pareri riguardo a un procedimento di "somma analogica"

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      pareri riguardo a un procedimento di "somma analogica"

      ciao a tutti

      so già che il post correrà il rischio di innescare l'ennesima annosa diatriba tra digitalisti contro analisti (non so come si dice :) ), tra puristi e sperimentatori, e chi più ne ha più ne metta, ma volevo un parere riguardo ad un procedimento che usa un mio amico che fa il fonico per i live ed ha anche un piccolo studio di registrazione.
      dunque, per i lavori di studio da un annetto e mezzo a questa parte ha impostato il proprio setup in questo modo:

      registrazioni direttamente su computer e stesura del pezzo su daw.
      nella daw avviene un "pre mix" diciamo, da cui lui esce dalla scheda audio (se non ricordo male una motu) con i vari canali (ora sinceramente non ricordo se esca a tracce singole o a sub group) in un mixer analogico tipo un soudcraft o un allen heat che ha comprato usato, dove finisce il mix e rientra con l uscita stereo del mixder all'interno della daw.
      lui sostiene che questo procedimento gli semplifica (in termini di resa ) il mix dei pezzi, perchè una volta nel banco gli risulta più semplice spingere un po il segnale e fare aggiustamenti in termini di eq, e credo qualche comp outboard.

      ho letto spesso di procedimenti simili , ma in genere la somma finale del mix veniva fatta su nastro; ovvio che il risultato dipende da una serie di fattori (la qualità del outboard che si usa in primis), ma si ottiene comunque un risultato sostanziale anche passando da un mixer?

      e anche in questo caso, il risultato è fortemente influenzato dal mixer che viene utilizzato? del tipo se lo fai su un banco SSL ha senso, se lo fai su un soundcraft sono più i contro dei pro?

      grazie in anticipo per le risposte e non vi picchiate :D
      Francesco, ogni device che il segnale attraversa ne modifica in qualche modo le proprietà.
      Senza alcun dubbio l'attraversamento di più canali e una master section di un mixer colorano il segnale introducendo non linearità spesso evidenti.
      Se riduci la domanda a "ne vale la pena" accendi la miccia a cui accennavi sopra.
      In mia personale opinione parlando strettamente in termini qualitativi non ha senso attraversare apparecchi per il solo fatto che sono analogici. Non è vero che l'analog è meglio in quanto analog, c'è anche l'analog di merd@. La somma digitale ha molta potenza in termini di risoluzione e definizione
      Però. Di che genere parliamo? Quanto conta la perdita di definizione a fronte di una eventuale performance di mix più emozionante?
      Sempre in mia opinione molto spesso la giusta ergonomia e l'approccio manovale alle operazioni hanno effetti positivi molto più evidenti sull'insieme anche a fronte della perdita di 30 o 40 dB di SNR (in certi generi).

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      Si è un procedimento di somma analogica che con un banco di qualità aiuta. La somma puó avvenire su nastro o su hd, preferibilmente con un buon convertitore AD. L'unico problema può essere il recall non proprio immediato (per i banchi sprovvisti di automazione). In tal caso è prassi comune lasciare i fader del banco a unity e fare le automazioni nella daw. In tal caso peró se hai degli insert sui canali del banco gli vari il segnale in entrata, con conseguente variazione sonora. C'è chi se ne strafrega, chi ripassa le tracce compresse nella daw per ovviare al problema e chi invece missa con i fader del banco vecchio stile..a mano. La possibilità di usare il trim dei singoli canali per una corretta gain structure è assai comoda, poi se il banco ha dei pre e eq buoni ed è in grado di infondere una tridimensionalità e separazione maggiore al digitale..hai vinto. Per esperienza lo stesso mix in digitale portato canale per canale su una console di livello (nella mia esperienza SSL Matrix) la differenza in termini di dettaglio e separazione è evidente. Poi entra in gioco anche il proprio modo di lavorare, per cui se ti piace smanettare con fader e potenziometri ben venga il mixer esterno. Se poi il mixer ha anche il total recall e l'automazione (post insert) lo sfrutti al 101% ;)
      Recording, SSL Mixing & Analog Mastering @ Synchronia Studios, Rome

      Post was edited 1 time, last by “synchronia” ().

