Registrazioni in presa diretta, come ottimizzare il risultato e come sfruttare al meglio il Yamaha MG16/4

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      Da real Gonzo wrote:

      Scusa il ritardo, avrei voluto risponderti tempo addietro ma ero in viaggio e senza un attimo di pausa.

      "Riguardo al resto non voglio di certo essere quello che toglie il divertimento nel fare le cose ma, semplicemente, tutte le modifiche e i miglioramenti li puoi fare o direttamente coi suoni oppure con l'idea che "tanto poi li mettono apposto". La seconda ideologia, a mio modo di vedere, non serve a na ceppa se non ad infoltire le file di pseudo "mixing engineer".

      Hai centrato subito quello che è stato il nocciolo di una non lunga ma vivace discussione fra me e il batterista, discussione che mi ha visto reagire (alla buona) quando mi ha "dileggiato" asserendo che "tanto quando facciamo le tracce il suono ce lo mettono in studio"... E secondo me è una direzione di lavoro sbagliatissima e completamente disappassionante. Nonché avvilente anche per lo stesso musicista e non solo per chi si siede dietro la consolle.


      Grazie per i simpatici spunti di riflessione.


      Grazie, siccome ero un bassista che "registrava", probabilmente andiamo d'accordo per empatia di esperienze in comuni.

      Mi ha divertito molto la discussione col batterista, cosa che io tentai di fare a suo tempo.

      In particolare, molti dei "tizi", non e' sicuramente il tuo caso, hanno la simpaticissima abitudine di ignorare l'idea di accordare una batteria e di sovrastimare leggermente le loro capacita' uditive.

      Mi riferisco al fatto che anche solo il rullo percosso non al centro dia pitch diversi e, ancora meglio, che il pitch relativo tra i vari pezzi sia una condizione di cacofonia battenti/risonanti da paura.

      Nel mio caso, EGLI, aveva una DW da 3.000 euro, quindi, come fai a fargli capire che con un accordatore da batteria da 100 euro suonava meglio pure la batteria della Barbie?

      Comunque non ci litigare, non ne vale la pena. :D

      Ancora oggi, con un po' di batteristi che ho registrato, la percentuale di loro che si e' presentata con un accordatore e' dello 0%.

      Post was edited 3 times, last by “The clown 2.0” ().

      "In particolare, molti dei "tizi", non e' sicuramente il tuo caso, hanno la simpaticissima abitudine di ignorare l'idea di accordare una batteria e di sovrastimare leggermente le loro capacita' uditive.
      Mi riferisco al fatto che anche solo il rullo percosso non al centro dia pitch diversi e, ancora meglio, che il pitch relativo tra i vari pezzi sia una condizione di cacofonia battenti/risonanti da paura.
      Nel mio caso, EGLI, aveva una DW da 3.000 euro, quindi, come fai a fargli capire che con un accordatore da batteria da 100 euro suonava meglio pure la batteria della Barbie?
      Comunque non ci litigare, non ne vale la pena.
      Ancora oggi, con un po' di batteristi che ho registrato, la percentuale di loro che si e' presentata con un accordatore e' dello 0%.
      "

      Ma guarda... direi che la percezione delle proprie capacità e proprio lievissimamente sovrastimata anche nel caso del mio "esemplare". Ricordo la sua sorpresa nel vedermi accordare i fusti ad intervalli ("ah, cioè TU usi le note!? Ahahah!"). Eh si, perché la batteria del mio piccolo covo (che effettivamente è mia) la tengo accordata io visto che fra me e il collega chitarrista lo strumento gira tre/quattro gruppi (e tengo in un angolo segreto la chiavetta della Sonor, che è particolare) ma non per cattiveria sia chiaro, ma perché veder fare dei giri random sui tiranti di tutti i fusti a me da' un certo fastidio visto che basta mezzo cm in più o in meno qui e là per fare ululare un power-tom da 12 pellato ad Ambassador e la risposta, dai microfoni, si sente eccome!
      Un altro argomento "Hot" è anche quello che vede bollare come pura superstizione la scelta delle pelli... Peccato che poi cali il silenzio quando ho trasformato un rullante da un bustone ad uno strumento utilizzabile già con il solo cambiamento della sua risonante (!), ora manca la battente e la cordiera per completare la cosa, e visto che la mia è pura immaginazione, la spesa la affronterà il solito pantalone...
      ​Ma vuoi farti due sane risate e al contempo comprendere il livello di tribalismo galoppante in certi ambienti?
      Butta uno sguardo al forum dei batteristi su qualche thread riguardante oggetti del demonio tipo Tune-bot o altro e... divertiti fra roghi, impiccagioni e scomuniche varie!
      Correggo per sintesi; se processassi sullo stesso canale due effetti (2 Ch) uno utilizzando il S/R (Stereo) di AUX 1 e il secondo cablato in Send AUX 2 e Ch 15/16 Return, nell'intenzione di blendarli in maniera diversa, dovrei considerare il collegamento come se fosse in serie o in parallelo?

