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      sono contento di tutto questo interessamento. Non credo di aver detto nulla di nuovo o che non poteste trovare in giro col tasto "cerca".

      Le definizione di "schiantare" è quella che ha riportato Hank, e cioè ipercomprimere, oltre la ragionevolezza per far suonare forte la traccia.

      Rivedere eq e compressione dopo aver limitato:
      in mastering come in chiesa il processing è uno e trino ;)
      cioè la modifica di uno dei parametri spesso richiede la modifica degli altri 2.
      Avendo statuito un equilibrio tra eq, comp e limiter, se tornassimo all'eq e dessimo un boost sulle basse ovviamente il compressore vedrebbe innalzarsi il carico in ingresso e lavorerebbe di più, magari implicando un effetto pumping. Se boostassimo le basse in eq dovremmo magari ridurre la compressione o filtrare il segnale pilota con un filtro sulla sidechain. Se spostiamo l'intervento del limiter magari osserveremo un inasprimento delle medie e alte frequenze, quindi andremo a ritoccare l'eq per limitare l'effetto collaterale... avendo toccato l'eq... potrebbe cambiare il comportamento della compressione ecc.
      Quindi il senso è quello di un equilibrio tra i 3 processi inscindibile.

      Rispondo a Diabolik,
      come ho già detto, tutti gli algoritmi esistenti possono avere una loro utilità in certe condizioni, ma non possono essere annoverati tra i tools necessari. Nel caso specifico dell'esempio da te apportato, magari exciters o imagers per implementare un suono vst non esaltante ci possono stare... ma perchè metterli sul mix stereo e non sulla traccia dello strumento in mix come parte integrante della definizione di quel suono?
      Il problema è che non esiste nessuna applicazione che migliori e basta il contenuto al punto di poterla consigliare di default su un mixbuss.

      Metto un altro po' di carne a cuocere:
      e cioè quali sono i problemi tipici che riscontriamo nel lavoro di "masterizzatori".
      La quasi totalità degli interventi correttivi che si effettuano sono imputabili a problemi di ascolto che il mixing engineer ha avuto o ha durante la lavorazione.
      La digressione necessaria risale ad una già nota discussione inerente al nearfield monitoring.
      Come già citato, i nearfield si diffusero negli studio di mix come mezzo per avvicinare il futuro fruitore della musica agli operatori. L'intuizione fu semplice, perchè mixare con dei megamonitor quando molte delle sfumature andranno perdute a casa dell'ascoltatore medio che invece utilizzerà dei diffusori mediocri, a banda limitata e nemmeno troppo lineari?
      Quindi si iniziò a diffondere questa pratica nel monitoraggio, ns10 ecc. Il senso è valido anche oggi, perchè non controllare come suonerà il mix con le cuffiette dell'ipod se potenzialmente 3 milioni di persone lo ascolteranno in quelle condizioni? Ma questo non vuol dire che si debba missare con le cuffiette dell'ipod e basta, nè che i superstudi adottate le ns10 come ulteriore riferimento tenessero spenti i main della regia. Quello che si è consolidato erroneamente è che quei monitor limitati, non lineari ecc. fossero l'unico riferimento.
      Allora vediamo arrivare roba con basse 10 dB fuori mix, oppure talmente esigue da essere inconsistenti oppure basse giuste ma medie indietro di 3 metri ed alte come se mettessimo un plaid sui tweeters.
      Salendo di un gradino, verso la registrazione, troviamo problemi inerenti la non corretta microfonazione delle sorgenti o il poco o nullo controllo degli ambienti di ripresa. Abbiamo quindi overhead di batteria dal suono indefinito, non a fuoco, rullanti impulsivi che ricordano il fustino del dash, chitarre inscatolate, pianoforti deturpati ecc.
      Nessuna o quasi di queste cose può essere corretta aposteriori, nemmeno riaprendo il mix. Come nell'edilizia, lo scaricabarile è uguale anche quì, il batterista ha suonato male... vabbè tanto c'è beat detective in editing, ... ma sta batteria è un casino con tutta la messa a tempo... vabbè tanto il fonico trigghera... questi campioni vanno abbastanza bene (kick 10 dB fuori a 80 Hz)... tanto poi in mastering ecc. L'inculatura è che il masterizzatore non ha a chi scaricare.

