Registrazioni in presa diretta, come ottimizzare il risultato e come sfruttare al meglio il Yamaha MG16/4

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      Registrazioni in presa diretta, come ottimizzare il risultato e come sfruttare al meglio il Yamaha MG16/4

      Ciao a tutti. Sono Franz, mi sono appena iscritto e ho pubblicato una sorta di presentazione...
      Mi scuso anticipatamente per la lungaggine e anche per il fatto che l'argomento sia costituito da una incerta girandola di domande ma essendo nel campo delle registrazioni un niubbo totale devo pur cominciare da qualche parte...
      Suono il basso, ho una sala prove che mi è costata mesi di lavoro per ottenere quello che ritengo un risultato davvero molto buono (stanza nella stanza, quindi pavimento flottante, cabinetta regia, batteria su pedana in gomma e MDF... molto legno e molta moquette, lana, strati di diversi materiali ecc ecc...).
      Col gruppo con cui suono da tre anni abbiamo ormai l'esigenza (direi l'urgenza) di registrare la nostra oretta di musica e per questo abbiamo radunato i nostri "potenti" mezzi e ci ritroviamo in sala con; mixer Yamaha MG16/4, set di microfoni per batteria (un set Takstar da 7 pezzi che fanno il loro sporco dovere), microfono per ampli di chitarra SM57 e microfono per ampli di basso (ancora da decidere cosa prendere), una scheda audio a due ingressi, una behringer non mi ricordo cosa, 'na roba da 60 euri, e un portatile (oltre a tre casse wharfedale attive da 15 che al momento uso per mandare in spia cassa e rullo ma che in fase di registrazione non userei).
      Quello che vorremmo ottenere è poter riprendere le nostre prove in presa diretta e in questo modo poter fare una demo a nostro uso, inoltre poter registrare, ogni volta che ne sentiamo la necessità, i nuovi brani in lavorazione, le jam e altro, il tutto sempre con lo stesso livello qualitativo, in ultimo poter sfruttare i settaggi anche da vivo quando c'è bisogno di microfonare la batteria.
      Siamo un trio strumentale, basso, chitarra e batteria, sonorità rock, no voce almeno per il momento.
      La batteria verrebbe microfonata in ogni pezzo, close-mic, quindi ; rullo, cassa, "12, "16 più i due panoramici -posizionati xy- e andrebbe per ora ad occupare 6 canali del mixer.
      Ho già fatto delle prove di suoni ottenendo dei anche discreti risultati e alla luce di questo mi sto già procurando gate e compressore per il trattamento e il controllo del suono (parlo sempre della batteria).
      Dal basso della mia inesperienza il Gate lo ritengo alquanto necessario per non avere troppi problemi, stavo quindi puntando su due processori della Behringer; il Comp MDX4400 e il suo corrispondente Gate XR4400. Sono due unità rack da 4 canali ciascuno. Ovviamente usati, ovviamente economicissimi.
      Domanda; i canali del mixer occupati dalla batteria sono sei mentre i canali gate sono quattro, allora mi chiedo se sono obbligato a tralasciare di usare il gate sui due panoramici?
      Ch1 CASSA - Ch1 GATE - Ch1 COMP
      Ch2 RULLO - Ch2 GATE - Ch2 COMP
      Ch3 TOM 12 - Ch3 GATE - CH3 COMP
      Ch4 TIMP 16 - Ch4 GATE - Ch4 COMP
      In caso contrario allora posso accorpare in un solo canale del gate (e conseguentemente del comp.) i due canali mixer dei due tom e in un altro i due panoramici facendo così?:
      Ch1 CASSA /----- Ch1 GATE ---- Ch1 COMP
      Ch2 RULLO /---- Ch2 GATE ---- Ch2 COMP
      Ch3 TOM 12 + Ch4 TIMP 16 /---- Ch3 GATE ---- CH3 COMP
      Ch5 PAN DX + Ch6 PAN SX /---- Ch4 GATE ---- Ch4 COMP
      Se ciò fosse possibile questo mi permetterebbe di processare ogni parte della batteria. Per quanto sia cosciente che il Gate sui panoramici atti a prendere anche il Charlie sia da stradosare...
      Mentre ascoltavo le prime riprese dello strumento inoltre mi sono accorto che vorrei avere un minimo di riverbero sul suono di batteria, vorrei che non fosse troppo secca e che avesse quel un minimo di ambiente per dare un po' di profondità al suono generale.
      Pensavo quindi, senza voler fare il passo più lungo della gamba, di prendere un multieffetto rack (mi hanno proposto sempre un Behringer, il Virtualizer DSP2024P) e con questo riverberare l'intero suono di batteria a valle di quello che già precedentemente è passato per Gate e Comp, ma non vorrei aggiungere riverbero ai suoni di basso e chitarra perchè ognuno ha le sue catene di effetti.
      Il massimo della vita sarebbe ottenere questo:
      Ch1 CASSA /----- Ch1 GATE ---- Ch1 COMP
      Ch2 RULLO /---- Ch2 GATE ---- Ch2 COMP == ch1 + ch2 + ch3 + ch4 + ch5 + ch6 RIVERBERO
      Ch3 TOM 12 + Ch4 TIMP 16 /---- Ch3 GATE ---- CH3 COMP
      Ch5 PAN DX + Ch6 PAN SX /---- Ch4 GATE ---- Ch4 COMP
      Ch7 CHITARRA
      Ch8 BASSO

