Tecniche di widening, come implementate l'apertura stereofonica dei vostri mix?

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      Non credo che Dan si riferisca genericamente a console analogiche.

      Secondo me si riferiscje all'uso di certe matrici, in analogico, e ad alcune macchine con trasformatori che, unite alle matrici, in uso combinato, magari con determinati filtri ;) , offrono un controllo, peraltro non compensato in livello, dell'immagine stereo. Magari con un fader analogico ad alta qualità rispetto a un controllo digitale semplicemente sterile e logaritmico.

      ITB - salvo Nebula - puoi fare quasi tutto, ma non puoi avere la realtà del dinamismo pur mantenendo un suono focalizzato, perchè in digitale è facilissimo sputta*re la fase.
      Puoi però ingegnarti.

      Sempre che uno abbia tracce registrate su cui valga la pena, e poiché è sempre peggio, secondo me a meno che uno produca pure, nella realtà di tutti giorni ormai si ha a disposizione delle tracce su cui hai un milione di problemi precedenti.

      L'importante è cercare il proprio flusso, e ci si mettono anni, secondo me, perchè ognuno di noi ha una percezione psicoacustica diversa dello stereo, e ci metti anni per mediare la tua percezione rispetto all'uso delle macchine.

      Opinioni personali, ovviamente. :D

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Ciao Gian, guarda, mi sono ritrovato troppe volte a scrivere papiri di roba, credo interessante per qualcuno, per poi finire a parlare di tutt'altro, cioè del far west, della frasetta e della parolina di troppo. Dopo un pò passa la voglia di approfondire e dedicare tempo prezioso.

      Se vuoi conoscere il mio attuale pensiero (attuale ma sempre soggetto ad evoluzioni) ti dirò che se volessi essere davvero severo e petulante, alle mie orecchie il 95% delle operazioni di allargamento (oltre il 100% LR ovviamente) non sono mai migliorative, sia esse condotte ITB che OTB (per dirti quanto me ne frega di tale confronto), a condizione di:
      - non lasciarsi fregare dal gasamento di widening.
      - voler preservare l'integrità, più che del materiale in sè, dell'effettiva resa sonica.
      - mantenere un equilibrio stereofonico che non porti il mix (o le tracce coinvolte) ad essere una "baracconata", cioè incoerente con l'intenzione del mix stesso.

      In parole povere ... largo è bello ma ci vogliono due palle quadrate prima di poter ritenerlo davvero migliorativo.
      Personalmente una tra le operazioni più complesse e molto tecniche, soprattutto perchè coinvolgono una consapevolezza d'orecchio che deve essere necessariamente sopra la media.

      Probabilmente la maggioranza spinge il pomello di widening (anche analog) ed esclama wow, inconsapevole del casino che genera.
      Imho, dipende davvero da quanto vuoi essere severo e puntiglioso con te stesso perchè è molto più difficile capire che c'è qualcosa che non va che viceversa.

      Operativamente sono decisamente meno esigente, accetto compromessi che ad occhio e croce nessun ascoltatore finale (compresi i clienti) si sognerebbe di sollevare, perchè ignora la questione.
      Non operativamente, tipo di notte al posto di dormire, so che la strada è ardua, prima di dire ok, questo risultato è inequivocabilmente migliorativo.
      Inutile dirlo, più si allarga, più è complicato uscirne vivi.

      In ogni caso le mie tecniche coinvolgono l'uso del banco e di un routing particolare con determinate macchine. Un cinema zeppo di variabili praticamente incontrollabili al 100%, come si potrebbe esigere ITB.
      Tuttavia, personalmente, se c'è un 5% dei casi che reputo davvero migliorativo lo riscontro tassativamente in analogico, ecco il motivo della mia iniziale affermazione.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      teetoleevio ha scritto:

      Non credo che Dan si riferisca genericamente a console analogiche.

      Secondo me si riferiscje all'uso di certe matrici, in analogico, e ad alcune macchine con trasformatori che, unite alle matrici, in uso combinato, magari con determinati filtri ;) , offrono un controllo, peraltro non compensato in livello, dell'immagine stereo. Magari con un fader analogico ad alta qualità rispetto a un controllo digitale semplicemente sterile e logaritmico.


      Sei un capo branco. Ero rimasto al lupo.

