La monocompatibilità è sempre un compromesso?

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      La monocompatibilità è sempre un compromesso?

      Di recente debbo sempre più spesso pormi il problema della monocompatibilità, per ascolti da smartphone, da tablet o da filodiffusione.

      Per come l'ho sempre vista (e ascoltata) io, la monocompatibilità mi sembra un compromesso sulla qualità dell'ascolto finale: peggiorare un po' l'ascolto stereo per ottenere un mono migliore.
      Per la coerenza di fase, ad esempio: è sempre un bene che ci sia e sia perfetta e precisa? tra i pezzi di una batteria, tra le tracce o i gruppi del mix, per l'intero mix? Me lo chiedo ad esempio per l'allineamento di fase tra OH e rullante, raccomandato per la monocompatibilità: non è vero che a volte se non è perfetto suona meglio, più aperto e naturale?
      Non è vero anche che alcune console, e alcuni pezzi di hardware, suonano piuttosto "phasey", e magari anche per questo più aperti, ariosi e dal soundstage ampio?
      Anche monoizzare il basso: sui contrabbassi e sulla musica acustica non mi suona quasi mai bene. A volte riesco a monoizzare solo parzialmente la traccia del contrabbasso, con risultati che ritengo accettabili e musicali, ma non sopra i 70 Hz. Sbaglio io o è davvero così? Monoizzare o meno il basso può dipendere dal suono di basso (acustico, elettrico, elettronico) e dal genere?
      L'EQ mid-side delle tracce, poi, la trovo così bella e naturale per l'apertura stereo... fino a che punto occorre rinunciarci per avere monocompatibilità?
      Secondo me ogni supporto e ogni situazione andrebbe ottimizzata.
      Esistono suoni, strumenti e generi musicali più adatti a traslare bene ovunque mentre altri, mi viene in mente il folk intimistico, renderanno magari splendidamente con un buon paio di cuffie mentre in casse se l'ambiente non é eccellente ne risentiranno. Un buon mix e un buon mastering sicuramente aiuteranno un brano a suonare più o meno bene ovunque. Ma il brano stesso potrebbe essere arrangiato a monte nei suoni, nella dinamica e nel mix per essere rappresentabile in ogni contesto di ascolto. Io credo che il brano per come é concepito artisticamente debba avere la priorità sulla sua diffusione.
      Personalmente da qualche tempo amo produrre i miei brani ottimizzandoli per l'ascolto in cuffia in modo che l'ambiente di ascolto non sia rilevante.
      Capisco il tuo punto di vista, ma nel mio caso non è granchè applicabile. Qualche giorno fa mi è stato esplicitamente richiesto dal cantante di rendere gli ultimi due brani demo che ho registrato monocompatibili, proprio perché spesso ascoltati su smartphone e tablet. E sono prima di tutto demo, per quanto ben fatte e ben suonate, quindi non posso prescindere dall'aspetto pratico. Sono state fatte per servire a uno scopo preciso, mentre l'aspetto artistico deve essere messo necessariamente, se non in secondo piano, almeno a fianco di quello funzionale e pratico.
      Ovviamente mi verrebbe molto facile ignorare la monocompatibilità e limitarmi a cercare l'immagine stereo che preferisco. Ma purtroppo non posso farlo... Mi chiedo quindi se tecnicamente la monocompatibilità, al di là di ogni altra considerazione, implichi sempre e necessariamente un compromesso nell'ascolto stereo, o se viceversa si possa raggiungere una buona compatibilità mono senza sacrificare nulla (e come, naturalmente).

      gobbetto wrote:

      Mi chiedo quindi se tecnicamente la monocompatibilità, al di là di ogni altra considerazione, implichi sempre e necessariamente un compromesso nell'ascolto stereo, o se viceversa si possa raggiungere una buona compatibilità mono senza sacrificare nulla (e come, naturalmente).