      Voglio chiarire che tutti i processori di cui ho accennato verrebbero usati il minimo indispensabile; il gate ben dosato, il compressore lo poreferisco con bassi iveli di ratio e soglia non vicinissima (insomma un aiuto per l'omogeneità della dinamica ma non un cambio del suono naturale) e il riverbero usato il giusto per dare profondità a l'insieme.
      Vedo infatti più funzionale una registrazione abbastanza naturale considerando che ci piacciono suoni pieni ma sempre bene aperti (No Loudness War! :D ).
      In alternativa al riverbero (digitale) pensavo ad un microfono al centro della stanza, in un determinato punto (magari distante dal rullante tre volte la distanza dei panoramici, per questioni di fase, come ho letto da qualche parte), ma temo così di perdere un po' il controllo con i suoni di basso e chitarra che per altro sono spesso molto effettati.
      Al momento non posso eseguire altre prove, siamo tutti in ferie e riprendiamo a settembre quindi il mio desiderio sarebbe quello di prepararmi per rientrare in studio con l'attrezzatura giusta, prendere i processori se vengono consigliati, comperare connessioni, cavi, stativi e quelle poche cose che ci occorrono ancora e quindi partire per questa fase di registrazioni nella quale, da principiante assoluto, non vedo l'ora di immergermi completamente per il prossimo periodo.
      E fare danno! :P
      Ogni tipo di consiglio riguardante il materiale elencato è ORO! Consigli sull'uso, sulle connessioni fra rack, fra mixer e scheda... Ogni cosa che vi venga in mente!

      P.S. so che mi si potrebbe consigliare la via del cassonetto per la nostra attrezzatura e prendere uno Zoom H2, oppure prendere una bella scheda audio come si deve e fare anche tracce separate ma la roba che abbiamo è quella descritta, ci servirà anche per i live, per avere il nostro suono anche dal vivo, quindi non ce ne potremmo separare. Quando sarà il momento di fare una registrazione professionale andremo da uno bravo spendendo il giusto.

      Grazie!!!

      Il messaggio è stato modificata 3 volte, ultima modifica da “Da real Gonzo” ().

      Ciao e complimenti per la tua passione musicale.
      Gli approcci al recording sono piuttosto variegati, dipendono dal contesto ma anche e soprattutto dal gusto dell'artista e del fonico.
      Quindi onde evitare scolarizzazioni varie ti espongo come farei io. Qualcun'altro ti dirà come procederebbe lui e così via.
      1) Lavorerei in close miking con un microfono dinamico, cardioide o super/hyper cardioide per elemento o su due elementi ravvicinati, cercando di limitare il più possibile l'ambiente, le fasi e i rientri. Col tuo hardware userei 8 canali del mixer per la sola preamplificazione e poi entrerei in una scheda audio 8 canali e farei tutto il resto in daw.
      Se il contesto fosse il mio farei a meno anche del mixer salvo non sia una console Aurora Sidecar o un The Roots Tree Audio. Ma parliamo ovviamente di cose che, almeno io, vedrò solo in foto. Sotto i 12 canali resterei itb e al meglio del mio budget Il mio setup sarebbe un Dav bg8 per la preamplificazione, un convertitore 8 canali tipo Adi8mkiii, una DigiFace Usb, un computer, un buon sequencer e 8 microfoni dinamici tipo sm57/md421 o condensatori hyper cardioidi tipo c1000s (ampli chitarra, ampli basso, snare, bass drum, hihat, ride/crash, tom1/tom2, timpano).
      Su budget più bassi diverse macchine ma medesimo setup relegando sempre il mix e tutta l'effettistica itb.
      Sopra i 16-24 canali allora penserei a una somma analogica.
      2) Se l'ambiente fosse perfetto un preamplificatore stereo, un convertitore stereo e un microfono stereo per riprendere l'insieme in un unica traccia stereo .
      Ciao e buona musica
      Ciao
      Tutto é Soggettivo
      Io più che altro vorrei mettere il puno sul gate. se l'idea è quella di suonare in presa diretta, la vedo dura riuscire a far chiudere un gate su un mic della batteria che pesca nello stesso ambiente anche gli altri strumenti, a meno che la vostra stanza non sia immacolata e acusticamente santa (e cmq non credo sia così semplice).

      E poi su quella del "nostro suono" puoi così settarti i canali a banco che il giorno che vai a suonare colleghi tutto stando attento a non toccare nemmeno un pippolino e ti verrà da dire "ma perchè suona diverso?" perciò il mio consiglio è di farvi un fonico vostro che vi segua e che il vostro suono ce l'abbia nelle orecchie e ad ogni data cercherà di riprodurlo al meglio delle sue capacità.

      seguendo il discorso di @loyuit io farei così.

      da un uscita del mixer alla scheda audio e dritto in daw.

