Tascam 32 - 2 track master open reel

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      Tascam 32 - 2 track master open reel

      Avendo recentemente effettuato la ri-taratura delle mie macchine a nastro e avendo qualche minuto per scrivere qualcosa, ho deciso di pubblicare questo post, che vuol essere di stimolo ad una discussione su apparecchi "diversi" da quanto la maggior parte di noi utilizza quotidianamente, ma che hanno rappresentato il top, o comunque un livello molto elevato, per anni e anni e dove - inteso come tuipo di supporto e sistema di registrazione - sono stati registrati i master di gran parte della musica che ascoltiamo tutt'oggi.

      La mia è una brevissima panoramica giusto per iniziare una discussione.

      Ho postato in "Mixaggio e mastering" perché una sezione apposita non c'è (i mods spostino dove ritengon più opportuno), e allo stesso tempo credo che l'utilizzazione principe di queste macchine, al giorno d'oggi e quanto meno riferendosi ai 2 track, sia proprio come "terminale di missaggio".

      E' incredibile quanto un passaggio su nastro possa influenzare il suono di output di un mix rispetto a tanti outboards ben più costosi.

      Allo stesso tempo non è tutto oro ciò che luccica: l'aumento della musicalità e della "pasta" sonora, in particolare sulle basse, comporta inevitabilmente un aumento del rumore di fondo e comunque è soggetto a molti parametri legati alla manutenzione dell'apparecchio.

      Per chi non lo avesse mai visto, il Tascam 32 è un registratore open reel (a bobine) dei primi anni ottanta:

      (mi scuso fin d'ora per la cattiva qualità delle foto, scattate in laboratorio durante le operazioni di ri-taratura)

      Come potete vedere la macchina porta bobine fino a 25 cm. (lo standard per i master) di nastro da 1/4 di pollice (notate fin d'ora nel linguaggio "analogico" la mescolanza tra unità europee e unità anglosassoni).
      La bobina debitrice è invece da 18 cm.

      Il registratore registra 2 tracce in una sola direzione: in questo modo sfrutta metà nastro (1/8 di pollice) per pista, il che si traduce in grande dinamica e trascurabile crosstalk (=interferenza tra i due canali).

      La velocità di registrazione è, anche intuitivamente, un parametro fondamentale.
      Basti pensare che un registratore a cassette gira a 4,75 cm/sec, mentre un open reel da master gira a 38 cm/sec (quasi 10 volte più veloce) o addirittura a 76 cm/sec (questa velocità è però più diffusa per i multitraccia e per i 2 track da 1/2 pollice).
      38 cm/sec=15 ips, mentre 76 cm/sec=30ips (unità anglosassoni).

      Il Tascam 32 è da ritenersi una macchina professionale da studio, per caratteristiche meccaniche ed elettroniche, e si colloca un gradino sotto a Studer e Telefunken, alla pari con Otari MX5050, rispetto al quale ha a mio giudizio una minore performance elettronica ("musicalità" dell'elettronica) ma una maggiore performance e affidabilità meccaniche.
      Sotto a questo standard si collocano macchine altrettanto interessanti e valide in ambito project-studio, quali ad esempio il Revox B77 del quale parlerò eventualmente in un altro post, se questo riscuoterà interesse. :]

      In questa foto potete vedere il percorso del nastro a livello delle testine:


      Le testine sono 3: cancellazione, registrazione e riproduzione:
      .

      E' possibile un riascolto dalla testina di registrazione nella posizione "Sincro": utile fondamentalmente per tarare l'apparecchio, in quanto la risposta in frequenza è meno performante rispetto alla testina di riproduzione.

      Il tipo di nastro utilizzato, la sua composizione chimica e lo spessore del supporto sono fattori fondamentali nella registrazione analogica di qualità.

      Bisogna sempre pensare che una macchina va tarata per un determinato tipo di nastro, in quanto ogni nastro necessita di un'appropriata corrente di premagnetizzazione, il famoso bias.

      Sul Service Manual del Tascam 32 è chiaramente scritto che questo tipo di controllo andrebbe effettuato ogni 6 mesi, per avere sempre il top della performance.

      La taratura va fatta rigorosamente in laboratorio, i controlli (trimmer) di EQ, Bias, volume di registrazioine, etc. sono posti sul pannello inferiore dell'apparecchio, che va quindi "coricato":
      .

