chitarra nuova

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      nucho2000 ha scritto:

      Scusate,ma giudicare il lavoro di un insegnante dalle parole un post mi sembra alquanto azzardato,e poco rispettoso del lavoro degli altri.
      Uno strumento si può apprendere anche attraverso lo studio di brani facili,e la tecnica e la teoria si può fare anche sugli stessi pezzi;e il tutto dipende molto dal genere che si va ad affrontare.
      Premettendo che più cose si sanno sullo strumento e meglio è e che alcune tecniche e metodi di studio sono comuni a tutti i tipi di chitarre,secondo me quello che suggerisce per esempio VSmolsky è un metodo (validissimo) di approccio alla chitarra jazz o moderna,o come volete chiamarla,in cui la finalità è la formazione di un chitarrista che suona in un certo modo e con specifiche peculiarità.Se io vado a lezione di fingerpicking l'approccio sarà sicuramente differente,se voglio imparare la chitarra flamenca neanche un punto di quelli elencati da VSmolsky verrà affrontato ma non per questo non c'è una metodologia dietro.

      Scusate l'intromissione

      Io ho fatto l'insegnante di chitarra per tanti anni.
      Di solito si cura prima l'impostazione, il suono, il tempo e un minimo di divisione se non i rudimenti della lettura.
      Se vai avanti a suonare dei brani senza aver definito l'impostazione tecnica, prima o poi trovi dei brani che richiedono qualcosa che non puoi fare perchè la mano è troppo rigida o perchè non hai sviluppato l'indipendenza tra le dita, o perchè non sai quale capotasto utilizzare per eseguire con la giusta diteggiatura quella determinata frase etc etc etc.....
      E sopratutto, dopo che sono anni che suoni con le dita storte, difficilmente avrai la pazienza di ricominciare da zero e imparare a suonare per bene il tuo strumento.
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      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      queli sarebbero i generi in cui la teoria non sarebbe indispensabile?
      ecco perchè ci ritroviamo con gente sempre meno competente nell'ambiente musicale, quelli che "sanno tutto" senza aver studiato niente....bellissima come cosa, non ho mai studiato legge però a forum le azzecco tutte :D

      @nuchonumero
      potresti risparmiarci le sciocchezze :)

      nucho2000 ha scritto:

      ,la teoria musicale è importante ma ci sono generi dove non è indispensabile conoscerla

      :D .....quali?

      lucandro ha scritto:

      passare prima per lo studio di pezzi secondo voi non va assolutamente bene?

      dipende se i pezzi sono "strumentali" all'insegnamento.
      Mediamente vengono proposti esercizi di tecnica a inizio dei corsi (come si diceva per "slegare" le mani :) ) e di pari passo serve avere dei rudimenti di teoria...diversamente e' difficile capire i pezzi che farai. Poi ci sta' anche che per rompere la monotonia dell'esercizio si propongano dei brani che alleggeriscono un po' lo studio..basta che siano del livello giusto per l'allievo e che magari siano spunto per imparare qualcosa (tecnica, teoria...)
      imho

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “zeus@homestudio” ().

      Prima di tutto io non ho detto che non bisogna avere una base,che non va fatto uno studio tecnico sullo strumento e che non bisogna conoscere le basi della teoria musicale,ho solo detto che è stato proposto al malcapitato un metodo che forma un certo tipo di chitarrista,e che esistono diversi approcci allo strumento.
      Io suono la chitarra flamenca è anni che la studio e non sono solito fare cose a cazzo,solo negli ultimi tempi si stanno affacciando metodi di insegnamento che prevedono la lettura e la conoscenza della teoria,ma da 100 anni a questa parte la trasmissione è,per le peculiarità del genere e la difficoltà di trascrizione,orale quindi niente teoria musicale ma studio del linguaggio in se.
      Con Il mio intervento volevo solo dire che esistono approcci differenti e non meno validi,e che giudicare il lavoro di qualcuno in questo modo è azzardato.

