Panning

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      barbetta57 ha scritto:

      secondo me, succede come nelle migliaia di dischi in cui la voce è doppiata al centro: non succede nulla di distruttivo


      Corretto... ma nenche nulla di particolarmente buono e visto che ci spendo del tempo vorrei avere qualcosa in cambio diverso da un plugin.

      In mono secco e' solo meta' "giostra" perche' non balla tra dx e sx e diventa un po' piu' "naturale", gli vene na voce un po' phaser, o quel che si vuole.

      Mi permetto solo di menzionare che ci sono altri migliaia di dischi, belli, brutti e bellissimi, dove tutto cio' non c'e'.
      ma quindi ,,the clown, io nn ho capito una cosa, sarò io che non ci arrivo, ma alla mia primordiale domanda su come creare un muro di chitarre distorte che nn sia qualcosa di centrale cosa suggerisci di fare ? io artisticamente voglio un muro di distorsione senza variazioni di sorta a destra e sinistra... che devo fare all'atto pratico secondo te?

      Vin ha scritto:

      ma quindi ,,the clown, io nn ho capito una cosa, sarò io che non ci arrivo, ma alla mia primordiale domanda su come creare un muro di chitarre distorte che nn sia qualcosa di centrale cosa suggerisci di fare ? io artisticamente voglio un muro di distorsione senza variazioni di sorta a destra e sinistra... che devo fare all'atto pratico secondo te?

      Storicamente parlando, il wall of sound nasce con i dischi dei Beach Boys, dischi in cui i giochi di fase sulle chitarre erano l'elemento distintivo del sound...
      Le mie foto...
      SenzaLegge
      Il mio soundcloud

      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      Vin ha scritto:

      ma quindi ,,the clown, io nn ho capito una cosa, sarò io che non ci arrivo, ma alla mia primordiale domanda su come creare un muro di chitarre distorte che nn sia qualcosa di centrale cosa suggerisci di fare ? io artisticamente voglio un muro di distorsione senza variazioni di sorta a destra e sinistra... che devo fare all'atto pratico secondo te?


      La prima e unica risposta sensata e' che cio' non e' possibile perche' in "natura" non esiste nessun "muro di chitarre" ed e' l'equivalente di registrare un pianoforte chiedendo che suoni come un organo.

      Le altre risposte sono:

      -Se il suono che cerchi e' quello menzionato da PAPE rivolgiti a lui e agli studi del genere che sanno sicuramente come settare le proprie macchine per ricrearlo.
      -Restare in mono, aggiungi riverberi o altra effetistica.
      -Trovare uno che ha esperienze riguardo power trio e usa tecniche meno "invasive".


      Trovare qualche matto (non io, uno bravo dico) che ha gia' sperimentato qualche soluzione assuda a dirsi ma acusticamente che non preveda processamento...

      Robe del tipo: piazzare l'amp dietro un muro (vero sta volta) cioe' una barriera acustica "waffle" e registrarne la rifrazione e difrazione a varie distanze in YX o ORTF. Provare a mescolare il mono dell'amp co sta roba. Se funzionasse, pareggiando la fase dei microfoni sei in stereo monocompatibile.

      Sto sparando a caso... ma, in linea di massima, creare un punto qualsiasi del luogo in cui l'audio, al tuo orecchio, suoni esattamente come dici tu... A quel punto basta solo piazzare 1 o 2 mic stereo in quel punto.

      Sicuramente una cosa che puoi fare o far fare ad uno studio, facile, e' registrare, contemporaneamente, con vari sistemi stereo (veri) per poi paragonarli. Prova un bel Mid-Side oppure, ancora meglio, blumlein!

      Non ho mai provato con la chitarra ma costa poco farlo... chiedi di metterti un blumlein (e poi mixarlo come deve essere, senza interpretazioni) di fronte all'amp!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

      ma come in natura nn esiste nessun muro? in un concerto metal o hard rock o anche rock (restando in ambito chitarre) sti muri c sono eccome, con una chitarra a destra e una a sinistra, e poi se pure nn esistesse, l'artista avrebbe proprio il compito di creare qualcosa che superi talvolta il reale, o no? (vabbè aggia scassat mo hahauahu )

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Vin” ().