      In realtà, una volta tarati i livelli di ingresso, di uscita e la regolazione fine dei VU-meter (da effettuarsi appunto in laboratorio con oscilloscopio, voltmetro e generatore di segnale), l'unico parametro realmente soggetto a regolazione di maintenance è il bias, che è possibile tarare in studio anziché in laboratorio, utilizzando un generatore di rumore rosa e un analizzatore di spettro.

      E qui entra in gioco l'utilizzazione "creativa" della macchina nel 2010.

      Variando la corrente di bias, e a seconda del tipo di nastro, noi possiamo ottenere risultati diversissimi tra loro.

      Faccio un esempio pratico: sul Service Manual della Tascam sono indicati i parametri per una taratura del bias in funzione di una curva di pre e post-equalizzazione (NAB o IEC a seconda degli standard USA o Europa).

      Questo, è chiaro, aveva un profondo significato negli anni dell'analogico, per garantire la compatibilità tra macchine differenti: io registro un master in standard NAB e lo mando in USA dove lo rileggono au una macchina NAB, etc.

      Oggi non si parla più di mandare un master su nastro (anche se un vero vinile andrebbe fatto così...).
      Quindi in un certo senso possiamo fregarcene di seguire una determinata curva di equalizzaione, e andare a cercare i punti dove l'insieme macchina/nastro lavora al meglio per i nostri scopi.

      Più in generale, ad esempio, se io lavoro su musica classica probabilmente desidero una curva di risposta il più possibile lineare, se lavoro sull'elettronica potrei invece volere una risposta maggiore sulle basse.
      Sul rock potrei volere un "punch" di db in più, senza particolare attenzione a variazioni e colorazioni timbriche, anzi, cercandole proprio.

      Ecco che queste macchine, se ben "domate" (se no sai quello che stai facendo è la fine, davvero!) si prestano ad un riutilizzo non in funzione dell'assoluta fedeltà, ma proprio della colorazione.

      Attenzione... sto parlando di macchine che, se ben tarate, mi garantiscono 20-22.000 Hz praticamente lineari... non sono giocattolini.
      Mettono a dura prova qualunque recorder/scheda digitale!

      Personalmente, ad esempio, ho tarato il Tascam utilizzando un generatore di rumore rosa e un analizzatore di spettro (hardware) a terzi di ottava, regolando il bias in maniera da ottenere il massimo output e una risposta lineare 20-20.000 (se avessi seguito le specifiche Tascam avrei dovuto ottenere una curva IEC o NAB tramite un gioco di pre e post equalizzazione).

      In questo modo ho una macchina non perfettamente compatibile con altre, ma pensata proprio come un "puncher" tra output del mix e riacquisizione in digitale.

      Inutile dire che i nastri (il tipo e il loro stato di conservazione) sono il fattore determinante per ottenere risultati significativi.


      Bene, se ne volete sapere di più (ad esempio parametri di bias, mantenimento della macchina, tipologia di nastrietc.) fate domande, e se qualcuno ha dei file da provare a "passare" (brevi esempi, ovvio) si faccia eventualmente avanti, tempo permettendo, in maniera da postare esempi "prima" e "dopo", magari su nastri diversi.

      Spero che il post sia stato di vostro interesse, eventualmente proseguiamo il discorso con Revox, Otari e macchine multitraccia.

      8)

      RE: Tascam 32 - 2 track master open reel

      bravo grunge, bella mossa

      sono interessato, ma per motivi puramente sentimentali e nostalgici avendo posseduto un A77 trenta anni fa, all'esame del Revox....

      il mio era stereo velocità 38cm/sec...
      Many a small thing has been made large by the right kind of advertising.
      Mark Twain (1835 - 1910), A Connecticult Yankee in King Arthur's Court

      RE: Tascam 32 - 2 track master open reel

      Originally posted by Cracker
      Complimenti Grunge, gran bella macchina.
      Mi sono tornati in mente trascorsi con un Fostex e16, 16 tracce su nastro da 1/2 pollice. Li il crosstalk c'era eccome...


      Ho utilizzato anche io quella macchina, e in effetti il crosstalk era piuttosto evidente.
      Discorso completamente differente col mio NS16 su 1 pollice: crosstalk inesistente, anche con traccia SMPTE.

      Però... solo 60 visite in 1 giorno

      Speravo in un maggior interesse, io lo trovo un argomento inconsueto... pazienza... vedo che il mastering è un argomento che in compenso va sempre forte...