      @imlucca
      spiritoso,peccato perché dici anche cose interessanti e la discussione poteva prendere una piega utile.
      Ma non dispero

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “nucho2000” ().

      nucho2000 ha scritto:

      Come ho affermato anche prima ,la teoria musicale è importante ma ci sono generi dove non è indispensabile conoscerla

      l'hai scritto tu mica qualcun altro

      se poi non te ne fossi ancora accorto, la discussione ha preso una piega ben diversa da quella del giudizio sulla guit acquistata
      infatti si stanno mettendo in campo cose importantissime (non sto a ripetere le cose già dette da me e da altri) che possono sicuramente aiutare il ragazzo.

      poi arriva il genio 8o
      Secondo me il maestro a cui si è rivolto lucandro ha voluto soddisfare la voglia che hanno tutti coloro che prendono in mano uno strumento per la prima volta, e cioè suonare delle canzoni! Piuttosto che proporgli 6 noiosissimi mesi di esercizi, giri armonici, teoria, è partito subito con il repertorio.
      A questo però avrebbe dovuto affiancare anche altro. La teoria è importantissima, perchè ti devi innanzitutto formare come musicista, cioè come persona che capisce la musica, e non come chitarraro. Una volta acquisti questi concetti, premere i tasti sul manico di una chitarra, sulla tastiera di un pianoforte o sulle corde di un violino, poco cambia. E' sempre musica!!
      Idem per quanto riguarda l'improvvisazione. Una volta che ti costruisci un discreto repertorio, improvvisare non è più una impresa, perchè si tratta di prendere delle frasi che hai sentito in altri brani e hai fatto tue, e riordinarle secondo i tuoi gusti.

      Generi in cui la teoria non è importante non ne conosco. Si può suonare senza conoscere la teoria, questo si, ma diventa un suonare a pappagallo, cosa che si può fare anche da autodidatti: apri GuitarPro, ti metti di fronte una TAB e inizi a suonare senza sapere cosa stai suonando. Se vado da un maestro è per capire come mai scelgo certe note e non certe altre...quello per me è il minimo sindacale!

      imlucca ha scritto:

      le metodologie sono tante ma le cose da imparare, almeno all'inizio, sono SEMPRE LE STESSE
      Concordo, infatti confrontandomi con altri ragazzi che andavano da altri insegnanti mi sono reso conto che gli argomenti affrontati erano sempre quelli. Possono leggermente cambiare gli esercizi proposti, alcuni sono più efficaci di altri per memorizzare e sciogliere le dita, ma gli argomenti no.

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “VSmolsky” ().

      VSmolsky ha scritto:

      Secondo me il maestro a cui si è rivolto lucandro ha voluto soddisfare la voglia che hanno tutti coloro che prendono in mano uno strumento per la prima volta, e cioè suonare delle canzoni! Piuttosto che proporgli 6 noiosissimi mesi di esercizi, giri armonici, teoria, è partito subito con il repertorio.
      A questo però avrebbe dovuto affiancare anche altro. La teoria è importantissima, perchè ti devi innanzitutto formare come musicista, cioè come persona che capisce la musica, e non come chitarraro. Una volta acquisti questi concetti, premere i tasti sul manico di una chitarra, sulla tastiera di un pianoforte o sulle corde di un violino, poco cambia. E' sempre musica!!
      Idem per quanto riguarda l'improvvisazione. Una volta che ti costruisci un discreto repertorio, improvvisare non è più una impresa, perchè si tratta di prendere delle frasi che hai sentito in altri brani e hai fatto tue, e riordinarle secondo i tuoi gusti.

      imlucca ha scritto:

      le metodologie sono tante ma le cose da imparare, almeno all'inizio, sono SEMPRE LE STESSE
      Concordo, infatti confrontandomi con altri ragazzi che andavano da altri insegnanti mi sono reso conto che gli argomenti affrontati erano sempre quelli. Possono leggermente cambiare gli esercizi proposti, alcuni sono più efficaci di altri per memorizzare e sciogliere le dita, ma gli argomenti no.