      Vin ha scritto:

      ma come in natura nn esiste nessun muro? in un concerto metal o hard rock o anche rock (restando in ambito chitarre) sti muri c sono eccome, con una chitarra a destra e una a sinistra, e poi se pure nn esistesse, l'artista avrebbe proprio il compito di creare qualcosa che superi talvolta il reale, o no? (vabbè aggia scassat hahauahu )
      A quali 'muri' ti riferisci? A quelli di cartone con dipinti sopra gli ampli con la scritta 'marshall'? :)
      quindi tu nn hai mai sentito un muro di chitarre distorte?
      vabbè in ogni caso esiste o non esiste in natura chissenefrega, cioè se voglio avere un effetto muro c sarà un modo e a quanto pare la maggior parte, anzi no, tutti tranne te sostiene che la doppia registrazione funzioni, e devo dire che ne ho appurato empiricamente il fatto, peccato che nn posso postare ancora il brano...
      che poi io per registrare la c hitarra la collego direttamente alla scheda audio nell'apposito ingresso per gli strumenti... dal mio ampli c'è un' usicta chiamata emulated line output... sbaglio? non picchiatemi :P

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “Vin” ().

      The clown 2.0 ha scritto:

      Mi permetto solo di menzionare che ci sono altri migliaia di dischi, belli, brutti e bellissimi, dove tutto cio' non c'e'


      Come detto e ripetuto, doppiare o meno è una scelta. Puoi farlo o non farlo in base ai tuoi gusti ed i tuoi target.
      Per un certo tipo di risultato, per il cosidetto "muro", ed in generale per "la sonorità standard mondiale" degli ultimi 20 anni su generi rock, metal, punk, prog e similari, la norma è registrare due o più volte la stessa parte. La norma, ovvero di base questa è la soluzione che si adotta. Non l' unica, ma la più percorsa.
      Se cerchi un altro suono o risultato fai come ti pare, sarà poi il committente, la band, la produzione, la label, l' audience o chi ti pare a stabilire se la tua scelta sia stata o meno quella giusta.

      Riconosci però che dire di poter menzionare dischi dove non ci sono doppie take è ben diverso dal sostenere, tra l' altro non con possibilità di smentita ma con un certo vigore ed una certa rigidità, che doppiare è sbagliato e che chi lo fa è un amatore... come nei quote qui sotto.


      The clown 2.0 ha scritto:

      In UK se trovi una sessione con 2 traccie "simili" di chitarra significa che il recording engineer ne ha preso 2 in caso che una delle due sia deteriorata e/o inutilizzabile. Il mixing engineer subito muta una delle due o, meglio, la cancella proprio dal progetto


      The clown 2.0 ha scritto:

      Ma quali dischi?!!!

      Quelli della macchina?


      The clown 2.0 ha scritto:

      Ri-registrare una chitarra buona rompendo le scatole ai musicisti per avere una chitarra fuori fase non e' lo standard in UK... anzi, e' chiaramente considerato un atteggiamento amatoriale e poco professionale perche', giustamente, il chitarraio in quesione chiedera' "e che ho fatto di male l'ultima volta?".

      Lavorando con gente che sa suonare bene sarebbe una grossa macchia per la mia reputazione chiedere ad un musicista di riregistrare na roba buona.

      Di queste pseudo "tecniche" non ho menzione ne ricordi avendo conseguito un diploma nel college che ha la migliore etichetta musicale al mondo, electrichoney GKC Glasgow. Magari si sono tutti addormentati e si sono persi una delle tecniche di mix del secolo... o forse no.


      The clown 2.0 ha scritto:

      Pero' conosco un tizio che faceva il ragioniere che ha sicuramente ribattuto le chitarre in sessione dedicata: ora fa il ragioniere.


