Room reverb sulle tracce, come, dove, quanto?

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      Room reverb sulle tracce, come, dove, quanto?

      Buongiorno a tutti, vorrei affinare un po' la tecnica degli ambienti in mix, in particolare il room reverb, inteso non come unico riverbero ma come ambiente aggiunto alle tracce che poi avranno un loro riverbero principale, plate o altro che sia.
      Voi su cosa lo mettete e con quali impostazioni di predelay e altri tempi / dimensioni stanza?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Io non uso tantissimi riverberi...
      Uno per la voce, uno per il rullo e uno generale per tutto il resto, uscendo generalmente dai singoli strumenti o qualche volta anche dai gruppi (se le parti del gruppo, tipo le chitarre, sono similari tra di loro), salvo casi particolarissimi (per effetti "speciali").
      Uso generalmente dei preset, a esser sincero, su cui vado eventualmente a modificare i tempi di riverberazione e le dimensioni a seconda del brano e metto sempre un equalizzatore dopo il riverbero, per tagliare le basse e togliere qualche fischio se c'è...
      Io faccio così, ma in realtà di mestiere faccio altro... :D
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young

      Pilloso ha scritto:

      Buongiorno a tutti, vorrei affinare un po' la tecnica degli ambienti in mix, in particolare il room reverb, inteso non come unico riverbero ma come ambiente aggiunto alle tracce che poi avranno un loro riverbero principale, plate o altro che sia.
      Voi su cosa lo mettete e con quali impostazioni di predelay e altri tempi / dimensioni stanza?


      Dipende dal contesto, dal genere, dagli strumenti, dal gusto.....
      Io solitamente riverbero la voce, la tromba e la chitarra elettrica (clean in DI senza altro effetto).
      A volte lo uso su master per dare coesione al mix prima di finalizzare in mastering con compressore e equalizzatore.
      Puoi usare il riverbero anche come mero effetto su uno strumento. E bisognerebbe distinguere tra uso stereo, quindi bidimensionale (larghezza e profondità) e mono unidimensionale (profondità)

      Ps Anche io faccio musica per passione
      Tutto é Soggettivo
      È un 3d che interessa anche me comunque.
      Se posso cerco di registrare ogni strumento equalizzato, compresso e/o semplicemente microfonato per essere pronto in mix.
      E in mix oltre a pan e fader il riverbero è l'unica altra cosa che utilizzo.
      Quindi seguo
      Ciao
      Tutto é Soggettivo

      loyuit ha scritto:

      E bisognerebbe distinguere tra uso stereo, quindi bidimensionale (larghezza e profondità) e mono unidimensionale (profondità)

