cosa consegnare al ME

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      cosa consegnare al ME

      Vorrei avere dei chiarimenti riguardo a
      cosa SAREBBE meglio consegnare ad un ME per avere il mix di un brano.
      La domanda sorge da quanto letto qui sul forum sul thread aperto da
      @spank dal titolo: “Ho ricevuto un mix completamente sbagliato da un
      professionista...che fare?”

      In particolar modo mi ha colpito quanto
      detto da @teetoleevio nel suo primo intervento ossia: “...Mmh, sul
      “che fare”: se il risultato è completamente diverso da quello
      che ti aspettavi io non gli chiederei un milione di cambiamenti,
      bensì se possibile, accordandoti, di rifare il mix daccapo: 1) in
      base a un tuo rough mix, non un “demo” e 2) in base a un
      riferimento preciso.”

      Io mixo i miei brani e ed arrivato ad
      un certo punto mi fermo perchè oltre non sono in grado di andare. A
      questo punto credo, se ho ben capito, di essere già andato oltre il
      rough mix in quanto ho fatto parecchi interventi sulle tracce
      nell'ambito delle mie conoscenze. E' quindi sbagliato portare il mio
      mix a questo punto al ME?? Ossia dovrei fermarmi ben prima per
      evitare poi di ritornare daccapo??
      Buon Anno.

      Premesso che non esiste nulla in assoluto giusto o sbagliato,
      e tenendo conto che io sono sostanzialmente "old school", credo che l'idea base sia questa:

      se intendi missare tu, blocca tutto alla fine della produzione.

      Ovviamente passa tutto in audio, e, se riesci ,prepara la sessione pronta per il mix:
      editing fatto, gain structure fatta, se missi all'americana, fader a unity.
      E LASCI TUTTO COSI' COME E'.

      FAI RIPOSARE IL BRANO ALMENO UNA SETTIMANA SE NON UN MESE, poi a mente fresca, e con un riferimento matchato in RMS, missi bello fresco e VELOCE.

      No VST in tempo reale. No macchine esterne anche se stai facendo elettronica.

      Tutto in audio, definitivo.
      Non puoi cambiare più nulla.
      La produzione è finita e devi essere convinto di tutto: per questo no freeze delle tracce, no tracce MIDI, no idee alternative, no niente.
      :D

      Se non sei sicuro della bontà di ogni traccia o di ogni take registrata, la produzione NON E' DA RITENERSI PRONTA PER IL MIX. Finisci la produzione. Punto.
      :D

      Tutto in audio con struttura definitiva.

      LA SESSIONE DI MIX DEVE CONTENERE SOLO LE TRACCE AUDIO DA MIXARE, DEFINITIVE. NIENTE ALTRO.
      No take alternative, no linee di basso alternative, no linee di synth alternative.

      Se usi ProTùlz, magari usa la funzione
      "Save Copy In" copiando solo le playlist attive e i file audio relativi e nient'altro.
      idem Logic ha nel Bin la stessa funzione.

      Da ora in poi mix e master. Finito.

      Tra parentesi questo è un modo per avere anche sessioni più maneggevoli.
      Un conto sono 32 tracce / 5-600 MB, un altro conto è una sessione tutta piena di materiale, 3-4 GB.
      Poi mi spieghi quanto ci metti a mandare da missare un album di 10 brani su WeTransfer o altro.
      Ci metti 10 ore... Dall'altra parte si smarronano non poco...

      Se non usi ProTùlz, qualsiasi altra DAW ti permette di esportare le tracce audio e basta.
      Ovviamente archivia la sessione di produzione...

      FONDAMENTALE, SIA CHE MISSI TU, SIA CHE MANDI LE TRACCE FUORI:
      verifica la nuova sessione di mix, depurata da quello che non è da missare, riaprendola da zero.
      Devi avere tutto in ordine, niente file mancanti o altro.

      Per chi missa non c'è niente di più frustrante che dovere rintracciare chi ti ha mandato le tracce per dirgli che manca qualche file, o che non si capisce quali tracce tenere, eccetera.
      Si perde un sacco di tempo ed energia che si poteva invece dedicare solo al mixaggio.



