Home Mastering Tutorial

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      Home Mastering Tutorial

      Visto che in rete si dice uno di tutto, e che l'argomento ricorre, stiliamo noi una mini guida ribadendo quello che abbiamo detto negli anni in decine e decine di 3D.

      Premessa:
      Il senso intimo del mastering è CREARE IL MASTER, cioè un supporto destinato alla copia ed alla diffusione di massa.
      Anticamente la procedura consisteva ad esempio nel trasferire i brani dai nastri al vinile (adattando le specifiche tecniche) poi alla musicassetta poi al Mini Disk, al CD ecc.
      Da questo procedimento di ADATTAMENTO si è arrivati ad una giusta conseguente considerazione e cioè magari TENTARE DI RENDERE AL MEGLIO IL CONTENUTO SONORO NELLE PIU' VASTE CONDIZIONI DI ASCOLTO, procedura già innescata con l'adozione dei nearfield in mix.
      Per ottenere questo risultato è ovviamente necessario avere la percezione esatta di quello che succede (la stracitata equazione STANZA MONITOR, in mancanza della quale in un certo senso dobbiamo tirare ad "indovinare". Quindi il corretto monitoring environment equivale ad ascoltare il nostro lavoro in 150 stanze diverse con ambienti e monitor diversi, trarre le conclusioni circa le limitazioni di ogni singolo caso ed adattare la strategia giusta per una soluzione che piaccia bene o male a tutte e 150 le situazioni di ascolto.

      Il livello RMS: il livello o Loudness è una moda e non una necessità. I master si schiantano di limiting non perchè suonano meglio o hanno "più botta", perchè invece al contrario il materiale schiantato dinamicamente ha MENO botta. La consuetudine nasce dalla sana ed antica abitudine maschile di fare a gara a chi ce l'ha più lungo. I master si schiantano per non suonare meno forte di tizio caio e sempronio. Questo dato è stato ampiamente dimostrato, cioè che non ha alcuna influenza quando ad esempio vengono riprodotti i brani in radio, sia lo schiantato che quello "normale" suonano allo stesso livello a causa della compressione adottata dall'emittente, anzi quello normale suona meglio di quello schiantato.
      "Sì, ma allora quando mettiamo la traccia in una playlist dell'ipod poi suonerò più basso di tizio caio e sempronio!" E ALLORA?! la manopolina del volume servirebbe proprio a questo, ma già stiamo andando OT.

      Il caso di chi mixa e masterizza è un caso particolare.
      Ho letto: "ma in mastering si usa sempre l'eq su tutto il mix"
      certo, infatti non abbiamo le sessioni di mix aperte nè il tempo per andare a riaprirle.
      Questa è una "limitazione" che ha il tecnico di mastering, non è una filosofia. E' un fattore pratico. Potendo scegliere, in nome del miglior risultato, nel 90% dei casi sarebbe meglio intervenire sui singoli elementi e non sulla loro somma.
      Avendo l'operatore in questo caso specifico il controllo al 100% sugli elementi non ha alcun senso adottare strategie invasive di alcun genere sul mix stereo.
      SE C'E' QUALCOSA CHE NON VA RIAPRITE IL MIX E CORREGGETE.
      Cosa è consentito e logico fare è intervenire con eq e co. NELL'ADATTAMENTO DEL SOUND GENERALE DEL MASTER (DISCO, INSIEME DI BRANI).
      A questo scopo i tools a disposizione sono sempre e solo 3 eq, comprssore e limiter.

      Procedura: Shaping (eq)
      Creata una sessione contenente l'intero lavoro (composto da più brani auspicabilmente), messi in sequenza come intendiamo vengano stampati, saltando da un brano all'altro ci appariranno evidenti le fisiologiche differenze tra i singoli mix, uno è un po' più forte, uno un po' più debole, uno è un po' più gonfio ed uno un po' più brillante, uno ha la voce un po' più dentro e l'altro no ecc.
      Alla ricerca di un senso unitario (tanto che il lavoro suoni come un disco e non come una compilation), annotate le correzioni da effettuare si procede. Alcune cose minori possono essere fatte in "POST", ad esempio la maggiore o minore brillantezza, ma il livello della voce ovviamente va corretto modificando il livello della traccia di voce nel mix e non con un eq piantato ad 1k.
      Appianate le differenze di "shaping" (forma) avremo una sequenza che funziona in maniera coerente sul nostro impianto e che speriamo funzioni bene anche altrove. ANCORA UNA VOLTA ABBANDONIAMO IL CONCETTO CHE UN MIX SI TRASFORMA IN UN MASTER PROCESSANDO IL FILE STEREO. Come dicono i più famosi ingegneri al mondo "UN BUON MASTER E' UN MIX CHE NON HA BISOGNO DI NULLA" o come dice GM "Se arrivo in mastering e mi accorgo che qualche brano necessita di più di qualche dB di intervento torno in studio a remixare".