      Post was edited 2 times, last by “Da real Gonzo” ().

      Su qualsiasi mixer (a meno che non si tratti di modelli particolari di cui ignoro l'esistenza), le mandate sono a tutti gli effetti un "mix aggiuntivo", sul cui output vengono applicati degli effetti e che successivamente vengono fatti rientrare in qualche modo nel mixer per essere aggiunti al mix finale (il main out).
      Ciasuna mandata è indipendente dall'altra, lavorano tutte in parallelo, quindi se mandi un canale sia verso aux 1 che verso aux 2, su aux 2 verrà mandato lo stesso identico segnale che viene mandato verso aux 1 (al netto dei livelli, ovviamente).

      Vale la pena sottolineare che i controlli delle mandate sui singoli canali regolano solo il volume di uscita verso la mandata effetti (e poi, di norma, c'è anche un livello di uscita globale verso ciascuna mandata... in un certo senso l'equivalente del master fader sul mixer).
      L'output delle mandate effetti NON rientra su ciascun canale da cui vengono presi i segnali, ma rientrano in un canale dedicato (può essere un normale canale, oppure un ingresso dedicato che magari ha solo un pomello di volume).

      Se volessi mandare verso aux 2 il segnale del canale più l'effetto di aux 1, dovresti far rientrare aux 1 in un canale dotato di una mandata verso aux 2 ed alzare il livello della mandata di questo canale... metti che stai mandando verso aux 1 i canali di kick, snare e hi hat, che fai rientrare la mandata aux1 su un quarto canale e che su questo alzi la mandata verso aux 2, quest'ultima riceverà il segnale che contiene l'effetto di aux 1 applicato sia a kick che a snare che a hi hat. Se cambi i livelli delle mandate verso aux 1, influenzerai anche il segnale processato che va verso aux 2. Se invece alzi aux 2 direttamente sul canale dello snare, aux 2 riceverà una certa quantità del segnale snare privo dell'effetto di aux1.
      Il rispetto si costruisce solo insieme.
      Perdona se mi sono espresso malissimo nel post precedente. Ho corretto e spero ora si comprenda maggiormente.
      Dunque, io esco da AUX1 (ipoteticamente) dasl mixer e entro nel riverbero e da lì nuovamente nel mix attraverso il RETURN. Qui imposto la quantità di segnale effettato sul pot dedicato di ogni canale.
      Sul AUX2 faccio lo stesso con un "comp-enfatizzatore" che vorrei processasse il suono della batteria riverberato, ma giustamente in una percentuale diversa di quanto non faccia il rev.

      Da real Gonzo wrote:

      [...]entro nel riverbero e da lì nuovamente nel mix attraverso il RETURN. Qui imposto la quantità di segnale effettato sul pot dedicato di ogni canale.[...]


      Forse ho capito male io quello che intendi (o magari faccio un po' troppo il precisino sui termini), ma i controlli di aux sul singolo canale sono PRIMA di entrare sul riverbero.
      Non si ritorna dal riverbero e si regola su ogni singolo canale, bensì si prende il segnale da ogni singolo canale (con il controllo di aux di quel canale) e da lì si manda una somma di quei segnali al riverbero.