      Sono risposte ben poco rispettose.
      Hai sostanzialmente detto "se per scrivere impugni la penna con la destra sbagli, sei un amatore, la gente si scazza e per la tua incapacità prima o poi cambi mestiere". Questo perché sei mancino e non sai che nel mondo c'è invece una maggioranza di destri.
      E' chiaro che questa tua visione deriva da una mancanza di conoscenza. Come deriva da una mancanza di esperienza sul campo il poter pensare di avere un "muro di chitarre" riprendendo un' ampli dietro ad un baffle. O utilizzando una blumlein.
      Provaci. Prendi una band rock, piazzagli un ampli dietro ad un muro, riprendila in ORTF e poi consegnagli il mix. Perché nel mondo delle produzioni funziona così, le cose le provi sulla tua pelle giorno dopo giorno per anni e anni, con clienti committenti label manager e pubblico che reagiscono costantemente alle tue scelte, e le apprezzano o le bocciano, decidendo di fatto se puoi andare avanti o se devi "tornare a fare il ragioniere"... non fai delle tesi su carta basate su ragionamenti personali aspettando che un professore decida se farti passare o meno.


      Per finire...

      The clown 2.0 ha scritto:

      La prima e unica risposta sensata e' che cio' non e' possibile perche' in "natura" non esiste nessun "muro di chitarre" ed e' l'equivalente di registrare un pianoforte chiedendo che suoni come un organo


      In natura esiste e come il "muro di chitarre". Due chitarristi che fanno una ritmica e tu sei davanti a loro. Niente di più niente di meno. Ovvero una normalissima situazione da concerto, da prova, da live qualsiasi.
      Chitarristi sui lati, basso al centro, il batterista dietro al centro, con cassa e rullante al centro ed i piatti laterali. Come nei live. Come nella maggioranza dei dischi.
      Non c'è alcuna similitudine con il registrare un pianoforte chiedendo che suoni come un organo.

      Che poi questo non sia per forza l' unico modo di affrontare una produzione e che si possano adottare soluzioni differenti, non ci piove. Ma tra la possibilità di scegliere una strada alternativa ed il bollare una strada ben battuta come un errore da amatore, ce ne passa.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      Hai ragione in tutto e io non ho nessuna esperienza.

      Da ascoltatore io non sono disposto a pagare 1£ per ascoltare roba fuori fase che mi svisa nel cervello, composta da gente che vuole "riempire" lo stereo e non ha capito che per farlo basta mettere un annuncio "band cerca chitarrista che sappia fare riff e accompagnamenti" e andarci d'accordo.

      C'hanno ragione quelli che ascoltano la musica dal cellulare, sempre fuori fase e' ma almeno e' in mono e non ti fa venire il mal di testa. E c'hanno ragione quelli che se la registrano in cameretta, che per sfasare na chitarra non serve certo na laurea... quella servirebbe per rimettercela quando la gente commette degli errori.

      C'e' solo 1 annuncio di lavoro in studio di registrazione musicale in tutto UK con 120.000 nuovi laureati in discipline audio all'anno. In italia se non fai i video musicali con la pubblicita' del cornetto algida manco ti paghi l'affitto di un monolocale. Tantissimi studenti di tecnologie audio non hanno e non utilizzano speakers decenti per un suono stereo, non perche' non se lo possano permettere, e' che forse non ne capiscono il senso; io compreso sto valutando di mettere in mono l'audio delle mie logitech da PC per poter fruire al meglio della bellezza audio che questo tipo di "industria" offre.

      Hai ragione, non ho nessuna esperienza, e credo di non volerne neanche avere, e' una perdita di tempo. Vado a fare sound design, audio for game, DSP design, audio for movie, audio per non vedenti.... li, chissa' perche', di lavori ce ne sono parecchi.

      Se te, invece, ci vuoi e ci stai dentro, contento te, sono contento pure io.

      Il messaggio è stato modificata 3 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

      1 - Non vedo cosa c' entri il tuo discorso. Mi sembra un bel volo pindarico.