      Dinamica:
      La dinamica è ovviamente costituita da compressione e limiting. Entrambe le procedure lavorano sì sul livello di volume medio (RMS) ma comportano comunque una serie di effetti collaterali. La riduzione dinamica di un suono ne modifica gli equilibri interni, quindi avremo sia lo spostamento in "avanti o indietro" di elementi del mix, come l'aumento o diminuzione della percezione di elementi quali la riverberazione.
      Perchè comprimere e limitare? Sempre per adattare il contenuto di un singolo brano all'insieme. Perchè invece "schiantare"? Perchè abbiamo paura di sembrare quelli che ce l'hanno piccolo ;)

      Ordine dei fattori:
      Abbiamo sempre la nostra sessione con tutti i brani davanti. Abbiamo reso uniforme il contenuto tra i brani (diciamo eq), con la semplice automazione dei livelli (volumi) colmeremo le eventuali differenze tra le tracce fino ad avere una continuità senza sbalzi. Il limiting ha lo scopo di proteggere dall'over i segnali che aumentati di volume sforano la scala disponibile. In questa sede è complesso approfondire il concetto di clipping.

      Adesso la gara:
      Se sparassimo un limiter a palla come ultimo elemento avremmo la possibilità di continuare ad alzare il livello RMS senza andare oltre il fondo scala. E' facile notare come all'aumentare dell'intervento del limiter cambi il suono, in senso peggiorativo e comunque, come per la compressione si modifichino degli equilibri interni del mix. Stabilita la quantità di limiting necessaria a non sfigurare nelle docce, si ritorna per forza ad eq e compressione per LENIRE i danni di questo intervento. Quindi tutto da capo.
      La fine di questo sperpetuo è un insieme che suonerà coeso, potente alla moda e non troppo male.

      Adesso i tools:
      Non ho intenzionalmente citato alcun apparecchio specifico, dato che per me l'esigenza di utilizzare questo o quel filtro è assolutamente secondaria, dato che involve una coscienza e capacità di analisi piuttosto avanti e non è certo oggetto di interesse per chi si avvicina a questo argomento.
      Quindi un eq generico, un compressore ed un limiter bastano a risolvere le necessità del 90% dei vostri casi. Tutte le paranoie di questo o quel plug-in, lo stereoizer, il miracolizer, il monoizer, l'anal-izer, sono cose che in definitiva distraggono dal ciò che è necessario (eq, comp e lim). Tutto ciò che fanno queste applicazioni altro non è che modificare gli assetti del mix... ma voi avete il mix... e il designer di questo o quel software non lo ha sentito mentre codificava il plug-in...

      Mastering Pro:
      Nel mastering pro subentrano altri fattori, prima di tutto lo stress. Mentre a casa vostra avete un tempo illimitato per fare e disfare all'infinito, in studio la pressione del poco tempo disponibile e della responsabilità di consegnare al committente qualcosa che sia competitivo e di suo gradimento si fa sentire. Le scelte vanno fatte al volo. La complicazione è in questo tempo limitato individuare se c'è qualcosa da correggere, quale piega di suono il committente ha nel cervello e quale strategia adottare. Questo moltiplicato per tutti i brani.
      Nel mastering di alto profilo l'ulteriore risvolto è scegliere quali strumenti selezionare (o quali combinazioni) per un determinato compito, in accordo con necessità, gusto personale e cervello del cliente. Ecco che compare questo o quel marchio, ecco che troviamo 7 eq hardware, 3 o 4 compressori, 4 o 5 filtri digitali, 4 o 5 limiters ecc. Siamo andati oltre la loro funzione intima, nel mondo della peculiarità di uno specifico marchio o design costruttivo.

