Panning

    This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. More details

      Ragazzi, continuo a leggere che devono necessariamente esserci differenze nei setup, per una doppia registrazione, LR... e continuo a dirvi che non è così. C'è un' infinità di dischi fatti con un unico setup e configurazione per una doppia take LR.
      Non si verificano effettive e pesanti cancellazioni o somme perché le esecuzioni portano con sé delle differenze di intensità - timbro - timing - fase, che rendono i due segnali (L ed R) "fisicamente differenti".
      Ma basta fare una prova. E' semplice. Doppia take, panpot 100% LR ed analizzi l' energia su M e su S.
      Di base sono 50 e 50, quindi stesso segnale nel mid e nel side. (Parliamo non di side puro, L meno R, ma di side decodificato, con un lato invertito di fase per essere riportato al centro... ma qui iniziamo ad andare un po' oltre e lascerei perdere)
      Hai quindi la stessa energia su M ed S, come è normale che sia. E' matematico.
      Se ci fossero cancellazioni avresti meno Mid. Se ci fossero somme avresti meno Side. Invece sono pari. Perché? Perché le esecuzioni sono, per quanto simili, comunque differenti.

      Con questo non intendo dire che non si debbano usare configurazioni differenti, ma semplicemente che non è indispensabile. E' una scelta di produzione, come tante altre, non una necessità.

      Per il resto, ho già "salutato" The Clown, non volendo tornare sull' argomento, ma mi fa davvero strano sapere che in un corso audio, ovunque esso sia fatto, possa essere insegnato che un double take sia deleterio.
      E' semplicemente una prassi consolidata da decenni. Che poi piaccia o meno non lo discuto. Ma è una prassi... e certi risultati non li ottieni se non utilizzando quella (basilare) tecnica di registrazione e mix. Non c'è HAAS, riverbero, phaser, slapback, panner binaurale che tenga.

      Qualche esempio...





















      Ma sono infiniti i dischi che utilizzano almeno una doppia take LR.
      E parliamo solo di chitarre elettriche. Per non parlare delle acustiche, delle voci, di elementi in background, di pad e di un mare di altra roba.

      Veramente, con tutta la calma e tutto il rispetto per chiunque, rimango abbastanza shockato a sapere che in un corso possa passare il concetto che se registri due volte una take sei un fonico della domenica ed i musicisti si sca*zano e ti ritroverai a fare il fruttivendolo. E' semplicemente lontano dalla realtà.
      Che poi, come detto, ognuno abbia le sue preferenze e faccia come preferisce, non ci piove ed è sacrosanto.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      Ma infatti intendevo esattamente questo nel p.s. che bastano le piccole variazioni di esecuzione senza contare i microcambi di accordatura di temperatura di umidità di posizione di stanchezza del musicista e bla bla bla però alla fine credo sia meglio cambiare leggermente le carte in tavola per il semplice fatto che se devo farla risuonare piuttosto che averne 2 identiche (all'orecchio) preferisco cercare di arricchire il panorama stereo, sempre a valle di un ragionamento fatto in precedenza con la band stessa.

      Ma appunto parlo di arricchimento e non di esigenze tecniche.
      Non ci capiamo nell'argomento specifico, sono sicuro che in altri andrà meglio, amen.

      Riguardo la questione istruzione posso solo dirti che il governo scozzese ha certificato e verificato che ho delle conosenze tecniche di livello universitario riguardandi anche advanced stereo technique che vanno dai 2 microfoni fino ai decca tree e fukada tree orchestrali. Se mi permetto di dissentire te la devi prendere con loro, io non ho fatto altro che passare le verifiche.

      Se immagino di dover trattare questa 'scelta' di microfonazione, sia in ambito accademico che sul campo, mi esprimerei piú o meno cosí:

      "La tecnica in questione, pur rilevandone largo uso anche in ambiti professionali, non trova riscontri scentifici, in particolar modo nelle piú o meno evidenti cancellazione di fase tra i due suoni simili e nella distorsione innaturale della distribuzione di sorgenti mono sul panorama stereo determinate dalla totale cancellazione del canale secondario, sia in intensità che quindi in ritardo di fase. Per tale ragioni mi sento di sconsigliare tale pratica e di applicarla solo su chiara richiesta del produttore o artista."

      Promosso, perché ho semplicemente applicato nozioni di acustica e stereofonia a supporto della mia tesi o prove sul campo.