      Per le prese dirette, per fare il punto della situazione, un paio di microfono qua e la e se serve giusto un richiamo alla cassa e comunque dopo decine di riprese troverete i punti migliori e lascerete li i mic senza spostarli (col mio gruppo per anni abbiamo avuto 2 diaframma piccolo in posizioni ben precise che riuscivano a valorizzare bene tutto. furono transennati per sicurezza :D ).
      Il resto dell'attrezzatura la tirerei fuori solo magari ogni volta che finite di comporre un brano, registrandolo tutto strumento per strumento e facendo un rough mix in modo da rendersi conto come suona e per fare i ritocchi finali (o magari di accorgersi che quel pezzo è meglio se non esce dall'hdd :D ); oppure prima di entrare in studio usarli per fare un preproduzione con i controfiocchi
      Grazie per le risposte ragazzi!
      Anche secondo me la strada intrapresa non è esattamente la più pratica, però... in tutta onestà la scheda è quella, il mixer anche e i mic sono quelli, al momento il set-up non si cambia, questione esclusivamente di vil danaro.
      Dunque, vero è che sicuramente "il nostro suono" verrà modificato dall'ambiente, dai finali, dagli speaker di un diverso impianto il giorno che dal vivo useremo il mixer coi processori, però quello è l'ultimo dei problemi.
      Adesso mi attende una sorta di sfida con me stesso per far funzionare decentemente quello che ho.
      Non so perchè ma gli altri ripongono tutte le aspettative in me (fannulloni e scaricabarile? Naaaaa.... :D :D ).
      Poi alcuni determinati rientri ci saranno inevitabilmente, questo lo metto automaticamente in conto. I problemi causati dai livelli fra gli strumenti, così come fra gli stessi pezzi di batteria, sono tutte cose che mi chiederanno svariate sessioni di prove per svariati giorni.
      Una cosa che vorrei visceralmente sapere da voi è se il tipo di connessione ipotizzato sia effettivamente realizzabile!
      Ovvero usare due canali dei tom su un unico canale gate e i due canali dei panoramici su un altro canale gate, e così andare a cascata anche sui compressori.
      Fattibile?
      Questo forse mi darebbe la possibilità con i panoramici di focalizzarmi un po' sui piatti tenendo il volume dei canali più basso e limitando qualche db di rientro?
      Se hai canali stereo nel mixer puoi entrare con due microfoni, uno per tom in un unico canale (stereo).
      Ti ritroverai i tom uno comletamente a destra e uno completamente a sinistra nell’immagine stereofonica.
      Col pan potrai aumentare la presenza di un tom e ridurre quella dell’altro tom. Se invece vuoi fare un passaggio da stereo a mono non so se il tuo mixer lo consente e comunque per il mio gusto sarebbe poco ortodosso.
      Se il tuo mixer ha degli aux puoi usare quelli su ogni canale per riverbero e compressione. Ma personalmente per investire in outboard mi farei un upgrade di scheda e una buona daw dove troverai gate, compressori e riverberi di buona qualità e con più versatilità di gestione.
      Un ottimo gate/expander software è il Pro-G, forse il miglior plugin di casa Fabfilter, almeno secondo me.
      Ciao
      Tutto é Soggettivo
      Secondo me l'approccio che è sbagliato.
      Dal mixer usciresti con due canali entrando nella scheda audio quindi devi mixare ed effettare tutto dal mixer, nel 2018 mi sembra anacronistico.
      Direi di lasciare perdere Gate e Compressore... anche il mixer :) o meglio, il mixer lo tenete per i live.
      Non è con un compressore e un Gate che farete il "vostro suono".
      Secondo me a te serve una scheda audio con preamp integrati da 8 entrate in modo da mixare come si deve dentro un software a tua scelta, c'è una moltitudine di effetti freeware validissimi senza dover spendere una lira o craccare niente.
      Come set up io farei così:
      Batteria - 4 Microfoni - Cassa, Rullante e due Over Head (magari in modalità Glyn Jones
      Chitarra 1 SM57
      Basso DI (magari la scheda avrà una entrata Instruments)
      Eventuale voce la potete fare dopo.

      Quindi, eliminando la spesa dei vari Gate, Compressore e Riverbero che intendevi prendere, secondo me avresti il budget per una scheda audio, magari usata.
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      OK... Io a settembre/ottobre farò comunque delle registrazioni con quello che abbiamo adesso, non ho il tempo di mettere in vendita qualcosa e poi comprare, poi una volta trovato il settaggio ideale effettivamente l'idea della scheda audio potrebbe essere adottata. Se non altro mi è sembrato di capire che i pre, gli effetti e tutto sia di miglior qualità in media rispetto ai pre del mixer abbinati ad una serie di rack.
      Ricordo che sono un totale inesperto...
      Allora in ottica di un futuro non prossimo, e sempre per lavorare rigorosamente di presa diretta, che scheda si può prendere in che faccia al caso nostro e dall'ottimo rapporto qualità/prezzo?
      Il basso preferirei microfonarlo comunque, visto che al 90% è in fuzz, poi si aggiungono anche modulazioni, riverberi, e io con le DI non ho notato spesso ottimi risultati soprattutto se si parla di fuzz... magari manderei in parallelo il segnale del basso pulito tramite DI, quello si.