      Concordo al 100% con db e synchronia e aggiungo che il procedimento utilizzato dal tuo amico non è nient'altro che un normalissimo riversamento tracce su banco analogico ai fini di un mix. Che poi quest'ultimo venga utilizzato come sommatore o come vera matrice di mix è soltanto una variante e/o metodo di lavoro.

      Sottolineo soltanto questo punto. La convenienza a lavorare in analogico è fortemente suscettibile di tre fattori:
      - la qualità delle macchine.
      - la coerenza sonica del sep analogico con la tipologia di lavoro.
      - il tempo a disposizione.

      Se la risultante di questi tre fattori sposta la bilancia più sul "ne vale pena", allora considerala la strada giusta.
      O se preferisci, una delle possibili strade giuste.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      Grazie! :)

      Nel caso del mio amico non credo abbia bisogno di un recall, dal momento che sfrutta il banco come "passaggio" del segnale digitale attraverso un mezzo analogico. Sul banco effettua giusto degli aggiustamenti in termini di eq ma come finalizzazione di quello che poi dall out del banco rientra nella daw.
      Proprio come è stato detto, questo processo gli serve solo per dare una "pennellata" di analogico ad un mix che in sostanza è stato fatto ITB, per cui i fader del banco rimangono a uniti. Credo che faccia ne più ne meno che quello che si fa con quel sommatore della dangerous music che va molto di moda adesso, con la differenza (a detta di lui ) che invece di spendere 2500 euro ne ha spesi si e no 500 o 600 per il banco usato.

      Quello che mi domandavo ( dal momento che come ho sentito l unico nome che è stato menzionato è SSL ) è se e quanto questo processo di semplice "passaggio" sia dipendente dalla qualità del banco in questione. Nel senso che, a detta sua, già quel banco ( ripeto, non ricordo se è un soundcraft o un hallen & heat ) era sufficiente allo scopo. Ora lui è sostanzialmente un fonico da live, anche molto bravo; sulle competenze in quanto ME da studio non ho avuto modo di testare, per questo avevo chiesto un parere qua nel forum, per capire se la cosa da dei risultati davvero, o se magari in assenza di macchine molto migliori di quella che utilizza lui non vale la pena. :)

      DBarbarulo wrote:


      Sempre in mia opinione molto spesso la giusta ergonomia e l'approccio manovale alle operazioni hanno effetti positivi molto più evidenti sull'insieme anche a fronte della perdita di 30 o 40 dB di SNR (in certi generi).
      DB


      cosa intendi per giusta ergonomia e rapporto manovale? in che senso anche a fronte di perdere 30 o 40 db? nel senso passando per un device analogico?
      Guarda che la risposta è già stata scritta. :)
      Si, è fortemente dipendente dalla qualità del banco, come è logico che sia.
      Ma non solo, è dipendente dal suo suono. Devi valutare se quest'ultimo è da ritenersi adeguato per i tuoi mix.
      Un banco MCI suona in maniera differente da un SSL, e quest'ultimo da un Calrec o da un TS24.
      Se avessi in mano gli stem di un pezzo di Beyoncè ci penserei tre volte prima di farli passare dentro un MCI anni 70.

      In ogni caso esiste un livello al di sotto del quale effettuare un'operazione di riversamento comporterebbe più danni che benefici.
      Un banco che sul nuovo costa 500 euro rientra in questa categoria.
      Dalla mia esperienza il cinema incomincia ad avere senso con banchi usati dai 4/5 mila in su, quindi macchine che all'epoca in cui erano state prodotte costavano decine di milioni. Operative e 100% full working.

      Calcola che come ha scritto Db devi fare i conti con la risoluzione, la pulizia e la definizione del digitale. Ha senso compromettere tutto ciò con un banco? Dipende dal banco, dalle macchine che ci cabli e da come le utilizzi.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      Post was edited 1 time, last by “dancok” ().

      francesco lc wrote:

      DBarbarulo wrote:


      Sempre in mia opinione molto spesso la giusta ergonomia e l'approccio manovale alle operazioni hanno effetti positivi molto più evidenti sull'insieme anche a fronte della perdita di 30 o 40 dB di SNR (in certi generi).
      DB


      cosa intendi per giusta ergonomia e rapporto manovale? in che senso anche a fronte di perdere 30 o 40 db? nel senso passando per un device analogico?


