In rilievo Tecniche di mix: Come mixare la batteria, due tecniche di base.

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      Grazie ragazzi !

      Daì, non siate timidi, parliamo dell'uso aggressivo dei gate... :D :D :D

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      teetoleevio ha scritto:

      parliamo dell'uso aggressivo dei gate...

      teeto, grazie per la traduzione e la condivisione! ottima iniziativa.

      C'è qualche punto che non mi vede propriamente d'accordo (ad esempio pannare completamente ai lati hi-hat e ride, giusto per dirne una - però devo ancora rileggere con più calma), e sui gate potremmo discutere a lungo (il solito discorso: una batteria jazz, o anche rock "alla john bonham" non può essere trattata come una batteria alla paramore...), però tutto molto utile! :thumbup: :thumbup:

      EDIT: rileggendo, non sono molto d'accordo neppure sui parametri di compressione, in particolare con l'attacco molto rapido sulla cassa. Giusto per stimolare teeto hehehehe

      EDIT2 (infatti vedo che nella guida 2 sono citati parametri differenti... 8) )

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      Letto con ingordigia.
      Dall'alto della mia ignoranza che è molto più tanta della vostra (quindi occhio 8)), ho storto un pò il naso riguardo la storia del charly spedito agli estremi L o R, idem per il ride e idem per i settaggi di comp con attacchi veloci. Mi ha fatto un pò strano anche il riverbero sulla cassa. Fa piacere che qualcuno con competenze maggiori abbia avuto la stessa reazione.

      Ho scoperto da poco invece che compressare, come dicono i PRO della mia zona, l'intero kit di BUTTeria porta dei vantaggi... sempre che tutte le fasi precedenti, comprensive di livelli+gate+comp+eq, siano state fatte AD OK (hoc è troppo vintage) sui singoli componenti del kit.
      Anche l'idea di zittire il charly ovunque tranne che nei ritornelli l'ho sperimentata con grande soddisfazione: ritornelli più aperti con quel tocco di casino controllato che fa tanto hard & fuck :thumbup: .

      Grazie Teeto,e anzi...che ne pensi tu?

      Salus
      L'ultimo vestito non ha le tasche...
      In realtà occorre secondo me conprendere che i due mini-metodi provengono da tecnici americani, e parte tutto da qui.

      Nel senso che il mix "all'americana" ha delle caratteristiche ben precise e tradizionalmente anche MOLTO DIVERSE dal mix ad esempio inglese, e ancora lontanissime rispetto al mix "all'italiana".

      Attenzione, per i soliti anti-americanisti: non sto dicendo "caratteristiche migliori o peggiori".

      Sto dicendo semplicemente che sono approcci al mix specifici e molto diversi da altri tipi di approccio.

      Ride e hh pannati al 100% per esempio sono in USA usatissimi, idea di tradizione LCR, mentre gli inglesi hanno un altro approccio, e da un'altra parte, ancora diversa, tendenzialmente qui in ITA da sempre si storce un po' il naso per una tradizione "live" che mentalmente impedisce il panning estremo e mantiene spesso scelte di mix estremamente conservative e timide, più inclini alla pulizia e alla sterilità che al punch e al carattere del suono.

      Qui invece, approcci a compressione e gating estremamente aggressivi sono molto diversi nella mentalità.

      E non provare qualcosa di un po' aggressivo in qualsiasi genere, senza dovere scomodare per forza generi specifici in rock e metal, magari è un primo peccato.

      Del resto, se fosse il contrario, probabilmente non avremmo prodotti come Pausini e Amoruso che suoneranno pure benino per il gusto normale, ma che sostanzialmente potevano suonare identici trent'anni fa...

      Il secondo peccato è il non andare un po' più in là, cercando ad esempio di capire PERCHE' negli ultimi vent'anni per esempio si è imposto il suono SSL, che ha determinate caratteristiche.

      Compressione e gating estremamente aggressivi, con un certo comportamento, fanno parte integrante DI QUEL SUONO e di un trattamento della ritmica che ha utilizzi tra i più svariati, in qualsiasi genere. E se capisci l'interazione delle due cose, magari puoi provare a fare qualcosa del genere nel tuo sistema, magari avvicinandoti moltissimo, se hai la pazienza e la tecnica.