      Da real Gonzo ha scritto:

      Se non altro mi è sembrato di capire che i pre, gli effetti e tutto sia di miglior qualità in media rispetto ai pre del mixer abbinati ad una serie di rack.


      Dipende sempre dall'outboard o dalla scheda audio.

      Se hai l'ampli quoto la traccia di basso microfonata.

      Sulla scheda audio dipende dal tuo budget.
      Detto questo, se fai il fonico mentre gli altri suonano, allora ci sta e anzi lo trovo molto romantico e purista, ne ho già parlato altrove, mixare e registrare direttamente la traccia stereo mixata che poi sarà soltanto da masterizzare. Un approccio questo che può dare un groove veritiero per certi versi più emozionante di un mix posticcio.
      Ma il fonico deve fare il fonico e nel vostro ensemble fungere da quarto elemento a tutti gli effetti: bassista, chitarrista, batterista, fonico.
      Se approcciaste in questo modo ti basta un convertitore stereo o una scheda audio stereo, un sequencer (Logic, Pro Tools, Reaper, Ableton, Cubase, FL, etc) e quello che già hai ovvero mixer e microfoni. Hai gli equalizzatori per canale. Puoi valutare un compressore stereo da usare in Aux1 nella modalità parallel compression su tutte le tracce.
      Anche un riverbero lo userei in Aux2. Farei a meno del Gate, te ne servirebbe uno per ogni traccia di batteria. Mi focalizzerei di più sulla microfonazione e sulla performance.
      Buona musica
      Ciao
      Tutto é Soggettivo
      secondo me, al di la di uno seduto dietro al mixer, per mixare tutto in presa diretta col mixer analogico su una traccia stereo hai bisogno di sentire esattamente quello che sta succedendo nel mixer e quindi una sala regia che suoni come si deve e perfettamente isolata dalla stanza dove suonano.
      Se il Compressore, il Gate e il riverbero non li hai ancora presi secondo me il budget per una scheda a 8 entrate ce l'hai, niente di fantastico ovviamente ma una Focusrite 18i20 o una cosa del genere (magari guarda che i preamps abbiano almeno 60dB di Gain.
      Per il basso, se l'intento è di riprendere un suono distorto, dipende dal setup... usa un distorsore per basso? nel senso uno che lascia passare le frequeze basse o è un pedale da chitarra? potrebbe essere utile registrare sia il segnale pulito che quello microfonato ma non vorrei mettere troppa carne al fuoco. io intanto userei uno dei microfoni del kit Takstar.
      Paolo Piovesan
      “I’ve certainly spent many hours with finicky artists trying different vocal mics, all of which sound remarkably similar, and all I have to say is that I felt it was a waste of time.”
      – Alan Parsons
      Rieccomi, in forte ritardo ma con un po' più esperienza di prima.
      Grazie a tutti per i precedenti consigli che anche laddove non sono stati messi in pratica hanno comunque contributo ad allargare gli orizzonti a me che sono molto inesperto.
      Come prevedevo la cosa mi ha appassionato veramente tanto.
      Nel frattempo ho avuto modo di organizzare la presa diretta di almeno un brano, e di rivedere i parametri di equalizzazione e compressione.
      Ho lasciato gate e comp (entrambi quadrupli) sui quattro pezzi della batteria, ma i panoramici ovviamente liberi ai quali ho aggiunto un equalizzatore in modo da esaltare essenzialmente i piatti.
      Ho scoperto che non devi usare rapporti di compressione esagerata per rullo e cassa e dopo alcuni tentativi ne ho tirato fuori un buon suono. Ho notato come una eq in flat sia non solo un punto di partenza ma anche spesso un ottimo punto di arrivo.
      Ho avuto la felice conferma dell'utilità del gate ai tamburi, regolato anche con una buona sensibilità.
      Una grave mancanza di tempo da parte di tutti (anzi no, del solo batterista) mi ha concesso di fare pochissimi esperimenti, nonostante ciò forse me la sono cavata, forse, nel posizionamento dei microfoni degli ampli e della batteria.
      Il buon SM57 di chitarra verso il bordo, l'Akg D112 di basso al centro di un cono della grossa 8x10.
      I microfoni tom più distanti di quanto la pinza in dotazione possa concedere e puntati un po' verso l'esterno della pelle, il mic del rullo invece più verso l'interno.
      Un'accordatura diversa di batteria cambia i suoni generali in un modo incredibile. Ma anche l'intenzione con cui suona il batterista.
      Ho tolto l'inutile eccessiva presenza alla chitarra per renderla più grossa e morbida, e ho imposto un tocco di riverbero (del Fender deville) che ha migliorato molto.
      Ora... Non pago, o forse proprio appagato e stimolato dalla situazione, per avere suoni più caldi e aumentare l'amalgama generale, ho preso un riverbero, si tratta del vecchio midiverb 4 della alesis. Anni '90.
      L'ho pagato due lenticchie ma non ho ancora avuto modo di provarlo.
      Lo vorrei mettere in aux1. E qui sorge l'interrogativo...
      Esco da aux1 send e dove rientro? Nel vecchio Yamaha MG16 non vedo il return e ho supposto si possa rientrare da un canale.
      Come eseguo il cablaggio? Che cavo uso?
      Immagino sbilanciato. Ma stereo o mono?
      Altra cosa: il Midiverb è dotato di due canali: devo entrare e uscire dallo stesso o fare ch1 send e ch2 return?
      Devo essere sincero... Mi sembra di essere tornato ad un gioco creativo e sono sempre più attratto dai risultati ottenibili.