      Per me la prima
      Ma seguo
      Bella questione che sto indagando proprio in questi giorni, assieme al M-S e altre robette che comunque riguardano in generale il dove pannare gli elementi, come e quanto.
      Penso che dovremmo andare un po' a scuola dai grandi, ovvero studiare sui brani di riferimento, provare ad ascoltarne mid e side separati, e capire come hanno fatto loro.
      Io ho provato, e la sorpresa più grande è che certi strumenti nel side proprio non ci sono. Zero.
      Certi altri invece sono molto in side, bene separati, eppure in mid restano presenti il giusto.
      Senti il left, c'è una chitarrina e non l'altra... senti il right, c'è l'altra chitarrina e nessuna traccia della prima, quindi ben divise, eppure in mono si sentono ancora bene entrambe.
      Nel mid c'è tutto, e infatti in mono i pezzi funzionano benone.
      Il side sembra quel condimento che rende più gustoso il piatto, ma anche se lo togli resta un buon piatto, si può mangiare comunque.
      Come fanno esattamente? Ci saranno diversi metodi, se ne può parlare...
      Compromessi? Direi piuttosto scelte.
      Rinunce? Non credo, se si piazza il materiale da qualche parte non si rinuncia a niente, ma ascoltando i lavori belli appare lampante che già dall'arrangiamento c'è un preciso progetto di quello che serve in base a come andrà pannato, e non si usa roba ingombrante, che debba occupare per forza tutto lo spettro da left a right, sono sempre strumenti con un ruolo importante ma limitato, che possono stare anche solo da una parte e starci bene.
      Ovviamente il genere influisce molto, se hai del rock "puro" alla AC/DC o Green Day avrai uno schema abbastanza fisso, una chitarra per lato, gli assoli al centro, e così via.
      Se invece siamo nel pop o musica italiana cantautoriale, con pianoforti, qualche fiato, tappeti ecc, ecco che è determinante decidere quando suonano, cosa fanno, e qual è la loro contropartita, perché se non lo si sa prima è dura arrivare a certi risultati.
      L'impressione (ma direi anche certezza) è che chi sa fare pensi in modalità "mosaico" già prima di partire, e allora ogni strumento farà piccole cose, tocchi, arpeggini, richiami di tre notine per spostare l'ascolto su un lato quando sai che devi mettere qualcosa dall'altro.
      Alla fine c'è sempre qualcosa dappertutto, ma formato da piccoli pezzi che si scambiano di parte, e quello che si può bilanciare sui due lati si mette lì, tutte le volte che la contropartita lo consente, ma senza mai cancellarli del tutto dal centro, perché ahimè il mondo sta andando verso il mono e il terrapiattismo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Considerazioni molto interessanti. Certo nel mio caso è una esperienza molto limitata perché le cose che mixo hanno non più di 5 strumenti acustici più uno o due voci, e solitamente anche meno di così. E non so se garantire la monocompatibilità così sia più facile o più difficile... a me sembra più difficile a dire la verità, perché quando hai un unico strumento armonico, il piano, e niente pad, niente synth, niente suonetti e niente riempimenti, questo piano deve sentirsi ed essere ben bilanciato con le voci, perché non c'è niente che lo supporti o che prenda il suo posto.
      E a me, purtroppo, piace tenere il piano molto sul side, perchè mi sembra che in questo modo interferisca meno con le voci, tipicamente centrali, e perchè questa apertura data dall'equalizzazione mid-side delle tracce mi piace molto. L'unico modo che ho trovato per non far andare troppo sotto il piano quando passo in mono è appunto quello di rinunciare a un po' di apertura stereo del piano e rinunciare ad usare troppo il side (per il piano, o per la batteria).