      2 - Se non hai esperienza e non vuoi averne, non entrare in un forum pubblico ad elargire concetti errati, please. Io non vado in un forum di letteratura latina a scrivere che l' ablativo in realtà non è mai esistito e chi lo usa è un cane, solo perché ho fatto una scuola in cui ho studiato qualcosa di latino ma che di latino nella realtà non so nulla.

      3 - Sì ci sto dentro, ci pago un mutuo, le bollette, la casa, la macchina, ho persone a lavorare con me, pagate, ho una vita, mangio, bevo, viaggio e tutto questo sfasando chitarre. Come Andy Wallace, con la differenza che lui le sfasa molto meglio di me e da molto più tempo, per questo ha più moneta.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      Questo thread è interessante.

      Secondo me la questione di base è che The Clown non sopporta particolarmente, in teoria e/o in pratica, la controfase derivante da una double take di chitarra.

      Ci può stare. :D

      Eppure affermare che in tutta la discografia degli Stones, dei Franz Ferdinand e di tutti gli artisti da te menzionati non esista il double tracking è ... pura fantascienza. E disinformazione.

      Puoi preferire altre tecniche, ma in determinati generi, pop mainstream incluso, il double tracking è da quarant'anni la regola. E' diffusissimo. Dal tripling dei primi Toto alle multimicrofonazioni di mille band, il tracking multiplo è diffusissimo.

      Che sia facile poi missarlo, E COMPIERE ANCHE SCELTE DRASTICHE IN MIX, questo è tutto un altro paio di maniche.

      Poi potrai missare le chitarre all'americana, 100% LCR, o all'inglese in maniera più creativa, oppure divertirti, senza scomodare Haas & dintorni, con delay e riverberi mono, eccetera, ma da qui a dire che il double tracking corrisponda a una brutta produzione in assoluto, eh beh, insomma... ci vuole un po' di coraggio. :D

      In più, la controfase, o meglio, la gestione avanzata e spregiudicata della fase E' UNA CARATTERISTICA POSITIVA NEI MIX.

      E non è per nulla vero che la controfase renda per forza di cose un suono "meno preciso o senza transiente".

      In particolare modo con gli aggeggi moderni - Steve Albini da te citato docet - in cui la rotazione non è solo uno spostamento temprale, ma è frequenza-dipendente E VIENE FATTA APPOSTA.

      Oppure nella stragrande maggioranza dei dischi di Tchad Blake, si gioca in controfase APPOSTA E CON GRANDE MAESTRIA. E questo bravo ragazzo lo fa dai tempi dei Los Lobos, in pura ripresa binaurale, fino ai trick con il Sansamp in controfase in tutti i dischi recenti, vedi Artic Monkeys & Black Keys...

      E minch*a se sono monocompatibili. A voja.

      Idem Nigel Godrich. Ascolta le sue produzioni esempio oltre ai Radiohead i due dischi prodotti e missati per Beck.

      O ascolta Nick Launey per Nick Cave. Super acustico. 100% nastro e analogico.

      Minc*ia, è tutto in controfase E COMUNQUE monocompatibile.

      Ascolta Wallace. Ascolta Bendeth. Ascolta Mark Endert, ascolta anche il vecchio Stent, ma sostanzialmente moltissimi inglesi e americani usano double tracking con mille strumenti, eppure hai produzioni assolutamente solide e - volutamente - e contemporaneamente - iperstereo.

      E spesso sono produzioni di riferimento mondiale, non scherziamo :)

      Non esiste mica solo il muro di chitarre rock. :D
      Dai Coldplay in giù, non esiste produzione pop mondiale anglosassone senza acustica doppiata.
      Manco Adele.
      Salvo Max Martin... o qualcosa di Bieber, ma la aprono poi in mix.

      Se personalmente odi lo stereo e il superstereo, e trovi tutto phasey, questo è assolutamente possibile e legittimo,
      ci sta senz'altro, ma è una tua situazione personale. :thumbsup:

      Dare per scontato che le differenze di fase, a distanza di settantacinque anni da Blumlein, non siano attuali, eh beh, insomma...

