Studio, domande a chi già ne gestisce uno

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      Studio, domande a chi già ne gestisce uno

      Ciao a tutti
      Non so se questa è la sezione corretta.
      Ma non ne ho trovate altre di più pertinenti.

      Da quanto letto in giro e da quanto si può dedurre dal mercato musicale, globalizzato sul web dalle nuove tecnologie che ne facilitano esponenzialmente la produzione e la diffusione, deduco che uno studio possa trovarsi in una situazione competitiva diversa rispetto a qualche decennio fa. Però rimane una scelta lavorativa che ha, probabilmente, un valore didattico nella crescita della fonica, un valore mistico nella sua essenza e un valore artistico e socialitario nella sua pratica. Per questo vorrei chiedere a titolo di curiosità qualche approfondimento a chi già pratica un suo studio non tanto in riferimento ai possibili guadagni ma con particolare riferimento ai suoi costi fissi.

      Ponendo individuali le spese di partenza per ambiente, attrezzatura e loro mantenimento , quali sarebbero le altre spese fisse, parlando di tassazione e quant'altro?
      Per diciamo uno studio modestissimo con sala registrazione/prove e regia per ascolto e mixing?

      Grazie

      Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

      Studio, domande a chi già ne gestisce uno

      Mi ricordo che era già stato fatto un thread sui costi fissi di uno studio di registrazione ma non trovo il link, qualcosa trovi con Google con:
      homestudioitalia affitto elettricità tasse iva per studio registrazione

      Inviato dal mio Moto G (5S) Plus utilizzando Tapatalk
      la domanda non è molto semplice poichè richiede diverse premesse alcune vincolanti alcune meno.
      Uno Studio conto terzi è un luogo ad uso commerciale aperto al pubblico che necessità di prescrizioni legali disparate per operare in regola che spaziano dagli impianti elettrici, agibilità, dotazioni di sicurezza, osservanza di norme anti incendio, accesso ai disabili ecc. ecc. quindi il problema non è necessariamente da inquadrare solo dal punto di vista fiscale (che c'è ma viene dopo). Un professionista invece può operare entro determinati limiti in casa sua (quindi non aperta al pubblico), per mixare o registrare un voiceover senza particolari problemi ma certo non per fare interventi chirurgici. In questo secondo caso vale una partita iva e basta.
      se vendete il database mi incazzo.

      DBarbarulo wrote:

      Uno Studio conto terzi è un luogo ad uso commerciale aperto al pubblico che necessità di prescrizioni legali disparate per operare in regola che spaziano dagli impianti elettrici, agibilità, dotazioni di sicurezza, osservanza di norme anti incendio, accesso ai disabili ecc. ecc. quindi il problema non è necessariamente da inquadrare solo dal punto di vista fiscale (che c'è ma viene dopo)


      Ok
      Grazie Db
      Però a parte le spese di partenza di allestimento e messa a norma, a me interessava capire le spese fisse annuali da sostenere necessariamente, anche nel caso che non ci siano utili oppure se ci fossero in relazione ad essi. Escludendo i costi relativi, tipo manutenzione macchine, elettricità, etc

      Un professionista invece può operare entro determinati limiti in casa sua (quindi non aperta al pubblico), per mixare o registrare un voiceover senza particolari problemi


      Però non per registrare un gruppo. E comunque per mixare lavori di altri credo ci voglia comunque, da professionisti, una partita iva anche lavorando da casa.

      loyuit wrote:

      Io avevo in testa qualcosa di veramente minimal ad uso part time.


      Forse, allora, la domanda non è generica e non riguarda la posizione degli studi ma è piuttosto una richiesta tarata sulle tue esigenze specifiche.

      Se così fosse, ed a questo punto visti gli interventi credo che così sia, credo ti convenga in primo luogo porre delle domande meno generaliste e più mirate al tuo caso specifico, ed in secondo luogo fare una bella chiacchierata con un commercialista.
      Giampiero Ulacco
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      DBarbarulo wrote:

      Un professionista invece può operare entro determinati limiti in casa sua (quindi non aperta al pubblico), per mixare o registrare un voiceover senza particolari problemi ma certo non per fare interventi chirurgici. In questo secondo caso vale una partita iva e basta.