      Intende che in determinati contesti, i vantaggi che derivano dal lavorare con apparecchiature analogiche di una certa stazza e che ti costringono ad avere un approccio "fisico" nel processamento del suono sono superiori ai vantaggi offerti da un workflow digitale dove ti muovi con la punta di un dito su un mouse.
      Anche se tutto ciò compromette 40 db di signal to noise ratio, detto più volgarmente rapporto segnale rumore.
      Quoto.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      exactly.
      Forzando un po' la mano sento di poter dire che seppure il divario qualitativo (in termini di potenzialità sonica) tra itb e un mixer da 500 euro sia probabilmente 30:1, non è raro che l'approccio manuale per alcuni sia la chiave dell'acqua per riuscire ad imprimere emozione al missaggio. Quindi in fin dei conti meglio un mix emozionante ma non tecnicamente stellare che un mix sonicamente ineccepibile emozionante come un calzino bianco. Quindi da parte mia via libera all'utilizzo di devices di ogni genere.

      DB

      Edit
      non si sta illudendo, i risultati sono certamente migliori ma non per un motivo tecnico.
      se vendete il database mi incazzo.

      Post was edited 1 time, last by “DBarbarulo” ().

      Io ad esempio ho preso un banco A&H per fare la stessa esperienza, ma non per la qualità, che perderò, ma solo perchè non facendolo per lavoro trovo molto più divertente-fisico-reale-ecc... muovere delle manopoline vere che guardare un cavolo di pc tutto il tempo...ovvio che poi parallelamente faccio anche quello, ma intanto faccio pratica anche con funzioni reali e non emulazioni, magari potrà essere utile più in là se magari avrò la fortuna e possibilità di avere qualcosa di meglio tra le mani...

      Stevie Ray wrote:

      Io ad esempio ho preso un banco A&H per fare la stessa esperienza, ma non per la qualità, che perderò, ma solo perchè non facendolo per lavoro trovo molto più divertente-fisico-reale-ecc... muovere delle manopoline vere che guardare un cavolo di pc tutto il tempo...ovvio che poi parallelamente faccio anche quello, ma intanto faccio pratica anche con funzioni reali e non emulazioni, magari potrà essere utile più in là se magari avrò la fortuna e possibilità di avere qualcosa di meglio tra le mani...


      in realtà da quello che mi ha spiegato lui di manopoline muove poco o nulla; il grosso del mix avviene sulla daw.
      ma come ho accennato, lui ha una grande esperienza di fonico da palco ed è molto bravo e preparato anche a livello teorico e riguardo all approccio al digitale.
      come approccio al mix però, come ho avuto modo di vedere, è molto "da live"; non che sia una cosa brutta di per se, ma è più del tipo "risolviamo problemi" che non "diamo un po di carattere a questo insieme di tracce", come secondo me dovrebbe essere un mix da studio (non che chi sta scrivendo ha il nome che inizia per Chris e finisce per Alge eh, ben inteso... è un discorso puramente filosofico :D )

      @Dankok
      il banco come ho detto non ricordo con esattezza, mi spiace ma ho la memoria di un pesce rosso e l ultima volta che andai in studio era l'anno scorso. dovrebbe essere un Soundcraft o un Allen & Heat che è costato sui 5-600 euro usato
      Quindi 1000 euro nuovo??? :)))
      Comunque secondo me la musica nn ha limiti ! Posso anche finalizzare un pezzo facendolo passare in un circuito di m.... Solo perché mi piacciono tutti i vari ronzii fruscii e scricchiolii di quel circuito .


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      Dal banco che ho visto è più facile che da nuovo costasse un paio di migliaia di euro o tre :)

      Comunque trovo interessante la teoria di DBarbarulo secondo cui il miglioramento nel mix magari c è ma non è dovuto al procedimento in se, quanto piuttosto all approccio che ne consegue...per cui l "illusione" di eseguire un processo migliorativo modifica l approccio a mix migliorandone il risultato finale
      Alla fine quasi tutti i libri che ho letto dicono che la mentalità con cui si affronta il mix è fondamentale