      In definitiva, la procedura in se è semplice, ma dipende dal livello a cui vogliamo spingerla.

      DB

      P.S.

      Usate questo 3D per integrare i contenuti e non per polemizzare in modo che possa restare "masterizzato" nei contenuti e possa risultare di qualche utilità.
      se vendete il database mi incazzo.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “DBarbarulo” ().

      RE: Home Mastering Tutorial

      grazie per il contributo, insostituibile soprattutto quando dici che un buon mix fa un ottimo master...

      aspettiamo con ansia qualche contributo su come fare un buon mix allora.... :Aa
      Many a small thing has been made large by the right kind of advertising.
      Mark Twain (1835 - 1910), A Connecticult Yankee in King Arthur's Court
      se me li mandi a rate li accetto, perchè avrei problemi per lo stoccaggio che comprometterebbe l'acustica della regia. :birra:

      Piuttosto, anche se non c'è bisogno di ribadirlo ma non si sa mai, se ci fossero domande o approfondimenti di qualche interesse per la comunità mi sembra una buona location per postarle e mantenere masterizzato l'argomento.

      DB
      se vendete il database mi incazzo.
      Bravo Davide, eccellente post. :meta:

      8) Teetoleevio
      Produrre o mixare un brano in una stanza non trattata acusticamente equivale a correre di notte in autostrada a fari spenti: non vedi un razzo. :D
      Non è colpa tua, è che semplicemente non senti bene quello che stai facendo, anche se hai 10 Distressor. TRATTA LA TUA STANZA ! Dai retta a zio Teeto !

      RE: Home Mastering Tutorial

      Originally posted by DBarbarulo

      Adesso i tools:
      Non ho intenzionalmente citato alcun apparecchio specifico, dato che per me l'esigenza di utilizzare questo o quel filtro è assolutamente secondaria, dato che involve una coscienza e capacità di analisi piuttosto avanti e non è certo oggetto di interesse per chi si avvicina a questo argomento.
      Quindi un eq generico, un compressore ed un limiter bastano a risolvere le necessità del 90% dei vostri casi. Tutte le paranoie di questo o quel plug-in, lo stereoizer, il miracolizer, il monoizer, l'anal-izer, sono cose che in definitiva distraggono dal ciò che è necessario (eq, comp e lim). Tutto ciò che fanno queste applicazioni altro non è che modificare gli assetti del mix... ma voi avete il mix... e il designer di questo o quel software non lo ha sentito mentre codificava il plug-in...
      .


      Bravissimo ottima guida! Sto ancora ridendo per il miracolizer e l' anal-izer!!! :stralol:
      Aggiungo che spesso, avendo un buon mix, gli interventi di eq o comp sono nell'ordine di 0.5 o 1dB, a volte (in rari casi) neanche quello..
      Recording, SSL Mixing & Analog Mastering @ Synchronia Studios, Rome

      RE: Home Mastering Tutorial

      non si inizia mai una risposta in questo modo, ma lo faro'.

      SO BENE CHE è UNA STRONZATA ma vorrei chiederti due cose.

      se ho già fatto tutto in mix, cosa lo faccio a fare il master_? non ridere


      prendi tutte le tracce.wav che hai fatto e le metti su un unico canale e correggi tutto in modo univoco per dare lo stesso volume?
      Dave Damato myspace

      Dave Damato on facebook

      L O W C O S T P H I L O S O P H Y

      RE: Home Mastering Tutorial

      Originally posted by Dave Damato


      se ho già fatto tutto in mix, cosa lo faccio a fare il master_? non ridere

      prendi tutte le tracce.wav che hai fatto e le metti su un unico canale e correggi tutto in modo univoco per dare lo stesso volume?



      Il master è quel processo finale indispensabile che permette di dare coesione ed unità al progetto.. diciamo che si lavora sulla visione globale del prodotto e non sui rapporti tra i singoli elementi nelle tracce (che è compito del missaggio).
      Inoltre una persona esterna al progetto (non coinvolta diciamo in tutti i processi precedenti di registrazione e missaggio e quindi "distaccata"), competente e con la giusta strumentazione (prima di tutto una buona acustica della sala e dei monitor da mastering) saprà dare il tocco finale, sia correttivo (dove e se serve) che di gusto.