      Da real Gonzo wrote:

      Sul AUX2 faccio lo stesso con un "comp-enfatizzatore" che vorrei processasse il suono della batteria riverberato, ma giustamente in una percentuale diversa di quanto non faccia il rev.


      Devi far rientrare il riverbero (va da sé che deve essere messo completamente in wet, nel caso offra un controllo di dry mix) in un canale libero e poi alzare il livello dell'aux 2 sia sui canali dei suoni di batteria (su cui hai alzato aux 1) che su quello in cui hai fatto rientrare il riverbero (su questo canale non devi alzare aux 1, pena feedback).


      Ho fatto una foto al mio mixer con dei commenti per esemplificare (è un Signature 22 e ciascuna delle due unità multieffetto integrate ha il proprio canale di ritorno dedicato, per cui è facile da visualizzare... da notare la serigrafia del mixer, con la lunga freccia da sinistra a destra che congiunge i pomelli delle mandate ;) ).


      Il rispetto si costruisce solo insieme.
      OT: la scelta era tra questo e un A&H sulla stessa fascia di prezzo, però lo spazio è tiranno e tra 16 e 22 canali ho preferito 22 (che comunque mi stanno un po' stretti). Se avessi posto, non ci penserei su due volte e prenderei un 48 canali (forse quello è esagerato, ma me ne servirebbero almeno una quarantina per lavorare bene con tutti i synth sfruttando le uscite separate e mantenendo qualche canale per i ritorni effetti)...
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      sin night wrote:

      OT: la scelta era tra questo e un A&H sulla stessa fascia di prezzo, però lo spazio è tiranno e tra 16 e 22 canali ho preferito 22 (che comunque mi stanno un po' stretti). Se avessi posto, non ci penserei su due volte e prenderei un 48 canali (forse quello è esagerato, ma me ne servirebbero almeno una quarantina per lavorare bene con tutti i synth sfruttando le uscite separate e mantenendo qualche canale per i ritorni effetti)...


      Scusate il continuo dell'OT.

      E' analogico quindi monitoring 0 latenza benedetta.

      Se volevi piu' canali a prezzi umani vai con l'X32, 0,9ms, rimane ancora tra i top.
      Preferisco avere un fader per ogni canale e i pomelli per ogni controllo (eq, mandate...).
      Inoltre, usandolo per i synth nel mio studiolo, non mi dispiace che sia analogico e che possa aggiungere un po' di colore, specialmente se spingo un po' i canali (anche se il Signature 22 è tendenzialmente trasparente e con tanta headroom - almeno per la sua fascia di prezzo, ovviamente...). A dirla tutta ho un certo bias verso la strumentazione analogica...
      Ma siamo decisamente OT.
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      sin night wrote:


      Forse ho capito male io quello che intendi (o magari faccio un po' troppo il precisino sui termini), ma i controlli di aux sul singolo canale sono PRIMA di entrare sul riverbero.
      Non si ritorna dal riverbero e si regola su ogni singolo canale, bensì si prende il segnale da ogni singolo canale (con il controllo di aux di quel canale) e da lì si manda una somma di quei segnali al riverbero.


      Questo cambia un po' le cose, soprattuttto per quello che concerne la mia percezione di funzionamento della macchina, difatti (nella mia ignoranza) pensavo si aprisse un segnale nel quale confluisse il riverbero, dosato come un blend in ogni canale e la cui quantità venisse stabilita a monte e a valle dai pot che comandano il livello in send e return.

      sin night wrote:


      Devi far rientrare il riverbero (va da sé che deve essere messo completamente in wet, nel caso offra un controllo di dry mix) in un canale libero e poi alzare il livello dell'aux 2 sia sui canali dei suoni di batteria (su cui hai alzato aux 1) che su quello in cui hai fatto rientrare il riverbero (su questo canale non devi alzare aux 1, pena feedback).


      Allora a questo punto mi conviene utilizzare il succitato "comp" direttamente prima della scheda audio e mi arrangio con una regolazione che vada bene per tutto.
      A dire tutta la verità l'idea era per tenere uno dei due canali del comp libero ed usarlo esclusivamente sul basso (egoista che non sono altro).
      Però non mi è chiara una cosa; io non rientro su un canale, ma dal return. E' sbagliato?
      Non è sbagliato rientrare sul return, è una scelta.