      Ma infatti dipende dagli obiettivi che ti poni nell'andare da un maestro: se vuoi imparare a strimpellare va bene qualsiasi metodo ma, se vuoi imparare a suonare uno strumento, l'impostazione è conditio sine qua non......
      Non puoi suonare chopin se non sai fare la cascata, non puoi suonare paco de lucia se non sai fare un rasgueado, non puoi suonare malmsteen se hai la mano e le dita storte e non usi il mignolo, a meno che non ti chiami django di nome e reinardht di cognome.... :D
      Le mie foto...
      SenzaLegge
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      Orecchie funzionanti e studio sonorizzato come Cristo comanda...
      Imparare a suonare bene è una cosa terribilmente faticosa, richiede impegno e sacrifici per anni, se così non fosse saremmo tutti bravi.

      Poi arrivare a divertirsi con uno strumento ci si può arrivare in tanti modi, ma è un altro discorso.

      Ritornando al tema del 3d secondo me la cosa va vista nell'ottica del rapporto qualità/prezzo, chitarre 10 volte più costose non suonano meglio in proporzione...... ma sempre molto meglio sono, poi se valga la pena spendere molto ognuno lo valuta secondo le proprie possibilità/necessità/gas.

      In ogni caso, come in ogni campo, arrivati ad un certo livello per avere pochissimo di più devi spendere moltissimo di più.

      batman3 ha scritto:

      In ogni caso, come in ogni campo, arrivati ad un certo livello per avere pochissimo di più devi spendere moltissimo di più.
      Quanta verità in queste parole! Ti stringo la mano virtualmente :thumbsup: In moltissimi casi, non si parla neanche di migliore o di peggiore, ma solo di diverso, un pelino diverso, sfumature che ci ascolta 9 volte su 10 neanche riesce a cogliere.

      Però dentro l'ecosistema "chitarre", con tutto ciò ci ruota intorno (pedali, pickup, ampli), complice il passaparola di internet e annunci del tipo "Suono splendido, niente a che fare con le recenti produzioni", i polli disposti a fare follie sono in tanti, troppi.
      Ovviamente non mi riferisco più a Epiphone vs. Gibson, perchè lì il salto di qualità è sensibile, ma a paranoie del tipo oggetto in produzione vs. oggetto vintage fuori produzione, oggetto commerciale vs. oggetto boutique.
      la cosa più importante però non è stata detta
      e cioò che ad un certo punto, dove i prezzi delle guit si eguagliano quasi (quindi non concordo con "per avere pochissimo di più devi spendere moltissimo di più) la questione è totalmente diversa
      è il feeling che si trova con quella determinata guit
      provi 10 gibson ma poi ce n'è una che ti piace di più delle altre....eppure hai provato tutti modelli che ti sembravano essere uguali (per le tue tasche intendo), com'è sta cosa?
      non è che una suoni meglio dell'altra è solo che una fa più al caso tuo, ti calza meglio, c'è feeling
      Certo, è vero, la TUA chitarra a parità di fascia di prezzo è quella che ti segue meglio, quella con cui appunto la persona ha più feeling, ma questa è una faccenda personale da non confondere con la qualità intrinseca dell' oggertto in sè (tant'è vero che quella con cui ho più feeling io magari ad un altro non risulta proprio).

      Tutto questo ovviamente senza contare il valore del marchio, la rivendibilità, la tenuta dell'usato ecc. sennò si entra in un ginepraio inestricabile.

      A titolo di esempio: un obiettivo fotografico supponiamo costi 500 euro, a parità di focale e marca uno migliore ne costa 1000, poi se vuoi ancora meglio passi a 4000, magari per avere solo uno stop in più. Poi una persona può preferire un'altra marca, dove però incontrerà lo stesso scale up.