      Se non intendi missare tu, ma vuoi fare missare fuori:


      1) riferimento master esterno, abbassato di 8-10 dBRMS, meglio se inserito nella sessione.
      2) rough mix del brano. Ossia le tracce audio di cui sopra, missate in 10-15 minuti solo con livelli e pan. NO EQ NO COMPRESSIONE NO NIENTE. Meglio se inserito nella sessione e perfettamente allineato alle tracce da mixare.

      * Se hai in produzione dei suoni definitivi con effetti, esempio chitarre o synth con delay, o voci distorte o altro, passa tutto in audio, effetto compreso.

      * Se hai ri-intonato le voci (operazione sostanzialmente obbligatoria in una produzione moderna)
      puoi mettere, eccezione unica, sia la traccia originale ossia "voce comp" "not tuned", sia la traccia ri-intonata (Auto-Tune, Melodyne o altro).
      Questo consente a chi missa magari di ri-intonare "meglio" una parte non soddisfacente.
      Voce comp vuole dire traccia di voce solista mono, derivatnte dalla composizione, o collage "comp", di tutte le parti migliori registrate in take successive. Non entro nel merito delle altre operazioni da fare sulla voce prima di missare.

      * Nomina con attenzione tutte le tracce con nomi corti e chiari.
      Magari in inglese, perché non si può mai sapere chi missa. Metti che tu debba far fare un remix a due anni di distanza, almeno è tutto chiaro e professionale.
      Consiglio di utilizzare nomi di parte musicale E NON DI MICROFONO utilizzato.

      Esempio: chitarre elettriche doppiate con DI + ampli, a coppie: GTR1A GTR1B / GTR2A GTR2B
      Altro esempio:" lead synth", no "VIRUS TI".
      Cioè non mi interessa che synth o microfono hai usato, mi interessa sapere che tipo di parte musicale è. Se hai usato un ribbon Royer per le room, scrivi ROOM e non Royer, anche se Royer farebbe più feego...

      * Verifica la necessità di tracce stereo anziché mono. Lascia una traccia stereo se ha senso ed è true stereo. Se hai una cassa o uno snare che sono dual mono butta via un canale e lasciali mono.


      Finito. Questo è quello che vorrei io, ma ripeto, io sono old-school. :D


      Idem per mastering fuori: solo mixdown senza cambiare risoluzione.
      Hai missato a 24bit / 44.1. Lascia così.


      Esporta il mixdown in wav o aif senza dithering.
      Se puoi, NON fare tu il fadeout dissolvenza finale, ma lascialo al tecnico di mastering.
      Anche qui master di riferimento.
      Io personalmente non consegno mai gli stem stereo, ma ci sono molti in ITA che li chiedono, sostanzialmente ti remissano il brano

      a) perché la qualità generale è bassissima e quindi ci mettono una pezza equalizzando e ribilanciando.
      b) perché ti dicono che con il loro hardware viene meglio. :D

      Io sono sostanzialmente contrario alla questione, però c'est la vie: ormai sopratutto in EDM c'è la tendenza ad avere una catena di mastering direttamente in mix, con dieci plugin in cascata sul master bus ....e che ci devo fare? :D

      Piuttosto prenditi il tempo di passare una versione strumentale (no voce solista, no cori), una acapella, e magari un TV MIX (mix intero salvo voce solista), che non si sa mai.

      Anche dei brani minori di un EP o album. Non si sa mai.
      Se poi ti capita di averne bisogno, magari dopo un anno, è un casino.

      Questi i miei suggerimenti pratici.

      Che sostanzialmente ricalcano la lista che TLA / Tom Lord-Alge avava sul suo sito da vent'anni a questa parte, medesime richieste da parte anche del fratello CLA.

      Non credo sia difficile, quando sai cosa fare ci metti relativamente poco e in questo modo non solo risparmi a chi missa non solo questo lavoro, bensì GLI CONSENTI DI ESSERE GIA' PRONTO A MISSARE IL BRANO CON MENTE FRESCA, AL MASSIMO DEL POTENZIALE, SENZA CHE ABBIA PERSO META' DEL TEMPO A METTERE A POSTO, MECCANICAMENTE, LA SESSIONE PRIMA DI POTERLA EFFETTIVAMENTE MISSARE E QUINDI OBBLIGATORIAMENTE STANCANDO LE ORECCHIE SU QUEL BRANO :D

      Spero di essere stato utile.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Post was edited 3 times, last by “teetoleevio” ().