      Grazie!

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Da real Gonzo” ().

      CIao, scusa della risposta un po' perentoria e sintetica, sono comunque disponibile a darti motivazioni dettagliate se ne senti il bisogno.

      Mettilo sul master.

      Main outs --- inputs del processore --- processore outs --- scheda audio e/o speakers.
      Ciao The Clown, grazie per l'intervento.
      In realtà io esco a -4db dal REC Out (connettore RCA) e vado verso il Sonic Maximizer 482i (che reputo facile ed estremamente efficace), da lì alla scheda (mi piacerebbe anteporre un bel compressore alla traccia che arriva al S.Maximizer ma non so quanto sia efficace il suo lavoro da un'uscita -4db). E passa tutto lì, basso, chitarra e batteria. Sicuro si possa dosare un riverbero in modo corretto?

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “Da real Gonzo” ().

      Da real Gonzo ha scritto:

      Ciao The Clown, grazie per l'intervento.
      In realtà io esco a -4db dal REC Out (connettore RCA) e vado verso il Sonic Maximizer 482i (che reputo facile ed estremamente efficace), da lì alla scheda (mi piacerebbe anteporre un bel compressore alla traccia che arriva al S.Maximizer ma non so quanto sia efficace il suo lavoro da un'uscita -4db). E passa tutto lì, basso, chitarra e batteria. Sicuro si possa dosare un riverbero in modo corretto?


      Puoi provare, se ti va, a metterlo in catena lo stesso, vedi se fa "rumore" o effetti strani anche solo in bypass.

      Se i volumi sono mixati abbastanza bene, i microfoni sono tutti attaccati alle sorgenti, non ti serve "dosarlo"... anzi, non si "dovrebbe" dosare. Il riverbero viene generato in base ai suoni espressi in sala. In poche parole, se potessi dosarlo, puoi molto facilmente creare dei "frankestein" in cui gli strumenti hanno delle riverberazioni "incoerenti", alcuni troppo, alcuni troppo poco.

      Poi, anche dal lato pratico... non ti frega piu' di controllare le mandate, etc... Cambi solo il tipo di verb e la percentuale wet/dry... visto che fai tutto in diretta pensa che ogni errore ti costa la registrazione.

      Puoi solo provare. Nel caso specifico, ti costa davvero poco tempo e impegno.
      E' vero, alla ipotesi "Frankenstein" ho pensato anche io.
      ​Più che altro per quello che concerne i panoramici che sono gli unici ad avere un minimo di riverbero.
      ​Va detto che la stanza suona bene, e che il microfonaggio ravvicinato dei pezzi della batteria non sembra colorato (da qui la decisione di un riverbero).
      ​Come ho detto solo i panoramici hanno una certa riverberazione che, devo dire, apre il suono del set di batteria e fa del bene anche al suono di chitarra.
      ​Il concetto mi piace. Ma col basso (con cui uso i miei riverberi e solo in momenti in cui ne sento la necessità) e la chitarra come si metterebbe?
      ​Altra domanda, se entrassi comunque in AUX1, e miscelassi il segnale processato dal riverbero col pot completamente a dx, non otterrei lo stesso effetto di avere il riverbero in uscita REC out?

      Da real Gonzo ha scritto:

      E' vero, alla ipotesi "Frankenstein" ho pensato anche io.
      Più che altro per quello che concerne i panoramici che sono gli unici ad avere un minimo di riverbero.
      Va detto che la stanza suona bene, e che il microfonaggio ravvicinato dei pezzi della batteria non sembra colorato (da qui la decisione di un riverbero).
      Come ho detto solo i panoramici hanno una certa riverberazione che, devo dire, apre il suono del set di batteria e fa del bene anche al suono di chitarra.
      Il concetto mi piace. Ma col basso (con cui uso i miei riverberi e solo in momenti in cui ne sento la necessità) e la chitarra come si metterebbe?
      Altra domanda, se entrassi comunque in AUX1, e miscelassi il segnale processato dal riverbero col pot completamente a dx, non otterrei lo stesso effetto di avere il riverbero in uscita REC out?


      Chitarra e basso, spesso, hanno bisogno della loro piccola quantita' di riverbero per "amalgamarsi".

      La configurazione piu' da "musica dal vivo" sarebbe usare aux2 (o un altro aux in post-fader), entrare in solo Left o Right nel verb, e poi rientrare in "return" del mixer, o mono o stereo a seconda di cosa fa il riverbero. Qui devi dare un occhiata al manuale del processore.

      Riguardo l'utilma domanda, le mandate, generalmente sono mono. La riverberazione, pero', e' un effetto che in natura si presenta stereo e viene influenzato dal posizionamento destra-sinistra della sorgente sonora. Andando a riverberare dei mono che vengono dall'aux il riverbero o genera un effetto in mono (non naturale) oppure uno incoerente con la distribuzione di pan che hai scelto. Se riverberi il master i canali left e right stanno dando al verb le informazioni che comprendono anche il pan che hai fatto e, forse, il processore ti restituira' un risultato stereo credibile.

