Mix Justin Bieber

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      Io invece vorrei approfondire un pochino qui e per quanto piccolo possa essere il mio intervento rispetto a quello dei "mostri" del forum posso dire che generalmente per me le zone di taglio sono sempre in basso tra i 250 e i 400 circa ed in alto tra 1khz e 3Khz in genre queste per me sono le zone dove trovo maggiore confusione ed anche quelle che mi permettono di "aprire" il mix senza senza dover boostare. E'ovvio che deivtagli indiscriminati non sono funzionali.
      Un' altra cosa interessantissima è che ho notato nella musica che ascolto e analizzo è che spesso intorno ai 16khz gioco finisce ;)
      ...si chiama Mix e non Fix

      sirAracs ha scritto:


      Un' altra cosa interessantissima è che ho notato nella musica che ascolto e analizzo è che spesso intorno ai 16khz gioco finisce ;)


      Ma guarda, guarda, guarda... :D

      Allora se vuoi approfondire, al volo, stavolta non ti faccio dormire di notte, (e non dormo manco io che domattina alle 6 ho una levataccia per andare a Roma...)

      B A R K, scala psicoacustica qui non molto nota. Ehm, ..del 1960.
      Io ne avevo parlato qui una cifra di anni fa...

      en.wikipedia.org/wiki/Bark_scale

      Guarda dove finisce la 24esima banda.... buahahhaahaaa... forse una coincidenza...

      Eh, sì, deve essere una coincidenza....


      Te lo do io il Massivo Passivo, che peraltro è un EQ feegheessemo.

      25K contro vinile e contro Bark...

      Qui sì che cominciamo a parlare di esoterico...
      ma in realtà neanche tanto...

      Ci sono esempi reali, analogue, precisi...

      Dài un'occhiatina alle frequenze chiave nelle "medie" di un super classico Neve 1073, così, per caso...
      360, 700, 1.6k, 3.2k, 4.8k, 7.2k.... hoho, e che zio Rupert quella sera, che fosse ubriaco, che le ha prese tutte... fortunato ?


      Oppure, sempre in tema British, dai retta alle frequenze del TG12345 EQ
      oggi travasato nella riedizione "Curve Bender" Chandler. Usato ai tempi non solo nei Beatles ma in The Dark Side Of The Moon dei Floyd...

      Poi magari fatti un paio di domande :D .

      Questi bastardi lo sanno da 50 anni. E non te lo dicono. :D
      Però lo usano. A caso Elmhirst in mix e Coyne in mastering con Adele.
      Ascolta la voce anche in Skyfall. Probabilmente è una mia idea immaginifica e probalmente di parte e mitomane, però forse non è un caso che il primo usi un EMI Curve Bender e il secondo arrivi direttamente da Abbey Road. Ma questa è pura speculazione.

      In ogni caso, per me nulla è casuale. Nulla è a caso, nell'audio di un certo livello.
      Non bastano solo le orecchie e lo "spippolo".


      Opinioni personali, ovviamente... :D

      Cerca, cerca, che chi cerca ...trova :thumbsup:

      Hai da cercare per settimane, se vuoi...
      goodnite

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Classico ha scritto:

      Ma che c'entra la curva RIIA? È un circuito inserito nei giradischi per compensare l'equalizzazione obbligatoria nel cutting dei vinili a causa dei problemi di incisione delle frequenze basse. Con il digitale non c'entra niente.


      Senz'altro se prendi alla lettera la questione, col digitale non c'entra niente.

      Non per nulla ho detto e sottolineato due volte :"NON STO DICENDO DI APPLICARE LE CURVE RIAA AL DIGITALE " :D

      Ho detto di controllare le alte in maniera magari non "a occhio" ma ragionando in maniera opposta...