      Grazie @teetoleevio, super esauriente e competente. Voglio dirti che sono quello che qualche mese fa ti aveva chiesto di mixare dei brani così "sai" chi sono! A questo punto vorrei chiedere a riguardo del brano di riferimento. Io francamente faccio molta fatica, non mi viene naturale avere un brano di riferimento. Questione di ignoranza probabilmente e quindi chiedo: è possibile che possa essere il ME a scegliere il brano di riferimento da seguire? Del tipo, "io lo vedrei mixato bene con questo brano come riferimento" oppure, esagero, "posso mixartelo con il brano X come riferimento oppure con il brano Y, ecc...". Ho detto una boiata? E vi domando inoltre, sono l'unica persona qui nel forum che non sa scegliere un brano di riferimento?

      andrea9875 wrote:

      E vi domando inoltre, sono l'unica persona qui nel forum che non sa scegliere un brano di riferimento?

      Forse si...
      Cioè, ci sarei anche io, ma la mia difficoltà nel scegliere un brano di riferimento è legata a questioni puramente tecniche!
      Questo perchè da qualche anno faccio parte di alcune ensamble che si occupano di musica popolare del sud italia, dove i "grandi" che hanno inciso hanno scelto strade "particolari", riprese all'aperto o ambienti rumorosi, no editing, no comp, no effetti ecc ecc... Le volte che utilizzano gli effetti in missaggio, ne abusano, rendendo il tutto (per me) molto maccheronico.
      E quindi giocoforza devo fare da me, (non certo perchè mi credo stocaxxx...) che non voglio nè l'ingenua crudezza delle prime produzioni, nè l'eccesso di altre produzioni con le idee non molto chiare.
      Questo fino ad un paio di anni fa, è da un pò che non faccio nulla.
      Solo di recente, grazie anche alla maggior diffusione del genere a livello nazionale ed internazionale derivato dalla "Notte della taranta", qualche "nome nuovo" sta cominciando ad avere approcci più ragionati sul "genere", ma a dirla tutta non ho ancora avuto modo di ascoltare in maniera "critica" quello che stanno producendo per avere dei giudizi in merito, anche perchè sono un pò scoraggiato e con poca voglia di continuare su questa strada! :D
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!

      andrea9875 wrote:

      A questo punto vorrei chiedere a riguardo del brano di riferimento. Io francamente faccio molta fatica, non mi viene naturale avere un brano di riferimento. Questione di ignoranza probabilmente e quindi chiedo: è possibile che possa essere il ME a scegliere il brano di riferimento da seguire? Del tipo, "io lo vedrei mixato bene con questo brano come riferimento" oppure, esagero, "posso mixartelo con il brano X come riferimento oppure con il brano Y, ecc...". Ho detto una boiata? E vi domando inoltre, sono l'unica persona qui nel forum che non sa scegliere un brano di riferimento?


      Mmh.
      Allora. Secondo me - opinioni personali - la produzione INIZIA dal riferimento.

      Io credo fondamentalmente che anche chiunque faccia una produzione tranquillamente in maniera amatoriale, nel senso che la fai per te e basta, senza scadenze e senza pensare alla veicolazione del prodotto, eccetera, debba avere in ogni caso una direzione.

      La direzione devi averla dall'inizio: il riferimento master che dai deve solo essere la ciliegina sulla torta che fa riconoscere ancora più manifestamente cosa vuoi nella tale produzione.

      Se sei anche un autore, mastichi teoria musicale seria e armonia, e hai un brano la cui tonalità. progressione armonica e struttura, più magari il testo, sono definiti compiutamente, a questo punto puoi arrangiare e/o produrre il brano stesso in mille generi diversi.

      Io la penso old school, nel senso che secondo me puoi prendere qualsiasi brano forte e ri-arrangiarlo / produrlo in qualsiasi altro genere.

      Se il brano è forte, ti consente di fare quello che vuoi, partendo comunque da un riferimento.
      Non devi "copiare", ma magari ispirarti per la scelta dei suoni della produzione.

      Produzione = mix = master.

      Più sei veloce a produrre e hai un flusso di lavoro rapido, meno cadi nella trappola dell'amatore che produce interamente mettendoci mesi e anni ogni brano che gli viene in mente senza prima scremare pesantemente e senza pietà il materiale.

      Se sei veloce e hai 10-20 mini demo di poche battute l'uno è facile e molto efficace produrre bene solo poche idee e magari addirittura fare un brano in più versioni e generi per capire cosa sia più azzeccato.