      Diciamo che in generale mi interessa per entrambi gli impieghi, sapendo che andrà gestito in modo diverso:
      - su voce e chitarra solista per distanziare il suono dalla stanza e dargli una parvenza più "in face"
      - su altri strumenti per inserirli in un contesto di ambiente e dare una maggiore percezione di disposizione nello spazio.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Poi, pensandoci su in questi giorni che sto mixando (tentando di mixare) dei brani...
      Ma nei dischi veri QUANTO riverbero si mette?
      Al di là della difficoltà, in una stanza non trattata come la mia, di percepire la quantità di riverbero che effettivamente aggiungo nelle tracce (il che già chiuderebbe qui il discorso), quanta dovrebbe essere, grosso modo, la quantità di riverbero che si mette nelle tracce?
      Ovviamente tenendo conto della diversità di materiale di base, di genere musicale etc. etc..
      Voi ad esempio a quanto fate arrivare il meter del ritorno del riverbero?
      “Nobody cares if you know how to play scales. Nobody gives a shit if you have good technique or not. It’s whether you have feelings that you want to express with music, that’s what counts, really.”
      -Neil Young
      E' una domanda un po' troppo generica, soggettiva, e un po' OT.
      Di reverbero sul forum credo si sia parlato tanto, io qui intendevo parlare in dettaglio di un aspetto ben preciso, che è il room reverb, spesso sottovalutato e poco discusso.
      Per rispondere a una tua domanda, oggi di riverberi se ne usano meno che anni fa, non è più di moda mettere il cantante dentro una caverna come negli anni 80. In linea di massima, si deve sentire appena, di solito si dice che non deve sentirsi il riverbero, ma la sua presenza deve fare quella piccola differenza.
      Ovviamente ci sono le eccezioni tipo il disco di Adele, se il S.E. decide di giocare coi reverb come effetto, tutto è consentito, ma bisogna essere ben bravi per non cadere nel banale, che a buttare su delle code siam capaci tutti.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Perdonami non mi pareva di essere OT, volevo solo sottolineare che è proprio la quantità di riverbero generale, alla fine, a fare la differenza, secondo me... E normalmente, credo, si tratta proprio di una simulazione di una stanza, un room insomma...
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      -Neil Young
      No è un altro discorso, chiaro che il riverbero viene chiamato anche ambiente e in generale è associato alla ricearzione artificiale di una stanza, ma qui non vorrei tornare su discorsi già triti e ritriti su hall, spring, plate, convoluzioni varie e qualità di un plugin, proprio non mi interessano.
      Ciò che mi interessa è chiarire le questioni particolari legate all'utilizzo del room reverb, che è un riverbero specifico, in alcuni casi neanche alternativo agli altri, ma usato *oltre* agli altri per creare una dimensione spaziale più tangibile.
      Molti non lo utilizzano o non lo conoscono (almeno nel senso di impiego che intendo in questo 3ad, di riverbero cortissimo che si avvicina quasi a un delay) io stesso l'ho sempre usato raramente e senza criterio, ora vorrei approfondire.
      Anzi a tal proposito magari c'è anche chi come room usa proprio un delay con particolari impostazioni.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Pilloso” ().

      Ho anche specificato bene nell'oggetto del 3ad, oltre a room reverb, "sulle tracce", perché un'altra prassi (per alcuni) è di usare il room reverb sul master per conferire un'unico ambiente a tutto quanto il pezzo, diciamo che anche questo può essere un aspetto interessante, ma prima preferirei chiarirmi le idee su come il room reverb può essere impiegato sui singoli strumenti e quali.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      L' argomento è notevole, ma purtroppo una risposta è imho impossibile. Tutto dipende da tutto.

      A mio parere, se si vuol tentare di capire cosa sia una room, cosa possa fare e come la si possa utilizzare in mix, bisognerebbe ascoltare una batteria. La ascolti con le tue orecchie mentre suona dentro una sala, e poi ascolti i singoli close mic. Sentirai una differenza quasi totale nella resa e nella timbrica, con i close sicuramente ben definiti ma senza l' impatto, la profondità e la coesione dell' ascolto reale.

      Ecco, imho la room è "quella cosa lì". E' quella parte di ripresa di uno strumento che dona spessore, corpo, profondità e veridicità. Stacca l' elemento dal cono, leva "asetticità" e lo proietta in una sua dimensione.
      Quando una room è registrata puoi sentirlo abbastanza chiaramente. Quando è ricreata tramite riverberi, non sempre l' effetto è credibile, ma se sai mentalizzare il risultato ed hai i giusti strumenti ce la fai.

      Come disse qualcuno, non so quando e non so dove... "No room no boom" :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer
      In certi dischi blues di Eric Clapton c'è una percezione di stanza pazzesca, e credo proprio sia reale, sono quelle situazioni in cui hanno ripreso tutti i musicisti in simultanea, in un ambiente con i cosiddetti, magari piazzando anche qualche mic in più proprio per registrare la stanza.
      O magari l'acustica non era nemmeno delle migliori, ma visto che colora molto tutte le tracce, è più vera che mai, e bravo chi ha saputo posizionare gli strumenti in mix.
      Mi chiedevo se ci fosse qualche regoletta d'oro per gestire invece il room reverb posticcio, se basta ispirarsi ai mic che dovrebbero essere realmente nell'ambiente, se su qualche strumento assolutamente non va messo, ecc...
      In teoria sulla voce non dovrebbe andare, non è un qualcosa che si registra con microfoni a distanza, però in alcuni tutorial vedi che mettono un accenno di room un po' nascosta sotto un plate... O forse si fa quando abbiamo ripreso una voce in un ambiente troppo stoppato, sordo, per dargli il colore di un ambiente "buono" che non avremmo potuto avere in ripresa?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      PAPEdROGA ha scritto:

      Invece la room sulla voce è una scelta di mix piuttosto seguita. Magari corta e wide, per darle un po’ di larghezza e 3D.

