Trattamento della Room della batteria

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      Trattamento della Room della batteria

      Ciao a tutti,
      come trattate le take di ripresa Room della batteria?

      Sia nel caso di ripresa mono che stereo...

      Ciao,
      Mauro
      "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

      It's not about the equipment, but about what you do with it.
      stavo per fare la stessa domanda, poi ho visto che l'avevi già fatta tu tempo fa ma senza risposte.....
      la rifaccio :)
      avete particolari modi di trattare, in ambito di mixaggio (si parla di take di batteria), il o i mic room? megacompressioni estreme? riverberoni? eq particolari? sfasamenti?
      o invece cose più pacate?
      graziee
      Sai che non ti so risponderedi preciso. A volte per me la room sia m che s funziona bene pulita con un minimo di eq per pulire le frequenze che ingolfano il mix. Altre volte la uso per aggiungere carattere alla batteria e allora mi piace provare a saturate e comprimere (ingenere settaggi veloci più per "uccidere" i transienti e portar su tutto il resto )e aggiungerla in base al gusto.
      Certo è che è molto generica come domanda ameno per me tutto è in funzione anche del genere. Nel reggae ad esempio genericamente non faccio grandi interventi sulla room e ne uso anche pochissima, ma perchè genericamente è prevista una batteria molto asciutta.

      ;)
      ...si chiama Mix e non Fix
      il mic room mono lo tengo solitamente basso (a 1 m / 1,5m da terra) e mi sposto fino a dove sento la cassa della batteria che mi risuona in petto. li piazzo il micr e sistemo di fino con posizionamento/diagramma polare fino ad avere un'immagine equilibrata e ferma di tutto il kit (magari cerco di trovar un posizionamento che mi tagli un po' i piatti, ma l'unica di solito è usare magari un nastro perché se il batterista ha piatti pesanti non c'è niente da fare)
      in mix quello che mi ritrovo a far spesso è nell'ordine hpf + pulizia delle medio basse 400-800 + shelving sottrattiva in alto per togliere i piatti se erano troppo chiari + saturazione per tirare avanti il rullo o transient designer per per tirar giù transienti e su le code. poi a volte siccome la sala dove registro io è sui 30 mq ci aggiungo una room stretta in insert wet 20%.
      poi se volessi dare un po' di urgenza, di farla muovere un po' di più la comprimo. attacco corto e la relase fino a quando sento che fa respirare a tempo la room. voglio che si apra e si chiuda ad ogni colpo e sto molto attento affinché il tempo di rilascio si incastri giusto con il groove che sta suonando. voglio che crei una sorta di effetto risucchio. il più lento possibile senza che mangi però il colpo dopo
      a dir la verità vado abbastanza a caso fino a quando sento come un elefante che marcia e capisco che è li che doveva arrivare :D
      Dipende da quale room, perchè esiste e quale genere si sta trattando.
      Una room ripresa come Dio comanda, cioè contestualizzata artisticamente e tecnicamente, con mezzi e ambienti scelti e pesati, presa singolarmente non necessita di niente, neanche di HPF.

      Riprendere un kit con tre, quattro o dieci microfoni per poi tagliare il 40% del loro materiale in mix significa aver sbagliato a registrare.

      Ci si chiede spesso come sia possibile un divario così apparentemente irraggiungibile tra i dischi che fanno classifica (fuori dall'italia) e tutto il resto.
      La prima cosa è che arrivano in mix con fader a unity e tutto suona come se fosse praticamente mixato.
      Se poi spingono in mix e diventano aggressivi è perchè il materiale regge fino in fondo come cemento armato e può sopportare carichi di eq e compressione di qualsiasi fattura.

      E' tutta tecnica di ripresa, fase, campionamenti, ambienti e attrezzature pesate. Magari tre in croce ma quelle giuste.

      Di fatto, in maniera positivamente provocatoria la domanda di questo tread verte più su come si tratta una room ripresa male.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      wow, grazie mille per le risposte!
      si, effettivamente è come dici tu dancok....tutte le room che ho ripreso ultimamente erano stanze che suonavano in modo alquanto discutibile, e riprese con microfoni altrettanto discutibili... :)
      e, si...mi sto rendendo conto sempre più di quanto sia fondamentale la qualità delle riprese....hai voglia a mixare con brani di riferimento con suoni da favola... -.-

      però mi chiedevo appunto quali fossero le varie scuole di pensiero "room", e ho avuto ottime risposte...ri-grazie :)
      Io il più delle volte la evito se la stanza è troppo piccola, o troppo asciutta o in generale mal suonante perchè trovo che il suo inserimento in mix mi crea più problemi che altro. Se proprio ne sento il bisogno e il genere lo "richiede" provo a ricrearla virtualmente.

      dancok wrote:


      Di fatto, in maniera positivamente provocatoria la domanda di questo tread verte più su come si tratta una room ripresa male.


      verissimo, ma allora la domanda diviene, come deve essere una room ripresa bene?
      Perché ok che poi posso non toccarla, ma ci devo arrivare a quella ripresa altrimenti ci tocca parlare di come mettere le toppe effettivamente

      Quindi partendo dalla ripresa: ok che il tipo di stanza dipende dal tipo di batteria che si deve tirar fuori, ma cosa ascolti in un sala per capire se vale la pena registrarla?
      valuti il posizionamento del kit nella sala? come decidi dove posizionare il mic? controlli la fase con eventuali close o oh? hai preferenze su tipo di micr e diagramma polare? mono o stereo?

      giusto qualche domanda molto pratica che mi viene non avendo avuto modo di assistere a molti "pro" al lavoro
      grazie
      Personalmente cosigli di ascolto...gusto e conoscenza.
      La differenza la fanno il kit di batteria, la stanza ovviamente, i micro, il loro posizionamento, i pre.