      E questo puoi farlo secondo me se segui dei riferimenti nella produzione, DALL'INIZIO.

      La direzione fin dall'inizio è necessaria e contemporanamente NON credo e mi fa sorridere la diffusa presunzione - qui davvero unico elemento amatoriale - che si stia facendo qualcosa di nuovo, totalmente inedito e sperimentale, "il mio tipo di musica la faccio solo io" e quindi assolutamente non classificabile: senza genere né riferimento.

      Anche se fai l'elettronica più oscura e sperimentale, ci sarà stato senz'altro qualcuno prima di te, magari 25-30 anni fa che faceva ed esplorava le stesse cose.

      Nessuno è davvero innovativo, neppure i Boards of Canada.

      Se parti da qui, poi secondo me poi andare lontano. Nel senso che puoi essere comunque ipercreativo e "artista" come piace definirsi in ITA.

      Se non hai un genere esatto di riferimento nella produzione, su cui magari dare più esempi a chi missa dopo di te o co-produce con te, in ogni caso avrai almeno un riferimento sonoro, di qualità sonora a cui tendere. Qualcosa che ti piace e comunque ti ha inspirato.

      Stai registrando un gruppo folk sardo, autoctono, con strumenti e percussioni autocostruite?

      Ottimo. Vai a prenderti il folk americano e i generi autoctoni di quel tipo.

      Comincia da qui. Manda quello. Gli strumenti saranno diversi, ma la qualità finale deve essere quella. Se è elettroacustica, è elettroacustica, non è dubstep. :D

      Per il resto, purtroppo la domanda, in mix "ma tu cosa faresti adesso" esiste, è diffusissima ed è comprensibile, ma è troppo tardi.

      Se produco, produco. E allora lo faccio dall'inizio. Se mixo, mixo. Ibrido secondo me non si può.

      Già è difficile potere arrivare a livelli molto alti in mix partendo da una produzione eccellente con le idee molto chiare: il tempo per essere freschi e davvero efficaci senza svarionare in mile automazioni perdendo il focus el brano è sempre poco, quando invece devi essere fresco e aggressivo.

      Se cominci a cambiare le cose in corsa ...è un casino.

      Idem se mi chiedi un riferimento master.
      Io ho uno due tre riferimenti in base alla produzione che ho fatto io, non la tua.
      Purtroppo se non lo sai tu, io non so cosa ci sia nella tua testa, purtroppo :D

      Opinioni personali, ovviamente.

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      Post was edited 1 time, last by “teetoleevio” ().

      Grazie per il tempo che mi hai dedicato. Scusa ma a questo punto penso di non aver capito cosa si intende per "riferimento" perchè tu mi parli di "genere". Il genere a cui appartiene un brano che faccio mi è chiaro fin dall'inizio, pensavo che con "riferimento" si intendesse un riferimento "sonoro", non so se mi spiego...

      teetoleevio wrote:

      Se non hai un genere esatto di riferimento nella produzione, su cui magari dare più esempi a chi missa dopo di te o co-produce con te, in ogni caso avrai almeno un riferimento sonoro, di qualità sonora a cui tendere. Qualcosa che ti piace e comunque ti ha inspirato.


      scusami, effettivamente lo avevi scritto, si ,ho dei brani che mi piacciono molto e a cui vorrei tendere, ma molto più spesso se prendo dei brani "PRO", nel genere a cui mi sto dedicando, capisco subito che c'è una gran differenza nel suono in generale e non sono in grado di arrivarci. Ed è per questo che chidevo cosa consegnare al ME, perchè a questo punto mi è venuto il dubbio che tutto il lavoro che faccio io di mixaggio, per quanto comunque piacevole, è perfettamente inutile. Visto che non l'ho mai fatto dovrei provare a far mixare un brano togliendo tutto ciò che ho fatto e partire da zero.
      Quoto tutto ciò che dice Teeto.

      Per me, le cose più importanti per un mixing engineer sono:

      - Ordine. Quindi consegnare materiale ben organizzato e ben nominato.

      - Chiarezza. Quindi dare delle direttive chiare su quelle che sono le proprie aspetattive. Mi dai carta bianca o hai un'idea chiara e vuoi che realizzi quella? Fammelo sapere chiaramente e dammi gli strumenti per soddisfare la tua aspettativa.

