Chandler TG2 vs 1073

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      Chandler TG2 vs 1073

      Buonasera a tutti.

      Sono alla ricerca del mio primo preamp da acquistare e probabilmente, trattandosi del primo preamp, sto affinando troppo le ricerche, esaurendomi!

      Sono fondamentalmente indeciso tra 1073 style tipo Aurora Audio, Heritage, Avedis M5 e il Chandler TG2.

      Ho soltanto bisogno di 1 preamp a singolo canale ma, nel caso del chandler, acquisterei comunque la versione rack due canali per via delle DI che mi servono e tutto quel rabbit hole del "i moduli 500 suonano peggio delle versioni rack per via dell'alimentazione". Non incentriamo le risposte su quanto appena detto comunque.

      Sul 1073 ho trovato tanti video, sample e comparazioni con altri preamp ma pochissime comparazioni con il tg2.
      Purtroppo non ho modo di provarli personalmente perché conosco zero persone con gli Aurora, zero con gli Avedis e qualcuno con gli Heritage.

      Qualcuno che li ha usati entrambi può descrivermi le differenze, oltre al classico "il 1073 suona cicciotto" che sembra la risposta pre impostata di ogni forum online ?

      Vorrei proprio capire come i due agiscono. Ho contattato un produttore americano che gentilmente mi ha spiegato come si comporta l'aurora e le differenze con un neve vintage, non ho contatti però che mi spieghino come si comporta il tg2 e quali i suoi punti forti/pecche e per cosa è più adatto.

      Grazie di vero cuore. :thumbsup:
      Ciao, proprio perché a parole è difficile descrivere il suono di un preamp, su un forum potremmo restare solo sul piano di "cicciotto" (che in verità per il 1073 non mi sembra l'aggettivo più azzeccato).
      Non conosco il TG2 ma di mio posso consigliarti di ascoltare un po' di discografia con il 1073, che ha fatto veramente la storia della musica e continua a farla, non è un caso, è un suono che funziona su tanti generi e al quale il nostro orecchio si è abituato.
      Altre cose più di nicchia suoneranno diverse, ma è probabile che non funzionino altrettanto bene su tutto, quindi se vedi che ti piace il 1073 non andare a cercare cose esoteriche, non è affatto detto che facciano la differenza, anzi...
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Il problema di ascoltare dischi che utilizzano un determinato preamp è che sappiamo davvero poco di quello che è successo in registrazione e poi in mixing e parlo di colori aggiunti da altre macchine, plugins e così via.

      Già quando trovi online qualche comparazione nuda e cruda, c'è poco da fidarsi in quanto devi stare anche attento ai livelli dei due preamp e a come il tizio della comparazione possa averli settati.
      Potrebbe tranquillamente aver usato il 1073 normalmente e spinto di più il tg2. L'altro giorno guardavo una comparazione tra 1073 vintage credo e Heritage. Il suono del 1073 era troppo lontano dall'Heritage e quasi sicuramente il tizio della comparazione avrà fatto casini con la manopola del tono della chitarra perchè il 1073 vintage era troppo ma troppo scuro e chiuso.

      Ecco perchè sto cercando qualcuno che li ha posseduti e me li descriva al meglio, quantomeno per differenze.

      Mzzill wrote:

      Il problema di ascoltare dischi che utilizzano un determinato preamp è che sappiamo davvero poco di quello che è successo in registrazione e poi in mixing e parlo di colori aggiunti da altre macchine, plugins e così via.

