Bibbia del riverbero?

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      Flavio (ex fbin) wrote:

      QUESTO mi sembra una buona base.

      Per chi è a digiuno sì, ma trovo che abbia almeno un paio di passaggi imprecisi, quello su pre-delay dove non dice le uniche cose importanti che sarebbero da dire, e il mix wet/dry su cui torna più volte dandogli rilevanza, anche se insegna a usare il riverbero in mandata, quindi crea solo confusione.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Grazie delle risposte. Non ero proprio così tanto a digiuno, comunque rimettere in ordine i concetti serve sempre.
      Cercavo qualcosa con tecniche da sperimentare. Il massimo sarebbe avere esempi di canzoni famose e metodo per mettere riverberi simili. Così da capire un po' nella pratica.
      Poi sto facendo considerazioni sul fatto di equalizzare il riverbero, nel senso che nelle mie canzoni gli alti mi pare meglio se sono corti e i bassi meglio se non ci sono. Così pare a me, ma se ci fosse documentazione potrei fare esperienze più alla svelta.
      Mi associo e resto in ascolto, perché in tanti anni di tecniche ne ho viste diverse, tutte interessanti ma varie e differenti, con poche regole.
      Forse la verità è che di regole non ce ne sono, però qualche punto cardinale di riferimento aiuterebbe a fare chiarezza almeno nella partenza, per evitare strani miscugli, delle logiche di base ci sono.
      Le tecniche più belle sono miste, una voce può avere sia una room, sia un riverbero più lungo contemporaneamente, in quali misure non si sa, non c'è una legge.
      Aggiungiamo un delay, a volte anche un riverbero che entra in un delay o viceversa, le cose cominciano a complicarsi e anche se sono tutte giuste si rischia di sbagliare i dosaggi, come in cucina.
      E poi l'equalizzazione, giustamente, sia dentro al riverbero impostando i tempi e il crossover, sia a valle equalizzando la sua risultante.
      Certamente cambia molto col genere, per questo non può esistere una guida passo-passo, però delle modalità per genere magari sì, ma su questo ogni fonico ci mette del suo, ha i suoi riverberi preferiti e relativi settaggi, che non vanno bene per altri.
      Bisognerebbe conscere come laorano i singoli, o come giustamente dici tu, come hanno lavorato su un paticolare brano.
      Mi pare che sia stato un caso di studio Hallo di Adele, girava qualche articolo con alcuni dettagli, ma non tutti, quindi serviva giusto a metà, ma magari esistono altre cose del genere che vanno più in profondità.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      La mia esperienza é che faccio dei lavori di finissimo su ogni traccia (eq comp ecc) e trovo bilanciamenti che mi soddisfano, e successivamente metto il riverbero che può cambiare molto tutto il suono. É una cosa che mette in gioco tutto il risultato finale nell'ultimo 3% di tempo di lavoro. Nel mio caso rischio tutto tra insicurezze e imperizia, quindi lo tengo bassissimo nel mix per paura.
      Poi però ascolto brani importantissimi e mi accorgo che qualcuno di questi ha dei riverberi lunghi e presenti quasi da karaoke, eppure suona da dio.
      Insomma ho bisogno di un approccio più scientifico del mio attuale :)
      Negli ultimi decenni si è andato abbassando il volume degli effetti, fino a renderlo appena percettibile, perfino come se fosse assente in alcuni casi.
      Ma di recente è tornato di moda, in alcuni generi come nel caso di Adele, giocare con le automazioni per creare atmosfere molto coinvolgenti in cui un riverbero può avere improvvise impennate e andare a riempire un vuoto tra le parole.

      Credo però che ciascun lavoro sia un caso a parte, come un'opera che risponde alla fantasia del suo autore, e il fonico sapiente si spinge a sperimentare dipingendo espressioni che non troviamo abitualmente in altri brani.
      Visto che sono tutte eccezioni che confermano la regola, è però difficile partire da quelle per trovare la regola.
      Forse l'unico modo è affiancare un bravo S.E., per poi affiancarne un altro e vedere che il suo metodo sarà diverso da quello del primo.
      Per quello che si è detto, comunque (eq sul riverbero e altre regolazioni) a spizzichi e bocconi si trovano utilizzi e trick in giro per articoli, ma come metterli in pratica starà per forza a noi.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

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      biagianni wrote:

      Buondì!!
      Bell'argomento il reverbero!!
      Una domanda: come riuscite a coniugare (es: due vst di tastiera) che hanno riverberi diversi?
      Ho notato che alcuni sound perdono tanto se quel suono viene modificato, quindi come si conciliano!!!
      Grazie


      ti dico la mia, ma non ti posso garantire che sia la soluzione migliore, è solo quella che uso io...
      Riverberi diversi in linea di massima ci possono stare, anzi, possono dare l'impressione di un diverso posizionamento spaziale dei due strumenti in questione, cosa che bisogna comunque sempre cercare di ottenere, per avere un mix profondo e con elementi differenziati nel posizionamento.
      Io personalmente aggiungo spesso un riverbero ulteriore che faccia da 'ambiente unico' per tutti gli strumenti, o anche per l'intero mix. A volte (non sempre) mi piace l'effetto di una room sul master buss, e quindi sull'intero mix. In generale, combinare diversi riverberi su uno strumento o su una voce non è vietato, anzi, molti lo raccomandano e seguono questa pratica.