      - Buona comunicazione. Ricorda che il tempo è la risorsa più importante per ognuno di noi, e ricorda che il tecnico di mix è lì per fare il suo lavoro, quindi non tampinarlo di mail, sms, chat, telefonate, idee buttate lì a caso e poi modificate dopo 5 minuti. Fargli perdere tempo significa fargli perdere lucidità e voglia, così come succederebbe con chiunque fa perdere tempo a te sul lavoro. Capisci per bene cosa vuoi e comunicalo con precisione e con meno parole possibili.

      Il riferimento è difficile da gestire. Per la mia esperienza, sono in pochi a saperlo realmente utilizzare. Ci sono brani che vanno evidente verso una direzione ma ti arrivano riferimenti che non c'entrano nulla.
      Imo c'è prima da capire se il tecnico ti ispira fiducia o meno. Se ti ispira fiducia lasciagli la possibilità di esprimersi. Se vuoi dargli un riferimento sii sicuro che sia un riferimento assolutamente azzeccato, e può esserlo solo se quel riferimento è stato un riferimento per te anche in fase di composizione ed arrangiamento. Altrimenti è molto probabile che sarà solo un modo per depistare il mix.

      Esempio: Dai come riferimento per il mix "Get Lucky"? Il brano è simile a Get Lucky? Ha quel tipo di arrangiamento e scrittura e quel plaiyng?
      Sì? Allora puoi usarlo come riferimento.
      No? Allora, piuttosto, lascia carta bianca.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


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      Grazie @PAPEdROGA
      Avrei un altra domanda per i ME del forum: vi è mai capitato di ricevere una sessione intera (cubase, PT, ableton, ecc...) da mixare o addirittura da REmixare in quanto già mixata dal cliente? Il primo problema che mi viene in mente sono i plugins utilizzati, che ovviamente non è detto che li abbia installati il ME, ma è una pratica che può avere senso?
      Oppure messa in altro modo: potrebbe a questo punto il mio mix che mi piace ma che non è PRO, diventare traccia di riferimento?

      Post was edited 2 times, last by “andrea9875” ().

      Capitato tante volte.
      In casi simili, a mio parere, il tecnico di mix ha UNA SOLA possibilità: usare il progetto per prendere le tracce raw e ripartire da zero.

      Un tecnico di mix con anni o decenni di esperienza ha metodi e teniche consolidate, così come ha organizzazione dei progetti consolidata. Non puoi immaginare di stravolgere il suo mondo dandogli in pasto un progetto iniziato, con la sua architettura, i suoi assegnamenti, buss, vca, gruppi, folder, prima ancora che catene preimpostate, gain staging differente ed una marea di aspetti che ogni tecnico di mix che si rispetti tiene meticolosamente sotto controllo.
      L'ordine e l'orientamento mentale, in mix, sono fondamentali. Se non hai un tuo ordine semplicemente non arrivi a nessun risultato... e se per puro caso riuscissi ad arrivarci, non riusciresti a replicarlo e sbalgieresti totalmente il mix successivo.

      Chiedere ad un tecnico esperto di lavorare su un progetto altrui, sarebbe come prendere un centometrista e dirgli di correre con le tue gambe. Non potrebbe mai ottenere i risultati che otterrebbe con le sue.