      Peccato che proprio questa mentalità, col pre-emphasis sconosciuto, poi in 7-8 anni di DAT ha spu**anato per sempre il digitale... e i ragazzi di oggi la pagano cara la disinformazione... :D

      Ma sono discorsi noiosi e complicati, ormai il danno è fatto.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Hauahau stavo parlando della BARK proprio 10 minuti fa con un collega nel college in cui lavoro. Comunque dritte preziosissime per approfondimenti vari, ma sai che ora non ti puoi tirare indietro ;)
      grazie teeto grazie dancock

      P.S Lavoro fino alle 23:30 mi sa che dormo poco comunque.
      ...si chiama Mix e non Fix
      Non conoscevo la Bark scale.
      Grazie Teeto per l'ennesima dritta.

      Qui un video breve (per alcuni potenzialmente inutile) che fa vedere il comportamento delle alte di cui parlava dancok all'inizio del thread.

      Ho detto di controllare le alte in maniera magari non "a occhio" ma ragionando in maniera opposta


      Cercate di capire bene questa frase, soprattutto sulla parte "ragionando in maniera opposta", che volendo si può ricollegare ancora alla RIIA curve (enfasi-de-enfasi).
      Sperimentate ed usate l'eq di conseguenza.
      Interessante scoprire dopo tanti anni che le frequenze ‘scritte’ sui medi del 1073, o su altri eq, non sono casuali!..

      Qualcuno potrebbe spiegare meglio? In che modo quelle frequenze precise possono incidere significativamente sul mix/master? Intendete che lavorando ‘ di fino’ ( cut oppure boost di queste frequenze ) si possono pulire e/o aprire i mix??..
      Perché tornando a What do you mean.. se si apre l’analizzatore si noterà la solita curva sugli alti, alla pari di tutte le altre produzioni di questo livello.. ma se si ascolta e basta, senza analizzatore sotto gli occhi, senza andare a toccare i gusti personali e non.. si sentono delle alte molto ferme, tranquille, presenti ma mai fastidiose.. in un certo senso ‘scure’ , anche se è un termine sbagliato.. il low end è molto energico ma controllatissimo, e in mezzo c’è tutto il corpo che deve esserci.. il tutto ha permesso di spingere con la compressione e col limiting, senza perdere qualità!..