      Cosa si può fare a casa non avendo dei main ed una rfz di ascolto: il tempo è l'unico vantaggio nello stare a casa propria. Essendo in casa a costo zero quale è il problema se si perde una giornata a trovare la giusta collocazione dei microfoni, provando, riprovando, riascoltando, chiedendo ecc.?
      Idem per il "master": qual'è il problema a rompere le palle a tutto il quartiere per andare a fare 150 ascolti diversi e farsi un'opinione su cosa c'è fuori? Quindi ascoltare ascoltare ascoltare. I monitor, le cuffie, le cuffie dell'ipod, lo stereo in salone, lo stereo in macchina, l'altoparlante mivar del televisore, l'altoparlante del vivavoce del nokia (fatto davvero) lo stereo dell'amico o la macchina dell'amico ecc.
      Questo processo che richiede indubbiamente del tempo e qualche vaffanculo dai vicini e amici stremati dall'insistenza, porta al risultato 1 di comprendere quale è la relazione tra ciò che sentite nel vostro studio e ciò che succede a campione nel resto del mondo, 2 vi da la possibilità di elaborare un prodotto che soddisfi bene o male tutti gli abitanti del quartiere. Adesso state "masterizzando" nell'accezione di migliorare il suono perchè trasli alla meglio presso il consumatore finale. Questo sperpetuo tende allo stesso risultato di 50.000 euro di monitor e 50.000 euro di trattamenti acustici, solo che nella seconda ipotesi tutto il processo dura 15 minuti.

      Altro articolo all'ordine del giorno (sempre lo sperpetuo) deve essere l'insistente ascolto critico della musica che potremmo definire un riferimento per il nostro genere. Lavorando in una situazione di ascolto compromessa, le problematiche indotte da monitoring e stanza si applicheranno pari pari a tutto quello che verrà riprodotto da quel sistema. Non ve la cavate confrontando l'mp3, scendete di casa a comprare un CD ;)
      Se il nostro CLA o Tonino Maserati di turno suonano un po' gonfi a casa vostra... beh gonfiate pure voi.
      Se riusciste a "clonare" quello che sentite uscire dai monitor e lo applicaste pari pari al vostro mix avreste buonissime probabilità di fare degli ottimi mix con tutto l'ascolto compromesso. Questo risponde a quanto sicuramente affermato già altrove e cioè che tizio o cazio fanno mix da paura con questo o quel monitor da 200 euro. Certo è possibile, ma tizio e cazio hanno un tale controllo dei limiti del sistema da 200 euro che riescono ad andare oltre. Questa consapevolezza ovviamente si conquista con lo "sperpetuo", sempre confronto confronto e confronto con altri ascolti.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      Un grosso plauso a DB, che con questo thread da un grosso riferimento a chi è a digiuno di mastering (e non solo), da diversi approfondimenti a chi ha già conoscenze sull' argomento e da spunti piacevoli ed interessanti anche ai più scafati :)

      Ovviamente non posso che condividere praticamente tutto quanto detto, tranne però una cosa, che riporto:

      Originally posted by DBarbarulo
      Se il nostro CLA o Tonino Maserati di turno suonano un po' gonfi a casa vostra... beh gonfiate pure voi.
      Se riusciste a "clonare" quello che sentite uscire dai monitor e lo applicaste pari pari al vostro mix avreste buonissime probabilità di fare degli ottimi mix con tutto l'ascolto compromesso. Questo risponde a quanto sicuramente affermato già altrove e cioè che tizio o cazio fanno mix da paura con questo o quel monitor da 200 euro. Certo è possibile, ma tizio e cazio hanno un tale controllo dei limiti del sistema da 200 euro che riescono ad andare oltre. Questa consapevolezza ovviamente si conquista con lo "sperpetuo", sempre confronto confronto e confronto con altri ascolti.


      Anche io la pensavo in questo modo, ma l' esperienza mi ha smentito pesantemente.
      Il prolema di fondo è che se senti un bel mix sul tuo impianto NON è detto che tu, dato che riesci a sentirlo, riesci anche a ricrearlo. Questo perché, per arrivare al raggiungimento di quei determinati equilbri, il tecnico ha avuto bisogno di determinati ascolti, in determinate strutture ben suonanti (senza tirare in ballo i fondamentali elementi quali esperienza, capacità, tecnica e strumentazione)... e tu homemixer, senza quelle condizioni, non potrai avvicinarti a raggiungere gli stessi equilibri, perché riesci a percepire il tutto, ma non le operazioni necessarie per il raggiungimento del tutto.