      A parte che certi mixer non sono dotati di return (quindi l'uso di un canale è l'unica soluzione), spesso i return sono un po' limitati. Hai il controllo del volume di ritorno e poi...?
      Se invece fai rientrare un effetto in un canale "normale", hai a disposizione tutto quello che c'è su quel canale, ad esempio l'equalizzatore... magari puoi sentire l'esigenza di equalizzare il suono che esce da un riverbero...

      A volte serve, a volte no... sono scelte.
      Il rispetto si costruisce solo insieme.

      sin night wrote:

      Non è sbagliato rientrare sul return, è una scelta.

      A parte che certi mixer non sono dotati di return (quindi l'uso di un canale è l'unica soluzione), spesso i return sono un po' limitati. Hai il controllo del volume di ritorno e poi...?
      Se invece fai rientrare un effetto in un canale "normale", hai a disposizione tutto quello che c'è su quel canale, ad esempio l'equalizzatore... magari puoi sentire l'esigenza di equalizzare il suono che esce da un riverbero...

      A volte serve, a volte no... sono scelte.


      Allora, giusto per guadagnare qualche passo di vantaggio, mi occorre ancora qualche dritta con cui risparmierei grattacapi ma soprattutto, visto che sto lavorando senza cabina regia e una sola volta alla settimana, del preziosissimo tempo da dedicare a ben più corpose prove di registrazione... Come da consiglio ho collegato il tutto nei canali 15 (L) 16 (R) (che di per se'non hanno il gain), e mi trovo quindi anche a disporre dell'Eq del suddetto canale con la quale suppongo possa lavorare di taglio sulle basse per non "infangare" troppo il riverbero. E' sensato, spero.
      Ora in relazione alla mandata AUX del canale 15/16 come dovrei pormi? Appurato (per me!) che i pot AUX sui canali non sono un blend, ma bensì una mandata al segnale che entra nell'effetto, sui canali che gestiscono il riverbero come devo gestire il pot AUX? Sarebbe un riverbero nel riverbero?
      E per quanto riguarda il fader è generalmente consigliabile un livello basso o più o meno allineato a quello degli altri canali?

      Post was edited 1 time, last by “Da real Gonzo” ().

      Da real Gonzo wrote:


      Ora in relazione alla mandata AUX del canale 15/16 come dovrei pormi? Appurato (per me!) che i pot AUX sui canali non sono un blend, ma bensì una mandata al segnale che entra nell'effetto, sui canali che gestiscono il riverbero come devo gestire il pot AUX? Sarebbe un riverbero nel riverbero?


      Se alzassi il livello dell'aux del canale 15-16 (su cui stai rientrando col riverbero), quello che otterresti è un feedback. In questo caso puoi vedere il pomello dell'aux come il controllo di feedback che puoi trovare su molti pedalini di delay. Il risultato ovviamente dipende dalla catena di effetti (nel tuo caso sarebbe un riverbero nel riverbero).

      Puoi provare... finché il livello dell'aux/feedback è basso, potresti ottenere dei risultati interessanti (come anche no, non è detto che suoni bene), ad un certo punto probabilmente innescherà producendo qualcosa di simile ad un larsen o al caos che si ottiene alzando troppo il livello di feedback su un pedalino di delay. Istintivamente non mi aspetto risultati particolarmente interessanti/piacevoli con alti livelli di feedback su un riverbero, mentre a bassi livelli può essere un'arma in più a propria disposizione.

      Se devo essere sincero, non ho mai provato a fare questa cosa con un riverbero (a parte qualche prova con un riverbero
      a molla, ma quello è un altro discorso). Si tratta sicuramente di un uso "creativo".

      In ogni caso, in queste cose il parametro critico è il tempo di ritardo introdotto dal feedback. Se nel riverbero hai un pre-delay corto, avrai più facilmente un risultato simile ad un larsen, mentre con un tempo di pre-delay più lungo sarà più difficile innescare.
      Ad ogni modo, ci sono tanti parametri in gioco in un riverbero che è difficile prevedere il risultato.