      Grazie a matey (un reaperista se non erro?) e cracker per aver commentato
      Io sono un visitatore silente... :durbans:
      Bellissima macchina come a solito nel tuo parco macchine anlogiche, complimenti!!!!

      @ Cracker: anch'io avevo l'E16, si, c'era il crosstalking, però che suono, ho ancora i dat dei mix fatti dal bobinone e hanno un suono stupendo.
      La mia didattica
      Le mie foto...


      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      Ogni tanto si vedono in giro degli 8 tracce fostex sotto i 100 euri, ed ogni volta devo fare training autogeno per non portarmelo a casa...

      Poi ricordo il perchè lo cedemmo: Manutenzione difficile e costosa, e difficoltà a trovare i nastri.

      ...e questo placa la GAS per un po' :stralol:
      Cracker
      Contatti - LEGENDS - How It's Made

      "Non sono mica un BINGOPALLINO qualunque..." (Cit.)
      Originally posted by Cracker
      Ogni tanto si vedono in giro degli 8 tracce fostex sotto i 100 euri, ed ogni volta devo fare training autogeno per non portarmelo a casa...

      Poi ricordo il perchè lo cedemmo: Manutenzione difficile e costosa, e difficoltà a trovare i nastri.

      ...e questo placa la GAS per un po' :stralol:


      Oggettivamente un 8 piste Fostex da 1/4 di pollice è una macchina anacronistica, anche se esteticamente è sempre un bel soprammobile :]

      Non perchè la qualità sia così inferiore a una scheda 8 ingressi digitale economica, ma è tutto ciò che ci gira attorno, non ultima la non-possibilità di editing (!!!) che è stato superato.

      Discorso differente invece, appunto, per i 2 tracks, che possono ricoprire un ruolo molto interessante nel workflow produttivo tra mix e mastering vero e proprio.

      Post was edited 1 time, last by “grungelizer” ().

      Come posso esimermi dal non partecipare!!
      Ho un tascam 38 imbustato da oltre 10 anni su cui ho lavorato i 10 precedenti. Editing inesistente, è vero... ma che suono.
      Il problema poi non è solo l'editing ma il tempo necessario a finire un brano.
      Ho anche un Dokoder 2 tracce (non ricodo la sigla), quello con le bobine in orizzontale e i VUmeter in verticale.
      Monta testine Otari e l'ho usato spesso per fare mastering da digitale.
      L'ho fatto più per mia soddisfazione che per richieste dei clienti.
      Clienti? sempre meno e sempre meno esigenti: fare presto e spendere poco. Della qualità nemmeno se ne preoccupano. In questo contesto le macchine a nastro fanno godere solo gli innamorati come noi.
      Ritengo comunque che il mastering su 1/2 pollice, con macchine serie e tarate come dice Grunge, non abbia rivali.
      I nastri!!! Diventa sempre più difficile trovarli e quando li trovi ti costano un patrimonio con il rischio che siano fondi di magazzino, bucati o con il silicone cristallizzato.
      Ma pure se vanno bene, hanno gli anni contati. Puoi conservarli nel migliore dei modi, ma dopo una decina d'anni danno molti problemi.
      Ne ho intere casse!! L'unico modo per recuperarli è metterli al forno e passarli subito in digitale..... poi li butti.
      Ma questo potrebbe essere l'argomento di un altro post.
      Ciao
      Viky
      Nel mio piccolo studio la cosa più importante è la tua musica
      Originally posted by smallstudio
      Come posso esimermi dal non partecipare!!
      Ho un tascam 38 imbustato da oltre 10 anni su cui ho lavorato i 10 precedenti. Editing inesistente, è vero... ma che suono.
      Il problema poi non è solo l'editing ma il tempo necessario a finire un brano.
      Ho anche un Dokoder 2 tracce (non ricodo la sigla), quello con le bobine in orizzontale e i VUmeter in verticale.
      Monta testine Otari e l'ho usato spesso per fare mastering da digitale.


      Accidenti, complimenti per il Dokoder!
      Anche io ho un Tascam 38: gran suono.
      Non esistono altre parole: "suono".
      Macchina dalle prestazioni inaspettate.

      Originally posted by smallstudio
      L'ho fatto più per mia soddisfazione che per richieste dei clienti.
      Clienti? sempre meno e sempre meno esigenti: fare presto e spendere poco. Della qualità nemmeno se ne preoccupano. In questo contesto le macchine a nastro fanno godere solo gli innamorati come noi.
      Ritengo comunque che il mastering su 1/2 pollice, con macchine serie e tarate come dice Grunge, non abbia rivali.