      Inoltre non parliamo solo di volumi tra le tracce, ma anche di macrodinamiche e di microdinamiche, del giusto spacing tra una traccia e l'altra, il tipo e la durata dei fade etc etc..
      Recording, SSL Mixing & Analog Mastering @ Synchronia Studios, Rome
      Vediamo se almeno al livello teorico riesco a risponderti io....al liimter interviene il MASTER a cazziarmi.

      Di vera e propia dinamica no, perchè questa cerchiamo di plasmarcela prima con aiuto di EQ e COMP. Il compito del limiter è solo quello di schiaccaire già la dinamica (piu' che o meno possa piacere) creata.

      Un po' come schiacciare un cuscino contro il muro il piu' possibile, ma già a priori lo abbiamo imbottito noi col materiale a nosttro gusto.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Sonicologico” ().

      DB,
      ci voleva proprio.
      Grazie infinite per questo 3D che dovrebbe essere letto prima di inviare un qualunque post che riguarda il mastering.
      E' giustissimo e molto intelligente il tuo approccio che tende a far capire il "perchè" si fa e non in "come" si fa.
      L'ok di teeto poi è il nulla osta definitivo.
      L'unica cosa che posso dirti è solo e semplicemente GRAZIE.....

      Ciao
      Viky
      Il mio "PiccoloStudio" dove la cosa più importante è la tua musica

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “smallstudio” ().

      Vediamo se almeno al livello teorico riesco a risponderti io....al liimter interviene il MASTER a cazziarmi. Di vera e propia dinamica no, perchè questa cerchiamo di plasmarcela prima con aiuto di EQ e COMP. Il compito del limiter è solo quello di schiaccaire già la dinamica (piu' che o meno possa piacere) creata. Un po' come schiacciare un cuscino contro il muro il piu' possibile, ma già a priori lo abbiamo imbottito noi col materiale a nosttro gusto

      quando DB parla di schiantare intende praticamente una compressione di un materiale già compresso?
      Originally posted by Balanced Feel

      quando DB parla di schiantare intende praticamente una compressione di un materiale già compresso?


      dovrebbe riferirsi a materiale anche non compresso in mastering (ma sicuramente già compresso su alcune singole tracce in fase di missaggio, es. voce - cassa etc..), la cui dinamica è stata appunto "schiantata", ossia il range dinamico (la differenza tra i passaggi più deboli e quelli più forti) è diminuito.
      Recording, SSL Mixing & Analog Mastering @ Synchronia Studios, Rome

      RE: Home Mastering Tutorial

      Originally posted by DBarbarulo
      Stabilita la quantità di limiting necessaria a non sfigurare nelle docce, si ritorna per forza ad eq e compressione per LENIRE i danni di questo intervento. Quindi tutto da capo.


      Intanto complimenti per questo post. :applauso:

      Volevo chiederti un chairimento...perchè parli di rivedere compressione ed equalizzazione dopo il limiting?
      Cio'è, il limiting non andrebbe impostato per ultimo ad un livello che non vada a rovinare tutto il lavoro precedente?
      E in base a cosa faresti questi cambiamenti?(questa domanda mi rendo conto che è di difficile risposta - ogni mix ha una sua storia, ma diciamo a grandi linee...)

      Ah, un'altra cosa, l'utilizzo in fase di mastering (fatto con moderazione e "testa") di harmonic exiter e stereo imaging (magari multibanda) non lo citi per semplicità o perchè non necessari se il mix è fatto bene?Io credo "aiutino" quando si utilizzano vst e non synth hardware e quindi abbiamo un suono meno caldo e con dinamiche diverse...

      Grazie ancora! 8)
      Originally posted by Balanced Feel

      quando DB parla di schiantare intende praticamente una compressione di un materiale già compresso?


      Per "schiantare" intende comprimere/limitare aldilà di quello che sarebbe necessario, allo scopo di otenere il più alto volume RMS possibile,cioè per fare suonare forte di volume una canzone.Presente i vari discorsi sulla loudness war?

      Edit: Grande DB!! :applauso:
      All you need is ears :D

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “Hank” ().

      Grazie Davide.

      E' significativo che un professionista metta a disposizione di una comunità le proprie conoscenze.

      Come anticipato in un altro forum, sarò lieto di acquistare il tuo libro (non appena uscirà...).




      edg
      www.edrecords.it