      E' un po' come dire che, anche se ti mancano 4 gradi e ti sei dimenticato gli occhiali, siccome riconosci la bellezza, la proporzionalità e le sfumatore di colore di un quadro di Giotto, applicandoti puoi riuscire a riprodurlo.
      Ma senza i suoi occhi e la sua capacità visive, e con la tua miopia, al 99% non riuscirai a fare altro che grossolani accostamenti di colori.

      A mio parere il pensiero "se nelle mie Empire posso sentire un ottimo mix allora le mie Empire mi permettono anche di farlo" è errato e rischia di portare a grosse perdite di tempo e frustrazioni... senza contare che l' orecchio ha bisogno di molto allenamento per svilupparsi, e tale allenamento va fatto su ascolti buoni in ambienti corretti, altrimenti l' orecchio non si allena... o si allena in modo errato.

      Io posso solo limitarmi a riportare la mia esperienza personale, dicendo che, durante gli anni di studio ed approfondimento del mix (periodo che ovviamente non è ancora finito e che probabilmente non finirà mai), i passi avanti più netti sono sempre coincisi con un miglioramento delle condizioni d' ascolto... quindi correzione dell' ambiente migliore, acquisto di ampli migliore, aggiunta di un secondo sistema di riferimento, affinamento del sistema di monitoring ed utilizzo di monitor più fedeli ecc.
      Sono queste le condizioni principali che mi hanno permesso di comprendere meglio il suono degli elementi, che mi hanno aiutato ad "aguzzare" l' orecchio e che, di conseguenza, mi hanno aiutato a raggiungere risultati migliori rispetto al passato.

      Quindi, se posso permettermi di aggiungere una mio minimo e semplice consiglio al mare degli ottimi consigli di DB, spronerei chiunque a tentare sempre di migliorare le proprie condizioni d' ascolto.

      My two cents :)

      Ancora complimenti per il thread :)
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer

      Website
      quindi eq e compressione possono variare in base a quanto pompiamo il limiter.quindi potrebbe essere utile comprimere ed equalizzare con il limiter attivo fin dall'inizio?mi rendo conto che le variazioni in alcuni casi sono notevoli quando attivo il limiter alla fine,pur utilizzando il timeworks mastering compression che e' abbastanza cristallino...un'altra domanda:quando bisogna
      alzare il livello rms di una traccia in un progetto di mastering per renderla coerente con le altre quali sono i metodi per fare queste micro variazioni di volume?
      Ama il tuo prossimo: non questo, il prossimo!
      :k
      è vero quello che ha sottolineato Giampiero, cosa di cui discutemmo in un altro 3d apposito, infatti non intendevo dire che è possibile replicare le gesta dei grandi sulla base de nostro ascolto carente, ma probabilmente non saremmo capaci nemmeno se ci mettessimo nelle loro regie. Intendevo piuttosto che dall'analisi attenta e dal continuo confronto anche con ascolti non lineari comunque si possono evitare errori grossolani che invece sono all'ordine del giorno.

      Hope, dipende.
      Diciamo che le micro correzioni di livello è più pratico farle modificando proprio il gain di quel brano. A questo fine, cioè un maggiore controllo sui volumi, una strategia è avere un limiter blando e poi lavorare con i livelli dei mix, oppure addirittura avere il tutto il limiting pesante in uscita e quindi modificare il processing dei brani perchè combacino tra loro.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      quindi se ho 4 tracce su cui lavorare le metto su 4 tracce diverse sul mio sequencer e con i fader agisco all'occorrenza?secondo te non e' possibile agire sugli out del compressore o dell equalizzatore?
      Ama il tuo prossimo: non questo, il prossimo!
      :k
      grazie db , davvero in sti giorni va di moda piu che mai l' argomento e ci sono così tanti nuovi 3d dal titolo uguale .. che mi è passata la voglia di aprirli

      però qui ho fatto ecceione ;) ora leggo tutto con calma e faccio tesoro delle tue dritte


      8)
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      Non posso che complimentarmi e fare davvero oro di tutte queste parole.

      Ma a leggere tutto questo mi sono sorte un paio di domande che spero poter porre e approfittare di questo tuo ammirevole gesto di "culturizzazione".

