Registrare suono da testata JCM 800

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      Registrare suono da testata JCM 800

      Ciao a tutti!
      In garage ho un Marshall JCM 800 Lead series 1982 testata + cassa acquistato verso la fine degli anni 80. Ho ricordi bellissimi di un tempo che non tornerà più ;( e quindi non ho intenzione di venderlo ma mi dispiace anche lasciarlo in garage.
      E' la versione semplice (toni, volumi master - pre amp e due ingressi low, high).
      Sto valutando se ha senso portarlo in studio. E' parecchio ingombrante e per dare il meglio di sè e saturare le valvole dovrei suonarlo a volumi alti (cosa improponibile).
      Mi chiedevo (mi scuso se scrivo una stupidaggine) se potessi usarlo in fase di registrazione. Cioè usare in qualche modo il suono che esce dall'amplificatore, entrare nell'interfaccia audio e poi processarlo con gli effetti che ho nel DAW? Dall'amplificatore ho solamente l'uscita che va alla cassa e un selettore di impedenza.
      Grazie per i consigli!
      Ciao,
      Manuel
      Nell'ultimo periodo mi sto informando molto a riguardo.
      Sono incappato nel mondo delle load-box con simulatore di speaker. In pratica connetti la testata alla load-box (che fa da carico al posto della cassa reale) e aggiungi al suono della testata delle simulazioni di cassa e microfoni tramite software/app, tutto collegabile alla scheda audio o impianto esterno.

      Two Notes Torpedo Captor X

      Universal Audio OX

      Boss Tube Amp Expander

      Ce ne sono altri ma questi sono considerate le best. A prezzi siamo decisamente in alto. Ognuno ha delle feature che potrebbero più o meno fare al caso tuo (effetti, MIDI, attenuatore, uscite XLR, eq), in base all'utilizzo che ne vorresti fare.

      Mi piacerebbe sapere se qualcuno li ha provati e come si è trovato. Ne vale la pena per registrare il proprio bestione da 100 watt in cameretta e ottenere qualcosa di MOLTO BUONO? Fanno davvero questa magia o bisogna tenere comunque in conto numerosi compromessi?

      Post was edited 1 time, last by “Simellou” ().

      Mesa Boogie fa un prodotto dedicato alla chitarra che ha già degli impulsi caricati e ci sono prove anche importanti che ne decantano le qualità.

      Altrimenti la soluzione che puoi affrontare è costruirti una cassa isolata, di gran lunga la soluzione meglio suonante ma più complessa.
      In sostanza una grossa cassa chiusa imbottita di lana di roccia e molti strati di isolamenso acustico, e al centro una cassa chiusa (quindi due volumi separati) un cono montato sul divisorio e i microfoni già montati all'interno, con i cavi che escono etc..







      Non ne ho mai provata una ma non so quanto sia meglio suonante rispetto ad una load-box.
      Seppur registrando in close miking l'ambiente circostante svolge un ruolo importante e all'interno di questi scatoloni iper-mega-asciutti non so come venga influenzato il suono catturato dal mic.
      L'ho buttata lì ma non sono certo a riguardo. Change my mind! 8o

      Post was edited 1 time, last by “Simellou” ().

      Io ti dico la mia ma tutti mi diranno che sbaglio, te lo dico perché credo che tu faccia home recording come me per registrare la tua musica.
      Ho le mie belle testate (tra cui una JCM 800) nella mia stanza dove registro ma se devo registrare una chitarra vado in diretta sulla scheda audio... meno sbattimenti, il risultato mi soddisfa e soprattutto risparmio tempo che posso dedicare alla musica.

      Manuel74 wrote:


      E' la versione semplice (toni, volumi master - pre amp e due ingressi low, high).


      Questa non è la versione semplice, è la JCM 800 che suona meglio, quella più ricercata, quella che spacca :evil:

      Post was edited 1 time, last by “zuz” ().

      Se il tuo obiettivo è registrare la tua JCM 800 e non ha il send return, e non puoi/vuoi collegarla a un cabinet microfonato in studio, allora quoto @Simellou : serve una load box.

      Noi di solito però non usiamo IR integrati (anche se sono sicuramente comodi), ma registriamo solo il segnale in uscita da poweramp per aggiungere altro dopo.

      Eviterei la soluzione della cassa isolata: non sono d'accordo che sia la soluzione migliore in termini di suono, anzi la considero solo un gran compromesso che non suonerà mai come un cabinet normale microfonato in una stanza. Vale la regola che, anche se lo speaker è più importante del cabinet ("il canarino è più importante della gabbia"), il cabinet conta.