      E non sto parlando solo del fast attack SSL, che come "l'all button" del 1176, aspetti famosi e immaginifici di cui spesso ci si riempe solo la bocca, bensì dell'uso "aggressivamente normale" di un qualsiasi compressore, magari VCA, un uso "normalmente aggressivo" che si può fare in mille modi magari su un Dbx o su altri altri tipi di circuitazione.

      Se pensi a un 1176 o generalmente a un compressore FET senza pensare a un attacco rapido, probabilmente non sfrutti fino in fondo l'idea per cui è stato concepito. :)

      Sempre in tema di SSL, se ascolti con grande attenzione alcuni dischi, capisci anche l'uso del gate, che è ben diverso dalla semplice funzione di pulizia dai rientri. Se usi un SSL o un Sonalksis il mondo cambia completamente perchè cambia il suono, e il parametro tecnico non c'entra molto.

      Per questo motivo ad esempio la tecnica più moderna di editare i tom nel computer "perchè adesso si fa così" magari ti porta lontano dall'uso particolare, creativo e aggressivo, dei gate.

      Andando un po' avanti nel discorso, prima del gate la compressione estremamente aggressiva esiste comunque dagli anni '60 anche in Inghilterra.

      Prendiamo i Beatles, Ringo Starr senza una coppia di Fairchild ben schiacciati non avrebbe mai avuto quel suono.

      Il punto è che con i plug-in, se uno esagera in trecento tracce, poi perde secondo me complessivamente nel mix.

      Sul riverbero sulla cassa, evabbè, magari io o te stamattina non lo mettiamo, ma di casse con AMS sono pieni i dischi inglesi e americani anche nel 2012, quindi anche qui... secondo me non esiste una cosa giusta o sbagliata. :D

      Si tratta di due ideine di flusso, assolutamente opinabili. :)

      Sono spunti, magari meglio degli spunti anche un po' bislacchi in qualche aspetto, e sono d'accordo, però magari meglio due spunti su cui ispirarsi, anche nel confronto, piuttosto che dire sempre e solo "SI FA COSI'" o (pessima abitudine, e in questo forum accade spessissimo) "NON SI FA COSI' " :P :P :P


      Opinioni personali, ovviamente...

      post scriptum, @grungelizer: Guido, se vuoi leggere davvero un bel libro, ti consiglio, appena uscito, "From Abbey Road to Ziggy Stardust", di Ken Scott, in cui il noto tecnico allievo di Geoff Emerick ne dice delle belle, anche tecnicamente...


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “teetoleevio” ().

      grungelizer ha scritto:



      EDIT: rileggendo, non sono molto d'accordo neppure sui parametri di compressione, in particolare con l'attacco molto rapido sulla cassa. Giusto per stimolare teeto hehehehe



      dal basso della mia poca esperienza la prima cosa che anche a me è saltata all'occhio è l'attacco veloce sui tom...essendo strumenti con transienti che nella logica vanno "preservati", un attacco veloce su un compressore spinto dovrebbe andare nella direzione opposta...no? ?(

      comunque la prossima settimana volevo scaricarmi i due mix off postati per allenarmi un po' nel mix e vedrò di sperimentare le due tecniche (sperando che siano pezzi con la batteria altrimenti le sperimento sulla sezione d'archi :D )
      Grazie Teeto :)

      francesco lc ha scritto:

      dal basso della mia poca esperienza la prima cosa che anche a me è saltata all'occhio è l'attacco veloce sui tom...essendo strumenti con transienti che nella logica vanno "preservati", un attacco veloce su un compressore spinto dovrebbe andare nella direzione opposta...no? ?(


      A mio parere, non è detto.
      In alcune situazioni, o generi, soluzioni tipo 1176, DBX 162, ADR, SSL in fast attack ecc possono aiutare a far distinguere i tom all' interno di un mix senza farli staccare dal resto, ed allo stesso tempo possono guadagnare coda e "cattiveria".

