Mastering personale vs Professionale, aiutino!

    This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. Read and accept

      barbetta57 ha scritto:

      il rimedio esiste ed è il mio. i pochi lavori che faccio, mi rifiuto di "masterizzarli" così. se gli va bene, bene, se no va bene lo stesso.


      Il problema, caro Barbet, è che rischia di uscirne un prodotto fuori mercato che quasi nessuno, purtroppo, ascolterà.
      Il musicista deve per forza usare nei canali che ci sono, e già così è difficile vista l'immane quantità di offerta.

      Lat.
      Ragazzi, permettetemi però di spezzare una lancia a favore di barbetta ;) E' verissimo tutto quel che sappiamo (anche a me, le rare volte che ho un cliente, capitano cose come quelle illustrate qui) però è altrettanto vero che un brano "distrutto" da un mastering come quello in questione suona (alle mie povere orecchie, è ovvio) davvero male! Allora perché affannarci a perdere ore ed ore su questo o quel pelino che manco si sentirà alla fine e poi distruggere tutto proprio nel momento culminante?!?
      Se ognuno di noi facesse quello che propone il Barby ( hehehe ) probabilmente anche le orecchie dei "clienti" diventerebbero più sensibili .... e chissà che questo, pian pianino, non possa un poco modificare anche il mercato che ci sta intorno?
      Domanda retorica: - Avete mai preso un pezzo di musica classica in Wavelab e l'avete mai visto pompato così?!?
      Alex
      HO SUONATO AL CONSERVATORIO MA NON MI HANNO MAI APERTO ... :D 8o :P
      Ciao a tutti,
      il problema è proprio quello della cattiva abitudine del 99% degli utenti, di ascoltare musica con sistemi ridicoli..

      Smartphone, lettori mp3 con cuffiette da 4 euro, tablet e cassettine da 30 euro..

      Ormai l'autoradio di una comune utilitaria è diventato il sistema hi-end.

      Così tutti noi ci danniamo l'anima spendendo migliaia di euro per allestire un buon home studio, e i lavori che escono finiscono nei telefonini e i clienti si lamentano pure, quando magari il brano in studio suonava da paura.

      Sapete quante volte mi capita di riaprire dei mix che giudicavo chiusi, per rimetterci mano in modo da farli suonare bene nei telefonini?...
      Saluti Mirco.
      ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
      La dimensione commerciale è una cosa, quella personale è un altra.
      Nella musica dance commerciale per esempio, quella pensata per far saltare la gente in discoteca, il loudness è una caratteristica voluta non perchè vi sia il convincimento che suoni meglio, ma perchè restituisce un determinato suono. Il suono dello schiantamento del materiale audio.

      Non è ne brutto ne bello, è un tipo di suono. Ed è quello che vogliono, per tutta una serie di ragioni. Punto.
      O lo sai fare o non lo sai fare.
      Non basta alzare il ceiling e affermare quanta schifezza si riproduce. C'è schiantamento e schiantamento.

      Se poi tra noi ci facciamo compagnia scrivendo quanto sia più sano, emotivo e musicale ascoltare i vecchi dischi non schiantati, siamo nella dimensione del thè inglese con i biscotti tra amici.
      Che va benissimo ... perchè la pensiamo tutti allo stesso modo, ma la musica che si vende è un business, come un detersivo, una lampada o un ipad.
      Non c'entra nulla la preservazione del materiale inteso come espressione artistica.
      Il business è business.

      Sarebbe come voler far concorrenza a Leica, Nikon e Canon proponendo macchine analogiche nel 2015 facendo leva sulla poesia e/o denunciando come la tecnologia digitale non sia più in grado di restituire la magia dello scatto analogico e di tutto ciò che esso comporta: studio, tempi d'attesa, camera oscura ecc.
      Non venderei un pezzo, tranne forse al fanatico.

      Quindi, imho:
      Se la dimensione è il thè tra amici, per me, come ho già scritto, dai -9db rms in giù (classici, non Lufs) si fanno solo danni, anche se a farlo è Ted Jensen.
      Se la dimensione è la realtà del mercato attuale, procedo come devo procedere.

      Da parte mia un richiamo al buon senso c'è sempre ed in ogni caso non trattando dance da disco non mi scontro con tali requisiti.
      Poi, non è sempre vero che il loudness si è imposto su tutto e tutti.
      Ho seguito l'anno scorso un disco blues registrato e mixato a Londra, poi masterizzato ad Abbey Road, fisicamente, con il veterano accanto, non on line. Rms finale? - 12.
      Ueh, se lo fanno loro lo può fare chiunque.

      Ma le cose cambieranno, in meglio, anzi, stanno già cambiando.
      Ciò che sta peggiorando è la consapevolezza d'ascolto dell'utente medio finale.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      dancok ha scritto:

      La dimensione commerciale è una cosa, quella personale è un altra.
      Nella musica dance commerciale per esempio, quella pensata per far saltare la gente in discoteca, il loudness è una caratteristica voluta non perchè vi sia il convincimento che suoni meglio, ma perchè restituisce un determinato suono. Il suono dello schiantamento del materiale audio.