      Fermo restando che altri utenti possano smentire quanto scritto, puoi gia' provare da te ad usare le due configurazioni e scegliere quella che ti piace di piu' o e' piu' pratica.
      L'idea è chiara. Il dubbio viene dal fatto che usando un riverbero gated esso verrà equamente distribuito su rullo e cassa, e non è detto che l'effetto sia quello ricercato.
      ​Inoltre vista la natura dei suoni piuttosto distorti e in alcune sessioni già riverberati (si va dal classico riverbero a molla fender sino a qualcosa di digitale per arrivare a shimmer lunghissimi sul basso) non vorrei essere obbligato a castrare tutto per nn creare certi impasti sonori.
      ​Ora, osservando il Mixer ho notato che ho il send AUX1/AUX2 e a fianco il RETURN L (MONO) e R.
      ​Se io uscissi da SEND per andare nel riverbero dal canale 1 ed uscissi dal riverbero dai SEND del canale 1 e canale 2 per entrare nel Mixer rispettivamente nel RETURN L e R l'immagine stereo sarebbe rispettata?
      Altra cosa; perché consigli di usare AUX2 in luogo dell'AUX1?

      Da real Gonzo ha scritto:

      L'idea è chiara. Il dubbio viene dal fatto che usando un riverbero gated esso verrà equamente distribuito su rullo e cassa, e non è detto che l'effetto sia quello ricercato.
      Inoltre vista la natura dei suoni piuttosto distorti e in alcune sessioni già riverberati (si va dal classico riverbero a molla fender sino a qualcosa di digitale per arrivare a shimmer lunghissimi sul basso) non vorrei essere obbligato a castrare tutto per nn creare certi impasti sonori.
      Ora, osservando il Mixer ho notato che ho il send AUX1/AUX2 e a fianco il RETURN L (MONO) e R.
      Se io uscissi da SEND per andare nel riverbero dal canale 1 ed uscissi dal riverbero dai SEND del canale 1 e canale 2 per entrare nel Mixer rispettivamente nel RETURN L e R l'immagine stereo sarebbe rispettata?
      Altra cosa; perché consigli di usare AUX2 in luogo dell'AUX1?


      Ciao.

      Le connessioni, da quel che dici, ne sai gia' quanto o piu' di me. Aux1, impostato in post fader, fa la stessa cosa di aux2, quindi puoi usarli a seconda di quello che ti serve.

      Riguardo la connessione che proponi, non l'ho capita del tutto. Se intendi entrare nel verb con 1 aux (quindi in mono) per poi uscire in stereo usando L and R , il verb, se ne ha le capacita', crea un effetto "stereo" che non tiene in considerazione le diverse intensita' L and R che hai in mix.

      Il tutto, alla fine, dipende dal tuo approccio che puo' essere o manipolativo o di fedelta' ai suoni espressi in sala. Dato che sei, contemporaneamente, l'artista e il tecnico di registrazione hai tutto il diritto di manipolare l'audio dopo che e' stato suonato.

      Dal lato in cui mi pongo io, cioe' di quello il cui unico compito e' di restituire, il piu' possibile, le tonalita' e le dinamiche espresse dai suonatori, il verb sul master altro non e' che la ricostruzione (farlocca e digitale quanto si vuole) di un ipotetico luogo in cui la musica e' stata suonata. Non vi e' intento manipolatorio, solo che i microfoni vicino alle sorgenti tolgono le informazioni riverberanti, si prova a ricostruirle.

      Nel caso, per esempio, che accendi un pedale riverbero sul tuo basso, anche quando suoni dal vivo, stai dando all'ascoltatore l'idea che quel basso suoni in un luogo diverso dagli altri strumenti. Sempre nel caso di performance dal vivo, quella riverberazione si sommera' a quella naturalmente data dal luogo in cui ti trovi.

      Assolutamente niente di male, anzi, ma questa e' un esigenza espressiva che io lascio totalmente nelle mani degli artisti.

      Riguardo a scelte sui gate o sull'utilizzo di compressori, l'approcci HI-FI non ne prevede l'utilizzo, e, se lo prevede, ci devono essere molto molto buone ragioni.

      Potresti, per evitare di "essere incinta solo a meta'", provare 2 registrazione completamente opposte, una in cui ci dai dentro di gate, comp, eq, verb anche in mono e finalizer a "gusto" e, un altra, dove hai solo il verb sul master a ricostruire l'ambiente e il finalizer per conformare il loudness ad un ipotetico supporto (per esempio youtube -10/-12 LUFS).

      Spero di non confonderti ma mi pare che sei anche piu' ferrato di me su certi argomenti.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

      The clown 2.0 ha scritto:



      Ciao.

      Le connessioni, da quel che dici, ne sai gia' quanto o piu' di me. Aux1, impostato in post fader, fa la stessa cosa di aux2, quindi puoi usarli a seconda di quello che ti serve.

      Riguardo la connessione che proponi, non l'ho capita del tutto. Se intendi entrare nel verb con 1 aux (quindi in mono) per poi uscire in stereo usando L and R , il verb, se ne ha le capacita', crea un effetto "stereo" che non tiene in considerazione le diverse intensita' L and R che hai in mix.