      Ah ok DB
      Credevo che l'ultimo periodo si riferisse soltanto all'ultima proposizione del primo.

      PAPEdROGA wrote:

      Forse, allora, la domanda non è generica e non riguarda la posizione degli studi ma è piuttosto una richiesta tarata sulle tue esigenze specifiche.

      Se così fosse, ed a questo punto visti gli interventi credo che così sia, credo ti convenga in primo luogo porre delle domande meno generaliste e più mirate al tuo caso specifico, ed in secondo luogo fare una bella chiacchierata con un commercialista.


      Pape la mia era una curiosita
      Diciamo che, per pura passione e crescita personale, mi piacerebbe avere un piccolo studio. Molto part time, da aprire magari anche solo nel week end.
      Come detto minimal nell'equipaggiamento di registrazione e mixing e negli spazi di ripresa e regia/post produzione. Anche l'investimento sarebbe modesto e riferito a clientela entry level senza grandi pretese e ambizioni. Sarebbe anche un luogo di ritrovo mio e di amici con cui collaboro per lavorare alle nostre produzioni amatoriali. O semplicemente per suonare.
      Però se per pura passione devo imbattermi in spese fisse importanti che mi costringono a dover rincorrere utili e mille altre questioni burocratiche come quelle elencate da DB o da altri nel vecchio 3d postato da Classic, l'impegno e le responsabilità sarebbero eccessive, almeno riferite a un approccio semi-amatoriale.

      Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

      Studio, domande a chi già ne gestisce uno

      Ok. Quindi su che spese vorresti pareri?

      Se la domanda è al netto dell’investimento, della posizione fiscale, dell’adeguamento degli ambienti, dell’insonorizzazione e sonorizzazione, della realizzazione dell’impianto elettrico, del condizionamento, dell’areazione, di studio e realizzazione dell’illuminazione ecc

      Cosa resta? La bolletta della luce?
      Giampiero Ulacco
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      Parlavo delle spese fisse periodiche e delle pratiche burocratiche da adempiere periodicamente.
      Non mi riferisco alle spese variabili (bollette luce, manutenzione hardware, etc) e nemmeno alle spese una tantum di partenza per allestire e dotare lo studio.
      Comunque dubito che faró il passo di aprire uno studio. Ma se dovessi farlo chiederó lumi a un commercialista, certamente.
      Grazie a tutti

      loyuit wrote:

      per pura passione


      Credo che la chiave sia qui.
      Qui parli di "pura passione", ma all'inizio parli di professione. Parli di qualcosa di personale, poi nomini amici e terzi in generale.
      C'è quindi da fare chiarezza sulla tipologia e sulle finalità .

      Devi stabilire se si tratterebbe di un' attività lavorativa che preveda introiti o di uno studio personale, senza scopo di lucro.
      Se non è esclusivamente personale, devi prevedere quante persone, in contemporanea, prevedi all'interno della struttura.
      Oltre questo l'accatastamento del locale che vai ad utilizzare.

      Se è un'attività senza scopo di lucro e prevedi di avere un numero minimo di persone all'interno, o melgio generalmente ci sei solo tu tranne di tanto in tanto qualche amico, e l'accatastamento è uso abitativo, potrebbe semplicemente essere una casa in cui tu hai voluto creare il tuo angolo per il tuo hobby. Non avresti quindi oneri particolari se non le classiche utenze. In linea di massima.

      Se invece prevedi delle tariffe e dei compensi ed intendi entrare in un mercato, la faccenda si fa totalmente differente e parte dall'adeguamento degli ambienti, prima ancora dell'apertura di una posizione fiscale, per poi arrivare ai costi da sostenere.

      Devi quindi capire cosa intendi fare. Da lì, parlare con un commercialista competente in materia, che saprà darti le giuste indicazioni.