      Purtoppo io ho solo visto in azione un Ampex 1/2 di pollice negli allora studi IRA records.
      Ma tanti dischi storici son stati mixati su 1/4 di pollice, comunque.

      Originally posted by smallstudio
      I nastri!!! Diventa sempre più difficile trovarli e quando li trovi ti costano un patrimonio con il rischio che siano fondi di magazzino, bucati o con il silicone cristallizzato.


      In realtà non è esattamente così: la RMGI e altre marche producono ancora i nastri (la RMGI ha acquistato la tecnologia Basf, in pratica fa l'SM911 che è compatibile con l'Ampex 456).

      Ho passato i mix del CD dei Petralana, produzione di cui ho parlato di recente, su Ampex 456 nuovi (ovviamente da stock, son fuori produzione da anni) acquistati in UK, e sono andati alla perfezione (non il mio Otari, ma quello è un altro discorso).
      Non sarei così' negativo, anzi!

      Che poi l'utilizzazione di una macchina a nastro sia uno sfizio personale concordo, ma d'altra parte anche lavorare con la musica, più o meno, lo è... :] :] :]

      Sono poi d'accordo con te riguardo ai nastri vecchi o comunque usati: inaffidabili e, se parliamo di Ampex e 3M, soggetti a sticky syndrome.
      Ne abbiamo parlato in un altro post qualche tempo fa.

      RE: Tascam 32 - 2 track master open reel

      Originally posted by grungelizer
      Grazie a matey (un reaperista se non erro?) e cracker per aver commentato


      reaperista, ovvio...
      non essendo un tecnico puro, non ho argomenti scientifici per affermare la superiorità del nastro, che comunque apprezzo in termini di gusto, ma ho comunque una specie di rimpianto creativo per il workflow del nastro, l'assenza di editing come condizione creativa che però impone la massima dedizione in chi suona.
      e da altra parte la bellezza di una take intera, non "perfezionata" ex post da inserti/tagli/multitake che per questo la rende irripetibile in quanto non perfetta...

      apprezzo molto di più le donne con un bel naso importante piuttosto che i nasini alla francese, non posso farci niente
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      Mark Twain (1835 - 1910), A Connecticult Yankee in King Arthur's Court

      RE: Tascam 32 - 2 track master open reel

      Originally posted by matey
      ho comunque una specie di rimpianto creativo per il workflow del nastro, l'assenza di editing come condizione creativa che però impone la massima dedizione in chi suona.


      Concordo in pieno.
      Per quanto sia possibile "simulare" questa condizione semplicemente premendo "Start" sul sequencer e registrando, come su una macchina a nastro, la cosa non è affatto uguale.

      E' una vera e propria condizione psicologica: vedere girare le bobine, sapere che il nastro è prezioso e che più di tanto non ci puoi passare sopra, sapere che non potrai aggiustare ad esempio un colpo di cassa col basso, o utilizzare autotune, fa sì che la tua performance sia spinta al massimo delle tue possibilità.
      Non è la stessa cosa che dire "farò il massimo" (quanti oggi lo dicono...?) col digitale, perché dentro di te sai sempre che "qualcosa"aggiusterai.

      Se io insegnassi musica d'inisieme in una scula sicuramente metterei davanti agli allievi un bel 8 o 16 piste a nastro e registrarei esclusivamente senza editing.

      Ecco, un buon motivo per prendere un Fostex 8 piste da 1/4 di pollice a 100 euro è proprio questo: verificare chi e cosa realmente si è come esecutori.
      E' come suonare live ma con la consapevolezza che l'attimo non sarà "fuggente" (e indulgente) come nel live, ma verrà ripetuto nel tempo e negli anni, catturandone l'immediatezza nel bene e nel male.

      Assicuro, per averlo provato, che non è come premere "Start" sul sequencer e lasciarlo andare.

      Post was edited 1 time, last by “grungelizer” ().

      Quotone per Grungelizer, con la bobina il minimo era fare una take senza neanche una sbavatura (ma c'era sempre il punch-in :hey: :durbans:) poi se ci mettevi anche il quid in più facevi la differenza.
      Per cui la parte te la studiavi per bene prima di registrare e in generale se volevi fare il turnista dovevi stare sempre allenatissimo, mi è capitato di vedere un vhs di un live del periodo in cui usavo il 16 tracce quotidianamente, la chitarra me la mangiavo....
      Poi un po la tecnologia, un po la tendinite.... :Argh
      La mia didattica
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      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      Originally posted by mrred
      Quotone per Grungelizer, con la bobina il minimo era fare una take senza neanche una sbavatura (ma c'era sempre il punch-in :hey: :durbans:) poi se ci mettevi anche il quid in più facevi la differenza.
      Per cui la parte te la studiavi per bene prima di registrare e in generale se volevi fare il turnista dovevi stare sempre allenatissimo, mi è capitato di vedere un vhs di un live del periodo in cui usavo il 16 tracce quotidianamente, la chitarra me la mangiavo....


      ...infatti.
      E aggiungo anche che esisteva una certa meritocrazia: se eri bravo era probabile che qualcuno ti chiamasse e venissi pagato.
      Ma siamo OT e comunque ahimé sono discorsi che si possono comprendere a fondo solo se si è vissuto un certo periodo della registrazione e produzione musicale...
      Ogni tanto ancora faccio qualche turno per una piccola etichetta che ha il suo studio e lavorano su un sistema mackie hd a 24 canali e lì si registra alla vecchia maniera, al massimo un punch-in, troppo divertente. :mavieni:
      Ritornando it, per entrare nel mondo affascinante del master su nastro, a quale ordine di spese si va incontro tra acquisto e manutenzione di macchina e nastri?
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      Originally posted by mrred

      Ritornando it, per entrare nel mondo affascinante del master su nastro, a quale ordine di spese si va incontro tra acquisto e manutenzione di macchina e nastri?


      Per i nastri nuovi questo è il listino di Thomann per gli RMG nuovi, ovviamente li puoi trovare da altre parti, anche in Italia (rigorosamente online).
      Più difficile trovare Ampex 456 in stock, ma si trovano.

      Per le macchine da master (1/4 di pollice 2 tracce 38 cm/sec) i prezzi variano moltissimo a seconda del modello e dello stato di conservazione.
      In media un Tascam 32 va sui 500 euro (mercato tedesco), uno Studer un po' di più, un Revox/Studer B77 leggermente meno.
      Otari è piuttosto difficile da trovare in Europa, molto più diffuso in USA.

      Sto parlando di tape recorder di livello medio, poi ci sono macchine che all'epoca potevano costare che so una decina/quindicina di milioni e oggi si trovano sui 1500 euro.

      Una macchina in buone condizioni è una macchina che ha la componente meccanica efficente (taratura dei freni, pinch roller, tendinastro, circuiti logici e ovviamente motore) e testine con accettabile numero di ore alle spalle (si trovano macchine da studio che hanno lavorato pochissimo, mentre invece quelle provenienti da radio sono spesso da buttare).
      Guasti elettronici sono facilmente riparabili (da un tecnico) nel caso di Studer, Revox. Tascam (si trovano gli schemi su Internet), mentre per Otari bisogna andare a tentativi: niente o pochissimi schemi.

      Il Tascam 32 in questione, vendutomi su ebay tedesca come perfettamente funzionante, mi è arrivato con gravi difetti nella riproduzioine e nella registrazione.
      In realtà erano solo dei trimmer andati fuori uso, la sostituzione mi è costata meno di 10 euro di pezzi di ricambio, ma avevo la fortuna di poter contare su manodopera qualificata gratis... altrimenti non sarebbe affatto stato semplice trovare il guasto.
      La macchina è tornata praticamente nuova.

      Per la taratura, se non ci sono (e solitamente non dovrebbero esserci) problemi nell'azimuth delle testine (lì è un discreto casino e serve un oscilloscopio, nastri test, etc.), le operazioni principali si possono effettuare da soli, con una guida... e in generale una volta che la macchina è messa a posto, può andare avanti per anni, nonostante le indicazioni delle ditte costruttrici.
      L'importante è smagnetizzare periodicamente le testine, conservare al megliio i nastri e, come dicono sul Service Manual Tascam: pulire le testine e le guide nastro continuamente, non solo prima e dopo una registrazione, ma ogni volta che ci è possibile.

      Post was edited 1 time, last by “grungelizer” ().

      Sto Tascam 32 mi attira, porca vacca.