      Imo
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


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      Una riflessione, forse da profano.
      Pensiamo a quello che accade ai livelli top e facciamo finta per un attimo che esistano solo quelli.
      Un paio di annetti fa qualcuno linkò il video in cui un top M.E. illustrava in aula come aveva missato ITB i Jamiroquai.
      L'impressione di tutti fu che avesse ricevuto tracce già talmente pronte che bastavano ritocchi lievi per sistemare le cose e il pezzo suonava già a dovere, pio magari non è scontato, ma insomma quelle tracce erano veramente pazzesche, che uno come me avrebbe fatto meno danni a non toccarle. Se la traccia di synth suonava così, il tipo non aveva nessun motivo per pensare che i musicisti la volessero sentire suonare diversamente, quindi la sensazione era di massimo rispetto del suono originale, niente di creativo da parte del M.E., solo piccoli interventi per esaltare qualche dettaglio e incastrare meglio le tracce tra loro.
      Dava l'idea di un esecutore che assembla il materiale senza modificarlo, come un piastrellista che riceve delle piastrelle e dice "ok, devo solo posarle nel modo più ordinato possibile" e non pensa minimamente ad aggiungerci del suo.
      Mi chiedo se debba essere quella la normalità, ossia una produzione talmente certosina che il M.E. alla fine non debba fare altro che "supervisionare" il materiale e applicare solo piccoli ritocchi alle tracce per arrivare all'equilibrio che alle sue orecchie suona migliore.
      Dalla parte opposta vediamo un CLA con muri pieni di outboard ed è lampante che non ne avrebbe bisogno se gli arrivassero tracce già semi-pronte, anche se non sappiamo esattamente come li usa e se in alcuni casi non deve spingerci perché riceve materiale già a posto.
      Ricordando il fatto che a quei livelli non ti arriverà mai un rullante ripreso male, una traccia ronzante o robe del genere, ma sarà sempre materiale molto curato, ma anche che in produzione lavorano direttori artistici capaci di farti dormire in studio finché non tiri fuori l'esatto suono che vogliono, qual è la vera libertà di chi fa il missaggio? Può ad esempio schiarire drasticamente una chitarra perché a lui piace di più così nel brano e ci legge quel significato, o deve lasciarla com'è perché se è uscita così dalla produzione vuol dire che la vogliono così?
      Credo che da questo concetto dipenda molto di quello che deve fornire l'artista e di quello che deve fare il Mix Eng.
      Ricordo che parlo del top, poi possiamo declinarlo sui livelli più bassi fino agli amatoriali, e tutte le eccezioni che ne conseguono, incluso il fatto che più scendi e più il M.E. deve ovviamente farsi il mazzo per recuperare tracce disastrose anche aggiungendoci della creatività per valorizzare le migliori e camuffare i difetti, e che il musicista dovrebbe ringraziarlo due volte per avergli salvato il brano.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Eh lo so, a me sembra che lui faccia parecchio, tra cui i canali effetti che immagino non spettino alla produzione.
      Però se in produzione c'è un direttore artistico che segue tutto il progetto e ha idee molto chiare anche sui suoni, immagino che stia al fianco di CLA durante il mix, cosa che non vedremo mai in un tutorial, dico bene?
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Difficile mettere a confronto o fare ipotesi sull'operato di vari professionisti del settore (a qualunque livello). Tenendo presente che ognuno ha un flusso di lavoro personale (che nei casi top prevede l'intervento di uno o piu' assistenti) e, probabilmente, in evoluzione nel tempo (andando da chi lavora 100% ITB a chi lavora fully analog, e tutte le combinazioni intermedie).
      Tenendo anche presente che l'operato va anche in base al materiale che uno ha davanti.

      Come detto in un altro thread, sono tutte facce della stessa medaglia, o meglio sono tutte facce dello stesso poliedro.

      Le facce sono molte.
      Partendo da materiale ottimo, si va da chi in mix fara' interventi minimi a chi fara' interventi massicci senza neanche porsi il problema dell'entita' dell'intervento.
      Situazioni analoghe si possono presentare partendo da materiale infimo.

      In ogni caso il rapporto tecnico-cliente e' fondamentale e mi sento di dire che, difficilmente, le eventuali conversazioni tra tecnico e cliente, si vedranno mai in un tutorial od in un documentario.

      cosa consegnare al ME

      Pilloso wrote:

      Eh lo so, a me sembra che lui faccia parecchio, tra cui i canali effetti che immagino non spettino alla produzione.
      Però se in produzione c'è un direttore artistico che segue tutto il progetto e ha idee molto chiare anche sui suoni, immagino che stia al fianco di CLA durante il mix, cosa che non vedremo mai in un tutorial, dico bene?


      No. CLA non ha affianco nessuno. Non di norma, almeno. E difficilmente non supera i 12db di boost in eq su vari range.

      La verità è che... non c’è una verità :)
      Ognuno ha i suoi metodi. In più ogni disco è storia a sé.
      Per un disco di Jamiroquai in cui il tecnico di mix fa poco, ce ne sarà almeno un altro in cui il tecnico di mix farà le capriole carpiate.
      Per ogni disco dei Pearl Jam in cui il tecnico segue un approccio rispettoso, ce n’è ameno un altro in cui il tecnico stravolgerà i suoni e creerà io sound da zero o quasi.