      Certo, però ascoltando un discreto numero di esempi, magari di musica non tanto recente ma tipo anni '70, e sapendo quali microfoni hanno usato, probabilmente riesci a farti un'idea e in quel periodo possiamo escludere certamente i plugin e anche mix sofisticati con altre macchine particolari.
      Se resta il dubbio, per lo stesso motivo vale la regola che nessuno sentirà mai neanche come suona il nostro preamp, quindi forse ci facciamo troppi problemi sulla scelta di un suono che comunque verrà contaminato da varie altre cose e non sarà mai sentito da solo.
      A tal proposito, credo conti di più quanto una macchina è flessibile e inseribile in setup di vario genere, e il 1073 di certo sa adattarsi a contesti molto vari e viene largamente impiegato da decenni, non è un caso se tanti produttori fanno un clone proprio di 1073, secondo me bisogna averlo, e andare su cose più di nicchia solo quando hai già quelle "mainstream" e se ti restano buoni motivi per cercarne di più particolari.
      A quanto ho capito i cloni moderni di 1073 come Heritage e Warm Audio assomigliano agli originali fino a un certo punto, sono prodotti industriali, saranno sicuramente ben suonanti ma non identici in tutte le caratteristiche, di solito il timbro/colore è la cosa più facile da emulare, cambiano invece il livello di dettaglio, il modo in cui reagiscono a diverse fonti, i transienti, e sfumature varie che comunque fanno tutte il successo di un preamp.
      Io ho un clone 1073 AML assemblato da un utente del forum, dovrebbe essere oggi tra le cose più simili all'originale grazie alla scelta di componenti che ricalcano il più possibile quello storico.
      Come dicevo, non lo definirei per nulla "cicciotto", nè caldo o freddo, direi semplicemente colorato e graffiante, con le sue sporcature molto musicali e apprezzabili in diverse situazioni, toccano per lo più le medie e medio-basse quindi sì, possono dare una sensazione di scurezza, ma nulla di così drastico, e con l'eq lo porti dove vuoi, in più anche il suo eq integrato è leggendario e tarato sulle frequenze veramente efficaci, un'altra cosa che non a caso ha superato mezzo secolo per arrivare a noi con quelle stesse caratteristiche.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Mzzill ... il problema dovresti vederlo in modo diverso ... i 1073 originali che conosciamo e ben suonanti sono macchine che hanno 30/40 anni di lavoro, Non ne troverai uno che suona uguale ad un altro. L'ossidazione, la vetustà, il lavoro e altro hanno influito sul suono. Le emulazioni varie quindi non sono confrontabili con i 1073 che si trovano in giro pertanto le varie prove su youtube lasciano il tempo che trovano. Credo che il problema vada visto in questa logica: rispetto ai pre della scheda audio o quelli che posso avere a disposizione le copie del 1073 risolvono il mio problema ? dovresti provarli e cercare quello col suono che più si avvicina ai tuoi gusti che non necessariamente ricalca fedelmente l'originale. Anche le prove che trovi in giro non rendono il suono reale del 1073 originale poichè i sistemi di registrazione sono cambiati, le fasi di conversione e tanto altro ... Personalmente ho provato alcuni cloni del 1073 e tra i vari mi è piaciuto (per l'uso che devo farne io) il Warm Audio, senza eq, non ho ancora trovato un eq hardware che renda a 7200 khz come l'originale, possiamo espandere il discorso ai compressori universal audio 1176/la2a la3a originali, presi hanni fa un urei la3a, a parte il fruscio facendo un confronto con il plug in della UAD mi trovai meglio col plug in, rammenta che il tutto finisce in un mix e poi viene rivitalizzato il master e li, le differenze sono meno avvertibili rispetto a una comparativa 1 a 1 diretta ...
      ... penso che un sogno così non ritorni mai più !
      Come dicevo, la cosa più facile da imitare è il colore/tono.
      Se un produttore volesse imitare un modello vintage vetusto che è diventato più scuro, potrebbe farlo senza problemi, si tratta solo di scelte, sono sicuro che tutti i cloni hanno più o meno la voce di un vero 1073.
      Il problema è come queste macchine reagiscono al segnale che gli si dà in pasto, transienti, quanto valorizza i segnali deboli, quanto tollera i più forti, in queste comparative (non tanto ascoltando ma più che altro fidandosi del verdetto dei tester) i cloni ne escono sempre così così, perché il suono c'è, ma è il resto che cambia, e se permettete da un pre che costa 1000 euro, clone o meno che sia, mi aspetto anche la qualità sotto vari aspetti e non solo il fascino esotico dell'imitazione di un vintage.
      Certi pre storici sono finiti in tutti gli studi del mondo non solo per il suono ma soprattutto anche per la qualità che restituivano a ogni impiego immaginabile, ovvero resa in senso lato, affidabilità, una chitarra dentro un 1073 non sarà bella solo per *quel* suono ma anche per come risponde agli attacchi di ogni corda suonata, il sostegno e tutto il resto, e queste sono proprio le caratteristiche più in crisi nei cloni, a detta di chi fa dei confronti veri.
      Alcuni ottimi preamp in generale, sono talmente reattivi ai segnali deboli e tolleranti con gli alti, che quasi fanno anche una funzione di compressore, valorizzando un po' tutto quello che ci passa, risparmiandoti ore di editing, dandoti risultati subito belli e pronti all'uso, questo fa la differenza.
      La mia impressione (e non solo mia) è che i cloni industriali di ultima generazione mirino più a copiare il pannello e la "voce" senza soffermarsi troppo sul resto, ma costano abbastanza per aspettarsi un po' di più.
      Altri dicono che gli stessi Neve originali di oggi, che costano almeno il doppio, sono a loro volta dei cloni, quindi neanche pagando tanto si ottiene quello che erano gli originali.
      Il mio consiglio se piace il 1073 sono o il kit AML come il mio, oppure i cloni di Stam Audio che costano più di WA e Heritage ma hanno un livello di attenzione superiore, infatti nelle comparative ne escono sempre meglio sugli altri. Purtroppo non sono prodotti sempre facili da reperire perché realizzati a mano in piccole quantità.
      Altre alternative i costosissimi BAE oppure gli economici Golden Age che nella loro fascia di prezzo sono molto apprezzati.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.