      Qualcosa da provare IMHO: mettere in fase con il rullo in caso di stanza stereo provare a piazzare i mic negli angoli in alto della stanza. O anche in fornte alla batteria L-R o ancora a terra rivolti verso la batteria con angolazione variabile in base al gusto e a eventuali problematiche di fase.
      Si puó provare la mono davanti la batteria a diversi metri da essa o in alto dieto i batterista. O anche in un altra stanza o corridoio (normalmente per questo prediligo stanze asciutte ma fare delle prove non fa mai male) lasciando transitare il suono in giro per lo studio.

      Ovviamente tutto IMHO.
      Le possibilità sono pressochè infinite solo ascoltando di volta in volta e anche essendo creativi si possono raggiungere risultati interessanti.

      ;)
      ...si chiama Mix e non Fix
      Io l'ultima volta ho piazzato due mic a diaframma stretto...tipo AB come posizione a 2, 2 metri e mezzo di distanza alti più o meno come i tom. Sono rimasto abbastanza soddisfatto perchè hanno preso una bella "aria" compensando batteria e rullo...poi in eq ho tolto le bassissime....

      giovadrums wrote:


      verissimo, ma allora la domanda diviene, come deve essere una room ripresa bene?
      Perché ok che poi posso non toccarla, ma ci devo arrivare a quella ripresa altrimenti ci tocca parlare di come mettere le toppe effettivamente

      Quindi partendo dalla ripresa: ok che il tipo di stanza dipende dal tipo di batteria che si deve tirar fuori, ma cosa ascolti in un sala per capire se vale la pena registrarla?
      valuti il posizionamento del kit nella sala? come decidi dove posizionare il mic? controlli la fase con eventuali close o oh? hai preferenze su tipo di micr e diagramma polare? mono o stereo?

      giusto qualche domanda molto pratica che mi viene non avendo avuto modo di assistere a molti "pro" al lavoro
      grazie


      Le considerazioni che si possono fare in merito alle ambienze in tracking sono vastissime e non affrontabili con completezza in poche righe.
      Mi limito ad evidenziare alcuni punti di partenza su cui elaborare delle riflessioni.

      Un concetto basilare che in epoca in cui non esisteva la mentalità e/o possibilità "piazziamo 16 microfoni comunque, se non ci serviranno non li useremo" è che la microfonazione d'ambiente non è un opzione a se stante in aggiunta al close miking, come se da esso fosse slegato.
      Al SAE spendi miliardi di dollari in tre anni e non te lo dicono.

      Dovrebbero invece dirti che in epoca pre Daw, piazzare due microfoni per la ripresa di un ambiente era un lusso che costava un'investimento reale di mezzi, tempi ed energie.
      Due piste in più sul multitraccia a nastro (sempre limitato), due canali in più di un banco (sempre limitato), gestione della fase (senza plug in).
      La questione è che se decidevano di acquisire dell'ambienza, quest'ultima veniva semplicemente usata, ergo una ripresa fatta male non poteva essere contemplata.

      Oggi tutto diventa un' opzione decontestualizzata dal bisogno reale. L'estremo possibilismo provoca le carnevalate.
      Ecco perchè oggi si arriva in mix con Room e OH disallineati che suonano come minestroni e che finiscono in HPF da macellaio + compressione "da gas" per ottenere potenza e spinta mentre agli Avatar che sanno registrare come una volta con 6 microfoni arrivano in mix con batterie 10 volte più spesse e profonde, con la fase che le fa suonare più spinte dei distressor sul drum bus dei furbi con 16 microfoni e 8 bus paralleli con mille plug in sopra.
      Con gli HPF che spappolano la fase distruggendo tutto.

      Poi si pensa che il divario Avatar-Italia sia il loro barcone Neve e i pultec.
      Hai voglia a chiamare dancok pro analog. : - )

      Questo per dire che le room, se si decide di riprenderle, dipendono da come sono stati piazzati gli altri microfoni, in primis gli OH.
      Cheee? eh sì.
      Le inclinazioni degli OH sono fondamentali sulle room.
      E' tutta questione di cosa rendere prioritario negli OH (rullante, gruppo fusti, piatti), fase ed eq.
      Sposti gli OH, le room si spostano. O viceversa.
      Distanze e inclinazioni, tradotto fase.