      Idem la questione dei microfoni ...con gli sdc e il non colore dei microfoni.

      Eh beh, insomma. :)
      Vogliamo parlare di sensibilità e di pattern polare, ancora prima della tecnica utilizzata ?

      Eh beh, insomma, non scherziamo...

      Ottima l'idea del mono, detta alla Phil Spector, ma magari cerchiamo di non tornare indietro. :D

      Il difficile secondo me è avere un grande mix superstereo E ALLO STESSO TEMPO ESTREMAMENTE MONOCOMPATIBILE CHE TRASLI IN OGNI SISTEMA.

      Questo è molto difficile. E al 95% dipende prima di tutto dalla qualità della produzione e dalle tecniche di ripresa.

      E ovviamente dal manico e dalla conoscenza di chi missa. E dipende anche dal Cliente.


      Opinioni personali non obbligatoriamente condivisibili.
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      teetoleevio ha scritto:


      Dare per scontato che le differenze di fase, a distanza di settantacinque anni da Blumlein, non siano attuali, eh beh, insomma...


      Opinioni personali non obbligatoriamente condivisibili.


      Ciao, magari chiedo solo questo, grazie se mi rispondi.

      Nel Blumlein, che hai citato tu, mixato in stereo coi valori che deve avere (non "creativi) la fase sara' quella della condizione acustica presente. Le due capsule dovrebbero essere teoricamente nello stesso luogo e non vi dovrebbe essere "interpretazione" creativa in mix. In poche parole uno fa uno scherzetto, un trucchetto, ma mantiene una certa "sobrieta'" e "religioso rispetto" di cio' che l'audio e' nel suo aspetto "fisico". Lasci che l'acustica faccia il suo lavoro per te e ogni volta che fai la stessa roba l'acustica rispondera' sempre "presente!".

      Ma che cosa succede se distanzi i due figure 8 di 2 cm? e di 10cm? e di 3 mt?

      Mentre nel blumlein vi e' una teoria verificabile e una spiegazione di carattere scentifico e quindi ripetibile, alla domanda "ragazzi, ho un blumlein con capsule distanti 1 mt una dall'altra: come e' che devo mixarle?" vi e' una risposta diversa dal "alla gente di solito gli piace cosi'" oppure "gira lo spippoletto finche' la senti buona"?

      Cio' che era il punto sullo stereo e' che deviando da un approccio di rigoroso e religioso rispetto della natura fisica delle cose, la localizzazione bi o tri dimensionale di un suono riprodotto da 2 speakers va un po' a farsi benedire. Troppi e troppo complicati i parametri in correlazione per costruire un processore o una catena d'effetti che permetta, da una ripresa x, ricavane una y in stereo "credibile", che per me' e' che se na roba suona a 45 gradi di angolo il mio cervello la senta a 45 gradi... no che gira come na trottola impazzita.

      Che poi, a una certa fetta di ascoltatori, gli piaccia di piu' na roba "psichedelica" mi sta bene ma non ci dovrebbero essere "manuali" o procedure corrette o meno per farlo, vai un po' a "caso" e non e' stereo nel concetto di acustica, e' un effetto artificioso, creativo, che nulla ha a che vedere con "il suono".

      Il messaggio è stato modificata 4 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

      ciao

      discussione assai interessante.

      una domanda, credo principalmente a Pape, perchè mi pare l'abbia tirata in ballo lui:

      io ho sempre fatto doppia (quando è solo doppia) take; stessa chitarra, stesso setup, ma cambio di pickup, una take al manico ed una take al ponte. Anzi no! bugiardello che non sono altro, a volte (raramente) è capitato che usando il POD hd, tra una take e l'altra a volte ho spippolato anche nel setup dell'ampli :P
      questo credendo che stessa parte con toni differenti aumentassero la percezione stereo della parte di chitarra.
      invece mi pare che ho sbagliato al solito :D

      mi dici quali sono i principali inconvenienti che si incontrano cambiando pickup?

      grazie :)

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “francesco lc” ().

      francesco lc ha scritto:

      mi dici quali sono i principali inconvenienti che si incontrano cambiando pickup?