      Post was edited 1 time, last by “Pilloso” ().

      Certo, condivido ogni vostra frase.

      Credo che probabilmente, quando ci sono tanti soldi in ballo per un pre (2600+450 di alimentatore nel caso del chandler) comunque sai che un altro pre difficilmente te lo compri.
      Questo ovviamente fa partire mille pippe mentali, spesso inutili. Conosco produttori che fanno da anni questo lavoro con un ISA 430 e quando gli parli di pre neanche danno tutta questa importanza perchè sanno che un suono convincente te lo tirano fuori anche con un pre integrato.

      Cercherò di trovare almeno un chandler per provarlo e capire come suona, per gli aurora/avedis la vedo molto difficile.

      Grazie
      chi usa pre integrati spesso colora con un compressore colorato in insert da qualche parte, non'è sbagliata l'idea di avere un pre colorato, e non'è nemmeno un discorso economico, semplicemente è sbagliata l'idea di cercare qualcosa che suoni come .... e non che mi dia il suono che cerco ... un pre stile 1073 è un elemento importante perchè riesci a spremere l'hardware andando in distorsione in modo controllato e sulla voce ed altro sono abbastanza unici ...
      ... penso che un sogno così non ritorni mai più !

      Mzzill wrote:

      Conosco produttori che fanno da anni questo lavoro con un ISA 430 e quando gli parli di pre neanche danno tutta questa importanza perchè sanno che un suono convincente te lo tirano fuori anche con un pre integrato.

      I pre integrati non saprei, magari si usano per tracce secondarie o elementi di batteria, ma gli ISA sono a tutti gli effetti macchine degne di nota, magari non a livello dei top, ma è verissimo che molti studi li impiegano ampiamente, sono molto versatili, derivano a loro volta (alla lontana) da progetti Neve e vagamente ripropongono quella filosofia ma in chiave più moderna, quindi decisamente meno colore e carattere, ma il loro ce l'hanno e si difendono bene.
      In un brano un po' pieno di tracce sfido anche gli orecchi esperti a riconoscere se la voce è passata da un 1073 o da un ISA, proprio in considerazione di tutti gli altri trattamenti, tra hardware o plugin, da cui passa oggi una traccia, tanto per dirne uno, già un 1176 colora il segnale con la sua voce e quello che c'è entrato, pre o microfono, diventa molto più difficile da riconoscere.
      Quindi se hai quel budget da investire prendi anche in considerazione di non spenderlo tutto in un pre troppo "esclusivo" e magari una piccola parte ti resta per un clone di 1176 che oltre a dare un indiscutibile contributo come compressore anche in tracking, offre una ulteriore caratterizzazione del suono con la sua impronta, e ti dà possibilità di usarlo o meno in combo con qualsiasi pre, a seconda del lavoro che ti capita.
      Quando senti come stravolge il suono ti fai meno problemi su quello che viene prima :)
      Per questo prima di investire in un Chandler che ti porta verso un solo suono e a caro prezzo, valuterei tante alternative meno impegnative e magari qualche ferro extra per avere più versatilità.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      ciao, ho provato a leggere tutta la discussione cercando il punto in cui parli della sorgente da riprendere (voce, chitarra, synth) ma non ho trovato niente, tanto meno il microfono che useresti, sarebbe opportuno specificarlo.

      io non ho esperienza diretta con strumentazione di alto livello e di quella fascia di prezzo, ma posso dirti di averne una varietà: Isa one, Warm audio wa273 eq, warm audio 412, spl goldmike, mackie onyx. oltre a questo ho un parco microfoni non di fascia alta ma ho alcuni elementi che spesso si usano tra cui akg d112, beyerdinamic mg201, Shure sm7b, sm57 e 58, e qualcosa di fascia bassa come i nastro t.bone rb500 che uso con l'spl goldmike come overhead per la batteria o per riprendere degli archi con risultati ottimi almeno per le produzioni che passano da me. e per risultati ottimi intendo la facilità di inserire nel mix gli elementi registrati senza dover stravolgere in post produzione.
      voglio anche aggiungere che per capire la strumentazione come e quando usarla ho fatto dei test comparativi usando microfoni diversi e in alcuni casi, come con l'utilizzo di una chitarra distorta, le differenze erano impercettibili.
      l'utilizzo di microfoni diversi e il loro posizionamento ti da la vera modellazione del suono, mentre il preamplificatore ti aiuta su alcune caratteristiche ma non lo metterei al primo posto per la costruzione di un suono, anche se ammetto che ad esempio sui suoni clean la differenza tra il clone 1073 e il clone 512 è una diversa risposta sui transienti e la morbidezza sulle alte frequenze, ma il microfono ha la sua importanza in questo processo.

      con questo non voglio dire che puntare in alto sia inutile ed eccessivamente dispendioso, ma spesso non è la soluzione a tutte le domande. possono volerci settimane di prove.

      essendo il tuo primo preamp ti consiglio di iniziare con qualcosa di facilmente rivendibile e allo stesso tempo di buon livello come l'isa one che è versatile e con 4 o 5 variazioni di impedenza per adattare più microfoni, un hpf e il vu meter per controllare visivamente il segnale in ingresso.

      posso dirti che il warm audio 273 (clone 1073) lo uso spesso sulle voci ma non sempre, ad esempio su quelle troppo delicate e pulite lo scarto perché non ottengo un buon volume in uscita e appena si alza un po' il gain ottieni una saturazione che in alcuni contesti è più dannosa che utile, mentre sul rap o sul rock e con una voce già graffiante di suo è una figata.

      insomma, la scelta non può basarsi solo sul nome

      Post was edited 1 time, last by “danny83” ().

      danny83 wrote:

      ciao, ho provato a leggere tutta la discussione cercando il punto in cui parli della sorgente da riprendere (voce, chitarra, synth) ma non ho trovato niente, tanto meno il microfono che useresti, sarebbe opportuno specificarlo.


      Sarebbe l'unico pre dello studio quindi ci passerebbe dentro di tutto (DI chitarre, DI basso, Voci, Ampli reali microfonati e così via)
      Per quanti riguarda il genere, principalmente rock/metalcore e roba in acustico. Ogni tanto capita il progettino pop ma non fa testo.

      Attualmente uso un Neumann u87ai e ti do ragione sul microfono che è più importante del pre, infatti stavo valutando l'acquisto di un clone u47 che andasse a sostituire il Neumann u87ai, un clone tipo Warm Audio 47, Flea 47 oppure leggermente diverso e più moderno tipo Manley Ref C. anche perchè avevo letto che l'accoppiata u87ai e 1073 non è delle migliori.

      Pilloso wrote:

      Mzzill wrote:

      avevo letto che l'accoppiata u87ai e 1073 non è delle migliori

      Io in tanti anni invece ho trovato nel 1073 proprio il pre che finalmente fa suonare in modo musicale un U87ai, come avrei sempre voluto.