      È di questo che parlate (Teeto e Dancok ;);) ) ???
      Toli l'onda media del pezzo sarà simile ma dovresti guardare anche come si muovono quelle curve, perchè i suoni poco trattati sono molto irrequieti e producono risonanze che si spostano di parecchio tra una nota e l'altra, mentre il mix rotondo è più stabile e non segue come un cagnolino lo strumento più squillante che rischia di andare bene sullo stereo mentre ti fa esplodere le casse del pc.
      Per l'altro discorso, tutte le volte che vedo un hardware con le frequenze predeterminate, o il suo corrispettivo plugin con le medesime, mi è chiarissimo che sono lì per un motivo, e soprattutto penso che la migliore discografia degli ultimi 30 anni o più è uscita da macchine simili, con quelle impostazioni; chi realizza il plugin non "sblocca" le frequenze per renderle libere (quando potrebbe benissimo farlo) perchè non sarebbe affatto migliorativo, al contrario, se da quelle "imposizioni" sono usciti gli album più belli della storia, è facile collegare che non sono per niente casuali, ma anche se lo fossero, visti i risultati, possiamo farcele andare bene.
      Penso anche ad un costruttore della mia zona più noto negli anni 60-70, Lombardi, che sui suoi banchi analogici ha ancora oggi dei controlli settati su determinate frequenze, perchè sa benissimo che con un solo dito può decidere quanto fare nasale la voce o quanto fare venire fuori un charleston, il circuito del banco è pensato apposta per puntare a colpo sicuro su quei suoni.
      Per quanto mi riguarda, anche io lavorando prevalentemente con plugin e sample già trattati arrivo facilmente ad un suono pieno ed anche se tutto dovrebbe essere già "pronto" in realtà le medie si affollano, perfino il produttore dei plugin lo sa e quado prepara le demo dei suoi prodotti vede di lavorare sul mastering, non solo per ottenere il pounch che gli fa fare bella figura, ma anche per sfoltire e dare pulizia, nulla di pronto ci esonera da un mix.
      Allo stesso tempo giocando con i tape emulator per un progetto in cui devo imitare i suoni degli album anni 70 noto che vanno a scampanare tanto sopra i 16k, già, proprio lì.
      Il digitale che ci porta dritti dritti dai 20hz ai 20k piatto come un vetro non è il frutto di un risultato fisico (come i limiti fisici di un vinile o di un nastro) ma di una formula matematica, quello è lo spazio "quadrato" del computer, ma non è detto che dobbiamo usarlo tutto così com'è, spingendo le colonnine di ogni frequenza fino al tetto: noi ci stiamo arrivando da poco, chi è del mestiere lo sa già da anni, così come il pittore può riempire di immagini la tela fino agli angoli, oppure no, se è esperto sa anche che sfruttare tutto lo spazio non dà sempre i frutti che si crede.
      Sono più di vent'anni che come riferimento abbiamo il cd ed i limiti imposti dal suo formato quindi tutti si sono dati da fare per sfruttare al massimo quello spazio, inizialmente in modo ignorante con la guerra dei volumi che ha prodotto tanti danni, oggi per fortuna assistiamo anche ad un pò di queste finezze per ottimizzare il suono senza devastarlo, e giocare con l'udito visto che i limiti del formato restano quelli.
      Sono d'accordo con Teeto sul fatto che probabilmente non è una procedura estremamente sofisticata come una distillazione di chissà quale intruglio magico, avranno trovato la chiave giusta per ottenere l'effetto e magari con macchine semplici, ma comunque dopo tanta tanta sperimentazione, misurazioni ed ascolti molto attenti.
      Se penso solo a quanti modi esistono per fare un pesto alla genovese, e che assaggiandolo difficilmente capiremo cosa è cambiato tra una ricetta e l'altra, mi rendo conto che tentare di estrarre i "trucchi" dall'ascolto di un lavoro finito può produrre solo vaghe ipotesi, anche io ho le mie ma ve le risparmio perchè sarebbero solo chiacchiere, però dal 3ad stanno venendo fuori anche link interessanti su questioni tecniche che leggo molto volentieri, per il resto penso che per portare avanti il tema in modo costruttivo dovremmo proprio riunirci nel posto giusto per sperimentare ed ascoltare i risultati, ma prima un input, qualche indiscrezione o vago indizio da parte di chi ha usato la sua "ricetta" in questi lavori, faciliterebbe di molto la nostra sperimentazione, che altrimenti sarebbe un brancolare nel buio.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      La cosa più divertente è che Bieber non ha la minima idea di cosa stiamo dicendo, ovviamente gli chiedono di metterci il faccino (non credo si possa parlare di voce nel suo caso) e poi dicono "adesso lascia lavorare gli zii", un pò come la scimmia spedita nello spazio, che non deve toccare i bottoni.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      ho seguito appassionatamente la discussione (screzi personali a parte) poiché dopo molto molto tempo si parla di un argomento "nuovo" riguardo al mix.
      Sono stati tirati in ballo concetti interessanti ed "esoterici" (ma Teeto è un Gran Maestro, quindi ci sta ;) ), che al momento risultano masticabili per pochi, ma a quello che ho capito potrebbero essere utili per tutti, sebbene credo che richiedano delle "skill di mixing engineering" ( quando uso gli anglicismi darei le palle in pasto al diavolo della Tasmania :cursing: ) di un livello un po superiore rispetto a quello classico del "sai a cosa serve un compressore?" :)
      Qui si parla del lato oscuro della forza, di sapere dove e come andare a mettere le mani in quei punti dello spettro dove si dice ci sia qualcosa, e che sia pure importante, ma che in pochissimi qui (primo il sottoscritto) sanno domare.