      Io nella tesi ho sostenuto pure che l'sm57 é, attualmente, uno dei peggiori microfoni in circolazione e proprosto il behringer c2 come alternativa, mettendo i diagrammi di risposta in frequenza, sensibilità e risposta al transiente. Promosso, sono sicuro che in altri ambienti ci sarebbero grida di sdegno.

      Ció che non é ben visto é sicuramente ho scelto 'questo' perché "suona bene" oppure 'quellaltro' perché "lo fanno in tanti gruppi famosi" oppure ancora 'staltro' perché "me l'ha detto il professore". Loro mi hanno insegnato le tecniche ma se ne son sempre stati zitti su cosa e come applicarle e finché porto dati ed evidenze non c'ho nulla da temere. Promosso

      Post was edited 1 time, last by “The clown 2.0” ().

      Scusa @The clown 2.0 non entro nel merito delle fasi, ammetto subito di non averne le competenze, ma per curiosità mi spieghi in ragione di cosa un SM57 sarebbe il "peggiore"?
      Parliamo di risposta lineare o altro? Perché da quel poco che mi è capitato di sperimentare, una risposta non lineare è proprio alla base del motivo per cui su alcuni strumenti funziona meglio di altri.
      E poi non ho ben capito che significa proporre un condensatore (C2) in alternativa a un dinamico, ovvio che avrà un comportamento completamente diverso, allora vale tutto.... ma poi alternativa al 57 per quali utilizzi? E perché il C2 e non altri?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Umh non te lo so dire, ma visto che il TO ha già confermato di avere ricevuto abbondanti ed esaurienti risposte, magari è una licenza che in chiusura ci possiamo concedere...
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:

      Scusa @The clown 2.0 non entro nel merito delle fasi, ammetto subito di non averne le competenze, ma per curiosità mi spieghi in ragione di cosa un SM57 sarebbe il "peggiore"?
      Parliamo di risposta lineare o altro? Perché da quel poco che mi è capitato di sperimentare, una risposta non lineare è proprio alla base del motivo per cui su alcuni strumenti funziona meglio di altri.
      E poi non ho ben capito che significa proporre un condensatore (C2) in alternativa a un dinamico, ovvio che avrà un comportamento completamente diverso, allora vale tutto.... ma poi alternativa al 57 per quali utilizzi? E perché il C2 e non altri?


      Cerco di farla piú breve che posso.

      Già ció che anticipi é una buona idea della questione. 2 punti:

      1-La prospettiva che un microfono faccia qualcosa é, secondo me, sbagliata. Un microfono é un semplicissimo strumento di misurazione e come tale non ha frequenze x ma risponde a frequenze, non ha bassa o alta sensibilità ma risponde fino a certi db Spl, non ha un transiente veloce o lento ma risponde fino ad una certa velocità. Messa in questa prospettiva, che io ritengo supportata dai fatti, il microfono migliore é quello con la risposta in freq piú ampia e flat, la sensibilità piú alta e il transiente piú veloce. Per esempio uno dei fraintendimenti piú comuni é ritenere che un mic che puó rispondere veloce al transiente 'velocizzi' in qualche maniera quelli lenti o roba del genere. Non é affatto vero, il diaframma molto sottile di un sdc, ad un transiente lento risponderà esattamente con la velocità che gli viene data dall'onda. I transienti veloci (percussioni) l'sdc li prende, il 57 no, o molto meno.

      2-il 57 é adatto su snare e chitarre..., Si ma solo nel caso che stai a fare una roba al volo con pochissime possibilità di processamento. Coi banchi digitali é sparito tutto e non ha senso. Copio la risposta inefficace sulle basse di um 57 nel eq del canale di un sdc e suona uguale... Ma soprattutto per quale ragione devo accettare come buona l'eq di un 57 quando posso scegliere tutti i tagli che piú mo fanno comdo, su ogni tipo di sorgente in base a quello che sto provando a fare? (Na porcata sicuro :) )

      Concludendo con un pó di 'storia'... L'sdc é sempre stato superiore di 2 spanne rispetto al dinamico, come prestazioni soniche. Nei vecchi tempi, il 57 non si rompeva mentre gli sdc andavano a pezzi, un sdc costava 3 o 4 volte un 57, di rado un sdc reggeva i 120db SPL (snare a tutta forza), il 57 é già un pó equalizzato per snare e chitarre. Mi sembra scontato che negli anni passati ti compri 57.