      Anche per quanto riguarda l' ambiente sulla cassa, non credo sia una scelta così poco diffusa... del resto il rientro del kick negli oh è di per sé una ripresa ambientale, come ovviamente anche la room, e questi due segnali sono spesso fondamentali per la riuscita del suono del kick.
      Magari a volte si è portati a pensare che un riverbero sia sempre e per forza un qualcosa di invasivo che impasta ed allontana le tracce, ma non sempre è così... vedi il citato AMS nelle modalità non-linear.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

      teetoleevio ha scritto:

      - Sull'uso dei filtri: senza dubbio molti plug-in hanno fitri abbastanza invasivi che danno risultati molto "phasey", e quindi se hai una buona registrazione in teoria ne potresti fare anche a meno. Dall'altra parte puoi o usare filtri molto trasparenti (tipo Sonnox, se usi plug-in), oppure viceversa molto colorati, per esempio l'Harrison è molto invasivo ma ha un suono molto molto bello, secondo me.
      In ogni caso per me l'uso dei filtri è molto importante e non può essere ignorato in un mix affollato con tante tracce come i mix moderni, specie se le tracce che hai a disposizione sono registrate così così (la norma, ormai...) e specie se l'idea di produzione dietro al brano è così così (la norma, ormai...).
      Se nella produzione e nell'arrangiamento hai strumenti che coprono tutte le frequenze probabilmente devi usare dei filtri, secondo me anche e sopratutto con l'harsh in alto della registrazione digitale fatta spesso in stanze trattate acusticamente in maniera scarsa.

      Opinioni personali, ovviamente. :)


      8) Teetoleevio
      Assolutamente, diciamo che la perplessità nasce sulla rotazione di fase imprescindibile in qualunque EQ (tolto quelle a linerità di fase) più che su di una valutazione della trasparenza o coloratura del device (anche virtuale). In effetti un cutting più o meno deciso lo si ottiene comunque utilizzando anche 2 bande shelving sovrapposte o usando, congiunti, un filtro del 1° ordine 6dB/oct (che non determina rotazioni di fase) con uno shelving (che tipicamente attenua a 3dB/oct).
      Ovviamente non è la ricetta definitiva ma è un approccio personale scaturito da esperienze ed approfondimenti anche in ambito live (dove l'uso del filtro è quasi un obbligo) e che trova comunque la sua eccezione di fronte a situazioni limite molto vicine a quelle da te descritte o nella scelta di colorazione data da particolari filtri.

      Have a nice mix,
      Lorenzo
      more beer, please :thumbsup:
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      69 Novanta ha scritto:


      Ho scoperto da poco invece che compressare, come dicono i PRO della mia zona, l'intero kit di BUTTeria porta dei vantaggi...

      Io ripristinerei la pena di morte per chi dice compressare...... :D
      @Teeto: grazie mille, me la sono salvata sul desktop e dopo me la spulcio per bene! :)
      Le mie foto...
      SenzaLegge
      Il mio soundcloud

      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      Bella segnalazione Teeto.

      Ma...il tempo di release dei gate?Da 400 a 1 secondo?Per me sono tempi lunghissimi,e per voi?Usate tempi del genere?

      Parlo ad esempio del rullo.Per me già 250ms è un tempo considerevole.Ma ammetto che non sono molto bravo coi gate,magari sbaglio completamente a usarlo.
      All you need is ears :D
      ...per un punk hardcore siamo quasi alla fine del primo ritornello :D .... apparte gli scherzi,anche io quel poco che lo uso(usavo piu che altro) mi sembra abbastanza lungo come rilascio... ma credo che sia fondamentale anche lo stile della canzone per parlare dei parametri
      LPX,Saffire 56 + ADA8000mod,KRK Ergo,Yamaha NS10,Tannoy s800, Sound Skulptor MP573,2x GAP573,Pourple Audio BIZ,ff ISA ONE,TLaudio 5001_Mic 3x SM57,AT4050,2x AUDIX i5,d2,d4,2x Oktava MK012,akg D112,KEMPER .
      Facebook
      facebook.com/Cruentalacrymisofficialband/

      Hank ha scritto:

      Ma...il tempo di release dei gate?Da 400 a 1 secondo?Per me sono tempi lunghissimi,e per voi?Usate tempi del genere?


      Sì. Anche maggiori, in genere.
      Sul rullo 0.25-0.5-1s-2s, sui tom 0.5-1-2s, a volte anche 4s.
      Poi chiaramente dipende da tantissimi fattori, tra cui, molto importante, il gate utilizzato... ognuno risponde a modo suo.