      Questa infatti è una cosa che devo assolutamente approfondire prima di muovermi in qualsiasi direzione. Su molti forum, anche questo credo, ho letto che l'87ai suona molto "duro" o robe simili se abbinato ad un 1073. Chiedendo a un produttore rock di successo, mi ha detto che si entra molto nel discroso "pippe mentali" e che è più un discorso di impedenze. Lui stesso usa u87ai e u47 con un Aurora (clone 1073)

      Quindi decisamente da approfondire come discorso.
      Beh sì, io sono uno che oltre un certo punto smette di guardare le sfumature e inizia a farsi meno problemi, perché dentro un mix molti di questi dettagli si perdono.
      Però posso dirti che l'87ai per una serie di motivi non l'ho mai sentito a suo agio su nessun pre, quando finalmente ho avuto un 1073 non avevo già più aspettative sul mic, ma provandoli assieme sono rimasto piacevolmente sorpreso, non è facile descriverlo ma trovo che i suoi "spigoli" si incastrino bene con quelli del pre, diventa più equilibrato e mantiene una bella presenza, alcune asprità vengono smussate a favore di una maggiore musicalità, sì tutti dettagli ma nell'insieme non ho potuto fare a meno di notarlo.
      Di altri pre ho Avalon AD2022 (versione stereo del M5, pulitissimo, lineare e iper-dettagliato), UA 6176 (channel strip favoloso che non ha bisogno di presentazioni), Telefunken V672 (un trasformatori old-shool che per certi versi può assomigliare alla filosofia dei Neve anche se con meno dettagli) e tra tutti se oggi dovessi cantare nel U87ai lo collegherei subito al 1073 senza pensarci.
      Insomma una bella accoppiata anche se ormai sono convinto che l'U87ai sia poco versatile per il canto, va benone sulle voci femminili, meno sulle maschili, e con quello che costa meglio cercare alternative.
      Ottimo invece per speaker, doppiaggio, podcast, audiolibri, e ti credo, basterebbe anche molto meno, però lui facilita parecchio il lavoro in post, per queste cose è una sicurezza.
      Siamo tutti sulla stessa Bark.
      Ciao Mzzill, provo a dirti la mia, basandomi su esperienze vissute in prima persona.

      Grazie ad alcuni amici molto più esperti di me, tra i quali Mauro Menestrello e Alessioblve di questo forum, ma anche proprietari di studi e negozi del settore piuttosto “importanti”, negli anni ho avuto la possibilità/fortuna di provare qualcosa come una cinquantina di microfoni ed altrettanti preamplificatori (dai più moderni ai più rari, dai più vintage ai più costosi, da quelli più “commerciali” a quelli di boutique…). Insomma prove su prove, con combinazioni fatte in tutti i modi possibili ed immaginabili, quasi esclusivamente in relazione alla registrazione della voce (la mia).

      Alla fine sono giunto alle seguenti PERSONALISSIME conclusioni:

      1) Ogni microfono suona diverso dall’altro e, anche se ci sono delle differenze oggettive, è impossibile (e sbagliato) stabilire se uno sia migliore di un altro.
      Infatti, da un certo livello in su, resta un fatto di gusto personale e, al limite, di “accoppiata giusta tra una certa voce ed un certo microfono”

      2) Per i preamplificatori vale lo stesso identico discorso di cui al punto precedente.

      3) L’attuale Neumann U87Ai, sebbene molti sostengano che sia “peggiore” dei modelli vintage (e probabilmente anche a ragione… ma fino ad un certo punto), ritengo sia l’unico microfono con cui poter registrare un disco intero ed avere sempre e comunque un risultato all’altezza. E che, nel caso si lavori conto terzi, funzionerà nel 99,99% dei casi. Che ci si registri una voce, una cassa, una chitarra, un piffero o un campanello.
      Non che con altri microfoni non si possa fare, ma non ne ho trovato uno con la stessa versatilità.

      4) L’U87Ai dentro il Neve 1073 è bellissimo.
      Io l’ho utilizzato per anni con il Chandler LTD1 e poi con l’AML 1073 ed era magnifico in entrambi i casi.
      Già da qualche anno lo uso con un pre completamente diverso e che non c’entra una ceppa con quelli sopra, ma che preferisco a tutti gli altri (per il mio "suono", per i miei gusti).
      Molti sostengono che l’accoppiata perfetta sia con l’Avalon 737, altri con il Manley VoxBox.
      Quindi dove sta la verità?
      La verità è che nessuno può dirti cosa sia più giusto per te, per la tua voce, per il tuo ambiente, per i tuoi gusti. Ovviamente qualora queste esigenze siano “personali” (nel qual caso l’unica soluzione è provare, provare, provare fino a trovare il suono che piace a te e che è “giusto” per te).
      In caso invece si lavori conto terzi, ritengo effettivamente saggio orientarsi verso soluzioni piuttosto “standard” come quelle anzidette: se da mille-mila anni le accoppiate sono sempre le solite 3 o 4, probabilmente funzionano ;)