      In mix è così. Non c’è una strada unica e non c’è un approccio unico.
      Non vengono lavorate pesantemente solo tracce registrate male, né lasciate inalterate solo tracce registrate bene.

      Se si vuole cercare una costante, bisogna capire che l’unica costante è la soggettività e specificità legata a persone e team coinvolti.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


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      Post was edited 1 time, last by “PAPEdROGA” ().

      Su Netflix c'è un doc molto interessante su Jimmy Iovine, di tecnico non si vede molto, ma mi ha colpito un passaggio in cui Bruce Springsteen instiste fino a notte fonda per avere il suono di batteria che vuole lui (artista che fa strada perché ha le idee molto chiare) e un altro in cui Dr. Dre registra, missa e produce tutto da solo un LP che fece il botto.
      Mi affascina molto come l'idea e responsabilità del suono definitivo, anche in un ambiente iper-professionale, possa spostarsi tra diverse figure in gioco, dal musicista al fonico o produttore.
      Tuttavia non posso credere che quel tipo di responsabilità venga affidata a caso o scelta in base agli eventi, ci deve essere per forza una suddivisione dei ruoli, può essere anche l'omino delle pulizie che decide come suona la chitarra, purché sia chiaro a tutti gli altri che lo decide lui e soltanto lui.
      Riallacciandoci anche all'altro 3ad da cui questo è partito, ne deduco che ottieni il suono giusto se stabilisci prima a chi spetta fare certe scelte, credo sia questo il punto.
      Perché una regola non c'è, così come ci sono mille modi per scrivere un contratto, ma devi scegliere un modo, devi darti una regola chiara prima di iniziare il lavoro, come in qualsiasi team.
      Se a te musicista è chiaro qual è il suono, se hai stabilito che sei tu a determinarlo e a prenderti la responsabilità, devi dare indicazioni ESATTE a chi fa il missaggio ed ESIGERE che le rispetti, se non sei tu e vuoi che la responsabilità se la prenda qualcun altro, devi dargliela completamente e non invadere la sua area di competenza, esattamente come muratore e architetto, ciascuno fa la sua parte e non rompe i maroni all'altro, fine dei problemi, di tanti problemi.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      cosa consegnare al ME

      Non ci siamo. Almeno per me, il tuo modo di ragionare, per quanto comprensibile, rimane lontano dalla realtà.
      La poni un po’ come se ci dovesse per forza essere un punto esatto della processo in cui si definisce come dev’essere un suono e lì e solo lì si cristallizza.
      Quello che cerco di dirti, e che insieme a me ti sta dicendo Fudo, e che posso assicurarti essere la realtà nel 100% dei casi, è che quel punto non esiste. Non è prestabilito. Non ci sono contratti o dictat a riguardo.
      Un suono non è mai fatto con il pensiero che ci sarà poi il successivo a decidere come suonerà. Almeno non a certi livelli. Il suono è sempre fatto come si sente che dev’essere, o quanto più vicino si pensa che debba essere. Poi, in base al team scelto, il successivo deciderà se sarà meglio lasciarlo com’è o sarà meglio distruggerlo.
      Anche per questo c’è chi opta per un tecnico di mix e chi per un altro. Chi per quello più rispettoso, chi per quello “più spinto”.
      Nessuno ingaggia CLA e gli dice “le chitarre sono esattamente come le volevamo, non toccarle”. Questo è un modo di pensare del tutto amatoriale. O almeno lo è per me è per la mia esperienza. Succede invece il contrario: hai i brani, capisci come vuoi che suonino e definisci il team che credi ti porterà a quel risultato, dall’ arrangiamento al master.
      Che poi ci siano interscambi e fasi intermedie, chiacchierate in cui si parla insieme delle idee personali sul sound e riferimenti vari, è probabile. Non sicuro ma probabile. Che ci sia un elemento forte, come MJ o come The Boss, che ti si siede a fianco e ti dice cosa fi piace e cosa no e ti spinge a fare ciò che lui creda vada fatto, può succedere, come succede che in regia ci sia il batterista dei Metallica che ti fa praticamente mettere in mute il basso (fatto reale), ma... non c’è una regola. Per ogni MJ che ti si siede a fianco e ti fa fare 90 versioni di un mix c’è almeno un’altra situazione pari livello in cui al tecnico di mix viene lasciata carta bianca o quasi.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


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