      Oggi, un sdc non li rompi manco quelli, costano uguale ai dinamici e li puoi processare in un secondo, con precisione su tutto lo spetto disponibile, reggono fino a 140db SPL.

      Quale marca e prezzo non fa tanta differenza, a me sembrano tutti un pó uguali.

      Io faccio cosí, contentissimo che altri facciano colà.

      Post was edited 2 times, last by “The clown 2.0” ().

      Non fa una piega, capisco le motivazioni e posso concordare, ovviamente se la volessi interpretare faziosamente potrei pensare che, guardando solo sulla carta un Neumann, ci sembri peggiore di un Behringer perché quest'ultimo ha una risposta più lineare.
      Ma presumo che le tue considerazioni si fermassero al 57, alla sua fascia di applicazioni e alternative in quella fascia.
      Però sai resta sempre l'idea di una "pasta sonora" che non è solo frequenze e transienti ma proprio la voce del microfono, e microfoni che sulla carta hanno dati uguali, possono comportarsi in modi diversi, reagendo diversamente anche alle prossimità,
      Ora non credo che un 57 abbia chissà quale voce, ma forse se ha avuto successo in quegli impieghi, oltre al discorso dei tagli in frequenza e suono pronto all'uso, magari è anche per come reagiva.
      E poi non è detto che il transiente veloce sia sempre meglio, metti che in alcuni casi serva un mic meno reattivo che li smorza un po' tutti, dico per dire. Magari qualcosa che suona come un barattolo, in certe applicazioni è meglio di roba più raffinata, e magari con roba più raffinata non basta tagliare delle frequenze per avere quell'altro suono da barattolo.
      Immagino che oltre alla teoria, il C2 lo userai proprio in quegli impieghi e ne avrai testato il reale vantaggio sul campo, perché poi i numeri vanno supportati dall'impiego reale, e lì le sorprese vanno sempre oltre ai dati sul libretto di istruzioni, altrimenti molti mic da 200 euro sarebbero virtualmente superiori ai Telefunken vintage.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Per me un microfono non puó possedere nessuna pasta sonora ma non voglio convincere nessuno.

      Se ritieni che un transiente sia troppo veloce o ampio lo comprimi.

      Tanto per ridere i c2 é uno di quelli che non ho usato. Spesso giro coi t.bone sc140 e in studio, oltre alla roba da capogiro che quando usata non mi sembrava cambiasse il mondo, avevamo dei cassoni pieni di sdc samson, shure, ev, e altro, tutti impolverati, ammaccati e scotchettati... Io ci mettevo la mano dentro e quello che capita capita, a me fa lo stesso

      Pilloso wrote:

      Però sai resta sempre l'idea di una "pasta sonora" che non è solo frequenze e transienti


      Quoto Pillo pur capendo la visione di The Clown
      Ho avuto Mc930, Km184, Tlm 103, 414, 4400, etc ma alla fine ho preferito di gran lunga utilizzare Md441 praticamente su tutto.
      E non sono il solo. Senza fare nomi, grandi artisti del passato hanno dichiarato più volte di preferire dinamici e ribbon piuttosto che condensatori per il calore e la morbidezza che riproducono. E io la penso come loro. Il 441 suona più naturale, smooth e organico di tutti i condensatori che ho usato, sia sulle basse sia e soprattutto sulle alte frequenze. Ma, The Clown, de gustibus.
      Era per dire che un mic come uno strumento musicale non lo si giudica, sceglie o usa soltanto per le frequenze che riproduce o per la sua velocità ma anche per il modo in cui riproduce ciò che capta e il carattere che trasmette. Perlomeno se si parla di musica e non di scienza e ricerca.
      Stesso discorso si potrebbe fare per i pre. Ci sono preamplificatori super definiti, vedi Hv3c ai quali si può preferire un valvolare alla 610 sul versante opposto.
      Ps Ho avuto anche il B1 Behringer. Quello che posso dirti è che aveva un bel case.

      Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

      The clown 2.0 wrote:

      Per me un microfono non puó possedere nessuna pasta sonora ma non voglio convincere nessuno.


      Stai dicendo che se tu gestissi un grosso studio, per la voce dei cantanti ti basterebbe un solo buon mic qualsiasi purché dalla risposta lineare, e con eq e altri effetti lo faresti suonare come qualsiasi altro microfono?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:

      The clown 2.0 wrote:

      Per me un microfono non puó possedere nessuna pasta sonora ma non voglio convincere nessuno.