      VSmolsky ha scritto:


      Però dentro l'ecosistema "chitarre", con tutto ciò ci ruota intorno (pedali, pickup, ampli), complice il passaparola di internet e annunci del tipo "Suono splendido, niente a che fare con le recenti produzioni", i polli disposti a fare follie sono in tanti, troppi.
      Ovviamente non mi riferisco più a Epiphone vs. Gibson, perchè lì il salto di qualità è sensibile, ma a paranoie del tipo oggetto in produzione vs. oggetto vintage fuori produzione, oggetto commerciale vs. oggetto boutique.


      Dipende amico mio.
      Dipende da che cosa si intende per vintage e non, per Gibson ed Epiphone. Quali sono le chitarre in gioco.
      Dipende se l'oggetto del confronto è la qualità intrinseca ove regna l'oggettività o l'attrezzo migliore per me, per te o per qualcun altro, ove regna la soggettività.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio
      He he.
      La risposta alla tua domanda, in un forum virtuale italiano, ha la stessa consistenza di un elefante che cammina su filo di nylon sopra un burrone.
      In altre parole scatta il Far West nel giro di pochi secondi.

      Per me?
      è molto semplice. Dinamica, ricchezza timbrica, ricchezza armonica, attacco, sustain e suonabilità. Stop.
      Queste sono le uniche cose che tengo in considerazione quando giudico una chitarra.
      Marche, colore, peso, legni, vernici, pick up, data di fabbricazione e bla bla, tutte cose interessanti, ma per me rimangono chiacchere.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      dancok ha scritto:

      In altre parole scatta il Far West nel giro di pochi secondi.

      :D
      ma infatti la mia era una domanda un po' provocatoria :)
      Si sente sempre dire feeling, che e' giusto, ma all''atto pratico sarebbe bene anche capire quali sono le caratteristiche che personalmente ci fanno dire che con una chitarra si ha un feeling migliore :)

      Un altro aspetto e' anche quanta esperienza si ha nel suonare, se adesso suono una delle mie prime chitarre mi chiedo come facevo a trovarmi bene.
      Dico questo anche un po' per tornare alla richiesta di parere di Lucandro, ovvero prima di trovare quella giusta devi fare un po' di esperienza, migliorare la tua tecnica e provarne un po'
      ......sto' sempre parlando di chitarre eh? :D :D

      Lato mio, quando provo una chitarra la conformazione del manico e' prima cosa che mi fa' smettere subito di provarla o che mi invoglia a continuare.
      Poi ci sono i compromessi, es: la suonabilita' non e' proprio ottimale per i miei gusti ma il suono e' ottimo
      In quesi casi la scegli lo stesso perche' e' un suono che vuoi ..ma sai gia' che dovrai faticare un po' prima di abituarti a suoanrla.

      dancok ha scritto:

      Marche, colore, peso, legni, vernici, pick up, data di fabbricazione e bla bla, tutte cose interessanti, ma per me rimangono chiacchere.

      idem. Anche se peso e legni hanno la loro influenza ma alla fine li senti direttamente suonandola...poi i pickup si cambiano :D
      Esattamente. Occorre esperienza per poter constatare la bontà di una chitarra, come di un qualsiasi altro strumento.
      Esperienza nel saper suonare ed esperienza d'orecchio. Sensibilità verso certi dettagli che poi fanno un'enorme differenza.
      Soprattutto in un'ottica di recording e mixing.

      Già da spenta una chitarra elettrica ti anticipa come suonerà. Non c'è manco bisogno di attaccarla ad un amplificatore.

      L'acero è bright e tagliente e il palissandro è scuro e morbido? Forse, ma prima suono e poi te lo dico, giustificando il perchè e il percome.
      Le considerazioni su legni, modelli, pick up e quant'altro vengono sempre dopo. Figuriamoci le marche.
      Analog and digital mixing.
      Blues Cave Studio

      Il messaggio è stato modificata 1 volte, ultima modifica da “dancok” ().