dinamiche

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      grazie per il benvenuto!
      ma preferite tutti la 2 dentro il pf. lo sento solo io il suono troppo stridulo e aggressivo rispetto alla ripresa ravvicinata ma fuori dal piano?
      ringrazio te e Daniele per le considerazioni sull'interpretazione le terrò in considerazione.vengo da una scuola molto rigorosa che ha come obiettivo di studio quello di raggiungere la giusta espressività senza eccedere smielando o discostandosi troppo dalle intenzioni del compositore scritte sullo spartito...ma non è un obiettivo facile e ci sto lavorando per trovare equilibrio...probabilmente ci dovrò lavorare tutta la vita..:D
      però noto anche che in registrazione tutto ha bisogno di un pizzico di enfasi in più...la ripresa è come uno specchio che restituisce una immagine non proprio a fuoco non solo per le dinamiche ma anche in tante altre sfumature. io al momento ho la sensazione di avere uno specchio un tantino sporco e quindi mi rendo ancora meno conto, ma ascoltando live e poi relative registrazioni ( non mie) mi accorgo sempre di questo particolare...è difficile calibrarsi fra quello che si intende trasmettere, quello che sente un pubblico e quello che restituiscono i microfoni...
      secondo me dipende dal fatto che nel live c'è un fattore emozionale in più, la "magia" del momento, l'ambiente stesso, l'empatia con il musicista o anche solo le luci del teatro rendono tutto più bello...
      io mi fiderei più delle registrazioni che restituiscono "as-building" per prendere un termine del mio lavoro (sono geometra) anche perché le interpretazioni di un Michelangeli o lo stacco del tempo di una suite di bach (non mi ricordo però il direttore) sono riconoscibilissime...
      insomma se la "magia" dell'esecuzione te la ritrovi nella registrazione allora sì, forse sei sulla buona strada :)

      dimenticavo: c'è tra l'altro differenza tra "smielinare" (eccedere nella libertà sul tempo) e suonare piatto, le dinamiche vanno innanzitutto "fatte proprie"

      e anche su questa "favola" del rispettare le intenzioni del compositore avrei qualcosa da dire: io nel bene o nel male mi reputo un compositore e non mi aspetto minimamente che i miei brani siano eseguiti da tutti rispettando le mie indicazioni, variazioni di tempo e addirittura anche una certa libertà proprio nelle note (almeno da parte mia) sarebbe la benvenuta, come accade per la musica "leggera" dove esistono varie interpretazioni (le cd. "edizioni") di uno stesso brano...
      se poi teniamo presente che nel passato i compositori (Beethoven, Chopin) era grandi improvvisatori... insomma credo che neanche le suonassero poi uguali i loro brani... ma forse qui siamo OT

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “classic” ().

      classic ha scritto:

      secondo me dipende dal fatto che nel live c'è un fattore emozionale in più, la "magia" del momento, l'ambiente stesso, l'empatia con il musicista o anche solo le luci del teatro rendono tutto più bello...
      io mi fiderei più delle registrazioni che restituiscono "as-building" per prendere un termine del mio lavoro (sono geometra) anche perché le interpretazioni di un Michelangeli o lo stacco del tempo di una suite di bach (non mi ricordo però il direttore) sono riconoscibilissime...
      insomma se la "magia" dell'esecuzione te la ritrovi nella registrazione allora sì, forse sei sulla buona strada :)

      ok vado a studiare!!....hai comunque ragione...la magia è il di più difficile da raggiungere...mi ci impegnerò! Ma non mi basterà la mia vita residua per raggiungere michelangeli!!! -scherzo. ...ma è vero!!!

      classic ha scritto:

      secondo me dipende dal fatto che nel live c'è un fattore emozionale in più, la "magia" del momento, l'ambiente stesso, l'empatia con il musicista o anche solo le luci del teatro rendono tutto più bello...
      io mi fiderei più delle registrazioni che restituiscono "as-building" per prendere un termine del mio lavoro (sono geometra) anche perché le interpretazioni di un Michelangeli o lo stacco del tempo di una suite di bach (non mi ricordo però il direttore) sono riconoscibilissime...
      insomma se la "magia" dell'esecuzione te la ritrovi nella registrazione allora sì, forse sei sulla buona strada :)

      dimenticavo: c'è tra l'altro differenza tra "smielinare" (eccedere nella libertà sul tempo) e suonare piatto, le dinamiche vanno innanzitutto "fatte proprie"

      e anche su questa "favola" del rispettare le intenzioni del compositore avrei qualcosa da dire: io nel bene o nel male mi reputo un compositore e non mi aspetto minimamente che i miei brani siano eseguiti da tutti rispettando le mie indicazioni, variazioni di tempo e addirittura anche una certa libertà proprio nelle note (almeno da parte mia) sarebbe la benvenuta, come accade per la musica "leggera" dove esistono varie interpretazioni (le cd. "edizioni") di uno stesso brano...
      se poi teniamo presente che nel passato i compositori (Beethoven, Chopin) era grandi improvvisatori... insomma credo che neanche le suonassero poi uguali i loro brani... ma forse qui siamo OT

      scusa forse non mi sono spiegata e ho letto dopo quello che hai aggiunto...
      sul discorso delle dinamiche ribadisco che mi sono messa parecchio in discussione e ho chiesto conferma ad ascoltatori (pianisti professionisti) che comunque erano presenti quando registravo (non in queste registrazioni chiaro) e hanno rilevato anche loro questo discorso di appiattimento nelle tracce che mi ha portata a chiedere aiuto a voi esperti di registrazione, acustica ecc.
      poi che ci sia da migliorare parecchio a livello interpretativo è indubbio e infatti dicendo " vado a studiare" intendo proprio questo, ma penso che sarebbe stolto e presuntuoso chi pensa di aver raggiunto l'apice dell'interpretazione...
      riconosco che molte cose sono da considerare. in giro ci sono molte interpretazioni di questo pezzo con scelte interpretative più o meno diverse . Forse il termine smielare non è adeguato. ed è vero quello che dici dovrei azzardare di più senza temere di "sgarrare"....volevo darti ragione...dicendoti anche che è difficile trovare equilibrio fra idea del compositore contribuito dell'interprete e resa della performance...è un equilibrio che sto cercando e i tuoi suggerimenti sono ben accetti.
      ma quello che aggiungevo riguarda qualcosa che comunque ho notato in registrazioni professionali di un certo calibro su concerti di un certo livello....c'è sempre un piccolo gap fra qeullo che esce in registrazione e quello che il pianista trasmette al di là del contesto che da solo rende tutto più bello.
      e' un gap che si colma solo se il pianista enfatizza leggermente certe sfumature...IMHO

      .....mi scuso per l'OT


      ....sembro davvero un misero midifile??? oddio 'na schifezza!!!!!!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “LadyOscar” ().

      ma no... naturalmente il discorso non è riferito a te ma in generale...
      d'altronde capisco che nei passaggi difficili ci sono già le difficoltà di esecuzione e che quindi diventa ancora più difficile essere anche "poetici", sembra già un grande risultato eseguirli senza errori e "a tempo", eppure è proprio lì che bisognerebbe "buttare il cuore" oltre l'ostacolo il che a volte può appunto far quadrare il cerchio...
      buon studio ;)
      Quoto senza dubbio DBArbarulo e Classic… metti i mic molto più vicini al pianoforte e regola tu la dinamica quando suoni.
      Probabilmente, dopo un po' di prove, ti verrà di esagerare un poco con i pianissimi….che non è del tutto sbagliato..esperienza personale.. ;) !
      Comunque è vero, in questo modo stavi riprendendo quasi solo l'ambiente della stanza ed essendo così piccola, con dinamiche quasi annullate..!
      La cosa era strana anche perché con mic e pre che hai è veramente difficile sbagliare..!
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