      Tu dici che avendo una chiara idea dei vari ascolti, facendo tanti confronti tra loro e avere la consapevolezza della differenza di ognuno si possono fare dei mix da paura anche con monitor da 200 euro.. ho capito bene?

      Se così fosse, l'unico modo per poter raggiungere tale consapevolezza è allenare e allenare e allenare ancora l'orecchio alla varietà (giusto?), di conseguenza, pian piano, si raggiungie questa consapevolezza.

      Ma praticamente parlando, come la ottengo? Cosa devo sapere per potermi allenare?

      Mi spiego: se io sono un portiere, mi alleno a parare i palloni in porta perchè sò che il portiere deve impedire che la palla superi la linea della porta quindi mi alleno di conseguenza.
      Se nel nostro caso devo allenare il mio orecchio alla diversità sonora degli ascolti.. che diversità devo allenare?
      La differente eq di ogni impianto?
      La differente "prestazione" di ogni impianto?
      La differente tipologia di ogni impianto?
      Devo sapere che la mia traccia in quel determinato impianto suonerà pompata sulle basse o devo sapere che quello stesso impianto taglia le medio e le alte e quindi fa credere che ci siano le basse pompate? in tal caso, come faccio a scoprire quel'è delle due la realtà?
      Devo allenare il mio orecchio nel senso sapere (avere la consapevolezza) che in quel determinato impianto una traccia suonerà così invece di cosà o devo allenare l'orecchio al fatto che quel tipo di suono sia riproducibile quindi avere anche quel tipo di suono in testa?

      Forse mi stò portando troppo sul lato mix che master e molto probabilmente starò andano OT. E forse stò anche sparando emerite cavolate.
      0 istruzione + 0 monitor + VSL = 1 disastro on the road :whistling: soundcloud.com/soundtek-1
      Lascio la risposta a Dbarbarulo, in quanto ho capito cosa vuol dire lui, ma non lo so spiegare....Posso dire solo questo: Mi sento un pitecantropo che stasera ha scoperto che quella cosa che scaldava si chiamava fuoco...Bel thread...davvero...E ho scoperto che la tecnologia mi aveva deviato...nel senso che nessuno mi aveva detto che si chiamava mastering, ma il lavoro che facevo con Wavelab ( ai tempi del PC) era esatamente quello che ha descritto nella sua fantastica sintesi...Oggi lo avevo abbandonato dicendo: Tanto c'è OZONE 4....non staro' li' a fare sessioni di mastering apposta....faccio tutto in un colpo solo....invece ho dovuto ricredermi a il lavoro in 2 trance ( MIX e MASTERING) dà sicuramente piu' soddisfazione....Sto sempre parlado di "lavori at home" senza grandi pretese ( solo qualcuna ) ma realmente si sente che in questo modo sono piu' CURATI.
      Sono d'accordissimo per l'allenamento...probabilmente, seguendo la tua ( Sound) metafora calcistica, per poter parare bene ed evitare che la palla vada in porta dovrai fare alcuni esercizi e per forza dovrai basarti sui consigli dell'allenatore ( in questo caso chi sa piu' di te) che ti dirà con cosa ascolare, dove ascoltarlo e ti fara' notare le differenze, appunto allenando l'orecchio....
      Il gol subito lo sai da solo: è quando un pezzo, una compilation suona male o comunque suona diversa da come tu la vorresti.
      Tramite questo forum ho imparato molto, sopratutto dalle prove, dai mix postati e dai commenti....
      Comunque di Buffon ce ne è uno....poi ci sono gli altri...eh? Saluti e buona musica a tutti!!!! :birra: :birra: :birra:
      IMAC PRO 2018 - Imac 21.5 -I5 - 8o MacBook Pro 16 8o - LOGIC X :thumbup: Sup Drummer2-EZ Drummer ( tutti) Guitar Rig 5, I4,Kontakt -IPAD AIR, Trillian - Aj Guitar Mod Gibson - SILENT GUITAR SLG200N
      ... il procedimento di apprendimento secondo me è l'acquisizione della consapevolezza dei limiti del proprio ambiente di lavoro. Negli anni ho avuto diversi clienti che nel confronto con i miei ascolti e con la critica accurata dei loro mix sono passati da uno stato di mix mediocre ad uno di medio a tratti alto livello, senza acquistare ovviamente un nuovo studio e dei nuovi monitor. Dal semplice ascolto dei loro mix, era palese desumere che ci fossero dei problemi di ascolto che poi si è scoperto fossero imputabili ad un posizionamento sbagliato dei monitor nella stanza in alcuni casi o semplice disattenzione in altri. Così, la continua analisi del lavoro basata sul confronto della propria esperienza di ascolto con quella di altri ha contribuito a formare la giusta attenzione a quali dettagli osservare per la costruzione di un suono di un certo tipo. Quindi confrontare quello che sentiamo nel nostro environment (che per noi è la verità) con quello che magari sentiamo altrove, meglio se nel corso dell'esperienza formativa riuscissimo a contemplare qualche seduta di ascolto in un ambiente professionale con qualcuno in grado di muovere delle critiche oggettive e tecnicamente motivate.