      La room ripresa bene tiene conto anche del close miking sui fusti.
      Perchè oggi di prassi prendi la room mono in mix è parti di HPF automatico alla Rambo?
      Perchè come la metti ti ammazza la cassa che ha rigorosamente 3 microfoni, rullo 2 + addio focus.
      Per forza, è stata ripresa senza pensare che quando piazzi i microfoni stai equalizzando.
      Ne più ne meno.

      Come può una room servirti sotto i 130hz se hai Kick IN, Kick OUT, Sub kick che occupano il mondo?
      Voi beneficiare della room? Ripensa il close miking e le priorità rispetto al tipo di sound.

      Ti sto dicendo che della room puoi tranquillamente farne a meno. Magari vuoi il suono dry, asciuttissimo e stoppato. Va benissimo.
      Ma se la vuoi devi operare per lasciarle spazio.

      Altro spunto.
      Scelta pelli, tensione e accordatura.
      Influiscono pesantemente sulla buona resa di una room, mono o stereo che sia. Devono essere coerenti con il tipo di ambiente.

      Inutile lamentarsi se hai il rumble costante sul kit se mi fai Bluegrass con pelli allentate e kick da 25" in una stanza di 25mq con soffitto alto 2 metri emmezzo.
      Non va bene, devi scegliere la stanza giusta.

      Nemmeno cito la qualità del kit, viene dopo.

      Quindi mi rifaccio alla tua domanda.
      Cosa ascolto della stanza. Ascolto la sua risposta in ogni suo punto in relazione a ciò che voglio ottenere.
      Ascolto la qualità del suo riverbero, presenza di risonanze, comb filter, entità del ritardo.
      Mi chiedo se dell'ambienza artificiale mi restituirebbe risultati migliori e più coerenti con l'obiettivo sonico.
      Se la stanza suona bene te ne accorgi piuttosto rapidamente.

      Mono, stereo, posizionamenti. Non ci sono regole perentorie.
      Ogni progetto è a se e necessita di esigenze differenti.
      Fai Metal, triggheri, hard rock, blues, indie folk. E che ne so, cambia il mondo ogni volta.

      Mi sono occupato della realizzazione di un disco che uscirà a breve sugli store online ma il cui disco fisico è già in circolazione, band hard rock blues con influenze AC-DC/ZZ top che a quanto pare sta facendo piuttosto scalpore proprio per il suo sound generale.
      A chi mi ha chiesto come l'abbia ottenuto ho risposto che le variabili sono davvero molte ma tra queste c'è stata un'operazione oculata proprio sull'argomento di cui stiamo parlando.

      Poi, di cose da dire ce ne sono a tonnellate in tema ambienti.
      Boh, spero di averti dato qualche spunto su cui fare qualche ragionamento in più.
      Poi ognuno fa come meglio crede sulla base della propria esperienza e di come le sue orecchie rispondono.

      Ciao
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      @dancok ho letto con interesse il tuo intervento, sarei felice se volessi approfondire il discorso inclinazione distanza e fase, anche se so bene che è difficile da spiegare in un post, ma credo che qualche esempio aiuterebbe a capirne di più

      "...ho una strana sensazione di sollievo...ora il mondo è stato distrutto..." un brano dei Subconscio
      @flashback
      Si, l'ideale è poter affrontare l'argomento in uno studio. Le parole rischiano di risultare poco efficaci.
      La logica con cui si posizionano i microfoni d'ambiente deve tenere conto della logica con cui si posizionano i close.
      Un paio di OH possono essere posizionati in mille modi differenti sulla base di ciò che intendi ottenere, gli ambienti posizionati correttamente svolgono una funzione di complemento del sound generale.
      La distanza e la fase devono essere complementari.
      Distanze fissate a casaccio creano solo problemi in mix e non servono praticamente a nulla se non a testare una lunga serie di plug in.
      Gli OH possono avere priorità sul gruppo fusti, oppure soltanto sul rullante, così come possono averla sui piatti.
      Le inclinazioni possono favorire un determinato range di frequenze.
      L'apertura stereo od una maggior concentrazione del MID è determinante.
      Immagina come una room mono posizionata davanti alla batteria e precisamente davanti alla cassa può concorrere alla resa di quest'ultima e come la sua distanza può favorire o meno il suo suono. Oppure due SDC piazzati nella direzione opposta alla sorgente, ovvero che voltano le spalle alla batteria, magari rivolti alle pareti, o magari posizionati a terra.

      Le regole non esistono se non quelle dettate dalle orecchie che sanno come muoversi in relazione al sound che si ha in testa. La 3:1 è essenzialmente scolastica. Va bene ma è limitante.

      La fase cancella oppure accorpa. Non è detto che debba sempre lavorare nella seconda direzione. Può anche essere creativa oltre che tecnica. Può cancellare roba che non interessa per liberare altro.

      Il concetto è che quando posizioni stai equalizzando ed ogni elemento in gioco influenza l'altro, pensa soltanto ai bleed.
      Ripeto, la cosa più consona sarebbe rinchiudersi in una sala ben suonante.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio