Secondo voi è possibile fare un disco a casa?

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      ora, dopo astinenza da forum mi son riletto tutto il 3D e credo sinceramente che l'esempio piu calzante sia quello della trombata con o senza preservativo...

      CMQ si puo trombare ? SI !!!!

      Ora io aggiungerei che , non consiglierei a ragazzi alle prime armi di cimentarsi nella registrazione ...nemmeno a ragazzi alle seconde armi

      dato che tutta l'energia dovrebbe essere dedicata alla composizione , e prima di pensare a autoprodursi un intero disco fare esperienza in studio.

      Detto questo con l'attrezzatura che oggi si ha a disposizione direi che sia diventata una cosa piuttosto alla portata di molti /issimi

      Qualche riserva la terrei per la fase del mix , che considero un'altro mestiere ancora
      RME UC\ rosetta800\ avalon737\Isa one\Neuman M147\ AT 4080/ Shure sm 57|shure sm 58 ....Kemper profiling amplifer,
      MOnitor EVE sc 207
      Perché negli anni 60/70 sono state scritte delle canzoni che ancora oggi canticchiamo, mentre le canzoni scritte oggi già il giorno dopo non se le ricorda nessuno???
      Perchè una volta c'era gente con i controcazzi che scriveva testi, altra gente con i controcazzi che componeva la musica e altra gente ancora con i controcazzi che arrangiava i pezzi e non per ultimo gente che cantava alla grande..!!!
      Uguale..=brano completo e fatto veramente bene..poi i gusti sono gusti.!
      Oggi una sola persona vuole fare il paroliere, compositore, arrangiatore,cantante, regista per il videoclip, manager e se ci sta vende anche le magliette con su la sua faccia agli angoli delle strade!!
      Se poi ci aggiungete il fonico che si auto nomina consulente artistico per prendere parte dei punti siae, il danno è completo.
      Pro Tools, Studio One Pro, Antelope Orion 32, Urei LA4, Focusrite ISA430 MK2, DBX 160SL, Tascam MX2424, Tascam da78-hr, Drawmer 1968 Mercenary Edition, Drawmer 441, Sommatore MCI R500, TC Electronics Finalizer Plus, Yamaha NS10, Yamaha HS50, Focal CMS 65, Aphex 204 Aural Exciter & Big Bottom, Schoeps CMC6MK2-MK4, Neumann Km184, Aphex 460, Oktava Mk012, Akg 414Tl2, Audix Drum set.

      robe1972 wrote:


      Oggi una sola persona vuole fare il paroliere, compositore, arrangiatore,cantante, regista per il videoclip, manager


      No, non è che vuole... è che non ci sono entrate sufficienti manco per pagarsi il pane.
      Figuriamoci il paroliere, il compositore, l'arrangiatore, il cantante, il regista per il videclip...

      Lat.

      EDIT: in fin dei conti è una legge naturale.
      Siccome la musica oggi è un campo non remunerativo le persone di vero talento si spostano altrove, in luoghi in cui possono esprimersi ed essere apprezzate, e qui restano gli scarti.

      Tra cui probabimente noi :D facciamocene una ragione!

      Post was edited 1 time, last by “Lattugo” ().

      Lattugo wrote:

      No, non è che vuole... è che non ci sono entrate sufficienti manco per pagarsi il pane.
      Figuriamoci il paroliere, il compositore, l'arrangiatore, il cantante, il regista per il videclip...
      Non sarei così tragico: c'è ancora modo di lavorare con persone interessanti e interessate e, magari non come un tempo né con le stesse dinamiche, trarne un certo profitto sia economico sia personale.

      In fondo prima che di denaro si tratta di attitudine. E questa nemmeno con i soldi puoi comprarla.


      Lattugo wrote:

      e qui restano gli scarti.
      Mai sentito parlare di riciclaggio?! :D

      cremateo wrote:

      Lattugo wrote:

      No, non è che vuole... è che non ci sono entrate sufficienti manco per pagarsi il pane.
      Figuriamoci il paroliere, il compositore, l'arrangiatore, il cantante, il regista per il videclip...
      Non sarei così tragico: c'è ancora modo di lavorare con persone interessanti e interessate e, magari non come un tempo né con le stesse dinamiche, trarne un certo profitto sia economico sia personale.


      Sarà, io vedo però l'invasione della mediocrità a tutti i livelli. Vedo spesso quelli bravi frustrarsi, stancarsi e darsi (giustamente) ad altro.

      cremateo wrote:


      In fondo prima che di denaro si tratta di attitudine. E questa nemmeno con i soldi puoi comprarla.


      No, ma ti serve un ambiente che premia l'attitudine per attirare gli individui giusti. Il denaro è un aspetto comodo da tirare in ballo solo perché riduce tutto ad un'unità di misura, ma è ovvio che sia una mera conseguenza.


      Lattugo wrote:

      e qui restano gli scarti.

      cremateo wrote:

      Mai sentito parlare di riciclaggio?! :D


      Si, è quando si trasforma qualcosa nato per un uso in qualcosaltro :)

      Lat.

      Post was edited 1 time, last by “Lattugo” ().

      Lattugo wrote:

      Sarà, io vedo però l'invasione della mediocrità a tutti i livelli. Vedo spesso quelli bravi frustrarsi, stancarsi e darsi (giustamente) ad altro.
      Ma questo non è necessariamente un male: se tutti fossero i migliori, chi sarebbe meglio?!
      Insomma in un mazzo di rose rosse la rosa bianca spicca.
      Poi che a volte sia esasperante tanto da far demordere può essere semplicemente questione di tenacia e priorità.

      Lattugo wrote:

      No, ma ti serve un ambiente che premia l'attitudine per attirare gli individui giusti.
      Chiaro. Però questi ambienti, seppur piccoli, umidi e insani esistono e per quanto mi riguarda si stanno moltiplicando come muffe.
      Si sa mai che ne nasca una cura per la mediocrità!

      Lattugo wrote:

      Si, è quando si trasforma qualcosa nato per un uso in qualcosaltro
      Esatto. E a volte il derivato è più utile della materia prima. ;)
      @ Cremateo, ammiro il tuo ottimismo, ma qui altro che rose bianche e rose rosse... mi sa che c'è rimasto solo il cestino del riciclo :D

      Battute a parte, se tu vedi ambienti e humus fertili mi fa piacere, io al momento non ne ho sottocchio, ma forse sono io che guardo dalla parte sbagliata.

      Lat.
      Lat. fidati che sono tutt'altro che un ottimista!
      Credo che in fondo dipenda essenzialmente che tipo di ambiente si cerca e per cosa.
      Il paragone con le rose era per dire che in un mondo in cui tutti hanno quelle rosse può essere che prima o poi quella bianca diventi una rarità e non gettarla un investimento.
      La musica, anzi, certa musica è praticamente ovunque, cioè in definitiva da nessuna parte.
      Fare musica "diversa" per ambienti circoscritti è per quanto mi riguarda una delle possibili soluzioni.
      Il fatto è che troppa gente pretende ti poter vivere con la musica.
      In realtà la musica è un'arte e come tale è sostenibile solo da artisti.....risultato finale musica vera, di qualità, ovvero arte.
      Tutto il resto è strimpellare....che va benissimo per divertirsi e depurare l'anima, ma non per viverci.
      Che oggi ci sia troppa gente che ci vive strimpellando, è un dato di fatto.....però questo non legittima tutti a doverci riuscire per forza..!!
      Per fortuna aggiungo..!!!!
      Pro Tools, Studio One Pro, Antelope Orion 32, Urei LA4, Focusrite ISA430 MK2, DBX 160SL, Tascam MX2424, Tascam da78-hr, Drawmer 1968 Mercenary Edition, Drawmer 441, Sommatore MCI R500, TC Electronics Finalizer Plus, Yamaha NS10, Yamaha HS50, Focal CMS 65, Aphex 204 Aural Exciter & Big Bottom, Schoeps CMC6MK2-MK4, Neumann Km184, Aphex 460, Oktava Mk012, Akg 414Tl2, Audix Drum set.

      cremateo wrote:


      Fare musica "diversa" per ambienti circoscritti è per quanto mi riguarda una delle possibili soluzioni.


      Lo so, ma temo sia un'illusione, una cosa che si raccontano in tanti pur di trovare un appiglio e continuare.
      Anche perché, di fatto, succede che l'ambiente circoscritto non fa volàno e la creatività ci muore dentro.

      Nella mia piccola esperienza ho visto gente molto brava fare il percorso:

      raccontarsela - chiudersi in una nicchia - accontentarsi - e poi vivacchiare o abbandonare ma sempre con un notevole senso di frustrazione, e ti dirò che pensavo che mi bastasse.

      Oggi vedo gente brava provare altre strade, tipo cercare di vendersi in maniera improbabile, il che forse è pure peggio.

      Lat.

      Lattugo wrote:

      Lo so, ma temo sia un'illusione, una cosa che si raccontano in tanti pur di trovare un appiglio e continuare.
      Tanti, ma non tutti.
      Ma così deve essere: come dice robe1972 "troppa gente pretende ti poter vivere con la musica".
      Il passo falso a mio modesto avviso è proprio questo: la musica prima che un mestiere è un'urgenza e come tale deve essere espletata in ogni circostanza.
      Insomma, uno suona perché deve nel senso morale del termine.
      Se poi questo può diventare una fonte di sostentamento è totalmente slegato dal motivo che muove a suonare, scrivere, cantare, etc ...

      Lattugo wrote:

      Anche perché, di fatto, succede che l'ambiente circoscritto non fa volàno e la creatività ci muore dentro.
      Non sarei così categorico: tante realtà oggi di una certa importanza sono nate da piccole intuizioni.

      Lattugo wrote:

      Oggi vedo gente brava provare altre strade, tipo cercare di vendersi in maniera improbabile, il che forse è pure peggio.
      Evidentemente suonano, cantano, scrivono, etc. per altre ragioni che non siano il suonare, il cantare, lo scrivere, etc ...

      cremateo wrote:

      Lattugo wrote:

      Lo so, ma temo sia un'illusione, una cosa che si raccontano in tanti pur di trovare un appiglio e continuare.
      Tanti, ma non tutti.
      Ma così deve essere: come dice robe1972 "troppa gente pretende ti poter vivere con la musica".
      Il passo falso a mio modesto avviso è proprio questo: la musica prima che un mestiere è un'urgenza e come tale deve essere espletata in ogni circostanza.
      Insomma, uno suona perché deve nel senso morale del termine.
      Se poi questo può diventare una fonte di sostentamento è totalmente slegato dal motivo che muove a suonare, scrivere, cantare, etc ...

      Lattugo wrote:

      Anche perché, di fatto, succede che l'ambiente circoscritto non fa volàno e la creatività ci muore dentro.
      Non sarei così categorico: tante realtà oggi di una certa importanza sono nate da piccole intuizioni.

      Lattugo wrote:

      Oggi vedo gente brava provare altre strade, tipo cercare di vendersi in maniera improbabile, il che forse è pure peggio.
      Evidentemente suonano, cantano, scrivono, etc. per altre ragioni che non siano il suonare, il cantare, lo scrivere, etc ...



      Allora forse non ho spiegato bene il mio concetto.
      Quello che sostengo è che penso che le attuali condizioni tendano ad allontanare dalla musica le persone di talento, è una dinamica abbastanza naturale.

      L'urgenza, come tu giustamente la chiami, è uno dei tanti modi che ha una persona per esplorare se stesso e porsi in relazione con gli altri. Da un punto di vista umano, morale, psicologico, sociale e chi più ne ha più ne metta.

      Io sono convinto ad esempio che la straordinaria esplosione creativa dei Beatles (visto che il titolo di un altro thread recente li cita) sia dovuta anche ai fatti che a loro sono successi a seguito della popolarità che hanno avuto. Ricordiamoci che hanno avuto mezzi illimitati e una libertà di sperimentare che forse dopo non c'è più stata. Ma non era solo libertà: era anche spinta dal basso, perché anche la voglia di affermarsi sul piano economico io non la demonizzo, è una molla importante nella vita di ciascuno, non a caso Lennon diceva a McCartney: "dai, andiamo a scrivere la nuova piscina".
      Si credevano semidèi, e sono arrivati dove sono arrivati anche grazie a questa consapevolezza ed al supporto che questo garantiva.

      Ogni artista ha bisogno (oltre che dei mezzi per fabbricare le sue opere) di un pubblico, se uno deve parlare a se stesso non ha nessun bisogno di fare un'opera. Quando qualcuno mi dice: "ah, ma io parlo alla mia élite e son contento" non ci credo. L'élite, poi, di solito è uno sparuto gruppetto di più o meno addetti ai lavori nelle cui dinamiche capitano pure le peggio cose (e a volte le peggio teste). Insomma, ho visto queste situazioni tante volte.

      Bene, posto che uno di talento vuole combinare qualcosa parlando a qualcuno tenderà naturalmente a farlo in campi che gli garantiscono un'audience più disposta ad accogliere i suoi sforzi.

      Ho parlato di tendenza, non di automatismo assoluto. Le eccezioni ci sono e ci saranno sempre, ma forse ci stiamo perdendo il meglio.

      Lat.

      Post was edited 1 time, last by “Lattugo” ().

      Chiarissimo il tuo discorso e condivisibile.

      Quello che intendevo dire io è semplicemente questo: io faccio musica perché voglio/devo farla e cerco luoghi e modi che mi permettano di farla con meno compromessi possibili.
      Se poi a qualcuno piace quello che faccio, mi creo un seguito, vengo apprezzato e grazie a questo ho pure un risvolto economico, cioè mi compro una piscina, non ci sputo ... dentro!
      Personalmente non riesco a scrivere per compiacere un possibile successo, economico o professionale che sia, ma succede che scrivo e basta. Se questo porta a qualcosa che va oltre il mero aspetto musicale tanto meglio.

      In fondo credo che molti dei "guai" derivino dal fatto che la tecnologia ha dato la possibilità a tutti, o quasi, di pensare che fare musica sia semplice e sia un modo come un altro per riscuotere successo.
      Ancora una precisazione: il "successo" è un concetto che non ho toccato nel mio discorso.

      Ma per fare musica hai bisogno perlomeno che la tua attività si autosostenga (cioè che non spendi più di quanto ricavi) e di un pubblico, per piccolo o grande che sia, che abbia piacere di ascoltarti.
      Sennò finisce che te la racconti per un po' e poi te ne vai frustrato, a meno che ovviamente uno non sia un citrullo che se la racconta per tutta la vita... e ce ne sono.

      Ho visto spesso almeno una delle due condizioni di cui sopra mancare a gente che invece avrebbe meritato molto di più. E col tempo le cose non mi sembra che stiano migliorando.
      Il genio (quello vero) troverà altre strade per esprimersi?
      Forse dovrebbe, ed è anche naturale che lo faccia, tutto qui.
      Non ho ben capito che deriva abbia preso il thread, ma cercando di tornare un attimo alla domanda iniziale volevo riportare la mia piccola esperienza personale.

      Mi trovo spesso a "fare dischi in casa", nel senso che buona parte del materiale su cui mi trovo a lavorare è spesso registrato in casa dalle stesse band, o nei propri piccoli project studio. A volte la qualità è bassina ed il lavoro necessario per salvare la frittata tende all' impossibile, altre volte la qualità è superiore ad ogni aspettativa.
      In modo più o meno svincolato dalla qualità audio in sé delle riprese (legate sì all' attrezzatura utilizzata e gli ambienti di ripresa, ma soprattutto alla competenza ed esperienza del singolo "smanettone" che non sempre ha piena coscienza di ciò che fa), a volte si riescono a tirare fuori lavori di buon livello, con un loro carattere, una certa musicalità e, fortunatamente, anche un buon riconoscimento di pubblico e di settore.

      Riporto un singolo caso specifico, perché spero e credo che possa essere un buon esempio e possa essere utile a qualcuno che leggerà il thread (se non si sarà suicidato al millesimo post OT).
      Collaboro da qualche anno con una band prog italiana, i Kingcrow. Abbiamo fatto insieme i loro ultimi due dischi, seguendo loro riprese ed editing nel loro piccolo project studio/sala prove ed io il mix.
      Il primo disco fatto insieme (era il loro quinto o sesto album) ha avuto un notevole successo all' estero (Usa in primis), con qualche migliaio di copie vendute e commenti entusiastici su riviste, webzine, forum e simili.
      Il secondo disco fatto insieme, attualmente l' ultimo, è stato fatto seguendo le stesse modalità (loro riprese ed edit, io mix, master esterno) ed attualmente è presente su un po' tutte le "top 2013 prog albums" list, in tutto il mondo.
      In particolare, al di là della bontà della composizione e delle esecuzioni, riviste ed utenti parlano della qualità e del livello della produzione, immaginando sia un lavoro realizzato in "top studios", chiedendosi addirittura in alcuni casi come mai dischi di band blasonate non investano per avere un prodotto simile (mentre è l' esatto opposto: le band blasonate investono almeno, a dire poco, 50 volte in più).

      Per me, nel mio piccolo, questa è una prova del fatto che ad oggi si possono fare dischi "in casa" (perché se non è casa, poco manca). L' importante è fare buona musica (ed oggi, purtroppo, questo requisito essenziale non è spesso soddisfatto), con grande impegno e dedizione, dopo aver affinato le proprie competenze in tutto ciò che può riguardare il settore della produzione audio.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


      Personal WebSite

      Hologram Studios

      Lattugo wrote:

      Ogni artista ha bisogno (oltre che dei mezzi per fabbricare le sue opere) di un pubblico, se uno deve parlare a se stesso non ha nessun bisogno di fare un'opera. Quando qualcuno mi dice: "ah, ma io parlo alla mia élite e son contento" non ci credo. L'élite, poi, di solito è uno sparuto gruppetto di più o meno addetti ai lavori nelle cui dinamiche capitano pure le peggio cose (e a volte le peggio teste). Insomma, ho visto queste situazioni tante volte.
      Quoto in pieno.

      PAPEdROGA wrote:

      Il primo disco fatto insieme (era il loro quinto o sesto album) ha avuto un notevole successo all' estero (Usa in primis), con qualche migliaio di copie vendute e commenti entusiastici su riviste, webzine, forum e simili.
      Il secondo disco fatto insieme, attualmente l' ultimo, è stato fatto seguendo le stesse modalità (loro riprese ed edit, io mix, master esterno) ed attualmente è presente su un po' tutte le "top 2013 prog albums" list, in tutto il mondo.

      PAPEdROGA wrote:

      Per me, nel mio piccolo, questa è una prova del fatto che ad oggi si possono fare dischi "in casa" (perché se non è casa, poco manca). L' importante è fare buona musica (ed oggi, purtroppo, questo requisito essenziale non è spesso soddisfatto), con grande impegno e dedizione, dopo aver affinato le proprie competenze in tutto ciò che può riguardare il settore della produzione audio.
      Sono pienamente d'accordo con te.
      Però sottolineo un aspetto importante che citi: "era il loro quinto o sesto album".
      Questo vuol dire che il gruppo in questione aveva ormai accumulato esperienza di studio, come self-fonici e come musicisti (oltre che, suppongo, arrangiatori e songwriters e anche, in generale, amministratori di se stessi).
      Inoltre, sia a livello di critica che - si spera - a livello di pubblico un quinto o sesto disco ha molte più possibilità (e spesso ragioni) di essere semplicemente anche solo preso in considerazione.

      Io credo che il discorso non sia così semplice se parliamo di band esordienti, o anche solo al secondo disco, e credo che il voler fare tutto da soli e subito sia un errore fatale nella vita di molte band.

      Lattugo wrote:

      Ancora una precisazione: il "successo" è un concetto che non ho toccato nel mio discorso.
      Avere un pubblico e denaro sufficiente derivante dalla propria attività (musicale o no) non equivale ad avere successo?

      Lattugo wrote:

      Ma per fare musica hai bisogno perlomeno che la tua attività si autosostenga
      Non necessariamente: puoi anche sostenerla con altre attività, come sempre più spesso accade e in realtà come accadeva anche in passato.
      Tanti musicisti riconosciuti sono stati anche pony express, pizzaioli, magazzinieri, insegnanti di storia ... poi chiaro che se lo scopo è fare della musica la tua sola attività di guadagno, genio o non genio devi avere quello che dici tu.
      Il che equivale per i frustrati di cui parli a compiacere il più delle volte i gusti di un pubblico più o meno vasto a discapito dei propri.
      Si torna sempre al punto: fai musica perché ti piace/devi farla o per altri motivi?

      Con questo chiudo perché ha ragione PAPEdROGA: siamo troppo OT.
      Anche se mi sembra normale si sia andati oltre; domanda: "Secondo voi è possibile fare un disco a casa?". Risposta: sì.