      Si, in linea di massima asserisco ad una matrice pensata ad hoc per il tipo di materiale da allargare.
      Sicuramente la console (di livello) è il terreno più adeguato per fare il casino.

      Perchè ad hoc. Perchè allargare due chitarre elettriche che lavorano molto sotto i 500 è un conto, farlo con due clap stereo che lavorano sopra 1k è un altro.
      A parità di tecnica di widening, mix differenti si allargano in maniera differente.
      Più il mix è di alto livello, più si allarga come una molla evitando il minestrone.
      Il materiale di partenza è basilare.

      Il punto è che l'allargamento è strettamente collegato alla gestione dell'energia che è stata condotta in mix.
      Anche se viene condotta solo su due tracce LR. Il problema è che poi vanno inserite in mix.

      La mia tecnica prevede profonda conoscenza del comportamento di determinate macchine, a partire dalla console (se è su questa che la eseguo), ne segue la difficoltà a trasferire concetti che qui dentro troppo spesso sono stati oggetto di bar.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      Grazie pr l' intervento, Teeto :)

      dancok ha scritto:

      alle mie orecchie il 95% delle operazioni di allargamento (oltre il 100% LR ovviamente) non sono mai migliorative, sia esse condotte ITB che OTB


      Concordo.

      dancok ha scritto:

      Personalmente una tra le operazioni più complesse e molto tecniche, soprattutto perchè coinvolgono una consapevolezza d'orecchio che deve essere necessariamente sopra la media.


      Concordo.

      dancok ha scritto:

      Probabilmente la maggioranza spinge il pomello di widening (anche analog) ed esclama wow, inconsapevole del casino che genera.
      Imho, dipende davvero da quanto vuoi essere severo e puntiglioso con te stesso perchè è molto più difficile capire che c'è qualcosa che non va che viceversa.


      Concordo.

      dancok ha scritto:

      In ogni caso le mie tecniche coinvolgono l'uso del banco e di un routing particolare con determinate macchine. Un cinema zeppo di variabili praticamente incontrollabili al 100%, come si potrebbe esigere ITB.
      Tuttavia, personalmente, se c'è un 5% dei casi che reputo davvero migliorativo lo riscontro tassativamente in analogico, ecco il motivo della mia iniziale affermazione.


      Certo, capisco perfettamente.

      Per riportarti la mia visione... Attualmente, l' unico sistema di widening che mi convinca non al 100% ma ad un buon 80% è derivato direttamente dalla ripresa, in multi-microfonazione. Parlo di chitarre elettriche, che per me è ciò che "definisce la larghezza della cornice" di un mix rock e generi affini, ed è quindi l' elemento principale su cui concentrarsi per ottenere l' effetto.

      Quindi siamo anche ben prima di ITB vs OTB.
      Siamo a Produzione vs Mix.

      Con eq digitale, in mix, arrivo ad un 50% di soddisfazione, quando sono fortunato. Con eq M/S specifica, principalmente.

      Con i tool di widening, 0%.
      Robe tipo ShredSpread di BX rischia di farmi uscire enormi bubboni rossi su tutto il corpo :)
      Idem il solo incremento del livello del side. Operazioni, p e r m e, totalmente distruttive... ma so che sono molto usate. Anzi ho visto io stesso su YT, Facebook e simili, tutorial sul widening che fanno largo uso di questi sistemi. Ho anche visto alcuni mixer/producer di fama mondiale utilizzarli attivamente e costantemente.

      Il mondo è bello perché è... largo :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      Due cose al volo, che potrebbero sembrare "old school", ma che non lo sono.
      Davanti a te, se registri o missi, dovresti avere il correlatore di fase.

      Sembra banale, ma non lo è.

      Con qualsiasi operazione di widening, o con qualsiasi operazione m/s, eq o compressione, normale o split band, di fatto de-correli. E col digitale inserisci magari crossover che sfasciano il già debole suono iniziale.

      Punto.

      Quindi più roba hai in fase, "stereo" dall'inizio, meglio è.

      Numero due, discorso più ampio, ma credo utile...

      La stereofonia è completamente nota, in tutti gli aspetti, dal 1939.

      Già nel 1939 Blumlein aveva collezionato ben 128 brevetti su tecniche audio, tra cui sostanzialmente le sue tecniche di gestione dello stereo.

      La gestione dell'immagine stereofonica parte da qui.