      Il discorso di lavorare il gain con l'output dell'eq o del compressore è una procedura secondo me non ottimale perchè (come nell'hardware) l'adeguatezza o meno può dipendere dall'individuo. Essenzialmente nè l'eq nè il compressore sono disegnati per costituire degli stadi di guadagno, il fader tra i tre invece è quello essenzialmente deputato a quel fine e lo fa senza effetti collaterali di sorta, anche se sia l'eq che il compressore contengono degli "amplificatori".

      Nel nostro discorso siamo sempre In The Box e quindi gli apparecchi tendenzialmente si prestano meno allo "stress" delle funzioni o prestazioni. Intendo dire che un uso "improprio" di un eq analogico come stadio di guadagno, portato al limite genera sì una distorsione, ma del tipo di quelle che può piacere. Se invece saturassimo un eq digitale l'effetto sarebbe tutto tranne che piacevole.

      Questo ci introduce alla domanda di Andrea circa il gain staging ed il contenuto dinamico.
      Dimentichiamo gli aghi della gain reduction che picchiano a tempo di musica, ed immaginiamo invece un moto del vu-meter appena percettibile. Quelli sono già 2 o anche 3 dB di compressione. Su un mix normale le esigenze di compressione tradizionale (non limiting) difficilmente vanno oltre questi numeri, a meno di non voler intenzionalmente spostare le prospettive dei contenuti. Il compressore funge da collante, aiuta a generare un'onda musicale, non serve assolutamente a scolpire gli attacchi come in mix. Quello che fa il lavoro pesante è il limiter. Nel momento in cui usciamo in un analog loop entrano in gioco le caratteristiche degli individui in catena e delle loro singole potenzialità e peculiarità.
      La quasi totalità delle catene di mastering è ibrida, cioè ha una porzione analogica ed una digitale. In genere il minor danno (sempre a meno di non cercare effetti speciali e pirotecnici) lo si infligge cercando di stressare al punto giusto ogni macchina alla ricerca di un guadagno complessivo significativo. Una eq additiva guadagna qualche dB, un make-up gain della compressione gratta qualche altro dB, un po' di clipping dell'AD aggiunge qualche altra cosa ed il limiting alla fine da la mazzata finale. In questo tipo di approccio, che è molto oltre il proposito di una finalizzazione casalinga i fattori determinanti sono appunto le peculiarità di questo o quel determinato apparecchio, la loro capacità di gestire grosse potenze di segnale in ingresso o in uscita imprimendo un carattere magari piacevole e non distruttivo. Tutto questo, giova sempre ribadirlo, non è un assetto generalmente applicabile indiscriminatamente su ogni brano musicale. C'è caso e caso, su un brano metal un determinato AD che clippa ci sta, in un brano jazz uccide la trasparenza dei suoni.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      riassumendo a grandi linee il processo che devo fare è questo:

      1 - apro un progetto nuovo

      2 - importo in tracce separate le ie canzoni del cd che andro' a masterizzare

      3 - su ogni traccia inserisco la catena: EQ per rendere omogenei i suoni, COMP (settato che lavori sui 2, 3 db) per fare da collante e infine limiter "pesante" per schiantare

      4 - alzo il faderal massimo siccome non uso i gain dei vari effetti (ovviamente al massimo senza far clippare)

      5 - testo il mio master su mille impianti diversi perchè il mio ascolto homestudio fa ca**re


      giusto?