      mi permetto quindi di azzardare una provocazione, in primis a Teeto, ma estesa a chiunque si senta in grado di poter essere utile, che poi è stata la richiesta neanche tanto velata di SirAracs mi pare, ed è questa:

      dal momento che stiamo comunque parlando di teorie, ma che poi si traducono in tecniche se ho capito bene, così come "mixare una batteria da zero" è una serie di teorie che poi vanno riportate in una pratica, e che bene o male tutti noi, chi meglio chi peggio, abbiamo fatto e stiamo facendo in questi anni, ve la sentireste di provare a tradurre in termini "comprensibili e riproducibili in buone pratiche" quello che all'interno di questa discussione è stato accennato rispetto alla gestione delle alte da parte di chi fa suonare i dischi da paura? :)

      La gestione delle alte è un grosso scoglio per chi come me lavora tutto ITB, e personalmente è un gap ( Dio dell'anglicismo!) che percepisco forte e chiaro quando vado ad ascoltare e comparare i mix che faccio con quelli pro. purtroppo non sapendo come e dove mettere le mani in quella foresta nera che sono le alte rimane una cosa che posso solo constatare a lavoro finito e facendo raffronti e personalmente lo trovo frustrante. Siccome il mio desiderio è il miglioramento continuo sono curioso; magari lo sono anche altri; magari la risposta sarà "pensane un'altra e accontentati di quello che tiri fuori adesso" :)
      sarebbe anche l'occasione di andare un po' più a fondo anziché affrontare sempre i soliti argomenti come ha detto qualcuno, non ricordo chi...

      insomma io la faccia a culo ce l'ho messa, ora ditemi voi :P
      Francesco, mi unisco alla tua richiesta!!
      Sono molto curioso anch’io perché in questo periodo sto mixando le canzoni del mio gruppo.. Stiamo lavorando al nostro nuovo album, e siccome abbiamo deciso di arrangiarci con registrazioni e mix, cerco di imparare più cose possibili per poi provarle subito in studio!!
      Credo che il concetto base sia "meglio tagliare che aggiungere in certe zone" e che certe frequenze specifiche siano psicoacusticamente più importanti di altre. Se scaricate il manuale del massive passive trovate proprio all'inizio delle informazioni parecchio rilevanti in questo senso

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      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      novalium ha scritto:

      Credo che il concetto base sia "meglio tagliare che aggiungere in certe zone" e che certe frequenze specifiche siano psicoacusticamente più importanti di altre. Se scaricate il manuale del massive passive trovate proprio all'inizio delle informazioni parecchio rilevanti in questo senso

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      ok. ma quello che non ho capito e che voglio capire è se questa questione è una questione di "gear", quindi se hai il Massive Passive bene sennò ti attacchi, o è una questione di tecnica, e quindi posso essere in grado di applicarla anche con lo Spatik Plastik :) , magari con l'altro viene più figa ma quella porzione di spettro la gestisci comunque, non so se mi sono spiegato
      Chiaramente è un discorso di concetto altrimenti si sarebbe detto compra il massive altrimenti non puoi
      Sul manuale spiega esattamente come si comporta in alto, di conseguenza si può provare ad imitarlo con quello che uno ha a disposizione.

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      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      francesco lc ha scritto:

      ok. ma quello che non ho capito e che voglio capire è se questa questione è una questione di "gear", quindi se hai il Massive Passive bene sennò ti attacchi, o è una questione di tecnica


      Quoto Novalium, non sputiamo sulle macchine, ma quando parliamo di mix è preferibile parlare di tecnica, non c'è macchina che ti aiuti a fare un buon mix se non sai già farlo con gli strumenti base.
      Si è citato qualche hardware giusto per dire che non a caso hanno certi settaggi prefissati ma nulla ci vieta di imitarli in un plugin generico.
      Vi faccio riflettere sul fatto che uno studio di mastering nella media avrà 100.000 euro di attrezzatura e di outboard se ne può permettere dei belli, ma guardacaso il suono di cui stiamo parlando lo ottengono in pochi, come mai? Io direi proprio che stiamo parlando di tecnica, altrimenti basterebbe girare l'interruttore e non ci sarebbero SE super-pagati.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      novalium ha scritto:

      Credo che il concetto base sia "meglio tagliare che aggiungere in certe zone" e che certe frequenze specifiche siano psicoacusticamente più importanti di altre. Se scaricate il manuale del massive passive trovate proprio all'inizio delle informazioni parecchio rilevanti in questo senso

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      Guarda, quella di tagliare in alto è una prassi che ho acquisito ultimamente, proprio in virtù del fatto che ho constatato che rispetto a produzioni più alte i miei mix suonano molto più "harsh" come direbbe Teeto :) , il problema e capire bene cosa e quanto tagliare a chi...e non è questione di poco.

      ti faccio un esempio tanto per sputtanarmi e farmi dare dell'imbecille:
      ultimamente taglio un sacco in alto su basso e chitarre, perchè analizzando alcuni vecchi mix l'impressione che ho è che le chitarre sparate in alto contribuiscano a dare quel suono "harsh" ( Teeto sparami! :D ) che riscontro nei miei mix; il basso invece lo trovo ininfluente in quel range di frequenze, quindi preferisco lasciare campo ad altri strumenti che invece possono dire qualcosa.
      faccio bene? Faccio male? Cazzo ne so! Io un miglioramento lo sento, ma non sento il salto di qualità che vorrei sentire!
      magari tutto questo contribuisce solo a far "frizzare" meno il pezzo, ma sicuramente non è così che si gestiscono le alte!
      magari il basso nelle alte è influente eccome!

      per questo chiedo una spiegazione più articolata e precisa ( sempre che sia possibile darla)
      Secondo me fai bene, è quello che siamo arrivati a fare un pò tutti, aggiungo che il lavoro per me parte ancora prima, facendo i suoni giusti, che già da soli si fanno spazio senza dover tirare dopo negli eq per farli sentire, e ti accorgi che la chirarra sbagliata, tira tira non suona mai, occupa solo spazio ed energia, mentre quella col suono giusto puoi anche tagliarla molto per togliere peso senza che il suono sparisca.
      Per quello che riguarda il tema del 3ad credo che potremo fare solo ipotesi, con l'aiuto di chi ne sa di più, perchè *quella* tecnica sarà una sapiente combinazione di altre già note, ma ascoltando solo il pezzo è un pò difficile determinare quali ed in che misura.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Il problema del tagliare in alto te lo puoi porre solo su quei strumenti i quali arrivano appunto "in alto", di sicuro non le chitarre o il basso o la cassa ecc ecc...si taglia tutto, ed è inutile lasciare 20khz sulla voce quando voglio vedere chi riesce a sentirli...questo è quello che tendono a fare qui nel nostro paese, ma si sà, siamo un pò "conservatori" :)

      Stevie Ray ha scritto:

      Il problema del tagliare in alto te lo puoi porre solo su quei strumenti i quali arrivano appunto "in alto", di sicuro non le chitarre o il basso o la cassa ecc ecc...si taglia tutto, ed è inutile lasciare 20khz sulla voce quando voglio vedere chi riesce a sentirli...questo è quello che tendono a fare qui nel nostro paese, ma si sà, siamo un pò "conservatori" :)


      Beh, un boost alla voce intorno ai 15-16k la cambia eccome secondo me! Non sempre in meglio ma la cambia.

      però, appurato di tagliare le alte a quegli strumenti che non "ci arrivano", come si trattano quelli che ci arrivano? :)
      Ovvero, premesso che sopra una certa fascia di frequenze non ci sta il suono in sè, ma si trovano "caratteristiche" di alcuni suoni, cioè la psicoacustica di cui parlavano all'inizio, che però va saputa dosare e "domare" per ottenere un mix vicino a quelli pro, come si interviene?