      Quello che hai notato è già molto interessante, ma come anche tu dicevi non sarebbe male sapere di più sul come, sulle regole, sulle linee guida da seguire, magari per diversi tipi di mix.

      panda521 wrote:

      Scusate l'ignoranza ragazzi. Come monoizzo le basse? con un mid side multibanda abbassando il side sulla banda delle basse?


      sì esatto, penso sia il modo più diffuso di farlo. Nel mio caso uso invece midside di Goodhertz, che è un plugin ottimo che fa tutto quello che serve in relazione al mid-side, e in modo molto semplice e veloce.

      gobbetto wrote:

      Quello che hai notato è già molto interessante, ma come anche tu dicevi non sarebbe male sapere di più sul come, sulle regole, sulle linee guida da seguire, magari per diversi tipi di mix.

      Ma sai, già in generale nel mix più approfondisci più scopri che le linee guida sono limiti immaginari che cambiano a seconda delle scuole e possono essere smentiti secondo alcuni metodi... qui a mio avviso ne esistono ancora meno di fisse, posssono dipendere molto dal genere e vengono riscritte continuamente, quindi bisogna prenderci le misure e stabilire le proprie.
      Comunque ci leggiamo nel pensiero, anche io devo trovare un po' di pezzi voce e piano (e poco altro) e capire dove hanno piazzato le cose, come giustamente dici, quando hai tutti strumenti "mono" da posizionare è più facile, quando invece la tecnica classica ti dice di spalmare su tutto lo spazio come in genere avviene per un pianoforte, contravvenire alle regole e trovare una strada alternativa per gestire sapientemente il mid-side richiede un po' più di fantasia.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      panda521 wrote:

      Come monoizzo le basse? con un mid side multibanda abbassando il side sulla banda delle basse?

      Se lo fai sulle singole tracce (cassa, basso, ecc) alcuni sequencer tipo Reaper hanno già sulla traccia di default strumenti come "wide" per ridurre fino a zero la componente side e monoizzare completamente uno strumento, ma questo serve quando parti da un suono stereo come un vst instrument.
      In teoria un mono puro come un basso registrato in audio su un singolo canale, lasciato pannato al centro, è già mono puro e sul side non lo senti, idem per la voce.
      Se invece parliamo di master allora puoi agire con eq che gestiscono il mid-side, seghi tutte le basse solo sul side, e così via.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Ti faccio solo notare una cosa: la coerenza di fase tra rullante e OH non c'entra nulla con la monocompatibilità. Ti serve piuttosto a non creare buchi di frequenze nel mix finale. Difatti, quando OH e rullante sono disallineati si tende ad avere un filtro a pettine sul suono del rullante, a prescindere che l'ascolto sia mono o stereo.

      Se parli di monocompatibilità, la coerenza di fase si intende tra i canali sinistro e destro del panorama stereo, e non tra i vari pezzi della batteria!

      Nel caso della batteria, ad esempio, due overhead paralleli creano una certa differenza di fase tra i canali sinistro e destro, che si ripercuote in un filtro a pettine quando i canali vengono miscelati insieme e ascoltati mono (anche se, a onor del vero, è quasi inudibile).
      Al contrario, due overhead piazzati a capsule convergenti o M-S non creano nessuna differenza di fase, pur mantenendo il panorama stereo.
      Ovviamente parlando in linea teorica...

      Ma se parliamo di rifasare il mic del rullante, che per sua natura è già mono, capisci bene che il risultato è ininfluente a livello di monocompatibilità. E' solo una questione di non perdere frequenze.
      esistono essenzialmente due tipi di mentalità per un fonico: puoi miscelare semplicemente dei suoni o puoi cercare di far suonare bene anche i peggiori musicisti!

      fabrimix1 wrote:

      Ti faccio solo notare una cosa: la coerenza di fase tra rullante e OH non c'entra nulla con la monocompatibilità. Ti serve piuttosto a non creare buchi di frequenze nel mix finale. Difatti, quando OH e rullante sono disallineati si tende ad avere un filtro a pettine sul suono del rullante, a prescindere che l'ascolto sia mono o stereo.

      Se parli di monocompatibilità, la coerenza di fase si intende tra i canali sinistro e destro del panorama stereo, e non tra i vari pezzi della batteria!