      Comunque... ho letto gli articoli. Continuo a ringraziare Teeto per il lavoro fatto e per il bello spirito di condivisione, ma (se posso permettermi e sperando di non risultare rompiscatole) condivido poco l' approccio del primo post.
      Frequenze e quantità di interventi dati in modo un po' gratuito, direi "leggero"... a mio parere. Si rischia sempre di incappare nel lettore che crede che, di default, "una cassa va tagliata di 6dB a 500Hz" o che gli overhead debbano per forza essere svuotati pesantemente su basse e mediobasse (nel primo post si parla di 7dB in shelving da 700Hz e +4dB in alto).
      Il secondo intervento è decisamente più pacato e generalista ed a mio parere tendenzialmente più utile, con meno possibilità di generare... come dire... false credenze.
      Per carità, resta sempre estremamente interessante leggere approcci al mix differenti dal tuo, quindi ben venga... inviterei solo a prendere questi due post per quello che sono, ovvero due "mini-guide" del tutto personali.

      Insomma... il mio è solo un invito alla cautela ed al relativismo a chi magari avvicinandosi solo ora all' argomento potrebbe pensare "aaahhhh ecco come si fa! Punto l' eq qui e tolgo XdB. Facile!". Tutto qui. :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “PAPEdROGA” ().

      @Pape:

      Senza dubbio il taglio delle due mini-guide è molto diverso, con il primo approccio più semplicistico e da "newbie" e il secondo più saggio e di esperienza, con molte più interpretazioni possibili e soprattutto un buon margine di informazioni da leggere "tra le righe", una modalità che magari può soddisfare contemporaneamente sia il newbie - novellino, sia il tecnico scafato. :D

      Sul lettore che possa dire "ah, allora si fa così", magari prendendo per oro colato le frequenze di riferimento: mah, c'è sempre questo rischio, sicuramente.

      Confido nel fatto che uno riesca a leggere anche la mia premessa all'articolo, nonché la mia puntualizzazione successiva:

      "Si tratta di due ideine di flusso, assolutamente opinabili. :)

      Sono spunti, magari meglio degli spunti anche un po' bislacchi in qualche aspetto, e sono d'accordo, però magari meglio due spunti su cui ispirarsi, anche nel confronto, piuttosto che dire sempre e solo "SI FA COSI'" o (pessima abitudine, e in questo forum accade spessissimo) "NON SI FA COSI' "


      Il bello del thread originale è che comunque ad oggi 4 settembre su GS ha collezionato oltre 64.000 (sessantaquattromila visite !), e, al di là delle visite, ha generato molti altri interventi tecnici e OPERATIVI anche decisamente profondi, tra cui segnalo quelli di James Meeker, tecnico di grande esperienza

      Per i più pigri, potete trovare in italiano sul mio sito alcuni dei suoi interventi, che credo siano interessanti.

      Occorre prendere secondo me sempre tutto con le pinze, del resto anche molti interventi tecnici di commento sugli pseudo-mixing contest di questo forum, a meno che non mi stia sbagliando, sono spesso del tipo "qui ho abbassato 3 dB sugli 800 dei palm mute"... e non è che per il newbie un'approccio del genere abbia un risultato molto diverso... se chi legge non ha sotto in parallelo, con buoni ascolti, lo stesso brano e soprattutto la stessa esperienza e/o forma mentale di chi ha messo il commento... 8o

      Ovviamente un commento tecnico specifico con il brano sottostante è ben più utile, ma a mio parere è sempre abbastanza risibile, poiché secondo me ogni mix è diverso a seconda del giorno, dei tuoi ascolti, del tuo raffreddore, del tuo ciclo mestruale ( :D ) , e soprattutto a seconda di quello che magari hai in mente contro il materiale che hai a disposizione rispetto al risultato che ti viene richiesto...

      L'invito al relativismo è in ogni caso corretto, e lo appoggio in pieno. E' quello che cerco di predicare da anni, ma non so alla fine con quali risultati. ;)



      Opinioni personali, ovviamente. :)

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      ciao a tutti!
      molto interessanti le guide...nella prima mi ha sorpreso anche il compressore alla fine, per il poco che ne so e mi sembrava un po' formuletta magica :D come già si diceva.