      Opinione personale: riprendere il finale di potenza per poi metterci un IR è un po' come l*cc*re la fi*a con le mutandine. Negli ultimi anni mi è capitato più spesso di registrare direttamente dal send e poi applicare librerie Nebula (campionamento di poweramp/cabinet/mic/micpre), oppure di non registrare affatto la testata e fare tutto itb.

      Quindi quoto anche @zuz : registrare il segnale (la DI) della chitarra è la soluzione più semplice, e puoi decidere dopo come fare reamping (con ampli vero o plugin).

      PS: complimenti per la JCM.
      Se non puoi piazzarci un paio di mic davanti e non puoi tirare le valvole finali ti conviene usare una simulazione entrando direttamente nella scheda audio.
      ...ma io lo so chi è Mark Lanegan, arrogante bottegaio indegno della roba che vendi qui dentro, alternativo dei miei coglioni che quando io ascoltavo i Dead Kennedys tu nemmeno ti facevi le pippe...

      zuz wrote:


      Questa non è la versione semplice, è la JCM 800 che suona meglio, quella più ricercata, quella che spacca :evil:

      Sì è vero, spaccava di brutto. Ricordo quando suonavamo in giro la fatica per portarmelo dietro ma quello che usciva dai 4 celestion era massiccio! Sarà 15 anni che è spento...speriamo bene per le valvole.

      Grazie a tutti per gli ottimi consigli!
      Come primo passo me lo porto in studio, alzo i volumi e registro i decibel all'esterno. La stanza è comunque trattata acusticamente.
      Poi passo al microfono. Ho un AKG P120.
      Poi eventualmente passo alla load box.
      Finora ho usato un ampli line 6, lo spider V 240 mkii. Da quello entro nell'interfaccia, a volte con il suono già processato dal line 6 (che comunque in fatto di emulazione di testate non è male), a volte pulito e aggiungo gli effetti dal daw...in ogni caso tutto molto semplice e pulito.

      mark88 wrote:

      lo spider è bello ma se ricordo bene non puoi togliere la simulazione cassa interna che fa schifo. se invece puoi avere il segnale senza cassa allora si, ci metti voxengo boogex e un impulso scaricato dai tanti free online.


      Tutti i Line6 che ho provato/ascoltato hanno problemi seri sulle alte. Ci sono musicisti bravissimi che li usano, ma non cercherei di sostituire un JCM 800 vero con un Helix senza simulazione di cassa, figuriamoci con uno spider. Il problema è nei modelli, non negli IR.

      mark88 wrote:

      l ci metti voxengo boogex


      +1 per Voxengo Boogex come IR loader.

      Quoto @novalium.
      Nessuno che mette in dubbio il fatto che tirare il finale serva... mmm.

      Stiamo parlando di una JCM800, non di una testata NMV (tipo 1959, 1987x). Il master volume ce l'hanno messo apposta proprio per ottenere distorsione a volumi ragionevoli.

      Io stesso ci sono passato (basta leggere alcuni miei vecchi post), e anche se il controllo di volume spesso agisce anche da tono, non 'e che portando il finale in distorsione poi escono le conigliette di playboy, anzi spesso ti porti dietro solo problemi.

      Post was edited 1 time, last by “davidosky” ().

      Di quali problemi parli @davidosky?

      La differenza tra il tenere una 800 a 4 di volume (poi dipende da cosa intendiamo come ragionevole. In una stanza al 4 già la 800 si fa sentire) rispetto a 8/9 a me sembra abissale! Anche per la quantità di distorsione che ne esce.
      Sono bestioni il cui suono viene fuori dal finale, il pre manda solo degli avvertimenti al tuo timpano. 8o

      Simellou wrote:

      Di quali problemi parli @davidosky?

      La differenza tra il tenere una 800 a 4 di volume (poi dipende da cosa intendiamo come ragionevole. In una stanza al 4 già la 800 si fa sentire) rispetto a 8/9 a me sembra abissale! Anche per la quantità di distorsione che ne esce.
      Sono bestioni il cui suono viene fuori dal finale, il pre manda solo degli avvertimenti al tuo timpano. 8o


      Parlo di compressione indesiderata, perdita di botta sulle basse (vedi compressione) e l'impressione di suono meno largo in frequenza. Sono cose di cui ti accorgi facendo molti confronti, matchando di volume regolazioni diverse.
      Anche la distorsione di cui parli, ovviamente la puoi ottenere anche mettendo il finale a 11. La domanda 'e, ne vale la pena? E la risposta 'e molto spesso no, visto che hai il gain che 'e un controllo di preamp.

      Aggiungo anche che benche' non abbia una JCM800 ho notato questo comportamento su altre testate che possiedo da diversi anni, Marshall 1959, Bogner XTC, Mesa Dual Rectifer, Soldano SLO, ADA MP1 + VHT Classic. Ho anche un bellissimo attenuatore di potenza (Aracom DAG).

      Post was edited 1 time, last by “davidosky” ().

      davidosky wrote:

      Nessuno che mette in dubbio il fatto che tirare il finale serva... mmm.

      Stiamo parlando di una JCM800, non di una testata NMV (tipo 1959, 1987x). Il master volume ce l'hanno messo apposta proprio per ottenere distorsione a volumi ragionevoli.

      Io stesso ci sono passato (basta leggere alcuni miei vecchi post), e anche se il controllo di volume spesso agisce anche da tono, non 'e che portando il finale in distorsione poi escono le conigliette di playboy, anzi spesso ti porti dietro solo problemi.


      Quoto.

      Dipende dal risultato che vuoi ottenere.
      Spesso sulle JCM800 e similari, andare oltre un tot di saturazione delle finali diventa solo controproducente.

      Personalmente ho due settaggi principali sulla mia JMP (che è il progetto originale da cui hanno poi fatto la 800, quindi è sostanzialmente la stessa testata):

      1:
      - gain da 7 a 10, in base alla quantità di distorsione necessaria, al filtraggio della banda (che cambia in base alla quantità di gain) ed alla catena precedente;
      - volume da 2 ad un max di 5, ma più facilmente tra 2 e 3.

      2:
      - volume da 7 a 10;
      - gain in base alla saturazione da aggiungere/raggiungere.

      La soluzione 1 è quella che uso il 95% delle volte; la 2 quel 5% delle volte in cui posso cercare un suono più sporco e sgranato, diciamo più rock old school e meno modern.
      Anche in quel caso a 10 di volume non arrivo praticamente mai, perché la testata si chiude e si imballa e la dinamica è completamente persa.
      Giampiero Ulacco
      Producer - Engineer


      Personal WebSite

      Hologram Studios
      Mi ritrovo assolutamente in quello che dite.
      Però ho un paio di dubbi. A parte l'"imballamento" quando si tira il volume a 10 (effettivamente troppo) ma mettiamo di scendere di due/tre tacche (7/8): la compressione sulle basse, il focus maggiore sulle medie con quel "tong tong" non è l'obiettivo che si vuole raggiungere possedendo una testata del genere? Non scava meglio il mix?
      Sicuramente sarà più old school come sound ma credo che da una testa di questo tipo (Plexi, JCM...) quello è il suono che dovresti voler tirar fuori. Per altre sonorità ci sono altri ampli che fanno meglio il lavoro, anche restando in casa Marshall.

      Oppure si possono implementare degli accorgimenti in post-produzione, in caso di volumi bassi, per dargli vita come farebbero quei valvoloni bollenti?
      Quoto @PAPEdROGA e ovviamente @davidosky (che ha/abbiamo una 1959, non una JCM800).

      Simellou wrote:

      Nell'ultimo periodo mi sto informando molto a riguardo.


      Simellou wrote:

      Di quali problemi parli @davidosky?
      Sono bestioni il cui suono viene fuori dal finale, il pre manda solo degli avvertimenti al tuo timpano. 8o


      E' meglio se espliciti cosa hai provato e cosa hai letto su internet...

      Dipende da come lo regoli, ma in linea di massima, per un ampli con MV quest'affermazione è falsa (ma lo è anche per una NMV: anche le plexi hanno una sezione di preamp, e non è lì per sbaglio).

      In un amplificatore "moderno" (e il JCM800 può essere considerato uno tra i primi, se non il primo) il suono è fatto principalmente dal preamp, mentre il finale dovrebbe avere il solo l'obiettivo di spingere gli speaker. Un finale di potenza ideale non dovrebbe fare nient'altro che amplificare il segnale in uscita dal preamp senza modificare il timbro. Poi nella realtà ci sono di mezzo i limiti del finale di potenza e l'interazione tra finale e cassa (o altro carico reattivo) che aggiungeranno si è no quel 5% di suono quando lavora bene. Quando lavora male sarà più di quel 5%, ma appunto sta lavorando male.

      Riguardo ai volumi ragionevoli, per una ampli da 100w + 4x12 si tratta comunque di volumi alti a mio parere, per i quali sarebbe meglio avere dei tappi se si resta nella stessa stanza. Ma l'obiettivo è comunque muovere gli speaker, non portare il finale in distorsione.

      Sempre riguardo alla "magia" del finale in distorsione: per merito di questa leggenda, adesso stanno andando di moda gli amplificatori con meno watt e i powerload. Ma, oltre ad avere bellezza opinabile, risposte grezze di questo tipo si possono ottenere molto bene riducendo gli stadi gain del preamp e spingendoli di più.

      EDIT: @Simellou: vedo adesso il tuo ultimo post, ma il contenuto di questo dovrebbe essere ancora valido.
      Possiedo una 1959 SLP Reissue (con modifica MV), una 6100, una JCM 800 2204, un 1974x (questi ultimi due sono cloni).

      Tranne per la 6100 il suono che personalmente voglio ottenere da questi amplificatori comincia ad arrivare dal volume 5/6 in poi.
      Il suono si lega di più, viene compresso, la distorsione delle valvole aggiunge armoniche a go-go. Inoltre si aggiunge un'altra variabile alla modifica del suono quando vai a cambiare modello e marca delle valvole finali.
      Anche attenuando un ampli in queste condizioni, quindi diminuendo la spinta sugli speaker, il suono rimane diverso (migliore, a mio parere) rispetto al solo pre allo stesso volume. Se il finale non lavora il suono risulta più piatto, più sferragliante.
      Probabilmente, come accennava Papedroga, più adatto a sonorità moderne.

      Premetto di essere in parte ignorante riguardo alla costruzione e al funzionamento degli amplificatori.
      So che un pre-amplificatore va a modellare il suono di partenza ma non bistratterei così il ruolo del finale in questi amplificatori.

      Non credo sia proprio una leggenda ma sono apertissimo a cambiare idea :D

      Quello su cui mi sto informando molto è riguardo le load-box. Vorrei capire se permettono di GODERE del suono di un ampli a cannella pur aggiungendoci delle simulazioni di speaker e un importante riduzione del volume.
      La mia indecisione è tra:
      - Utilizzo di attenuatore e registrazione con mic. Provato con un attenuatore fai-da-te e per grandi riduzioni di volume il suono peggiora notevolmente. Magari con un attenuatore di qualità questo non succede ma anche il prezzo sale quindi a questo punto magari è meglio:
      - Utilizzo di una load-box con simulazioni.
      - Gran compromesso e utilizzo di plugin quali Guitar Rig e Amplitube. Riesco a cacciarci fuori alcuni bei suoni ma è sempre una grande battaglia.

      Post was edited 1 time, last by “Simellou” ().

      Più che leggenda, si tratta di definire cosa è "bello" e cosa è "brutto".

      I produttori di ampli fanno ancora le loro testate migliori a 100w (se non di più) con componenti correttamente dimensionati (es: trasformatori di uscita) per avere tanta dinamica, potenza "pulita", headroom, sicuramente non per farci sanguinare le orecchie pur di avere le finali in saturazione.

      La headroom e' proprio il criterio per distinguere, e basta tirare in ballo a titolo di esempio un finale brutto (Dual Rectifier: tende a comprimere e restringere la banda in uscita molto facilmente) e uno bello (Soldano SLO 100: bellissimo finale hi-fi, il timbro non cambia fino a 7 di volume) per farsi un'idea.
      Lo dico perchè abbiamo provato e registrato negli anni queste testate a tutti i volumi possibili e pensando inizialmente che tenere il volume alto a tutti i costi fosse la cosa migliore.

      Dave Friedman ne parla velocemente qui con Mike Soldano, e conoscendo entrambe le testate è davvero chiaro cosa intende per "much weaker/crappier". Eppure il finale della Mesa satura/comprime e ridure la banda mooooolto facilmente, perchè lo considerano così brutto?

      Restando sui Marshall, il finale di una 1959 SLP non è certo sottodimensionato, e quasi certamente non lo è nemmeno quello di una JCM (e se sì non è stato fatto di sicuro di proposito). Mi pare evidente l'obiettivo ma hey i gusti sono gusti, non è bello ciò che è bello, figuriamoci ciò che è brutto. Ognuno ha il diritto di pensare e fare quello che ne ha voglia.

      Cheers

      PS: quando ho letto cannella e godere mi sono sentito catapultato in oratorio...