      Come si è detto in vari post, la modifica del tono di partenza aiuta ad avere un migliore percezione della differenza tra il segnale su L ed il segnale su R. Di per sé, per definizione, la differenza tra L ed R è il side, quindi puoi arrivare di base ad avere una migliore percezione del side, ovvero un' apertura stereo più netta.
      Per questo uno dei metodi noti per l' aumento della percezione stereo, parlando sempre di mix con chitarre elttriche predominanti, è l' utilizzo di differenti chitarre con differenti setup.

      Ma...

      Come in ogni cosa, la verità è nel mezzo.
      Se è vero che una differenziazione aiuta la percezione dell' apertura, non è però vero che l' estremizzazione della differenziazione ti porti ad un miglior risultato.
      Esiste una sorta di range di differenza, un limite, settato come sempre e come è normale solo dal gusto individuale, entro il quale i due segnali, quello su L e quello su R, possono combinarsi per dare la percezione del "muro". Oltre quel grado di differenza non hai più la percezione di un suono largo, ma di due suoni differenti, di due parti slegate tra loro.

      Un cambio di posizione così drastico, come un ponte - manico, ti porta più facilmente in questa direzione che nella prima. Due suoni che non si legano per formarne uno largo e coeso, ma che rimangono isolati.
      Perchè il suono che esce dal ponte di una Strato, per dire, è quasi l' opposto del suono al manico. Sono praticamente complementari. Uno ha il focus nelle medie, con basse e alte quasi assenti, l' altro è una grande V.

      E questo porta ad un' altra questione secondo me fondamentale, che è la risposta dell' ampli.
      A parità di settaggi, una parte suonata al ponte ha tendenzialmente un grado di distorsione e di "aggressività" nel tono molto maggiore rispetto alla stessa parte suonata al manico.
      Quelle medie portate avanti, il cut delle basse, la maggiore rigidità delle corde e l' attacco catturati dal pickup al ponte ti danno una risposta tibrica e di carattere netta rispetta al manico.
      Quindi non avrai solo due take con due suoni tanto diversi, ma anche due suoni con caratteri diversi, una più distorta e l' altra meno, una più aggressiva l' altra meno, una chiara e distinguibile l' altra impastata, una con una distorsione tagliente e tight l' altra imballata e ferma, ecc.

      E' facile immaginare che le differenze inizino ad essere eccessive. E' un po' come avere un pianoforte da un lato ed un clavicembalo dall' altro... uno dei due sarà tanto più presente ed aggressivo, l' altro tanto più dentro il mix e morbido... in più con distorsioni differenti.

      Nelle produzioni in cui si decide di utilizzare più chitarre, infatti, di norma si usano chitarre similari per L ed R (se l' effetto che si vuole ottenere è quello di un unico grosso suono che avvolge il resto, il famigerato "muro").
      Se serve, se piace, si utilizzano chitarre molto diverse per creare più layer sonori, ma non per differenziare L ed R. Che so, Les Paul e PRS per le ritmiche heavy, doppiate con due Tele per aggiungere un crunch più basso nel mix, che aumenta la chiarezza, il focus e la percezione della nota e della dinamica.

      Questo se vuoi differenziare le chitarre.
      Ma poi i metodi utilizzati nella pratica sono mille. C'è chi usa chitarre differenti, ampli differenti, cabinet differenti con coni differenti, mic differenti. C'è chi usa tutto identico.
      Sono scelte. Fai un po' come vuoi. Se vuoi e ti piace usi anche ponte e manico. Io non lo consiglierei, ma se ti piace lo fai.

      E già che ci sono torno a ripetere che utilizzare una sola chitarra con un solo setup è un metodo molto utilizzato.