      Non è ne brutto ne bello, è un tipo di suono. Ed è quello che vogliono, per tutta una serie di ragioni. Punto.
      O lo sai fare o non lo sai fare.
      Non basta alzare il ceiling e affermare quanta schifezza si riproduce. C'è schiantamento e schiantamento.

      Se poi tra noi ci facciamo compagnia scrivendo quanto sia più sano, emotivo e musicale ascoltare i vecchi dischi non schiantati, siamo nella dimensione del thè inglese con i biscotti tra amici.
      Che va benissimo ... perchè la pensiamo tutti allo stesso modo, ma la musica che si vende è un business, come un detersivo, una lampada o un ipad.
      Non c'entra nulla la preservazione del materiale inteso come espressione artistica.
      Il business è business.

      Sarebbe come voler far concorrenza a Leica, Nikon e Canon proponendo macchine analogiche nel 2015 facendo leva sulla poesia e/o denunciando come la tecnologia digitale non sia più in grado di restituire la magia dello scatto analogico e di tutto ciò che esso comporta: studio, tempi d'attesa, camera oscura ecc.
      Non venderei un pezzo, tranne forse al fanatico.

      Quindi, imho:
      Se la dimensione è il thè tra amici, per me, come ho già scritto, dai -9db rms in giù (classici, non Lufs) si fanno solo danni, anche se a farlo è Ted Jensen.
      Se la dimensione è la realtà del mercato attuale, procedo come devo procedere.

      Da parte mia un richiamo al buon senso c'è sempre ed in ogni caso non trattando dance da disco non mi scontro con tali requisiti.
      Poi, non è sempre vero che il loudness si è imposto su tutto e tutti.
      Ho seguito l'anno scorso un disco blues registrato e mixato a Londra, poi masterizzato ad Abbey Road, fisicamente, con il veterano accanto, non on line. Rms finale? - 12.
      Ueh, se lo fanno loro lo può fare chiunque.

      Ma le cose cambieranno, in meglio, anzi, stanno già cambiando.
      Ciò che sta peggiorando è la consapevolezza d'ascolto dell'utente medio finale.


      Meno male che qualcuno prende in considerazione ancora il contesto... perché senza il contesto avreste tutti torto e allo stesso tempo tutti ragione. Ovvero si parla di aria fritta...

      Ciao,
      Mauro
      "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

      It's not about the equipment, but about what you do with it.
      Purtroppo mirko non tutti possono permettersi di avere impianti da centinaia di euro, per come la vedo io? Dobbiamo essere noi a fare un mix in grado di suonare bene nella maggior parte degli ascolti, soprattutto scadenti. Comunque mi fa piacere che siete intervenuti in tanti, grazie raga!
      In merito all'immagine postata..... hai pensato che il metronomo e le dinamiche delle varie parti probabilmente sono differenti? Quando hai uno zoom su un'immagine quello che vedi è sempre mediato...
      Paradossalmente a parità di rms in termini di fedeltà audio probabilmente è più schiantato il file sotto visto che c'è meno materiale da aggiungere al calcolo..

      Riguardo il LUFS:
      Mi sono letto per bene il white paper e direi che come al solito ci sarà un bagarre enorme.

      E' probabilmente una grande novità ed a mio avviso il principio è giusto .

      Chi come me crea spesso CD per saggi di danza dove su 60 minuti ci sono musiche e generi totalmente differenti che devono essere uniti tenendo a mente che :
      A) nei monitor per i ballerini si devono sentire sempre bene,
      B) il pubblico dopo Chopin non deve saltare sulla sedia quando parte Ariana Grande,
      C) evitare che il tecnico (?!) di turno spacchi fuori tutto se non abbassa il fader...

      ,chi lo fa dicevo, sa che come nel principio della LUFS , si attua la normalizzazione del volume medio sul brano con maggiore dinamica (di solito la classica) ma fatto AD ORECCHIO, provando e riprovando le sequenze...

      Il problema è che ci sono milioni di brani disponibili e nessuno creato con quel criterio.

      La quota parte di nuovi brani influirà, ma la maggior parte del lavoro verrà svolto in automatico (i punti 2-3-4 dell'appendice 4) da algoritmi dentro i lettori od online che chissà se prenderanno in considerazione molti altri parametri per un corretto riallineamento (l'eq su tutto)
      E comunque saranno parametri ottimizzati per il dispositivo, perché le tensioni di alimentazione in gioco sono comunque basse ed insufficienti per avere una buona resa dinamica con i brani a dinamica più alta....

      Non si può però neanche pensare di giostrare sui veri parametri necessari ad ampliare la gamma dinamica ed il volume perché ci sono delle leggi precise in merito al volume nelle cuffie...