      Stai dicendo che se tu gestissi un grosso studio, per la voce dei cantanti ti basterebbe un solo buon mic qualsiasi purché dalla risposta lineare, e con eq e altri effetti lo faresti suonare come qualsiasi altro microfono?


      Mi assicurerei di avere i migliori cantanti perché per me sono gli unici che fanno suonare i microfoni.

      The clown 2.0 wrote:

      Per me un microfono non puó possedere nessuna pasta sonora ma non voglio convincere nessuno.

      Se ritieni che un transiente sia troppo veloce o ampio lo comprimi.

      Tanto per ridere i c2 é uno di quelli che non ho usato. Spesso giro coi t.bone sc140 e in studio, oltre alla roba da capogiro che quando usata non mi sembrava cambiasse il mondo, avevamo dei cassoni pieni di sdc samson, shure, ev, e altro, tutti impolverati, ammaccati e scotchettati... Io ci mettevo la mano dentro e quello che capita capita, a me fa lo stesso


      chissà perchè i liutati non sono tutti in Cina allora.
      io continuo a vedere gente pagare 5000€ per un archetto, non mi metto neanche a parlare di violini.
      un bel violino da 130€ all'essemusic e tutti grandi virtuosi.
      i gusti e i workflow sono personali e su questo non si discute.
      Però non si può mettere in discussione una tecnica consolidata come il double tracking, nel 2018.
      Lascia stare che può non piacere o andiamo a cercare un'altra sonorità ma, dal pop ai generi più estremi, da quando le tracce non sono più 16 in totale, è proprio raro che un disco abbia la chitarra su traccia unica ed unica take.
      PS e comunque neanche il più mostro dei mostri sacri ti fa due tracce talmente identiche da andare in cancellazione di fase, se non parziale.
      Ed è proprio il gioco di fase a fare la magia del suono.
      La mia didattica
      Le mie foto...


      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      The clown 2.0 wrote:

      Non ci capiamo nell'argomento specifico, sono sicuro che in altri andrà meglio, amen.

      Riguardo la questione istruzione posso solo dirti che il governo scozzese ha certificato e verificato che ho delle conosenze tecniche di livello universitario riguardandi anche advanced stereo technique che vanno dai 2 microfoni fino ai decca tree e fukada tree orchestrali. Se mi permetto di dissentire te la devi prendere con loro, io non ho fatto altro che passare le verifiche.

      Se immagino di dover trattare questa 'scelta' di microfonazione, sia in ambito accademico che sul campo, mi esprimerei piú o meno cosí:

      "La tecnica in questione, pur rilevandone largo uso anche in ambiti professionali, non trova riscontri scentifici, in particolar modo nelle piú o meno evidenti cancellazione di fase tra i due suoni simili e nella distorsione innaturale della distribuzione di sorgenti mono sul panorama stereo determinate dalla totale cancellazione del canale secondario, sia in intensità che quindi in ritardo di fase. Per tale ragioni mi sento di sconsigliare tale pratica e di applicarla solo su chiara richiesta del produttore o artista."

      Promosso, perché ho semplicemente applicato nozioni di acustica e stereofonia a supporto della mia tesi o prove sul campo.


      Ah bene.
      Quindi secondo te la validità di un sound engineer si stabilisce in base alle promozioni date o non date da una scuola.
      Ed io che pensavo che una scuola fosse solo un percorso di istruzione che ti prepara ad affrontare in seguito un tale mestiere, per poi formarti seriamente svolgendo il mestiere.
      Errore mio, evidentemente, aver pensato che uno studente sia all’ inizio del percorso ed un professionista affermato sia invece verso la fine del percorso.

      Quindi per te, il fatto che un docente X abbia deciso di promuovere una tua tesi (che per altro temo non riguardi un double tracking, da come lo descrivi, ma sembrerebbe più un ADT - HAAS), ha più validità del fatto che quella tecnica sia usata ad esempio da un producer con alle spalle centinaia di dischi top billboard come Rick Rubin?

      Non voglio convincerti, ci mancherebbe. Se sei convinto, ok per te. Ma personalmente se vedessi gente sicuramente molto più esperta ed in gamba di me lavorare in un modo che io bollo come errato, una domanda me la farei.