      Da real Gonzo wrote:

      E per quanto riguarda il fader è generalmente consigliabile un livello basso o più o meno allineato a quello degli altri canali?


      Va tenuto ad un livello tale che la quantità di riverbero sia adeguata per il mix. :)

      Piuttosto, ti rimanderei a queste discussioni in cui si parla di gain staging e posizione dei fader:

      Chiarimenti regolazione gain staging - Pagina 2 - Mixaggio e mastering - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali
      In che posizione il fader? - Mixaggio e mastering - Homestudioitalia | Il forum italiano di home recording e strumenti musicali
      Il rispetto si costruisce solo insieme.
      buonasera a tutti,
      scusate se mi intrometto e recupero questa discussione di qualche mese fa, ma è molto simile ed inerente a quella che avrei voluto aprire io.
      Già...perché anch'io, con il mio gruppo, abbiamo l'abitudine ed il piacere di registrarci tutti insieme contemporaneamente.
      Condivido sul fatto che nella costruzione del suono ed esito positivo della registrazione, in collaborazione con un ± attento posizionamento dei mic (dettato da capacità e esperienze), sia meglio prevenire che curare.
      Per dire che l'attenzione e l'intenzione degli esecutori nei confronti dei propri strumenti fa una gran parte del lavoro.
      Passando al sodo volevo sapere se, il TS o chiunque voglia darmi consigli, in situazioni analoghe alla mia abbia adottato soluzioni o accorgimenti particolari sia per il posizionamento dei mic....ma soprattutto nella gestione dei rientri.
      Grazie a tutti

      Notte

      67davd wrote:

      Passando al sodo volevo sapere se, il TS o chiunque voglia darmi consigli, in situazioni analoghe alla mia abbia adottato soluzioni o accorgimenti particolari sia per il posizionamento dei mic....ma soprattutto nella gestione dei rientri.


      Sono tecniche che non utilizzo per varie ragioni (impossibilità di ospitare tutti contemporaneamente, assenza strumentazione/canali adeguati) e quindi il mio è solo un parere "per sentito dire".
      E appunto per sentito dire, la registrazione in presa diretta di tutto un gruppo è molto meno rara di quanto si pensi, la usa spesso Silvestri, Carboni, molti artisti jazz (se non tutti) e chissà quanti altri.
      Per la questione rientri ovviamente bisogna avere spazio adeguato, ma c'è chi (Carboni) forse per ovviare al problema ha registrato all'aperto, e con i soliti microfoni live (sm58, 57, beta ecc.)
      Non sottovaluterei l'utilizzo di siffatti microfoni, che in parte limita il rientro rispetto ad un condensatore e che non grava sulla qualità della produzione, e il "rientro" non lo si elimina mai del tutto, e c'è anche chi se ne frega del rientro, essendo appunto una presa diretta, quindi "ci sta"!
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Io da un paio di settimane mi sto dedicando alle registrazioni in presa diretta di concerti sul palco di un locale all'aperto.
      Se la band non fa sbagli (l'editing è problematico se devi aggiustare solo una traccia), hai due vantaggi:

      1 all'aperto le riflessioni sono quasi nulle
      2 la performance d'insieme ha un'energia che molto raramente puoi avere con le take separate.
      La mia didattica
      Le mie foto...


      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...

      67davd wrote:

      Buonasera a tutti
      Scusate se mi intrometto e recupero questa discussione di qualche mese fa, ma è molto simile e inerente a quella che avrei voluto aprire io. Già...perché anch'io, con il mio gruppo, abbiamo l'abitudine e il piacere di registrarci tutti insieme contemporaneamente.
      Sì, ma a quale parte del discorso stai rispondendo?... Avete una configurazione uguale a quella descritta nel primo messaggio? Aprire una nuova discussione è gratis, eh! :)
      Inoltre, qualcuno potrebbe aggiungere qualcosa come commento alla domanda di Da real Gonzo e i discorsi si mischierebbero.
      Gianluca
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