      Questa è una delle parti che mi affascinano. Si parla sempre di voce centrale, specie quando si finisce a trattare di mastering mid-side.
      Ma poi senti certi lavori top con una voce 3d che rapisce, è in face ma è anche avvolgente, per nulla piatta.
      Idem per il basso, diciamo sempre che deve stare piantato al centro, ma se ne sentono di quelli che vanno "oltre", dando un'idea di "dimensione", e senti che qualcosa si allarga ma non capisci come e se è deontologicamente corretto.
      Ma invece riguardo l'eq della room? Solito passa alto come in genere per gli altri riverberi, o va fatto un diverso ragionamento?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      PAPEdROGA ha scritto:



      Ecco, imho la room è "quella cosa lì". E' quella parte di ripresa di uno strumento che dona spessore, corpo, profondità e veridicità. Stacca l' elemento dal cono, leva "asetticità" e lo proietta in una sua dimensione.
      Quando una room è registrata puoi sentirlo abbastanza chiaramente. Quando è ricreata tramite riverberi, non sempre l' effetto è credibile, ma se sai mentalizzare il risultato ed hai i giusti strumenti ce la fai.

      Come disse qualcuno, non so quando e non so dove... "No room no boom" :)


      Domanda stupppida: ma se hai già registrato una room in una traccia apposita, ha comunque senso aggiungere un effetto room sui singoli pezzi presi in presa ravvicinata?
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      -Neil Young

      Pilloso ha scritto:

      Ma invece riguardo l'eq della room? Solito passa alto come in genere per gli altri riverberi, o va fatto un diverso ragionamento?


      So che leggere sempre la stessa risposta è brutto, ma è sempre quella: non ci sono regole, tutto è in funzione di tutto, in particolar modo in funzione del gusto personale.

      Anche il "solito passa alto"...
      Per me non è solito affatto. Personalmente credo che un filtro vada usato quando lo si vuole usare, mai di default. Mentre si legge o sente spesso che ogni segnale andrebbe filtrato di default... mai stato d'accordo.

      Anzi, sulle room in particolare, se parti dall' idea che di norma una room tende a suonare mediosa e poco estesa, è anche possibile che la si voglia "gonfiare".
      Ci sono esempi palesi di room con un carico di basse importante, come certe casse di Randy Staub (prova ad ascoltare l' inizio di Shakin Hands dei Nickelback, dove sembra che la pancia della cassa venga più dal suo ambiente che dalla cassa stessa).
      Personalmente, che però non solo non sono Staub ma non sono proprio nessuno, non troppo di rado mi ritrovo a fare grossi boost in basso sulle room.

      pao ha scritto:

      Domanda stupppida: ma se hai già registrato una room in una traccia apposita, ha comunque senso aggiungere un effetto room sui singoli pezzi presi in presa ravvicinata?


      Tutto ha senso.

      La room ripresa può non andare bene e vuoi quindi sostituirla.
      La room ripresa può andar bene per certi aspetti ma non essere sufficiente per altri e va quindi "aiutata".
      La room ripresa può essere stupenda ma tu cerchi un effetto diverso.
      La room ripresa può essere stupende e tu cerchi esattamente quell' effetto ma vuoi aggiungere un effetto dosabile separatamente.
      Tutto ha senso.

      Su una batteria, ad esempio, almeno nell' approccio moderno, non è difficile trovarsi con una room in ripresa e decidere di utilizzare quella room per fare il suono dell' intero kit ma aggiungerne un' altra specifica pilotata dal solo rullante. O aggiungere direttamente un campione di rullante "roommato", con più o meno segnale dry.
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer