Consigli microfonazione pianoforte a coda per live con poca disponibilità di microfoni.

    This site uses cookies. By continuing to browse this site, you are agreeing to our use of cookies. Read and accept

      Consigli microfonazione pianoforte a coda per live con poca disponibilità di microfoni.

      Buongiorno, So che è un argomento trattato un miliardo di volte, ma mi trovo in una situazione particolare.

      Partiamo dal presupposto che non ho mai microfonato un pianoforte.

      Di recente sono riuscito a farmi "assumere" da una scuola di musica per i futuri saggi e live che organizzano, il primo è tra pochi giorni.

      A disposizione ho un mixer yamaha 03, una decina di 57 shure, una decina di 58 shure e 2 c414 akg.

      Mi hanno detto che sono tutte voci su base, aparte un brano dove sarà piano e voce, e mi hanno appunto chiesto di microfonare il pianoforte.

      La domanda è, avendo a disposizione solo quei microfoni, con cosa e come lo microfonereste?

      Grazie
      Ciao,
      il pianoforte è verticale oppure a coda?

      Supposto che sia a coda io metterei: i due C414 sopra l'arpa e un 58 sotto la cassa armonica per catturare la parte bassa dell'emissione.
      Saluti Mirco.
      ...le macchine non aggiungono nulla all'anima della musica.
      infatti, bisogna vedere se verticale o coda.

      Per i coda qualche anno fa ho letto di una tecnica molto usata per i live tra i fonici americani ma meno qui in Italia, cioè posizionare uno o due microfoni molto vicini, quasi dentro, uno (o due) dei grandi fori dell'arpa, considerando però che va anche scelto il foro giusto: con qualcuno che suona qualche nota, avvicina l'orecchio ai diversi fori, uno tra tutti probabilmente suonerà più pieno degli altri, riproducendo bene o male l'intera gamma del piano (e sarà uno di quelli centrali).
      Il suono potrebbe non essere il migliore che tiri fuori da quel piano, e di sicuro non è una tecnica per registrare, ma per un live ti potrebbe davvero salvare. A me è capitato più di una volta, dai piccoli teatri ai locali dove era richiesto il 'fai da te' (cioè: suonavo io): con molti musicisti, magari vicini tra di loro, tra ampli strumenti, spie e microfoni vicini, spesso con una microfonazione tradizionale del piano non si riesce ad ottenere un volume adeguato, nè per il pianista nè per il pubblico, e i mic del piano innescano troppo presto. Questa tecnica in questi casi è un salvavita. In casi estremi : coperchio del piano chiuso o semichiuso, SM58 dentro uno dei buchi, e un paio di asciugamani sopra.
      Ovviamente, trattandosi di tecnica salvavita, tutte le volte che puoi farne a meno e microfonare il piano con le usuali tecniche usate per la registrazione, ovviamente è meglio usarle, otterrai un suono più naturale e arioso.
      Tieni presente che puoi combinare entrambe le tecniche e usare il microfono in buca soprattutto per darlo in spia al pianista e/o agli altri musicisti. Ti assicuro che la prima cosa che vogliono è sentire se stessi e gli altri musicisti, poi di 'qualità del suono' se ne può parlare, ma eventualmente e dopo.
      Ero convinto di averlo scritto, comunque è a coda.

      ok ok, come immaginavo, ma sull'arpa in che posizione? documentandomi un po ho visto che c'è chi mette i 2 mic in linea subito dietro ai martelletti e chi invece quello dal lato delle basse lo mette in fondo alla coda. quali sono le differenze? mi viene da pensare che così perdo attacco sulle note basse.

      Il 58 invece sotto la cassa armonica dritta verso il legno o di traverso? più vicino al pavimento o alla cassa?

      Tra l'altro ho la possibilità di andare sul posto un po prima, così posso fare delle prove.

      gobbetto ha scritto:

      infatti, bisogna vedere se verticale o coda.