      E comunque io lo faccio per uno spettacolo mentre tutto l'ambardan della LUFS alla fine serve per non dover toccare il livello delle cuffie quando cambia il brano della playlist?
      Quasi quasi meglio la loudness war..!

      Fate quel che volete ma io ora sto educando mia figlia ad un ascolto consapevole della musica e non alla musica "sempre e comunque " come fosse una versione diversa del rumore di fondo ...

      8)
      Ho visto cose...
      VUmeter in fiamme sul bridge di una console Orion
      ed ho visto i supertweeter balenare nel buio sui monitor Tannoy
      e tutti quei momenti andranno perduti in un mastering
      ....è tempo di mixare...

      PTOPRoJect ha scritto:



      Fate quel che volete ma io ora sto educando mia figlia ad un ascolto consapevole della musica e non alla musica "sempre e comunque " come fosse una versione diversa del rumore di fondo ...

      8)


      Questa secondo me è la strada!! Diffondere la cultura della musica e dell'ascolto!!!
      "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

      It's not about the equipment, but about what you do with it.
      secondo me basta diffondere la cultura della musica.
      la cultura dell'ascolto vien da se se si ha la cultura della musica.

      a mia figlia di 4 anni e mezzo faccio ascoltare:

      stevie wonder
      ramones
      richard hell
      serge gainsbourg
      jean michell jarr
      ecc ecc

      ed è assolutamente vietato in casa mia l'ascolto di violetta e boiate così

      ciao
      vak

      ........_o
      ......_\ \>,
      ....(_)/(_)
      Per evitare distorsioni dopo il mastering, per esempio ascoltando in auto ad alto volume un brano come si deve procedere? Si tratta di Peak e clip? Ho sentito parlare di intersample, anche ozone ha questa funziona che può essere attivata/disattivata.
      Mah secondo me si va un pó fuori tema non si puó pretendere che tutti ascoltino certa musica e da un certo impianto cosí come nn si puó pretendere che tutti siano appassionati di macchine e pintino ad avere almeno una ferrari.
      ...si chiama Mix e non Fix

      sirAracs ha scritto:

      Mah secondo me si va un pó fuori tema non si puó pretendere che tutti ascoltino certa musica e da un certo impianto cosí come nn si puó pretendere che tutti siano appassionati di macchine e pintino ad avere almeno una ferrari.


      Ma non è questo il punto... e concordo pienamente con te. Però se si diffonde la cultura della musica sarà il ragazzino stesso che si schiferà all'ascolto di un pezzo schiantato anche nelle cuffiette (perché si sente anche nelle cuffiette e fa schifo anche lì) e da lì andrà alla ricerca di qualcosa di più qualitativo e infamerà chi ha prodotto quel disco e chi ha prodotto quel disco solo a quel punto avrà interesse ad aumentare la qualità del prodotto perché poi il ragazzino continui a comprare. E il cerchio si chiude ma con un innalzamento della musica e dell'industria. Tutti felici.

      E' un utopia?... boh forse.. ma io credo sia fattibile e ci credo.
      Ciao,
      Mauro
      "qualsiasi cosa tu faccia...falla con stile" by F. Mercury

      It's not about the equipment, but about what you do with it.
      Beh appunto non è il mezzo di ascolto che determina la qualità del disco...un brano che suona bene suona bene in studio, sull'impianto dell'audiofilo e anche nelle cuffiete (per quello che queste ultime possano restituirti). Alzare il livello della cultura musicale non vuol dire far scoltare alla gente i Pink floyd che se prendo una versione rimasterizzata sto punto e da capo. Il problema IMHO risiede solo nel fatto che l industria intesa come chi ha interesse a vendere cd che deve cambiare e questo non utopisticamente è solo possibile attarverso delle normtive o degli standard precisi ecco perchè tiravno in ballo LKFS ecc ecc. L utente medio neanche si accorge che un brano è schiantato e manco glie ne frega della differenza, cosi come a me non frega una cippa a me se un ballerino ha la caviglia storta o l anca sbilenga (e la stessa cose vale x tutto quello che ci circonda, nessuno è tenuto a sapere le differenze si ogni casa e cosa è meglio o peggio) ..se mi piace e sono un suo fan lo guardo pure con l'anca sbilenga e senza capire un H di danza.
      Il bello della musica è anche che è libera e fruibile da tutti non solo da chi la fa.
      ;) ;) ;)

      ovviamente tutto IMHO
      ...si chiama Mix e non Fix
      Dimenticavo...quando i master hanno iniziato a suonare achiantati nessuno (inteso come gente che compa e ascolta la musica) ha detto "no che schifo è tutto schiantato" e l'unico paragone che potevano fare era quello con i disci prodotti magari qualche anno prima con delle dinamiche vere. L'utente medio a semplicemente continuato a comprare disco così cone il mercato glie lo proponeva.
      ...si chiama Mix e non Fix