      Il tutto, alla fine, dipende dal tuo approccio che puo' essere o manipolativo o di fedelta' ai suoni espressi in sala. Dato che sei, contemporaneamente, l'artista e il tecnico di registrazione hai tutto il diritto di manipolare l'audio dopo che e' stato suonato.

      Dal lato in cui mi pongo io, cioe' di quello il cui unico compito e' di restituire, il piu' possibile, le tonalita' e le dinamiche espresse dai suonatori, il verb sul master altro non e' che la ricostruzione (farlocca e digitale quanto si vuole) di un ipotetico luogo in cui la musica e' stata suonata. Non vi e' intento manipolatorio, solo che i microfoni vicino alle sorgenti tolgono le informazioni riverberanti, si prova a ricostruirle.

      Nel caso, per esempio, che accendi un pedale riverbero sul tuo basso, anche quando suoni dal vivo, stai dando all'ascoltatore l'idea che quel basso suoni in un luogo diverso dagli altri strumenti. Sempre nel caso di performance dal vivo, quella riverberazione si sommera' a quella naturalmente data dal luogo in cui ti trovi.

      Assolutamente niente di male, anzi, ma questa e' un esigenza espressiva che io lascio totalmente nelle mani degli artisti.


      Spunti molto interessanti.
      Per quello che sono gli arrangiamenti dei nostri brani l'effetto di sentire uno solo degli strumenti come suonante in un posto diverso è molto interessante (se la composizione e l'esecuzione lo prevedono).
      Scusa la lungaggine, mi permetto una piccola descrizione delle precedenti esperienze di queste tre prove -che da questo punto puoi saltare a piè pari; alle prime riprese non usavamo riverberi sulla chitarra.
      Anzi, il suono di chitarra era molto secco e ricco di presenza poi la stanza, che risponde molto bene devo dire, faceva piacevolmente il resto. Ma nelle registrazioni si è rivelato eccessivamente "avanti" e nitido, quasi asettico.
      Subito dopo le prime riprese ho quindi deciso di spostare il microfono dal centro del 12 di chitarra a quasi al bordo, diminuire il comando "presence" da 3/4 a 1/4 e immettere il riverbero a molla dell'ampli Fender a 1/4.
      Al basso ho fatto praticamente il contrario col posizionamento del microfono rispetto al cono, proprio per amalgamare meglio (non mi dilungo sul perché e per come ma è una scelta dettata da esigenze sonore ma detesto quella sensazione di basse frequenze morbide che entrano in ritardo), successivamente nelle parti lente (espesso molto distorte con fuzz) ho aggiunto un pizzico di riverbero, un semplice Boss RV-3 per blendato quasi tutto sul dry.
      Ho poi cambiato tutta l'accordatura della batteria, abbassandola, e soprattutto il posizionamento dei microfoni sulle pelli per ottenere una punta inferiore e più armoniche ottenendo così un altro piccolo miglioramento.
      Già da questi cambiamenti il "calore" generale è migliorato notevolmente, tutto un po' più ricco, complesso insomma.
      Il tutto è stato fatto sì per ricreare il più possibile la resa che abbiamo maturato dentro quella specifica stanza (a cui siamo ormai abituati) ma il riverbero naturale penso che sia impossibile da riprendere correttamente, vuoi perché alla batteria usiamo i microfoni della Chicco, vuoi perché la tecnica close-mic con un microfono per pezzo, unita al posizionamento XY dei panoramici sono sistemi facili per fare pulizia ma poco inseriti in un ambiente.
      Da qui nasce l'esigenza di dare alla batteria un riverbero dosabile come si preferisce (che poi una punta si può sempre abbinare a basso e chitarra tramite il suo potenziometro).
      Fine della tediosa descrizione. :D
      Ora, considerando che vorrei controllare le frequenze da riverberare onde evitare "l'effetto fango" sul basso e potermi permettere un rullante più lavorato
      A questo punto dovrei fare una cosa saggia; se passo il midiverb in master dovrei togliere più basse possibili.
      E' vero che otterrei un qualcosa che ha più a che fare con un vero ambiente ma il timore è che non avrei il controllo dei singoli strumenti.
      Certo una prova non mi costerà nulla!

      The clown 2.0 ha scritto:


      Riguardo a scelte sui gate o sull'utilizzo di compressori, l'approcci HI-FI non ne prevede l'utilizzo, e, se lo prevede, ci devono essere molto molto buone ragioni.

      Potresti, per evitare di "essere incinta solo a meta'", provare 2 registrazione completamente opposte, una in cui ci dai dentro di gate, comp, eq, verb anche in mono e finalizer a "gusto" e, un altra, dove hai solo il verb sul master a ricostruire l'ambiente e il finalizer per conformare il loudness ad un ipotetico supporto (per esempio youtube -10/-12 LUFS).

      Spero di non confonderti ma mi pare che sei anche piu' ferrato di me su certi argomenti.


