Cosa determina il suono in mixing?

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      Cosa determina il suono in mixing?

      Ciao a tutti, mi sto accingendo a ristrutturare il mio home studio e acquistare materiali di una qualità migliore di quella attuale. Come scheda audio ho optato per la Apollo 8 della UAD, ho necessità di non più di 6 ingressi ma di avere qualità del suono ad un certo livello. Monitor Dynaudio BM5 MKIII (la stanza è trattata ma piccola). Il dubbio su cui vorrei porre l'attenzione è relativo al mixing finale. Avere una scheda top di gamma è indispensabile se si registra da esterno. Ottimi convertitori e ottimi pre garantisco un risultato eccellente in ripresa. Gli stessi convertitori garantiscono anche un ascolto ottimale sui monitor. Ma se si lavora completamente in the box, nel senso che non si fanno riprese ma si adoperano solo virtual instruments, non è la scheda che determina il suono finale del mix ma il motore audio del computer (infatti se si stacca la scheda il mix in cuffia lo si può fare lo stesso). In definitiva, si ascolta il suono convertito in alta qualità verso i monitor ma poi, di fatto, il mix chiuso che si ottiene non sfrutta affatto la qualità audio di quei convertitori. Sarebbe forse più audace ma corretto attaccare ii monitor all’uscita audio del computer per avere un'idea molto più realistica di ciò che si sta ottenendo. Mi sto perdendo qualche pezzo? Se si dispone di un PC da 300 euro (io ho un MacBook Pro 2015 al massimo del potenziale) che ha un motore audio schifoso o che non può trattare il suono oltre i 44,1Khz - 16Bit avere una UAD servirebbe a poco, se non per le riprese, come detto, e per gli ascolti. In ogni caso non sarà quest'ultima a determinare il suono del mix che si fa in bounce da Logic o da qualunque altro sequencer. Però il mio ragionamento non mi convince del tutto.
      Se mi illuminate ve ne sarò grato. Marco.

      Post was edited 1 time, last by “lux” ().

      Ti confermo che l'interfaccia audio non ha alcun influsso sul mix.
      Però attenzione che quando ti ascolti, dei buoni convertitori DA favoriscono un ascolto migliore, quindi collegare l'interfaccia "buona" ha senso in quanto senti meglio alcuni dettagli rispetto a come può farteli ascoltare la scheda audio integrata nel computer.
      Relativamente alla UAD dipende da che UAD intendi, la UAD è nata come processore esterno per effetti DSP-based, quindi non serve per le riprese ma proprio in mix, per usare i plugin di Universal Audio.
      Se invece intendi l'interfaccia audio Universal Audio Apollo e i suoi convertitori, allora sì, serve prevalentemente in registrazione, ma attenzione che anche quella integra dei DSP per utilizzare i plugin Universal Audio in mix, ma forse tu intendevi prendere in esame solo la parte di interfaccia audio pura.
      Facciamo finta che non sia una Universal Audio ma una RME di fascia alta, anche queste con ottimi convertitori: influiscono solo sulle registrazioni, quando invece mixi o usi strumenti virtuali non apportano alcun beneficio, salvo un migliore ascolto come detto sopra.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Pilloso wrote:

      Però attenzione che quando ti ascolti, dei buoni convertitori DA favoriscono un ascolto migliore, quindi collegare l'interfaccia "buona" ha senso in quanto senti meglio alcuni dettagli rispetto a come può farteli ascoltare la scheda audio integrata nel computer.


      Se non vado errato, ed in linea teorica, dovremmo ascoltare con la stessa frequenza con cui abbiamo fatto le riprese, ovvero superiore al classico 44.100 16bit.
      Io onestamente la differenza non la colgo, soprattutto con i miei ascolti abituali, ma c'è chi afferma che nota la differenza tra un 44 e un 96!
      Resistance... is futile. We are KORG, so you'll be synthetized!
      Si, la mia riflessione era in termini generici. La scelta della UAD è determinata dal fatto che in ripresa si possa contare su una qualità molto alta dei pre, l'alternativa era tra RME, Focusrite RED e Apogee, e dal fatto che ha un DSP e dei plug-in eccellenti utilizzabili anche dal vivo. Ma a parte ciò, a questo punto, secondo voi ha senso registrare il master su un apparato digitale esterno (ad esempio un registratore digitale come lo Zoom H4) per sfruttare la conversione della scheda oppure è ininfluente in termini di resa sonora? E qui entra in gioco anche l'uso di un sommatole che tuttavia a me non è mai sembrato portare risultati diversi da quello che si ottiene ITB. Avete esperienze differenti?

      BjHorn wrote:

      Se non vado errato, ed in linea teorica, dovremmo ascoltare con la stessa frequenza con cui abbiamo fatto le riprese, ovvero superiore al classico 44.100 16bit.
      Io onestamente la differenza non la colgo, soprattutto con i miei ascolti abituali, ma c'è chi afferma che nota la differenza tra un 44 e un 96!

      Attenzione non mi riferivo a frequenze e profondità in bit, ma allo stesso ascolto, a parità di impostazioni, su una scheda economica integrata e su una interfaccia audio dedicata con convertitori di qualità.
      La resa è superiore in quanto l'approssimazione presente per natura in ogni conversione viene gestita meglio e ridotta al minimo.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      lux wrote:

      secondo voi ha senso registrare il master su un apparato digitale esterno (ad esempio un registratore digitale come lo Zoom H4) per sfruttare la conversione della scheda oppure è ininfluente in termini di resa sonora?

      Non capisco che processo hai in mente.
      Intendi usare uno Zoom come interfaccia audio? E' possibile visto che è anche interfaccia, i suoi convertitori almeno nelle prime versioni non sono proprio il massimo, anzi... però sarà meglio di molte schede integrate.
      Ma se vuoi sentire la differenza devi passare a una interfaccia di qualità, appunto RME o affini, lì trovi convertitori di livello molto superiore a quelli dello Zoom, ma anche i pre.
      Però devi pensare un po' a tutta la catena e non solo a un anello per volta, la qualità in ripresa la apprezzi se tutto è all'altezza.


      E qui entra in gioco anche l'uso di un sommatole che tuttavia a me non è mai sembrato portare risultati diversi da quello che si ottiene ITB. Avete esperienze differenti?

      Qui passiamo decisamente a un altro tema, non capisco cosa c'entri, se n'è parlato tanto in altri 3ad e ti consiglio di cercarli, anticipandoti già che una risposta definitiva (meglio o peggio) non c'è, perché anche in questo caso dipende da metodi di lavoro, qualità del sommatore, qualità del convertitore, ecc.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Convertitori high end si usano anche per le qualità soniche, vedi Burl Bomber per esempio.
      Sul discorso somma si apre un mondo di opinioni. Io amo la somma otb in generale e in particolare se usassi soltanto strumenti software.
      Puoi anche sommare itb e uscire col master dai convertitori, entrare in vario outboard stereo di equalizzazione, compressione, riverbero, etc, finalizzare e rientrare in Daw (ora faccio così ma uso strumenti acustici microfonati che necessitano meno, sempre a mio parere, di essere arricchiti da circuitazioni analogiche anche in fase di somma. E comunque sono sempre alla ricerca di un mini mixer e di un dac 8/16 canali per tornare alla somma otb che trovo più affascinante ).
      Altra alternativa usare outboard in aux send dalla daw, esempio un compressore stereo o un riverbero stereo invece dei plugins...a suo tempo ho avuto un periodo "elettronico itb" e usavo oltre ai Vsti vari anche un XSum Speck per mixarli e un Eq dual mono, un comp/limiter stereo e un riverbero stereo Dsr3 Vermona tra il sommatore e il rientro in scheda per finalizzare il master. Preferivo questo setup di gran lunga al full itb, sia per l'approccio sia per il sound. Ma è soggettivo. Devi provare per farti un'idea pratica.
      Le possibilità di routing nell'audio sono svariate, tutte di gusto e soggettive.
      Esistono anche sommatori passivi che necessitano solitamente di un make up gain in output. Sono generalmente più economici di quelli attivi. E meno caratterizzanti. Anche loro, almeno per quanto mi riguarda, sono una bella soluzione. Vedi VintageMaker Little One, Dav Electronics Summing Mixer, Roll Music Folcrom, etc
      Ciao

      Post was edited 8 times, last by “loyuit” ().

