Torniamo un poco all'Hi-Fi.

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      Torniamo un poco all'Hi-Fi.

      Colgo l'occasione delle recenti discussioni aperte circa la qualità del suono, mp3, ITB vs OTB ;) ecc.
      Il senso è rispolverare un punto di vista a mio avviso un po' perduto e cioè l'Hi-Fi.
      Non è mia intenzione essere anacronistico nè fare affermazioni pleonastiche tipo si stava meglio prima ecc., ma sento troppo spesso parlare di "monitoring" (e pochissimo di ascolto della musica), di compromessi acustici che mirano ad un ideologico professionale spesso senza successo come se (si, siete tutti produttori) il vostro fine fosse solo ascoltare voi stessi o discernere analiticamente i contenuti ( spesso con soluzioni low budget). Ma il pubblico dov'è? Da chi è composto? Sembra sempre più che i destinatari della musica che si produce siano o altri "produttori" (che non cercano il piacere ma fanno spionaggio industriale), scafessi con gli earbuds dell'iPhone o ascoltatori casuali su Youtube che non capiscono una mazza.
      Per quanto questa cosa sia in larga pencentuale vera, credo che nello sviluppo cognitivo di chi produce o si interessa/appassiona alla musica riprodotta SERVA un poco di background Hi-Fi dove lo SCOPO è IL PIACERE DI ASCOLTO nella vita reale. Certo questa cosa è abbastanza "volatile" per definirla, a volte complessa da applicare e realizzare e soprattutto spesso empirica. Per quanto esistano degli standard costruttivi delle regie, dei marchi ricorrenti di speakers installati ecc. il monitoring "professionale" non ha mai avuto l'obiettivo di divertire, compiacere l'ascoltatore. Quindi consiglio caldamente a chi si cimenta nella produzione di approfondire un poco la questione ascolto ricreativo incarnando il ruolo di fruitore erudito (quello che ancora paga per l'esperienza di ascolto, migliora e integra il suo impianto ecc.) a giovamento poi del ruolo di produttore conscio. Tutti i consumatori eruditi che conosco purtroppo continuano a dover sentire dischi vecchi di 50 anni perchè spesso oggi sono tagliati fuori dalla campana di potenziale fruizione ed è un peccato perchè economicamente sono una risorsa.
      se vendete il database mi incazzo.
      Ognuno ha quel che può permettersi..
      Se nasci con una mente creativa e vuoi creare musica non ti fermi solo perchè non puoi permetterti un impianto hi-fi, uno studio, monitor buoni, mic decenti ecc ecc
      Certo non potrai essere un super pro ma a volte ci si dimentica che il tutto parte da un'idea. Se manca quell'input puoi avere milioni di euro di tutta l'attrezzatura esistente ma non ci combini nulla. Vero la musica va ascoltata bene ma sinceramente questo discorso, perchè posto in questa maniera, non regge.
      Diverso il discorso iniziale del ts, che era posto in tutt'altra maniera

      SimoBarzo ha scritto:

      Ognuno ha quel che può permettersi..
      Se nasci con una mente creativa e vuoi creare musica non ti fermi solo perchè non puoi permetterti un impianto hi-fi, uno studio, monitor buoni, mic decenti ecc ecc
      Certo non potrai essere un super pro ma a volte ci si dimentica che il tutto parte da un'idea. Se manca quell'input puoi avere milioni di euro di tutta l'attrezzatura esistente ma non ci combini nulla. Vero la musica va ascoltata bene ma sinceramente questo discorso, perchè posto in questa maniera, non regge.
      Diverso il discorso iniziale del ts, che era posto in tutt'altra maniera
      Ma se vuoi fare musica qualche euro devi spenderlo.

      Inviato dal mio SM-J710F utilizzando Tapatalk


      Io credo nell'approccio edonista. E nell'approccio tecnico.
      Chi ascolta con un approccio da fonico non è più un ascoltatore ma un tecnico.
      Chi ascolta rapito e spensierato deve prima aver messo da parte ogni erudizione.
      Il fonico ragiona sulla musica
      L'ascoltatore è sopraffatto dalla musica

      Tutto é Soggettivo

      Il messaggio è stato modificata 4 volte, ultima modifica da “loyuit” ().

      È l'atteggiamento del momento.
      O cucini o mangi.
      Poi puoi mangiare e cucinare (mentalmente) allo stesso tempo, ci mancherebbe.
      Io parlavo per assoluti.
      La grande arte è fatta per l'estasi, non per l'analisi.
      Quindi un perfetto ignorante può "sentire" la musica piu profondamente del miglior musicologo o del miglior fonico o del miglior audiofilo.
      In termini meno drastici sono d'accordo con DB che per essere un buon cuoco bisogna anche essere un buongustaio
      È risaputo che i cuochi frequentino molto volentieri, da clienti, altri ristoranti oltre al loro dove esercitano la professione
      Tutto é Soggettivo

      Il messaggio è stato modificata 7 volte, ultima modifica da “loyuit” ().

      E' normale che c'è una correlazione tra l'essere attori e spettatori. Secondo me non si può essere bravi attori senza essere anche ottimi spettatori. In questo caso essere spettatori non vuol dire necessariamente dissezionare il prodotto, fare reverse engineering ecc. Vuol dire sedersi e godere del bello, magari invadere il salone di casa per ascoltare seduti sul divano un setup diverso dai "monitor" anche a 3 o 4 metri, anche senza dannarsi pensando alle riflessioni e all'rt60. Vuol dire comprare un vinile, pulire una puntina con l'acetone, riascoltare anche una cassetta con una buona piastra. Se non troviamo il tempo, lo stimolo per fermarci a godere di queste cose secondo me non si può che alimentare un circolo vizioso del relegare sempre più il prodotto ad un ipotetico destinatario disinteressato, superficiale o comunque sconosciuto. Ripeto che la realtà è quel che è e sempre dobbiamo tenere un occhio sui milioni di utenti i-Quelchetipare, ma secondo me abbiamo quasi l'obbligo di andare oltre.
      se vendete il database mi incazzo.
      Bella riflessione.
      E voglio andare oltre: chi di noi trova il tempo da ritagliarsi per ascoltare, giusto per usare un altro termine desueto, un lp dall'inizio alla fine?
      Conosco di persona (esistono!) amanti della musica che comprano i supporti fisici, li ascoltano, hanno signori impianti hi fi e addirittura chiamano un tecnico acustico per far suonare bene il salotto.
      E non è solo un discorso di fonia ma, in generale, da musicisti: non ci si può chiudere nelle proprie produzioni, è una visione gretta e si può andare incontro a bruschi risvegli....
      Riguardo al discorso della qualità delle produzioni nuove c'è anche chi ci prova, a fare qualcosa di qualità e c'è musica nuova di qualità, basta cercare.
      Le mie foto...
      SenzaLegge
      Il mio soundcloud

      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      Personalmente, quando lavoro su un brano, terminate le parti più tecniche del lavoro, mi cimento nelle rifiniture ascoltando il brano non più da fonico ma da ascoltatore, cercando di dare oltre alla qualità in termini strettamente tecnici, un minimo di "emozione" da ascoltatore.
      Saluti Mirco.
      ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
      Parlo da autore, prima ancora che da musicista (scarso) e da "fonico" (scarsissimo, e dunque vado di virgolettato).
      Un paio di anni fa mi sono posto il problema: "perché creo musica e per chi creo musica", partendo proprio dalla considerazione che ormai ascolto quasi solo musica prodotta enne anni fa.
      Sarà sicuramente anche un problema di anni che passano, per carità, però la forza delle produzioni (penso in particolare al cantautorato italiano che è un po' l'ambito in cui mi muovo) degli anni '70 e '80, oggi non la trovi da nessuna parte.
      Quindi ho iniziato a fare e suonare musica che affondi le sue radici in quella terra lì, con la specifica intenzione di soddisfare (oltre che me, è ovvio) il pubblico che ama quel tipo di musica, che era appunto fatta di ascolto e fruizione attenti e soprattutto di ricerca di contenuti (testuali e musicali).
      Forse sono un po' fuori dal seminato, ma credo che se l'approccio in chi si occupa di musica fosse appunto quello di privilegiare l'ascoltatore erudito, come lo definisce Dbarbarulo, migliorerebbe tutta la catena produttiva, dall'idea alla fruizione finale.
      E un mercato, forse, c'è: la classica e il jazz sono lì a dimostrarlo, penso.
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young
      Secondo me una delle chiavi è riportare un po' di attenzione verso il pubblico iniziando ad essere noi il pubblico. Quando si è attori, autori ecc. si tende ad esercitare la libertà di parola e di pensiero tal volta dimenticando che non tutti i pensieri meritano di essere incorniciati o possano essere rilevanti e interessanti al punto che qualcuno sia disposto a fermarsi per ascoltarli. Quando si è pubblico infatti si tende ad esercitare la libertà di ignorare le cose che non ci catturano, che non ci interessano/ammaliano, che non riteniamo vicine. Essere pubblico secondo me insegna ad essere buoni autori.
      se vendete il database mi incazzo.
      Condivido al 100%. Conosco parecchia gente che organizza concerti e si lamenta continuamente della scarsa partecipazione del pubblico. Ma il pubblico non ha obblighi, non è tenuto ad averne. Siamo noi (e comprendo tutte le categorie che ruotano intorno al prodotto musica) che li abbiamo. Ed essere noi stessi pubblico (sia live che davanti a un buon impianto hi-fi) ci dovrebbe costringere a migliorare sempre.
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young

      pao ha scritto:

      Condivido al 100%. Conosco parecchia gente che organizza concerti e si lamenta continuamente della scarsa partecipazione del pubblico. Ma il pubblico non ha obblighi, non è tenuto ad averne. Siamo noi (e comprendo tutte le categorie che ruotano intorno al prodotto musica) che li abbiamo. Ed essere noi stessi pubblico (sia live che davanti a un buon impianto hi-fi) ci dovrebbe costringere a migliorare sempre.


      secondo me il pubblico non c'è perchè è ignorante.

      Per come la vedo io, la maggior parte dei musicisti oggi fa musica di nicchia, quelli live musica nostalgica, gli altri musica dance di scarso livello commerciale.

      I primi non se li caga nessuno perché se fai musica ispirata a Lennon, led zeppelin, doors etc. sei destinato a sparire.

      In Italia a parte certe sporadiche mode va soltanto il pop-canzonetta proprio del nostro paese.