      5) So che più di qualcuno avrà da ridire (e chiaramente lo rispetto), ma personalmente in quest’ultimo contesto (cioè lavorare per clienti esterni e non per i propri progetti), starei piuttosto lontano dai vari marchi che propongono dei “cloni” di prodotti più famosi (e standard da secoli). Perché NON sono uguali e MAI lo saranno da nessun punto di vista, a partire dall’affidabilità e dalla qualità dei materiali usati (e, pertanto, nel risultato finale).

      La registrazione è una fase IMPORTANTISSIMA (probabilmente la più importante), per cui presterei la massima attenzione e non starei a lesinare (né tantomeno andare "in discesa").

      6) Ha ragione il tuo amico quando sostiene che, a certi livelli, si cade nelle pippe cerebrali, MA bisogna essere a certi livelli, ossia partire da alcuni punti fermi e consolidati da decenni.
      In buona sostanza, la differenza tra U87ai+Chandler LTD1 e U87Ai+Manley VoxBox potrebbe essere una pippa cerebrale (il condizionale è d’obbligo per i motivi di cui sopra). La differenza tra l’U87Ai ed il Warm Audio 87 (giusto per dirne uno) NON è una pippa cerebrale, ma una differenza oggettiva e sostanziale. Non scherziamo :)

      7) E’ vero che l’87Ai è un po’ duretto (è notoriamente un po’ medioso ed è forse anche per questo che è riconoscibile a cento km e buca il mix in ogni condizione), ma molto lo fa l’ambiente in cui registri, il posizionamento e la distanza dalla capsula. Senza parlare del passaggio da cardioide ad omni…
      8) In definitiva: tieniti stretto l'87Ai e prendi un API512 che, per i generi che hai indicato, lo vedo particolarmente adatto. Magari presta attenzione alla stanza in cui registrerai ed al posizionamento del microfono all'interno della stessa e rispetto al cantante

      Pareri personalissimi :love:

      Post was edited 3 times, last by “simonluka” ().

      rispetto al punto 5 permettimi di dire che l'errore non è comprarle, lo è invece spacciarle per riproduzioni. Si tratta di oggetti che fanno un degno lavoro e i costi non sono esagerati, hanno il loro personale carattere che è magari indirizzato verso lo strumento che vanno a imitare.
      insomma, si possono tranquillamente usare senza che nessun cliente abbia da ridire

      danny83 wrote:

      rispetto al punto 5 permettimi di dire che l'errore non è comprarle, lo è invece spacciarle per riproduzioni


      Eh, e hai detto niente? E tutto lì il discorso.
      Infatti l'amico Mzzill (come peraltro il 99% delle persone che hanno gli stessi dubbi amletici) parla di un "clone u47" e non di "un altro qualsiasi microfono". Il che lascia fortemente presumere che sia alla ricerca esattamente di quel suono (Neumann), nella versione verosimilmente "migliore" del moderno U87 (cioè U47).
      Il problema è proprio questo, ossia l'erronea e diffusa convinzione che si possa avere un prodottougualeaquellofamosissimocostosissimoesuperfico spendendo un terzo (o un decimo, a seconda dei casi), perché il nome è assonante e tanto le differenze non le nota nessuno. E invece non è così. Punto.
      Poi, per carità, c'è clone e clone. Un Flea non è certamente un Warm Audio. Ma comunque non è neanche un Neumann U47.
      Può essere pure "meglio" (passatemi il termine) ma non è quello.
      E, se proprio vogliamo scendere nel particolare, i Warm Audio manco assomigliano a quelli che scopiazzano....
      Quindi, sempre secondo me, le vie d'uscita sono due: O uno passa qualche mese a noleggiare tutti i microfoni esistenti e a confrontarli con quello che si ha, facendoli provare a tutti i propri clienti finché non trova quello che funzioni per tutti (e la vedo dura), oppure conviene rimanere su quello che è uno standard da quasi un secolo e che, tra l'altro, già possiede. Sicuramente le probabilità che funzioni un po' per tutto e per tutti saranno più alte e non spenderà altri soldi che potrà, invece, dirottare verso qualcosa di veramente utile.