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      Ok!!
      In effetti avevo questo dubbio, anche se non ho mai cercato di togliere/modificare i reverberi presenti in vari vst,
      e, francamente non nè ho trovato fastidio, però, pensavo fosse una cosa fatta male, visto che suono a livello amatoriale.
      E, il room sul master, riesce a dare uniformità a tutte le componenti del mix? .... tracce già reverberate o meno!!

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      Sì infatti, la sensazione che deve darti la room sul master è quella, di amalgamare tutto, il famoso "glue" sul master buss che si può ottenere con diversi strumenti (tipica la lieve compressione di pochi db con attacco lento e release veloce).
      In realtà non sempre la room sul master ci sta bene, valuta a orecchio...

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      personalmente io la uso in send, però se fai così devi avere una accortezza: non puoi metterla in send sullo stereo buss se già sullo stereo buss stai finalizzando il mix con un limiter che massimizza l'output del tuo mix a 0db, perché i send di solito (in cubase ad esempio) vengono processati dopo tutti gli insert, con la conseguenza che un riverbero in send ti aumenta un po' il volume del mix, e magari lo fa clippare.
      Io di solito uso un gruppo che chiamo 2BUSS. Mando tutti gruppi o le tracce del mio progetto al gruppo 2BUSS, e quest'ultimo lo mando al bus che su cubase si chiama "Stereo out", che quindi rimane l'ultimissimo anello della catena. Se voglio mettere qualcosa in send per tutte le tracce del progetto (un riverbero o qualsiasi altra cosa) lo faccio allora sul gruppo "2buss", non sullo stereo out. Un eventuale limiter per la finalizzazione del brano a 0db (-0.5 per la verità) lo metto poi in insert sullo "Stereo out"

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      No no, il limiter a 0 db ( o -0.5 per sicurezza) va messo solo se finalizzi tu stesso il brano. Se il brano deve andare a un mastering engineer allora sicuramente no, ci penserà il mastering engineer ad alzare il volumi del tuo mixdown ed usare un limiter. Anzi, per una serie di ragioni (vedi cosa trovi in rete a proposito del corretto "gain staging" o "gain structure" di un brano) sia in ripresa (tracking) che in mixing dovresti tenerti a livelli operativi più bassi, e stare lontano dallo 0 digitale.
      Mi sa però che siamo del tutto off topic :)

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      FX Slate veramente non so che sia :)

      Il limiter, se decidi di finalizzare tu stesso il brano, deve essere l'ultimo insert dello Stereo BUS, dopo ogni altra cosa. Imposta il ceiling a -0,5 db.
      Dopo il limiter, al massimo, potrai mettere solo un plugin di monitoraggio dei livelli, come l'ottimo Youlean Loudness meter, ma nessun altro plugin che impatti sul suono, sulla loudness o sui livelli.

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      non ti seguo, non capisco che vuoi dire...

      La masterizzazione è un processo post-mix, che di solito, a livelli professionali, si affida a un professionista specializzato, il mastering engineer, che oltre a competenze specifiche ha anche un ambiente trattato e hardware di livello professionale. Di regola funziona che chi mixa il brano lo invia poi al mastering engineer per il mastering. Con il mastering il brano viene finalizzato, e di solito reso anche omogeneo con altre eventuali song dello stesso progetto (che poi finiranno magari tutte stampate su un unico CD... un album insomma). Se tu, in ottica home studio, fai tutto da te, dalla ripresa al mix al mastering, allora semplicemente metterai sullo stereo out del progetto dei tool che ti serviranno a finalizzare ('masterizzare') il brano, tool simili a quelli che un master engineer userebbe. Poi bisogna vedere, naturalmente, la qualità del tool e il modo in cui li usi...
      La suite di cui parli non la conosco, ma dal sito vedo che ha dentro un compressore, un meter di livello e un altro tool per la massimizzazione della loudness, l'azione sui transienti eccetera... tutte cose che presumibilmente un mastering engineer potrebbe usare. Non vedo però un brickwall limiter/maximizer (tipo Ozone 8, che è tra quelli che preferisco). Un brickwall limiter/maximizer è quello che metterei ultimo nella catena... Deve permetterti di impostare un ceiling, un picco massimo che non sarà superato, con o senza opzione per il true peak (che è più sicuro quanto agli ISP, ma personalmente non mi piace come impatta sul suono). Il ceiling si può impostare a 0 db, ma meglio tenersi poco sotto.
      Come vedi, più parliamo, più il thread finisce OT... se hai dubbi su masterizzazione o finalizzazione di un mix meglio secondo me aprire un thread apposito...

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      Torno al riverbero, ho fatto una pensata che per qualche giorno non riesco a testare.
      Del riverbero mi dà fastidio che impasta i medi e altera il timbro vocale. La pensata è di aggiungergli un compressore collegato in sidechain alla voce. Con tempi cortissimi, come si fa a volte col basso. Quando c'é la voce si abbassa il riverbero, che poi torna fuori nelle code.
      É una tecnica già sperimentata o è l'invenzione paranoica di uno che proprio non riesce a fidarsi del suo riverbero?