      Nel caso della batteria, ad esempio, due overhead paralleli creano una certa differenza di fase tra i canali sinistro e destro, che si ripercuote in un filtro a pettine quando i canali vengono miscelati insieme e ascoltati mono (anche se, a onor del vero, è quasi inudibile).
      Al contrario, due overhead piazzati a capsule convergenti o M-S non creano nessuna differenza di fase, pur mantenendo il panorama stereo.
      Ovviamente parlando in linea teorica...

      Ma se parliamo di rifasare il mic del rullante, che per sua natura è già mono, capisci bene che il risultato è ininfluente a livello di monocompatibilità. E' solo una questione di non perdere frequenze.


      Grazie per la risposta, molto interessante.
      Ho ripescato il tutorial waves da cui avevo preso questa mia convinzione sul fasare anche i singoli pezzi della batteria:
      waves.com/tips-for-mono-compatibility-in-a-stereo-mix

      Lì scrivono:
      It’s important to understand the concept of “phase” because it plays a significant role in mono compatibility. Elements that are out of phase with one another will drop in level or cancel each other out when summed into mono. This means potentially catastrophic mix problems on mono playback systems.

      E se non ricordo male poi nel video tutorial fanno proprio il tipico esempio del rullante e degli OH.
      In effetti ti debbo dire che così, a naso, la tua spiegazione mi sembra più convincente, e soprattutto non saprei perché, come loro sostengono, elementi fuori fase (che sono tali anche in stereo) debbano ulteriormente cancellarsi in mono. Loro lo danno per scontato e io l'avevo presa per buona...
      Anche io mi sono sbattuto spesso sul discorso della monocompatibilita' che ovviamente è fondamentale perché un brano suoni bene in un supermercato(filodiffusione in mono) o su un (maledetto) telefonino. Nel mio caso trovo importante ascoltare sempre i brani di riferimento in mono sull'Avantone per capire i "compromessi" di un brano professionale che conosco a menadito. E spesso mi accorgo che i brani pro suonano perfettamente già in mono e che la differenza tra il mono e lo stereo non è così abissale.
      Questo mi porta a pensare che lo Stereo è bello da sentire ma a volte ti distrae...ti fa perdere il contato con la realtà.
      E' meraviglioso sentire,soprattutto in cuffia, qualcosa che sembra uscire dalle cuffie stesse...ma se poi in mono sparisce,ha senso?

      Post was edited 1 time, last by “Fab4” ().

      La stessa impressione che ho avuto io, nei lavori fatti bene sono bravi a mettere in stereo il "di più" che ti delizia l'orecchio creando un movimento L e R, ma se poi metti in mono rimane il 95% del materiale e il pezzo non ne risente.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:

      La stessa impressione che ho avuto io, nei lavori fatti bene sono bravi a mettere in stereo il "di più" che ti delizia l'orecchio creando un movimento L e R, ma se poi metti in mono rimane il 95% del materiale e il pezzo non ne risente.


      Io resto un fan dei lavori pensati per l'audiofilia.

      Post was edited 1 time, last by “loyuit” ().

      loyuit wrote:

      Io resto un fan dei lavori pensati per l'audiofilia.

      In che senso? Intendi quelli che se ne fregano della monocompatibilità?
      Ma guarda che tutto sommato se un SE sa fare il suo mestiere riesce ad accontentare entrambi i mondi senza tanti compromessi, si tratta solo di sapere fare le scelte giuste e non si compromette nessuna qualità, la parte di percezione "stereo" deve essere minima, se usata bene basta e avanza, pompare il side compromettendo il mid non è audiofilia ma il contrario, rischi di avere una cosa che suona sottile e perde in piacevolezza.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Fab4 wrote:

      loyuit prendi un brano che tu consideri al Top come audiofilia e sentilo in mono. Vedrai che si sente da Dio anche così.


      Ok il controllo su Auratone-Avantone. Ma da un punto di vista tecnico quali sono gli accorgimenti che ti permettono di ottenere questo risultato? si tratta solo di non esagerare con l'hard panning e il midside sui canali?