      In linea generale, comunque, i costi di realizzazione sono tendenzialmente molto alti. Tanto che quelli di gestione diventano del tutto secondari, se sei nella condizione di poterne realizzare uno.
      A meno di non prevedere di inserire nello studio un "vecchio" banco di grandi dimensioni da tenere sempre acceso, o in generale apparecchiatura che preveda grandi consumi e grandi costi di manutenzione, o sei in ambienti umidi che prevedono una continua deumidificazione... ma quelli sono casi a sé.

      Per fare un esempio pratico... per il solo mese di Marzo (UN mese), per il mio studio è arrivata una bolletta della luce un pelo sotto 400€. Arrivata ad Aprile, in pieno lockdown, quindi con studio a porte chiuse per gli esterni. Non mi ha sicuramente fatto piacere ma non ho battuto ciglio, perché per quanto sia alta è comunque nulla in confronto al costo di realizzazione della struttura quando, per dire, il solo quadro elettrico mi è costato sui 3k (il quadro, non l'impianto) e quando, sempre per dire, il solo parco amplificatori sarà sui 20k e le sole porte insonorizzate sono costate poco meno del parco ampli.

      Quindi parlare di costi di gestione senza inserire il discorso nel contesto globale della tipologia, delle finalità, dei costi di realizzazione e delle previsioni di guadagno, imho non è possibile e non ha senso.

      Ps: prendi le mie differenziazioni tra privato-amatoriale e conto terzi-professionale del tutto spannometriche. Non sono un commercialista né mi preoccupo più di tanto di questi aspetti, che ho sempre delegato a terzi. Anche da qui il consiglio di parlare con chi si occupa per professione di tutti gli aspetti fiscali e burocratici che sono connessi ad un'attività di questo tipo.
      Giampiero Ulacco
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      Post was edited 1 time, last by “PAPEdROGA” ().

      tu stesso dici "un luogo di ritrovo mio e di amici con cui collaboro per lavorare alle nostre produzioni amatoriali. O semplicemente per suonare."
      finito il coronavirus lo potrai fare liberamente


      Credo che la chiave sia qui.
      Qui parli di "pura passione", ma all'inizio parli di professione. Parli di qualcosa di personale, poi nomini amici e terzi in generale.
      C'è quindi da fare chiarezza sulla tipologia e sulle finalità .


      La mia visione era ibrida
      Un luogo a bassissimo costo di gestione che potesse prevedere un utilizzo privato o tra amici ad uso amatoriale e anche, più sporadicamente, part time, un approccio professionale rivolto a terzi.
      L'approccio professionale sarebbe marginale, non fondato necessariamente su scopi di lucro ma principalmente su una crescita ed esperienza personale nel campo.
      Però vista la mole di spese fisse e pratiche burocratiche che l'approccio professionale comporterebbe, anche se gli utili fossero minuscoli o inesistenti, credo non valga lo sbattimento e le responsabilità prendere questa strada. Potrebbe valere per chi decidesse per una professione full time, ma non è il caso mio.


      In linea generale, comunque, i costi di realizzazione sono tendenzialmente molto alti. Tanto che quelli di gestione diventano del tutto secondari, se sei nella condizione di poterne realizzare uno.
      A meno di non prevedere di inserire nello studio un "vecchio" banco di grandi dimensioni da tenere sempre acceso, o in generale apparecchiatura che preveda grandi consumi e grandi costi di manutenzione, o sei in ambienti umidi che prevedono una continua deumidificazione... ma quelli sono casi a sé.


      In questo senso, come già espresso precedentemente nel 3d, l'allestimento sarebbe minimale e anche lo studio si dovrebbe porre dei limiti, ad esempio negli spazi e nelle tracce massime da gestire: nel mio caso potremo dire 8/12 di buona qualità hardware, preferibili a più canali di qualità mediocre. Questo ridurrebbe i costi di partenza e di gestione.

      Tu Pape gestisci uno studio professionalmente e un grande studio, direi.
      La mia era una visione part time e passatemi il termine "semiprofessionale" o "semiamatoriale".
      Purtroppo dalle informazioni raccolte qui e altrove, per come le ho intese io, queste due parole, "semiprofessionale" o "semiamatoriale", nella dimensione burocratica esistente, non sono realistiche: o fai il professionista o fai l'amatore. Quindi come detto ancora durante il 3d, se per la marginalità dell'aspetto professionale, più rivolto alla mia crescita che agli utili, devo imbattermi in spese fisse importanti che mi costringono a dover rincorrere guadagni, in responsabilità e in mille altre questioni burocratiche che occuperebbero tantissimo tempo, rimango volentieri un amatore, comodo a casa mia.
      Se e quando piccole attività secondarie saranno alleggerite nella burocrazia e nei costi fissi al punto da renderle sensate, forse chissà, potrei valutare la cosa.

      Ciao

      Post was edited 3 times, last by “loyuit” ().

      loyuit wrote:

      nel mio caso potremo dire 8/12 di buona qualità hardware, preferibili a più canali di qualità mediocre. Questo ridurrebbe i costi di partenza e di gestione.


      Qui parti da, credo, il più grande errore che praticamente tutti commettono quando approcciano all'apertura di uno studio di registrazione, o similari: pensare che l'attrezzatura sia la fetta più importante della spesa.
      Nella realtà è esattamente il contrario: l'attrezzatura è una parte secondaria delle spese nella realizzazione di uno studio.

      Puntare ad avere 24 canali totali, di cui 12 di qualità ed il resto mediocre, non significa abbattere il costo del 50%. All'atto pratico, è probabile che la differenza di spesa finale, tra avere 24 canali di qualità e 12 di qualità e 12 mediocri, si aggirerà su un 5% del totale. Perché hai tanti costi che sono alla base, che creano le fondamenta del tuo studio, e dai quali non puoi prescindere perché non sono spese "upgradabili" nel tempo ma che vanno fatte o subito o mai.

      Insonorizzazione, areazione, porte, acustica, illuminotecnica, impianto elettrico e messa a terra. La mano d'opera, i materiali, le consulenze, i trasporti. Tutta la parte del cablaggio audio tra le sale. Le connessioni di rete. I tessuti e le tinteggiature. Ecc ecc.
      C'è un'infinità di aspetti che viene prima di "metto 4 API ed il resto RME, me la cavo". Viene prima, costa di più e richiede molto più tempo e più studio che scegliere che catena audio inserire in studio... e soprattutto influisce infinitamente di più sul risultato finale rispetto alla scelta del pre da comprare.

      Quindi... No, questo non ti riduce i costi di partenza e di gestione, se non per una percentuale marginale.


      loyuit wrote:

      Purtroppo dalle informazioni raccolte qui e altrove, per come le ho intese io, queste due parole, "semiprofessionale" o "semiamatoriale", nella dimensione burocratica esistente, non sono realistiche: o fai il professionista o fai l'amatore.


      Non è del tutto corretto.
      E' chiaro che lo stato ti chiede, in linea generale, di decidere se svolgi un'attività professionale (e ti chiede di metterti in regola per questo) o se ti diletti per conto tuo.
      Ma è anche vero che c'è un tetto di compensi entro il quale viene richiesta sostanzialmente poco più che un'autocertificazione ed un'oretta di lavoro l'anno da parte di un commercialista. Se sei entro i 5k€ annui fai tutto con ricevuta con ritenuta d'acconto, e sostanzialmente hai adempiuto un po' a tutti gli obblighi di legge.
      Quindi una forma intermedia, tra il professionale e l'amatore, quindi l'amatore che tenta la scalata al professionale o l'amatore che cerca di arrotondare con la propria passione, c'è. Ed è anche piuttosto comoda ed agibile, che io sappia.

      Ma, anche qui... sono aspetti che ti conviene affrontare con un commercialista più che con un gestore di uno studio. Perché il gestore di uno studio paga un commercialista per questi aspetti, di cui quindi saprà qualcosa ma non nel dettaglio.
      Giampiero Ulacco
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      loyuit wrote:

      anche lo studio si dovrebbe porre dei limiti, ad esempio negli spazi e nelle tracce massime da gestire: nel mio caso potremo dire 8/12 di buona qualità hardware, preferibili a più canali di qualità mediocre. Questo ridurrebbe i costi di partenza e di gestione.


      La mia frase intera era quella sopra. Mi riferivo anche agli spazi, molto limitati. E in questo intendevo minor spazi minor costi di

      Insonorizzazione, areazione, porte, acustica, illuminotecnica, impianto elettrico e messa a terra. La mano d'opera, i materiali, le consulenze, i trasporti. Tutta la parte del cablaggio audio tra le sale. Le connessioni di rete. I tessuti e le tinteggiature. Ecc ecc.


      Ma ti ringrazio della precisazione.
      Effettivamente non ho idea di quanto possa essere la spesa per tutto ciò che hai elencato parlando di due spazi, regia/mixing e registrazione, che complessivamente, nella mia idea, raggiungano i 30/35 mq.


      Ma è anche vero che c'è un tetto di compensi entro il quale viene richiesta sostanzialmente poco più che un'autocertificazione ed un'oretta di lavoro l'anno da parte di un commercialista. Se sei entro i 5k€ annui fai tutto con ricevuta con ritenuta d'acconto, e sostanzialmente hai adempiuto un po' a tutti gli obblighi di legge.
      Quindi una forma intermedia, tra il professionale e l'amatore, quindi l'amatore che tenta la scalata al professionale o l'amatore che cerca di arrotondare con la propria passione, c'è. Ed è anche piuttosto comoda ed agibile, che io sappia.


      Questa è una buona cosa.
      Credo però che la parte di previdenza, la più rilevante tra le spese fisse, vada pagata comunque.
      Ma chiederò a un commercialista per questi tecnicismi.
      Scusami, ma non comprendo perchè vuoi affrontare la complessità del fatto in toto e prima di mettere mano. Cioè, pensare di aprire uno studio da zero, aprire una partita iva eccetera senza nemmeno sapere se mai dovesse entrare un lavoro a pagamento mi sembra un po' una autocomplicazione visto che in ogni caso parli di spazi minimi, budget minimi e utilizzo sporadico nei week end. Vuoi attrezzarti un home studio in sostanza che abbia anche un ambiente separato per fare delle riprese. Per fare questo ti servono essenzialmente le 2 stanze, un po' di fai da te e basta. Cioè, per come la poni è come pensare ad una laurea in ingegneria per costruire un kit lego. E' normale che in una situazione così e con poco investimento devi importi dei limiti, quindi non registrare batterie se sei in un condominio al secondo piano, ma al fine del mixing e del tracking di cose acustiche non ci sono troppi problemi sempre in un'ottica amatoriale e soprattutto non vedo la necessità della partita iva. Farai sicuramente una buona parte dei lavori senza avere alcun ricavo e se proprio dovesse capitarti la necessità farai una prestazione occasionale per la quale basta un codice fiscale. Per parlare di previdenza eccetera i presupposti sono altri, ma non la quadratura dello studio, piuttosto un presunto giro economico che almeno si attesti sui 15, 20 30 mila euro anno. Allora se ti va di provare in quel modo è un altro discorso, altri budget ed altre necessità tecniche.

      <p>&nbsp;</p>
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

      Studio, domande a chi già ne gestisce uno

      Senza contare che al di là degli ambienti attrezzatura e spese il risultato lo fa la tua esperienza e le tue capacità.
      Intendo dire che nel momento in cui il risultato finale sarà ad un livello comparabile con un prodotto professionale probabilmente avrai più richieste e solo in base a queste potrai fare delle valutazioni più impegnative.
      Ecco io ti auguro con pochi mezzi di fare grandi cose

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