      Però mi è venuta una domanda a chi utilizza unicamente dei plugs come ad esempio superior che uso anche io.
      Visto che c'è la possibilita di eliminare i bleeding voi li eliminate e non usate dei gate o tenete i bleeding e cercate di simulare una batteria vera cercando di controllarli con i gate?

      io nelle due batterie di superior che ho mixato ho tolto i rientri :)
      "Il blues è il riassunto della musica. E' triste e struggente ma se lo spari a manetta diventa rock'n roll!"

      Elettrica: Fender Stratocaster American Standard PU DiMarzio, Acustica: Breedlove D25, Basso Yhamaha BB424X, Sony Vaio Core Duo Ram2G, Line6 KB 37, Sontronic Mic Condenser stc-2, Cubase5.

      soundcloud.com/roberto-scaglioni
      io elimino i rientri, però sono conscio del fatto che a saperli dosare otterrei qualcosa di più reale; tuttavia partendo da uno step pari a zero, lavorare con i rientri mi sembrava un po' "oltre" le mie possibilità, quindi per ora lavoro così e poi magari gradatamente....

      teetoleevio ha scritto:

      L'invito al relativismo è in ogni caso corretto, e lo appoggio in pieno. E' quello che cerco di predicare da anni, ma non so alla fine con quali risultati. ;)

      Beh, direi che la buona volontà del maestro c'è, però poi ci deve essere anche quella del "discepolo" :) .

      Infatti la cosa interessante è comunque discuterne.
      Dal mio punto di vista concordo col tuo discorso del riverbero sulla cassa (fatto tante volte).

      In quanto al panning estremo dell'hi-hat e del ride... è stato il mio primo approccio tanti (troppi?) anni fa, in piena era metal losangeleno.
      Poi, sarà che mi sono trovato moto più spesso in mezzo al jazz che non al pop americano :P , ho cambiato tendenza, per quanto senz'altro non mi impunterei più di tanto.

      E' vero quel che dici, e cioè che l'approccio british (che è il mio) è differente, molto più "chiuso" (relativamente parlando).

      In quanto all'approccio italiano, a parte farti rimangiare - se riferita al mio post! - qualunque idea pausiniana :D :D :D (quanto di più lontano dalla mia attitudine), ci sono però molti dischi italiani in cui la batteria suona in maniera estremamente interessante (a livello major penso ai Verdena, ma a livello indipendente ci sono molte produzioni che sono quanto di più lontano possibile dal classico suono italiano), se pur sempre in qualche modo derivativo dagli inglesi.

      E poi, come sempre, ogni "trattamento" (come quello della guida) va contestualizzato al genere e all'artista.
      Riferendomi a produzioni USA, ad esempio, pur con tutti i limiti dell'epoca (sono vintage!) amo le batterie "sporche" di Bitches brew di Miles Davis, così come il Peter Erskine di Weather report (l'ultimo con Jaco)... e allo stesso modo il Dave Grohl con Queen of the Stone age, o i RATM... insomma niente paraorecchi, ma contestualizzazione sì.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “grungelizer” ().

      butto in mezzo un altro input: utilizzate e come la compressione parallela sul bus di batteria o sui singoli elementi? che compressore preferite? settaggi? mandate tutto il drumbus al comp o solo i fusti?
      mi ci sono avvicinato da poco a questa tecnica ed ho notato che non tutti i comp funzionano bene, per ora i miei preferiti sono quelli che non squashano i piatti tipo il bombardier della stillwell (per dirne uno).

      lic ha scritto:

      butto in mezzo un altro input: utilizzate e come la compressione parallela sul bus di batteria o sui singoli elementi? che compressore preferite? settaggi? mandate tutto il drumbus al comp o solo i fusti?
      mi ci sono avvicinato da poco a questa tecnica ed ho notato che non tutti i comp funzionano bene, per ora i miei preferiti sono quelli che non squashano i piatti tipo il bombardier della stillwell (per dirne uno).

      Per quello che mi riguarda uso la compressione parallela più in ambito live.
      In ogni caso la mia "ricetta" è la seguente:

      Dinamiche

      Live (rock e similia)
      - nessuna compressione su nessun canale
      - gate su cassa, rullante sotto e tutti i toms
      - quando il banco e il tempo me lo permette compressione in parallelo su cassa e gruppo dei tom
      - la batteria deve suonare completa già con cassa e over (quindi NON taglio i bassi)

      Studio (rock e similia)
      Previo l'allineamento delle tracce (uso come riferimento il rullante sopra)
      - compressione su tutti i tamburi
      - creo gruppo rullante (se ripreso sopra e sotto)
      - creo gruppo toms (che comprimo ulteriormente)
      - creo gruppo "resto batteria"
      - i gruppi di cui prima li indirizzo in un altro bus che comprimo leggermente

      Compressori plug-ins che prediligo
      - generalmente sui singoli canali uso la strip channel SSL G della Waves (Gate, EQ & CMP)
      - sul gruppo rullante spesso il CLA-76 della Waves
      - sul gruppo batteria il CLA-2A o il Kramer PIE Waves (ingrossa le medie)
      - svariate volte ho utilizzato l'Aphex sempre Waves su rullante e piatti

      EQ
      indico le freq con cui approccio in prima battuta e con boost/cut indico solo la tendenza, ovvero a seconda dei casi posso muovere da 3 a 12dB

      Live & studio
      cassa: boost 60Hz, cut 250Hz, boost 6kHz
      snare up: cut 100Hz, boost 400Hz
      snare dn: cut 100Hz, boost 2kHz
      HH: cut 100Hz(shelving), cut 400Hz (peak), cut 4kHz, boost 10kHz (shelving)
      over: cut 100Hz(shelving), boost 350Hz, boost 4kHz, boost 10kHz (shelving)
      T1: cut 200Hz, boost 400Hz, boost 4kHz
      T2: come T1 ma lasciando maggior presenza di bassi
      FT: tendenzialmente lo lavoro come la cassa

      Riverberi:
      - Gate reverb (la chiusa della coda deve coincidere con l'ingresso della cassa) su rullante
      - Gate Reverb sulla cassa come colore per generi Hip-Hop
      - Plate sui cimbali
      - Large room sui toms (rock)

      Have a nice mix,
      Lorenzo
      more beer, please :thumbsup:
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      otik ha scritto:


      io elimino i rientri, però sono conscio del fatto che a saperli dosare otterrei qualcosa di più reale; tuttavia partendo da uno step pari a zero, lavorare con i rientri mi sembrava un po' "oltre" le mie possibilità, quindi per ora lavoro così e poi magari gradatamente....


      lordadb ha scritto:





      Citato da "Creazyscreamer"



      voi li eliminate e non usate dei gate o tenete i bleeding e cercate di simulare una batteria vera cercando di controllarli con i gate?

      Personalmente la seconda che hai detto. Ma spesso non uso i gate per tenere più viva la batteria proprio grazie ai rientri.



      grazie mille Otik e lord sperimenterò :D

      lic ha scritto:


      butto in mezzo un altro input: utilizzate e come la compressione parallela sul bus di batteria o sui singoli elementi? che compressore preferite? settaggi? mandate tutto il drumbus al comp o solo i fusti?
      mi ci sono avvicinato da poco a questa tecnica ed ho notato che non tutti i comp funzionano bene, per ora i miei preferiti sono quelli che non squashano i piatti tipo il bombardier della stillwell (per dirne uno).


      quesito molto interessante dai coraggio fatevi avanti :thumbup:
      "Il blues è il riassunto della musica. E' triste e struggente ma se lo spari a manetta diventa rock'n roll!"

      Elettrica: Fender Stratocaster American Standard PU DiMarzio, Acustica: Breedlove D25, Basso Yhamaha BB424X, Sony Vaio Core Duo Ram2G, Line6 KB 37, Sontronic Mic Condenser stc-2, Cubase5.

      soundcloud.com/roberto-scaglioni

      lic ha scritto:

      butto in mezzo un altro input: utilizzate e come la compressione parallela sul bus di batteria o sui singoli elementi? che compressore preferite? settaggi? mandate tutto il drumbus al comp o solo i fusti?


      Anni fa usavo molto la compressione parallela, quasi sempre solo sui fusti, room mi piaceva mono, "alla Clearmountain" molto compressa, ma a sé.
      Da tempo però non uso più molto la compressione parallela, dipende dal brano e dipende se sono in ProTùlz o no.

      Uso da poco un sistema diverso, nel senso di sistema audio, che mi sta dando dei risultati molto molto buoni.


      @grungelizer: condivido benissimo la tua verve british anti-pausianiana... :thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup:

      @soundaround: gran post, molto articolato. Interessante. Grazie :thumbup: :thumbup: :thumbup: :thumbup:


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !