Dubbio su mix!!

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      2-Bus wrote:

      Ho letto diverse interviste di mixer 'famosi' che sostengono di essere partiti con un approccio di pulire il segnale il più possibile e sottrarre sottrarre per molti anni per poi aver rivisto la loro posizione e ritrovarsi a tagliare sempre meno.
      Esistono addirittura console analogiche che hanno di default dei low cut fissi a 50 e alcune persino a 100.
      Poi mi è capitato di vedere una sessione di mixing di CLA dove non ha praticamente mai usato nessun hpf tranne in rare occasioni.

      Credo che sia una questione di differenti "scuole" e metodo, nessuno detta legge e bisogna provarle sulla propria pelle.
      Personalmente ho ricevuto come insegnamento il metodo di pulire ogni traccia con LPF e HPF fino a che non si sente iniziare a perdere qualche informazione. E' un metodo di pulizia e ordine che sul mio modo di lavorare ha prodotto buoni risultati, un miglioramento rispetto a prima, specie lavorando ITB dove meno informazioni ti porti dietro e meglio è, magari in campo analogico e con un buon banco puoi sempre contare su un signor circuito che ti aiuta a chidere "la scatola" facendoci stare dentro tutto, in digitale invece devi limare tu dove non può farlo l'hardware che non hai.
      Se il metodo dei filtri lo hanno usato per anni anche i big, avranno cambiato anche idea, ma sono diventati big con quel metodo, e sicuramente ci hanno prodotto album storici, potrà quindi essere tanto sbagliato?
      Come detto, non sarà l'unica strada, ma neanche quella del tutto errata o non avrebbero certo ammesso di usarla.
      Produrrà danni tanto udibili se per accorgersene ci hanno messo anni loro, che distinguono alla cieca un 1176 vintage da uno nuovo? E poi cambieranno tutti quanti idea, oppure qualcuno che fa meno interviste e più lavoro in studio, magari continua coi suoi tagli e con i suoi soliti risultati?
      CLA è un altro che quando occorre lodiamo, quando vogliamo criticarlo diciamo che schianta l'audio.
      Ha ragione o ha torto? Non lo so, so che produce lavori della madonza che gli invidio parecchio, ma so anche che grazie al cielo il suo non è l'unico metodo giusto, così come il suo banco e il suo muro di outboard non sono l'unico modo di ottenere un lavoro a quei livelli.
      Detto questo la domanda del TO era molto precisa e visto che esite un metodo che prevede di lavorare così e che applico con soddisfazione mi sono permesso di rispondere secondo la mia esperienza e secondo quanto appresi da chi ne sa ben più di me, forse avrei dovuto raccomandare anche l'uso di un filtro lineare, è giusto, chiedo venia.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Io sostengo che la cosa migliore sia ottenere il suono che si desidera in tracking col miking e se occorre con processori di segnale analogici, equalizzatori e compressori in particolare. Personalmente cerco di utilizzare soltanto plugins di effetti, quasi esclusivamente riverberi.
      Ciao
      Ragazzi,

      l'unica cosa sensata è filtrare a seconda delle esigenze.

      Filtrare tutto a prescindere è una procedura inutile, anzi dannosa, perché introduce distorsioni (o toglie frequenze) anche quando non c'è nulla da correggere.

      Ma anche arroccarsi su una posizione tipo "non filtro niente in mix, scolpisco il suono in acquisizione e solo in analogico" non ha molto senso. In primis perché in un processo di normale registrazione non simultanea difficilmente abbiamo modo di valutare a priori il risultato finale con sufficiente dettaglio da poter avere tutti i suoni pronto-mix, in seconda battuta perché prima di tutto bisognerebbe decidere cosa e dove filtrare (ancora prima di disquisire con quale filtro) nel momento in cui abbiamo il materiale in mix e possiamo valutare con cognizione di causa quali interventi servono (e quali no).

      Questo ancora prima di ribadire il banale concetto secondo cui è molto meglio usare un buon filtro digitale che un analogico scrauso (e viceversa). Per dire, oggi una daw base dispone di filtri digitali che un banco di media classe trent'anni fa vedeva col binocolo.

      In sintesi, occorre cercare di essere mentalmente elastici. I dogmi li lascerei da parte, perché ogni pezzo di musica ha le sue necessità, che sono sempre diverse.
      Cercate di capire cosa è necessario nel momento in cui la necessità si palesa (e per questo ci vuole un sistema che fornisca informazioni affidabili in mix), e fate quello che serve al pezzo ragionandoci di volta in volta.