      Gli stereo widener che il compianto Michael Gerzon vende alla Waves nel 2000 altro non ricalcano che tecniche già note agli addetti ai lavori tedeschi e inglesi dagli anni '60.

      Lo Shuffler frequenza dipendente del Waves S1 è infatti chissà perchè MOLTO SIMILE ai primi due modelli di console EMI....

      Eggià. La EMI a Abbey Road, anche prima dei Beatles, aveva lo shuffler stereo. Analogico...

      E chissà perchè la Neve, a distanza di 50 anni, fa un sommatore - 8816 - in cui ha un widener sostanzialmente identico.

      Tutto questo per dire che sono 70-80 anni che si gioca, o che si prova a giocare con lo stereo.

      Ma tutto parte da un presupposto. Migliorare realmente il suono senza de-correlarlo.

      E gli aggeggi migliori si ricercano e si producono dove ci si può permettere i costruirli senza essere totalmente in perdita per somme importanti.

      Quindi l'industria inglese degli anni '60-70... la nascita dell'indistria discografica seria
      O ancora prima... i tedeschi.

      Che registrano musica classica - unica musica registrata e diffusa, e con un gran mercato - a partire da molto prima della IIa guerra mondiale.

      Ed è lì che va ricercata la differenza pura tra analogico e digitale, quando hai macchine solo professionali e fatte sostanzialmente su misura per un mercato ricco ed esclusivamente professionale.


      Poi la domanda è: "serve nel 2017" ?

      La risposta secondo me è "dipende dal materiale".
      Il 99% della gente ignora completamente la questione.

      Al massimo bombano il side pensando di essere innovativi...

      Quando la realtà dello stereo è il demascheramento con l'EQ e punto.

      Digitalmente... credo che il top si sia raggiunto con i risultati IRCAM del 2000.

      Anche il plugin digitale specializzato e non "emulazione", secondo me ha raggiunto il top in quei tempi. Nei prossimi anni parleremo sempre di più di "vintage digital"...

      Spero di risultare moderno, e non "old school" nostalgico. :D

      E' l'esatto opposto. Se capisci il perchè di certe cose, magari provi a emularlo con quello che hai a disposizione, magari dei plugin digitali, e magari senza sputt*nare troppo la fase...

      Opinioni personali, ovviamente...


      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !
      Bel post Lorenz, pieno di cose vere e molto interessanti.

      Per dare qualche informazioni simpatica in più, basti solo questo: la Germania è sempre arrivata prima del resto del mondo. Ma tipo 20 anni prima. Parlo a livello ingegneristico.

      Negli anni 60's Telefunken e Neumann costruivano banchi dotati di moduli M/S con stereo widening, sottolineo widening, non bilanciamento Mid e Side.
      Calrec è arrivata ad installare sezioni di widening sui canali qualcosa come 20 anni dopo.

      Senza entrare nel dettaglio che non mi sembra il caso, esistono almeno 3 modelli di stereo width timbrati Neumann e 7 modelli Telefunken. A questi si aggiungono modelli marchiati Siemens, RFT e Lawo. Tutta roba costruita nei 60's. Bye bye Usa.

      Verissimo quanto scritto sul ciarpame EMI. Shuffler stereo costruiti tra la fine dei 50's e i primi 60's, roba a valvole.
      Come è altrettanto vero che la didattica sulla tematica stereofonica ha radici anteguerra.
      Possiedo documenti Western Electric anni 30 scritti da ingegneri ( i famosi giacca e cravatta con camice bianco) nei quali vengono affrontate tecniche di ripresa e digressioni sulla dimensione elettronica, ovvero progetti (a valvole, la tecnologia era quella poveretti) di console che contemplassero lo stereo. Per'altro scritti con una minuziosità, disciplina e rigore militare impensabili oggi.

      @gian
      Potrei dire che mi trovo praticamente d'accordo su tutto circa la tua attuale visione dell'argomento.
      Assolutamente d'accordo sull'importanza della ripresa, tutto parte da lì. I plug in tipici ready to use con il classico potenziometro widener tutto fare, sono troppo dannosi.
      Io non ne conosco uno che non lo sia.

      Ed è vero che c'è gente di tutte le salse che utilizza di tutto, e va bene anche così perchè quello che conta è il risultato.
      Ciò non toglie il fatto che domandarsi fino a che punto si operi correttamente rimane a mio avviso importante.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio