direi anche...)

      Solo - e non è poco - la linea di comfort, come ha detto qualcuno benissimo.

      Cosa fa in UK un ragazzino?

      Se è fortunato a 18 anni, se meno fortunato a 16 anni: viene buttato fuori di casa.

      E deve mantenersi da sé, con i pochissimi soldi in tasca che ha.

      E allora suona, compone, missa o masterizza perché
      a) fa freddo e piove sempre e deve stare al chiuso e
      b) perché la cultura musicale, ad esempio del live e delle band è cento volte rispetto a qui.

      In UK l'educazione, nel senso di formazione accademica, è carissima.
      Quindi anche un settore in altri paesi marginale, quale l'audio, diventa un'idea interessante per sopravvivere facendo qualcosa che ti piace davvero.

      In America le condizioni atmosferiche sono decisamente migliori, ma la situazione complessiv è ancora peggio che in UK. Oltre a scuole che costano due reni, in definitiva nella vita non c'è alcun paracadute.

      Puoi guadagnare un milione di dollari in tre mesi, ma se vai col cu*o per terra sei spacciato, perché non ti aiuta nessuno. Non esiste la mamma, la zia, il cuggino.

      Qui è sostanzialmente l'opposto.
      Hai mamme che accompagnano a scuola col SUV, ovviamente comprato dal marito, il ragazzo di 16 anni, o gli comprano L'i-Phone.

      Crescendo, hai in testa l'Audi, mica qualcos'altro. Perchè è una scorciatoia. E' una cosa facile.
      E' facile come quelli che vedo in autostrada andare a 200 all'ora sul dritto - COME DEI GRAN COGL*ONI - con le macchinone, che è capace anche mia nonna. E poi in curva frenano come degli ossessi. E' tutta qui.

      Tempo fa stavo parlando con un mio Cliente nel Nord Italia.
      Ha un bello studio, esperienza, voglia di fare, e pure dei buoni e dico buoni contatti nella discografia e nella televisione.

      Per un po' ha avuto l'idea di produrre per i Talent.
      I brani c'erano, lo studio pure, eccetera.

      Eppure mancavano gli artisti. E prima degli artisti la minima voglia di fare, la minima serietà.

      "Allora ci vediamo lunedì sera per vedere i brani".
      Eh, lunedì non posso, ho la palestra.

      "Martedì ?"
      Eh martedì ho calcetto con gli amici.

      "Okay. Io mercoledì e giovedì ho lo studio occupato, facciamo venerdì ?"
      Eh, no, venerdì devo uscire con la ragazza, altrimenti mi molla.

      Questo non è un dialogo inventato. E' la realtà delle cose. Davvero.


      E' tutta qui. E' solo questione di "palle" e impegno vs. "scorciatoie" e "linea di comfort".
      Ed è una questione di scala di valori.

      Quando qui sopra leggo che uno si aspetta "due o tre mix" in un giorno, questo vuole dire che non si ha la più pallida idea di quello che sia necessario per un prodotto di qualità.

      Quello che dice DB è sostanziale.

      Se vuoi un prodotto di qualità, un tecnico di alto livello missa un brano al giorno, con il giorno prima l'assistente, o lui stesso, dedicato alla preparazione della sessione, e un altro giorno per il recall o modifiche. E questo senza editing delle batterie, eccetera.

      Se a questo cominci a pensare che dovresti prima avere un setup in ordine, poi comporre e scrivere il brano, quindi fare un demo o mini-demo, e infine SELEZIONARE E SCREMARE IL MATERIALE, rifinire la scrittura, produrlo, registrarlo... e infine pure scegliere la scaletta e masterizzarlo, cominci a capire che la "farm" , o detto più semplicemente "team di produzione" necessita di tempo. E soldi.

      E questo non è una "forzatura" della tecnica vs. "l'arte pura", come leggo in qualche post.
      Questo è il MINIMO SINDACALE per potere avere un risultato di alto livello. Punto.


      Ma non c'è tempo.
      E non ci sono soldi.
      Perchè tengo famiglia.
      E di giorno lavoro.

      Però se vinci una somma di danaro, o di colpo hai un buon introito, anche "se non hai tempo" e "tieni famiglia" ...probabilmente "ti fai l'Audi".

      Perchè scegli la scorciatoia più facile. Ci vuole meno tempo e molto meno sbattimento.

      Che fai? Scegli la Mercedes dal catalogo in linea o ti iscrivi a Berklee ?


      Mmh. Mi sa che è più facile pigliare l'Audi, almeno al bar mi vedono tutti ... :D

      E' tutta qui. Alla fine è solo una scala di valori. Non succede niente, non è un problema, non è un lamento: è una semplice constatazione. E' la realtà delle cose.

      Ed è quando hai capito la vera scala di valori per il pubblico, che fai davvero business...
      Questo è un gran trucco... nel senso di suggerimento...

      Per questo motivo vendi centinaia di migliaia di Audi e BMW e zero dischi.
      Perchè per Audi e BMW sei disposto a spendere e fare sacrifici.

      Tutto il resto necessita di molto tempo e corrisponde a valori ...diversi.

      Diverso. Valori inferiori. Valgono di meno. Fine.

      E in mezzo vanno per me assolutamente bene e sono assolutamente decorose TUTTE le attività in cui si fa musica.

      Fare ancora musica nel 2020 è già molto, e si può senz'altro migliorare.
      Occorre attendere un mutamento nella scala dei valori, peraltro.
      Su questo non saprei cosa dire, non so predire il futuro.

      Opinioni personali.

      Ué. Ho detto la mia !


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

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