16 o 24 bit?

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      16 o 24 bit?

      Non riesco a darmi da solo una risposta definitiva, quindi chiedo aiuto a voi: dovendo registrare tracce destinate a finire unicamente su un cd audio, conviene impostare la registrazione sulla stessa frequenza dei cd, ossia a 16 bit 44.1 khz, oppure a 24bit? Quali i vantaggi/svantaggi di una o dell'altra scelta?
      La cosa migliore è lavorare a 24 per poi ridurre a 16 all'ultimo step.

      Applicando, ovviamente, un dither.

      Il vantaggio è avere a disposizione un'escursione dinamica più ampia.

      Lavorare a 16, per contro, affatica meno il processore, e riduce il peso dei files, ma con le macchine di oggi il danno diventa trascurabile.
      Effettivamente una ampia escursione dinamica è di vitale importanza per la musica che io faccio, ma ora che siamo in fase di mastering il fonico mi ha chiesto se voglio che il cd suoni bene in macchina o bene in ambiente protetto. Che, tradotto, significa: vuoi più volume e meno dinamica, o il contrario? Ovvero: vuoi che chi ascolta la musica in macchina (pressoché il 90% degli utenti di oggi) senta bene tutti gli strumenti, sia nei pianissimi che nei fortissimi, oppure vuoi che per sentire bene ogni momento musicale debba continuamente alzare o abbassare il volume?
      Il mio ascoltatore ideale è quello che ha un buon impianto di riproduzione, che ascolta la musica come unica attività con un ascolto dedicato (cioè non come sottofondo o facendo altro) in un ambiente idoneo. Questo tipo di ascoltatore apprezzerebbe la dinamica del suono, ma... quanti ne esistono così oggi?
      Così penso che opterò per un mastering da "consumo di massa", arrendendomi alla mediocrità culturale di questo momento storico, e al diavolo la dinamica.
      Tornando dunque alla questione di partenza: a che pro registrare sfruttando un'ampia escursione dinamica (24 bit) se tanto poi tutto viene ridotto a "come suona in macchina"?...
      La questione è un po' complessa, ed è stata dibattuta tante volte, ma andrebbe posta in termini diversi.

      Ossia: cosa ce ne facciamo del potenziale range dinamico di un supporto come il CD (96 dB, impensabili sui supporti precedenti e ancora oggi un valore notevole) se la loudness war ha finito per costringere ad usarne si e no una decina? Questione filosofica, ripeto, di cui si è discusso tanto in passato, ora un po' meno perché il supporto fisico è decisamente in declino.

      Il tuo tecnico di mastering ha semplificato molto la questione, ma fa parte del suo mestiere ottimizzare il materiale per quelle che si presume saranno le condizioni di ascolto più frequente.

      Però tutto questo non c'entra con il registrare a 24 bit ed esportare a 16. E' un fatto tecnico. Registrare a 24 ti consente di lavorare con tolleranze più ampie e sfruttare al meglio le possibilità dinamiche, con più headroom per evitare il rischio di distorsioni digitali. Questo in registrazione e mix è certamente un vantaggio.

      Scendere a 16 diventa poi una necessità tecnica (se la destinazione è un cd), perché lo standard prevede quel formato, ma viene fatto come passaggio finale, dopo che il range garantito a 24 bit è stato sfruttato in tutte le fasi precedenti. La sua (del CD) escursione potenziale è comunque più che sufficiente per garantire un'ottima esperienza d'ascolto.

      Che poi non sia stata storicamente sfruttata per colpa della loudness war e delle abitudini d'ascolto è vero, ma è un altro problema.
      Anche se registri a 16, tutte le operazioni che fai sul materiale, un semplice gain anche, trasformano il file almeno in un 24 bit. Per riportarlo a 16 dovrai ditherare ed eliminare 8 bit. Se tu lo facessi ogni volta che muovi una qualsiasi cosa alla fine avresti una somma importante di dither noise. E' molto più semplice e logico acquisire a 24, lavorare a 24 e se del caso esportare il mix finale (solo lui) a 16, ma post mastering. Anche il masterer ha vantaggi a partire da un 24 bit.
      se vendete il database mi incazzo.
      Ormai i CD stanno diventando obsoleti, gli LP per appassionati ed il mainstream si sta spostando su digitale da anni ormai. Avere un maggior Bitrate da sicuramente vantaggi per creare musica in modo migliore e professionale. Ma secondo me, non ha neanche più senso usare dei formati tipo 16/44, perché comunque l'ascoltatore medio è sempre più esigente (eccetto chi ascolta Trap ahahah). Pubblicare in via Digitale costa meno, è più pratico, e molto più veloce! Da anche una miglior resa, almeno per quello che io ho potuto ascoltare di nuovo, tipo l' ultimo lavoro dei RHCP (e non i Remaster). Prova con i flac 24/48. Altro che CD!!!
      NO COOL CATS, NO FUN PARTY!!!

      Warmuser wrote:

      perché comunque l'ascoltatore medio è sempre più esigente


      No non è così, neanche in certi ambiti di nicchia. Ho parlato di recente con il manager di un gruppo di musica antica italiano - uno dei più famosi in Europa - a proposito dell'ultimo disco che hanno fatto. Il tecnico che ha registrato aveva portato in teatro 100K euro di materiale ( 6 rack Millennia 8 canali e una vagonata di Schoeps).

      E la decisione sul master è stata suono più chiaro e definito e meno ambiente possibile perchè oramai anche i musicisti classici ascoltano solo in macchina e col telefonino.
      :thumbdown:

      mark88 wrote:

      Warmuser wrote:

      perché comunque l'ascoltatore medio è sempre più esigente


      No non è così, neanche in certi ambiti di nicchia. Ho parlato di recente con il manager di un gruppo di musica antica italiano - uno dei più famosi in Europa - a proposito dell'ultimo disco che hanno fatto. Il tecnico che ha registrato aveva portato in teatro 100K euro di materiale ( 6 rack Millennia 8 canali e una vagonata di Schoeps).

      E la decisione sul master è stata suono più chiaro e definito e meno ambiente possibile perchè oramai anche i musicisti classici ascoltano solo in macchina e col telefonino.
      :thumbdown:


      Di recente non ascolto quasi nulla, sorry :D
      NO COOL CATS, NO FUN PARTY!!!
      Qualche anno fa girava un meme (che ahimè non ho ritrovato) dove da un lato c'era un S.E. al mixer impegnato a pannare gli strumenti, e dall'altro due ragazzi che si dividevano una sola coppia di auricolari.
      Ecco, giusto per dire quanto è esigente il pubblico oggi, e quanto è frustrante fare lavori che ormai una percentuale ridottissima di pubblico ascolterà su speaker dignitosi o su uno stereo (esistono ancora gli stereo??).
      E spiega anche a cosa serve la monocompatibilità, anzi io misserei proprio lavori mono per bypassare il problema :D
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Warmuser wrote:

      Esigente, perché la musica deve essere ben fatta. Mica come lo schifo che c'è oggi in giro!


      E per questo hai deciso di fare tutto da solo, in cameretta, senza mezzi, conoscenze ed esperienza. Il ragionamento non fa una piega :)
      Giampiero Ulacco
      Mixing Engineer