      Del resto in un altro 3d hai postato un mix che è totalmente sbilanciato su un lato, cosa che non sarebbe successa se avessi avuto a disposizione delle doppie take. Mix che magari il tuo professore promuoverà, ma che un committente o un produttore con molta probabilità ti rimanderebbe indietro perché appunto sviluppato quasi esclusivamente su L e C, con su R giusto dei colpi di ride.
      Ti è anche stato fatto notare, ma tu hai risposto “a me non risulta”.

      Personalmente credo che prima di riscrivere l intera storia e le prassi della produzione audio, come buttare nel wc il 57 e sostituirlo con un b2 filtrato con un eq digitale o come bollare come incompetenti chi (e sono direi il 99% dei professionisti di certi generi) doppia le chitarre, sarebbe saggio conoscerle e farle proprie.

      Parli di Albini. È un grande perché è uno sperimentatore, e capisco che segui il suo approccio perché in qualche modo il suo modo di lavorare contro corrente ti attrae. Ma per un Albini che inventa ed utilizza una sua tecnica particolare ed unica, ci sono 999 Wallace, O’Brien, Lord Alge, Date, Was, Bendeth, Rubin, Rock, Staub, Palmer, Wilson, Baumgardner, Bogren ecc ecc che partono da tecniche e scelte consolidate, le fanno proprie e le usano a vantaggio proprio e della musica. Come il double tracking, come il 57 e mille altre cose.
      Non credo si possa affermare che solo Albini sia in gamba e gli altri siano dei macellai mancati. Anzi, per quanto mi riguarda, per quanto mi affascini l’ approccio folle di Albini, a livello qualitativo per me è una serie di spanne sotto la concorrenza citata e non. Ma qui entriamo nel soggettivo.

      Però è anche vero che il mondo è bello perché è vario, quindi è anche giusto che sia così :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      A proposito delle "cancellazioni"

      Consideriamo la somma elettrica di due segnali: due toni di una certa frequenza e allo stesso livello, perfettamente costanti, possono sommarsi o sottrarsi secondo la fase reciproca: se sono perfettamente in fase, il livello totale è il doppio di ciascuno; se sono perfettamente in controfase (per la polarità o per un ritardo di mezzo periodo), il livello totale è zero (o meno infinito, se ragioniamo in dB). Ciò, però, avviene solo con segnali costanti. Già con un segnale complesso come una voce, non si può più avere una cancellazione totale per opposizione di fase per un ritardo di mezzo periodo: le frequenze emesse sono ben più d'una, perciò un determinato ritardo può provocare la cancellazione di una frequenza, ma ciò non avviene necessariamente anche alle altre frequenze presenti!

      Consideriamo, in particolare, la chitarra: le frequenze delle note emesse non sono precisissime, ma variano sia durante l'esecuzione (infatti ogni tanto bisogna riaccordarla) sia per la diversa tensione che si applica alla corda muovendo il dito, sia per l'intensità con cui viene sollecitata: in due esecuzioni anche consecutive, quindi, ci sono piccole differenze sia negli attacchi (due millisecondi prima, due millisecondi dopo...) che nelle frequenze. Di conseguenza, in stereofonia (una a sinistra e una a destra) non c'è una forte correlazione di fase come in una ripresa stereofonica X/Y e tenderanno a suonare semplicemente come due strumenti separati. Essendo, però, esattamente la stessa melodia (salvo, come detto, piccoli errori), il cervello le associa e tende a posizionarle al centro se hanno la stessa intensità. Se fossero completamente scorrelati, la somma elettrica produrrebbe semplicemente la somma delle rispettive potenze, con un incremento di 3dB per due segnali dello stesso livello anziché i 6dB che si avrebbero sommando, ad esempio, due toni a 1000Hz.

      Poiché stiamo parlando di stereofonia, poi, non si verificano somme e cancellazioni elettriche come miscelando i due segnali in mono! Ascoltando in cuffia due segnali in controfase, in particolare, si sentono benissimo e non si cancellano! Si ha un po' una sensazione di disorientamento, ma mai come da un paio di altoparlanti con cui la cancellazione è più accentuata, poiché le pressioni sonore si sommano nell'aria.
      Gianluca
      Youtube: goo.gl/522kv4

      Post was edited 5 times, last by “Datman” ().

      cmq basta mi avete convinto! invece del cambio pick up farò il cambio chitarra per una double tracking nelle successive 10 canzoni che andrò a comporre per questa etichetta... :D
      è vero che l'altra chitarra è una squier cinese del cazzo però ha dei signori seymour duncan montati sopra e al ponte il single coil della strato americana che feci sostituire con un minihumbucker seymour duncan splittabile... insomma feci il change tra le due ma solo al ponte. ieri la suonai dopo tanto tempo e il suono non mi è dispiaciuto affatto...quindi dopo il made in scotland che sforna laureati robot elargendo lodi e certificati alle proprie macchine infernali, vai col made in china!!! :D

      Post was edited 4 times, last by “Vin” ().