      Post was edited 1 time, last by “Balanced Feel” ().

      esattamente.
      Fai attenzione a far sì che non ci sia clipping nemmeno negli effetti.

      Statuita questa semplice linea guida viene di conseguenza che possiamo complicare le cose a nostro piacimento, ma ogni "allontanamento" dallo "standard" (eq-comp-limiter) deve essere motivato.
      Ad esempio abbiamo fatto riferimento all'effetto collaterale del compressore che può "mangiare" gli estremi di banda, reagendo alle basse con l'introduzione di un effetto pumping oppure introducendo una chiusura delle alte frequenze. In questo caso ricorreremo ad un segnale filtrato per pilotare la compressione (sidechain) o per praticità potremo considerare una compressione multibanda per diminuire l'intervento in zone che vogliamo preservare. Se invece l'effetto collaterale di una compressione tradizionale fosse solo un po' di chiusura delle alte (ma non la loro distruzione) potremo inserire un nuovo stadio di eq post compression per fare un "make-up" selettivo (ridare qualche dB in alto). Per l'eq, mano mano che progrediscono le nostre percezioni potremo ricorrere ad una serie di filtri, il che non vuol dire utilizzare 15 bande di eq su una traccia, ma magari usare solo un numero limitato di bande ma selezionandole tra diverse tipologie o marchi che a nostro avviso hanno delle caratteristiche di interesse peculiare. Così, stratificare la compressione con più "soggetti" in catena (ad esempio la compressione avviene anche utilizzando i tape emulators) ecc. Sta ovviamente ad ognuno configurare una propria catena che sia funzionale allo scopo ed al gusto del caso.
      Parlando dei plugins, ce ne sono talmente tanti che è difficile generalizzare o consigliare questo o quello.
      In giro ci sono cose più che dignitose magari freeware o dal costo ridicolo. Io personalmente cerco di documentarmi per mia curiosità personale e lo faccio mediante lo scambio di informazioni con altri operatori. Purtroppo, molti di quelli che ricorrono negli studi hanno un costo abbastanza sensibile... ma sicuramente non sono le uniche soluzioni.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      Sempre a proposito di plugins, oggi sono disponibili le demo di qualsiasi prodotto, quindi è alla portata di tutti provarli direttamente, ma in tutta onestà non trovo sensato che per un uso personale e casalingo si spendano diverse migliaia di euro per dei tools. Questa è una riflessione commerciale e basta. In un home studio dove si presume si faccia produzione più che altro credo siano di gran lunga più utili arnesi che effettivamente incrementino quell'aspetto del lavoro. Un filtro lineare Algorithmix costa 1000 euro ed il suo ruolo è non farsi sentire... con la stessa somma compri una UAD credo, un paio di licenze di Omnisphere, un Virus ecc. Quindi sono apertamente contrario ad un investimento sensibile in tools specifici da mastering da pate di chi non opera a livello professionale. Se aveste quei budget disponibili e vi intriga l'argomento non esitate nemmeno per un attimo a prenotatre una sessione in uno studio pro dove con qualche centinaio di euri avete la possibilità di un confronto con personale qualificato (si spera) e diverse centinaia di migliaia di euri di apparecchiature (dovrebbe essere così), oppure investite in qualche seminario. Queste esperienze fanno davvero la differenza, più di qualsiasi licenza software.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      Originally posted by Balanced Feel
      riassumendo a grandi linee il processo che devo fare è questo:



      3 - su ogni traccia inserisco la catena: EQ per rendere omogenei i suoni, COMP (settato che lavori sui 2, 3 db) per fare da collante e infine limiter "pesante" per schiantare



      giusto?


      Scusate ma il limiter non va proposto nella traccia master e non su ogni singola traccia quando si cercando di amalgamare pezzi diversi in un cd ?
      puoi usare un limiting generale, ma questo ti obbliga a presentare le tracce in maniera che il limiting lavori sempre in un range definito e comunque questo ti "limita" ;) a non poter diversificare più di tanto l'intervento tra una traccia ed un altra. Magari si possono utilizzare algoritmi di limiting diversi per tracce diverse e perchè no averne un secondo su tutte... ma anche no. Il limiting come la compressione necessita di un setup personalizzato in base alla densità e caratteristiche generali della traccia. Per me non è raro usarne 2 o 3 diversi in un singolo progetto.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.