      Per i coda qualche anno fa ho letto di una tecnica molto usata per i live tra i fonici americani ma meno qui in Italia, cioè posizionare uno o due microfoni molto vicini, quasi dentro, uno (o due) dei grandi fori dell'arpa, considerando però che va anche scelto il foro giusto: con qualcuno che suona qualche nota, avvicina l'orecchio ai diversi fori, uno tra tutti probabilmente suonerà più pieno degli altri, riproducendo bene o male l'intera gamma del piano (e sarà uno di quelli centrali).
      Il suono potrebbe non essere il migliore che tiri fuori da quel piano, e di sicuro non è una tecnica per registrare, ma per un live ti potrebbe davvero salvare. A me è capitato più di una volta, dai piccoli teatri ai locali dove era richiesto il 'fai da te' (cioè: suonavo io): con molti musicisti, magari vicini tra di loro, tra ampli strumenti, spie e microfoni vicini, spesso con una microfonazione tradizionale del piano non si riesce ad ottenere un volume adeguato, nè per il pianista nè per il pubblico, e i mic del piano innescano troppo presto. Questa tecnica in questi casi è un salvavita. In casi estremi : coperchio del piano chiuso o semichiuso, SM58 dentro uno dei buchi, e un paio di asciugamani sopra.
      Ovviamente, trattandosi di tecnica salvavita, tutte le volte che puoi farne a meno e microfonare il piano con le usuali tecniche usate per la registrazione, ovviamente è meglio usarle, otterrai un suono più naturale e arioso.
      Tieni presente che puoi combinare entrambe le tecniche e usare il microfono in buca soprattutto per darlo in spia al pianista e/o agli altri musicisti. Ti assicuro che la prima cosa che vogliono è sentire se stessi e gli altri musicisti, poi di 'qualità del suono' se ne può parlare, ma eventualmente e dopo.


      Non avresti qualche foto per capire meglio? sopratutto la parte dell'asciugamano mi sfugge
      E allora, ho ritrovato l'articolo di cui parlavo, che è questo:

      prosoundweb.com/topics/sound_r…_piano_in_the_live_realm/

      Ci sono delle foto. Come vedi nessuna asta, solo il microfono buttato dentro al piano, con la capsula vicina al foro. Comunque io ho sperimentato più volte dal vivo, e non sempre questa è la posizione migliore: dipende dal microfono che usi e che effetto prossimità ha, dal suono del pianoforte e della stanza, e dalla criticità della situazione (cioè in che misura vuoi/è necessario evitare il rientro di altri strumenti).
      In linea di massima io non lo posiziono proprio come nella foto del tecnico americano di questo articolo, cerco di orientare ulteriormente la capsula verso il foro, inclinando il microfono (come vuoi: con degli spessori, pezzi di cartone, un cavaliere... quello che hai a portata di mano); però ripeto, dipende, con alcuni microfoni questo porta a un effetto prossimità veramente eccessivo, e a un rimbombo su frequenze basse e medio-basse. Puoi solo fare prove nell'ambiente in cui suoneranno il piano, non c'è altro modo. Ovviamente a questo scopo ti suggerisco (tra i microfoni che hai elencato) l'SM58.

      Asciugamani: una volta posizionato il microfono nella maniera che preferisci (considerando come obiettivo la massimizzazione del volume in relazione a un timbro almeno 'accettabile') buttaci sopra uno o due normalissimi asciugamani, per limitare ulteriormente il rientro di altri strumenti e le possibilità di feedback.
      Ovviamente, usare un microfono molto direzionale e con grande rejection off-axis aiuta ulteriormente.

      Comunque una nota: il suono che viene fuori non è affatto brutto, e potresti decidere di usarlo sia in spia per il pianista e per i musicisti che in diffusione per la sala. Semplicemente: non è il più bello che puoi ottenere da un pianoforte. Ma credimi, i musicisti vogliono sentirsi, sentire le note che fanno con il volume e la chiarezza necessarie. Il timbro viene dopo. E come ti dicevo puoi anche microfonare con 10 microfoni e decidere cosa va solo in spia e cosa solo in diffusione (quello che va solo in diffusione e non in spia difficilmente crea problemi di feedback).