      Non ho capito però il discorso della "taratura del bias in funzione di una curva di pre e post-equalizzazione".
      Come funziona in pratica?
      Non mi sono mai preoccupato di tarare il B77 perché l'ho utilizzato solo come player un paio di volte per registrare con l'ingresso a palla per farlo distorcere...
      Originally posted by edobedo
      Non ho capito però il discorso della "taratura del bias in funzione di una curva di pre e post-equalizzazione".
      Come funziona in pratica?


      E' un discorso piuttosto lunghetto.
      Sul Service Manual del Tascam 32 è spiegato abbastanza bene, ma puoi trovare molte fonti su internet.

      In linea di massima un tape recorder è un oggetto dinamico, non solo perché ha delle parti in movimento :] , ma anche e soprattutto perché le prestazioni variano col variare della qualità dei nastri (intesa come caratteristiche intrinseche alla composizione chimica di questi) e conseguentemente della corrente di premagnetizzazione (il bias appunto).
      Variando la regolazione di bias si varia la capacità del registratore di registrare seguendo una risposta più o meno lineare, ma si varia anche il rapporto segnale/rumore, la risposta dinamica e in generale si va ad agire su un parametro chiave (sempre 'sto bias!) che "lega" macchina e nastro.
      Se leggi un po' di teoria (...e molti grafici...) applicata al nastro magnetico puoi vedere che esistono dei parametri piuttosto "sottili", come l'isteresi, ad esempio, che vengono grandemente influenzati da una pur minima variazione del bias.

      Il tutto si traduce in modifiche anche molto spinte al "suono" che esce dal tape recorder.
      E' un po' come se alla fine del mix tu avessi un qualcosa che ti agisce da equalizzatore, compressore, distorsore, esaltatore di armoniche, il tutto anche in senso peggiorativo, se non stai lavorando con i parametri giusti.

      Aggiungo poi che anche sui manuali più tecnici la taratura del bias rimane un qualcosa di estremamente"umano", un po' come accordare un pianoforte: la parte più fine si fa ad orecchio, non con l'accordatore.
      Lo stesso il bias.
      Si va ad esperienza.
      Certo ci sono dei parametri, ma sono molto grossolani.

      Il discorso delle curve di pre e post equalizzazione riguarda la compatibilità in lettura tra apparecchi diversi (quindi curva IEC, curva NAB, etc.), ma direi che su questo punto al giorno d'oggi possiamo soprassedere, e tarare lì'apparecchio in funzione di ciò che vogliamo che apporti al suono finale.

      Adesso li guardamo con nostalgia perché siamo nell'era digitale


      Nostalgia o meno, non credere che non vengano utilizzati!
      E' qui in Italia che c'è la moda di buttare il napalm sul passato ad ogni cambio di tecnologia: in Germania, Inghilterra e USA la situazione è differente e l'utilizzazione del nastro (prevalentemente a livello "pro", certo, ma più che altro per motivi anagrafici) è molto meno esoterica di quanto si possa pensare.

      E comunque tanto per fare un esempio, i Verdena nel loro studio registrano tutto in analogico su nastro, e ci son strutture come Officine Meccaniche che puntano parecchio sul nastro e l'analogico in genere.

      Poi, come già detto altre volte, gran parte dei dischi più imprtanti degli anni '90 (ad esempio Ok Computer) son registrati su 24 piste 2 pollici.

      Post was edited 3 times, last by “grungelizer” ().

      Questo post arriva propio al momento giusto. Per due motivi:
      1) mi sono stufato di stare appiccicato al PC per suonare (il mix va bene ... ma stare li davanti al monitor LCD a buttare giù idee e parti di un brano proprio non mi va più). Stavo infatti pensando di passare ad un multitraccia digitale;
      2) mio padre possiede un Dokorder (non ricordo il modello) a cui mi ci attaccavo con l'elettrica quando ero piccoletto e giocavo con l'eco presente sulla macchina.
      Poichè ora il Doko giace inutilizzato ho chiesto a mio padre se poteva darmelo.
      Mi ha detto che ci sarebbe da cambiare la cinghia ... e alla luce di questo post probabilmente da ritarare il tutto.
      Mi interesserebbe quindi approfondire le possibilità di utlizzo della macchina. Il prossimo weekend sarò a Napoli da mio padre. Magari mi segno il modello ed inizio a vedere presso quale tecnico posso portarlo per ritararlo.
      Bravo grungelizer.
      "Keep yourself alive"

      Maxxi