      Datman wrote:

      A proposito delle "cancellazioni"

      Consideriamo la somma elettrica di due segnali: due toni di una certa frequenza e allo stesso livello, perfettamente costanti, possono sommarsi o sottrarsi secondo la fase reciproca: se sono perfettamente in fase, il livello totale è il doppio di ciascuno; se sono perfettamente in controfase (per la polarità o per un ritardo di mezzo periodo), il livello totale è zero (o meno infinito, se ragioniamo in dB). Ciò, però, avviene solo con segnali costanti. Già con un segnale complesso come una voce, non si può più avere una cancellazione totale per opposizione di fase per un ritardo di mezzo periodo: le frequenze emesse sono ben più d'una, perciò un determinato ritardo può provocare la cancellazione di una frequenza, ma ciò non avviene necessariamente anche alle altre frequenze presenti!

      Consideriamo, in particolare, la chitarra: le frequenze delle note emesse non sono precisissime, ma variano sia durante l'esecuzione (infatti ogni tanto bisogna riaccordarla) sia per la diversa tensione che si applica alla corda muovendo il dito, sia per l'intensità con cui viene sollecitata: in due esecuzioni anche consecutive, quindi, ci sono piccole differenze sia negli attacchi (due millisecondi prima, due millisecondi dopo...) che nelle frequenze. Di conseguenza, in stereofonia (una a sinistra e una a destra) non c'è una forte correlazione di fase come in una ripresa stereofonica X/Y e tenderanno a suonare semplicemente come due strumenti separati. Essendo, però, esattamente la stessa melodia (salvo, come detto, piccoli errori), il cervello le associa e tende a posizionarle al centro se hanno la stessa intensità. Se fossero completamente scorrelati, la somma elettrica produrrebbe semplicemente la somma delle rispettive potenze, con un incremento di 3dB per due segnali dello stesso livello anziché i 6dB che si avrebbero sommando, ad esempio, due toni a 1000Hz.

      Poiché stiamo parlando di stereofonia, poi, non si verificano somme e cancellazioni elettriche come miscelando i due segnali in mono! Ascoltando in cuffia due segnali in controfase, in particolare, si sentono benissimo e non si cancellano! Si ha un po' una sensazione di disorientamento, ma mai come da un paio di altoparlanti con cui la cancellazione è più accentuata, poiché le pressioni sonore si sommano nell'aria.


      Ciao Datman, benuto nella bolgia! :)

      Sei daccordo con me quindi, che mano a mano che si sommano in mono, iniziano ad "interferire", cancellandosi e ampliandosi per differenze di fase che sono, sia per tempo che per frequenza, randomiche, in quanto dipendera' dall'elemento umano? Certo finche' stanno ogniuna isolata a Dx o Sx se ne stanno "tecnicamente" per conto loro ma se ascolti da un televisore o dal PC inizia un effetto per nulla prevedibile. Insomma, se la pennata n1 entra 1 ms secondo prima della n2 con frequenze leggermente diverse pero' magari ha piu' sustain inizia na giostra da capogiro.

      Posso anche chiederti cosa ne pensi del fatto che, una volta impostate dx e sx in hard pan e ascoltate in mono o in uno stereo non perfetto, nessun audio engineer possa consigliare o prevedere l'effetto di ogni processamento, stereo o sul singolo canale, per il fatto che esso a sua volta modifichera' le cancellazioni e gli ampliamenti randomici di cui sopra?

      Messa un po' alla carlona, non viene un casotto?

      In ultima battuta, come e' possibile che il tentativo "artistico" di una "chitarra piu' stereofonica" (?) abbia il risultato che ben hai descritto come "disorientante" quando lo stereo, almeno credo nell'obbiettivo primario di chi l'ha creato, e' un opportunita' per distribuire sul piano bidimensionale frontale gli strumenti e quindi poterne identificare, piu' o meno bene, la loro precisa posizione in uno spazio virtuale?

      Io ho gia' risposto prima, se ti sembra che abbia senso.

      Post was edited 2 times, last by “The clown 2.0” ().