      Qui lo senti chiaramente. Stesso set di chitarre su L ed R. Poi arriva il rit ed entra un' altra coppia di chitarre con suono differente, più spinto e tagliente.
      E sono i Green Day. Mega produzione, mega mix, mega master. L' audio su YT fa schifo, è distorto e rovinato, ma si capisce che non sono certo "collassate al centro". No? :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      @ THECLOWN

      Sono totalmente in disaccordo con quello che dici. Sei teorico, ma non realista. :D

      Credo di intuire che il tuo obbiettivo sia la completa fedeltà nella riproduzione di un suono.

      E che quindi ogni tecnica stereo vada a compromettere l'integrità dello stesso, in primis per la fase.

      Il punto è che nella realtà delle cose, salvo segnali sintetici o virtuali, non esiste NULLA 100% in fase. :D

      Anche un trasduttore / microfono mono, in realtà fa comb filter / controfase.

      Perchè contemporaneamente al suono diretto, la capsula in registrazione riprende anche segnale riverberato della stanza.
      E hai controfase / comb filter. Punto. Anche con unica sorgente e mono.
      Anche se hai la capsula un centimetro dalla sorgente.

      Numero due non esiste microfono perfetto. Il trasduttore ha proprie caratteristiche e diversa risposta in frequenza DINAMICA alla sorgente.

      Numero tre tralasciamo pre e convertitori, senz'altro poco importanti (lo dico sul serio) nella catena,
      ma vai alla stanza.

      La maggior parte degli speaker professionali hanno dati nominali con variazioni +/- 3dB a terzi d'ottava.

      E questo a speaker singolo.

      Se accendi entrambi gli speaker anche in una camera anecoica, anche riproducendo dual mono hai controfase / comb filter.

      Numero quattro la stanza. Stanze non trattate, o trattate male hanno anche fino a 16-18-20 dB di picchi o nulli a terzi d'ottava. Ossia la stanza mentre missi, se non trattata bene, ha sostanzialmente 100 volte, minimo, l'errore rispetto alla catena di riproduzione precedente.

      In soldoni: il Suono in fase non esiste. TAKE IT EASY. Non esistono i manuali e le regolette.
      Ossia esistono, ma occorre essere flessibili e non pedanti.

      E' tutta un'illusione, sia che tu sta masterizzando a Masterdisk, sia che tu stia riproducendo in mono sull'I-Phone rotto con il tacco.

      Il concetto è fare il meglio possibile per fare traslare al meglio il prodotto su ogni sistema, dal Cantatù a un sistema B&W da 120.000 e passa euro.

      Mono è bello, anche e soprattutto in teoria, ma non è sempre possibile.

      L'idea è invece - stereo o superstereo - mono compatibile.

      Questo è molto difficile, e questo differenzia anche a distanza di quarant'anni, una grande produzione e un grande mix dal resto.

      Su Blumlein non mi riferivo alla teoria scolastica, alla relativa tecnica di ripresa.
      Mi riferivo in generale agli studi di Blumein, che dagli anni '30 ti spiega il mid.side.
      Per esteso parliamo di Michael Gerzon e di una ventina di altri tecnici che da una vita cercano la monocompatibilità unita alla presenza del Side.

      E' da sessant'anni che si prova ad avere tutto in fase eppure superstereo.

      E ugualmente non esiste una posizione panoramica standard, nel mix moderno.

      Puoi pannare come vuoi.
      Puoi pannare con la fase.
      Puoi pannare frequenza-dipendente.
      Puoi pannare tempo-dipendente.
      Puoi pannare ruotando selettivamente la fase, vedi X-Phase SSL e altri triccheballacche simili tipo Voxengo PHA 979.
      Puoi pannare con la messa in fase dinamica, vedi Sound Radix Align & PI-Warp.
      Puoi pannare con m/s nelle vecchie console EMI degli anni 60...

      Puoi fare un sacco di cose.

      Se vuoi missare moderno.
      Moderno non vuole dire "come mi pare".
      Ci sono molti criteri.
      Avrai un riferimento.
      Prova a seguire il tuo riferimento. :D


      Opinioni personali, non per forza di cose condivisibili :)

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “teetoleevio” ().

      Aggiungo che quoto Pape in tutto.

      In particolare nel rock moderno, per il "muro" di chitarre esistono molte tecniche, in mix & ripresa.

      Esistono "muri" e "muri" :D

      Lo dico in spirito ... costruttivo :D

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      teetoleevio ha scritto:

      @ THECLOWN

      Sono totalmente in disaccordo con quello che dici. Sei teorico, ma non realista. :D

      Credo di intuire che il tuo obbiettivo sia la completa fedeltà nella riproduzione di un suono.

      E che quindi ogni tecnica stereo vada a compromettere l'integrità dello stesso, in primis per la fase.

      Il punto è che nella realtà delle cose, salvo segnali sintetici o virtuali, non esiste NULLA 100% in fase. :D


      8) Teetoleevio


      Ottimo, su tanta roba sono abbastanza d'accordo, su altra posso anche prendere degli appunti e grazie delle informazioni, poi lo rileggo se lo devi editare e vedo se ho capito tutto.

      Chiaramente il mio obbiettivo e' la fedelta' di riproduzione.

      Sono d'accordissimo che questa e' una storia di mediazioni e compromessi ma mettendola giu' semplice, la teoria che si e' sviluppata e che mi e' sembrata la piu' praticabile e' ficcare due omnidirezionali dentro la testa della gente, cioe' un binaurale e, per essere estremisti, no con le teste di legno ma con quella delle persone. (poi se trovo uno co na "testa di legno" non so piu' che fare :D :D )

      Sono sicuro che sai gia' di cosa sto parlando e anche delle relative controindicazioni ma a me sembra la maniera piu' ragionevole per la migliore delle fedelta' possibili con quello che la tecnologia di oggi offre.

      Se non erro, il governo UK spese una fortuna per ambisonic, 4 o 5 speakers, codec and decoder, etc etc per poi scoprire che funzionava solo se sei seduto nel punto specifico e che se ti sposti di 20 cm si spacca tutto; e poi con le cuffie buonanotte.

      Col binaurale hai 2 speakers, due microfoni nella testa della gente, infrastrutture a 2 canali. Sembra, per ora, il meno peggio dei mondi possibili. La grossa limitazione e' che ancora il microfono esce dal canale uditivo perdendo il "pinna effect".

      Se funzionasse e venisse accettato, purtroppo, la professione del mixing engineer o fonico da banco, sparirebbe ma non incolpate me.

      Niente che si sia inventato da The Clown e nemmeno particolarmente recente... visto che PAPE ha postato cosi' tanti video ne metto uno anch'io, fatto diversi anni fa, ma qualcosina si puo' sentire.


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      The clown 2.0 ha scritto:

      Niente che si sia inventato The Clown e nemmeno particolarmente recente... visto che PAPE ha postato cosi' tanti video ne metto uno anch'io, fatto diversi anni fa, ma qualcosina si puo' sentire.


      Beh si, infatti ne esiste un disco su milioni...

      Tra l' altro ho lavorato per un periodo come tecnico/assistente di uno dei producer/mixer di quel disco ed abbiamo avuto modo di parlarne di persona.
      Non starò qui a riportare conversazioni personali, ma il fatto che i dischi successivi, con lo stesso producer/mixer, siano "normali" possono far immaginare quanto l' esperimento sia stato effettivamente apprezzato.

      Per quanto mi riguarda, ho apprezzato ed apprezzo tutt' ora il tentativo, molto, ma il risultato sonoro è lontano dai miei gusti e dal livello di altre loro produzioni.
      A questo punto, dovendo riportare un esempio di produzione tendente all' olofonia, nominerei piuttosto "Amused to death" di Roger Waters. Un gran disco. Ma siamo nell' estremamente raro, e di certo non alla ricerca dei "muri di chitarre" dell' accezione moderna.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer