LIVELLI db IN FASE DI REGISTRAZIONE VOCALE

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      LIVELLI db IN FASE DI REGISTRAZIONE VOCALE

      ciao a tutti!!! volevo chiedere a voi questa cosa riguardo la registrazione vocale!

      sto aspettando il mio nuovo preamp, nel frattempo leggendo su internet mi sono accorto che cambia il modo di lavorare da digitale a analogico, una cosa che cambia è l'hedroom e i livelli insomma.

      secondo voi qualè un livello corretto in termini di db da non superare nel fader del segnale microfonico in entrata nel mixer della daw?(ovviamente calcolando che dopo dovrà essere mixata e se necessario alzata di volume anche coi vari plug ins)
      ci sono delle regole precise? dipende da cosa si vuole ottenere? o basta un po' di buon senso e orecchio allenato insomma per trovare un buon compromesso segnale rumore senza distorgere malamente?
      io se registro col preamplificatore avalon sto registrando in analogico giusto? :thumbsup: ho capito un po' l'hedroom però non è ancora troppo chiaro perché devo ancora praticare dato che il pre deve arrivare a giorni.




      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “lamaLama” ().

      comunque se registri con un preamplificatore sempre dentro la scheda vai a finire, di conseguenza stai registrando in digitale.
      il livello di registrazione deve essere corretto, sulla DAW, nel senso che non deve arrivare allo zero.
      sul pre, ci sono parecchie variabili

      Gigino Papaoli ha scritto:

      -18db


      Perché?

      A mio parere una volta uscito dal pre per andare nella scheda il volume conta poco. Basta non clippare lo stadio di conversione ed è indifferente entrare nella daw con picchi a -18, -30 o -1dB.
      Se parlassimo di una catena analogica posso anche capire, ma in ambito DAW non cambia assolutamente nulla. Si può sistemare dopo senza nessuna perdita di informazioni.
      Violinista H-Pirla Scelto

      i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 9 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500

      Gigino Papaoli ha scritto:

      Si, -18db equivale a 0 analogico. Solo per questo


      Sì capisco, ma rispondendo alla domanda iniziale la cosa non conta..

      -18db è un segnale troppo debole.

      Dando per scontato che parliamo di registrazioni a 24bit, direi proprio di no.
      Violinista H-Pirla Scelto

      i7 6700k - 16Gb RAM - Uad PciEx - RME 802 - Cubase 9 - Adam A5x+Sub7 Tannoy System1000 - Lucid 88192 - Hairball 1176 RevD - UA 710twin - Drawmer1969 - Vitalizer Mk2-T - Lindell Audio Pex500

      Gigino Papaoli ha scritto:

      Si, -18db equivale a 0 analogico. Solo per questo


      forse nel tuo sistema...
      ma l'equivalenza può essere -20dB, -16dB, -14dB, ecc ecc ecc
      Quello che non cambia è la tensione in gioco: 1,23Vrms su connessione bilanciata a +4dBu...La corrispondenza in dBFS è definita dai convertitori e da come sono stati calibrati dal costruttore (o, se in presenza di trim interni/esterni, dall'utente).

      -18dBFS non è comunque un segnale basso...Basso rispetto a cosa poi???
      Si parla in questo caso di valori medi e non di picco ed un sistema calibrato a -18dBFS > 0VU è uno dei valori standard.
      Basso o alto, dipende da quanta headroom s'intende avere, a seconda del materiale e del supporto finale.
      Parlando di livelli, è sempre bene specificare su che strumento si leggono, perché strumenti diversi danno letture diverse del segnale (picco, quasi-picco, RMS, ITU, etc.). Per non complicare troppo la situazione, se stiamo parlando di segnali letti su un peak meter digitale (quelli più diffusi nelle Daw) il livello di riferimento più diffuso è il -18, non fosse altro che deriva dalle specifiche europee per il broadcast (EBU R68), che a sua volta si rifa a un'altra specifica broadcast (che ora non ricordo). In sostanza questo standard pone il -18 come "livello nominale" e il -9 dBfs come "nominal peak level" -- ovvero, la soglia entro cui la maggior parte dei picchi dovrebbe stare. Viene definito quindi un range operativo (-18/-9 dBfs) in cui il segnale letto su un SPPM dovrebbe stare (ma ci possono essere anche sporadici picchi più alti, purché siano "momentanei", e purché non vadano oltre lo 0). Questo in sintesi.

      Poi c'è lo standard SMTPE RP155 americano, che invece vuole come livello operativo -20 dBfs e di picco nominale -12. Come si vede il range operativo è molto simile (8 vs 9 dB), e pertanto questi due standard sono totalmente compatibili tra loro.

      Ovviamente in ambito broadcast questi standard sono più stringenti e in ambito recording lo sono meno, ma sono comunque utili per comprendere le logiche che sottendono l'audio digitale. Poi ovviamente l'unica regola fissa e immutabile è che non bisogna superare lo 0 dBfs ma questo lo sanno anche i muri.

      Se poi entrano in ballo le attrezzature analogiche il discorso si complica un po'. Servirebbe una taratura "statica" tra due dispostivi (analogico>digitale) in modo tale da far coincidere i loro range operativi ottimali e per avere letture coerenti su strumenti anche molto diversi tra loro (un VU e un SPPM). Per esempio, su segnali dinamici, è bene tenere almeno 20 dB sopra lo 0 VU (come consiglia ad es. Bob Katz), in modo da avere una headroom digitale significativa e azzerare il rischio di clip digitali. Se il VU meter segue lo "standard", lo 0 VU dovrebbe coincere a +4 dBu. Se il livello massimo in ingresso al convertitore è (per esempio) +20 dBu (0 dBfs), una buona taratura potrà quindi essere 0VU = -24dBfs.

      Chiaramente, questo è solo un esempio, poi le macchine disponibili sono tante e bisogna documentasi sulle headroom e sui livelli operativi delle stesse (che variano molto, a seconda della provenienza e della fascia di prezzo).

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “frapox” ().