      Non posso certo dire di potermi spingere in territori Hi-Fi con la mia attrezzatura di ripresa, però sia a me che al collega di chitarra è venuto in mente di abbinare anche una registrazione di un microfono (o due) ambientale posto al centro tra gli strumenti. Ovviamente cercando il più possibile di evitare di mandare il rullante in controfase.
      Questo avverrà dopo una attenta ricerca del punto ideale.
      P.S. in caso d'utilizzo del riverbero in mono tramite aux2 i è balenata la malsana idea, suggerita da un amico fonico, di abbinargli in catena una punta di drive, ho giusto un bel enhacer valvolare libero... Hai mai provato?
      Certo questo ribalta ogni discorso Hi-Fi Oriented! :D

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “Da real Gonzo” ().

      E' tanta carne al fuoco, mi piace molto, sul serio, ma e' un po' difficile da chiacchierare in un colpo solo. Vado un po' a caso, mi devi perdonare.

      Sull'attrezzatura che hai "contesto" solo il fatto che, se non erro, hai microfoni dinamici. Tutto a behringer C-2 (20 euro l'uno) e, per me, eri gia' alla grande. Avresti potuto pure avere SM57 e roba simile e quelli erano comunque giocattoli da circo, indipendentemente dal prezzo.

      Spostare un mic centro-esterno di un cono vale come manipolazione, spostarlo leggermente distante dal cono e' piu' Hi-Fi...

      Riguardo al resto non voglio di certo essere quello che toglie il divertimento nel fare le cose ma, semplicemente, tutte le modifiche e i miglioramenti li puoi fare o direttamente coi suoni oppure con l'idea che "tanto poi li mettono apposto". La seconda ideologia, a mio modo di vedere, non serve a na ceppa se non ad infoltire le file di pseudo "mixing engineer".

      E' una questione di "prospettive". Se ti poni in prospettiva che "i suoni me li cambio io che suono lo strumento" c'e' possibilita' di crescita artistica dei componenti della band.

      Nell'altra prospettiva, cioe' li sistemiamo dopo, e' una giungla di tecniche e pratiche che, alla fine, non funzionano mai.

      In altre parole, il consiglio di un cretino, usare la registrazione come metro per migliorare i suoni acustici che producete dal vivo e no come occassione per migliorare cio' che non c' e'.

      Miglioratelo gia' all'origine.

      Dove abito io si chiama SISO: Shit In, Shit Out.

      Il messaggio è stato modificata 2 volte, ultima modifica da “The clown 2.0” ().

      Scusa il ritardo, avrei voluto risponderti tempo addietro ma ero in viaggio e senza un attimo di pausa.

      "Riguardo al resto non voglio di certo essere quello che toglie il divertimento nel fare le cose ma, semplicemente, tutte le modifiche e i miglioramenti li puoi fare o direttamente coi suoni oppure con l'idea che "tanto poi li mettono apposto". La seconda ideologia, a mio modo di vedere, non serve a na ceppa se non ad infoltire le file di pseudo "mixing engineer".

      Hai centrato subito quello che è stato il nocciolo di una non lunga ma vivace discussione fra me e il batterista, discussione che mi ha visto reagire (alla buona) quando mi ha "dileggiato" asserendo che "tanto quando facciamo le tracce il suono ce lo mettono in studio"... E secondo me è una direzione di lavoro sbagliatissima e completamente disappassionante. Nonché avvilente anche per lo stesso musicista e non solo per chi si siede dietro la consolle.

      "E' una questione di "prospettive". Se ti poni in prospettiva che "i suoni me li cambio io che suono lo strumento" c'e' possibilita' di crescita artistica dei componenti della band.
      Nell'altra prospettiva, cioe' li sistemiamo dopo, e' una giungla di tecniche e pratiche che, alla fine, non funzionano mai."

      ​Parole da mettere in seria considerazione!

      "In altre parole, il consiglio di un cretino, usare la registrazione come metro per migliorare i suoni acustici che producete dal vivo e no come occassione per migliorare cio' che non c' e'.
      Miglioratelo gia' all'origine.
      Dove abito io si chiama SISO: Shit In, Shit Out. "

      ​Ed'è anche il nome del mio studio e del mio produttore ideale!
      ​Soprattutto perché quello che si crea con una determinata batteria e con un determinato ventaglio di frequenze, nasce per funzionare, almeno nella testa dei musicisti, con quei suoni. Ci sono (micro)dinamiche che entrano in un elenco di cose difficilmente udibili alla prima le quali che creano una amalgama spesso non individuabile a parole.
      ​Sentire nella mia stessa band chi vuole sentire la risposta della batteria à la Gavin Harrison e chi invece à la Bonham quando tutto il risultato è ottenuto con una vecchia Sonor tedesca tipica della concezione anni '80 (nulla a che vedere con una vecchia cassa Ludwig da '26 o coi fusti corti della Sonor di Harrison) mi fa ridacchiare sotto i baffi.
      ​Tutto quello che riusciremo a sentire era quello che IO sarei personalmente riuscito a tirar fuori da quella vecchia Sonor.
      E perciò questa Demo dovrebbe essere la base per ragionare su una registrazione futura.
      ​Certo, se fossi riuscito alla prima a riprendere tutte le "nuances" che mi occorrono avrei anche già vinto a mani basse!

      ​Grazie per i simpatici spunti di riflessione.