      Scusate, non mi sono spiegato bene. Ripondo a Pilloso (Non capisco che processo hai in mente.
      Intendi usare uno Zoom come interfaccia audio? E' possibile visto che è anche interfaccia, i suoi convertitori almeno nelle prime versioni non sono proprio il massimo, anzi...
      ). No, non voglio utilizzare lo Zoom come scheda audio bensì come unità esterna di archiviazione del master che esce da due canali della scheda. I convertitori della UAD lavorano in uscita perché ci sono attaccati dei monitor. In questo modo, se i monitor sono buoni, l'ascolto è ottimale. Ma il file stereo finalizzato, cioè il risultato del mix, è indipendente dai convertitori perché avviene all'interno del computer. Ora: se un brano è stato composto con soli virtual Instruments sfrutta la scheda solo in ascolto ma non in finalizzazione del mix medesimo. Mettiamo che stia utilizzando Logic per missare tale brano, se faccio il bounce in the box ottengo un .AIFF che ha sfruttato il motore audio del software e del computer, per nulla la scheda (se non in ascolto). Ma se invece di fare tale bounce dentro al computer il suono lo faccio uscire da 2 canali della scheda e lo registro dentro un apparato digitale esterno (ho detto lo Zoom H4 perché ho quello) avrò sfruttato in uscita la conversione della UAD che presumo migliore di quella del computer. La domanda era se ciò avrebbe portato miglioramenti al suono stesso. Infine, ho citato la somma, perché uscendo dalla scheda e passando dentro un sommatore (che è un mixer a tutti gli effetti), il risultato finale del mix non viene più gestito ITB ma da apparati esterni che ne potrebbero migliorare la qualità, se si tratta ovviamente di prodotti di buon livello. Alla fine il mio dubbio è semplice: avere una UAD ti garantisce degli ascolti ottimali con degli ottimi monitor ma il file definitivo non ha niente a che fare con tali ascolti perché avviene prima, cioè dentro al computer quindi avrà una corrispondenza in termini di bilanciamento ma non in termini di suono.
      Non ti confondere.
      La somma ITB fatta dal tuo software e monitorata propriamente è il miglior assetto qualitativo che puoi raggiungere. Farla passare attraverso un DAC qualsiasi per imprimere un "nonsochè" e poi da un ADC ancora peggio come lo Zoom aggiunge solo 2 passaggi di distorsione che a mio avviso non apportano alcun beneficio, anzi... Il discorso cambia se sommi in analogico o se adoperi hardware esterno. In quel caso sei obbligato ad uscire e rientrare, ma la qualità di conversione resta la metà dell'opera per non vanificare le positività dell'essere out of the box.
      se vendete il database mi incazzo.

      lux wrote:

      avere una UAD ti garantisce degli ascolti ottimali con degli ottimi monitor ma il file definitivo non ha niente a che fare con tali ascolti perché avviene prima, cioè dentro al computer quindi avrà una corrispondenza in termini di bilanciamento ma non in termini di suono.

      E' esatto quello che dici, più che "bilanciamento" una buona interfaccia ti farà ascoltare con una buona fedeltà, e il tuo orecchio coglierà meglio certe sfumature su cui intervenire in mix, in particolare la dinamica e il dettaglio dei suoni, semplicemente questo.
      Attenzione invece per il discorso dello Zoom: se esci da una buona interfaccia fai una buona conversione DA (e poi parliamo della convenienza) ma se entri nello Zoom fai una mediocre conversione AD, in quanto apparato digitale, per registrare anche lui deve per forza fare una nuova conversione da analogico digitale, e la fa con i suoi convertitori che vanificano il senso di averne dei buoni in uscita.
      Ha più senso rientrare in altri 2 canali dell'interfaccia audio, che ti farebbe una conversione AD sempre con i suoi convertitori di qualità, per rientrare in una traccia stereo del tuo sequencer perdendo il meno possibile e senza chiamare in causa periferiche esterne che avrebbero per forza di cose convertitori peggiori.
      Poi come suggeriva sopra loyuit, anziché uscire e rientrare semplicemente, puoi approfittare del passaggio per passare anche attraverso dell'hardware, a partire da un buon pre stereo "caratteristico" che arricchisca un pochino il suono, un eq, un compressore con impostazioni lievi che aggiunga colore oltre a limare qualche picco, che sul master non sarebbe male.
      Così rientri effettivamente con un suono arricchito da una circuiteria esterna.
      Il senso di fare un passaggio solo per la conversione, si può invece spiegare così: se usi degli strumenti virtuali, o campioni anche di qualità, sarà roba che nasce in digtale o che è stata campionata con ottimi convertitori ma diversi dai tuoi. Se hai buoni convertitori, per amalgamare il suono di queste tracce a quelle che riprendi nel tuo studio, può avere senso fare un passaggio esterno, così passano dai tuoi convertitori.
      Ma è da provare, non è garantito alcun beneficio.
      Attenzione: una conversione è sempre peggiorativa, include approssimazioni calcolate matematicamente per tramutare zeri e uno in un segnale analogico e viceversa, è un processo che, se i convertitori sono buoni, cerca di lasciare il più possibile intatto il suono originale, ma perde sempre qualcosa.
      Per questo ti dico che farla fine a se stessa non sempre ha senso, è invece già più giustificata se hai un outboard che ti migliora veramente il suono, o che ha senso usare, se tu passi da una coppia di pre/eq della Neve e ritocchi alcune frequenze, magari senti che ne vale la pena perché fai esternamente qualcosa che è meglio di quando si fa coi plugin.
      Riguardo il sommatore analogico, devi avere un convertitore in uscita con molti canali, perché ha senso se esci almeno con 8 o meglio 16 segnali separati per sommarli esternamente e rientrare con 2.
      E anche in questo caso il vantaggio non sta nella conversione, ma proprio nella somma analogica, se il sommatore è di qualità. Ma anche qui c'è tanto da dire, non tutti sono rimasti affascinati dalla somma analogica, lo testimoniano certi professionisti che ormai anche potendosi permettere sommatori e outboard du qualsiasi costo, lavorano tutto ITB e producono hit internazionali che suonano alla pari di quelle fatte con l'hardware.
      Quindi tutto va valutato non solo in base al budget, tempo, ma anche al tuo metodo e ai risultati che riesci a ottenere in un modo e nell'altro.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Bene, ringrazio tutti per la qualità delle risposte. Tenendo conto di quanto mi dite mi pare che la soluzione UAD sia ottimale perché oltre a poter usare delle ottime emulazioni di hardware in ripresa posso utilizzare le medesime anche in finalizzazione. Il piccolo studio servirà al mio lavoro (scrittura di musiche per cinema) ma anche a quello di mio figlio che produce basi trap. Quindi molte cose, a parte le riprese delle voci, saranno risolte ITB.

      Approfitto della vostra esperienza e della vostra gentilezza per chiedervi un parere tra monitor Dynaudio BM5 MKIII oppure Neumann KH 120 A (le prime mi sono state indicate perché raggiungono frequenze sotto i 60 Hz e per il rap evitano l'acquisto di un sub), e tra un mic Warm Audio WA 47 Jr. oppure Aston Origin. Ed è proprio tutto per ora.
      E' una delle migliori interfacce, ti troverai bene, ma non contare troppo sulle emulazioni, pur sempre emulazioni sono.
      Conta molto di più ripassare da premp (o altro hardware) di fascia alta, se proprio vuoi fare il giochino di uscire dai convertitori e rientrare, e in ogni caso un buon pre o channel strip per la ripresa delle voci lo consiglierei, per quanto quelli a bordo della UAD possano essere belli, i pre dedicati di fascia alta sono anni luce sopra, in termini di dettaglio, dinamica e tutto il resto.
      Chiaramente dipende anche dal budget, se è limitato rivaluterei la UAD con altro, a meno che tu non sia interessato seriamente anche ai plugin di Universal Audio, nel caso ti serve quella.

      Per le altre domande non so darti consigli, ma ti conviene aprire altri due 3ad specifici così che anche gli altri utenti possano essere coinvolti.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.